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Discussione: la maledizione dell' amore eterno

  1. Top | #1
    Bronze Saint L'avatar di Aquarius no Lilith
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    la maledizione dell' amore eterno

    Prologo:


    La mia vita è stata, si può dire, normale e pacifica, per quanto la si possa definire una vita quella senza la figura dei genitori a farti da modello, finché non ho scoperto di avere un cosmo dentro di me, all'età di sei anni.
    Ero andata da sola nel bosco dietro l'orfanotrofio e fui improvvisamente attaccata da un orso e, per difendermi, non so come, liberai il mio cosmo fino allora ancora sopito e quell'animale, come lo sentì, scappò subito nel bosco.
    Oltretutto, ciò che era appena accaduto, l'avevo sognato proprio la notte precedente e ciò mi sconvolse veramente molto.
    Dopo un po' sentii però, un fruscio tra gli alberi e dal bosco uscì un uomo rivestito di un’armatura scintillante che aveva lunghi capelli blu, occhi azzurri e un viso dall'espressione serena e gentile.
    Dopo essermisi avvicinato, disse, guardandomi negli occhi: << Dolce bambina, sei stata tu a far fuggire quell'orso? >>.
    Ed io, guardandolo a mia volta negli occhi, gli risposi: << Penso di sì, ma è successo tutto in un attimo. Infatti, quando ha cercato di avvicinarsi nonostante fossi terrorizzata, ho sentito crescere dentro di me una grande forza e poi l'orso è scappato spaventato da non so che cosa. Non mi spiego poi come sia possibile che tutto possa essere accaduto, come nel mio sogno di questa notte >>.
    Ed egli, guardandomi con sguardo stupito, disse: << Avevi dunque già visto l'attacco di quell'orso in sogno?>>.
    << Sì, però ti prego di non dirlo a nessuno, dato che mi crederebbero fuori di testa >>.
    << D'accordo, farò così. Posso sapere il tuo nome? >>.
    << Yume e tu come ti chiami e perché hai un'armatura addosso? >>.
    E lui sorridendomi, disse: << Mi chiamo Saga e quest’armatura la indosso per proteggere il mio corpo dai colpi degli avversari>>.
    Quella risposta mi risuonò strana, ma non gli chiesi altro.
    Poi cominciai a sentire la voce della direttrice chiamarmi e, dopo aver salutato quello strano uomo di nome Saga, tornai all'orfanotrofio.
    Nei giorni seguenti, cominciai a vedere nei miei sogni uno strano luogo, dominato da un'alta montagna con diverse case dallo stile architettonico molto inconsueto, con delle lunghe scale bianche che conducevano a un enorme edificio, sulla sommità della montagna.
    Vidi inoltre bambini circa della mia età, combattere tra di loro all'aperto, in quella che sembrava un'arena o spaccare delle enormi rocce con la forza o di un solo pugno o di un calcio.
    Queste visioni mi lasciavano sempre più sconvolta poiché mi chiedevo che cosa significassero e poi, a volte, c'era anche quell'uomo di nome Saga, in esse.
    Lentamente passò un mese da quando era accaduto quello strano incontro e le visioni divennero sempre più frequenti e non si limitavano ora solo più alla notte, ma mi assalivano anche di giorno.
    Saga nel frattempo era andato via due settimane, dopo che l'avevo conosciuto, non lasciando tracce di sè com'era stato, quando era comparso.
    La sua partenza mi aveva causato un senso di perdita, perché era l'unica persona con cui potevo parlare di ciò che vedevo in sogno, senza preoccuparmi di ciò che lui pensasse.
    E poi mi ero affezionata a lui perché con me era sempre gentile e disponibile.
    Inoltre qualcosa mi diceva che egli avrebbe potuto aiutarmi a risolvere il mio problema e quindi speravo di poterlo incontrare di nuovo.
    Due settimane prima del mio settimo compleanno vidi che stava tornando e quindi mi diressi, dove l'avevo visto nel mio sogno.
    Quando lo vidi gli corsi incontro e lo abbracciai, felicissima che fosse tornato.
    Dopo avermi abbracciato anche lui, disse: << Yume, scusami se sono andato via, ma dovevo fare una cosa molto importante che non potevo assolutamente evitare >>.
    Ed io, scontandomi da lui, dissi: << Ho capito. Devi anche sapere che mentre eri via, le mie visioni sono aumentate rispetto alla frequenza e ad esempio, neanche due ore fa, ho visto che saresti tornato e che saresti passato di qui. Per questo motivo sono subito venuta a cercarti, in questo luogo >>.
    Lui, stupito per le mie parole, disse: << Dunque, ora hai visioni anche durante il giorno? >>.
    << Sì anche se mi succede solo da una settimana >>.
    << Capisco. Yume io sono tornato per proporti di venire in un certo luogo con me, dove potrai imparare a usare meglio il tuo dono. Che cosa ne dici? >>.
    Io ci pensai un attimo e poi gli risposi: << Sì d'accordo >>.
    << Ti avverto però che dovrai seguire allenamenti estenuanti, sia a livello mentale, sia fisico. Te la senti di farlo? >>.
    Ed io sorridendogli, dissi: << Sì e poi se quest’addestramento mi servirà ad aiutare qualcuno lo farò molto volentieri >>.
    Dopo questa conversazione Saga mi spiegò che saremmo andati in Grecia e più precisamente al Santuario di Atene, dove mi sarei addestrata e mi spiegò anche le regole dei Saint.
    Poi mi accompagnò fino all'orfanotrofio dove dopo aver parlato con la direttrice, se ne andò e fissammo un appuntamento per il giorno dopo davanti all'albero, dove c’eravamo incontrati per la prima volta.
    Quella sera, la direttrice mi aiutò a fare la borsa con le mie poche cose e mi disse che ero stata veramente fortunata a trovare un padre adottivo di quel genere.
    Così il giorno dopo, Saga mi portò via dall'orfanotrofio, dopo avermi adottato.
    Ancora prima che giungessimo nella città portuale da dove con una nave saremmo giunti in Grecia, avevo indossato una maschera per celare il mio viso, che solo molti anni più tardi avrei mostrato a qualcuno.
    Quando arrivammo al Santuario, conobbi molti bambini che avevano all'incirca la mia età e che aspiravano alle armature più importanti, cioè quelle d'oro: un bambino di nome Camus molto rigido e chiuso in sé stesso che aspirava all'armatura dell'Acquario, poi Aiolia, fratello del cavaliere del Sagittario e Milo, entrambi molto gentili e simpatici, aspiranti l'uno all'armatura del Leone e l'altro a quella dello Scorpione, Mu molto timido e riservato, aspirante a quella dell'Ariete e Shaka che non apriva mai gli occhi e non parlava quasi mai ed era l'aspirante guerriero per l'armatura della Vergine.

    N.B: questo capitolo introduce solo la protagonista, ma il capitolo successivo presente già molti personaggi a noi ben conosciuti.
    Ultima modifica di Aquarius no Lilith; 12-04-2013 alle 22:31

  2. Top | #2
    Specter L'avatar di Siegfried 71
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    non vedo l'ora di leggere il resto,spero venga pubblicato a breve.

  3. Top | #3
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    ladymary è offline
    Complimenti Lyl... sei davvero portata !

    Lady

    P.s. attendo il seguito...
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    la maledizione dell' amore eterno

  4. Top | #4
    Bronze Saint L'avatar di Aquarius no Lilith
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    Aquarius no Lilith è offline
    tra poco dovrei finire il primo capitolo, quindi non dovrete aspettare molto per leggere il seguito.
    grazie comunque per i complimenti lady e sig
    Ultima modifica di Aquarius no Lilith; 14-06-2012 alle 13:22

  5. Top | #5
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    Prologo interessante. Hai attirato anche la mia curiosità

  6. Top | #6
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    wow ke bel racconto,si si voglio sapere il resto complimenti a te....per te un bel
    la maledizione dell' amore eterno

  7. Top | #7
    Bronze Saint L'avatar di Aquarius no Lilith
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    N.B: premetto che nella mia storia tutti i cavalieri d'oro sono tornati in vita dopo la guerra sacra contro Hades e il Santuario è stato riportato al suo stato precedente l'ultima guerra sacra.
    I nomi dei personaggi poi saranno quelli originali del manga, perchè io ho una scarsa conoscenza dell'anime. Ora vi saluto e vi auguro una buona lettura!

    Capitolo 1: il ritorno al santuario



    Mi sembrò irreale poter tornare lì, al Santuario, dopo due anni passati lontani, nella grotta della Pizia, a Delfi, ad addestrarmi.
    Con il mio contenitore dell’armatura in spalla m’incamminai verso la tredicesima casa per poter parlare con la dea Atena che, finalmente, dopo lungo tempo era tornata ad occupare il posto che le spettava. Infatti, non avevo ancora potuto incontrarla perché non avevo preso parte a nessuna delle guerre sacre, fino allora combattute, poiché ero ancora in fase di addestramento.
    Giunta alla prima casa, quella di Mu dell’Ariete, entrai, ma non sentii la presenza di alcun cosmo e da ciò dedussi che doveva essere fuori in missione, e quindi passai velocemente oltre.
    Quando entrai nella casa di Aldebaran del Toro, invece, per poco non andai a sbattere contro di lui, che mi osservò con aria perplessa, ma dopo aver osservato il contenitore dell’armatura che avevo sulle spalle, il suo volto, si fece più sereno e disse: << Bentornata, Yume. Com’è andato il tuo addestramento a Delfi? >>.
    Ed io, sorridendo, gli risposi: << E’ andato tutto bene e ora sono tornata per rimanere qui, e servire la dea Atena, com’è mio dovere >>.
    << Capisco. Hai il mio permesso di passare oltre la mia casa e buon proseguimento di percorso >>. Lo salutai velocemente e proseguii.
    Quando mi ritrovai ormai davanti alla casa dei Gemelli mi venne un’enorme fitta al cuore, pensando al fatto che lì, un tempo, aveva abitato il mio primo maestro e mentore Saga, cui dovevo tantissimo e che avevo considerato come un padre, nonostante avessimo passato pochissimo tempo insieme. Sapevo però che ora quella casa era occupata da suo fratello, Kanon che ne aveva preso il posto come cavaliere dei Gemelli.
    Quando entrai nella terza casa però, una certa inquietudine mi pervase tutta, oltre ad una sensazione di tristezza.
    Dopo neanche aver fatto tre passi all’interno, mi comparve davanti Kanon che potei costatare essere proprio com’era apparso nelle mie visioni, riguardo alla guerra sacra contro Ade.
    Era molto alto, con un corpo dai muscoli ben definiti e aveva occhi e capelli blu. Era completamente identico in tutto e per tutto al mio maestro Saga.
    Fu lui il primo a parlare: << Chi sei, donna e che cosa ci fai qui? >>.
    E allora io indicando il mio contenitore dell’armatura che avevo sulle spalle, dissi: << Io sono Yume, silver saint di Cassandra. Sto andando alla tredicesima casa, per parlare con la dea Atena >>.
    << Saresti tu allora, la bambina che mio fratello portò qui quasi quattordici anni fa, per farla diventare un cavaliere? >>.
    <<Sì sono io >>, gli risposi, ma non sapevo cosa dirgli d’altro.
    Infatti, mi sentivo un po’ a disagio, a un certo punto, però mi strinse la mano destra e disse: <<Piacere di conoscerti, allora. Io sono Kanon dei Gemelli, anche se penso che tu mi conosca già perché mio fratello mi aveva parlato della tua straordinaria capacità di vedere il futuro con estrema precisione. Puoi passare oltre la mia casa, senza ulteriori indugi >>.
    Non feci però in tempo a togliere la mia mano dalla sua che una visione avvolse subito la mia mente.
    Davanti a me si stagliava un enorme campo di battaglia, il cui terreno era completamente lordo di sangue e pieno di corpi, sia di cavalieri di Atena, sia di altri cavalieri sconosciuti. E alla mia sinistra a un certo punto vidi anche Kanon cadere in ginocchio, trafitto al ventre da una spada. La sua armatura nonostante fosse resistentissima, non era riuscita ad evitargli di essere ferito.
    La visione contro ogni previsione, però si fermò a quel punto e quando tornai in me, cominciando a chiedermi che cosa riguardasse la visione, se un futuro prossimo, o molto lontano.
    Lo sguardo preoccupato di Kanon mi distolse dai miei pensieri e ringraziai mentalmente Atena per la maschera che portavo, perché dovevo essere diventata pallidissima in volto. Dopo aver salutato velocemente Kanon, mi diressi alla quarta casa, quella del Cancro. Deathmask mi salutò con apprezzamenti come il solito un po’ pesanti, che preferisco censurare, come la mia risposta e, sempre pensando alla visione avuta poco prima, mi diressi alla quinta casa, quella del Leone.
    Aiolia, come mi riconobbe mi salutò con un abbraccio caloroso, perché lo conoscevo fin da quando eravamo ancora bambini.
    Quando in seguito arrivai alla casa della Vergine, cercai di fare il meno possibile rumore, perché Shaka stava certamente meditando.
    Come gli fui vicinissima, sentii la sua voce nella mia mente dire: << Yume passa pure oltre la mia casa e bentornata al Santuario >>.
    << Grazie, Shaka >>, gli risposi io mentalmente.
    Quando giunsi al palazzo della Bilancia, entrai, sapendo che avrei finalmente conosciuto di persona il maestro dei cinque picchi.
    Dopo aver mosso a malapena cinque passi dentro la settima casa, me lo ritrovai davanti: nonostante la sua veneranda età, il suo fisico era giovane e scattante.
    Squadrandomi poi da capo a piedi, disse: << Chi sei cavaliere, che vuoi attraversare la mia casa? >>.
    << Sono Yume, silver saint di Cassandra e mi sto recando alla tredicesima casa per parlare con la dea Atena >>.
    A quelle parole mi guardò con sguardo a dir poco sconvolto, per poi dire: << In effetti assomigli molto a Isabella, il cavaliere di Cassandra della precedente guerra sacra che ebbi modo di avere come compagna di battaglia e che era molto valorosa. Ne sei forse una discendente? >>.
    << Non lo so, perché prima di arrivare al Santuario ho vissuto in orfanotrofio e quindi, non so nulla della mia famiglia d'origine..... >>.
    << Capisco. Allora Yume non ti trattengo e ti do il permesso di passare oltre la mia casa >>. Quando passai poi per la casa dello Scorpione, sentii una fitta al cuore, pensando al suo custode, ma proseguii senza fermarmi perché non era presente il cosmo del suo custode. Passai dopo uno scambio di saluti molto breve con i loro custodi, sia la casa del Sagittario, sia quella del Capricorno.
    Attraversai velocemente poi quella dell'Acquario e quella dei Pesci, poiché il custode della prima non c'era e la seconda perché Aphrodites non si fece neanche vedere, anche se avvertivo chiara e distinta la sua presenza.
    Dopo essere giunta finalmente davanti alla tredicesima casa, entrai.
    Vidi che la dea Atena era seduta su quella che era stato il trono del Grande Sacerdote e che era impegnata in una fitta conversazione con quello, che riconobbi come uno dei cavalieri di bronzo, che avevano combattuto contro Hades. Non potevo sbagliarmi, infatti, quello era Hyoga il bronze saint della costellazione del Cigno e allievo di Camus dell' Acquario. Avanzando poi verso di loro, i miei passi cominciarono a risuonare per tutto l'ambiente e allora si accorsero di me.
    << Chi sei, sacerdotessa guerriera? >>, disse la dea Atena.
    Allora m’inchinai e con lo sguardo volto a terra, dissi: << Sono Yume, silver saint di Cassandra. Sono tornata solo ora da Delfi, dove mi sono allenata in questi ultimi due anni. E sono qui per parlare di persona con lei, dea Atena >>.
    Detto questo, attesi che la dea Atena, parlasse. << Alzati pure Yume di Cassandra. Tu, Hyoga, invece puoi andare >>.
    Come alzai gli occhi verso la dea Atena, vidi Hyoga inchinarsi verso di lei e poi andarsene. << Dea Atena >>, cominciai io, << mi dispiace di non essermi presentata a lei prima d'ora, ma non mi è stato concesso di uscire per nessun motivo dal luogo in cui stavo terminando il mio addestramento, fino a tre giorni fa >>.
    << Capisco, Yume. E d'ora in poi rimarrai qui, al Santuario? >>.
    << Sì, certamente >>, dissi io, << Per rispettare il mio voto di fedeltà verso di lei e per esservi d'aiuto nella nuova imminente guerra sacra, che purtroppo comincerà tra non molto tempo >>.
    << Se già io avevo avvertito l'approssimarsi di una nuova minaccia, tu che sei l'unico saint in grado di vedere il futuro, non potevi non accorgertene. Hai per caso, già visto qualcosa di significativo, rispetto alla prossima guerra sacra? >>.
    << Per ora ho visto solo che ci sarà una grande battaglia, tra tutti noi saint di Atena e quelli nemici, guidati certamente da una divinità molto potente >>.
    << Capisco, Yume e grazie per avermi avvertito. Inoltre, non appena ti si mostrerà un'altra visione sulla nuova guerra sacra, avvertimi subito >>.
    << Lo farò senz'altro dea Atena >>.
    << Un'ultima cosa. Se avrò bisogno di te, dove devo mandarti a cercare? >>.
    << Ho intenzione di tornare a occupare la mia vecchia casa, che si trova nello spazio adibito alle abitazioni delle sacerdotesse guerriere. Dunque se avrete bisogno di me, mandatemi a cercare lì >>.
    Essendo poi in atto di alzarmi, dissi: << Ora dea Atena mi dovrei accomiatare da voi, perché ho molto da fare >>.
    << Certo Yume, vai pure e a presto >>, disse la dea.
    Dopo un ultimo inchino poi, uscii dalla tredicesima e mi recai al cimitero del Santuario.
    Qui cominciai a cercare la tomba di Saga e, quando la trovai, mi sedetti davanti ad essa. C'erano scritti solo il suo nome, il suo rango e la data di morte. Nessun'altra frase a ricordare il bene o il male che aveva fatto in vita, poiché la morte cancella tutto, anche le azioni più riprovevoli. Raccolto poi un mazzo di fiori nel campo lì vicino, lo posai contro la lapide e lasciai che i miei ricordi su di lui mi travolgessero, come un fiume in piena.
    Le lacrime cominciarono a scendermi copiose, poiché in fondo, se avevo avuto la possibilità di diventare un cavaliere di Atena, era stata solo grazie a lui.
    Un rimorso però mi portavo dentro: non avergli potuto dire addio.
    Dopo essermi guardata in torno per accertarmi che non ci fosse nessuno, mi tolsi la maschera e mi asciugai le lacrime. Fatto ciò me la rimisi sul volto e dopo aver guardato un'ultima volta quella lapide, mi diressi agli alloggi delle sacerdotesse guerriere, che si trovavano vicino all'arena, ai piedi del Santuario.
    Durante il tragitto fino a casa mia, incontrai un sacco di persone che conoscevo e che non vedendomi da tempo, vennero subito a salutarmi.
    Come aprii la porta, potei costatare che nulla era cambiato durante quei due anni che avevo passato lontana.
    Il letto era ancora contro la parete opposta alla porta, il forno a legna sulla parete destra che fungeva anche da stufa durante l'inverno, il tavolo di legno con le tre sedie davanti al letto e infine, sulla parete sinistra, una cassapanca per gli abiti e uno spazio vuoto per il contenitore dell'armatura. Guardando meglio però sul tavolo, vidi che c'era posato su di esso un mazzo di tulipani ormai secchi, che immaginai fossero un dono di Milo.
    Posato il contenitore della mia armatura al suo posto, mi sedetti su una sedia e, preso in mano quel mazzo di fiori, cominciai a far vagare i miei pensieri.
    Ad un certo punto però, ebbi una visione in cui Marin e Shaina stavano varcando la soglia di casa mia e allora, mi preparai a riceverle.
    Come entrarono le abbracciai entrambe, d'altronde ci conoscevamo da un sacco di tempo e dopo esserci sedute, cominciammo a parlare del più e del meno. Molte delle cose poi di cui discutemmo, che erano accadute negli ultimi due anni, anche se non le avevo vissute in prima persona, mi erano comunque state mostrate attraverso le visioni e quindi non avevo problemi a parlarne.
    Cenammo poi insieme a casa di Marin e tornai a casa mia, solo quando la notte era scesa da un bel pezzo.
    Me ne andai subito a dormire, perché il giorno dopo avevo intenzione di recarmi alla biblioteca del Santuario, per cercare informazioni su quel cavaliere nemico, armato di spada, che era comparso nella mia visione su Kanon.
    Ultima modifica di Aquarius no Lilith; 12-04-2013 alle 22:32

  8. Top | #8
    Specter L'avatar di Siegfried 71
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    Siegfried 71 è offline
    e qui le cose cominciano a farsi più interessanti che mai Lilith,adesso la mia bramosia nel sapere come va avanti la storia è salita a livelli inimmaginabili.Veramente un bel racconto,e finora è come se avessi vissuto le situazioni che descrivevi,proprio come se fossi lì.Brava!!

  9. Top | #9
    God Saint L'avatar di ladymary
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    ladymary è offline
    Grandeeeeeeeeeeeeeeeeee Lily...qui scatta il mio strameritato ( non e' che ti serve un agente per promuovere il tuo libro ?? )
    Scherzi a parte bravissima davvero !
    Lady
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  10. Top | #10
    Bronze Saint L'avatar di Aquarius no Lilith
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    Aquarius no Lilith è offline
    Grazie Sig e Lady per i complimenti che mi avete fatto e che sinceramente non mi aspettavo

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