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Discussione: Shadow War

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    Specter L'avatar di Myu Di Papillon
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    Shadow War

    Spoiler:  


    Capitolo 1:

    Il Risveglio Dello Shadow Cloth


    Narra una leggenda: ogni volta che il mondo è minacciato da forze malefiche, la Dea Atena rinasca sulla terra per annientarle con l’aiuto di giovani guerrieri, chiamati saints, dotati di grande forza e coraggio. I saints indossavano armature particolari, chiamate cloth, che rappresentavano le loro costellazioni e ce n’erano di tre tipi: bronzo, argento e oro. Questi ultimi erano i più forti e più importanti. I saints si trovavano in un luogo sconosciuto alle persone comuni, chiamato Santuario, che si trovava in Grecia. Qui, sotto la grande statua di Atena, vi era una neonata. Si trattava della nuova reincarnazione della dea. Dopo essere stata portata al cospetto del grande sacerdote, quest’ultimo convocò Saga, Gold Saint dei gemelli, che sarebbe succeduto al ruolo di grande sacerdote del Santuario.
    -Prometto di essere un suo degno successore!- disse il ragazzo commosso.
    -Ne sono convinto! Ora vai. Domani ti aspetterà un giorno pieno d’impegni.-
    Quella sera, però, nessuno si sarebbe mai aspettato che, contemporaneamente alla rinascita di Atena, si sarebbe risvegliato qualcosa dimenticato ormai da secoli. In una grande stanza sotterranea, poco distante dalla statua di Atena, vi erano sei Pandora’s Box in cerchio, e una settima in mezzo, nere con il sigillo di Atena. Racchiudevano armature malefiche conosciute come Shadow Cloth. Il sigillo si staccò e le Pandora’s Box si aprirono. Dalle sei in cerchio, uscirono solo raggi bianchi, mentre nella settima, c’era un cloth fluttuante dalla forma di un teschio mostruoso.
    -Finalmente, dopo tutti questi secoli, il sigillo di quella dannata Atena si è sciolto. Ma se crede di rifarci di nuovo questo stupido scherzo si sbaglia di grosso…-
    Il cloth uscì allo scoperto e si diresse alla ricerca di un corpo.
    -Allora, caro Herodion, da domani difenderai Saga, il nuovo sacerdote, con la stessa efficienza in cui hai difeso me in tutti questi anni!-
    -Stia tranquillo, non deve assolutamente preoccuparsi.-
    -Molto bene. Buonanotte, amico.-
    -Buonanotte, signore!-
    Herodion era la fedele guardia del corpo di Sion. Era un uomo con lunghi capelli biondi, occhi blu ed era alto e magro. Sì, non aveva il tipico fisico robusto di una guardia del corpo, somigliava molto a quello di Saga, eppure era molto efficiente. Non appena uscì dalla stanza di Sion e si allontanò, si ritrovò davanti lo Shadow Cloth a forma di teschio.
    -Cosa diavolo…?-
    Il teschio si scompose e tutti i pezzi si attaccarono al corpo del povero uomo che iniziò a contorcersi dal dolore e lentamente i suoi capelli si fecero neri come la pece.
    -Ecco fatto! Ora posso compiere la mia missione.- disse.
    Herodion aveva con sé una spada corta molto affilata e la impugnò. Si diresse verso la stanza dove era stata portata la neonata Atena, aprì la porta, si avvicinò alla bimba che dormiva beata e sollevò la spada.
    -Crepa, dannata!-
    Una mano, però, afferrò il polso del saint malefico.
    -Non mi ero sbagliato. Avevo avvertito davvero un cosmo anomalo. Chi diavolo sei tu?- chiese Aiolos del sagittario.
    L’elmo del saint gli impediva di vederne il viso, però comprese la natura di chi aveva davanti.
    -No. Non è possibile. Tu sei uno Shadow Saint! Questo significa che…-
    -Hai indovinato. Siamo tornati dopo secoli di prigionia, e questa volta nessuno ci fermerà perché ucciderò Atena proprio adesso!-
    Detto questo, sospinse Aiolos e affondò la lama nel corpo della bimba. In verità, aveva colpito il lettino, perché Aiolos era riuscito a salvarla in tempo.
    -Non ti permetterò di ucciderla. Dovrai passare sul mio cadavere.-
    -E che ci vuole?-
    All’improvviso, due braccia afferrarono il bacino dello Shadow Saint, impedendogli di attaccare.
    -Presto Aiolos. Scappa, mentre io lo trattengo.- disse Saga.
    -Ma…-
    -Corri!-
    Senza dire una parola, Aiolos strinse a sé la bambina, si gettò dalla finestra e corse via nella notte.
    -Levati dalle scatole, dannato servo di Atena. Devo farla fuori!-
    -Come vuoi!-
    Saga mollò la presa e alzò le braccia al cielo.
    -Galaxian Explosion!-
    La stanzetta sparì in un lampo. Quando la polvere svanì, Saga rimase a bocca aperta nel vedere lo Shadow Saint ancora in piedi e senza un graffio.
    -Ma come…?-
    -Tutto questo sforzo per nulla. Mi spiace, ma non puoi nulla contro il mio Shadow Shield!-
    -Sh… Shadow… Shield?-
    -Ora diventerai mio schiavo!-
    -Non credo proprio. Stardust Revolution!-
    Le stelle lanciate da Sion raggiunsero lo Shadow Saint, ma era come se fossero gocce di pioggia a contatto con la sua barriera.
    -Eccolo. È arrivato il vecchio sacerdote. Ormai lei è anziano, perché non si ritira?-
    -Mi ritirerò solo quando sarai distrutto!-
    Lo Shadow Saint sorrise, con uno scatto fulmineo si ritrovò vicino a Sion e gli affondò il pugno nel petto.
    -Addio, vecchio sacerdote.-
    -Ma… Maledetto. Ti farò sparire in un’altra dimensione. Another Dimension!-
    Purtroppo per Saga, anche quel colpo si rivelò tutt’altro che utile.
    -Come avevo detto prima, preparati a diventare mio schiavo!-
    Un raggio nero colpì Saga che iniziò a soffrire e s’inginocchiò.
    -Non opporre inutile resistenza. Altrimenti soffrirai come un cane.-
    -Sc… scordatelo.-
    -Come vuoi allora disperati pure!-
    Saga tentò in tutti i modi di resistere, ma quando capì che stava per essere sopraffatto, i suoi capelli stavano lentamente diventando neri, si perforò il petto con un pugno uccidendosi e lasciando lo Shadow Saint sbigottito.
    -Che… che razza di… si è ammazzato pur di non farsi sottomettere.-
    Detto questo, si voltò e vide che alcuni Gold Saints si stavano dirigendo verso di lui. Erano Mu dell’ariete, Deathmask del cancro, Milo dello scorpione, Shura del capricorno e Aphrodite dei pesci. Gli altri saints mancanti, escluso Doko della bilancia che si trovava in Cina, avevano seguito Aiolos per dargli una mano nel caso ce ne fosse stato bisogno. Erano Aldebaran del toro, Kanon dei gemelli, il fratello di Saga e colui che avrebbe sostituito il fratello nella difesa della terza casa, Aiolia del leone, il fratello di Aiolos, Shaka della vergine e Camus dell’acquario.
    -Ma guarda quanta bella gente viene a salutarmi.- disse lo Shadow Saint con un sorriso diabolico e mettendosi in posizione d’attacco.
    Nel frattempo, Aiolos e i suoi compagni erano usciti dal Santuario e quindi liberi di poter volare via come comete poiché al Santuario, grazie al cosmo di Atena, non potevano farlo. Proprio come delle comete, si allontanarono il più possibile e atterrarono in Giappone.
    -Bene.- disse Kanon.
    -Ora che siamo qui, che cosa pensi di fare?- aggiunse.
    -Non lo so. Ci devo pensare…-
    -Vuoi dire che non hai un piano?- gli chiesero tutti insieme, tranne Shaka che intervenne saggiamente come suo solito.
    -State calmi. È ovvio che non ce l’ha. Aveva ben altro cui pensare. Ora, però, possiamo riflettere insieme.-
    Non si erano accorti di essere atterrati poco distanti da una villa. E il padrone di casa stava tornando proprio in quel momento. Un uomo calvo e robusto gli aprì il cancello.
    -Buonasera signor Kido.-
    -Buonasera Tatsumi!-
    -Mh? Chi è là? Mostratevi! Presto, signore, vada dentro!-
    L’uomo non diede ascolto al suo maggiordomo e si avvicinò ai Gold Saints.
    -Signore, cosa fa?-
    -Stai tranquillo, Tatsumi! Va tutto bene.-
    -Che facciamo?- sussurrarono Camus e gli altri ad Aiolos.
    Lui non rispose. Quando Mitsumasa Kido arrivò davanti a loro, li scrutò per qualche secondo per poi parlar loro in inglese nella speranza di essere capito.
    -Posso esservi utile?-
    Aiolos gli si avvicinò, nonostante il disappunto dei suoi colleghi, e gli disse:
    -Il mio nome è Aiolos.- rispose in giapponese.
    Mitsumasa sorrise.
    -Ottimo giapponese, complimenti. Io sono Mitsumasa Kido, il proprietario di questa villa.- disse stringendogli la mano.
    I suoi occhi, però, non riuscivano a distaccarsi dalla bimba che aveva in braccio.
    -Che carina. Come si chiama?-
    -Lei è…-
    Si girò verso gli altri che scuotevano la testa per poi rivolgersi verso Mitsumasa:
    -Lei è la dea Atena!-
    Mitsumasa inarcò un sopracciglio.
    -Ehm… temo di non capire…-
    Aiolos, dopo avergli presentato i suoi colleghi, gli spiegò la leggenda di Atena e dei suoi Saints, del perché rinascano ogni volta e il vero motivo del perché si trovavano lì in Giappone. Mitsumasa rimase a bocca aperta.
    -I… Incredibile! Ma come mai esistono questi Shadow Saints?-
    -I cloth sono stati creati nei tempi antichi da fabbri, provenienti da Atlantide, per conto degli dei. Un giorno, un meteorite cadde dal cielo e un fabbro, che era nelle vicinanze, volle esaminarlo. Scoprì che era fatto di un materiale simile al metallo e molto resistente e decise di utilizzarlo per creare altri cloth. Purtroppo, all’interno del meteorite dimorava uno spirito maligno. Una volta che il primo Shadow Cloth fu pronto, lo spirito ipnotizzò il fabbro ordinandogli di costruirne altri. Riuscì a farne sei, ma quando Atena se ne accorse, li sigillò all’interno di Pandora’s Box nere. A quel tempo, il sigillo di Atena era molto più duraturo, rispetto alle reincarnazioni successive, per questo gli Shadow Saints son tornati adesso.-
    -Adesso ho capito. Quindi il saint voleva ucciderla per evitare che crescesse e lo imprigionasse di nuovo.-
    -Esattamente. Dobbiamo difenderla a tutti i costi. Adesso è solo una neonata, ma quando crescerà, il suo spirito si sveglierà di certo e non ci vorrà molto ai nostri nemici ritrovarla e ucciderla.-
    -Non preoccupatevi! Mi prenderò cura io di lei, mentre voi lavorerete per me così da tenerla d’occhio. Che ne pensate?-
    I saints si guardarono, sorrisero e annuirono.
    -Accettiamo. Disse Aiolos porgendogli la bimba.-
    -Si… signor Kido, va tutto bene?- chiese Tatsumi che si era avvicinato con una spada di kendo in mano.
    -Sì, è tutto apposto. Vai a preparare una cena per questi ragazzi e del latte per questa bimba.-
    -È sicuro di quel che sta facendo? Far entrare estranei nella sua villa…-
    -Non sono estranei. Lavoreranno per me.-
    -Ma… che dice?-
    -Certo. Questa bambina è un’orfana e mi prenderò cura di lei. Aiolos e suo fratello le faranno da guardie del corpo quando sarà un po’ più grande. Aldebaran e Camus lavoreranno in cucina, rispettivamente addetto ai secondi e ai dolci. Kanon si occuperà dei cavalli e Shaka del giardino.-
    -D’accordo. È lei il padrone.-
    Una volta dentro la villa, Mitsumasa accarezzò la bimba e le disse:
    -Benvenuta a casa Kido, Esmeralda!-
    -Esmeralda!- sorrise Aiolos.
    -Ha scelto proprio un bel nome!-
    Anche l’uomo gli sorrise.


    Capitolo 2:


    Ikki


    Passarono dieci anni da quando Aiolos fuggì dal Santuario con la neonata dea Atena in braccio. La piccola Esmeralda, come fu ribattezzata dal miliardario giapponese Mitsumasa Kido, crebbe nell’agiatezza circondata da molti servitori. Per qualche curioso gioco del destino, instaurò una grande amicizia con Shaka e gli altri gold saints ignorando, secondo Mitsumasa era ancora presto per dirle la verità, la sua e la loro vera natura. Aiolos e Aiolia, però, erano quelli cui era più legata, dato che erano le sue guardie del corpo. La accompagnavano tutti i giorni a scuola. Avrebbero voluto badare a lei anche all’interno dell’istituto, ma non era concesso. Esmeralda era una studentessa bravissima che prendeva sempre ottimi voti in tutte le materie. Essere orfana, però, non la rese molto popolare, bensì diventò solo oggetto di scherno da parte dei suoi compagni rendendola molto triste. I bambini, spesso, sanno essere davvero malvagi. Come se non bastasse, era stata presa di mira dal bullo di turno. Un giorno, mentre si stava cambiando nello spogliatoio della palestra, appena stava per uscire si ritrovò davanti tre ragazzi più grandi di lei, ripetenti, di tre anni. Uno di loro era così grande da dimostrarne più di quelli che aveva.
    -Ciao… Esmeralda, giusto? Io sono Geki, lui è Nachi e questo bel castano è Jabu.-
    -Bene. Piacere. E allora? Ho fretta. Non avete sentito la campanella? Devo andare a mangiare.-
    -Oh, niente di particolare, vogliamo solo fare amicizia.-
    -Strano. Di solito la gente mi evita. O non sai chi sono, oppure ti manca qualche rotella. E visti i muscoli che hai, non mi sorprende.-
    -Ehy. Bada a come parli, piccoletta!- intervenne Jabu.
    -Che c’è, non si può neanche scherzare?-
    -Con me, no!-
    Schioccò le dita e Nachi e Jabu spinsero Esmeralda all’interno dello spogliatoio.
    -Attenti a quel che fate. Non vi conviene.-
    -Uh! Che paura!- dissero in coro.
    Non appena Jabu le mise una mano sulla spalla, lei lo sorprese con un calcio in pieno mento che lo buttò a terra e non si rialzò. Geki e Nachi rimasero molto impressionati.
    -Ve l’avevo pur detto, no? Chi altri vuole assaggiare?-
    Dato che non potevano assisterla all’interno della scuola, Aiolos le aveva insegnato le arti marziali in modo da potersi difendere da soggetti come Geki.
    -Allora? Dov’è finita la vostra arroganza? Non vi aspettavate che sapessi difendermi vero? Mi avete un po’ sottovalutata.-
    Geki sorrise e iniziò a battere le mani.
    -Complimenti. Davvero complimenti.-
    -Grazie. E ora levati dalle scatole!-
    -Non posso andare via. Hai fatto male a Jabu.-
    -Capirai! Non gli ho fatto niente. Gli ho concesso di dormire un po’. Lo vedevo così assonnato.-
    All’improvviso, Nachi corse verso di lei, ma Esmeralda lo colpì con un calcio allo stomaco. Il suo attacco era servito solo per distrarla così da permettere a Geki di afferrarle il collo con le sue possenti mani e sollevarla da terra.
    -Ora te la farò pagare. Non ti ucciderò, ma lascerò su di te un ricordino. Se proverai a farne parola con il tuo paparino o chiunque altro, non sarò responsabile delle mie azioni.-
    La presa del bullo diventò sempre più forte e il respiro cominciò a mancarle. Anche i sensi stavano cominciando ad abbandonarla.
    -Non svenire. Non voglio che ti perda il meglio.-
    -Lasciala stare!- disse una voce alle sue spalle.
    -Mh? Chi?- chiese voltandosi.
    Non appena vide un ragazzino della stessa età di Esmeralda, cominciò a ridere.
    -Vai a giocare con i soldatini, tu. Altrimenti ti pesto!-
    -Provaci!-
    Geki sorrise e lasciò Esmeralda.
    -D’accordo, l’hai voluto…-
    Un calcio ben assestato nelle parti basse gli impedì di finire la frase. Non appena s’inginocchiò per il dolore, il ragazzino iniziò a prenderlo a pugni in faccia e finì con un calcio rotante che lo gettò a terra. Nonostante questo, Geki era ancora un po’ cosciente e il ragazzino gli parlò.
    -Dalle di nuovo noie, e ti farò pentire di essere venuto al mondo. Hai capito?-
    -S…sì…-
    -Ora prendi i tuoi stupidi compari e vattene!-
    Dolorante e leggermente rintronato, Geki si alzò, fece riprendere i suoi compagni e fuggirono spaventati. Una volta finito, si avvicinò a Esmeralda, che piangeva rannicchiata su se stessa, e iniziò ad accarezzarla.
    -È tutto finito.-
    Lei alzò lo sguardo verso il suo salvatore.
    -Ma… ma tu sei…-
    Il ragazzino le sorrise, si alzò e si diresse verso la porta.
    -Sbrigati. Altrimenti la ricreazione finisce.- e se ne andò.
    Esmeralda, ripresasi completamente, scattò in piedi e corse a prendere lo zaino con la merenda. Una volta in cortile, si guardò attorno. Come al solito, nessuno la chiamava per volerla vicino o, se si metteva seduta su un posto vuoto con altri ragazzi, la cacciavano in malo modo.
    “Ma dove sarà?” pensò mentre continuava a guardarsi attorno.
    Non trovando quello che cercava, si mise seduta sotto un albero cavo a mangiare e guardare i suoi compagni. Sentì le lacrime scendere dai suoi occhi e se li asciugò. Fu allora che vide due gambe davanti a sé.
    -Posso sedermi qui?-
    -I… Ikki…-
    Ikki Kasuga era un compagno di classe di Esmeralda. Un tipo piuttosto taciturno e solitario.
    -Gra…-
    Ikki la interruppe bruscamente.
    -A tempo debito. Allora, posso sedermi?-
    Esmeralda ci pensò un attimo e poi annuì. Non appena si sedette, iniziò a mangiare e non si dissero una parola. Solo quando finì, Esmeralda iniziò a parlare.
    -Grazie… per avermi salvato…-
    -Non c’è di che. Non sopporto la gente che ti tratta male. Anche i nostri compagni che ti prendono in giro. Vorrei massacrarli di botte. Non lo sanno che offendendo te, offendono anche me.-
    -Anche tu sei orfano?-
    -Sì. Di entrambi i genitori. Vivo con gli zii. Kasuga è il loro cognome.-
    Esmeralda, d’istinto, lo accarezzò e gli fece un sorriso che Ikki ricambiò.
    -Guardate, ragazzi! Kasuga il taciturno sta parlando con Kido. Bella coppia! Ah, ah, ah! Kasuga e Kido!- disse un ragazzino indicandoli e tutti a ridere con lui e a cantare quella nenia fastidiosa.
    Ikki si alzò di scatto, ma la mano di Esmeralda lo fermò.
    -Lascia stare. Non ne vale la pena.-
    Finita scuola, i due uscirono insieme dal cancello.
    -Beh, ci si vede.- le disse.
    -Senti…-
    -Sì?-
    -Posso invitarti a casa mia?-
    In quel preciso momento, giunsero Aiolos e suo fratello.
    -Scusi il ritardo, signorina Esmeralda. È pronta?-
    -No. Stavo invitando questo mio compagno a casa.-
    Non appena si voltò, non c’era più.
    -Ah!-
    -Che razza di villanzone. È scappato.- disse Aiolia.
    -Non trattarlo male. È timido. Sono sicura che domani riuscirò a invitarlo. Glielo devo.-
    -Cosa intende dire?-
    -Andiamo a casa e vi racconterò.-
    Alla villa, il racconto li sollevò. Avevano forse trovato qualcuno che poteva difenderla al posto loro tra le mura scolastiche.
    -Invitalo pure se vuoi. Merita tutta la nostra riconoscenza.- disse Mitsumasa.
    -Ci riuscirò. Non temere.-
    Il giorno dopo, a ricreazione, Esmeralda gliene parlò.
    -Oggi sei invitato a casa mia. Se osi scappare come hai fatto ieri ti… ti picchio!-
    -Ma io… ho da fare!-
    -E cosa, se è lecito?-
    -Ehm... I compiti!-
    -Possiamo benissimo farli insieme. Dai, non farti pregare!-
    I due si guardarono per qualche minuto e alla fine accettò.
    -D’accordo, verrò a casa tua!-
    Finita scuola, Aiolos e suo fratello giunsero per accompagnarli alla macchina guidata da Tatsumi.
    -Molto lieto di conoscerti, ragazzo.-
    I due, dopo avergli stretto la mano, ebbero un brivido impercettibile.
    -Piacere mio… certo, il vostro fisico lascia un po’ a desiderare.-
    -Cosa intendi?-
    -Beh, di solito i bodyguard sono sempre tipi massicci. Voi invece di muscoli non ne avete neanche l’ombra.-
    I due risero e li invitarono a salire in macchina. Una volta arrivati alla villa, Ikki rimase a bocca aperta. Non era abituato a tanto lusso.
    -Mi sento leggermente a disagio… sicura che non disturbo?-
    -Stai tranquillo. Vieni. Ti faccio conoscere mio padre e gli altri miei servitori!- disse Esmeralda.
    Quando conobbe Aldebaran, la prima cosa che disse fu:
    -Ecco, lui si che ha un fisico da bodyguard. Altro che Aiolia e suo fratello!-
    Questa battuta fece scoppiare il saint in una fragorosa risata che coinvolse anche Camus, nonostante avesse cercato in tutti i modi di trattenersi. Anche loro due, Kanon e Shaka ebbero un brivido impercettibile dopo avergli stretto la mano. Ikki rimase affascinato dall’incredibile naturalezza di Shaka nel muoversi senza la vista.
    -Incredibile! È cieco, eppure si muove con una naturalezza incredibile ed evita gli ostacoli come se avesse un radar. Non sarà mica Daredevil?-
    Esmeralda rise divertita.
    -È esattamente la stessa cosa che ho pensato io. Ah, ah, ah, ah! Te lo immagini con quel costume addosso? Sarebbe divertente.-
    Ikki sorrise.
    -Non mi aspettavo leggessi Daredevil.-
    -Solo perché sono una femmina, non vuol dire che leggo solo robe adatte a me!-
    -Hai ragione!-
    Infine, incontrò Mitsumasa in persona.
    -Benvenuto alla mia villa, Ikki!-
    -G… grazie signore. Sono… onorato.- disse lui imbarazzato.
    -Andate pure a divertirvi, finché il pranzo non è ancora pronto.-
    I due fecero com’era stato loro detto e giocarono insieme. Dopo pranzo, fecero i compiti per poi dedicarsi di nuovo al gioco. Nessuno dei due si era mai divertito così tanto. Ikki non si accorse che era ormai sera.
    -Dormirai qui. Che problema c’è?- disse Mitsumasa.
    -Sì, dai. Dormi qui!- disse Esmeralda contenta.
    -Ma…-
    -Puoi chiamare i tuoi zii, così li avverti.-
    -Gli zii lavorano fino a tardi. Non li vedo quasi mai…-
    -Ah... e come fai a mangiare?-
    -Mi cucino da solo. Ho imparato da autodidatta.-
    -Necessità virtù insomma!-
    -Esatto!-
    -Beh. Allora non credo ci saranno problemi se dormi da noi, no?- chiese Esmeralda.
    Ikki arrossì.
    -Ehm…-
    -Su. Andiamo.- disse prendendolo sotto braccio.
    -Notte papà!-
    -Buonanotte tesoro!-
    -Buonanotte signor Kido.-
    -Buonanotte Ikki!-
    Quella notte, Aiolos e gli altri gold saints si riunirono nella stalla dei cavalli gestita da Kanon.
    -Amici miei, immagino che abbiate avvertito anche voi il cosmo latente di quel ragazzo. Forse abbiamo trovato l’unico saint mancante. Quello della costellazione della fenice.-
    Gli altri cinque annuirono.
    -Uno di noi dovrà allenarlo per risvegliare il saint che è in lui.-
    -Lo farò io, fratello.- disse Aiolia.
    -Mi sembra una buona idea. D’accordo. Domattina ne parleremo con Mitsumasa.-
    L’indomani fecero proprio così.
    -Quel ragazzino ha un cosmo latente. Dobbiamo portarlo su un’isola chiamata Death Queen Island per allenarlo e farlo diventare un saint come noi.-
    Mitsumasa ci pensò su.
    -Death Queen Island non è certo un luogo paradisiaco…-
    -Purtroppo è lì che si trova il cloth della costellazione della fenice. E Ikki è l’unico che può indossarlo. È scritto nelle sue stelle.-
    Mitsumasa tornò a riflettere, stavolta più a lungo del solito, e alla fine disse:
    -D’accordo, ma aspettate qualche giorno. Non ho mai visto Esmeralda così felice e separarla così presto dal suo amico mi dispiacerebbe.-
    -Stia tranquillo!-
    Non dissero nulla a Ikki per almeno tre mesi. Ormai era un ospite fisso della villa. Alla fine, però, giunse il momento e Aiolia lo chiamò.
    -Ikki, posso parlarti in privato?-
    -No! Parlerai con lui in mia presenza.-
    -Mi spiace signorina, è una cosa un po’ privata.-
    -Non m’interessa. Voglio…-
    Ikki la interruppe mettendole una mano sulla spalla e sorridendole. Si allontanarono dalla ragazza e iniziarono a parlare.
    -Tu vuoi bene alla signorina?-
    -Moltissimo, perché?-
    -Così tanto da sacrificare la tua stessa vita per lei?-
    -Assolutamente!-
    -Bene. Se ti chiedessi di allenarti con me, su una lontana isola, per diventare più forte accetteresti?-
    Ikki cominciò a riflettere.
    -Per quanto tempo?-
    -L’allenamento che prevedo io è lunghetto. Almeno cinque o sei anni!-
    -Alla faccia del bicarbonato di sodio! Non ho voglia di lasciarla sola per così tanto…-
    Aiolia gli sorrise e gli accarezzò la testa.
    -Fallo per l’amore che provi per lei.-
    Ikki arrossì.
    -Che… che dici? Io non…-
    -Andiamo. Ho visto come vi guardate. Questo è puro amore.-
    Ikki non seppe più che dire, mentre Aiolia divenne di colpo incredibilmente serio.
    -A te la scelta. Qualunque opzione sceglierai sarà quella giusta.-
    Ikki ci pensò sopra per un tempo che sembrava infinito e alla fine disse:
    -Mi hai convinto. La amo troppo e farò qualsiasi cosa per lei. Anche allenarmi duramente per diventare più forte.-
    -Hai fatto la scelta giusta.- gli disse il gold saint del leone.
    La sera, Aiolia comunicò a Mitsumasa e a Esmeralda che sarebbe partito per allenare Ikki a Death Queen Island. A tale notizia, Esmeralda lasciò cadere la forchetta.
    -Perché non sono stata consultata? Come puoi portarmelo via senza sapere cosa ne penso?-
    -Cerchi di capire. Io…-
    -No! Non voglio capire. Non me ne importa un fico secco. Tu non puoi fare una cosa del genere.- disse in lacrime.
    Ikki si avvicinò, le prese la mano e la portò fuori dalla sala.
    -Immaginavo non l’avrebbe presa bene.- disse Mitsumasa.
    -Già…-
    Ikki cercò di consolarla inutilmente.
    -Guarda che l’allenamento mi serve. Tu sei troppo importante per me e voglio essere più forte per poterti proteggere al meglio.-
    -Non… m’importa!- disse abbracciandolo.
    Ikki iniziò ad accarezzarle i biondi capelli per poi fissarla negli occhi color verde smeraldo. Le sorrise e la colse di sorpresa con un bacio. Esmeralda chiuse gli occhi, che continuarono a lacrimare, per poi abbracciarsi forte.
    -Qualunque cosa accada, tornerò da te. È una promessa!- le sussurrò!
    Lei sorrise, si asciugò le lacrime e si tolse un ciondolo che gli mise al collo.
    -Cos’è?- chiese guardandolo.
    Era una stella d’oro su cui c’era scritto “Yours Ever”.
    -La scritta inglese significa “Per sempre tuo”! Questo significa che sei mio per sempre! Quindi dovrai tornare da me per forza!- disse ridendo.
    Ikki sorrise e stavolta fu lui a essere colto di sorpresa dal bacio di Esmeralda.
    -Ogni volta che guarderò questo ciondolo penserò a te!- disse una volta finito.
    Così, Ikki e Aiolia partirono per Death Queen Island. Mentre la nave si allontanava, e Esmeralda salutava il suo amato, lui sorrise guardando il ciondolo e disse tra sé:
    -Diventerò più forte e ti proteggerò sempre!-



    Capitolo 3:


    Sicari D’Argento



    Non appena arrivarono sull’isola Death Queen, Aiolia gli spiegò subito la verità. All’inizio, Ikki scoppiò a ridere, perché non credeva né che la ragazza di cui era innamorato fosse la reincarnazione di Atena, né all’esistenza dei suoi saints protettori. Si dovette ricredere presto quando Aiolia gli mostrò la sua vera forza. L’allenamento si rivelò più duro del previsto. Sostenne prove di rara crudeltà, per non parlare dell’ambiente non certo invitante, ma alla fine raggiunse il suo scopo: divenne ufficialmente il bronze saint della costellazione della fenice. Passarono, quindi, sei anni. Esmeralda ormai era una signorina di sedici anni che frequentava la prima superiore. Quattro anni prima, suo padre Mitsumasa scoprì di avere un tumore che lo avrebbe ucciso di lì a breve e quindi, prima di morire, le raccontò che lei era in realtà la dea Atena e che Aiolos e gli altri erano i suoi protettori. Faticò molto ad accettare questa situazione e continuò a vivere come una ragazza normale. Una volta finita la scuola, si diresse verso l’uscita dell’istituto, ma le si parò davanti un ragazzo piuttosto brutto con uno strano segno sulla faccia.
    -Ciao Esmeralda. Posso accompagnarti a casa?-
    Esmeralda sbuffò.
    -Quante volte lo devo ripetere Jango? E in che lingua? Non sei il mio tipo e poi sono f-i-d-a-n-z-a-t-a! Quale parte di questa parola non afferri?-
    -Ancora con questa storia. Il tuo “ragazzo” secondo me è immaginario. Fai così solo perché sei timida. Ammettilo. Io posso darti cose che il tuo amico immaginario non ti darà mai perché ne è sprovvisto.-
    -Stai lontano da me! Mi fai senso!-
    -Oh, andiamo. Non puoi dirlo se prima non lo assaggi un po’!-
    Purtroppo, erano già andati tutti via e Aiolos tardava ad arrivare. Quindi si ritrovò a doversi difendere da sola.
    -Non osare toccarmi. O ti faccio nero!-
    -Impossibile! La biscia ha fame!-
    Esmeralda indietreggiò, mentre Jango si avvicinava sempre più con uno sguardo perverso.
    -Ti ho detto di starmi lontano, brutto porco!-
    -Oh, sì. Sei ancora più bella quando ti arrabbi!-
    Fu allora che accadde una cosa strana. Il corpo della ragazza iniziò a brillare di una luce d’oro e Jango si fermò affascinato.
    -Ti ho detto di andartene!- disse con una voce autoritaria quasi divina.
    Il ragazzo indietreggiò, ma quando il bagliore dorato svanì, scosse la testa.
    -Che diavolo è stato? Devo aver fatto un sogno ad occhi aperti!-
    Lo spirito risvegliato della dea Atena, fece scattare in piedi lo Shadow Saint che era seduto sul trono dove una volta vi era il grande sacerdote.
    -Finalmente si è mostrata. Ce ne ha messo di tempo.-
    Sei shadow saints comparvero dal nulla.
    -Finalmente possiamo avere la nostra vendetta!- dissero in coro.
    Gli shadow cloth dei guerrieri al servizio di colui che un tempo era la guardia del corpo di Sion, rappresentavano sei orribili demoni. Il primo di loro si chiamava Kaoklai e lo shadow cloth rappresentava Agama, una creatura dal corpo di cavalletta gigante con la testa di serpente. Poi c’erano: Natal di Garrub, un grosso puma bianco con le strisce nere, Tizoc di Ssorta, una gigantesca aquila con due teste, Jiang di Drilgorm, una creatura con tre teste di animali e ali da pipistrello, Yohan di Khela, detto anche il ciclope nero o diavolo ombra e Oscar di Boorkos, un granchio gigante con testa di tigre.
    -Non è necessario. Possiamo sfruttare le tante pedine che abbiamo a disposizione senza doverci sporcare le mani!-
    -Come vuole lei signore.-
    -C’è solo l’imbarazzo della scelta! Guh, uh, uh, uh, uh!-
    Nel frattempo, Jango tornò ad avvicinarsi con aria perversa alla ragazza.
    -Sei proprio ostinato, eh? Poi non lamentarti se ti cambio i connotati.-
    -Sì, sì. Dillo ancora. Mi eccita!-
    All’improvviso, una mano si posò sulla sua spalla. Quando Jango si voltò, ricevette un pugno fortissimo che lo buttò a terra.
    -Avanti, alzati! Quello era solo l’antipasto!-
    -Chi cacchio sei, tu? Levati dalle pa…-
    Non finì la frase, perché il suo misterioso assalitore lo colpì con un altro pugno ancora più forte che lo fece girare su se stesso e cadde a terra svenuto.
    -Certa gente non impara mai!-
    Esmeralda guardò il ragazzo, che aveva in spalla uno strano contenitore, e anche lui la guardò con sorriso.
    -Ciao Esmeralda!-
    -Ikki… sei proprio tu…- disse con le lacrime agli occhi.
    -Sono tornato come promesso!-
    Lo abbracciò forte continuando a piangere di gioia.
    -Sono… sono felice!-
    -Anch’io!-
    Aiolia, che era in disparte, si avvicinò.
    -Buongiorno signorina.-
    -Ciao Aiolia!-
    Mentre si dirigevano verso la villa, Esmeralda gli disse della morte di suo padre.
    -Mi dispiace!- le disse accarezzandola con dolcezza.
    Dopodiché, gli raccontò quello che Mitsumasa disse a lei.
    -Lo so. È stato Aiolia a dirmelo. Inoltre, ho avvertito il tuo cosmo quando Jango ti stava minacciando.-
    Non appena scesero dalla macchina e si avviarono alla villa, si ritrovarono davanti un ragazzo biondo con il rossetto sulle labbra e un’armatura argentata.
    -E tu chi sei?- chiese Esmeralda.
    Ikki, senza dire niente, le fece subito da scudo.
    -Io sono Misty, silver saint della costellazione della lucertola. Sono venuto qui per ucciderla!-
    -Ah!-
    -Tu non ucciderai nessuno, stupido narcisista!-
    Si tolse la Pandora’s Box che aveva in spalla, la aprì e il cloth della fenice si unì al suo proprietario. In quel momento, giunsero anche Aiolos e gli altri gold saints.
    -Misty! Cosa stai facendo?- chiesero in coro.
    -Ecco i fuggiaschi al completo. Siete stati molto cattivi sedici anni fa!-
    -Non è in sé!- disse Shaka.
    -In che senso?-
    -Il suo cosmo è oscuro. Inoltre, guardate i suoi capelli e quei segni viola sotto i suoi occhi. È posseduto da un’energia oscura!-
    -Shaka, Aldebaran e voi altri, state indietro. Questo cafone lo aggiusto io.-
    -Non sottovalutarlo troppo… e comunque cerca di non ucciderlo. È posseduto!- disse Aiolia.
    Ikki annuì.
    -Non ti conviene metterti contro di me, ragazzino. Un banale bronze saint come te non può sperare di battermi!-
    Ikki suggerì a Esmeralda di raggiungere i Gold saints e di allontanarsi, dopodiché, con uno scatto velocissimo, colpì Misty con un pugno in faccia facendolo barcollare.
    -Ma… ma che…? Mi hai colpito? Tu! Come hai osato colpire il mio bel volto. Te la farò pagare!-
    -Piantala di fare certi discorsi. Mi dai sui nervi!-
    Stavolta fu Misty a compiere un gesto fulmineo e colpire Ikki con un pugno allo stomaco seguito da un montante che lo fece volare leggermente prima di cadere a terra.
    -Ti farò pentire di essere nato!-
    -Stavo per dirti la stessa cosa! Houyoku Tensho!-
    Il colpo andò a segno, ma Misty non si mosse di un millimetro né tanto meno subì alcun danno.
    -Ma che…? Houyoku Tensho!-
    -Questo è il tuo colpo? Sembrerebbe potente, ma con me non funziona!-
    Ikki rimase senza parole.
    -Se hai finito le cartucce, è il mio turno ora: Marble Trip!-
    Da due dita lanciò un globo argentato che investì Ikki facendolo volare lontano e gli disintegrò il cloth.
    -Ikki!- gridò Esmeralda.
    -Tsk! Troppo facile. E ora…-
    Si girò e si diresse a passo lento verso Esmeralda, prontamente protetta dai Gold Saints.
    -Consegnatemi la dea Atena, se non volete fare la stessa fine di quell’inutile bronze saint.-
    -Adesso, però, sei tu, che lo stai sottovalutando!- disse Aiolia con un sorriso.
    -Che cosa intendi dire?-
    -Guarda dietro di te!-
    -Cos…?-
    Appena si voltò, Ikki lo investì con il suo colpo facendolo volare contro il portone della villa.
    -Assurdo. Come sei sopravvissuto al mio colpo? Inoltre… il tuo cloth… non l’avevo fatto a pezzi?- disse rialzandosi.
    -Il cloth della fenice rinasce tutte le volte che viene distrutto. Una capacità che non ha nessun altro cloth.-
    -Assurdo!-
    A un tratto, Esmeralda si allontanò dai Gold Saints e si avvicinò a Misty, nonostante loro e Ikki le gridavano di stargli lontano.
    -Che cosa...?-
    Esmeralda gli sorrise, mentre il suo corpo iniziò a brillare di una luce d’oro. Tutti quanti, Misty compreso, rimasero incantati da quella visione. La ragazza posò una mano sul viso del silver saint continuando a sorridergli. I segni sotto gli occhi di Misty, e anche l’aura oscura che lo circondava, scomparvero e il silver saint cadde a terra svenuto.
    -L’influsso malvagio è stato annientato. Misty è libero!- disse Shaka.
    -Ma che bel quadretto!- disse una voce.
    -Ah!-
    Un altro silver saint sbucò dal nulla. Si trattava di Babel del centauro.
    -Credevate che Misty fosse da solo? Beh, mi spiace deludervi. Ora ve la vedrete con me, Babel del centauro!-
    -Dovrai prima passare sul mio cadavere!- disse Ikki.
    -Non me lo faccio dire due volte, moretto. Fotia Roufihtra!-
    Babel lanciò dalla propria mano, un vortice infuocato, ma Ikki, senza alcuno sforzo, lo parò con una sola mano.
    -Che cosa? Non è possibile!-
    -Houyoku Tensho!-
    Anche Babel fece un bel volo e cadde violentemente a terra.
    -Tu… maledetto bronze saint… Ah!-
    Esmeralda si era avvicinata a lui e, proprio come aveva fatto con Misty, lo liberò dal male.
    Mentre Ikki assisteva alla scena, fu colpito alle spalle dal colpo di Asterion dei cani da caccia.
    -Ikki!- gridò Esmeralda.
    -Ora è il tuo turno ragazzina!-
    Saltò e in cielo comparvero tantissime sue immagini.
    -Houyoku Tensho!- gridò Ikki.
    Il colpo passò attraverso a un’immagine.
    -Sciocco! Million Ghost Attack!-
    Il ragazzo fu investito di nuovo da innumerevoli calci e cadde a terra.
    -Visto che desideri tanto morire, ti accontento subito.- disse afferrandolo per il collo.
    -Non farlo. Tu non sei cattivo!- disse Esmeralda toccandogli il braccio con la mano.
    Anche Asterion fu liberato e cadde a terra svenuto. Esmeralda s’inginocchiò vicino a Ikki accarezzandolo.
    -Che razza di saint. Non sa che sui campi di battaglia non si dorme?-
    -Oh no… ancora!-
    Stavolta i silver saint erano due: Capella dell’auriga e Dante di cerbero. I due si avvicinarono a Esmeralda, ma si fermarono di colpo quando qualcuno tracciò una linea sul terreno.
    -Vi avverto: oltrepassate questa linea e morirete!- disse Ikki che non era affatto svenuto.
    -Maledetto. Stavi fingendo!- disse Capella.
    -Perspicace!-
    -Comunque, se credi di spaventarci con queste stupide minacce, ti sbagli di grosso.-
    Detto questo, superò la linea. Grosso errore, perché Ikki lo colpì sulla fronte con un raggio e Capella cadde a terra.
    -Che… che diavolo è successo?- disse Dante.
    -Non è ovvio? Ha varcato la linea ed è andato incontro alla morte!-
    -Mpf! Sarà, ma ora è il mio turno. Io, Dante di cerbero ti farò assaggiare le mie catene.-
    -Non ho fame al momento.-
    Dante, senza dire nulla, gli lanciò la catena, che terminava con una palla chiodata, che Ikki afferrò con una sola mano. Dopodichè la spezzò con una facilità assurda.
    -Non darti troppe arie.- lo avvertì Dante.
    Infatti, lanciò da chissà dove altre palle chiodate verso il suo avversario, ma Ikki le distrusse tutte con i suoi pugni.
    -Ah! Non… ci credo…-
    -Finito i giochetti? E allora… Houyoku Tensho!-
    Dante volò lontano, ma in quel preciso momento, un disco rotante si diresse verso Ikki e lo decapitò.
    -Pensavi di farmi fuori con un colpo così banale e invece sei stato tu a finire male!- disse Capella.
    All’improvviso, il corpo decapitato del saint della fenice iniziò a camminare e avvicinarsi verso Capella.
    -Cosa? Non è possibile! Cos’è questa diavoleria? Stai lontano!-
    Gli lanciò un altro disco, ma anziché dirigersi verso Ikki, tornò indietro e decapitò Capella.
    -Ma che è successo? Quel saint si è alzato, ha lanciato un disco in aria e ha cominciato ad agitarsi come se fosse in preda ad un incubo a occhi aperti.- disse Esmeralda.
    -Niente di più sbagliato. È stato colpito dal mio Houo Genmaken, un colpo che colpisce il cervello provocandone, appunto, illusioni o incubi terribili.-
    -Terrificante…-
    -Vero, ma stai tranquilla. Non è morto. Puoi tranquillamente liberarlo.-
    Esmeralda annuì e così fece con entrambi.
    -Phantom Arrow!-
    Tramy della freccia, cadde dal cielo lanciando il suo colpo verso Esmeralda. Ikki, purtroppo, non fu molto tempestivo nel salvarla, ma per fortuna intervenne Aiolos che colpì il silver saint con l’Atomic Thunder Bolt, una sorta d’innumerevoli comete dorate.
    -Appena in tempo!- disse.
    -Kaitos Spurting Bomber!-
    Il colpo di Moses della balena, scaraventò in aria i tre, Esmeralda fu colpita alle spalle, per farla svenire, da Sirius del cane maggiore che se la caricò in spalla e volò via come una cometa.
    -Esmeralda!- gridò Ikki disperato.
    Per la rabbia, lanciò il suo colpo verso Moses disintegrandogli il cloth. Prima che svenisse, lo afferrò per il collo e gli disse:
    -Dove diavolo l’ha portata? Dove?-
    -Al… al Santuario…- disse per poi svenire.


    Capitolo 4:

    Santuario Parte I: Il Palazzo Del Montone Bianco


    -A quanto pare lo Shadow Saint ha perso la pazienza e ha deciso di farla finita con le sue mani.- disse Aiolos.
    -E allora che stiamo aspettando? Andiamo al Santuario, prendiamolo a calci e salviamo Esmeralda, no?- disse Ikki giustamente agitato.
    -Non avere fretta. Molto probabilmente, oltre i silver saints, ha posseduto anche i Gold saints rimasti là. Non devi sottovalutarci. Noi non siamo come i nemici che hai affrontato finora.- intervenne Aiolia.
    -Me l’hai già detto che voi Gold Saints siete i più forti, non sareste della casta più alta se no, ma non posso starmene fermo qui. Esmeralda, Atena, è in pericolo diamine!-
    Kanon e gli altri si guardarono.
    -In effetti… stare qui non ha senso. Andiamo!- disse Camus.
    Ikki sorrise, mutarono in comete e si lanciarono all’inseguimento. In breve tempo, Sirius atterrò davanti al tredicesimo palazzo e vi entrò di corsa. Arrivato al cospetto dello Shadow Saint, adagiò con cura la ragazza che aveva in spalla sul pavimento.
    -Eccovi la dea, padrone!- disse il saint.
    -Ottimo lavoro. Puoi andare ora. Ci penso io!-
    Sirius annuì e se ne andò.
    -Svegliati Atena, so che stai fingendo.-
    Esmeralda aprì gli occhi e si alzò.
    -Credo che secoli di prigionia ti abbiano dato alla testa. Non sono più un’innocua neonata, non hai paura di essere imprigionato di nuovo?-
    -Non ti darò questa soddisfazione!-
    Lo Shadow Saint iniziò a espandere il suo cosmo e anche la dea Atena fece altrettanto. Sembrava di vedere luce contro oscurità. Entrambi lanciarono un globo, lei dorato e lui oscuro, e ci fu una grande esplosione. Intanto, Ikki e gli altri arrivarono al santuario, ma anziché giungere direttamente davanti al tredicesimo palazzo, atterrarono poco lontano dalla prima casa: Il Palazzo Del Montone Bianco.
    -Perché siamo atterrati qui invece di…?-
    -Perché quel maledetto ha eretto una barriera. Proprio come il cosmo di Atena, impedisce a noi invasori di muoverci liberamente. L’unico modo che abbiamo di raggiungere il tredicesimo palazzo è superare di corsa le altre.- disse Kanon.
    -Ah, così funziona? Bel modo per perdere peso! Ok, basta chiacchiere. Andiamo!-
    -Te l’ho già detto. Bada a non sottovalutare i Gold Saints!- intervenne Aiolia.
    -Da come parli sembrate invincibili.-
    -In effetti è così, ma c’è un modo per sconfiggerli. Devi imparare ad acquisire il settimo senso!-
    -Il settimo senso, eh? Beh, se rimaniamo qui a parlare, non acquisirò niente quindi diamoci una mossa!-
    Senza dire nulla, i sette guerrieri si diressero verso la casa custodita da Mu dell’ariete. Appena dentro la casa si ritrovarono davanti il guerriero dorato.
    -Benvenuti, vi stavo aspettando!- disse.
    -Bene. Sarò io il tuo avversario!- disse Ikki.
    -Sei sicuro? Guarda che…-
    -Lo so, ma se non faccio pratica che razza di saint sarei? Non morirò, la posta in gioco è troppo alta, ma se accadrà, lascerò a voi il resto. Salvate Esmeralda. Non chiedo altro.-
    -D’accordo…-
    Così, i sei saint corsero via lasciando i due guerrieri da soli.
    -Non ho mai visto qualcuno più stupido di te!-
    -Avresti potuto, ma eri troppo impegnato nel macramè! Houyoku Tensho!-
    -Crystal Wall!-
    Mu creò una specie di muro di vetro, il colpo di Ikki lo colpì per poi tornare indietro al mittente.
    -Aaaah!-
    -Stupido!-
    -Dannazione… quel… quell’affare… come posso distruggerlo?-
    -Non puoi. Sei solo un bronze saint. Non hai ancora le capacità per abbattere la mia tecnica. E soprattutto poter battere me!-
    -Questo è tutto da vedere.-
    Rilanciò il suo colpo, ma l’effetto fu tale e quale a quello di prima.
    -Se voi ammazzarti da solo… fai pure. Io non mi muovo!-
    -Maledetto! Sei un codardo. Leva quel dannato muro e combatti da uomo!-
    -Vuoi che ti uccida con le mie mani? D’accordo, esaudirò il tuo desiderio!-
    Fece sparire il Crystal Wall e iniziò a bruciare il suo cosmo.
    “Caspita che potenza!”
    -Stardust Revolution!-
    Ikki fu investito e il suo cloth andò in frantumi.
    -Ecco. Hai perso anche il tuo cloth oltre alla vita. Non mi hai fatto neanche divertire.-
    Si girò per andarsene, quando il cosmo di Ikki lo fermò.
    -Cosa diavolo è questo cosmo così potente? Non è possibile che sia…-
    Mu si voltò e Ikki era in piedi, con il cloth intatto, con il suo cosmo che ardeva intensamente.
    -Ma certo! Il cloth della fenice sa rigenerarsi. Che sbadato! Stardust Revolution!-
    Ikki, con grande sorpresa di Mu, parò il colpo.
    -Cosa? Non è possibile! Che tu abbia…?-
    -Ora è il mio turno. Houyoku Tensho!-
    Mu, tempestivamente, creò il Crystal Wall e l’Houyoku Tensho tornò indietro.
    -M… maledetto… Ah!-
    Mu era davanti a lui. Ikki cercò di reagire, ma una forza cinetica gli bloccava i movimenti.
    -Non… riesco… a muovermi…-
    -Mi hai sorpreso ragazzo, ma ora è giunto il momento di morire!-
    -N…no, no… No!-
    -Addio! Starlight Ex… Urgh!-
    Anche Mu fu bloccato da una forza cinetica.
    -Chi… chi ha osato bloccarmi? Ah! Non sarà mica…?-
    In quel momento, Ikki riacquistò mobilità e, anche se non era corretto, bruciò il suo cosmo e approfittò dell’occasione.
    -Houyoku Tensho!-
    Mu fu scaraventato lontano e cadde violentemente a terra.
    -Mi dispiace, non sono stato molto corretto, ma non c’era scelta.-
    -Grazie!- disse una voce.
    -Chi…?-
    Un bambino di circa otto anni sbucò da dietro una colonna.
    -Io sono Kiki, allievo di Mu. Sono stato io a bloccarlo con i miei poteri cinetici e a liberarti.-
    Ikki gli sorrise e gli accarezzò la testa.
    -Grazie infinite, piccolo! Ti sono debitore. Sei in gamba!-
    -Non è proprio così. Non sono granché… se ti sei salvato è stato solo per fortuna.-
    -Sarà, comunque rimango in debito.- gli disse Ikki sorridendogli.
    -Ti prego. Distruggi gli Shadow Saints e libera Mu e gli altri!-
    -È quello che sto facendo. E ci riuscirò, stanne certo.-
    Il ragazzino gli tese la mano e Ikki gliela strinse, dopodiché gli fece l’occhiolino e proseguì la sua corsa.



    Capitolo 5:


    Santuario Parte II: L’Aquila A Due Teste


    Quando Aiolos e gli altri arrivarono nella casa di Aldebaran, vi trovarono ad aspettarli uno dei sei Shadow Saint al servizio del fu Herodion: Tizoc di Ssorta. Aveva capelli corti biondi e occhi azzurri. Il suo elmo, a casco, rappresentava la testa dell’aquila con becco leggermente ricurvo, il coprispalla sinistro aveva la forma della seconda testa, ma aveva il becco dritto, per non dar fastidio durante i combattimenti, mentre l’altro era ovale e bombato. Il resto del cloth, con tanto di ali dietro la schiena, non era molto diverso da quello del suo padrone o a un silver.
    -Toh. I fuggiaschi son tornati all’ovile!- disse.
    -Hai osato entrare in casa mia. Te la farò pagare!- disse Aldebaran.
    -Ehy, che vuoi? Sei scappato e l’hai lasciata incustodita. Ora è mia e non devo pagare proprio niente. Mica c’era l’affitto!-
    Aldebaran si arrabbiò molto.
    -Ragazzi, voi andate avanti. Questo tizio ha bisogno di tante botte. Tutte quelle che non gli hanno dato da piccolo.-
    -Fa attenzione.- gli dissero semplicemente proseguendo.
    -Certo che sei bello grosso. Quindi farai molto rumore quando cadi.-
    Aldebaran, senza dire nulla, si mise a braccia conserte.
    -Mh?-
    -Great Horn!-
    Sembrava che il colpo fosse andato a segno, ma con somma sorpresa del saint, vide che Tizoc lo aveva parato con facilità.
    -Hai un colpo davvero potente. Ora capisco perché sei chiamato “il selvaggio toro d’oro”. Però con me non funziona.-
    -I… Impossibile.-
    -Vuoi vedere un colpo vero? Eccolo! Demoniac Flight!-
    Aldebaran fu scagliato lontano. Perse perfino l’elmo.
    -È proprio come dicono: la resistenza del gold cloth è davvero stupefacente. Fosse stato di un altro tipo sarebbe andato subito in pezzi.-
    -Maledetto! Great Horn!-
    Di nuovo, il colpo fu parato.
    -Di nuovo… ma come diavolo…?-
    -Rassegnati e lasciati ammazzare.-
    -Ma neanche per sogno! Great Horn!-
    -Ancora? Che noia!-
    Tizoc parò di nuovo il colpo, ma stavolta lo trattenne nella sua mano per poi rispedirlo al mittente. Aldebaran, mentre lo prese in pieno, rimase stupito e disorientato al tempo stesso. Una volta a terra, Tizoc gli si avvicinò.
    -Sai qual è il tuo problema? Che non hai altre carte da giocare. Hai solo quel Great Horn.-
    -Mpf! Attento a quel che dici. Mi sembra che anche tu non stia messo meglio. O sbaglio?-
    Tizoc rimase un secondo zitto per poi sorridergli.
    -Touchè!-
    Non appena Aldebaran si rialzò, lo Shadow Saint iniziò a colpirlo con pugni allo stomaco, al viso e concluse il tutto con un calcio rovesciato in pieno mento. Non appena cadde a terra, Tizoc rise.
    -Hai visto? Te l’avevo detto. Più siete grossi e più cadete con fragore!-
    Aldebaran non ce la fece più a sopportare le risate di scherno del suo nemico e lo sorprese afferrandolo per il collo, lo sollevò da terra e lo schiantò violentemente sul pavimento. In quel momento ne approfittò per prenderlo a calci e c’era da dire che non era per niente piacevole.
    -Dannazione! Demoniac Flight!-
    Aldebaran fu scagliato sul soffitto lasciandoci una grossa sagoma per poi ricadere con violenza sul pavimento.
    -Uff… che fatica!- disse Tizoc rialzandosi e guardandolo.
    Aldebaran no si muoveva più, quindi il suo avversario sorrise soddisfatto.
    -Se non ho capito male, oltre a loro c’era anche un altro tizio. Ora lo aspetto e farò fuori anche lui.-
    Ikki arrivò pochi minuti dopo.
    -Ah! Aldebaran!-
    -Salve moccioso. Non preoccuparti per il tuo amico, ma per te stesso.-
    -Chi sei?-
    - Tizoc, Shadow Saint di Ssorta!-
    -Bene. Mi sarebbe dispiaciuto non conoscere il nome della mia vittima.-
    -Tsk! Credi di poter battere l’aquila demoniaca a due teste? Non c’è riuscito il toro, figurati la fenice!-
    -C’è solo un modo per scoprirlo!-
    -Illuso. Grazie alla barriera del mio signore, la vostra forza è molto diminuita. Non avete alcuna speranza di batterci!-
    -Ah! Che razza di…-
    -Uh, uh, uh, uh!-
    -Non importa… combatterò lo stesso.-
    -Fai pena!-
    -E tu tristezza!-
    Non appena i due si misero in posizione, e le due grandi figure dei mitici uccelli comparvero alle loro spalle, Aldebaran si alzò con grande sorpresa di entrambi.
    -Questa è la mia casa e devo proteggerla anche a costo della vita. Perciò, Ikki, vai avanti e lascialo a me!-
    -Sei sicuro?-
    -Assolutamente!-
    Ikki non disse nulla e si preparò a proseguire.
    -Tu non vai da nessuna parte!- disse lo Shadow Saint mettendosi davanti.
    -Tizoc!-
    Aldebaran lo colpì di sorpresa con un braccio teso così da permettere a Ikki di proseguire.
    -E sia allora!-
    I due cominciarono a bruciare i loro cosmi.
    -Sei finito. Non hai alcuna speranza. Ti sei condannato da solo!-
    -E tappati quella fogna, cavolo!-
    -Ok, basta chiacchiere! Demoniac Flight!-
    Aldebaran, con grande sorpresa del suo avversario, respinse con un pugno l’onda energetica che gli stava arrivando contro.
    -Cosa? Come diavolo hai fatto?-
    Non gli rispose e continuò a bruciare il suo cosmo sempre di più.
    -Great Horn!-
    L’onda del Great Horn era più grande del solito e investì Tizoc distruggendogli, oltre al cloth, anche il corpo.
    -Addio, maledetto ospite abusivo!-
    Stanco, si sedette sul pavimento con le gambe incrociate e, prima di addormentarsi, sussurrò:
    -Buona fortuna amici!-


    Capitolo 6:

    Santuario Parte III: Duello Nella Terza Casa



    Proprio come nel palazzo del toro, anche nella terza casa c’era un ospite abusivo e Kanon disse ai suoi compagni di proseguire e lasciarlo a lui. Si trattava di Natal di Garrub. Era un ragazzo dal tipico fascino latino con lunghi capelli castani raccolti in una treccia e occhi dello stesso colore. Dato che il Garrub era un puma bianco con strisce nere, il suo Shadow Cloth aveva la stessa identica forma delle God Robe dei God Warriors delle stelle gemelle Mizar e Alcor.
    -Come difensore della terza casa, non ti permetterò di stare qui e ti caccerò a calci!-
    -Tsk! Tu devi essere il gemello di quell’idiota di Saga. Presto lo raggiungerai!-
    -Attento a come parli. Non è una buona idea farmi arrabbiare.-
    -Perché? Che ho detto? Ho semplicemente evidenziato il fatto che tuo fratello è un idiota che si è ribellato al mio signore anziché sottomettersi come gli altri tuoi amichetti!-
    -Ha tutto il mio rispetto. È morto con onore e non si è piegato al male preferendo la morte!-
    -Bah. Contento tu!-
    -Ora basta! Galaxian Explosion.-
    Nonostante il colpo andò a segno, Natal non si mosse di un millimetro.
    -Cosa?-
    -Uhm… che strano nome… e qual è l’effetto? Non l’ho ben capito…-
    -Ora ti rinfresco la memoria: Galaxian Explosion!-
    Per la seconda volta, Natal subì l’esplosione senza riportare alcun danno.
    -Ma… come diavolo è possibile? Non hai la stessa abilità di Misty… come…?-
    -È la barriera del mio signore. Grazie a lei, la vostra forza è diminuita notevolmente.-
    -Ah, maledizione. Avrei dovuto capirlo!-
    -Non so come il vostro amico del toro abbia sconfitto il mio collega, probabilmente ha avuto un colpo di fortuna, ma puoi star certo che io non farò la sua stessa fine. Anzi, sarai tu a morire!-
    -Questo è tutto da vedere!-
    Natal, con uno scatto fulmineo, colpì Kanon con un pugno sul viso buttandolo a terra. Dopodiché lo afferrò per i capelli, lo lanciò in aria e lo scaraventò contro il soffitto con la sua forza spirituale. E questo lo fece per ben quattro volte.
    -Maledetto. Non sono un giocattolo!-
    -Come no? Lo sei eccome per me!-
    Kanon reagì dandogli un violento montante e questo lo fece non poco arrabbiare.
    -Hai colpito il mio viso. Non ti perdonerò mai!-
    “Oh, no. Un altro narcisista. Che nervi!”
    Natal iniziò a bruciare il suo cosmo, mentre alle sue spalle compariva la figura del Garrub. Anche Kanon iniziò a bruciare il suo cosmo e l’immagine della sua costellazione comparve alle sue spalle.
    -Guarda che il tuo è uno sforzo inutile. Quindi lasciati ammazzare senza muoverti.-
    -Non sono diventato gold saint per farmi ammazzare da un guerriero di bassa lega.-
    -Bassa lega? Io?-
    Kanon si guardò attorno.
    -Beh, sì. Non vedo nessun altro a parte te.-
    Natal sorrise e lanciò il suo colpo:
    -Sudden Death!-
    Kanon lo prese in pieno e fu scaraventato lontano. Fortunatamente il suo cloth non ne risentì.
    -Peccato, il suo cloth non è andato in pezzi, ma almeno ha smesso di dire baggianate.-
    Con sua grande sorpresa, però, Kanon si rialzò.
    -Come… chi te lo fa fare di rialzarti? A che pro?-
    -La voglia di sconfiggerti e l’amore per la giustizia!-
    -Ma falla finita!-
    Dalle sue dita lanciò numerosi raggi bianchi, come se fossero piccole frecce, contro il suo avversario.
    -Ga… Galaxian Explosion!-
    Di nuovo un’esplosione a vuoto.
    -Senti… sono spagnolo, non turco, ma mi dici perché non comprendi quello che ti dico? Non hai alcuna speranza di battermi. Ogni tentativo è inutile.-
    -…-
    Kanon non seppe che dire e fu colpito di nuovo dal Sudden Death.
    -Stavolta sei finito sul serio.-
    Invece, Kanon si rialzò di nuovo. Fu allora che Natal perse la pazienza e iniziò a prenderlo a calci e pugni.
    -Perché non ti decidi a crepare? Perché?- si chiedeva con rabbia continuando a colpirlo con impeto.
    -Non morirò, finché non ti avrò sconfitto!-
    -Piantala con questi discorsi del cavolo!-
    E gli diede un violento montante. In quel preciso momento arrivò Ikki.
    -Kanon!-
    -Mbè? Che c’è, arrivano i rinforzi?-
    -Certo che no. Lui va avanti. Lo scontro è solo fra me e te!-
    -Quanta sicurezza hai…-
    Ikki, senza dire nulla, proseguì lanciando un’occhiata verso Kanon che gli fece l’occhiolino.
    -Sei scemo, lo sai? Potevi farti aiutare.-
    -Noi saints non combattiamo mai uniti contro un solo avversario. Non è il nostro stile.-
    -Sei sicuro? Mi sembra proprio il contrario, ma lasciamo stare. Visto che ti ostini a non morire, stavolta ti lancerò il mio colpo con tutta la mia forza.-
    -Che alla fine non è un granché.-
    -Ridi quanto vuoi perché sarà l’ultima volta! Sudden Death!-
    Il colpo fu così violento da distruggere mezzo palazzo. Kanon sembrava essere stato sconfitto sul serio e invece, con gran stupore e amarezza di Natal, si rialzò con il cloth sempre intatto.
    -No. Tu non sei umano! Non è possibile!-
    Kanon sorrise e iniziò a bruciare il suo cosmo al limite estremo.
    -Da… da dove tiri fuori tutto questo ardore?-
    -Galaxian Explosion!-
    Finalmente, il colpo andò a segno, distrusse parzialmente lo shadow cloth e fece volare Natal lontano.
    -Addio!- disse il gold saint.
    Purtroppo, aveva cantato vittoria troppo presto perché Natal si rialzò e lo scaraventò contro un muro con la sua forza spirituale.
    -Non so come tu abbia fatto, ma hai sbagliato a cantar vittoria così presto! Non sono debole come Tizoc!-
    Kanon si rialzò continuando a bruciare il suo cosmo.
    -Visto che hai tanta voglia di morire, ti farò fare un bel viaggetto in un’altra dimensione.-
    -Taci! Sudden Death!-
    Kanon parò il colpo con una sola mano lasciando Natal a bocca aperta.
    -Sorpreso?-
    -E non poco…-
    Kanon sorrise, sollevò un braccio al cielo disegnando un triangolo.
    -Che diavolo fai?-
    -Golden Triangle!-
    Natal finì in un’altra dimensione e anche la terza casa fu liberata.



    Capitolo 7:


    Santuario Parte IV: Deathmask



    Non appena Aiolia e gli altri arrivarono alla casa del cancro, si sorpresero di non trovarne il custode. Quando uscirono, Camus si chiese:
    -Strano… dove diavolo sarà Deathmask?-
    -Che c’importa? Meglio così, almeno così possiamo andare alla prossima casa: la mia!- disse il saint del leone.
    E così, proseguirono la corsa. Dopo un po’ arrivò anche Ikki.
    -Benvenuto alla quarta casa!- disse una voce.
    -Mh? Credevo che Aiolia e gli altri ti avessero steso. Come mai ti hanno risparmiato?-
    Deathmask sbucò da dietro una colonna.
    -Non ho voluto sprecare energie con loro. Quello che m’interessava eri solo tu!-
    -E perché mai?-
    -Hai sconfitto Mu. Devi essere in gamba… oppure solo uno con un gran c...!-
    -Si dice fortuna, prego!-
    -Comunque sia, vediamo se sei in gamba come penso!-
    I due bruciarono il loro cosmo.
    -Houyoku Tensho!-
    Deathmask lo prese in pieno, volteggiò per poi riatterrare in piedi.
    -Questo è il massimo che riesci a fare?-
    -…-
    -Non rispondi? Allora assaggia un vero colpo letale: Sekishiki Meikaiha!-
    L’onda energetica colpì Ikki che fu scaraventato all’altro mondo.
    -Troppo facile!-
    Ikki si ritrovò in uno strano mondo oscuro dove, in lontananza, c’era una lunga fila d’individui che camminavano dritti senza parlare.
    -Chi saranno quelle persone? E dove andranno?-
    Appena fece un passo, una voce familiare lo arrestò.
    -Non andare oltre!-
    -Questa voce…-
    Si voltò e c’era Esmeralda davanti a lui.
    -E… Esmeralda… che… ci fai qui? Sei… sei un’illusione?-
    -No. Non sono un’illusione. Quelle persone si stanno dirigendo nello Yomotsu Hirasaka, la voragine del mondo dei morti. Se ci cadi, non potrai tornare sulla terra.-
    -Cosa? Significa che sono morto? E anche tu?-
    -No. Non sono… non siamo morti. Tu ed io abbiamo una missione da compiere. Perciò, torna alla vita Ikki. Risorgi dalle ceneri come la costellazione cui appartieni. Risorgi fenice!-
    Un bagliore dorato colpì il saint e la sua anima tornò nel suo corpo.
    -Cosa? Non è possibile! È tornato in vita! Merita davvero di appartenere alla costellazione della fenice!-
    -Ti ho deluso Deathmask? Mi spiace. Ora lasciami in pace altrimenti…-
    -Altrimenti cosa? Tappati la bocca e…-
    Non finì la frase perché Ikki gli lanciò l’Houyoku Tensho, ma il gold lo parò e lo rispedì al mittente.
    -Assurdo. L’ha respinto con una sola mano.-
    -Tsk! Non lo sai che lo stesso colpo non funziona due volte su un saint? E ora torna nel mondo dei morti!-
    Il colpo del Gold Saint andò a segno e Ikki si ritrovò di nuovo nel mondo dei morti.
    -Stavolta non credo riuscirà a tornare. Se lo fa, allora è proprio immortale.-
    Fissò il corpo del suo nemico per un tempo indefinito, finché non iniziò a ridere come un matto.
    -La tua risata isterica mi sta facendo impazzire. Ce la fai a star zitto?-
    -No! Sei tornato in vita di nuovo. Tu non sei un uomo!-
    -Oppure, semplicemente, non è ancora giunta la mia ora. Non ci hai mai pensato?-
    -Basta. Ti ci rispedisco e mi occuperò personalmente di buttarti nello Yomotsu Hirasaka!-
    -Non avere tanta fretta!-
    All’improvviso, Ikki s’inginocchiò. Si sentiva stordito.
    -Uh, uh, uh! Prendersi due volte il Sekishiki Meikaiha non fa tanto bene alla salute nonostante tu sia immortale. Perfetto!-
    Non appena Deathmask alzò il braccio al cielo, Ikki lanciò il Genmaken. Deathmask cominciò a sognare. Si trovava nel mondo dei morti e veniva assalito da mostruosi zombi. Nonostante li colpisse, e i loro corpi si facevano a pezzi, si ricomponevano. Fu allora che lo agguantarono, lo sollevarono e lo gettarono nello Yomotsu Hirasaka.
    -Aaaah!-
    Deathmask s’inginocchiò sudando come una fontana.
    -Che… che è successo? Cosa mi hai fatto? E soprattutto… com’è possibile che tu sia riuscito a usare un colpo simile su di me, un gold saint!-
    -Ho raggiunto il settimo senso senza accorgermene!-
    -Cosa? Balle. Queste sono solo balle! Sekishiki Meikaiha!-
    Stavolta, fu Ikki a parare il colpo del suo avversario.
    -Cosa? No, non è possibile! Nessuno può respingere il mio colpo. Neanche i miei colleghi possono arrivare a tanto! Ah, ma certo. È ancora l’effetto del tuo colpo!-
    -Non credo proprio tu stia sognando. Questa è realtà!-
    -Sta zitto!-
    Ikki gli diede un calcio rotante per poi riempirlo di pugni velocissimi e infine gli diede un montante.
    -Basta. È inutile continuare. Sto solo perdendo tempo.-
    Ikki iniziò ad avviarsi, ma la voce di Deathmask lo costrinse a fermarsi.
    -Dare le spalle al nemico è il più grosso errore che un saint possa fare. Sei finito! Sekishiki Meikaiha!-
    L’onda colpì Ikki, ma non accadde assolutamente nulla, sennonché il suo corpo iniziò a brillare di una luce arancione. Era come se il suo corpo fosse avvolto da fiamme.
    -Ma che…?-
    -Fatti un sonnellino Deathmask. Houyoku Tensho!-
    -Urgh! È completamente diverso dal colpo precedente… ARGH!-
    Il colpo, appunto più forte del solito, investì Deathmask che si schiantò contro una parete e cadde prono a terra. Alzò leggermente la testa, guardò il suo avversario, sorrise e svenne.
    -Via, presto. Non devo perdere tempo!-
    E Ikki proseguì.


    Capitolo 8:


    Santuario Parte V: Zanne Velenose


    Il nuovo custode, sempre abusivo, della casa del leone era Kaoklai, Shadow Saint di Agama. L’elmo rappresentava la testa del serpente, proprio come quello del God Warrior della stella Phecda, e i coprispalla erano due piastre triangolari concave, proprio come quelle del silver cloth dell’aquila. Aveva capelli corti e occhi neri.
    -Ecco la brutta faccia di chi occupa la mia casa senza permesso.- disse Aiolia.
    -Non sei felice? Te l’ho custodita per bene. Molto meglio di quanto hai fatto tu sicuramente!- disse Kaoklai.
    -Ora basta. Ragazzi, voi andate avanti.-
    -Perché tanta fretta? Restate. Dobbiamo conoscerci meglio!-
    Non appena disse questo, una misteriosa nebbia verdastra comparve dal nulla.
    -Che diavolo…? Urgh!-
    Aiolia e gli altri cominciarono a tossire e s’inginocchiarono.
    -Uh, uh, uh! Soffrite brutti cani! Mh?-
    Non tutti erano a terra però. L’unico che era ancora in piedi era Camus. Il suo corpo era avvolto da una strana luce bianca.
    -Come diavolo fai a stare ancora in piedi?-
    -Il mio cosmo è freddo come il ghiaccio. Grazie a lui, il tuo stupido veleno non può aggredirmi!-
    -Ooooh, sai usare le energie fredde. Interessante, ma cosa credi di fare ora? I tuoi amici moriranno presto.-
    -Basterà eliminare questa nebbia.-
    -Eliminare la Poisonous Fog? Mi piacerebbe sapere come!-
    Il saint dell’acquario sorrise, mentre il suo cosmo continuava a brillare e si alzò all’improvviso un forte vento.
    -Uh! Che diavolo è questo vento?-
    Iniziò ad aumentare e piano piano la nebbia tossica svanì, permettendo ai saints di riprendersi.
    -State bene ragazzi?-
    -S… sì!- risposero tutti.
    -Sconcertante! Sei riuscito a fare una cosa simile nonostante la barriera.-
    -Quale barriera?-
    -Il mio signore ha creato una barriera che diminuisce notevolmente la vostra forza. Avete praticamente la forza di un neonato. Eppure…-
    -Quanto si vede che ci ha sottovalutato! Ora basta. Sarò io il tuo avversario!-
    -Peccato, speravo di combattere con quel ghiacciolo ambulante che vi portate appresso!-
    -Lui non custodisce questa casa, ma io. Quindi, mi spiace deluderti, ma dovrai combattere con me.-
    -E va bene. Pazienza. Lascerò il divertimento a qualcun altro.-
    In quel preciso momento, giunse Ikki.
    -Guarda guarda. Avete chiamato i rinforzi? Un po’ pochi!-
    -Che ci fate ancora qua?- chiese Ikki.
    -Stavamo andando via e lasciare Aiolia e quello Shadow Saint a combattere!- disse Camus.
    -Ehy, guarda che ho un nome!-
    -Ah, sì? Non l’ho sentito!-
    -Sono Kaoklai di Agama. Portami rispetto!-
    -Non ci tengo!-
    Ikki sorrise per poi volgere uno sguardo al suo maestro.
    -Buona fortuna, maestro.-
    Lui non gli rispose, si limitò a sorridergli e a fargli l’occhiolino. Non appena i quattro si allontanarono, i saints nella casa del leone iniziarono a bruciare i loro cosmi.
    -Non riuscirai a battermi!-
    -Se Aldebaran e Kanon hanno battuto i tuoi colleghi, perché non dovrei riuscirci anch’io?-
    -Perché tu non sai usare energie fredde come il tuo amico. Ho la vittoria in tasca!-
    -Ah!-
    -Poisonous Fog!-
    -Lightining Bolt!-
    Aiolia fu tempestivo a lanciare il suo colpo verso il suo avversario che volò per poi riatterrare senza aver riportato alcun danno.
    -Fortunato, ma non durerà!-
    -Chi lo sa? Lightining Plasma!-
    Anche stavolta il colpo andò a segno, ma Kaoklai se la rise.
    -Stai solo sprecando inutili energie! Questo è un vero colpo: Great Clash!-
    Aiolia fu scaraventato contro una colonna e cadde a terra.
    -Possibile che il vostro cloth non si distrugga? Come diavolo si può fare?-
    -Devi… essere un dio… per poterlo fare!- disse Aiolia rialzandosi.
    -Ma io sono un dio!-
    -Ti piacerebbe!-
    Kaoklai iniziò a prenderlo a calci.
    -Non farò la fine dei miei compagni! Puoi starne certo!-
    Gli afferrò la testa con una mano e lo scaraventò a terra con violenza.
    -E ora, il colpo di grazia.-
    -E no! Lightining Plasma!-
    Di nuovo, il colpo ebbe effetto nullo.
    -Dannata barriera!-
    -Rassegnati alla sconfitta, gattino troppo cresciuto!-
    A quelle parole, Aiolia sorrise.
    -Nessuno mi ha mai offeso così. Te ne farò pentire amaramente!-
    -Uuuuh! Che paura. Non miagolare troppo forte, però!-
    Aiolia, senza preavviso, diede un pugno a Kaoklai così violento da scagliarlo contro una parete della casa.
    -Si dice “non stuzzicar il cane che dorme”, ma in tal caso è “non stuzzicar il leone che dorme.”-
    -Great Clash!-
    Aiolia fu investito e stavolta fu lui a finire contro una parte.
    -Così impari dannato!- disse Kaoklai pulendosi il sangue che colava dalla bocca.
    Aiolia si rialzò nonostante tutto.
    -Ancora? Ma allora insisti!-
    Corse verso di lui e lo riempì di pugni e calci. All’ennesimo pugno, Aiolia lo parò e iniziò a bruciare il suo cosmo. Kaoklai si allontanò con un salto rimanendo stupito.
    -Io sono Aiolia del leone, protettore della quinta casa. Non esiste che possa essere battuto da una creatura immonda come te.-
    -Guarda che stai solo facendo una fatica inutile. Quindi datti pace e fatti ammazzare.-
    -Ne sei convinto?-
    Il cosmo di Aiolia continuò a bruciare d’intensità, tanto che Kaoklai ebbe un leggero brivido.
    -Basta, finiamo questa sceneggiata. Great Clash!-
    Il colpo raggiunse Aiolia che lo parò.
    -Cosa?-
    -Un colpo già visto non funziona più su un saint. È una regola fondamentale!-
    -Ma finiscila!-
    Lo rilanciò e di nuovo Aiolia lo parò.
    -Se la metti così, beccati la Poisonous Fog!-
    -Non ci sperare! Lighting Bolt!-
    La sfera sfavillante del Lighting Bolt colpì lo Shadow Saint disintegrandogli il pettorale e facendolo volare lontano. Nonostante questo, ebbe la forza di rialzarsi.
    -Assurdo. Come ci sei riuscito? C’è la barriera…-
    -Fate troppo affidamento alla barriera del vostro capo. Ecco perché siete stati battuti!-
    -Fai silenzio! Taci! Noi Shadow Saint siamo superiori a voi!-
    -Mi spiace, ma in realtà siete solo saint di bassa categoria. Proprio come i black!-
    -Sta zitto! Great…-
    -Lightining Plasma!-
    Gli innumerevoli raggi del colpo di Aiolia investirono Kaoklai distruggendogli il resto del cloth. Eppure, si rialzò ancora.
    -Accidenti. Coriaceo!-
    -Non me ne vado… senza averti ammazzato... Poison…-
    Non finì la frase e cadde a terra prono. Aiolia chiuse gli occhi.
    -Mi spiace ragazzo…maledetti Shadow Cloth…- disse rammaricato.
    Nel frattempo, Ikki e gli altri Gold Saints rimasti giunsero nella casa della vergine.
    -Chiunque abbia osato entrare nella mia casa e sporcarla con i suoi piedi impuri la pagherà molto cara!- disse Shaka che, per la prima volta aprì gli occhi.
    -Allora Aiolia aveva ragione…- disse Ikki.
    -Riguardo?-
    -Io pensavo che tu fossi cieco, ma Aiolia mi ha sempre detto che non lo eri. Non ci ho mai creduto, ma ora ho avuto la conferma!-
    Shaka sorrise.
    -Avete finito di chiacchierare? Non siete a un pic-nic!- disse una voce.
    -Mostrati, dannato demone!- disse Shaka.
    E lo Shadow Saint si mostrò.
    -Eccoti accontentato. Sono Yohan di Khela!-



    Capitolo 9:


    Santuario Parte VI: Scorpione E Acquario. Scontro Tra Amici


    Yohan di Khela era un ragazzo dalla pelle nera e lunghi dreadlocks che s’intravedevano appena. L’elmo aveva la forma della testa del ciclope nero, detto anche diavolo ombra, con l’occhio arancione. Era molto simile a quello dello specter di Cyclops, ma con il corno dritto anziché ricurvo. Anche il resto del cloth era molto simile, per non dire identico. L’unica differenza era rappresentata dal coprispalla destro, ricoperto da spuntoni, e i bracciali che erano esattamente uguali a quelli del silver cloth di Ercole, e i gambali erano uguali a quelli del cloth del toro.
    -Come abbiamo sempre fatto: Andate avanti e lasciatelo a me!- disse Shaka.
    -Sembri molto sicuro di te, per essere un cieco!- disse Yohan.
    Ikki e gli altri riuscirono a stento a trattenere una risata.
    -Che vi ridete? Siete impazziti?-
    -Lasciali stare. Hai un lavoro con me.-
    -Davvero? Quant’è la paga?-
    -Un sacco di legnate!-
    -Non le voglio. Preferisco soldi!-
    Intanto, Ikki e gli altri gli augurarono buona fortuna.
    -Beccati questo: Shadow Devil Eye!-
    Lanciò dal suo pugno un globo arancione ma Shaka, senza muoversi di un millimetro, esclamò:
    -Khan!-
    Una barriera ricoprì il saint e il colpo ci finì contro distruggendola.
    -Uh, uh, uh! La tua barriera è debole grazie a…-
    -Lo so benissimo!-
    Il cosmo di Shaka iniziò a bruciare e comparve la costellazione della vergine alle sue spalle.
    -Quanto spreco inutile di energia! Shadow Devil Punch!-
    -Tenma Kofuku Om!-
    Il colpo sovrastò quello dello Shadow Saint, fu investito dall’onda e il suo cloth finì a pezzi.
    -N… non ci credo… come ci sei riuscito? Il tuo colpo… doveva essere… debole…-
    Non riuscì a finire la frase perché morì senza avere una risposta. Superata la casa della bilancia, Ikki e gli altri arrivarono davanti al palazzo dello scorpione.
    -Ragazzi… andate avanti. Qui me la vedo io!- disse Camus.
    -Perché? Ho già affrontato due Gold Saints. Non avrò problemi a vedermela anche con lui.-
    -No, Ikki. Questa è una faccenda personale. Milo ed io siamo vecchi amici. L’idea di saperlo sotto l’influsso malefico dello Shadow Saint mi fa star male…-
    -Capisco.-
    -Forza, andiamo!-
    I saints entrarono e all’improvviso si paralizzarono di colpo, come se una forza misteriosa li stesse trattenendo.
    -Lo scorpione ha catturato delle prede. E per giunta, due sono molto prelibate!-
    -M… Milo!- disse Camus.
    -Ciao, amico mio.- si limitò a dire il saint dello scorpione.
    -Libera subito i miei amici e veditela con me!-
    -E perché dovrei? Dammi una buona ragione per farlo!-
    -Combatterai con me!-
    -Spiacente. Offerta poco interessante.-
    -Non costringermi a farti del male.-
    -Non vedo come tu possa farlo. Sei stato paralizzato dal Restriction!-
    Camus, sotto gli occhi attoniti del suo amico, cominciò a camminare lentamente.
    -Mi deludi amico. Non ricordi che con me il tuo colpo non ha effetto?-
    -...-
    Ikki e Aiolos ripresero a muoversi.
    -Levatevi di torno. Voi siete solo insetti inutili per me!- disse Milo.
    I due guardarono il saint dell’acquario.
    -Andate!-
    Così fecero.
    -Ho sempre desiderato ucciderti!-
    -Non lo stai dicendo sul serio. È l’influsso maligno dello Shadow Saint che ti fa parlare così!-
    Milo, senza dire niente, lanciò lo Scarlet Needle. Camus, colpito, iniziò a urlare di dolore.
    -Il Restriction non ti fa effetto, ma la puntura dello scorpione sì. Vediamo fino a quante punture riuscirai a resistere.-
    -S… Svegliati…-
    Altri due raggi scarlatti e Camus urlò con tutto il fiato che aveva.
    -E siamo già a tre. Ne mancano dodici.-
    -D… Diamond Dust!-
    La tormenta colpì il Gold Saint che non fece una piega.
    -Stai usando l’energia fredda allo zero assoluto vero? Sai che i vostri colpi sono deboli a causa della barriera?-
    -Ah! Maledizione!-
    Milo continuò a bombardarlo. Ne lanciò ben sei. Inutile dire che le urla si sprecarono, eppure, anche se Camus era ridotto in ginocchio e come un colabrodo, non cedette.
    -La tua resistenza è ammirevole. Preferisci morire anziché impazzire.-
    -Non ti darò queste… soddisfazioni.-
    -Tsk!-
    Non appena Milo puntò il dito verso il suo amico, per una volta Camus non rimase fermo a subire e reagì dandogli una gomitata. Non contento, mentre barcollava, lo colpì con un calcio rotante buttandolo a terra.
    -Maledetto Shadow Saint… M… Milo…-
    -Idiota!-
    Il Gold Saint si rialzò e lanciò tre Scarlet Needle. Camus cadde a terra e si contorse dal dolore.
    -Altre tre… e sarai finito!-
    -Diamond Dust!-
    -Falla finita. Praticamente stai solo lanciando una leggera brezza e stai sprecando inutili energie. Addio! Scarlet Needle!-
    I colpi andarono a segno, ma stranamente il Gold Saint dell’acquario non ebbe alcuna reazione.
    -Che cosa significa?-
    Li rilanciò, ma di nuovo nulla.
    -Ma che…?-
    Si avvicinò al suo amico e sbatté il muso contro qualcosa di solido. Quando guardò meglio, finalmente capì.
    -Ah. Hai creato una sorta di Crystal Wall di ghiaccio. Tanto per guadagnare qualche secondo di vita!-
    Milo disintegrò il muro con un pugno e si avvicinò a Camus. Non appena fece un altro passo, non riuscì a proseguire oltre. Come se i suoi piedi fossero incollati al pavimento. Era proprio così. I suoi piedi erano completamente congelati.
    -Come diavolo ci sei riuscito? Ah!-
    Il cosmo di Camus bruciava ardentemente, mentre la figura della sua costellazione comparve alle sue spalle.
    -Sforzo inutile!-
    Milo lanciò lo Scarlet Needle, ma Camus si abbassò, scivolò verso di lui e gli diede un montante tanto violento da liberargli i piedi congelati e farlo volare. A causa dello sforzo, dai fori provocati dallo Scarlet Needle iniziò a zampillare sangue come se fosse una fontana. Camus si sentì mancare e s’inginocchiò.
    -Così impari a fare sforzi inutili quando ti dico di continuo di startene buono.- disse Milo che si rialzò.
    Camus non rispose né si mosse. Forse era svenuto.
    -Non rispondi, sei già morto? No, non credo.-
    Si avvicinò, gli afferrò i capelli e gli sollevò la testa.
    -Svegliati, devo finire il disegno della mia costellazione sul tuo corpo.-
    Camus non reagì.
    -D’accordo lo farò lo stesso. Così forse ti sveglierai!-
    Puntò il dito verso di lui e fu allora che spalancò gli occhi cogliendolo di sorpresa.
    -Diamond Dust!-
    Per la prima volta, Milo fu investito dalla tormenta provocata dal suo amico.
    -Assurdo. Hai compiuto un altro miracolo! Però è stato sempre inutile!-
    -Certo, come credi tu!-
    -Stavolta non ti salve… Ah!-
    Il braccio destro del saint era congelato.
    -Complimenti, ma hai commesso un errore. L’altro braccio è libero.-
    -Guarda meglio!-
    -Urgh!-
    Camus unì entrambe le mani, alzò le braccia al cielo, la figura di una donna con un vaso d’oro comparve alle sue spalle e gridò:
    -Perdonami amico: Aurora Execution!-
    IL colpo investì Milo scaraventandolo contro una parete, ma senza provocare alcun danno al suo cloth. Barcollando, il saint dell’acquario si avvicinò al corpo prono dell’amico e gli accarezzò la testa. Fissando i segni viola sotto i suoi occhi disse tra sé:
    -Presto sarai libero. Te lo prometto amico!-
    Si premette uno tsubo per fermare la perdita di sangue e proseguì la corsa. Non poteva fermarsi a riposare. La sua casa lo stava aspettando per essere liberata dall’inquilino sbagliato.



    Capitolo 10:


    Santuario Parte VII: La Freccia Di Aiolos




    Aiolos, insieme a Ikki, era ormai arrivato nella sua casa.
    -Benvenuto saint di Atena e protettore di questa casa!- lo accolse lo Shadow Saint.
    -Grazie del benvenuto. Ben gentile. Con chi ho l’onore di parlare?-
    -Jiang di Boorkos!- disse con un inchino.
    Era un ragazzo di Hong Kong. Aveva capelli neri corti. Il suo Shadow cloth, dato che Boorkos era una creatura col corpo di granchio gigante e la testa di tigre, aveva lo stesso identico aspetto del Gold Cloth del cancro. L’elmo, invece, era a casco e rappresentava, appunto, la testa di tigre.
    -Fatti sotto gallinaccio!-
    -Come sarebbe gallinaccio?-
    -Hai due ali dietro la schiena. Ne deduco che sei un pollo fritto dorato. Ah, ah, ah, ah!-
    -Divertente. Mai pensato di fare cabaret?-
    -La lotta è più stimolante!-
    -Bah!-
    In quel preciso momento, arrivò Camus.
    -Aiolos, che mi combini? Ancora non l’hai steso?-
    -Stavamo facendo una breve chiacchierata. Adesso lo sistemo.-
    -Quante parole al vento!-
    Ikki e Camus lasciarono i due contendenti da soli.
    -Fatti sotto!-
    -Eccoti accontentato: Atomic Thunder Bolt!-
    Il colpo andò a segno, ma senza effetti.
    -Ah! Dannata barriera del cavolo!-
    Jiang sorrise e sorprese Aiolos con un pugno seguito da un calcio rotante.
    -Cosa c’è di meglio dei sani e vecchi calci e pugni? Su, alzati. Voglio fare con te un incontro di wrestling.-
    -Il wrestling è finto!-
    -Può darsi, ma su di te di certo non lo sarà!-
    Jiang diede una ginocchiata al suo avversario e, mentre si piegava, gli afferrò la testa sotto braccio e si buttò all’indietro. Una volta a terra, lo riempi di calci. Fu allora che Aiolia reagì rotolando.
    -Che figura per un Gold Saint. Rotolare come una balla di fieno nel deserto!-
    Stavolta, fu Aiolos a reagire con un calcio rotante seguito da una violenta suplex, una mossa che consiste nel sollevare l’avversario e gettarsi all’indietro così da farlo cadere sulla schiena.
    -Complimenti, te la cavi!- disse Jiang rialzandosi con tutta tranquillità.
    -Grazie!-
    I due continuarono a darsi battaglia, anche se sembrava più una rissa che un incontro tra saint, ma alla fine, Jiang rivelò la sua vera natura e colpì Aiolos con il suo colpo segreto.
    -Bomb Shell!-
    Aiolos fu investito e cadde a terra.
    -Tsk! Troppo facile!-
    -Che fine ha fatto il discorso “i buoni e vecchi calci e pugni sono meglio?”- disse Aiolos rialzandosi.
    -Se continuavamo così non finivamo più. Avresti preferito una battaglia di cento giorni? E comunque, il tempo dei regali è finito. Ora si fa sul serio!-
    -Ci sto!-
    Aiolos, velocemente, sorprese Jiang con una ginocchiata e un doppio calcio volante, lo afferrò ed eseguì tre suplex contemporaneamente per poi concludere con una quarta verticale.
    -Sai una cosa? Sono già stufo di te. Quindi la finisco qua: Atomic Thunder… Acc…-
    Quell’attimo di distrazione, permise a Jiang di reagire con un montante che lo buttò a terra. Dopodiché, gli afferrò le gambe e iniziò a girare su se stesso.
    -Le ali già ce l’hai. Fatti un bel volo!-
    E lo gettò con violenza contro una parete.
    -A… Atomic Thunder Bolt!-
    -Insistente, eh!-
    Dato che il colpo non ebbe effetto, Jiang iniziò a ridere e si avvicinò al suo avversario.
    -La prima volta ero stato troppo leggero nel lanciare la Bomb Shell, ma stavolta non sarà così!-
    Uno strano scricchiolio, però, lo costrinse a fermarsi.
    -Che diavolo…?-
    Guardò il suo cloth e vide delle crepe sul pettorale.
    -Co… Cosa? Non è possibile. Come hai fatto?-
    -Se mio fratello e gli altri ci son riusciti a sconfiggere i tuoi amici… perché io no?-
    -Ma tu non mi sconfiggerai. Non esiste proprio! Bomb Shell!-
    Aiolos deviò l’onda energetica con uno schiaffo lasciando Jiang di stucco.
    -Sei senza parole? Allora t’insegno una cosa che ormai sanno anche i sassi: un colpo già visto non funziona un’altra volta su un saint!-
    -Queste sono tutte balle! Bomb…-
    -Atomic Thunder Bolt!-
    Jiang, evitò il colpo per un soffio saltando.
    -Sei finito, dannato!-
    -Credo proprio che tu sia in errore. Grosso errore!-
    Sulla mano di Aiolos comparve magicamente un arco d’oro.
    -Ah! Ehy, non è corretto. L’uso delle armi è proibito!-
    -Mmmh… com’è che mi avevi detto? Ah, sì. Il tempo dei regali è finito!-
    Prese bene la mira e scoccò la freccia. Jiang fu preso in pieno e finì infilzato sul soffitto.
    -Che tu... sia maledetto!- disse prima di morire.
    Aiolos non disse nulla, fece sparire l’arco e si mise a pregare per l’anima del suo nemico.



    Capitolo 11:


    Santuario Parte VIII: Excalibur



    Ikki e Camus entrarono nella decima casa e, in poco tempo, si ritrovarono fuori.
    -Ma… non c’è nessuno a custodire questa casa?- chiese il bronze saint.
    -Mah! È strano, dovrebbe esserci Shura! Non capisco… Ah! Attento!-
    -Cosa?-
    Una profonda voragine comparve dal nulla sul terreno e Ikki rischiò di caderci se Camus non lo afferrò prontamente.
    -Che… che diavolo è successo?-
    -Tranquillo, adesso ti aiuto!-
    Una volta salvo, guardò impressionato la voragine.
    -Chi… chi è stato a fare una cosa del genere?-
    -C’è solo una persona che può farlo.-
    -Dici bene, caro collega. Io, Shura della costellazione del capricorno.-
    -Complimenti per lo scherzetto, ma anziché farmi ridere sei solo riuscito a farmi arrabbiare!- disse Ikki.
    -Fai due fatiche!-
    Camus mise una mano sulla spalla del ragazzo.
    -Io vado alla mia casa. Tu… stai attento. Non sottovalutarlo troppo.-
    -Tranquillo, ho già sconfitto Mu e gli altri posseduti.-
    -Ma lui ha dalla sua Excalibur. Non prenderlo così alla leggera!-
    -La famosa Spada Nella Roccia? Lui? E chi è, re Artù?-
    -Vattene Camus. Questo moccioso ha bisogno di una bella lezioncina.-
    -Anche tu però, non sottovalutarlo.-
    -Mpf!-
    Ikki diede un paio di pacche a Camus rassicurandolo e quindi, dopo aver saltato la voragine, corse verso la sua casa.
    -Bene, mister capra. Fatti sotto.-
    -Stai in campana!-
    -Sempre!-
    Shura sorrise. Non appena Ikki si gettò verso di lui per attaccare, Shura iniziò a muovere le mani in maniera strana.
    -Ma che fai?-
    -Lo scoprirai subito!-
    All’improvviso, il coprispalla sinistro del cloth della fenice cadde a terra. Era come se fosse stato tagliato accuratamente da un coltello affilato.
    -Ma… ma che…?-
    -Non ho finito!-
    Shura continuò e a poco a poco il cloth fu fatto a fettine. Solo l’elmo fu risparmiato.
    -Hai… tagliato il mio cloth come se fosse burro.-
    -E ora tocca al tuo corpo, essere fatto a brandelli!-
    -No! Houyoku Tensho!-
    Shura fu scaraventato in aria, ma incredibilmente riuscì ad arrivare alle spalle di Ikki, mettergli i piedi sotto le ascelle e gridare:
    -Jumping Stone.-
    Con quella mossa scagliò Ikki dall’altra parte della voragine.
    -A… Assurdo…-
    -Non è assurdo. È il tuo colpo che è inutile. Più che un battito d’ali sembra un venticello piacevole.-
    Detto questo, iniziò a usare l’Excalibur sul corpo del suo avversario. A ogni taglio, anche se leggero, Ikki urlò tutto il suo dolore.
    -E sei fortunato che mi sto solo divertendo a farti piccoli tagli.-
    Fu in quel preciso momento che il suo corpo iniziò a brillare di arancione e il cloth della fenice rinacque.
    -Molto scenografico, non c’è che dire. Ma te lo farò a pezzi di nuovo.-
    -Non ci contare! Houyoku Tensho!-
    Di nuovo, Shura volò e riutilizzò lo Jumping Stone.
    -Il tuo colpo è inutile. Quante volte dovrò dirtelo?-
    Ikki si rialzò e, stanco, iniziò a bruciare il suo cosmo.
    -Ma lascia perdere!-
    Shura colpì la gamba del ragazzo provocandogli un taglio profondo che lo costrinse a inginocchiarsi.
    -Pianti e urla sono musica per le mie orecchie!-
    -M… maledetto!-
    Il Gold Saint tagliò di nuovo il cloth, ma stavolta colpendo anche il corpo del povero Ikki.
    -Non è stata una buona idea sfidarmi. Mi dispiace, per te!-
    -Anch’io provo molta pietà per te. Un combattente così in gamba ridotto a una mera marionetta da quel porco di Shadow Saint!-
    -Hai parlato troppo. È tempo di chiuderti la bocca!-
    Shura sollevò il braccio destro al cielo pronto a tranciarlo in due, ma Ikki, miracolosamente, fu più veloce di lui e lanciò l’Houo Genmaken. Shura iniziò ad avere il suo peggior incubo. Il suo colpo che tornava indietro e lo affettava.
    -Complimenti! Non sapevo fossi in grado di usare un colpo simile! Forse ti ho un poco sottovalutato! Del resto, Camus l’aveva detto!-
    Ikki rimase senza parole. Contava molto su quell’attacco, ma a quanto pareva non si era rivelato molto efficace.
    -Mi sento generoso. Ti concedo un ultimo desiderio prima di ammazzarti!-
    Ikki non disse nulla e continuò a bruciare il suo cosmo.
    -Uffa. Datti pace ragazzo!-
    -Houyoku Tensho!-
    Per la prima volta, Shura fu scagliato lontano, senza riuscire a usare lo Jumping Stone, e rischiò di cadere nella voragine da lui stesso creata se non si aggrappò tempestivamente al bordo. Nel vedere la scena, Ikki rimase perplesso. Era indeciso se aiutarlo o lasciarlo lì e proseguire. Non riuscì a scegliere, perché Shura con un abile balzo gli atterrò davanti.
    -Hai sprecato un’occasione. Potevi scappare!-
    -Non mi hai dato molto tempo…-
    -Muori!-
    Ikki, d’istinto, gli diede un montante. Mentre era in aria, gli afferrò i piedi e lo scaraventò con violenza a terra.
    -Excalibur!-
    Shura mirò alla spalla e Ikki s’inginocchiò per la sofferenza.
    -Maledetto. Niente più ultimo desiderio. Muori e basta!-
    Il cosmo ardente del bronze saint, però, lo arrestò.
    -Ma da dove tira fuori tutto questo potere?-
    Non appena la figura della fenice comparve alle sue spalle, Ikki gridò:
    -Houyoku Tensho!-
    Shura volò per atterrare violentemente davanti all’uscita del suo palazzo. Nonostante tutto, anche se a fatica, si rialzò.
    “M… maledizione! Ci ho messo tutto me stesso in quel colpo. Ora ho proprio esaurito le idee.”
    Shura camminò lentamente e barcollando verso di lui. Quando arrivò quasi vicino alla voragine cadde all’indietro.
    Ikki si sentì sollevato e poté riprendere la corsa. Ormai erano rimaste due case da superare. Lo scontro finale con lo Shadow Saint era sempre più vicino.




    Capitolo 12:


    Santuario Parte IX: Un Altro Scontro Per Camus



    Per la seconda volta, Camus si ritrovò a combattere. Ma se il primo scontro era con il suo migliore amico, stavolta il suo avversario era lo Shadow Saint che occupava abusivamente la sua casa: Oscar di Drilgorm. L’elmo, a casco, aveva la forma di una testa di leone, proprio come quella del totem del Gold Cloth di Aiolia, il suo coprispalla destro rappresentava la testa di falco e l’altro la testa di serpente cobra. Dietro la sua schiena aveva due enormi ali da pipistrello, mentre i bracciali avevano la stessa forma di zampe di felino come quelle del surplice della sfinge e dello shadow cloth del suo collega Natal.
    -Un altro tizio di sangue latino vedo.- disse Camus per sottolineare il fatto che era messicano.
    -Hai qualcosa contro di noi, francese dei miei stivali?-
    -Assolutamente no! Il razzismo mi fa schifo!-
    -Ecco e allora taci!-
    Oscar iniziò a bruciare il suo cosmo.
    -Uh! Che potenza…-
    Oscar gli diede una violenta spallata da scagliarlo contro una colonna.
    -Questo scontro sarà brevissimo.-
    -Non ci contare, maledetto!-
    -Mh? Strano… il mio signore ha tolto la barriera. Per quale motivo l’avrà fatto?-
    -Forse ha capito che è inutile tenerla perché siamo riusciti a battere i tuoi compagni anche con quella attiva.-
    -Mah. Può darsi.-
    -Quindi, adesso che non ho più catene che mi tengono fermo… Diamond Dust!-
    Nonostante la barriera fosse stata tolta, quindi il colpo riacquistò la sua reale potenza, non ebbe alcun effetto su Oscar.
    -Ah! Com’è possibile? Ho usato tutto il mio potere in quel colpo. Inoltre ghiacciava allo zero assoluto.-
    -Mpf! Lo zero assoluto funziona sui vostri Gold Cloth. I nostri sono di un metallo sconosciuto che componevano una meteora. Quindi molto più resistenti.-
    -…-
    -Ora toglierò quell’espressione perplessa sul tuo volto per sostituirla con una di sofferenza e dolore!-
    -Non ci contare troppo! Freezing Coffin!-
    Oscar fu imprigionato in una bara di ghiaccio.
    -Grazie, ero accaldato. Mi andava a genio un po’ di fresco!- disse lo Shadow Saint liberandosi con una facilità incredibile.
    -N… neanche Milo mi ha fatto sudare così tanto!-
    -Beh. Stai paragonando la cioccolata con la m….-
    -Bada a come parli del mio amico. Non ti permettere sai!-
    -Che paura! Che c’è, lo ami? Sei solo un’ isterica che…-
    -Adesso basta! Sta zitto! Diamond Dust!-
    -Dai, prova ancora. Capirai, prima o poi, che è tutto inutile.-
    In effetti, Oscar aveva ragione e Camus non seppe più che fare.
    -Hai esaurito le frecce? Allora muori! Vengeance Flash!-
    Camus fu investito da un’onda energetica che gli ricordava vagamente il suo Aurora Execution con l’unica differenza che non era di energia fredda.
    -L’avevo detto che sarebbe stato breve come combattimento!-
    -Camus!- gridò Ikki avvicinandosi all’amico.
    -Arriva la cavalleria! Allegria!-
    -Maledetto Shadow Saint. Ti ucciderò!-
    -No!- lo fermò Camus.
    -Cosa ti hanno detto sempre anche gli altri? Questa è la mia casa e la difenderò con le unghie e con i denti!-
    -Invece di farti aiutare… tu sei tutto scemo, fammelo dire.- disse Oscar.
    -Dì quello che ti pare. Questa è la casa dell’acquario, tu l’hai invasa e non ti perdonerò mai!-
    -Minacce al vento. Non hai alcuna speranza contro di me!-
    Ikki, dopo aver aiutato Camus ad alzarsi, si diresse verso l’ultima casa: quella di Aphrodite.
    -Tsk! Quel moccioso è spacciato. Anche se riuscisse miracolosamente a sconfiggere Aphrodite, morirà a causa del tappeto di rose che si trovano sulla scalinata del palazzo di Atena!-
    -Ah! Maledizione!-
    -Uh, uh, uh, uh! Sarebbe bello assistere a quella ridicola morte!-
    Camus rimase come pensieroso. In realtà, stava utilizzando il potere telepatico che sapevano usare tutti e dodici i Gold Saints.
    Ikki… Ikki mi senti?”
    Ikki riuscì ad avvertire la voce e si arrestò, ma pensando di essersela immaginata continuò a correre.
    -Ikki! Sono Camus! Mi senti?-
    -Camus?-
    Il ragazzo si arrestò di colpo.
    -Camus… sei tu? Ma come…?-
    È un potere telepatico che tutti i Gold Saints sanno usare, ma non è questo il punto. Ascoltami attentamente: Se riuscirai a sconfiggere Aphrodite dei pesci, dovrai fare attenzione al tappeto di rose che ti troverai davanti quando raggiungerai il palazzo del sacerdote.”
    -Perché? Che male possono fare delle innocue rose?-
    Innocue un corno di Aldebaran! Sono mortalmente velen…”
    -Mortalmente cosa? Camus!-
    Non aveva finito perché Oscar l’aveva attaccato.
    -Non importa, devo proseguire. Esmeralda, Atena, sono quasi arrivato!-
    E proseguì.
    -Ti vedevo soprappensiero e così ti ho risvegliato.- disse Oscar.
    -Maledetto. Mi hai disturbato!-
    -Ah, sì? Ti chiedo scusa. Per farmi perdonare ti ucciderò, contento?-
    -Sarai tu a morire!-
    -E come farai? Non sei assolutamente in grado.-
    Oscar gli diede un pugno, ma colpì qualcos’altro anziché il suo petto. Qualcosa di molto duro e freddo.
    -Ahi. Che diavolo è? Ah!-
    Il corpo di Camus era avvolto da una luce bianca ed emanava aria gelida come il vento della Siberia o il Polo.
    -Credi di mettermi paura? Prendi! Vengeance Flash!-
    Camus fu colpito e cadde a terra.
    -Stupido!-
    Con sua somma meraviglia, il Gold Saint si rialzò.
    -Cosa? Ti sei rialzato? Perché?-
    -Te l’ho detto: Devi essere sconfitto.-
    -Ma finiscila!-
    Tentò di fare un passo, ma non riuscì a muoversi. Era come se i suoi piedi fossero incollati al terreno. Quando guardò, vide che erano congelati.
    -Ma… ma come ci sei riuscito? Non puoi fare una cosa del genere! È assurdo!-
    -E perché è assurdo? Basta andare oltre lo zero assoluto e il gioco è fatto!-
    -Mi rifiuto di credere a questa boiata!-
    Si liberò, non facilmente, dalla prigionia e lanciò di nuovo il suo colpo, ma Camus lo parò con una sola mano.
    -Cosa? Assurdo!-
    -Non proprio. C’è un motivo ben preciso del perché son riuscito a fare questa cosa, ma siccome l’hanno detta tutti, e ormai stanca, non la dirò. Ti manderò all’inferno col beneficio del dubbio.-
    -Zitto, dannazione! Zitto!-
    Oscar corse verso di lui, ma Camus lo fermò con una serie di pugni velocissimi accompagnati da numerosi calci.
    -Riproviamo, ti spiace? Diamond Dust!-
    Mirò al braccio e alla gamba destra e si congelarono.
    -No, non ci credo! Questo è… un incubo!-
    -Ringrazia il tuo capo se stai per morire.-
    -Mio signore! Perché ha tolto la barriera? Perché?-
    Lo Shadow Saint gli rispose.
    Perché non ne ho più bisogno. Chi fa da sé, fa per tre!”
    -S… signore…-
    -Che capo sbruffone che hai!-
    -Non è sbruffone. Lui è in grado di sconfiggervi tutti!-
    -Mmmmh… secondo me non è così forte come dici. Altrimenti non avrebbe mai eretto una barriera!-
    -Stai zitto! Tu sei come il passerotto che non può capire le aspirazioni di un grande uccello.-
    -Ti permetti di fare anche il colto citandomi un proverbio giapponese? Mi hai stancato!-
    -Anch’io sono stufo!-
    Non si sa come, ma riuscì a liberare la gamba, ma il braccio era ancora congelato quindi non poté lanciare il suo colpo.
    -Dannazione!-
    Nel frattempo, Camus era già pronto a lanciare il suo.
    -Addio. Aurora Execution!-
    Oscar fu investito, il suo cloth andò in frantumi e sbatté violentemente contro una parete.
    “Spero che Ikki abbia capito il mio messaggio… mi raccomando ragazzo!”



    Capitolo 13:


    Santuario Parte X: L’Ultimo Gold Saint



    La dodicesima casa, l’ultima, era custodita da Aphrodite dei pesci.
    -Non bastava Misty. Pure tu sei un maledetto narcisista!-
    -Hai qualcosa in contrario? Osi dire che non sono bello?-
    -La tua bellezza è solo esteriore. Faresti bene a vedere l’orrore che ti si cela in cuore, sei il peggiore dei mostri!-
    -Mi hai offeso. Sarai punito per questo!-
    Stava per lanciargli le Royal Demon Rose, le rose rosse, ma Ikki, tempestivamente, lanciò l’Houo Genmaken. Aphrodite sognò di stare in un fiume a specchiarsi come Narciso. Raccolse una rosa che galleggiava verso di lui e se la mise in testa. A quel punto il suo corpo iniziò a mutarsi in pietra.
    -Ah…-
    -Ti è piaciuto quel bell’incubo?-
    -P… perché vuoi deturpare la mia bellezza donandomi un sogno così brutale? Pagherai quest’affronto, subendo le pene più indicibili!- disse mentre sulla sua mano comparve una rosa bianca.
    -Non tirare le rose, non è buona educazione!- disse Ikki mentre il suo cosmo continuava a bruciare.
    -Bloody Rose!-
    -Come vuoi! Houyoku Tensho!-
    La rosa bianca fu distrutta, mentre Aphrodite fu scagliato lontano.
    -Strano, son riuscito a usare il mio colpo con facilità… possibile che la barriera sia stata tolta?-
    È proprio come pensi, ragazzino!”
    -Mh? Chi sei?-
    -Come chi sono? Sono lo ShadowLord!-
    -Ah, quel maledetto che voleva uccidere la mia amata Esmeralda. Cosa le hai fatto, maledetto?-
    -Stai tranquillo. Sta bene. Se vuoi rivederla, vieni a trovarmi!-
    -Sto arrivando!-
    A tutta velocità raggiunse la scalinata coperta di rose rosse.
    -Ecco il tredicesimo palazzo. Non saranno delle stupide roselline a fermarmi!-
    Fece sì e no due passi e cominciò a sentirsi strano.
    -Che… cos’è questa sensazione? Uh…-
    -Uh, uh, uh, uh! Poverino. Hai fatto tutta questa fatica e morirai a causa delle rose velenose! Quanto mi dispiace!-
    -R… rose velenose. Ecco… cosa voleva… dirmi… Ca… mus…-
    Ikki cadde a terra.
    -È finita. Ho vinto! Presto, anche gli altri Gold Saints subiranno il mio influsso malefico e diverranno miei schiavi!-
    Miracolosamente, Ikki si rialzò.
    -Cosa? Assurdo! Come fai a rialzarti? Dovresti essere privo dei cinque sensi. Dovresti essere bello che morto ormai!-
    -Che razza di fenice sarei se non rinascessi dalle mie ceneri?-
    -Non è possibile!-
    Ikki bruciò il suo cosmo e gridò:
    -Houyoku Tensho!-
    Le rose furono spazzate via liberando la scalinata.
    -Ci siamo! Sto arrivando Shadowlord!-
    Raggiunse di corsa l’interno fino ad arrivare davanti a un portone. Lo spalancò e si trovò davanti, seduto su un trono, lo Shadow Saint rimasto: Herodion, la guardia del corpo di Sion.



    Capitolo 14:


    Santuario Parte XI: Battaglia Finale. Luce VS Ombra



    -E così ci incontriamo, Shadow Saint!-
    -Shadowlord, prego!- disse scendendo dal trono e avvicinandosi a Ikki.
    -Shadow Saint va benissimo. Dov’è Esmeralda, cioè Atena?-
    -Desideri così tanto vederla?-
    -Se le hai fatto del male, io…-
    Lo Shadow Saint schioccò le dita, la tenda dietro il trono si spalancò ed Esmeralda era lì, in piedi.
    -E… Esmeralda!-
    Ikki corse verso di lei con le lacrime agli occhi e la abbracciò. La felicità nel rivederla, però, gli aveva annebbiato la vista perché non si rese minimamente conto che i suoi capelli non erano più biondi, ma neri come la pece, e dei due segni viola sotto gli occhi.
    -Esmeralda!- ripeteva con gioia il ragazzo.
    -Ikki…- sussurrò appena lei.
    Dopodiché, lo colse di sorpresa con una ginocchiata nelle parti basse.
    -Ah… Ah… ma cosa…?-
    Solo quando s’inginocchiò a terra e la guardò meglio poté capire il suo errore.
    -N… No… Non è… possibile! Maledetto… hai trasformato anche lei in una marionetta!-
    -Ci sei arrivato, finalmente. Detto tra noi, però, non è stato facile. Mi ha fatto sudare parecchio.-

    *Flashback*

    Non appena Sirius lasciò la stanza, lo Shadow Saint si avvicinò a Esmeralda che spalancò gli occhi e si alzò.
    -Maledetta, stavi fingendo!-
    -Erano secoli che ci vediamo. Chi hai posseduto questa volta?-
    -Consultando la sua mente, ho capito che si tratta di Herodion la guardia del corpo dell’ormai defunto gran sacerdote Sion.-
    -Sei un mostro!-
    -Grazie, mi fa piacere.-
    -Sei anche poco intelligente vedo!-
    -Perché?-
    -Non sono più un’innocua neonata e mi hai fatto rapire senza pensare che potrei imprigionarti di nuovo? Secoli di prigionia devono averti fatto molto male.-
    -Mi spiace deluderti, ma non potrai mai più imprigionarmi. Ho distrutto tutte le Black Pandora’s Box!-
    -Ah!-
    -E comunque, ammettendo che ci saresti riuscita, non sarebbe durato che solo duecentocinquant’anni. Non sei più l’Atena potente di una volta.-
    -Come… fai a saperlo?-
    Lo Shadow Saint si toccò la testa con un dito, per far capire che aveva letto i pensieri di Herodion e in uno di questi c’era un discorso di Sion che parlava di come il potere di Atena fosse diminuito a causa delle continue reincarnazioni.
    -A questo punto… non mi resta che farti a pezzi e liberare Herodion!-
    Esmeralda iniziò a bruciare il suo divino cosmo. La luce dorata investì lo Shadow Saint che iniziò a urlare e il suo Shadow Shield stava lentamente scomparendo.
    -Argh! Il mio Shadow Shield sta svanendo!-
    -La luce vince sempre sulle tenebre!-
    -Sbagli! Per una volta non sarà così! Shadow Possession!-
    Il palmo dello Shadow Saint s’illuminò di nero e afferrò la testa di Esmeralda. Nonostante tutto cercò di resistere con tutta la sua forza stringendo i denti e soffrendo come non mai. Sembrò anche vincere, tanto che si alzò più di una volta, ma alla fine lo Shadow Saint utilizzò anche l’altra mano ed Esmeralda finì posseduta.

    *Fine Flashback*

    -Eh, sì. Mi ha fatto sudare, ma alla fine ho vinto io! Le tenebre hanno oscurato la luce!-
    -Che tu sia maledetto!-
    -Oh, ma io lo sono già!-
    Ikki si alzò in piedi, ma Esmeralda gli afferrò il collo con un braccio e lo scaraventò a terra. Poi iniziò a prenderlo a calci, gli afferrò i capelli, lo sollevò sulla sua testa e lo lanciò lontano. Era incredibile come, per colpa del flusso malefico, avesse acquistato una forza così sovraumana.
    -E… Esmeralda.- ripeteva Ikki senza reagire.
    -Ah, ah, ah, ah! Che spasso. Preferisci farti uccidere piuttosto che colpirla. Sono senza parole. Non capirò mai la vostra insulsa mentalità!-
    -Maledetto! Houyoku Tensho!-
    Il colpo andò a segno, ma grazie allo Shadow Shield non ebbe molto effetto.
    -Ma… maledizione!-
    -Rilassati e non prendertela con me. Pensa alla tua amata piuttosto!-
    Esmeralda comparve davanti a Ikki e gli diede uno schiaffo tanto forte che gli sembrò di essere su una giostra impazzita prima di cadere a terra.
    -Che sbarla!- disse lo Shadow Saint ridendo divertito.
    Ikki, a fatica, si rimise in piedi e disse:
    -Svegliati Esmeralda!-
    Lei, senza dire nulla, lo colpì con un violento pugno allo stomaco. Poi un altro e un altro ancora. Quando finalmente il ragazzo s’inginocchiò, gli diede un calcio sul mento e cadde a terra.
    -Bene. Ti sei divertita abbastanza. Fallo fuori!- le disse facendo il gesto del tagliagole col pollice.
    Esmeralda annuì, afferrò Ikki per il collo con le mani e lo sollevò cominciando a stringere con la sua incredibile forza. Lui, soffrì, ma non ebbe alcuna intenzione di reagire.
    -Tsk. Che idiota. Preferisce farsi ammazzare. È proprio uno smidollato.-
    Ikki svenne ed Esmeralda, credendo di averlo ucciso, allentò la presa. Fu allora che Ikki spalancò gli occhi e le bloccò i movimenti con le braccia.
    -Lasciami andare, lurido cane!- gli disse con sguardo pieno di odio.
    -Esmeralda…-
    Lui mantenne la presa e, cogliendola di sorpresa, la baciò. Lo Shadow Saint fu piuttosto schifato da quella visione.
    -Amore mio…- sussurrò Ikki.
    Esmeralda, invece, iniziò a ridere come una pazza e lo colpì con una violenta testata, incurante della presenza dell’elmo, tanto che la fronte le cominciò a sanguinare.
    -Ah, ah, ah, ah! Rassegnati, bello. Questa non è una favola. Non basta un bacio per risvegliarla!-
    -A questo punto… non mi resta che abbatterti!-
    -Hai già dimenticato che è tutto inutile? Mangia più pesce, altrimenti diventi smemorato!-
    Ikki non seppe più cosa inventarsi e, mentre era soprappensiero, fu colpito dal braccio teso di Esmeralda.
    -Adesso basta! Perdonami!-
    Si rialzò di scatto e le restituì lo schiaffo potente che gli aveva dato lei buttandola a terra.
    -Uh! Finalmente! Però così non fai altro che colpire il corpo della tua bella. Non ci hai pensato?-
    -Ci ho pensato eccome…-
    -Mica tanto pare a me!-
    -Zitto!-
    -Va bene, ora basta! Per rispetto alla tua determinazione e coraggio, si fa per dire, eccoti un regalo da parte mia. Accettalo senza troppi complimenti: Shadow Sphere!-
    Un globo di energia nera colpì Ikki in pieno distruggendogli il cloth e scaraventandolo lontano. Prima di cadere a terra ebbe la forza di gridare il nome della sua amata. Questo la fece risvegliare.
    -I… Ikki…-
    Si alzò e quando lo vide a terra, i suoi occhi iniziarono a lacrimare:
    -IKKI!-
    Un grido più forte e ci fu come un’esplosione di luce accecante che costrinse lo Shadow Saint a coprirsi. Quando tutto finì, il cuore buio di Esmeralda era tornato a risplendere.
    -Tutto ciò è assurdo! Come sei riuscita a liberarti dal mio influsso maligno? Come?-
    -Non ti concederò una risposta. Non la meriti!- disse mentre il suo cosmo brillava sempre più intensamente.
    -Ah… Argh! Di nuovo!-
    Lo Shadow Shield cominciò a perdere potere.
    -No. Non ti concederò questo piacere. Shadow Poss…-
    -Eh no! Non mi farò sottomettere una seconda volta. Una basta e avanza!-
    Magicamente comparve dal nulla lo scettro di Nike sulla mano di Esmeralda che s’illuminò dissolvendo completamente lo Shadow Shield.
    -Ora non hai più difese. Sei come un lupo che ha perso le zanne.-
    -Ma falla finita! Shadow Sphere!-
    La sfera fu afferrata al volo da Ikki, che aveva fatto scudo a Esmeralda e la scansò.
    -Cosa? Ti sei rialzato? Perché? Cosa speri di ottenere? Sei perfino senza cloth!-
    -Sono ancora vivo. Questo basta e avanza!-
    -Allora spegnerò la tua vita come se fosse una candela!-
    All’improvviso, dal cielo ci fu un bagliore dorato e comparve il gold cloth del leone che si smontò e i pezzi si unirono al corpo di Ikki.
    -Fa… Fantastico!- disse Esmeralda affascinata.
    -Maestro Aiolia… ti ringrazio!- disse il ragazzo commosso.
    -Interessante, ma non credere di sorprendermi!-
    Ikki sorrise e iniziò a bruciare il suo cosmo. Alle sue spalle comparvero le figure della fenice e del leone.
    -Ah!-
    -Ora ti ho sorpreso. Non puoi negarlo!-
    -Tappati quella fogna!-
    -Houyoku Tensho!-
    Lo Shadow Saint fu preso in pieno, ma ricadde in piedi e senza alcun danno.
    -Ah… Ci avevo messo tutto me stesso…-
    -Uh, uh, uh, uh! E ora…-
    Non finì a frase perché un leggero scricchiolio attirò la sua attenzione.
    -Che diavolo…?-
    Il coprispalla bombato alla sua destra andò in pezzi e numerose crepe si formarono sul pettorale, i bracciali e i gambali.
    -No, non è possibile!-
    -E perché no? I Gold Saints ci son riusciti, perché non dovrei riuscirci anch’io?-
    -Ma tu sei solo un inutile Bronze Saint! Non esiste che io…-
    -Houyoku Tensho!-
    Lo Shadow Saint evitò il colpo con un salto.
    -Adesso basta. Mi avete stancato.-
    -Anche tu a noi!-
    Il cosmo dello Shadow Saint iniziò a bruciare molto intensamente.
    -Morite tutti! Deadly Cataclysm!-
    Ci fu una grande esplosione che distrusse completamente il tredicesimo palazzo. Curiosamente, solo la statua di Atena era rimasta in piedi.
    -È tutto finito. La vittoria è mia!-
    -Devo deluderti, ma la vittoria è sempre dalla mia parte come puoi vedere.- disse Esmeralda in ginocchio che accarezzava Ikki svenuto sulle sue ginocchia.
    -Tu? Come sei riuscita a sopravvivere al mio colpo?-
    -Non sei solo che sa usare le barriere!-
    -Maledetta!-
    -Arrenditi, è finita ormai!-
    -Io arrendermi? Ma non ci penso proprio!-
    -Come vuoi.-
    Non appena si alzò, lo Shadow Saint, con uno scatto fulmineo, la colpì alla pancia costringendola a inginocchiarsi, le afferrò il collo con entrambe le mani e iniziò a stringerlo.
    -Muori, maledetta! Muori!-
    Si era completamente dimenticato di Ikki che lo sorprese colpendolo con un montante.
    -Maledetto moccioso! Ti…-
    Non finì la frase perché il cosmo di Ikki tornò a bruciare.
    -No. Non ci credo!-
    -Maestro, questo colpo è in vostro onore: Lightinig Plasma!-
    Lo Shadow Saint fu investito dai raggi dorati e il cloth andò completamente in frantumi. Herodion fu finalmente libero.
    -È finita!- disse Ikki.
    Si avvicinò a Esmeralda e si abbracciarono. Purtroppo, non si accorsero di una specie di fumo nero che si diresse ad alta velocità verso Ikki e gli entrò in corpo. Era lo spirito maligno che si trovava all’interno dello Shadow Cloth. Ikki iniziò a soffrire e spinse Esmeralda.
    -A… Allontanati. Il male… mi sta… prendendo.-
    -No, Ikki, no!-
    La ragazza lo abbracciò e il suo corpo iniziò a brillare facendolo soffrire.
    -Lascialo stare! Sparisci, spirito!-
    Ikki emise un urlo agghiacciante, il suo corpo esplose in un lampo di luce e cadde a terra. L’oscurità nel suo cuore era stata sconfitta, ma a caro prezzo.
    -I… Ikki…-
    S’inginocchiò e iniziò ad accarezzarlo. Poi, con le lacrime agli occhi, gli diede un bacio. Nonostante tutto, sembrava non volersi assolutamente risvegliare.
    In quel momento arrivarono tutti i gold saints, quelli posseduti erano tornati normali con la morte dello Shadow Saint, e si misero tutti attorno ad Esmeralda e Ikki.
    -Non posso credere che sia morto. Si è preso due Sekishiki Meikaiha ed è tornato miracolosamente in vita e adesso mi muore così. Proprio adesso che ha vinto poi!- disse Deathmask.
    Aiolia s’inginocchiò accanto a Esmeralda e si consolarono a vicenda.
    “Non puoi farmi questo ragazzo. Non puoi morire proprio adesso!” pensò il Gold Saint del leone.
    All’improvviso, il corpo di Ikki ebbe un sussulto e iniziò a tossire. Quando aprì gli occhi e vide tutti attorno a lui disse:
    -Che avete da guardare con quelle facce? Sorridete! Sembra un funerale.-
    Esmeralda rise e lo abbracciò forte piangendo per la gioia, mentre i Gold Saints iniziarono ad applaudire. Una volta che Esmeralda e Ikki si ritrovarono da soli, lui disse.
    -Sai una cosa?-
    -Cosa?-
    -Con tutto quello che è successo, mi sono dimenticato di restituirti questo…-
    Si tolse il ciondolo con la scritta “Yours Ever” e glielo ridiede. Lei sorrise.
    -Tienilo. Ti ha portato fortuna. Sei tornato da me, direttamente dall’aldilà, quindi significa che sei mio per sempre.-
    Ikki rise, se lo rimise al collo, le accarezzò il viso e i capelli e la baciò. E così, lo Shadow Saint fu sconfitto. Certo, questa battaglia è stata solo un preludio alle successive, e ancor più dure, che Esmeralda, la dea Atena, dovrà affrontare, ma finché ci sarà Ikki e gli altri saints al suo fianco, vincerà sempre per la pace e la giustizia sulla terra.
    Ultima modifica di Myu Di Papillon; 16-05-2012 alle 20:47

  2. Top | #2
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    Wowwwwwwwwwwww Simooooooooooooooooooooooooooooooo
    Sono senza parole! (strano, molto strano)
    Veramente bello questo tuo lavoro, complimenti!
    Il tuo stile è migliorato molto, sul serio^^
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