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Discussione: Lo Specter Che Tradì L’Inferno

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    Specter L'avatar di Myu Di Papillon
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    Lo Specter Che Tradì L’Inferno

    Spoiler:  




    Capitolo 1: La Vittoria Delle Tenebre






    In un luogo a mille chilometri dalla grande cascata di Goro-Ho, un posto che nessun uomo aveva mai profanato, si trovava un’enorme torre in cui Atena rinchiuse il male durante l’ultima guerra sacra. Ora però quel sigillo stava perdendo potere e si sciolse liberando le 108 stelle malefiche al servizio di Hades, il dio del mondo dei morti. Doko, il vecchio Gold Saint della bilancia, che aveva fatto la guardia alla torre, avvertendo il pericolo si alzò in piedi pronto per combattere.
    -Non ha bisogno di andare da nessuna parte, vecchio. Sono venuto io per lei, non si scomodi.- disse una voce alle sue spalle.
    -Tu sei uno dei soldati di Hades: uno specter!- disse Doko.
    -Ha indovinato. Il Sommo Hades è rinato e ci ha ordinato di prendere la testa di Atena. Questo, però, lo lascerò agli altri miei compagni. Io mi occuperò di lei, Doko della bilancia. Io, Nybe di Zashini della Sairi Hanbun Sei.-
    -Zashini eh? Il lupo feroce infernale dal pelo nero con zanne e artigli affilati come rasoi.-
    -Vedo che se ne intende, ma ora basta. Dica addio alla vita.-
    -Stolto. Rozan Hyakuryuha!-
    Lo specter sguainò una katana che aveva con sé e tagliò i cento dragoni con un solo fendente.
    -Straordinario.- disse Doko sinceramente affascinato.
    L’uomo rimise a posto la spada e se ne andò.
    -Dove vai? Non abbiamo ancora finito.-
    Lo specter si fermò, e senza voltarsi sorrise.
    -Certo. Come crede lei. Ah, grazie per aver donato il sangue alla mia adorata spada.-
    E riprese a camminare.
    -Ma cosa stai…-
    Non finì la frase perché sul suo petto si formò un profondo taglio verticale da cui uscirono le viscere e cadde a terra morto.
    “Sono stato così veloce che non si è accorto di nulla. Per essere un Gold Saint non era tutto questo granché.” pensò.
    Ogni volta che la spada assorbiva sangue umano, la sua lama brillava sempre di rosso. Hades aveva scelto come base un castello che si trovava in Germania e lì aveva ordinato a una decina di specters di occuparsi di Atena e dei suoi saints. Doko fu, per sua sfortuna, la prima vittima. Giunti al santuario, gli specters si occuparono di cinque Bronze Saints che si trovavano lì per poi occuparsi dei custodi rimasti delle dodici case. Mu fu affrontato, e sconfitto, da Myu di Papillon, Aldebaran fu ucciso da Niobe di Deep, ma anche lui morì, Aiolia sconfisse facilmente Raimi di Worm, più altri cinque, ma fu colto di sorpresa da Gigant che era tornato indietro e gli aveva spezzato il collo come se fosse un ramoscello secco. L’avversario di Shaka fu Cube di Durahan. Benché fosse uno dei gold saints più forti, e la sua forza era paragonata a quella di un dio, non poté fare nulla contro il colpo chiamato Death Messenger che superò perfino la sua barriera e gli provocò un ictus fulminante. Milo fu l’ultimo ostacolo e fu sconfitto da Neil di Black Widow della ChiShukketsu Sei (Stella Della Terra Sanguinante). Un ragno che vinceva contro uno scorpione. Sembrava incredibile, ma era così. Giunti nel palazzo di Atena, la trovarono che li stava aspettando espandendo il suo divino cosmo a dismisura.
    -Che potenza!- sussurrarono.
    -Non avrete mai la mia testa. Ve lo impedirò.-
    -Stia zitta!- disse Gigant di Cyclops che fungeva da comandante.
    -Pegasus Ryusei Ken!-
    Numerosi colpi centrarono lo specter in pieno distruggendogli l’armatura e uccidendolo facilmente.
    -Chi diavolo…?- si voltarono gli altri.
    -Sono Seiya di Pegasus. Non vi permetterò di toccare la signorina Saori con le vostre sporche mani!-
    -Che ridicolo!- gridarono Mils di Elf e Oks di Gorgon correndo verso di lui per ucciderlo.
    Grosso errore, perché anche loro fecero una brutta fine.
    -Maledetto. Ora sarò io il tuo avversario.- disse Shilfield.
    -No, sarò io il tuo!- disse una voce.
    -Shiryu!-
    -Già, e non sono solo.-
    C’erano anche Hyoga e Shun che si erano uniti alla battaglia. Shiryu aveva scoperto la morte del suo maestro e avvertendo dei cosmi anomali provenire dal santuario si precipitò per intervenire. Stessa cosa avevano fatto Seiya e gli altri.
    -Maledetti… osate mettervi contro di noi nonostante quei cloth pieni di crepe. Tu sei pure cieco, per giunta. Imparate a volare. Annihila…-
    -Rozan Shoryuha.-
    Shilfield fu investito dal colpo e fu lui a volare. Hyoga sconfisse Queen, mentre Shun era fermo immobile con lo sguardo assente.
    -Che hai Shun? Qualcosa non va?- gli chiese Hyoga.
    Sentendo la voce del compagno, alzò la testa e lo rassicurò.
    -S… sì tutto bene.-
    Dopodiché spiccò un salto, atterrò davanti a Saori e le sorrise.
    -Ciao, Atena!-
    -Shun cosa…? Un momento, tu non sei Shun! Tu sei…-
    -Proprio così!-
    Un’enorme falce spuntò magicamente sulle sue mani e con un taglio netto fece volar via la testa della ragazza. A quella scena, Seiya e gli altri rimasero sconvolti. In particolar modo Seiya che emise un urlo raggelante, s’inginocchiò a terra e iniziò a piangere.
    -Hades… Tu sei Hades? Atena. Hai ucciso Atena. Non è possibile. Non è possibile.- ripeteva all’infinito.
    -Mettetevi il cuore in pace ragazzini. La vostra dea è morta e il corpo del vostro amico Shun è nato per ospitare il mio spirito.- disse Hades mentre i suoi capelli diventavano neri come la pece.
    -Che tu sia maledetto! Pegasus Ryusei Ken!-
    Il colpo andò a segno, ma Hades non subì alcun danno.
    -No, non è possibile.-
    A quel punto, Cube intervenne e diede un violento calcio allo stomaco del saint. Quando si riprese, lo specter disse:
    -Death Messenger!-
    Un ictus uccise il saint istantaneamente. Shiryu e Hyoga rimasero sconvolti di nuovo e questa distrazione consentì a Myu di usare il Fairy Thronging e ucciderli.
    -Morta Atena, gli altri saints rimasti non avranno più la voglia di combattere e sarà un giochetto eliminarli tutti.-
    -Svegliati Shun!- disse una voce.
    Un cosmo fiammeggiante rivelò la figura di Ikki della fenice.
    -Fiato sprecato, fenice, ormai il suo corpo è mio!-
    -Piantala! Houyoku Tensho!-
    Non servì a nulla.
    -Non osare più colpire il sommo Hades, lurido servo di Atena.- disse Gordon dirigendosi verso il suo avversario.
    -Ma lascia perdere.- disse Ikki con noncuranza e uccidendolo con il suo colpo.
    -Ora abbandona il corpo di mio fratello, altrimenti…-
    Hades sorrise, i suoi occhi s’illuminarono e il cloth della fenice andò in pezzi.
    -Ah!-
    -Addio, fenice.-
    Con il suo potere divino distrusse il corpo di Ikki ormai privo di una qualsiasi protezione. -Soldati, la guerra è vinta. È giunta l’ora per le forze dell’inferno di fuggire dalla loro prigione e condurre il genere umano nell’oblio.-
    -Sììììì!- gridarono gli specters alzando il pugno al cielo.
    Come aveva detto, i saints rimasti furono tutti uccisi e la terra si trasformò in un inferno.



    Capitolo 2: Un Raggio Di Luce Nel Buio






    Un mese. Era passato un mese dalla conquista della terra da parte di Hades. Dei 108 specters, solo quelli guidati da Radamantis erano rimasti sulla terra. Gli altri avevano deciso di tornare ad occuparsi delle loro mansioni infernali. I saints erano tutti morti e la gente era stata schiavizzata. In ogni parte del mondo erano tutti costretti a costruire enormi Giudecche come luogo di culto in onore del loro dio sovrano. In Grecia, il santuario non esisteva più. Le dodici case e il palazzo di Atena furono completamente distrutti e al loro posto stava appunto sorgendo una di queste giudecche. A dirigere i “lavori”, e fustigare divertiti gli schiavi, erano Zellos di Frog e Nybe.
    -Lavorate scansafatiche. Altrimenti la mia ira sarà tremenda.- gridava Zellos frustando gli schiavi con gran divertimento.
    Nybe non lo sopportava. Era bravo a prendersela con i deboli, e lo apprezzava solo per questo, ma se si trattava di un nemico potente, si metteva sempre dietro a Radamantis come un vero e proprio codardo. Non meritava affatto di essere uno specter. All’improvviso, uno schiavo incappucciato approfittò di un leggero attimo di distrazione per fuggire, ma Zellos lo vide.
    -Uno schiavo è in fuga! Presto Nybe, bloccalo.-
    “Tu non puoi farlo, eh?” pensò irritato.
    Sguainò la sua katana e lanciò da essa una piccola onda energetica a forma di boomerang che colpì lo schiavo sulla spalla destra provocandogli un leggero graffio sufficiente a fermarlo. Si era trattenuto perché era uno schiavo, altrimenti gli avrebbe tagliato la testa senza pensarci due volte, e per ordine del Sommo Hades non potevano permettersi di perdere manodopera. Quando lo raggiunse per riprenderlo gli intimò di alzarsi. Non appena lo schiavo si voltò, una leggera brezza gli abbassò il cappuccio e Nybe rimase di stucco. Era una ragazza di vent’anni, come lui, con lunghi capelli castani e gli occhi ambrati. Si guardarono per un istante, poi lei chiuse gli occhi, s’inginocchiò e si mise a pregare.
    -Cosa fai?-le chiese.
    -Sto pregando. È l’unica cosa che posso fare.-
    -Devi pregare il sommo Hades. Il tuo Dio non ti aiuterà mai.-
    -Neanche Hades aiuta. Fa solo soffrire.-
    -Bada a come parli, altrimenti…- la minacciò con la katana.
    -Fai pure. Meglio morire che essere schiava.-
    -Se la metti così…-
    Alzò la katana pronto per decapitarla, ma gli passò un brivido. Altre volte aveva inseguito schiavi sia maschi che femmine, ma nessuno di loro si era comportato in quel modo. Tutti reagivano piagnucolando e implorando pietà. Lei invece no. Lei era pronta a morire con una serenità incredibile.
    -Morire non mi spaventa. La schiavitù invece è una brutta cosa.- disse la ragazza.
    -Uh…-
    Nybe si sentiva stranissimo. Nel suo cuore non c’era mai stata umanità. Era come se fosse coperto da una nuvola completamente nera. Quella ragazza però, riuscì a penetrare con un raggio di sole l’oscurità del suo cuore.
    -Uh! B… basta. Preparati a morire.-
    -Sono pronta. Compi il tuo dovere, ma prima vorrei chiederti una cosa.-
    -Che cosa?-
    -Come ti chiami?-
    -A che ti serve saperlo se stai per morire?-
    -Quando sarò in cielo chiederò a Dio di avere pietà di te.-
    -Ma che… razza di discorsi!- urlò.
    Le diede un violento calcio buttandola a terra.
    -Allora, Nybe? Che combini? L’hai recuperato?- disse Zellos giungendo.
    -Sì, ha fatto un po’ di resistenza, ma eccola qua.-
    -Ah, è una ragazza. E pure carina. Non mi sorprende se ci hai messo così tanto, ti sei divertito?- disse con uno sguardo malizioso.
    -Non dire scemenze e riportiamola a lavorare.- disse.
    -Sì, giusto. Vieni bellezza.-
    Non appena tentò di prenderle un braccio, Nybe gli colpì la mano con uno sberleffo.
    -Tieni giù le mani. La porto io.-
    -Va bene, va bene. Non ti scaldare.- disse allontanandosi.
    Nybe prese la ragazza sotto braccio e si avviarono anche loro.
    -Quindi il tuo nome è Nybe.- disse la ragazza con un leggero sorriso.
    -Non è il mio vero nome.- disse in maniera scontrosa.
    -Io mi chiamo Iris.- disse lei.
    Lui non reagì e non disse nulla continuando a camminare.



    Capitolo 3: I Sentimenti Di Nybe






    -La sua ferita è grave?- chiese Zellos.
    -È solo un graffio. Non morirà per così poco.- disse Nybe.
    -Allora può tornare a lavorare. Muoviti pelandrona.-
    Iris tornò a lavorare, ma prima riguardò per un attimo Nybe, che però non la degnava di uno sguardo. Giunta la sera, gli schiavi tornarono nelle baracche, costruite appositamente per loro, circondate da reticolati di filo spinato. Era un vero e proprio campo di concentramento. Iris quella sera non dormì. Aver conosciuto Nybe la faceva sentir strana. Anche lui era nelle sue stesse condizioni quella notte.
    “Che cosa mi succede? Perché penso sempre a quella ragazza? Come può una come lei ridurmi così?” pensava ininterrottamente.
    La mattina dopo, come tutte le altre del resto, gli schiavi tornarono al loro “lavoro” condito dalle immancabili frustate. Zellos cercò Iris e quando la trovò sorrise biecamente e iniziò a frustarla.
    -Vediamo se questa volta avrai ancora il coraggio di scappare come ieri. Non ti toglierò gli occhi di dosso. Questo vale anche per voi, luridi scarafaggi schifosi. Ah, ah, ah, ah!-
    All’improvviso, qualcuno gli afferrò la frusta.
    -Chi diav… ah!-
    -Falla finita. Le mie orecchie sono troppo sensibili per ascoltare ancora le tue volgari grida.- disse Nybe.
    -Scusa, in effetti ci ho messo più foga del solito.-
    Nybe guardò Iris e anche lei guardò lui per un rapido secondo. Poi lei tornò a lavoro.
    -Non dovresti lasciare così incustoditi gli schiavi del tuo gruppo.- gli disse il collega specter.
    -Pensa ai fatti tuoi.- si militò a dirgli.
    Gli lasciò la frusta e si allontanò.
    -La prossima volta che m’interromperai non risponderò delle mie azioni. Stai molto attento.- sussurrò Zellos.
    Anche Nybe sussurrò qualcosa di simile. Giunta un’altra sera, Nybe non chiuse occhio per la seconda volta e decise di passeggiare un po’. Fu così soprappensiero che non si rese conto di essere giunto vicino al campo di concentramento.
    “Perché diavolo sono arrivato qui?” si chiese.
    Fece due passi per tornare indietro, ma il volto di Iris continuava a restargli impresso nella mente. Allora compì un balzo ed entrò nel campo. La prima cosa che pensò fu di stare compiendo una grande stupidata. A un tratto notò una figura illuminata dalla luna. Si avvicinò senza far il minimo rumore e rimase sorpreso dalla visione che aveva davanti: Iris in ginocchio con le mani giunte. Un altro movimento leggero di Nybe le fece aprire gli occhi e lo guardò.
    -Ciao Nybe. Che fai qua? Questo non era il campo degli schiavi?- gli disse sorridendo.
    -S… sta zitta. Non riuscivo a dormire e così sono venuto a controllare se qua è tutto a posto.-
    -È impossibile fuggire da qui. Quindi sì, è tutto a posto.-
    -B… bene.- disse voltandosi per andarsene.
    -Sai, mi ha fatto piacere rivederti stamattina. Anche adesso. Le mie preghiere sono state ascoltate.-
    Nybe si arrestò di colpo.
    -Con chi credi di parlare?- le chiese senza voltarsi.
    -Io sono uno specter al servizio del Sommo Hades.- aggiunse.
    -Non sei così cattivo come vorresti farmi credere. Hai gli occhi gentili.-
    Nybe sguainò la katana e le toccò la gola con la punta senza affondare.
    -Un’altra parola e ti uccido sul serio.-
    -Sono pronta a morire e tu lo sai.- disse sorridendogli senza mostrare il minimo briciolo di paura.
    Proprio come la prima volta che s’incontrarono.
    -T… Tu…-
    Iris chiuse gli occhi continuando a sorridere. Nybe fece un profondo sospiro, rimise la katana nel fodero e le diede le spalle. Non appena fece un passo, la ragazza gli disse:
    -Buonanotte Nybe.-
    -Non è il mio vero nome. Te l’ho già detto.- disse sempre senza voltarsi.
    -Allora qual è?-
    -Mi chiamo Davin e sono irlandese.-
    -È carino, come mai non lo usi?-
    -Alcuni specters scelgono di cambiar nome. Lo fanno per dimenticare le proprie origini. Siamo pur sempre soldati infernali, dopotutto.-
    -Ho capito.-
    Nybe se ne andò con una strana sensazione nel cuore. Il giorno dopo, Zellos entrò nella sua camera urlando come al solito.
    -Si dormicchia? Guarda che gli schiavi aspettano le nostre amorevoli cure.-
    -Chiudi quella bocca, non sono in vena di alzarmi stamattina.-
    -Nottataccia, eh? Se ti mando qualche schiava, forse, ti svegli? Magari quella che avevi ferito.-
    -Lascia perdere. Non c’è bisogno. La tua orrenda voce mi ha svegliato ormai.-
    -Ecco bravo, datti una mossa.-
    Uscito, Nybe iniziò a mettersi la surplice e iniziò a ripensare alla frase di Iris:
    Hai gli occhi gentili!
    Andò in bagno, guardò il riflesso dei suoi occhi color indaco allo specchio e sussurrò:
    -Se lo dice lei...-



    Capitolo 4: Tradimento!






    Un’altra giornata stava scorrendo uguale alle altre. Con una piccola differenza però: Nybe non frustava nessuno, anzi, chi cadeva per la fatica lo aiutava ad alzarsi e gli concedeva di riposare. Gli schiavi erano molto sorpresi da questo strano comportamento. Quando Zellos lo notò, non disse nulla e aspettò. Non appena ci fu la prima pausa, lo specter della rana raggiunse il suo collega nel suo alloggio.
    -Che fai qui Zellos? Questo è il mio alloggio. Non riesci più a vedere da quegli occhi strabici che ti ritrovi?-
    -Fai meno lo spiritoso con me. Ti ho visto, sai? Come osi far riposare gli schiavi e, soprattutto, non li frusti nemmeno? Ti ha dato di volta il cervello?-
    -Può darsi. È il mio gruppo e ci faccio quello che voglio.-
    -Beh, aspetta che lo dica al signor Radamantis e vedrai che ti succede.-
    Quando finì di parlare, si ritrovò davanti la lama della katana. Ogni volta che Nybe la sguainava, era talmente veloce che non si vedeva neanche impugnare il manico.
    -Mi… mi stai minacciando? Lo sai chi sono io?-
    -Uno sgorbio antipatico e codardo. Vorrei sapere come fai a stare nell’armata di Hades.-
    -Il Sommo Hades, prego. Stai mancando di rispetto al tuo signore e padrone. Questo è tradimento!-
    -Può darsi…-
    -Maledetto, ti si è incantato il disco?-
    Nybe sorrise:
    -Può darsi.-
    A quel punto, Zellos gli diede un calcio sulla mano facendogli volare la katana e gli diede un pugno sul viso.
    -Un tipo come te lo ammazzerò in pochi minuti.-
    -E come giustificherai quest’azione a Radamantis?-
    -Dirò semplicemente la verità: che hai tradito.-
    Detto questo, gli diede un montante che lo fece cadere a terra, saltò su un tavolo e gli disse:
    -Ora conoscerai il Frog Splash.-
    Compì un salto ritraendo a se gambe e braccia e poi le riaprì prima dell’atterraggio proprio come una rana. Nybe alzò il pugno destro e i tre artigli della sua surplice affondarono nel petto di Zellos che emise un leggero lamento di dolore.
    -Non hai fatto una gran bella figura.- gli disse.
    Lo specter di frog si liberò e iniziò a blaterare.
    -Come hai osato? Sporco traditore di m….-
    -Piano con certi termini.- lo interruppe.
    -Crepa!-
    Tentò di dargli un calcio, ma Nybe lo evitò, riprese la sua katana e, con un fendente verticale, tranciò in due il corpo del suo odioso collega come se fosse burro. La lama brillò di rosso dopo aver assorbito il sangue della sua nuova vittima.
    -Che… che cosa ho fatto?- si chiese.
    Rimase un attimo con lo sguardo fisso sul cadavere. Dopodiché prese una grande decisione.
    -Ormai non posso più tornare indietro. Ho tradito l’inferno e verranno a uccidermi per questo. Sarò qui ad aspettarli.- disse alzando la katana al cielo.
    Uscì dal suo alloggio e liberò gli schiavi.
    -Siete liberi. Fuggite subito se non volete rinunciare alla libertà appena guadagnata.
    Tutti non poterono credere alle loro orecchie e, senza pensarci due volte, fuggirono. L’unica che rimase fu Iris.
    -Il discorso vale anche per te. È pericoloso restare qui. Ho ucciso Zellos e presto verranno a punirmi per tradimento.-
    -E allora fuggi con me.-
    Nybe iniziò a tremare.
    -Vorrei, ma sarebbe tutto inutile…- le disse.
    Lei gli si avvicinò e gli accarezzò il viso.
    -Non mi ero sbagliata sul tuo conto. Sei molto buono.-
    I due si abbracciarono, dopodiché si diedero un passionale bacio.
    -Ora, ti prego, fa come ti dico. Non ci vorrà molto prima che gli specters verranno.-
    -Non morire. Promettimelo.-
    -Non morirò!-
    All’improvviso, Iris emise un gemito e dalla sua bocca uscì sangue. Il suo petto era perforato da quattro lame affilate. Erano gli artigli di Valentine.
    -IRIS!- urlò Nybe.
    -Non credevo a ciò che stavo vedendo. Proprio tu. La persona che più stimavo, dopo Myu, nell’armata del signor Radamantis.- disse lo specter dopo che il corpo della povera ragazza cadde prono a terra.
    -Valentine. Che tu sia maledetto!-
    -Il maledetto sei tu, sporco traditore che non sei altro. Ti sei invaghito di questa sciacquetta. È davvero imperdonabile. Come se non bastasse, hai pure ucciso Zellos.-
    -Se uno deve tradire, che lo faccia nel migliore dei modi. Ti pare? E poi ho ucciso un imbecille. Nessuno piangerà la sua morte.-
    -Che schifo. Mi sei proprio calato. Preparati a morire.-
    -Tu invece a me non sei mai piaciuto. Proprio come Zellos.-
    Compì un salto all’indietro in modo tale che anche il suo avversario si allontanasse dal cadavere della sua amata.
    -Fatti sotto.-
    -Certo. Tutto il mio essere grida… VENDETTA!-



    Capitolo 5: Vendetta!






    Valentine di Harpy si mise in posizione di attacco, mentre Nybe non ne assumeva nessuna.
    -Potevo dirti semplicemente di chiudere un occhio, ma hai ucciso una persona importante. Non posso lasciarti vivo.- disse Nybe.
    -Persona importante? Quella smorfiosa? Pensa a te, piuttosto, che hai ucciso un tuo commilitone.- disse Valentine.
    -Ripeto: Capirai, sai che perdita!-
    A quel punto, Valentine scattò e gli graffiò il viso con i suoi artigli per poi colpirlo con un pugno allo stomaco e in faccia. Riuscì a sguainare la katana, ma il suo avversario fece un balzo all’indietro.
    -Credevi di fregarmi così facilmente? Greed The Live!-
    Il colpo investì Nybe che perse la presa sulla spada. Quando Valentine riatterrò, lo colpì col piede sulla schiena.
    -Che cosa triste. Eri un così bravo soldato… Come hai detto tu, nessuno piangerà la tua morte.- gli disse Valentine.
    -Al diavolo!-
    Si alzò di scatto e tentò di colpirlo con i suoi artigli ma Valentine gli parò il colpo. -Muori tra atroci sofferenze.-
    Gli affondò gli artigli dell’arpia nel petto, senza però raggiungere il cuore, facendolo urlare.
    -Finirai come la tua fidanzatina. Ah, ah, ah!-
    Quella frase fu un grosso errore. Nybe spalancò gli occhi, afferrò il braccio del suo nemico strappandosi con violenza gli artigli dal petto, senza emettere un fiato, e iniziò a bruciare il suo cosmo come non mai, mentre alle sue spalle appariva la figura del lupo Zashini.
    -Che… che cosmo incredibile!- disse Valentine con il terrore dipinto sul volto. La cosa più curiosa, era che la surplice di Nybe stava cambiando colore. Stava diventando rosso fiammeggiante come il sole. Anche gli artigli iniziarono a brillare e, quando diede un pugno, numerosi fasci energetici rossi colpirono Valentine provocando piccole crepe alla sua surplice.
    -Maledetto. Prendi di nuovo il Greed The Live.-
    Nonostante lo prese di nuovo in pieno, non si mosse di un millimetro.
    -Non… non è possibile! Ah!-
    Nybe aveva di nuovo in mano la sua katana. L’aveva ripresa muovendosi così rapidamente che non era riuscito a vederlo. Curiosamente, gli sorrise e la lanciò in cielo, saltò, colpì l’impugnatura con un pugno e quest’ultima, come un proiettile, si diresse a tutta velocità verso Valentine tranciandogli la testa.
    -Sai come si chiama questo colpo? Firmament Decapitation! Ah, ma sto parlando a un morto.-
    Recuperò la katana, la rimise nel fodero e si diresse verso il cadavere di Iris. S’inginocchiò prendendola in braccio e la strinse a sé piangendo. Da quando era diventato uno specter non aveva più pianto. Porto il corpo in un luogo pacifico dove poteva riposare in pace. Scelse di seppellirla sotto un grosso albero su una collina dove si vedeva bene il tramonto. Piantò una croce di legno, con su scritto Iris, e la accarezzò continuando a piangere.
    -Ho ucciso un altro specter. L’ho fatto per te. Ora, che vengano pure. Li ucciderò tutti, compreso Hades. Lo farò solo e unicamente per te.-
    Fece un’ultima carezza alla croce e si allontanò pensando a chi sarebbe stato il suo prossimo avversario o se sarebbero venuti in massa. Nel frattempo, nel castello di Hades in Germania, Radamantis era al cospetto del suo signore.
    -Prima il cosmo di Zellos e ora quello di Valentine. A quanto pare Nybe ci ha traditi sul serio.-
    -Sono davvero costernato, Sommo Hades. Non so proprio come possa essere successo. E dire che era uno dei più spietati specters al mio servizio.-
    -Evidentemente non aveva gettato via completamente il suo lato umano. Altrimenti non si spiegherebbe un cambiamento così radicale.-
    -Mi permetta di andare a ucciderlo.-
    -No, devi rimanere qui. Non è certo immortale, basterà mandargli un solo sicario.-
    -Ha già qualcuno in mente?-
    -Se permette, signor Radamantis, lasci che ci vada io.- disse una voce.
    -Tu? Sei proprio sicuro di farcela?-
    -Ho due motivi per credere nella vittoria: il mio colpo innanzitutto e il fatto che, molto probabilmente, non avrà mai il coraggio di uccidermi.-
    -Sembri molto sicuro di te. Molto bene, ti ordino di portarmi il suo cadavere. Sei d’accordo Radamantis?- ordinò Hades.
    -Non ho nulla da obbiettare.-
    -Sarà fatto.- disse lo specter e svanì.
    Nybe era seduto in terra, fuori dal campo di concentramento, in attesa del suo prossimo, o prossimi, sicari. Era pronto a riceverli.
    -Ciao Nybe.- disse una voce alle sue spalle.
    Una voce che conosceva benissimo.
    -Ciao… Cube!-


    Capitolo 6: Una Scelta Molto Difficile






    Nybe e Cube erano uno di fronte all’altro senza dirsi una parola. La mente di Nybe tornò indietro a pochi mesi, quando tutti e centootto gli specters si ritrovarono radunati all’inferno per conoscersi meglio. Quando i due si presentarono, e Cube disse che la sua surplice rappresentava la creatura irlandese Durahan, Nybe fu molto sorpreso e diventarono subito amici. Ora, però, aveva davanti a sé solo un sicario e lui era la vittima.
    -Sapevo… che prima o poi avrebbero mandato te. Non così presto, però.- disse Nybe.
    -Perché lo hai fatto? Aver ucciso Zellos non cambiava nulla, anzi, forse facevi anche un favore allo stesso signor Radamantis. Ma Valentine? Perché lo hai ucciso?- gli chiese Cube.
    -Perché mi ha portato via una persona cara.-
    -Persona cara? Ti rendi conto di quello che stai dicendo? Siamo al servizio del Sommo Hades, non abbiamo bisogno di persone care.-
    -Non potrai mai capire...-
    -E non voglio capire. Hai tradito a causa di quella che tu chiami “una persona cara” e io sono colui che ti ucciderà per questo.-
    -La nostra amicizia non conta più nulla quindi. È più importante servire Hades…-
    -Esatto. La parola del Sommo Hades, o il signor Radamantis, ha priorità su ogni altra cosa.-
    Nybe abbassò lo sguardo. Era molto dispiaciuto.
    -Non combatterò mai contro di te. Quindi fai quello che devi fare.- gli disse.
    -Che razza di rammollito!-
    Cube gli diede un violento pugno che lo fece cadere a terra per poi afferrargli il collo e sollevandolo.
    -Hai davvero intenzione di farti ammazzare senza reagire?-
    Nybe non gli rispose e lui iniziò a dargli pugni sullo stomaco per poi lasciarlo e colpirlo con un calcio che lo scagliò poco lontano. Quando lo raggiunse, stava per rialzarsi, ma Cube gli sparò dalla bocca una spruzzata di liquido rosso come il sangue. Era il suo colpo chiamato Blood Spray che raggiunse gli artigli della surplice di Nybe e si sciolsero come neve al sole in un attimo.
    -Ecco, ti ho fatto la manicure.- gli disse divertito.
    -Avevi così paura dei miei artigli?-
    -Non proprio, ma era per sicurezza.-
    Detto questo, gli diede un calcio sul mento che lo sollevò leggermente da terra.
    -Senti, non c’è gusto a combatterti se non reagisci.-
    -E che ti importa? Devi uccidermi, no? Ti sto facendo un favore da amico.-
    Cube iniziò a tremare di rabbia.
    -Mi fai vomitare!- aggiunse.
    Tornò a colpirlo con calci e pugni con una violenza inaudita. Caduto per l’ennesima volta a terra, Cube lo guardò per un istante e gli disse:
    -Pentiti per il tuo tradimento e forse il Sommo Hades ti perdonerà. È l’ultima chance che ti do.-
    -Non mi pentirò mai!- gli disse Nybe con decisione.
    -E allora muori.-
    Con uno scatto fulmineo, Nybe colpì Cube con un pugno al petto facendolo barcollare. Ormai aveva capito che il suo vecchio amico non si sarebbe più fermato. E non poteva permetterglielo.
    -Non posso morire. Devo sconfiggere Hades. È una promessa che ho fatto.- gli disse.
    -Sei proprio deciso? Non te lo lascerò fare. Ti ammazzerò. I traditori schifosi come te devono solo morire come cani.- disse Cube infuriato.
    -Non ce la farai.-
    -Oh, ti sbagli! Blood Spray!-
    Nybe evitò il colpo compiendo un altro rapido movimento e andandogli dietro, ma non riuscì a colpirlo. Non ne aveva il coraggio.
    -Idiota!- gli disse colpendolo con una gomitata.
    -Sei diventato davvero una pappamolla. Prima avresti ucciso chiunque, anche se ti dava le spalle. Come cavolo ho fatto ad esserti amico per così tanto tempo? Sei solo un fallito. Faccio bene a ucciderti. Uno come te è meglio perderlo che trovarlo.- aggiunse.
    Lo stese colpendolo con un braccio teso per poi riempirlo di calci. Nybe, all’inizio non riusciva ad impugnare la sua spada ma quando ci riuscì, Cube si era già allontanato da lui. Gli occhi della sua maschera s’illuminarono e un’onda d’urto gliela fece volar via.
    -Ora morirai.- gli disse.
    -Scordatelo. North Star Collapse!- disse lui.
    Alzò il pugno al cielo e Cube rimase perplesso da quel comportamento.
    -Cosa fai? Io sono qui.-
    Un proiettile energetico, partito dal cielo, gli cadde sulla testa provocando una piccola esplosione. La botta lo aveva buttato a terra, ma non aveva subito alcun danno. Nybe era ancora indeciso se ucciderlo o no. Per questo aveva lanciato il colpo con poca potenza.
    -Stupido. Potevi ammazzarmi quando ne avevi l’occasione. Ora niente ti potrà salvare dal mio colpo migliore.-
    Prima di lanciarlo, però, corse verso di lui e gli diede molti pugni. Buttato a terra iniziò a bruciare il suo cosmo, mentre la figura di un uomo con la propria testa sotto il braccio comparì alle sue spalle, e gli disse:
    -Addio, traditore. Death…-
    SZOCK!
    La testa di Cube fu tagliata di netto. Per la seconda volta, Nybe aveva fatto uno scatto tanto veloce che il suo avversario non era riuscito a vederlo. -Sei finito decapitato proprio come il Durahan, la creatura irlandese rappresentata dalla tua surplice. Mi dispiace amico... non avrei mai voluto ucciderti, ma mi hai costretto.-
    Radamantis e Hades, avvertendo la sparizione del cosmo di Cube, rimasero senza parole.
    -Ha ucciso perfino Cube. Non posso crederci!- disse Radamantis.
    -Mpf! Ormai è chiaro come il sole che ci ha dichiarato guerra. Poverino, mi fa compassione.-
    -Che facciamo ora?-
    -Che domande. Gli manderemo contro Toorp.-
    -Sissignore!-


    Capitolo 7: Makaiurufutsume O Hell Wolf Claw






    Morto Cube, Nybe svenne per la stanchezza. Quando il sole fu alto in cielo e si risvegliò, si sorprese di essere ancora vivo e rimase a bocca aperta. La sua katana fluttuava davanti a sé, in posizione verticale, e gli ruotava intorno.
    -Oh, questa poi, ho le traveggole senza neanche essere sbronzo?- si chiese.
    -Non è un’allucinazione come pensi!- disse una voce.
    -Ah, fantastico. Pure le voci sento adesso. Mi sa che è la fame. Non c’è altra spiegazione.-
    Si diresse al suo alloggio, mentre la katana lo seguiva continuando a mantenere la sua posizione come se fosse una persona che gli guardava le spalle. Nybe chiuse la porta lasciandola fuori e ogni tanto vedeva dalla finestra che girava attorno alla baracca.
    -Assurdo.- disse.
    Prima di dirigersi ai fornelli, guardò il pavimento dove c’era il corpo, tagliato in due, di Zellos. Dopo aver liberato gli schiavi, lo aveva preso e gettato nel campo di concentramento come se fosse spazzatura. E, in effetti, lo era. Scacciò quel pensiero e si preparò un tè con biscotti. Non appena si sedette davanti al tavolo, gli parve di vedere, seduta di fronte a lui, Iris che lo guardava e gli sorrideva. -Iris…- sussurrò, mentre le lacrime gli scendevano dagli occhi. Sorseggiò il tè e, quando posò la tazzina sul tavolo, Iris era scomparsa, ma le sue lacrime non volevano saperne di fermarsi. Quando se le asciugò, si diresse verso la porta e quando la aprì la sua katana era davanti a lui.
    -Non eri un’allucinazione.-
    -È quello che ti abbiamo detto. Siamo Makaiurufutsume, ma puoi anche chiamarci Hell Wolf Claw.-
    -Makaiurufutsume…-
    La prese e la guardò ammirato.
    -Dimmi di più.-
    -Nell’era mitologica, Hades voleva un’arma potente e ordinò a degli abili costruttori di crearne una. Dopo molti sforzi, furono create due spade e una di queste eravamo noi. Fummo creati da un artiglio del lupo Zashini, la creatura infernale preferita da Hades, ma scelse la seconda spada e decise di donarci a uno dei suoi guerrieri. La scelta ricadde proprio sullo specter di Zashini. Noi siamo la tua fedele arma, sin dall’epoca del mito, e non ti abbandoneremo mai.-
    -È meraviglioso…-
    -Ogni volta che ci nutriamo di sangue diventiamo sempre più forti. Saremo anche in grado di competere con la spada di Hades.-
    -Questo è tutto da vedere, ma mi fido di te.- disse sorridendo.
    -Che fai, parli da solo? Sei diventato più pazzo di quello che si pensa.- disse una voce.
    Nessuno, a parte Nybe, poteva sentire la voce della spada. Rimise Makaiurufutsume nel fodero, uscì dal suo alloggio e alzò lo sguardo al cielo. Uno specter galleggiava nell’aria sopra la sua testa. Era uno dei pochi che aveva un potere simile.
    -Sei venuto a raggiungere i tuoi compagni, Toorp?-
    -Ah, ah, ah, ah. Avresti dovuto fare il comico. Il successo non ti sarebbe mancato.- gli disse atterrando dolcemente.
    Toorp di Rashaverak della Tenbakuzento Sei (Stella Del Cielo Nebuloso), era un uomo di trentacinque anni. Aveva gli occhi e i capelli neri. La sua surplice rappresentava, appunto, il diavolo Rashaverak. L’elmo, a casco, aveva due lunghe corna ricurve, dietro la schiena possedeva due ali demoniache, che si differenziano da quelle di altre surplice, per le incredibili dimensioni. I coprispalla erano tondeggianti, lunghi e anch’essi adunchi. I pezzi restanti, infine, erano come tutti gli altri.
    -Con me non te la caverai così facilmente come hai fatto con Valentine e gli altri.- gli disse.
    -Sì sì, dite tutti così.-
    Toorp sorrise, si sollevò leggermente da terra e si precipitò come un razzo verso il suo nemico dandogli un fortissimo pugno che lo gettò a terra.
    -Tutto qui quello che sai fare?- gli disse rialzandosi e pulendosi il sangue sulla bocca.
    -Mi stai stuzzicando? Come vuoi!-
    Un altro scatto fulmineo e colpì Nybe con un calcio che lo scaraventò lontano. Dopodiché, senza neanche dargli il tempo di alzarsi, lo afferrò sotto le ascelle e lo portò in alto nel cielo.
    -È un peccato che tu non abbia le ali. Altrimenti sopravivresti allo schianto.- gli disse.
    -Maledetto!-
    Lo lasciò e Nybe si ritrovò a precipitare a tutta velocità.
    -Usaci!- gli disse Makaiurufutsume.
    Senza pensarci due volte, la sguainò, la lama iniziò a brillare di rosso e il suo corpo fu avvolto da un globo d’energia rossa che gli impedì di morire sfracellato al suolo.
    -Sei fantastica!- gli disse.
    -Ah! Tu e quella maledetta spada. Vi faccio a pezzi entrambi.- disse Toorp gettandosi in picchiata.
    Nybe gli sorrise e, scuotendo la spada, lanciò un’onda energetica rossa a forma di boomerang che colpì la testa del suo avversario in pieno. Quando si rialzò, sembrava non essersi fatto niente, ma a un tratto sull’elmo iniziarono a formarsi tante piccole crepe per poi distruggersi completamente.
    -Makaiurufutsume reclama il tuo sangue. Preparati.- disse Nybe.
    -Uh, uh, uh. Preparati tu!-
    Il corpo di Toorp iniziò a brillare di rosso, mentre dietro di lui compariva la spaventosa figura di Rashaverak.
    -Satanic Spirit!-
    Lanciò dal pugno un’onda energetica rossa ma Nybe non si mosse di un millimetro. Non appena il colpo andò a segno, Toorp rideva come un matto, ma si fermò di colpo quando lo vide avvolto nella barriera rossa.
    -Maledetto…-
    -Lo vuoi un consiglio? Vattene, altrimenti preparati a donare il tuo sangue a Makaiurufutsume!-
    -Te lo scordi!-
    -Immaginavo che avresti risposto così.-
    La barriera scomparve e Toorp ne approfittò subito. Con uno scatto fulmineo colpì con un calcio la katana facendola volare via dalla mano, gli diede un montante che lo sollevò da terra e lo colpì con un altro Satanic Spirit. La botta lo scagliò lontano, ma il suo surplice era, incredibilmente, ancora intatto.
    -Come diavolo hai fatto a non subire alcun danno?- gli chiese una volta raggiunto.
    -Non te n’eri accorto, ma prima che tu usassi il tuo colpo, io ho lanciato il mio North Star Collapse e entrambe le onde si sono scontrate facendomi volare qui.- gli disse.
    -Sei diabolicamente astuto. Come una volpe.-
    -Sono un lupo diabolico, non una volpe.-
    Toorp gli diede un calcio sul costato, gli afferrò i capelli e lo buttò a terra.
    -Questa volta ti ammazzo sul serio!-
    Non appena finì la frase, rimase sbalordito. Si ritrovò la katana che gli fluttuava davanti e lo minacciava con la sua lama.
    -Cosa significa questo?- si chiese lo specter.
    Nybe si alzò e la prese.
    -Sangue. Sangue. Sangue!- ripeteva all’infinito la spada.
    Nybe, senza dire nulla e senza preavviso, amputò il braccio sinistro di Toorp che urlò e imprecò per il dolore, mentre la lama tornò a brillare di rosso.
    -Scusa, ma Makaiurufutsume aveva sete.- gli disse.
    -Brutto ********!-
    Questa volta fu Nybe a espandere il suo cosmo facendo rabbrividire leggermente il suo avversario.
    -Preparati a morire.-
    -Non mi avrai!-
    Toorp spiccò il volo, ma la katana scivolò dalla mano di Nybe tornado a fluttuare.
    -Usa la Firmament Decapitation!-
    Non se lo fece dire due volte. Colpì l’impugnatura con un pugno e, come un proiettile, la katana raggiunse il collo dello specter che morì decapitato senza neanche capire cos’era successo. Riprese la katana, mentre la lama tornò a brillare, e sorrise.
    -Fa venire tutto il tuo esercito caro Hades. Io e Makaiurufutsume lo distruggeremo completamente.-



    Capitolo 8: Due Piccoli Amici






    Hades era furioso. Aveva perso quattro soldati per colpa di un traditore e non riusciva a sopportarlo.
    -Vuole che vada a chiamare anche Aiacos e Minos con le loro rispettive armate?- chiese Radamantis.
    -Hanno troppo da fare, lasciamoli stare. Non ti fidi della tua armata? Pensi che non riusciranno a ucciderlo?- rispose il dio dei morti.
    -Non intendevo questo. Dicevo solo…-
    -Allora non parlare a vanvera e trova qualcuno in grado di farlo fuori una volta per sempre.-
    -Io non posso andare, vero?-
    -Tu devi restare qui. Se mai avrà intenzione di venire al castello, allora potrai affrontarlo.-
    Radamantis restò zitto e preferì non replicare. Nel frattempo, Nybe si stava allenando con la sua katana Makaiurufutsume.
    -Toglimi una curiosità.- gli disse.
    -Dicci.-
    -So che esistono alcune spade che, dopo aver assorbito il sangue d’innumerevoli vittime, prendono il controllo del corpo di colui che le maneggia. Non è il tuo caso… vero?-
    -Non abbiamo un potere del genere. Siamo state create solo per combattere con fedeltà per il nostro padrone. Non ci permetteremo mai di prendere il suo corpo.-
    Nybe sorrise soddisfatto e non disse più nulla. Durante l’allenamento, la sua testa aveva solo due pensieri: la sua amata Iris, e ogni volta i suoi occhi lacrimavano, e chi sarebbe stato il suo prossimo avversario.
    -Fermati!- disse Makaiurufutsume.
    -Che succede?-
    -Qualcuno ci sta spiando.-
    -Specters?-
    -Non sono aure di specters. Troppo deboli per esserlo.-
    -Dove si nascondono e quanti sono?-
    -Sono due. Dietro la baracca dove alloggi…-
    -Uscite subito dal vostro nascondiglio. Ve lo ordino!- disse senza voltarsi.
    Il suo "invito" non fu recepito.
    -Li hai colti di sorpresa, avverto il loro timore, ma continuano a stare nascosti.-
    -Se collaborerete non vi farò del male!-
    Per la seconda volta, i suoi due misteriosi osservatori non ubbidirono.
    -Allora vengo a prendervi io.-
    Fece due passi e alla fine i due sbucarono fuori. Nybe rimase colpito nel vedere che erano due bambini, un maschio e una femmina, di appena dieci anni.
    -Cosa ci fanno due bambini come voi qui?- disse riponendo la spada.
    -N… noi…- rispose il bambino un po’ imbarazzato.
    -Ecco… volevamo ringraziarti per averci liberato.- ripose prontamente la bambina.
    Nybe capì subito. Loro erano due dei tanti bambini schiavizzati insieme alle loro famiglie. La procedura era semplice: i neonati e i bambini di età compresa tra uno e quattro anni venivano soppressi, mentre tutti gli altri erano obbligati a lavorare con gli adulti. Nybe provò un gran senso di tristezza nel ripensare a questa cosa. Soprattutto quando frustava i bambini con gran divertimento.
    -È stato un piacere, ma ora andatevene. Questo posto è pericoloso per voi. Non voglio che vi accada la stessa cosa di una mia amica…- disse trattenendo le lacrime.
    -Perché non vieni al nostro villaggio?- gli chiese la bambina.
    Aveva lunghi capelli castani, raccolti in una coda, e occhi verde mare. Nybe non rispose subito alla domanda.
    -Come vi chiamate?-
    -Io sono Demetrios.- rispose il ragazzino.
    Aveva capelli scompigliati neri e occhi blu cobalto.
    -E io sono Christina.-
    -Lei è tua sorella?-
    Demetrios arrossì un po’ guardandola.
    -Ehm… no, è… la mia migliore amica.-
    Nybe sorrise.
    -Abbi sempre cura di lei. Proteggila con tutto te stesso e non abbandonarla mai.- gli disse.
    -S… Sì!-
    -Non hai risposto alla mia domanda però!- puntualizzò Christina indispettita.
    Nybe rise.
    -Hai ragione scusa. Sono proprio un maleducato. Purtroppo non posso accettare. Lo farei volentieri, ma questo significherebbe coinvolgere il vostro villaggio nella mia lotta. Meglio evitare.-
    I due annuirono.
    -Ho capito.- dissero entrambi.
    -Ora, per favore, andate via. Non voglio vi accada nulla di male.-
    I due lo salutarono e si allontanarono.
    -Attenzione! Nemico in avvicinamento!- disse Makaiurufutsume.
    Pochi secondi e i bambini urlarono.
    -Che diavolo…?-
    Nybe non finì la frase, perché fu colpito da qualcosa che non riuscì a capire subito.
    -Uh, uh, uh, uh. E così ti sei fatto degli amichetti. Che vergogna, davvero che vergogna!- disse lo specter mentre teneva in ostaggio la piccola Christina.
    Quando Nybe si rialzò, lo guardò con rabbia.
    -Yaku!- disse stringendo i denti.
    -Hai indovinato. Sarò io a portare il tuo cadavere come regalo per il Sommo Hades. Io, Yaku di Centipede della Chien Sei (Stella Della Terra Infuocata).-
    Il surplice di Centipede era molto particolare perché possedeva due braccia in più che si muovevano con la forza del pensiero. L’elmo, a casco, rappresentava la testa del centopiedi e copriva tutta la testa, mentre la bocca era coperta da una maschera, dietro alla nuca pendeva, lungo la schiena, la coda dell’animale, che si muoveva anche lei con il pensiero, e i coprispalla erano semplici e bombati. I suoi occhi, l’unica cosa visibile del suo volto, erano nocciola.
    -Lascia andare la bambina. Lei non c’entra.- gli disse Nybe.
    -Non c’entra? Chi l’ha deciso? Tu forse? Come ostaggio è utilissimo.- gli disse, mentre la sua coda si muoveva da sola e posò delicatamente i due aculei all’estremità sul collo della ragazzina.
    -Torcile un capello e io…-
    -Tu cosa? Prova a fare una mossa e la infilzo come uno spiedo.-
    Nybe non sapeva che fare, mentre la sua spada tremava.
    -Usaci!- ripeteva di continuo.
    -Non farò scherzi, ma questo vale anche per te.-
    -Dipende…-
    -Da cosa?-
    -Butta la spada innanzitutto.-
    Nybe eseguì l’ordine e subito la spada iniziò a fluttuare.
    -Oh! Fantastico.- disse Yaku affascinato.
    -No, Makaiurufutsume, non muoverti. Fa come ti dico!-
    -Ma…-
    -Te lo ordino!-
    Detto questo, la spada cadde a terra.
    -Che spada intelligente!- disse Yaku.
    -Cosa hai fatto al bambino che era con lei?-
    -Non l’ho ucciso, tranquillo. Quando li ho visti ho dato un calcio nei paesi bassi a quel moccioso e ho preso lei, come puoi vedere, tra le mie amorevoli braccia.-
    -Sei un maledetto.-
    -Anche tu, una volta, lo eri. Quindi non venirmi a fare la predica. La parte del prete non ti si addice.-
    -Signor Nybe…- disse Christina con le lacrime agli occhi.
    -Taci mocciosa.- le gridò Yaku.
    -Fermo!-
    -Oh, che comportamento. Non ti ho mai visto così preoccupato per una mocciosa.-
    -Che cosa vuoi?-
    -Umiliarti e poi ucciderti.-
    Nybe s’inginocchiò rassegnato.
    -Fai quello che vuoi.-
    -Che tristezza e che vergogna. Mi fai senso.-
    "Anche tu a me, brutto essere schifoso."
    -Signor Nybe non si preoccupi per me, combatta!-
    -Adesso basta. Un’altra parola e ti ammazzo sul serio.-
    -Fallo pure, poi però non piangere se ti farà a pezzi.- gli disse con una serietà raggelante.
    A Nybe, quel coraggio, gli fece tornare in mente Iris.
    -Vuoi morire mocciosa? Ti accontento subito!-
    All’improvviso, un sasso colpì lo specter alla testa che si voltò per vedere chi era. Si trattava di Demetrios che si era ripreso. Quell’attimo di distrazione fu sufficiente a Nybe per riprendere Makaiurufutsume, amputare le finte braccia del suo avversario e riprendere Christina.
    -ARGH! Le mie braccia! Maledetto. E maledetto anche tu, moccioso.- imprecò Yaku a Demetrios e Nybe.
    -Che esagerato. Hai perso braccia finte, non quelle vere. Ora ne hai due come tutte le persone normali.- gli disse ridendo il suo ex collega.
    Dopodiché disse a Christina e Demetrios di rifugiarsi nel suo alloggio e loro eseguirono senza fiatare.
    -********…ehy, getta quella spada e combatti. Da uomo a uomo. Anzi, da specter a specter. O forse non sei capace di combattere senza di lei?-
    Nybe rimase pensieroso.
    -Allora? Si sta facendo notte.-
    -Decidi tu.- disse Makaiurufutsume.
    Alla fine decise e la gettò via.
    -Bene… Centipede Tail!-
    Con un violento colpo di coda gettò Nybe a terra.
    -E ora t’infilzo.- gli disse. La sua promessa non fu mantenuta, perché il suo avversario gli afferrò la coda e si alzò. Roteò su se stesso e lo lanciò lontano con tutta la forza che aveva. Quando si rialzò, tutto furibondo, lanciò da entrambi i palmi della sua mano due globi di energia nera.
    -Dark Stars!-
    Il colpo sembrò andare a segno, ma in realtà Nybe era alle sue spalle. Peccato che commise un errore, perché la coda gli afferrò il collo con i due aculei, come se fosse una pinza, e iniziò a sbatterlo a terra di continuo.
    -Credevi di fregarmi? Sei un fesso!-
    Dopo averlo sbatacchiato ben bene lo lasciò e gli lanciò il suo colpo che lo colpì in pieno. Sembrava finita, tanto che Demetrios e Christina gridarono disperati, ma, invece, non fu così. Makaiurufutsume si era messa davanti al suo padrone e lo aveva protetto con la barriera.
    -Ah, dannato. Come hai osato utilizzare la spada quando ti avevo detto di fare un combattimento da uomo a uomo?- disse Yaku infuriato.
    -Non posso morire. L’ho promesso.- disse Nybe.
    -Tu brutto…-
    La barriera scomparve e Makaiurufutsume, con una velocità sorprendente, tagliò la coda che cadde a terra e iniziò a muoversi freneticamente come fanno quelle delle lucertole quando si staccano.
    -Ora sì che è un incontro da uomo. La tua coda era pur sempre un arma.-
    -Lurido verme!-
    -Qui, se c’è un verme, sei tu!-
    -Zitto!-
    Stava per lanciare, per la terza volta, le Dark Stars ma Nybe lanciò il North Star Collapse con tutta la sua forza e ricadde sulla testa di Yaku distruggendogli la surplice, mostrando i suoi lunghi capelli blu, e uccidendolo.
    -Addio… verme!-

    Spoiler:  




    Capitolo 9: L’Occhio Di Molok






    Uno specter, a molti chilometri di distanza da dove si trovava Nybe, galleggiava nell’aria con le gambe incrociate. La sua surplice rappresentava Molok, una divinità malvagia che, secondo l’ebraismo, gli venivano offerti dei bambini in sacrificio. L’elmo copriva metà testa, lasciando scoperta la bocca e il mento, e rappresentava mezza testa di toro uguale a quella del totem del Gold Cloth di Aldebaran, ma privo della fila di piccoli aculei. In mezzo c’era un piccolo occhio che brillava. I coprispalla erano grandi e orientati in modo da coprire non solo la spalla in sé ma anche metà torace e braccio proprio come quello destro del cloth di Perseo. Dietro la schiena, infine, aveva due piccole ali piumate.
    -Divertiti quanto vuoi, sporco traditore. Tra poco la pacchia finirà.- disse.
    Grazie a quell’occhio, dal quale lanciò un globo verde di energia, riusciva a vedere anche a numerosi chilometri di distanza. Vedeva Nybe parlare con Christina e Demetrios.
    -Avete visto che è pericoloso stare qui? Andate via immediatamente.- disse.
    -Ma…- dissero entrambi.
    -Niente “ma”. Per favore…-
    Non finì di parlare perché Makaiurufutsume lo interruppe.
    -Un’onda energetica si sta avvicinando qui ad alta velocità.-
    Nybe si voltò, mettendosi davanti ai ragazzini facendo loro da scudo, e sguainò la sua fedele katana. Non appena l’onda stava per raggiungerlo, la tranciò con un fendente ed esplose.
    All’improvviso, Makaiurufutsume tornò nel fodero senza un motivo apparente.
    -Che ti prende?- gli chiese Nybe.
    -Ormai la tua amata spada è sigillata per sempre. Ora dovrai combattermi senza di lei. Pensi di farcela?- disse una voce.
    Nybe sollevò lo sguardo e guardò lo specter che galleggiava nell’aria con le gambe incrociate.
    -Hogan di Molok della Tenmeimei Sei (Stella del Cielo Invisibile)!- esclamò.
    -Proprio io in persona.- disse Hogan atterrando.
    -Voi due, andate nel mio alloggio. Subito!- disse senza voltarsi verso i ragazzi che eseguirono subito l’ordine.
    -Non basta che ti sei innamorato di una sporca schiava, ma fai pure il babysitter adesso?-
    -Perché non ti fai un cestino di fatti tuoi?-
    -In realtà sono fatti miei, più del sommo Hades lo ammetto, ma comunque fatti miei.-
    -Le tue chiacchiere mi hanno stufato.-
    Nybe impugnò la katana, ma quando tentò di sguainarla sembrava incollata al fodero.
    -Che diavolo…?-
    -Non l’avevo già detto? Ormai quella spada è inservibile. Il famoso Zashini ha perso le zanne, pardon, la zanna. Ah, ah, ah, ah!-
    Non appena finì di ridere, diede una violenta spallata al suo nemico buttandolo a terra.
    -Come… come diavolo hai fatto a sigillarla?- gli chiese.
    -Con questo.- disse indicando il terzo occhio sulla fronte.
    -L’occhio di Molok, che ha il potere di rendere inefficaci qualsiasi arma particolare. Proprio come la tua!- aggiunse.
    Nybe guardò Makaiurufutsume con una punta di tristezza e poi guardò Hogan con rabbia bruciando il suo cosmo.
    -Senza la tua spada non sarai in grado di battermi Uh, uh, uh, uh!-
    Con uno scatto incredibile, Nybe diede un pugno fortissimo alla faccia del suo avversario buttandolo a terra.
    -Dicevi?-
    Hogan si rialzò e rise.
    -Tutto qui quello che sai fare? Lo vedi che senza di lei sei perduto?-
    A quel punto stava per dargli un calcio rotante, ma gli afferrò la gamba con facilità.
    -Visto?-
    Lo tirò a se e lo buttò a terra. Lo afferrò per i capelli rimettendolo in piedi e iniziò a riempirlo di pugni allo stomaco.
    -Idiota!- esclamò Nybe sorprendendolo con un calcio che gli fece mancare la presa e lo scaraventò un poco lontano.
    -Dannato. Preparati a ricevere il colpo segreto di Molok.- disse, mentre alle sue spalle compariva la gigantesca figura della divinità.
    Nybe non gli diede il privilegio di usarlo, perché si gettò contro di lui con il braccio teso e lo buttò a terra. Non appena lo specter si rialzò, Nybe incominciò a dargli innumerevoli calci rotanti.
    “Peccato che quel ******** di Cube mi ha privato degli artigli. Potevano essermi molto utili.” pensò.
    Quella piccola distrazione consentì a Hogan di contrattaccare con un doppio calcio volante sul volto del suo nemico. Poi, lo afferrò per le gambe, girò su se stesso e lo lanciò. Quando cadde violentemente a terra, ci mise un po’ prima di rialzarsi.
    -Eccoti il mio colpo, come promesso: Crasher Shot!-
    Purtroppo, stavolta il colpo andò a segno. Demetrios e Christina gridarono con tutto il fiato che avevano. Incredibilmente, quando il polverone svanì, la surplice di Nybe era intatta.
    -Che cosa? Non è possibile. Come diavolo hai fatto a sopravvivere?- si chiese giustamente Hogan.
    -Pare che il mio surplice, oltre ad aver cambiato colore, ha anche guadagnato una resistenza superiore alle vostre.- gli rispose Nybe.
    -Non posso crederci!-
    Con una ginocchiata, Nybe colpì lo specter in piena fronte provocando una piccola crepa all’occhio di Molok e, non contento, gli afferrò le corna dell’elmo e lo riempì di ginocchiate finché l’occhio non si spaccò completamente. Come sperava, una volta distrutto l’occhio, Makaiurufutsume iniziò a pulsare e disse:
    -Siamo liberi!-
    Nybe sorrise, ma non la sguainò.
    -Maledetto, hai liberato la tua spada.- disse Hogan riprendendosi.
    -Non ho intenzione di usarla, tranquillo.-
    -Bravo idiota. Crepa! Crasher Shot!-
    Nybe evitò il colpo con un salto e atterrò davanti a Hogan, gli diede un montante che lo sollevò da terra e contemporaneamente diede un pugno al cielo. L’onda del North Star Collapse lo colpì in pieno ributtandolo a terra e uccidendolo.



    Capitolo 10: Il Pentacolo Infernale






    Dopo la morte di Hogan, Demetrios e Christina decisero finalmente di andarsene promettendo a Nybe che avrebbero pregato per lui e la sua vittoria. Passarono dieci minuti e Makaiurufutsume iniziò a parlare:
    -C’è qualcosa che non va!-
    -Che succede?-
    -Quei due ragazzini stanno tornando qui, ma sono completamente diversi.-
    -In che senso? Spiegati!-
    -È come se il loro cuore, puro e candido come la neve, all’improvviso sia diventato più nero dell’oblio.-
    -Cosa? Stai scherzando?-
    -È difficile, per noi, scherzare.-
    I due ragazzini tornarono e quando Nybe andò loro incontro, notò che avevano qualcosa di strano. I loro occhi erano spenti ed entrambi avevano il piccolo disegno di un pentacolo rosso sulla fronte che, quando Nybe li vide, sbiancò.
    “Dannazione. Hanno deciso di mandare lui. Sarà dura…” pensò.
    Senza preavviso, Demetrios gli diede una violenta ginocchiata allo stomaco lasciandolo stupefatto.
    -D… Demetrios…-
    S’inginocchiò e Christina iniziò a prenderlo a pugni, mentre l’altro lo prendeva a calci. Avevano acquistato una forza davvero incredibile.
    -S… smettetela. Sono io, non mi riconoscete?- chiese.
    I due, però, non lo ascoltarono e continuarono a picchiarlo. A quel punto, Nybe fu costretto a reagire e diede loro una sberla tramortendoli.
    -Perdonatemi…- disse mentre accarezzava loro le teste.
    Se li caricò sulle spalle, li portò nel suo alloggio e li stese sul suo letto uno vicino all’altra. Il pentacolo troneggiava ancora sulle loro fronti.
    -Maledetto Veego…- disse digrignando i denti e uscì chiudendo a chiave la porta.
    -Vieni fuori e combatti, maledetto.- urlò.
    -D’accordo, come vuoi.- disse una voce.
    Davanti a lui, sul terreno, si formò il disegno di un grosso pentacolo nero dal quale fuoriuscì una colonna di fuoco. Quando scomparve, c’era uno specter. Si trattava di Veego di Baphomet della Chigokuaku Sei (Stella Della Terra Diabolica). La sua surplice aveva la forma di una lunga tunica nera con un grande pentacolo giallo nel mezzo, mentre l’elmo, che copriva tutta la testa, aveva la forma del teschio di una capra con un piccolo pentacolo rosso sulla fronte.
    -Non ti perdonerò mai per quello che hai fatto ai miei amici.- disse Nybe con rabbia.
    Veego sorrise.
    -Preparati a tornare tra di noi.- disse semplicemente.
    -Cos…?-
    Il palmo della sua mano s’illuminò di viola e lo posò con uno scatto sulla fronte di Nybe che iniziò a urlare a squarciagola.
    -Non potrai resistere al Darkness Pentacle. Tornerai malvagio come un tempo.-
    Le urla continuavano, mentre pian piano iniziò a disegnarsi un pentacolo rosso sulla sua fronte.
    -Eccolo. Manca poco…- disse.
    Una volta completato, Nybe s’inginocchiò.
    -Come ti senti? Meglio immagino.- disse Veego divertito.
    Nybe si alzò di scatto e lo guardò ansimando.
    -Sì, ora ti riconosco. La tua surplice non è tornata ad essere nera, ma è un dettaglio. Ora vai a uccidere i mocciosi che stanno lì dentro a quella baracca.-
    Nybe si voltò, si diresse lentamente verso il suo alloggio, spaccò con un calcio la porta e si avvicinò a Demetrios e Christina.
    -Avanti, uccidili!-
    Sollevò il pugno, ma sembrò esitare.
    -Che ti prende? Uccidili.-
    -Uh… Uh…-
    -Allora?-
    -…-
    -UCCIDILI!-
    A quel punto, Nybe iniziò a urlare mettendosi le mani tra i capelli e inginocchiandosi.
    -Che cosa stai cercando di fare? Hai intenzione di combattere il male che hai dentro? Sei un folle.-
    -UAAAAAAAARGH!-
    Ci fu come un’esplosione di luce e Nybe cadde a terra.
    -Non ho parole... sei morto nel tentativo di opporre resistenza al potere diabolico. Se lo accettavi tranquillamente, non finivi così… che vergogna!-
    Scosse la testa e se ne andò. Stava per spiccare il volo, quando si arrestò di colpo.
    -Che imbranato, ho dimenticato di prendere la sua testa. Il signor Hades sarà davvero soddisfatto di me.-
    Non appena rientrò nella baracca, sbiancò.
    -No. Non è possibile. Tu… eri morto.-
    -Chi può dirlo…- disse Nybe.
    Con un pugno potentissimo, scagliò Veego fuori, corse verso di lui e iniziò a colpirlo con innumerevoli calci rotanti e pugni.
    -Urgh… maledetto!- disse allontanandosi un po’ da lui con un balzo.
    Iniziò a bruciare il suo cosmo e alle sue spalle comparve la figura di un pentacolo fiammeggiante.
    -Destroyer Pentacle!-
    Con un dito, disegnò un pentacolo di colore viola che s’illuminò e lo scagliò contro il suo avversario. Nybe lo evitò con un salto e, con il ginocchio piegato, colpì Veego in pieno volto, poi gli avvinghiò le gambe intorno al collo e con uno slancio all’indietro gli fece sbattere la testa a terra. Non appena tentò di rialzarsi, Nybe diede un pugno al cielo e, in men che non si dica, l’onda del North Star Collapse lo colpì distruggendogli la surplice e uccidendolo. Con la sua morte, i pentacoli sulla fronte dei due ragazzini scomparvero.
    -Adesso basta. È giunto il momento di dirigersi al castello di Hades e finirla una volta per tutte.- si disse Nybe.
    -Non te lo concedo. Dovrai prima sconfiggere me!- disse una voce alle sue spalle.
    Nybe si voltò.
    -Jil!-

    Spoiler:  




    Capitolo 11: Verso Il Castello






    Lo specter che aveva davanti era Jil di Gerione della Tenmaho Sei (Stella Del Cielo Magico). La sua surplice aveva un aspetto squamoso da serpente, i bracciali avevano lo stesso aspetto di quelli della surplice della sfinge, i coprispalla erano grossi e tondeggianti, l’elmo ricordava molto quelli utilizzati nell’epoca tarda imperiale, dietro al quale pendeva una lunga coda di scorpione. Era un ragazzo di venti anni dagli occhi turchini.
    -Levati di mezzo Jil. Non ho tempo da perdere.-
    -Se vuoi andare al castello del Sommo Hades dovrai uccidermi.-
    -D’accordo. North…-
    -Paralyzing Sting!-
    Un raggio viola, sottile come un ago, colpì Nybe al braccio sinistro e la vista iniziò a offuscarsi. -AH! Cosa…?-
    Il suo corpo iniziò a diventare sempre più rigido.
    -Non… non riesco più… a muovermi…-
    -Ora posso massacrarti di botte senza che tu possa fare alcunché.-
    E così fece. Iniziò a prenderlo a schiaffi, dopodiché passò ai calci soprattutto nelle parti basse.
    -Ma… maledetto…-
    -Risparmia il fiato.-
    All’improvviso, il corpo di Nybe s’illuminò di rosso e, miracolosamente, tornò a muoversi.
    -I… Incredibile! Come hai fatto?- si chiese Jil stupefatto.
    -Devo ringraziare la mia amata katana.-
    -Dannato!-
    Nybe sguainò Makaiurufutsume e disse al suo nemico:
    -Preparati a morire.-
    -Credi di battermi? Eh, eh, eh. Demoniac Claws!-
    Da entrambi i suoi pugni, lanciò due globi di energia gialla ma Nybe li tranciò con facilità. Dopodiché rimise la katana nel fodero e gli diede le spalle.
    -Che diavolo fai?- chiese Jil.
    -Hai fatto la stessa fine di Doko, ma ancora non te ne sei accorto.-
    -Che? Ah!-
    Proprio come aveva detto, sul suo petto si formò un profondo taglio verticale da cui uscirono le viscere e cadde a terra morto.
    -Bene. Posso andare al castello ora!-
    Detto questo, come una cometa, raggiunse la Germania in un tempo brevissimo ma quando era quasi arrivato al castello, qualcosa, o meglio qualcuno, lo colpì e atterrò nel bosco. Si trattava di Golia di Gargoyle della Chiishikai Sei (Stella Della Terra Pietrificata). Aveva lunghi capelli biondi e occhi color celeste polvere. L’elmo a casco, rappresentava la testa di un Gargoyle con un unico corno in mezzo e la parte superiore di un becco d’aquila che si estendeva oltre la sua fronte. I coprispalla erano concavi e orizzontali e dietro la schiena spuntavano due piccole ali da pipistrello molto simili a quelle della surplice di Rune.
    -Non ti permetterò di andare al castello del Sommo Hades, sporco traditore.- -Non ho tempo da perdere con te, Golia!-
    -Taci!-
    Si precipitò in picchiata verso il suo nemico ma Nybe lo evitò colpendolo con un calcio al costato che lo fece atterrare bruscamente a terra.
    -Ti faccio a pezzi.- gli disse Golia infuriato.
    Nybe sguainò la spada, ma il suo avversario gli sorrise.
    -Che hai da sorridere?-
    -Petrifying Eye!-
    L’occhio sinistro di Golia s’illuminò di bianco e un raggio dello stesso colore colpì il braccio destro con la spada.
    -Che…?-
    Il suo braccio si pietrificò all’istante.
    -Ah! Assurdo. Cos’è questa novità? Non era Medusa che sapeva pietrificare con lo sguardo?-
    -Ah, ah, ah. Ora che sei senza la spada, sarà più facile eliminarti!-
    Lo colpì con un calcio in pancia, ma cercò di non cadere per salvaguardare il suo braccio.
    -Ogni resistenza è inutile.-
    Nybe utilizzò il North Star Collapse e Golia morì senza avere neanche il tempo di accorgersene. Una volta morto, il braccio tornò normale.
    -Tsk. Che figuraccia!- disse una voce.
    -Mi pareva strano che non ci fossi. Tu e lui facevate sempre comunella!- disse Nybe.
    L’“amichetto” di Golia era Malcolm di Maledict della Chibatsu Sei (Stella Della Terra Dannata). L’elmo, a casco, copriva completamente la testa, come quello di Cube, e aveva la forma di un teschio con due piccole corna ai lati della fronte. Dietro la schiena aveva due larghe ali da pipistrello e i coprispalla erano composti da tre strati, ognuno più lungo e sottile del superiore, orizzontali, triangolari con la punta rivolta verso l’esterno e leggermente concavi.
    -Pagherai per il tuo tradimento e per aver ucciso tutti i tuoi commilitoni!-
    -Cambiate copione. Sono stanco di sentire sempre le solite battute!-
    -Non lamentarti con me, ma con qualcun altro!-
    Malcolm, che come Golia, Toorp e Hogan, sapeva volare, iniziò a bruciare il suo cosmo che brillava di un’intensa luce arancione che sembrava fuoco.
    -Che tipo focoso!-
    -Ora finirai di fare lo spiritoso. Hell Flames!-
    Un globo di energia fiammante si diresse verso Nybe che, però, tranciò con Makaiurufutsume ed esplose.
    -Ah. Vediamo come te la cavi ora: Maledict Scream!-
    Un rumore assordante, simile al verso di un’aquila, costrinse Nybe a tapparsi le orecchie. Dato che aveva lasciato la presa alla spada per tapparsi le orecchie, Makaiurufutsume iniziò a fluttuare.
    -Incredibile. Come ci sei riuscito?- si chiese Malcolm.
    In questo modo smise di usare il Maledict Scream e Nybe poté riprendersi.
    -Ah! Non ti permetto di riprenderti!-
    Ormai era troppo tardi, perché Nybe riafferrò Makaiurufutsume utilizzando le onde energetiche a boomerang contro il suo avversario che, però, scansò con facilità.
    -Se è così che la metti…-
    Le ali alle sue spalle s’illuminarono di arancione e si gettò in picchiata.
    -Damned Wings!-
    Il colpo andò a segno ma Nybe non subì alcun danno.
    -Non so come tu abbia fatto, ma adesso…-
    -Adesso è il mio turno! North Star Collapse!-
    Malcolm evitò il colpo lasciando Nybe a bocca aperta e senza parole.
    -Non puoi sperare di fregare sempre tutti in questo modo.-
    -…-
    -Ora basta!- disse Malcolm atterrando dolcemente.
    Il suo cosmo cominciò a bruciare e gridò:
    -Hell Devastation!-
    L’esplosione che ne seguì, fece sparire il bosco completamente. Nybe, però, era stato protetto dalla barriera di Makaiurufutsume.
    -Maledetto schifoso. Il mio Hell Scream penetrerà la tua dannata barriera e morirai.-
    Makaiurufutsume fece sparire la barriera, uscì dal fodero e ordinò al suo padrone di colpirla. Lui eseguì, ma Malcolm spiccò il volo e la evitò.
    -Idiota!-
    -Credo che l’idiota sia tu!-
    -Cos…?-
    Non appena si voltò, riuscì appena a vedere Makaiurufutsume perché poi lo decapitò.

    Spoiler:  





    Capitolo 12: Il Guardiano Del Portone






    Il castello era poco lontano da Nybe. Egli fece un gran sospiro e si avviò senza timore nel posto presieduto dal suo vecchio padrone. Non appena arrivò davanti al portone sorrise.
    -Sapevo che avrebbero scelto te come guardiano. Hai le tipiche dimensioni del buttafuori, quindi sei più che appropriato.-
    Stava parlando con Joshua di Wendigo della Chifuteki Sei (Stella della Terra Intrepida), uno specter che aveva le stesse dimensioni di Aldebaran, se proprio bisognava fare un paragone. Anche lui, come Cube o Malcolm, aveva un elmo che gli copriva tutta la testa e che impediva di vedere il colore dei suoi occhi e capelli. Solo la sua età si riusciva, più o meno, a stabilire dal suo timbro di voce: circa una trentina.
    -Mi fa davvero senso vederti… Non ti lascerò mai entrare. Morirai qui.-
    -Fatti sotto!-
    Nybe si pentì amaramente di avergli fatto quell’invito, perché Joshua lo sorprese con uno scatto fulmineo, incredibile per uno della sua stazza, e gli diede una violenta spallata che lo scaraventò a terra.
    -Alzati, rifiuto organico.- disse afferrandolo per il collo e sollevandolo.
    Nybe stava per sguainare Makaiurufutsume, ma Joshua lo scaraventò con violenza a terra. Non contento, iniziò a prenderlo a pedate. E non erano affatto piacevoli.
    -Bah… vieni piccolino, fatti abbracciare.-
    Detto questo, lo prese tra le sue braccia iniziando a stringere con tutta la sua forza e Nybe urlò tutto il suo dolore.
    -Le urla delle mie vittime sono musica per me.-
    -B… ********!-
    -Non ti va bene il mio amoroso affetto? E allora…-
    Lo lanciò in aria con forza, mentre iniziava a bruciare il suo cosmo bianco e freddo come il ghiaccio, e urlò:
    -Brutish Punch!-
    Il colpo andò a segno, ma rimase di sale quando vide che il suo nemico era avvolto da una barriera rossa.
    -Ecco come sei riuscito a sopravvivere fino adesso. Sei un ********.-
    Nybe atterrò dolcemente a terra e la barriera scomparve.
    -A… adesso è il mio turno.- disse a fatica.
    -Tsk! Ne sei proprio convinto? Utilizzerò il mio pugno al massimo. Vedrai se poi la tua barriera ti salverà.-
    Joshua mantenne la promessa. Iniziò a bruciare il suo cosmo e lanciò il colpo alla massima potenza. La barriera si frantumò come vetro e Nybe fu scaraventato lontano. Quando il grosso specter si avvicinò per controllare il risultato del suo lavoro, rimase di nuovo di stucco perché il corpo della sua vittima era ancora vivo e la surplice era intatta.
    -E io che credevo di averti fatto a pezzi!-
    Nybe si rialzò e gli sorrise. Questo fece infuriare Joshua che gli diede prima un pugno in pancia, poi gli prese il collo avvicinandolo a sé, gli diede una fortissima testata e lo lasciò.
    -Stavolta ti…-
    -Adesso basta. Sono io che ti ammazzo, bestia!-
    Sguainò Makaiurufutsume, spiccò un salto e si preparò a tagliarlo in due verticalmente, ma con sua sorpresa, Joshua parò il colpo afferrando la lama unendo entrambe le mani. Questa tecnica di arti marziali, in Giappone, è chiamata Shinken Shirahadori.
    -Sorpreso?- chiese Joshua.
    -I… Incredibile!-
    Espandendo il suo gelido cosmo, Nybe fu scagliato poco distante da lui.
    -Dannazione…-
    Makaiurufutsume scivolò dalla sua mano e iniziò a fluttuare. Nybe capì al volo e colpì l’impugnatura con un pugno. Joshua, però, la scansò.
    -Poverino, mi hai mancato…- gli disse.
    -Non ne sarei tanto sicuro.- disse Nybe con un sorriso.
    -Mmmh?-
    Makaiurufutsume lo tagliò in due verticalmente senza dargli il tempo di capire cosa accadeva e tornò dal suo padrone.
    -Abbiamo ottenuto il permesso di entrare, finalmente.-

    Spoiler:  





    Capitolo 13: Dentro Il Castello






    Una volta dentro, corse a perdifiato per raggiungere la stanza della voragine che conduce nel mondo dei morti per sigillarla.
    -Dove stai andando?- chiese Makaiurufutsume.
    -Nella stanza della voragine che conduce nel mondo dei morti per chiuderla e impedire che Aiacos e Minos, con i loro soldati, diano manforte a Radamantis e Hades.- rispose Nybe.
    -Perché, non ti fidi di noi? Pensi che non riusciremo a sconfiggere anche loro?-
    -No, non è questo. Però meno ostacoli abbiamo meglio è, no?-
    All’improvviso, quando era quasi arrivato nella stanza del lucernario, una lunga falce lo stava per colpire, ma la evitò per un soffio.
    -Questa è…-
    -Dove credi di andare, traditore?- gli chiese Neil di Black Widow, lo specter che aveva ucciso Milo, che camminava su una parete proprio come un ragno.
    -Non ho tempo da perdere in spiegazioni, Neil!-
    L’elmo, con gli occhi tondi color verde, era a diadema, anche se copriva molto di più della maggior parte di pezzi di quel tipo. Rappresentava la testa del ragno, il cui muso, occhi e due piccole zanne proteggevano la fronte e parte del cranio. I coprispalla erano composti da tre strati come quelli di Malcolm e, un’ultima particolarità della sua surplice, era che dietro la schiena c’erano otto, quattro per ogni lato, lunghe falci, che si allungavano con il pensiero, e il curioso disegno rosso, a forma di clessidra, tipico della vedova nera. I suoi occhi e i capelli lunghi fino alle spalle erano rispettivamente castani e lilla.
    -Se vuoi entrare in quella stanza, dovrai prima uccidermi.- disse dopo essere atterrato.
    Nybe, senza dire una parola, sguainò Makaiurufutsume.
    -Tsk! Ti servirà a poco quella!-
    Due falci la colpirono facendola volare via.
    -E ora…-
    -North Star Collapse!- urlò Nybe interrompendolo.
    Aveva lanciato il colpo diversamente dal solito. L’aveva lanciato come il Lightning Plasma di Aiolia e aveva distrutto le falci senza però colpire Neil che lo evitò attaccandosi al muro.
    -Maledetto. Visto che hai distrutto due miei Black Claws, prendi questo… Black Widow’s Net!-
    Dal suo pugno destro lanciò un’onda viola che, nonostante Nybe la evitò con un salto laterale, lo seguì, lo prese in pieno e magicamente si ritrovò paralizzato in una grossa ragnatela di energia viola. Tela che, con una rapidità incredibile, gli face mancare le forze.
    -Uh… mi sento… debole… che tu sia… maledetto…-
    -Buah ah, ah, ah, ah, ah! Se non tradivi non ti succedeva.-
    Le forze iniziarono ad abbandonarlo sempre più, tanto che sembrò svenire per un attimo.
    -Bene, ormai sei bello pronto per essere ucciso. Preparati!-
    In quel preciso momento, il corpo di Nybe iniziò a brillare di rosso, la tela scomparve e Makaiurufutsume si mise al suo fianco per difenderlo.
    -Wow. La tua spada si muove da sola. Che forza!-
    Non appena Nybe si rialzò, aveva riacquistato le sue forze.
    -Co… come hai fatto?-
    Makaiurufutsume, senza preavviso, lanciò le onde a boomerang contro le falci rimaste distruggendole.
    -Dannata spada!- urlò Neil.
    -Preparati a morire, caro Neil!- disse Nybe.
    -Stupido…-
    Gli diede le spalle e il disegno a forma di clessidra iniziò a brillare.
    -Ah!-
    -Red Hourglass!-
    L’esplosione che ne seguì, non causò il minimo danno al castello grazie alla barriera invisibile creata dal cosmo di Hades. Neil sorrise soddisfatto, ma quando si voltò, e vide il suo nemico avvolto in una barriera rossa, s’infuriò come mai in vita sua.
    -Raffredda i bollenti spiriti.- disse Nybe.
    Non appena la barriera scomparve, Neil ne approfittò e con uno scatto fulmineo tentò di dargli un pugno, ma Nybe lo parò e gli diede prima un calcio sul mento e poi un altro allo stomaco allontanandolo un poco da lui. Makaiurufutsume andò in alto e il suo padrone capì al volo. Saltò, colpì l’impugnatura e la Firmament Decapitation andò a segno aggiungendo nuovo sangue. Rimessa nel fodero, Nybe stava per aprire la porta della stanza, ma una voce lo arrestò.
    -Non puoi ancora entrare lì. Ci sono io adesso!-

    Spoiler:  




    Capitolo 14: Akira Di Amon






    Nybe si voltò verso il suo interlocutore ed ebbe un leggero senso di disagio. Aveva davanti Akira di Amon della Chisue Sei (Stella Della Terra Del Futuro). Amon era uno dei demoni più potenti dell’inferno. L’elmo rappresentava la sua testa, un barbagianni, e anche il suo, come quello di Molok, gli copriva metà testa, i bracciali erano come quelli di Jil e Pharaoh, i coprispalla semplicemente triangolari e i pezzi restanti avevano un aspetto squamoso.
    -Sono un po’ stanco, Akira. Perché non chiudi un occhio per stavolta?- gli chiese scherzosamente.
    -Oh, se vuoi li apro gli occhi, ma per ucciderti! Amon Eyes!-
    Gli occhi del suo elmo s’illuminarono provocando un’esplosione tanto improvvisa da impedire a Makaiurufutsume di creare la barriera. Fortunatamente, Nybe non subì alcun danno. Akira rimase allibito.
    -Non ho idea di come te la sia cavata contro il mio colpo migliore, ma non credere che sia l’unico.-
    Nybe, stanco delle sue chiacchiere, cercò di sorprenderlo con un montante, ma lui lo scansò in anticipo come se sapesse benissimo come voleva attaccarlo.
    -Provaci ancora.- lo sfidò lo specter giapponese.
    Nybe non se lo fece dire due volte e attaccò, ma anche quel pugno fu evitato. Provò ancora e ancora, ma ogni colpo era evitato in anticipo. L’abilità di Akira era di saper leggere nel pensiero. Ecco spiegato il perché riusciva ad anticipare le mosse del suo avversario.
    “Ma come diavolo fa a evitarli? È come se mi leggesse nel pensiero.” pensò Nybe.
    -Hai indovinato!- disse Akira sorridendo soddisfatto.
    -Ah… maledetto!-
    -Uh, uh, uh. Ora cosa vuoi fare? Qualunque attacco deciderai di usare lo saprò in anticipo.-
    Nybe fece un lungo sospiro e si rilassò.
    -Prova a rileggermi il pensiero, avanti!-
    -Cos’è, una sfida?-
    Akira iniziò a scrutare la sua mente e sbiancò.
    -Non… non c’è nulla. La tua mente è completamente vuota. Maledetto. Hai…-
    -Proprio così, ho vuotato la mia mente da ogni pensiero. Una cosa che aveva già fatto qualcun altro prima di me.-
    A quel punto, Nybe iniziò a colpirlo con tutti quei calci e pugni che non era riuscito a dargli.
    -Dannazione. Non credere che sia finita qua. Ho altre frecce nel mio arco. Fierce Claws!-
    Il colpo, lanciato da entrambi i suoi pugni, sembrò essere andato a segno, ma in realtà Nybe lo aveva evitato con un salto e atterrando alle spalle di Akira. Quando si voltò, fu colpito da un violento montante che lo scaraventò lontano.
    -Muori! North Star Collapse!-
    Lo lanciò come aveva fatto contro Neil e Akira fu colpito in pieno. Quando l’elmo si distrusse, poté vedere che era completamente calvo. Una volta morto, Nybe sorrise, ma tornò immediatamente serio quando vide passargli davanti agli occhi una farfalla dagli stessi colori dell’arcobaleno.

    Spoiler:  





    Capitolo 15: Un Vero Amico






    Myu di Papillon era semplicemente davanti a lui che lo fissava a braccia conserte.
    -Ciao Nybe.- disse.
    -Ciao Myu…-
    Come Cube, anche Myu era diventato il suo miglior amico. Quando si erano conosciuti, nonostante fossero diventati specters, avevano iniziato a parlare di musica e scoprendo di amare lo stesso genere musicale, il Progressive Rock, erano diventati subito amici.
    -Non mi sarei mai aspettato che tu tradissi… Perché lo hai fatto?- gli chiese l’amico con sincerità.
    Non c’era rimprovero nelle sue parole, ma solo delusione e amarezza.
    -Forse è un discorso complicato, ma è perché mi ero innamorato di una ragazza. Purtroppo, per ordine di Hades, mi è stata portata via per sempre.-
    Myu rimase zitto.
    -Per questo ho giurato vendetta e sono qui. Per uccidere Hades.-
    -Dovrai vedertela con me, lo sai questo?-
    -Certo. E mi spiace. Dopo Cube sono costretto a uccidere anche te…-
    Gli occhi di Nybe iniziarono a lacrimare.
    -Anche a me dispiace… e non sai quanto!- disse anche lui tra le lacrime.
    Nybe fu molto sorpreso da questo fatto. Myu era lo specter più potente tra quelli nell’armata di Radamantis, tanto da essere temuto e rispettato da tutti, compresi Aiacos, Minos e rispettivi soldati. All’improvviso, notò innumerevoli fairy, le farfalle del mondo dei morti, svolazzargli intorno. Fece in tempo a emettere un’esclamazione di stupore, quando Myu sollevò il braccio destro gridando:
    -Fairy Thronging!-
    Ci fu un’esplosione. Non appena il polverone svanì, Myu rimase di sasso. Nybe era protetto da una barriera rossa.
    -Ecco come sei riuscito a sopravvivere fino adesso. Prima o poi, però, dovrai uscire da lì e così le mie fairy che stanno svolazzando attorno alla barriera ti condurranno nel mondo dei morti.- gli disse.
    Nybe non disse nulla, ma aveva ragione. Doveva studiare una tattica. Ci pensò su qualche secondo, poi fece svanire la barriera e con uno scatto fulmineo diede un violento pugno sul viso del suo amico buttandolo a terra. Nel frattempo, le fairy iniziarono a radunarsi attorno al suo corpo.
    -Tu non puoi fare niente?- bisbigliò a Makaiurufutsume.
    -Non possiamo distruggere le fairy. Ci spiace…-
    -Non fa niente, tranquillo…-
    Myu si rialzò nel frattempo e si massaggiò la guancia.
    -Bel modo di trattare gli amici.- lo rimproverò.
    -Senti chi parla…-
    Le fairy continuavano a svolazzare intorno a Nybe e, a quel punto, Myu usò il Fairy Thronging così velocemente che Nybe non riuscì a usare la barriera. Sembrava finita, questa volta, e invece era ancora vivo con sommo stupore del suo amico.
    -Che fortuna sfacciata che hai…- disse.
    Sollevò il braccio per lanciarne un terzo, ma di colpo, come un flash, gli ritornò in mente come si erano conosciuti. Tutti gli specters, al seguito di Radamantis, si trovavano in una grande stanza in attesa di essere scelti per la missione al Santuario. Dato che lui e Nybe erano gli ultimi della fila, Myu iniziò a fischiettare piano un motivetto.
    -21st Century Schizoid Man, dei King Crimson, dal album del 1968 In The Court Of The Crimson King!- sussurrò Nybe.
    Myu sorrise e divennero così grandi amici. Questo ricordo gi fece abbassare il braccio, guardò Nybe sorridendogli e iniziò a fischiettare.
    -Cos’è, un test? Se non rispondo bene, mi ucciderai?- gli chiese quando si riprese.
    -È difficile che tu non la conosca. Dillo senza paura.- disse sorridendo.
    -Gates Of Delirium degli Yes, dall’album Relayer del 1974!-
    -Risposta esatta, amico mio!-
    Gli tese la mano per aiutarlo ad alzarsi.
    -Credo che ora, Hades bollerà anche me come traditore, ma chi se ne frega?-
    Nybe sorrise e si diressero verso la porta della stanza con il lucernario.




    Capitolo 16: Tripla Potenza






    Una volta aperta, si ritrovarono davanti, al centro della stanza, proprio sotto il lucernario, Kujo di Bael della Chisanruida Sei (Stella Della Tripla Terra).
    -Ah! Non ne bastava uno. Adesso pure tu, Myu? Vi farò pentire di essere nati e di aver tradito!- disse vedendoli.
    Bael era un grosso serpente tricefalo e, infatti, i coprispalla e l’elmo della sua surplice ne rappresentavano le tre teste.
    -Lo lasci a me?- chiese Myu all’amico.
    -Tutto tuo.- gli rispose sorridendo.
    -Siete degli idioti! Triple Fang!-
    Tre onde energetiche, dalla forma di serpenti con la bocca spalancata, lanciate dai due pugni e dagli occhi dell’elmo, si diressero a tutta velocità verso i due traditori che, però, le evitarono con un salto atterrando alle spalle di Kujo. Lui sorrise e li sorprese entrambi con una gomitata per poi colpirli con calci rotanti e stenderli.
    -Preparati a morire Nybe. Tu sarai il primo, visto che per primo hai tradito.-
    -You want some? Come get some!- disse lui.
    Kujo lanciò di nuovo la sua Triple Fang, ma Nybe tagliò le onde con un solo fendente.
    -Maledetto!-
    Makaiurufutsume gli fu lanciata contro, ma la evitò facilmente. Almeno così credeva, perché tornò indietro e si ritrovò con il coprispalla sinistro infilzato.
    -Ma come…? L’avevo evitata.-
    -Quella spada è viva, amico mio. E tu gli hai donato, involontariamente, il tuo sangue.-
    -Non sono un’agenzia per donazioni di sangue io!-
    -E invece sì!-
    Non appena Makaiurufutsume si staccò dalla sua spalla, la colpì con una semplice onda energetica bianca scagliandola lontano.
    -Ora sei senza denti, lupastro!-
    All’improvviso, fu colpito da un calcio. Era Myu.
    -Lascialo a me, per favore.-
    -È tutto tuo!-
    Myu iniziò a espandere il suo cosmo e anche Kujo fece altrettanto, mentre alle sue spalle comparve la figura di Bael.
    -Guarda dietro di te, una scimmia a tre teste!- disse Myu.
    -Ah, ah, ah, che spiritoso.-
    Con un altro scatto veloce, Myu lo colpì prima con un pugno e poi con un altro violento calcio stendendolo.
    -Che tu, anzi, che voi, siate dannati!-
    Di colpo rimase come pietrificato dal terrore, vedendo innumerevoli fairy intorno a lui.
    -N… no! Non puoi farmi questo.-
    -E perché no? Sono o non sono un traditore?-
    -Triple…-
    -Fairy Thronging!-
    Una piccola esplosione e Kujo era sparito.
    -In allerta. C’è un altro specter qui dentro che nascondeva bene la sua presenza!-
    Nybe non fece in tempo a dire all’amico quello che Makaiurufutsume gli aveva riferito, che vide una figura oscura colpirlo e stenderlo. La figura dai lunghi capelli si rivelò e gli sorrise.
    -Ciao!- gli disse semplicemente.
    -Silla…- disse Nybe sbiancando in volto.

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    Capitolo 17: Un Altro Tradimento






    -Ma guarda com’è strana la vita. Due dei miei tre migliori compagni di lotta diventati traditori del Sommo Hades. È un peccato…-
    Silla di Banshee della Tenuragiri Sei (Stella Del Cielo Traditore), era un altro specter che, insieme a Cube e Myu, erano diventati grandi amici di Nybe. Era una giovane ragazza di diciannove anni con lunghi capelli argentati e occhi porpora, la sua surplice aveva l’aspetto di un lungo abito da sposa nero. Inoltre, non possedeva alcun elmo di protezione.
    -Già. È un peccato che io fossi al servizio di una divinità simile. Dovrei solo che vergognarmi.- disse Nybe.
    -L’unica cosa di cui ti puoi vergognare è il fatto di aver tradito. Non ti perdonerò mai per questo.-
    Nybe avrebbe preferito non combattere con lei. Non solo perché erano amici, ma perché era una ragazza. Era come se avesse alzato le mani su Iris, e questo non gli andava affatto.
    -Banshee Scream!-
    Un urlo tanto acuto e assordante, costrinse Nybe a tapparsi le orecchie, mentre sentì le forze abbandonarlo lentamente. Quando l’urlo cessò, cadde a terra svenuto. Silla gli si avvicinò e lo afferrò per vederlo in faccia.
    -Tu… razza di…-
    Stava per colpirlo, quando lo sentì dire nel delirio:
    -Iris…-
    Silla rimase come scioccata. Nybe si riprese, dopo che una piccola goccia d’acqua gli bagnò il viso. Non era acqua in realtà ma lacrime. Silla era in piedi che lo guardava piangendo.
    -Perché piangi?- le chiese.
    -Rispondi prima tu: chi è Iris?-
    Nybe si alzò e le rispose con lo sguardo abbassato.
    -Era una ragazza che ho conosciuto. Un raggio di sole che ha illuminato il mio cuore buio e che Valentine mi ha portato via.-
    -Era… era bella?- chiese Silla ancora tra le lacrime.
    -Sì. Come te.-
    Queste parole le fecero spalancare gli occhi.
    -Se… se credi che questo ti salvi dalla morte, ti sbagli.-
    -E allora uccidimi, che aspetti?-
    La ragazza alzò un braccio al cielo, ma iniziò a tremare e continuò a piangere.
    -Non è che tu… ti sei innamorata di me?-
    -S… sta zitto. Non è come pensi…-
    Nybe la afferrò tirandola a sé e la sorprese con un passionale bacio che all’inizio la lasciò tesa, poi si sciolse e chiuse gli occhi.
    -Sappi che io non ti avrei mai uccisa. Sia per l’amicizia che ci lega, sia per il fatto che sei una ragazza.- le disse a bacio finito.
    -Però non ti sei fatto alcuno scrupolo a uccidere Cube.- lo rimproverò lei.
    -È solo colpa sua se ha scelto la morte.-
    Lei abbassò la testa per poi abbracciarlo.
    -Ti voglio bene.- le sussurrò.
    -Anch’io!-
    -Ma che bel quadretto. Sentivamo che pure tu avresti tradito prima o poi. Del resto, il cielo della tua stella parla chiaro.- dissero tre voci.
    -Toh, guarda chi si vede. Il “diabolico trio”.- disse Nybe.

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    Capitolo 18: Axel, Rudi E Pell






    Il “Diabolico Trio”, come l’aveva sempre chiamato Nybe, erano tre specters che combattevano sempre insieme. Erano Axel di Fallen Angel della Tengiman Sei (Stella Del Cielo Degli Inganni), Rudi di Balam della Tenarai Sei (Stella Del Cielo Selvaggio) e Pell di Lamia della Tenyudoku Sei (Stella Del Cielo Velenoso), il secondo specter femminile al servizio di Radamantis. La surplice di Axel aveva l’aspetto di una lunga tunica, alle spalle spuntavano ali da pipistrello, l’elmo era come quello di Jil e i suoi occhi erano verdi, mentre i capelli erano castani e raccolti in una lunga treccia. Quella di Rudi aveva un elmo simile a quello di Shura, ma senza le corna, mentre i coprispalle erano diversi l’uno dall’altro. Quello di destra aveva la forma della testa di un toro, mentre l’altro della testa di un montone. I suoi occhi erano blu. Infine, Pell, aveva un surplice dalle fattezze femminili e squamoso proprio come Lamia. Anche lei, come Silla, non aveva alcun elmo. O almeno, non come quelli dei suoi colleghi, ma più simile al diadema a cerchietto di June e i suoi occhi erano blu e i capelli corvini.
    -Ma guarda gli strani casi della vita. Noi siamo in tre, con una ragazza, proprio come loro.- disse Myu divertito.
    Axel e gli altri iniziarono a ridere, dopodiché scelsero il loro avversario. Pell, ovviamente, scelse Silla, Myu fu scelto da Axel e a Nybe toccò Rudi. Axel iniziò a fluttuare, mentre le sue ali s’illuminarono di verde.
    -Muori!- disse.
    In un lampo, si gettò in picchiata verso il suo nemico che prese il suo colpo, chiamato Fallen Wings, in pieno. La botta lo aveva scagliato poco lontano e gli aveva distrutto non poco la surplice. Eppure, era ancora vivo.
    -Tenace.- disse Axel atterrandogli davanti e iniziando a prenderlo a calci sullo stomaco.
    Gli afferrò i capelli, lo lanciò in aria e gli lanciò un’onda energetica a spirale.
    -Fallen Spiral!- gridò.
    La surplice di papillon finì completamente in pezzi, ma Myu si rialzò. A fatica, ma si rialzò.
    -Come diavolo fai a rialzarti? Tu non sei normale!-
    -Come te, guarda!-
    -Taci! Fallen…-
    Non finì la frase perché vide le fairy svolazzargli attorno.
    -Mpf. Credi di essere così veloce da usare il tuo colpo? Poi sei mezzo morto…-
    -Mi stai un tantino sottovalutando, amico.-
    -Silenzio. Fallen Spi…-
    -Fairy Thronging!-
    Axel fu investito dall’esplosione e morì senza neanche accorgersene. Myu sorrise e cadde a terra svenuto.
    -Ah. Maledetto Myu!- gridarono Rudi e Pell.
    Silla e Nybe li colpirono dicendogli di non distrarsi. Pell, furiosa, la colpì con il suo braccio teso buttandola a terra. Poi le afferrò le spalle cominciando a stringere con forza, nonostante la protezione della surplice, e le sue mani iniziarono a brillare di rosso. Silla poco a poco iniziò a sentirsi stanca. Come se le sue forze la stavano abbandonando.
    -Ti piace questa sensazione? Ringrazia il mio Vampiric Drain!- le disse.
    -D… dannata…-
    Con le poche forze che aveva, le diede una testata sufficientemente forte da farle mollare la presa. Nonostante le girasse la testa, si alzò e le diede un calcio sul mento buttandola a terra.
    -Mi… mi sento svenire… sei una brutta…-
    -Attenta a come parli. Tu non sei certo da meno.-
    Silla sorrise e, come se avesse recuperato tutte le forze in un colpo solo, le diede un pugno sul viso, poi altri e infine chiuse con un calcio rotante. Pell, a terra, si pulì il sangue sulla bocca, le sorrise e iniziò a cantare con una voce melodiosa, ma assai letale perché era il suo secondo colpo segreto: il Mortal Carol. Silla aveva fatto in tempo ad alzare un dito al cielo prima di tapparsi le orecchie e una pioggia di meteore incandescenti cadde violentemente addosso a Pell uccidendola. Era il colpo Incandescent Rain. Silla si girò verso Nybe e poi cadde a terra svenuta.
    -Maledetti. Vendicherò i miei compagni.- disse Rudi.
    -Stavo per dire la stessa cosa.- disse Nybe.
    -Sta zitto. Violent Crash!-
    Gli occhi del toro s’illuminarono e un’onda energetica rossa lo stava per colpire, ma si era protetto tempestivamente con la barriera.
    -Ah, è così che la metti? Devastating Impact!-
    Stavolta furono gli occhi del montone a illuminarsi e un’onda energetica blu colpì la barriera distruggendola e lasciando Nybe molto sorpreso. Con uno scatto fulmineo, Rudi lo colpì con un violento pugno allo stomaco che lo sollevò leggermente da terra per poi stenderlo con un manrovescio.
    -Hai ucciso troppi specters, ma ora è arrivato il momento di saldare il conto.-
    -In contanti o basta l’assegno?-
    -Fai pure lo spiritoso finché hai fiato per farlo, perché tra poco non respirerai più.-
    -Sto tremando come una fogliolina.-
    Rudi non sopportò più oltre e gridò:
    -Demolisher Shock!-
    Dalla sua mano sinistra lanciò un’onda energetica arancione, Nybe sguainò, con la sua solita rapidità, Makaiurufutsume e la tagliò.
    -Ah. Maledetto.-
    Nybe sorrise e rimise la katana al suo posto.
    -Come sempre, non vi accorgete di essere già morti.-
    -Di che cosa stai…? AH!-
    Anche lui finì sbudellato come Doko e Jil. Una volta morto, Nybe si avvicinò a Myu che riuscì a dirgli di non pensare a lui e la stessa cosa gli disse Silla. Con un velo di tristezza, si ritrovò di nuovo a combattere da solo.

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    Capitolo 19: Il Cherubino Infernale






    Non appena aprì la porta della stanza con la voragine, fu colpito da un forte pugno sul viso che lo gettò a terra.
    -Dove credi di andare? L’accesso è proibito ai non addetti ai lavori.-
    Era Bark di Hell Cherub della Tennaku Sei (Stella Del Cielo Piangente). Come diceva il nome, i cherubini non c’erano solo in paradiso, ma anche all’inferno. L’unica differenza era che i cherubini infernali avevano, al posto delle gambe, un corpo di mosca. Proprio per questo, il surplice di Bark sembrava una versione oscura, ma molto più coprente, del silver cloth della mosca. Anche lui non possedeva l’elmo e i suoi capelli corti erano castani e i suoi occhi nocciola.
    -Beh, chiedo il permesso di entrare. Ho i miei diritti.- disse Nybe.
    -Tu parli troppo. Evil Death!-
    Il colpo andò a segno, ma per la sua solita fortuna, Nybe ne uscì illeso.
    -Impressionante.-
    -Non immagini quante volte l’ho sentito dire.-
    Bark scattò e gli diede una ginocchiata, lo afferrò per il collo, lo sollevò da terra e lo lanciò contro una parete.
    -Vieni qua, che la lezione di dolore non è finita. C’è l’esame finale!-
    Nybe sguainò Makaiurufutsume, ma Bark la fece volare via con un calcio.
    -Niente armi al di fuori dei calci e dei pugni.- gli disse.
    -Come vuoi!-
    E gli diede un montante incredibile. Bark si rialzò sorridendo, come a voler fargli capire che con quel colpo lo aveva solo fatto ridere.
    -Che ridi?-
    Senza rispondergli, lanciò l’Evil Death ma Nybe lo evitò per un pelo. Atterrò alle spalle del suo avversario, ma Bark lo sorprese con un colpo di tacco sui gioielli di famiglia che lo costrinse a inginocchiarsi.
    -Fai bene a inchinarti davanti a noi. Sei finito ormai.-
    All’improvviso, innumerevoli boomerang di energia rossi lo colpirono provocandogli molte crepe sulla surplice.
    -Chi diavolo è?-
    Quando vide Makaiurufutsume fluttuare, rimase senza parole. Quell’attimo di distrazione, fu sufficiente a consentire la ripresa di Nybe che diede una testata allo stomaco di Bark, per poi afferrargli la vita con entrambe le braccia e gettarlo di testa all’indietro. Molto probabilmente, lo specter si pentì di non avere, in quel momento, un elmo. Nybe si rialzò e aspettò che anche Bark facesse altrettanto.
    -Tu e quella dannata spada. Io vi disintegro.-
    -Com’è che mi avevi detto prima? Tu parli troppo.-
    Senza dargli il tempo di reagire, Nybe lanciò la North Star Collapse uccidendolo.
    -Ora basta. Devo distruggere quella dannata voragine!-
    Detto questo, riprese Makaiurufutsume e si avviò all’interno della stanza.

    Spoiler:  





    Capitolo 20: Dopo La Tripla Potenza…






    L’immensa voragine che conduce nel mondo dei morti, era al centro ed era come se dominasse sull’intera stanza.
    -Bene. Ora basterebbe distruggere il soffitto per tapparla… o forse bisognerebbe distruggere l’intero castello. Il che, è la soluzione migliore direi.-
    -Tu non farai un fico secco, bello mio.- disse una voce alle sue spalle.
    -Sander di Ettin della Tenbai Sei (Stella del Cielo Doppio)! Da quanto tempo sei qui?-
    -Fregatene, ora morirai.-
    Il surplice di Sander rappresentava, appunto, l’Ettin, una specie di orco a due teste. Il coprispalla destro era sormontato da tre spuntoni metallici perpendicolari a forma di cono, orizzontale e leggermente concavo. L’altro aveva la stessa forma dell’elmo. Una testa di orco con un lungo corno adunco sulla fronte. A Nybe, la corporatura di Sanders e l’aspetto della sua surplice, gli ricordavano Gigant.
    -Cosa guardi, immondizia che non sei altro?- gli chiese.
    -Te. Non ricordavo che fossi così brutto. Un cesso ha molto più fascino.-
    -Bravo, insulta pure. Poi non piangere quando ti spezzerò le ossa lentamente come se fossero stuzzicadenti.-
    Detto questo, iniziò a bruciare il suo cosmo e la figura dell’Ettin comparve alle sue spalle.
    -Ora conoscerai la forza del mio colpo. Ettin Punch!-
    Nybe sguainò Makaiurufutsume e distrusse l’onda energetica.
    -Ah, dannato.-
    Con uno scatto fulmineo lo colpì con una violenta spallata. Lo colpì con la spalla sinistra, quindi il corno gli perforò con facilità il pettorale e la carne ma senza, per fortuna, raggiungere punti vitali. Questo non gli impedì, però, di sputar sangue.
    -Senti dolore? Fa male?-
    -Non sai… quanto… brutto…-
    Non finì l’insulto perché Sander lo colpì con un pugno allo stomaco e poi un calcio che lo buttò a terra.
    -E ora…-
    Makaiurufutsume, che era caduta dopo la spallata nemica, tornò al fianco di Nybe, mentre Sander rimase, come molti, sorpreso. Nybe la afferrò, la lanciò in aria per poi colpirla. La Firmament Decapitation andò a segno, Makaiurufutsume tornò dal suo padrone e un altro specter fu sconfitto. Nonostante tutto, la ferita provocata dalla cornata si fece sentire e s’inginocchiò.
    -Non hai una bella cera. Ora ci penso io a darti la cura definitiva.-
    Nybe rimase sorpreso, ma non più di tanto, nel sentire quella voce.
    -Il capitano dei soldati semplici è arrivato.- disse.




    Capitolo 21: Il Capo Dei Soldati Semplici






    Ogni dio che si reincarnava aveva al suo servizio, oltre ai guerrieri fedeli sin dall’era mitologica, molti soldati semplici. Quelli di Hades avevano tutti la surplice di Skeleton. Il capo che guidava questi soldati era uno specter molto potente: Lawrence di King Skeleton della Tenchishi Sei (Stella Del Cielo Mortale). La sua surplice era identica a quella dei soldati semplici, solo l’elmo era diverso. Aveva l’aspetto di un vero e proprio teschio e copriva tutta la testa.
    -Non sto male come pensi, caro Lawrence.- disse Nybe.
    -Ma davvero? Da quel che vedo non si direbbe.-
    Il corpo di Nybe iniziò a brillare di rosso e si alzò come se non fosse stato mai colpito.
    -Mmmh… non so come tu abbia fatto, ma non importa. Quello che importa è farti fuori.-
    -Sai, il tuo nome mi fa venir voglia di chiamarti “Palla Di Lardo” anche se non lo sei.-
    Lawrence sorrise, ma non si poteva vedere a causa dell’elmo, e iniziò a bruciare il suo cosmo. Era davvero notevole. Non poteva non essere il capo dei soldati semplici in fondo. Nybe sguainò Makaiurufutsume e lanciò le onde a boomerang. Lawrence sorrise di nuovo e disse:
    -Skull Eyes!-
    Le orbite oscure del suo elmo s’illuminarono e il colpo investì Nybe in pieno. Quando vide che era ancora vivo, s’infuriò parecchio.
    -Come osi restare in vita?-
    Corse verso di lui e iniziò a colpirlo con innumerevoli calci. Makaiurufutsume intervenne e gli infilzò la gamba sinistra.
    -Argh!-
    Nybe si rialzò e lo colpì con un calcio rotante buttandolo a terra.
    -Sono stufo di perdere tempo. Chiudiamola qui.-
    -Buffo, stavo per dire la stessa cosa.- disse Lawrence.
    Di nuovo, iniziò a bruciare il suo cosmo e sulla sua fronte apparve magicamente una stella rossa.
    -Che diavolo…?-
    -Skull Star!-
    La barriera comparve, ma il colpo fu tanto potente che andò in frantumi e Nybe fu scagliato contro una parete. Consapevole di non averlo ucciso, si avvicinò a lui. Non appena tentò di dargli un calcio, qualcuno gli mise una mano sulla spalla. Quando si voltò, e vide Silla, rimase sorpreso.
    -Tu!-
    Silla gli diede un calcio rotante buttandolo a terra alla sua destra.
    -Ora sarò io il tuo avversario.- gli disse.
    -Traditrice anche tu. Ti farò a pezzi dopo essermi divertito con te.-
    Silla rise, dopodiché iniziò a strillare. Fortunatamente il suo amato era svenuto, quindi non correva pericoli. Lawrence iniziò a soffrire un po’ ma poi, con molto sforzo, riuscì a lanciare una Skull Star sufficientemente forte da scagliare la sua avversaria lontana e farla smettere di urlare.
    -Adesso… ti faccio strillare in un altro modo!-
    Si avvicinò a lei sfregandosi le mani.
    -Firmament Decapitation!-
    Il grido lo fece voltare giusto il tempo per intravedere Makaiurufutsume che lo decapitava. A battaglia finita, Nybe raggiunse Silla.
    -Non farmi più preoccupare, intesi?- le disse.
    -Questo vale anche per te, sciocchino.- disse lei sorridendogli.
    -Che disgusto.- disse qualcuno.
    -Ecco un altro scocciatore.- disse Nybe sospirando.
    -Lascialo a me, per favore.- disse Silla.
    -Sei sicura?-
    -Sì, tranquillo.-
    -Quanta sicurezza. Vedremo se sarai in grado di sconfiggermi. Io, Dave di Hopper della Tenarashi Sei (Stella Del Cielo Tempestoso)!-




    Capitolo 22: La Distruzione Della Voragine Per Il Regno Dei Morti






    Proprio come diceva il suo nome, la surplice rappresentava una locusta. Anche lui, come Lawrence, aveva un elmo che gli copriva tutta la testa. Silla si gettò verso di lui e lo colpì con una ginocchiata in pieno volto. Dave barcollò per poi darle le spalle.
    -Che diavolo fai?- gli chiese.
    Lui, senza rispondere, saltò per poi colpirla con entrambe le gambe all’indietro. Nybe fu subito tentato di darle una mano, ma decise di intervenire solo quando la situazione si faceva grave. Sussurrò a Makaiurufutsume di scattare, quando glielo avrebbe detto, e infilzare Dave. Dave afferrò Silla per i capelli, la rimise in piedi e iniziò a prenderla a schiaffi.
    -Dillo che ti piace. Tu sei una che ci gode con queste cose.-
    -Vai a farti una lunga passeggiata su un molo corto, brutto idiota!-
    A quella frase, Dave le sorrise, le lasciò i capelli e le diede un calcio tanto forte da spedirla contro una parete. Poi, alzò un dito al cielo.
    -Deadly Tempest!-
    Una pioggia di onde energetiche rosse, stava per investirla ma si salvò utilizzando la sua Incandescent Rain. Avrebbe potuto uccidere facilmente il suo avversario utilizzando il Banshee Scream, ma avrebbe coinvolto anche Nybe e questo non poteva permetterlo, quindi era molto combattuta.
    -Maledetta, i nostri colpi si sono scontrati.-
    -Non mi ucciderai mai così facilmente tesoro.-
    -Vediamo se dici il vero…-
    Dave si precipitò verso di lei con uno scatto fulmineo e le afferrò di nuovo i capelli buttandola a terra.
    -Stavolta morirai sul se…-
    Non finì la frase, perché Silla gli diede un montante che lo sollevò da terra. Quando si rialzò, lanciò l’Incandescent Rain ma Dave fu rapido a riutilizzare di nuovo il suo colpo.
    -Se continuiamo così non finiremo mai.-
    “Ha ragione lui, però… se uso il Banshee Scream…”
    -Non vuoi usare il tuo colpo per paura di uccidere anche quest’altro che ci guarda, non è così?-
    -Ah!- sussultò.
    -Appunto, proprio come pensavo.- le disse sorridendole.
    -Ora, ti farò gridare a modo mio!- aggiunse.
    Le diede una ginocchiata e la buttò di nuovo a terra premendole la testa con il piede. “Ora basta…” pensò Nybe.
    -Hai deciso di usarci?-
    “Eh? Sai leggermi nel pensiero? E perché non me l’hai mai detto?”
    -Perché non ce l’hai mai chiesto!-
    “Bah, sei hai capito tutto, intervieni.”
    Makaiurufutsume uscì dal fodero e decapitò Dave mentre era impegnato. Nybe si avvicinò a Silla e le tese la mano sorridendogli.
    -Mpf. Avrei potuto sconfiggerlo benissimo da sola.- gli disse in tono quasi serio.
    -Non lo metto in dubbio.- le sorrise.
    -Ora che farai? Come pensi di chiudere la voragine?-
    -Pensavo di far crollare il soffitto.-
    -È una scemenza.- disse Makaiurufutsume che non era tornata al suo posto, ma gli fluttuava accanto.
    “E allora cosa pensi di fare?”
    Makaiurufutsume si gettò a tutta velocità all’interno.
    -Ma che diavolo…?-
    Un grosso bagliore verde fuoriuscì da esso e pian piano sulla voragine si formò come un disco di pietra che la chiuse completamente.
    -Fantastico… ma ora che fine hai fatto?- si chiese Nybe.
    -Uh, poverino, hai perso un dente? Meglio, pagherai per aver chiuso il passaggio al regno dei morti. E per il tuo tradimento, anzi, il vostro!-
    -Guarda chi si vede. La lonza, il leone e il lupo!-



    Capitolo 23: Le Tre Fiere






    La lonza, o meglio la lince, il leone e il lupo erano le così dette Fiere come le aveva chiamate Dante Alighieri nella sua Divina Commedia. Lo specter che possedeva tale surplice raffigurante quelle bestie si chiamava Virgilio delle Fiere della Tenyuui Sei (Stella Del Cielo Abile). L’elmo, a casco, aveva la forma della testa di lince, il coprispalla destro aveva la forma della testa di un lupo e quello sinistro di un leone, mentre il bracciale destro era come quello di Nybe e quello sinistro uguale a quello di Pharaoh. I suoi occhi, invece, erano marroni. La sua età era tra i diciotto o i diciannove anni. Senza dire nulla, colpì Silla allo stomaco per poi darle un altro colpo facendola volare addosso una parete.
    -Ah, maledetto.- disse Nybe.
    -A lei penserò dopo. Il vero obbiettivo sei tu. Hai bloccato l’accesso al mondo dei morti così da impedire l’intervento del signor Minos e il signor Aiacos con i loro rispettivi soldati. Sei stato bravo, ma al tempo stesso un idiota, perché l’ira del signor Hades è cresciuta a dismisura.- disse Virgilio.
    -Sai quanto me ne importa? Tra poco non si arrabbierà più perché lo ucciderò.-
    -Senza la tua spada? Però, ne hai di sicurezza.-
    Nybe tornò a essere inquieto. Pochi specters gli provocavano quella sensazione, e anche Virgilio, purtroppo, era tra questi.
    -Morte al traditore. Lion Growl!-
    Mise le mani in una posizione che ricordava la bocca aperta di un leone e sparò un’onda energetica di incredibile potenza. Nybe si ricordò subito di non avere più Makaiurufutsume e lo scansò per un soffio.
    -Bella schivata. Vediamo come te la cavi ora… Wolf Howl!-
    Lanciò un globo di energia dal suo pugno destro, ma anche quello non andò a segno.
    -E fermati una buona volta.-
    -Così tu poi mi colpisci? Non faccio favoritismi!-
    Con un altro movimento agile, Nybe si ritrovò vicinissimo a Virgilio. Grosso errore, perché gli sorrise e...
    -Linx Claws!-
    Un lampo e Nybe fu scaraventato a terra.
    -Perché non sei morto, maledetto?-
    Virgilio iniziò a prenderlo a calci per la rabbia.
    -Non sai quanto mi fa rabbia vederti vivo. Ti farò pentire di non essere crepato quando dovevi.-
    Continuò a colpirlo con una furia animalesca, proprio come le bestie rappresentate dalla sua surplice. Nybe, in effetti, un rammarico ce lo aveva. Non avere Makaiurufutsume al suo fianco, così da amputargli qualche arto o direttamente la testa. All’ennesimo calcio, reagì scansandosi e si alzò.
    -Rimani fermo nella posizione in cui eri, altrimenti…-
    Virgilio non finì la frase perché Nybe gli diede un calcio sul mento per poi prenderlo a sberle. Infuriato, Virgilio parò il montante che gli stava arrivando, diede un calcio allo stomaco del suo avversario, per poi afferrargli la nuca e fargli sbattere violentemente la faccia sul pavimento.
    -Dovrai rifarti il naso adesso. Ah, ah, ah, ah!- gli disse mentre tornò a prenderlo a pedate.
    All’improvviso, Virgilio smise di colpirlo perché Silla si era ripresa e gli aveva stretto le braccia intorno al collo.
    -Lasciami brutta…-
    -Scordatelo, bestia che non sei altro.-
    Virgilio spiccò un salto, per poi buttarsi a terra di schiena costringendo Silla a mollare la presa.
    -E va bene. Se è questo che vuoi, morirete insieme!-
    Virgilio iniziò a bruciare il suo cosmo, mentre alle sue spalle apparivano le minacciose figure della lince, il lupo e il leone.
    -Fiere's Assault!-
    Allargò le braccia e ci fu un’esplosione mostruosa. Quando tutto finì, di Silla non vi era traccia, mentre Nybe era a terra prono. -Ma non è possibile che tu sia ancora vivo. Che devo fare con te?- disse mentre si avvicinava lentamente.
    Quando gli fu vicino, notò come uno squarcio dimensionale che si apriva davanti a lui dal quale uscì Makaiurufutsume che fluttuava.
    -Che diavolo…?-
    Con uno scatto, Makaiurufutsume si diresse verso lo specter amputandogli un braccio.
    -Argh!-
    Il grido fece riprendere Nybe che, quando rivide la sua amata spada, non poté credere ai suoi occhi.
    -Makaiurufutsume, sei tornata!-
    -Noi abbiamo sempre combattuto al tuo fianco e non ti lasceremo mai. Lo sai!-
    -Bastarda di una spada. Stavolta ti disintegrerò insieme al tuo padrone!- gridò Virgilio furioso.
    -Non potrai più usare il tuo colpo, ora che hai perso un braccio.-
    -E chi te lo dice?-
    Alzò il pugno al cielo e gridò:
    -Fiere's Assault!-
    L’esplosione ci fu eccome e fu potente come la prima. La felicità di Virgilio si spense di colpo quando vide Nybe avvolto dalla barriera.
    -No… non posso crederci…-
    La barriera scomparve e, con una rapidità incredibile, Makaiurufutsume si gettò contro il suo avversario mozzandogli la testa di netto che volò per un secondo prima di cadere e rotolare a terra. A battaglia finita, Nybe cercò Silla. Quando la ritrovò, era ancora viva, ma il suo surplice era ormai perduto.
    -Mi… mi spiace.- disse Nybe stringendola forte tra le braccia.
    Lei gli fece una carezza e gli sorrise.
    -Non preoccuparti, la battaglia non è ancora finita. Vai!-
    Si diedero un forte bacio e poi Nybe uscì dalla stanza della voragine. Non fece in tempo a fare qualche passo che subito fu colpito da qualcuno.
    -La vespa ha fame. E ora tu la sazierai!-
    -Ecco, mancavi solo tu guarda!-



    Capitolo 24: Pain! Here Comes The Pain!






    -Fai pure le tue battutine insulse. Quando utilizzerò il mio pungiglione, non avrai più fiato neanche per sbuffare.-
    -E io, quando ti avrò tagliato la testa, non avrai più nulla. Neanche la vita.-
    Steffen di Wasp della Tenrakka Sei (Stella Del Cielo Cadente) era l’unico che aveva una surplice dal colore diverso da quelli dei suoi colleghi. Era a strisce gialle e nere, l’elmo era a maschera e rappresentava la testa della vespa.
    -Preparati a gridare dal dolore. Wasp Sting!-
    Dal dito lanciò un piccolo raggio blu che colpì Nybe alla gamba e, nonostante la protezione del gambale, iniziò a urlare proprio come aveva detto Steffen.
    -Le tue grida di dolore mi riempiono il cuore di una gioia infinita che neanche t’immagini.-
    -Sei un porco…-
    -Porco? Ti sbagli, sono una vespa.-
    Il colpo, purtroppo, era velenoso, e Nybe iniziò a vederci poco e si sentì assalito da una stanchezza incredibile.
    -Qui urge il nostro intervento.-
    Il suo corpo s’illuminò di rosso e si rialzò.
    -Che sorpresa. Vediamo come te la cavi ora.-
    Steffen lanciò innumerevoli raggi dal dito che lo investì come fossero frecce. Ogni volta, però, Makaiurufutsume lo curava.
    -Dannazione!-
    -Adesso basta, mi sono stancato!- disse Nybe.
    -Non dirlo a me!-
    Con uno scatto, colpì Steffen con una ginocchiata allo stomaco, gli diede un montante seguito da una gomitata e un calcio rotante finale che lo stese a terra.
    -North Star Collapse!-
    Il colpo andò a segno e morì.
    -Ora, ne sono rimasti solo due…- disse tra sé mentre pensava all’ultimo specter che lo aspettava, a Radamantis e il Sommo Hades in persona.




    Capitolo 25: Le Volpi Celesti Gemelle






    Si diresse a tutta velocità verso la sala del trono, ma proprio quando era a metà strada, si ritrovò davanti un giovane di diciotto anni che lo aspettava a braccia conserte. -Ti stavo aspettando!- gli disse.
    -Niborg di Silvoxe della Tensouseikitsune Sei (Stella Delle Volpi Celesti Gemelle)…-
    -Sì, è il mio nome. Non lo sciupare.-
    Le Silvoxe erano due volpi argentate dell’inferno e, infatti, la sua surplice era d’argento. Quindi lui era il secondo specter dalla surplice diversa. L’elmo, a casco, rappresentava la testa della volpe e anche il coprispalla destro aveva la stessa forma. L’altro era come quelli di Nybe.
    -Preparati. Stai per sperimentare il potere di Silvoxe!-
    -Non sai quanto sono entusiasta per questa cosa.-
    Il corpo di Niborg iniziò a brillare di una luce argentea come la sua surplice, mentre alle sue spalle comparì la figura di due volpi feroci. La cosa più curiosa, era che il suo corpo emanava scosse elettriche.
    -Questa cosa non mi piace…- disse Nybe.
    -Thunder Bite!-
    Unendo le mani, come faceva Camus nel lanciare l’Aurora Execution, alle sue spalle comparvero le teste delle volpi che spalancarono le fauci e dall’interno fuoriuscì un’onda elettrica che colpì Nybe in pieno senza dargli neanche il tempo di reagire o evitarlo. Finito l’effetto della scossa, non particolarmente potente, s’inginocchiò.
    -Che buon odore che emani. Amo l’odore di carne bruciata.-
    -Maled…-
    Si alzò a fatica e tentò di sguainare Makaiurufutsume, ma Niborg lo anticipò dandogli un calcio che lo sollevò da terra.
    -Non ti lascerò sguainare quella spada.-
    -D’accordo, se è un incontro corpo a corpo che vuoi…- disse rialzandosi.
    Niborg scattò e gli diede una violenta gomitata. A Nybe parve di avvertire una leggera scossa. E non fu l’unico caso. Ogni colpo che subiva, o parava, era seguito da una scossa, come se il corpo del suo avversario fosse avvolto da una scarica elettrica. E alla fine comprese: Silvoxe erano le volpi demoniache del fulmine.
    -Sei sbiancato di colpo. Ti sei finalmente ricordato del mio potere? È troppo tardi ormai!-
    -E chi l’ha detto? Sono ancora in orario!-
    -Certo, come no!-
    Le sue gambe furono avvolte da elettricità facendo indietreggiare Nybe.
    -Electric Cut!-
    Saltò e lo colpì con entrambi i piedi che lo fecero urlare di dolore a causa dell’elettricità che emanavano. Non contento iniziò a prenderlo a calci facendolo urlare ancora di più di prima.
    -Odore di carne bruciata e urla strazianti. Cosa c’è di meglio per rilassarsi?- lo schernì mentre continuava a colpirlo.
    -B… Basta maledetto!-
    Nybe si alzò a fatica.
    -Resistente, ma quanto durerai? I miei colpi non son mica finiti qua.-
    -Ah!-
    Di nuovo il suo corpo fu avvolto come da una miriade di fulmini.
    -Electrical Storm!-
    Come diceva il nome, una tempesta di fulmini cadde contro Nybe che, però, fu avvolto dalla barriera di Makaiurufutsume.
    -Ah, che barone! Così non vale!-
    -In guerra tutto è concesso… e questa è la mia guerra!-
    -Se è così beccati questo…-
    -Eh, no…-
    Nybe, non appena la barriera scomparve, con uno scatto veloce si ritrovò davanti al suo nemico e gli diede un montante. Che fu purtroppo parato e Niborg iniziò a emettere la scossa. Stranamente, Nybe non emise un fiato e lo guardava con aria di sfida.
    -Cos’è quello sguardo? Credi di farmi paura? Posso emettere scariche ancora più potenti.-
    -Provaci!-
    Non se lo fece dire due volte ed eseguì. Non urlò di nuovo, ma quando terminò, emise uno sbuffo e cadde a terra.
    -Idiota. Che volevi dimostrare senza urlare? Di essere un fico? Imbecille!-
    Gli diede le spalle e fece un passo, quando si fermò di colpo.
    -Non è possibile. Non è umano. Nessuno può sopravvivere a una scarica elettrica così potente.- disse girandosi di scatto e guardandolo.
    -Forse hai ragione, non sono umano…- disse Nybe che bruciava intensamente il suo cosmo.
    -Uh… credi di spaventarmi? Sono più forte di te!-
    -Chissà…-
    Detto questo, Nybe lo colpì con un violento pugno senza curarsi della scossa che subì.
    -Tutto qui quello che sai fare? Lascia che ti mostri il mio colpo migliore. È un regalo, accettalo senza complimenti.-
    Nybe fu colto da un brivido, mentre il corpo di Niborg emanava più elettricità di una centrale.
    -Thunder Silver Double Crash!-
    Da entrambe le mani lanciò due grossi lampi che andarono a segno. Nybe cadde a terra e, sicuro della sua vittoria, Niborg iniziò a ridere per poi smettere di colpo.
    -Non vendiamo la pelle dell’orso prima ancora di ucciderlo… devo assicurarmi che il suo cuore non batta più.-
    Si avvicinò e mise il corpo in posizione prona per poi sentire il battito cardiaco.
    -Oh, cavolo… batte ancora?-
    Nybe lo colse di sorpresa con una ginocchiata sulla guancia che lo scaraventò a terra.
    -Brutto… brutto pezzo di… perché non ti decidi a crepare?-
    -Morirò solo quando avrò portato a termine la mia missione.-
    -Tu sei un… un… un imbecille, ecco cosa sei.-
    -Sai quanto me ne importa?-
    -Basta. Questa volta userò tutte le mie forze per farti fuori: Thunder Silver Double Crash!-
    Come aveva detto, aveva usato tutta la sua forza. Così tanta che iniziò a barcollare.
    -Ecco… per colpa tua non posso usarlo una terza perché sono troppo affaticato e se lo faccio…-
    -Morirai? Buono a sapersi!-
    -Ah. Maledetta barriera, maledetta spada e maledetto traditore schifoso!-
    -Chiudiamo il sipario anche su questo scontro, ti va?-
    -Ma stai zitto! Electrical Storm!-
    In realtà non lo lanciò, perché Makaiurufutsume era uscita dal fodero e lo aveva infilzato al petto.
    -L… Lurida…-
    -Addio Niborg. North Star Collapse!-
    Makaiurufutsume tornò dal suo padrone, Niborg fu investito dal colpo e morì.
    -Anche tu sei stato un avversario ostico. Questo lo devo riconoscere…-
    Terminata la lode, continuò la sua corsa finché non si ritrovò davanti al portone della sala del trono. Peccato che ad attenderlo, davanti ad esso, ci fosse lo specter più forte di tutti, colui che possedeva, proprio come Aiacos e Minos, il titolo di “Gigante Del Regno Dei Morti”: il temutissimo Radamantis di Wyvern.

    Spoiler:  





    Capitolo 26: Il Gigante Furioso






    I due specters rimasero a guardarsi per un tempo indefinito, finché fu Radamantis a rompere il silenzio.
    -La domanda che mi assilla da un bel po’ è: Come fai a combattere tranquillamente contro di noi nonostante la barriera del Sommo Hades? La tua forza dovrebbe essere molto diminuita…-
    -È difficile trovare una risposta. Come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina. Forse sono diventato così forte che le barriere mi fanno un baffo.-
    -Sono triste. Non è mai capitata una cosa del genere. Uno specter che tradisce il signore del mondo dei morti.-
    -Che posso dire signor… anzi, Radamantis? Poteva evitare l’ordine di uccidere una ragazza innocente.- disse Nybe.
    -Tsk! Forse ancora non hai capito che se qui c’è un colpevole… quello sei solo tu!-
    -Co… cosa intende dire? Come si permette?-
    -Pensaci. Fai fuori Zellos, noi ce ne accorgiamo, mandiamo Valentine a scoprire il motivo di tutto ciò e scopriamo che ti sei invaghito di una ragazza. In parole povere, per il tuo tradimento lei ci ha rimesso la vita. Se facevi il bravo soldato come hai sempre fatto, non le sarebbe, forse, accaduto nulla di male.-
    -S… stia zitto. La colpa è sua che ha dato l’ordine a Valentine. Però… come avete scoperto che…?-
    -Della tua cotta? Avresti dovuto chiederlo al tuo amico Myu che ha mandato una fairy e ci ha detto tutto.-
    -M… Myu…-
    Nybe s’inginocchiò e, per lo shock subito, rimase con lo sguardo fisso nel vuoto.
    -Scioccante, non è vero? Ma non preoccuparti. Presto raggiungerai la tua bella insieme a Silla e al tuo amico. In fondo, anche se ci è stato utile per mascherare il tuo tradimento, ha seguito il tuo esempio e si è ribellato.-
    Nybe non reagì. Era troppo sotto shock per dire o fare qualcosa, e quindi Radamantis ne approfittò dandogli un calcio sul mento buttandolo a terra. Dopodiché, iniziò a bruciare il suo cosmo, mentre alle sue spalle compariva l’inquietante figura della viverna.
    -Senti il mio cosmo come arde? È la rabbia che ho in corpo che sta per esplodere. Preparati! Greatest Caution!-
    Incredibilmente, Nybe reagì sguainando Makaiurufutsume tagliando l’onda del Greatest Caution con un solo fendente.
    -Ah, maledetto. Ti sei ripreso!-
    -Non ho tempo per restare scioccato. Devo andare dal signor Hades e farlo fuori. Levati di mezzo, o ti apro in due come una cozza!-
    -Ma sentitelo. Credo che tu mi stia prendendo un po’ troppo sotto gamba.-
    -Piantala di ciarlare e fatti sotto.-
    All’improvviso, dei cerchi energetici lo investirono scagliandolo lontano. Radamantis rimase sorpreso dal fatto che non gli causarono neanche il minimo danno.
    -Questa cosa è alquanto anomala!-
    Nybe rimise Makaiurufutsume al suo posto e si mise in posizione di difesa.
    -Confermo. Mi sottovaluti troppo.-
    -Sono certo di batterti anche senza l’aiuto della mia spada.-
    Radamantis sorrise, con uno scatto fulmineo comparve davanti a Nybe e lo colpì con un forte pugno. Così forte che Nybe sputò un po’ di sangue e poi fu colpito da un altro al volto che lo buttò a terra.
    -E ora…-
    Il corpo di Radamantis iniziò ad alzarsi lentamente da terra e, quando raggiunse il soffitto, si gettò in picchiata verso di lui, gli afferrò il collo col braccio, tornò su per poi rigettarsi violentemente giù. Mentre Nybe era a terra, il gigante infernale continuava a fluttuare in aria.
    -Hai abbassato un po’ la cresta adesso?- gli chiese sfottendolo.
    -Non sono mica un gallo.- gli rispose lui alzandosi.
    Radamantis, senza dire nulla, si rigettò in picchiata e lo ristese colpendolo con il braccio destro teso.
    -Non puoi capire quanto sia infuriato. Neanche farti a pezzi riuscirà a placarmi.-
    -Non lo sai che così si fanno due fatiche?-
    -Taci. Greatest Caution.-
    Con grande sorpresa del gigante, Nybe parò il colpo con una facilità sorprendente e con una sola mano.
    -Come diavolo hai fatto?-
    -Non lo so e non m’importa. Scendi giù, ora, o ti faccio scendere io!-
    -Ma va all’inferno, anzi, tornaci!-
    E si gettò in picchiata.
    -Non posso. L’ho chiuso per restauro eterno.-
    Fece un salto e colpì Radamantis con un calcio buttandolo a terra.
    -Te l’avevo detto che ti facevo scendere. È ora di tapparti le ali.-
    Radamantis si pulì il sangue che aveva sulla bocca e, mentre si rialzava, gli sorrise. Nybe conosceva il significato di quel sorriso. Anche perché vide che il suo occhio sinistro brillò di rosso.
    -Ho una sorpresa per te. Pensavi che possedessi solo un colpo e invece…-
    Il corpo del gigante iniziò a brillare. Nybe non fece neanche in tempo ad aprire bocca, che lui urlò:
    -Wyvern Breath!-
    L’esplosione che ne seguì fu enorme, ma grazie alla barriera di Hades il castello non subì alcun danno. Radamantis sorrise soddisfatto, ma quando vide il corpo di Nybe supino, si mise le mani sulla testa.
    -Che tu sia…-
    Gli si avvicinò con passo veloce, ma si arrestò quando si ritrovò la lama di Makaiurufutsume quasi vicina al suo naso.
    -Interessante.- commentò semplicemente.
    -Fermati Makaiurufutsume. Lo uccido con le mie mani. Non intrometterti per alcun motivo.-
    La spada eseguì l’ordine e tornò al suo posto.
    -Che bravo cagnolino che hai. È davvero ubbidiente. Al contrario di te!-
    -Ma che dice? Se lo sono sempre stato!-
    -Ora no, però!-
    E detto questo, il suo corpo tornò a brillare.
    -ALT!- gridò Nybe.
    E con un rapido movimento lo colpì con una lunga serie di calci rotanti che terminarono con uno rovesciato.
    -Maledetto…- disse rialzandosi.
    -Cos’ha, tutto bene?-
    -Wyvern…-
    Non terminò la frase, perché Nybe gli diede una gomitata seguita da un salto e un doppio calcio. All’improvviso, Radamantis gli arrivò alle spalle senza che se ne accorse, gli strinse le braccia attorno all’addome, ma Nybe reagì con un’altra gomitata e un altro calcio rotante. Con quel colpo, l’elmo del gigante volò via.
    -Adesso basta, muori!-
    -No, sarà lei a morire… North Star Collapse!-
    Il colpo andò a segno distruggendo parzialmente la surplice di Radamantis. Eppure, era ancora in piedi ed emanava un cosmo incredibilmente potente.
    -Che resistenza…-
    -Wyvern Breath!-
    Di nuovo una violenta esplosione, ma stavolta, con grande delusione del gigante, Nybe era protetto dalla sua barriera.
    -Distruggerò quella barriera e poi ti strapperò il cuore, maledetto.-
    -Non può. È impossibile! Non si è distrutta neanche con il suo colpo più potente...-
    Radamantis dovette dare ragione al suo avversario.
    -Però, non appena dovrai dissolverla, ti attaccherò.-
    -Come crede…-
    Non appena la barriera scomparve, Radamantis scattò, ma Nybe fu più veloce di lui nel lanciare il North Star Collapse, e cadde a terra mentre la sua surplice si sbriciolava.
    -Addio, signor Radamantis.-
    -N… No… non sono sconfitto!- disse rialzandosi a fatica.
    -È tutto inutile. Si lasci andare.-
    -No, non ci penso… nean…-
    Cadde supino a terra e Nybe gli passò accanto ponendogli un leggero inchino di rispetto. Si ritrovò davanti alla porta della sala del trono con il cuore che gli batteva all’impazzata non certo per la paura, ma per l’eccitazione di poter uccidere colui che gli aveva portato via tutto.
    -Siamo alla resa dei conti. Percepiamo la tua eccitazione. Sappiamo che questa sarà la battaglia più dura di tutte, ma devi stare tranquillo.-
    -Lo so bene. Grazie.-
    Fece un sospiro, spinse il portone ed entrò nella stanza.



    Capitolo 27: Al Cospetto Del Sommo Hades






    Hades, non appena lo vide, gli sorrise.
    -Congratulazioni per la tua perseveranza.- gli disse alzandosi dal trono e scendendo pochi gradini.
    -Molli subito quel corpo e ritorni da dove è venuto.- disse Nybe.
    -No, scusa, sei arrivato fin a qui e hai ucciso i miei uomini solo per darmi un ordine che sapevi benissimo che non avrei mai eseguito? Allora sei più idiota di quanto pensassi.-
    -Ah, perché, pensa pure? Credevo che per pensare bisognava essere provvisti di cervello.-
    Hades sorrise, dopodiché i suoi occhi s’illuminarono e Nybe fu scagliato contro una parete da una forza invisibile.
    -Non osare più fare battutine così idiote su di me.-
    -Per essere un dio, perde le staffe un po’ troppo facilmente. Ah, già, lei non è un dio degno di rispetto, ma solo di disprezzo.-
    -Hai parlato troppo.-
    La lunga veste nera che indossava, si stracciò magicamente mostrando, in tutto il suo splendore, il suo surplice.
    -Quelle ali da angelo non le si addicono. Un mostro come lei doveva avere ali di pipistrello come tutti i suoi specters.-
    -Non ti si è seccata ancora la lingua? Ti darò una mano…- e sguainò la spada che aveva appesa al suo fianco.
    Quando Nybe la vide, rimase come soggiogato.
    “Ora capisco perché non scelse te. Mi duole dirlo, ma il porco ha buon gusto…”
    -È quello che abbiamo pensato anche noi!-
    Anche Nybe sguainò Makaiurufutsume e si mise in posizione.
    -Se è un duello cappa e spada che vuole, lo avrà!-
    I due diedero inizio allo scontro. Erano entrambi abilissimi e ogni tanto si colpivano con calci, gomitate e pugni. Alla fine, probabilmente per terminare uno scontro che sembrava destinato a non aver fine, gli occhi di Hades s’illuminarono facendo sbriciolare la surplice di Nybe che, vedendola polverizzarsi con una facilità estrema, rimase scioccato.
    -La… la mia surplice. Distrutta come se fosse di pastafrolla. Non è possibile, aveva resistito a qualunque tipo di colpo potentissimo.-
    -Ancora non hai capito che stai combattendo con una divinità? La realtà è dura da accettare…-
    -Maledetto… finché avrò vita e questa spada al mio fianco io…-
    Hades gli diede un calcio sullo stomaco e si preparò a decapitarlo, ma Makaiurufutsume scivolò dalla mano del suo padrone e parò il colpo.
    -Wow. Ti sai muovere? È la prima volta che scopro questa tua qualità.-
    -Se non ci scartava lo scopriva.-
    -Sei gelosa?-
    -Chi lo sa?-
    -R… riesce a sentire la sua voce?-
    -Un dio può fare questo e altro, caro mio! Comunque ora vi distruggerò entrambi…-
    Makaiurufutsume lanciò le onde energetiche a boomerang, ma Hades le distrusse con un solo fendente. Fu così che si ritrovò a combattere contro una spada vivente, e il povero Nybe non poteva fare altro che guardare.
    -Il tuo scopo è quello di farmi stancare? Un piano davvero ridicolo.- La battaglia proseguì, ma Nybe volle assolutamente intervenire e lanciò il North Star Collapse contro Hades che, vedendolo, si distrasse nel fendere l’onda e così Makaiurufutsume lo trafisse alla schiena.
    -Tu… lurida spada schifosa.-
    L’afferrò sfilandosela con violenza. Il suo sangue divino, che aveva bagnato la lama, la fece brillare così intensamente, che Hades dovette mollare la presa perché l’impugnatura gli sembrava rovente. Le due spade si scontrarono di nuovo e, con sorpresa di Nybe e di Hades, la lama della spada del dio si spezzò.
    -No… non posso crederci!-
    -Grazie del sangue che mi ha, involontariamente, donato. È finita ormai.-
    -Non credo proprio.-
    Usando di nuovo il potere dei suoi occhi, scaraventò Makaiurufutsume lontano e, con uno scatto fulmineo, prese Nybe per il collo con il braccio destro. -Vieni con me. Ti faccio vedere come la mia forza divina distruggerà la tua adorata spada.-
    Nybe reagì lanciando di nuovo il North Star Collapse senza provocargli alcunché.
    -Incandescent Rain!-
    Una pioggia di sfere roventi colpì Hades alla schiena che mollò la presa sul collo di Nybe permettendogli di allontanarsi.
    -Ecco il traditore numero due. Mmmmh?-
    Uno sciame di farfalle arcobaleno gli svolazzavano attorno.
    -È ridicolo, Myu. Io sono il dio del mondo dei morti e non posso essere condotto dalle fairy a casa mia.-
    I suoi occhi s’illuminarono, le fairy si diressero verso Myu, che rimase di stucco, e ci fu un’esplosione.
    -Addio, traditore.-
    Nybe e Silla rimasero sconvolti.
    -Cosa sono quelle facce? Lo raggiungerete presto, non temete!-
    I due si guardarono e lanciarono i loro rispettivi colpi verso il dio che li prese in pieno, ma non servirono a molto.
    -Razza di luridi vermi…-
    Si sentì qualcosa scivolargli dalla fronte e quando vide cos’era iniziò a tremare.
    -S…sangue? Avete… osato ferirmi? Voi… non vi perdonerò mai!-
    -Se vuole continuiamo!-
    Hades iniziò a espandere il suo cosmo divino provocando un leggero brivido a Silla e Nybe.
    -Eccovi la punizione degli inferi!-
    Silla, d’istinto, abbracciò Nybe, così da fargli da scudo, e ci fu un’esplosione enorme. Quando tutto finì, Hades rimase stupito non poco: Makaiurufutsume si era messo davanti ai due e li aveva protetti con la barriera.
    -Dannazione, mi ero completamente dimenticato di te.-
    -Siamo profondamente dispiaciuti!- gli disse.
    All’improvviso, il corpo di Nybe s’illuminò e si ritrovò di nuovo con la surplice indosso. Aveva, però, una particolarità: era completamente bianca.
    -I… Incredibile.- disse Silla affascinata.
    Lui le sorrise.
    -Non ci posso credere! La tua surplice è diventata divina. Non può succedere una cosa del genere!-
    -E perché no? Il suo sangue è stato assorbito da Makaiurufutsume, quindi…-
    -Quindi un corno! Non doveva succedere punto e basta.-
    -E invece è successo, e ora…-
    La barriera scomparve e Nybe afferrò Makaiurufutsume bruciando il suo cosmo.
    -È tempo di finirla, signor Hades.-
    -Allora finiamola.-
    La lama di Makaiurufutsume s’illuminò di rosso, Nybe la sollevò e, insieme alla spada gridò:
    -Makaiurufutsumeha!-
    Un’enorme onda energetica di colore rosso sangue, si diresse ad alta velocità contro Hades che, con il suo potere, tentò di distruggerla ma senza successo.
    -No, non è possibile! Non è…-
    Fu investito in pieno, la sua surplice andò in frantumi e con lei anche il corpo del povero Shun e lo spirito di Hades.
    -Addio… signor Hades!-
    All’improvviso, il castello iniziò a tremare.
    -Dobbiamo andarcene subito, prima che questo stupido castello ci crolli addosso.- disse Nybe afferrando per mano Silla.
    I due spiccarono il volo, come una cometa, mentre il castello crollava lentamente.





    Capitolo 28: Finale






    Più tardi, Silla si riprese e accanto a lei c’era anche Nybe. Lo mise supino, gli accarezzò il viso e lo baciò. Inconsciamente, lui disse:
    -Iris!-
    E Silla si sentì leggermente amareggiata. Quando poi, dopo un bel po’, si riprese anche lui, si ritrovò su un letto con Christina e Demetrios che lo guardavano.
    -Ti sei ripreso, finalmente.-
    -V… voi? Come mi avete trovato?-
    -Come ogni giorno, siamo andati al campo di concentramento per vedere se eri tornato e, infatti, ti abbiamo trovato steso a terra e ti abbiamo portato al nostro villaggio.- disse Demetrios.
    -Non avevo un’armatura addosso e una spada con me?-
    -No, ti abbiamo trovato così.-
    -Capisco, ma… e la ragazza che era con me?-
    -Non c’era nessun altro oltre a te. Abbiamo trovato solo una lettera sul tuo petto.- disse Christina.
    -Quale? Dove?-
    La ragazzina si frugò la tasca e gliela diede. Più tardi, Nybe uscì dalla casa, si allontanò a sufficienza per non essere disturbato, e iniziò a leggere.
    -Ti amo e ti amerò sempre, ma non posso stare con te sapendo che il tuo cuore è ancora per Iris. Non sarebbe giusto nei confronti della sua povera anima. E poi, credo che non sarò mai in grado di poterla sostituire a pieno. Dimenticami se vuoi. Come ho detto prima io ti amerò sempre. Con affetto.


    Silla.-

    Nybe rilesse la lettera più e più volte senza riuscire a trattenere le lacrime. All’improvviso, una farfalla dai colori dell’arcobaleno gli passò davanti. La seguì con lo sguardo per qualche secondo, sorrise, si mise la lettera in tasca e si allontanò fischiando la canzone Cadence And Cascade.
    Ultima modifica di Presea; 06-08-2012 alle 22:27

  2. Top | #2
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    troppo lungo per leggerlo, ma comunque apprezzo il tuo sforzo e l'iniziativa
    http://www.laquintacasa.com/board/sh...kschneider1980
    Se arruginisce non potrà più trafiggere, se perdi la presa ti taglierà; già l'orgoglio è simile ad una spada!
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    Citazione Originariamente Scritto da songokouh Visualizza Messaggio
    carino
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    troppo lungo per leggerlo, ma comunque apprezzo il tuo sforzo e l'iniziativa
    Grazie grazie ^_^

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    Presea è offline
    Grande Simo^^
    A me è sempre piaciuta un sacco questa fanfic... e mi piace sempre di più^^
    per te amico
    Continua così^^
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