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Discussione: Sei nuovi Gold Saint

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    Gold Saint L'avatar di Falcediluna
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    Sei nuovi Gold Saint

    emessa: questa è una fanfic di introduzione per i miei sei nuovi personaggi, che sono dei Gold Saint che appariranno in una fanfic molto più lunga e elaborata che non quando verrà pubblicata. Teoricamente dovrebbe essere ambientata dopo il Next e non tiene conto di Omega.
    Chiedo a @Astrea un parere sul personaggio ... mi interessa conoscere se ho svilluppato bene il personaggio

    Altarf del Cancro

    Vicino alla zona del tempio sacro, la sera cominciava a calare e il sole lasciava spazio alla luna e alle stelle.
    Un bambino di otto anni con i capelli biondi e gli occhi verdi, correva lungo i sentieri di roccia, inseguito da dei banditi con delle armature nere e armati di piccoli pugnali.
    Uno dei banditi gridò: << Fermati! Vogliamo solo giocare con te.>>. Gli altri scoppiarono in una risata malvagia, che terrorizzò ancora di più il bambino che cercò di aumentare la velocità della corsa per non essere catturato. La paura gli impediva di pronunciare quelle parole di aiuto che la mente faceva risuonare in maniera incessante.
    Il bambino continuava a correre lungo i sentieri che non conosceva, sperando con tutto il cuore di riuscire a seminare i suoi inseguitori. Uno di questi banditi lanciò un sasso che per poco non lo centrò ma lui continuò a correre disperato fino a ritrovarsi davanti a una gola dove però non aveva via di uscita. Disperato tentò di arrampicarsi su una parete, ma non ci riuscì e cominciò a piangere. Uno dei cavalieri neri disse mostrando i denti marci: << Era meglio se non fuggivi piccolo! Se prima potevi avere compagnia adesso morirai da solo.>>. Gli altri scoppiarono a ridere avvicinandosi al bambino che cominciò a chiedere aiuto con tutte le sue forze.
    Un guerriero nero con i capelli a spazzola disse: << Strilla pure quanto ti pare! Nessuno in questa valle deserta, verrà a salvarti!>>. Scoppiarono di nuovo a ridere, continuando ad avvicinarsi
    Uno con la barba nera esclamò: << Abbiamo riso e corso abbastanza! Uccidiamolo!>>. Il bambino emise un urlo disperato sperando che qualcuno lo sentisse.
    Vedendo uno spettacolo insolito i guerrieri si fermarono; dal terreno stavano sbucando degli strani granchi di colore azzurro chiaro che si avvicinarono a loro a discreta velocità.
    Il guerriero con i denti marcio domandò allarmato: << Cosa sono?>>.
    L’uomo con la barba gridò: << Sono solo degli stupidi granchi. Riduciamoli in poltiglia come fece Eracle con i suoi nemici!>>.
    Una figura seduta sopra una roccia sussurrò a bassa voce osservando la scena: << Ma né tu né i tuoi compagni siete l’eroe del mito.>>. Si alzò in piedi pronto per fare la sua entrata in scena.
    Tutti gli altri membri della banda annuirono e cominciarono a schiacciare insieme i granchi. Ma non appena gli animali vennero in contatto con i piedi degli inseguitori questi si trasformarono in fiamme azzurre che li ridussero in cenere.
    Il bandito con i denti marci fu l’unico a non colpire un granchio; fece un balzo in avanti per difendersi dall’attacco di quel piccolo mostro
    Afferrò il bambino per un braccio e urlò<< Ti userò per eliminare l’ultimo granchio rimasto e dopo scapperò via.>>. Il bambino gridò di nuovo con tutte le sue forze.
    Il granchio azzurro rimase immobile per poi scomparire come era apparso. Il bandito strinse ancora più forte il bimbo e disse: << A quanto pare tu sei il mio lasciapassare per la vita … resterai ancora vivo per un po’ .>>. Cominciò a camminare muovendosi lentamente, tenendo stretto il piccolo che continuava a dimenarsi e a gridare.
    Aveva fatto pochi passi quando (prima che) il suono di una voce autoritaria lo bloccò: << Lascia andare il bambino!>>Il bandito si girò cercando di capire da dove proveniva la voce. Non vedendo nessuno continuò la sua marcia e di nuovo la voce ripeté l’ordine.
    Il cavaliere pensò “E’ solo la mia immaginazione, non c’è nessuno!” e continuò a camminare, abbassando di tanto in tanto lo sguardo per paura di un nuovo attacco.
    Il rumore di una pietra che cadeva gli fece alzare lo sguardo. Quando lo abbassò si trovò di fronte a un uomo che doveva avere circa 28 anni con i capelli biondi e che indossava un’armatura d’oro.
    L’inseguitore rimase interdetto, il bambino pensò “Un Saint d’oro come quello dei racconti di mia madre” e ricominciò a dimenarsi con tutte le sue forze.
    Il Saint d’oro rimase immobile aspettando la reazione del bandito; disse con tono calmo:<< Lascia andare il bambino e non morirai a differenza degli altri membri della tua banda .>>. Chiuse gli occhi in attesa di una risposta.
    Il cavaliere dai denti marci lasciò andare il bambino:<< Prima ti uccido e mi prendo la tua armatura d’oro, poi elimino il bambino unico testimone del nostro incontro e diventerò ricco.>>. Si lanciò brandendo il pugnale verso il Saint d’oro.
    Il bambino non fece in tempo a gridare “Attento!” che il Cavaliere d’oro si trovò di fronte all'inseguitore ma con un colpo secco dato con entrambi I tagli delle mani gli spezzò il collo, uccidendolo sul colpo. Il bambino vide solamente il cavaliere nero cadere a terra morto e il Saint d’Oro avvicinarsi a lui. Ritrovando la voce domandò :<< Tu sei un Saint d’oro … vero?>>.
    Il cavaliere annui e sorrise:<< Sono il Saint del segno zodiacale del Cancro … qual è il tuo nome?>>.
    Il bambino rispose:<< Il mio nome è Iakos.>>.
    :<< Bene Iakos, adesso …>>.
    :<< Ho bisogno del tuo aiuto! Devi venire nel mio villaggio. Ti prego!>>.
    :<Parliamone con calma a casa mia>.
    Il bambino stava per ricominciare a spiegare il problema, ma il Saint d’oro non gli permise di pronunciare una parola:<< Hai bisogno di riposare e di mangiare qualcosa, dopo mi racconterai tutto dall’inizio.>>. Sul volto del cavaliere d’oro apparve un sorriso così rassicurante che Iakos decise subito di accettare la sua proposta.

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    Il Saint d’Oro accompagnò il bambino fino alla sua dimora e solo dopo alcune raccomandazioni, lo lasciò solo in una stanza poco arredata. Iakos si sedette su una sedia di legno e aspettò in silenzio il ritorno del cavaliere. Osservò la stanza con poco interesse ripensando alle tombe che aveva visto all’ingresso della casa del Cancro. Voleva sapere a chi appartenessero, forse erano i precedenti cavalieri d’oro del Cancro o altri nobili cavalieri. Doveva assolutamente rivolgere questa domanda al cavaliere di cui ancora ignorava il nome.
    Dopo mezz’ora il cavaliere d’oro tornò senza armatura portando una pentola. Dopo averla appoggiata sul tavolo, ritornò nell’altra stanza per prendere i piatti i bicchieri e le posate. Iakos osservò perplesso: non sembrava lo stesso senza cloth.
    Aveva comuni occhi castani, capelli biondi e lunghi fino alle spalle che si arricciavano sulle punte ed erano completamente spettinati, un filo di barba incorniciava un volto pallido e segnato da piccole rughe ai lati degli occhi e sulla fronte. Magro e di media altezza, non sembrava avere un fisico allenato o almeno quella maglia larga e quell' orribile pantalone non lasciavano intravedere i muscoli di un guerriero.
    Dopo aver portato l’acqua e il vino, si sedette davanti al bambino e tolse il coperchio dalla pentola:<< Spero che ti piacciano gli spaghetti al sugo.>>. Mise un abbondante porzione nel piatto di Iakos e il resto nel suo piatto.
    :<< A chi appartengono quelle tombe che si trovano all’esterno della casa?>>. Iakos teneva in mano la forchetta, pronto ad assaggiare gli spaghetti che il cavaliere d’oro gli aveva cucinato e offerto.
    :<< Vuoi rovinarti l’appetito prima ancora di cominciare a mangiare?>>. Domandò il Saint mentre si versava del vino in un bicchiere.
    :<No signore ma …>.
    Il cavaliere d’oro non gli lasciò il tempo di terminare la frase: << Non mi chiamare signore! Preferisco che mi chiami Altarf.>>. Prese la forchetta e cominciò a mangiare.
    :<< Perché ti hanno dato questo nome?>>.
    << Sembri avere più fame di risposte che non di cibo.>>. Alzò lo sguardo dal piatto per osservare il bambino negli occhi.
    Restò ad osservarlo per qualche istante poi chiese in tono serio: << Vuoi veramente conoscere tutta la storia che ruota intorno alla mia vita e alla casa del Cancro ?>>.
    Il bambino annui felice e Altarf disse: << Prima però mangia! Se non vedo quel piatto vuoto non ti racconterò nulla!>>. Iakos prese a mangiare mentre il cavaliere del Cancro lo osservava divertito.
    :<< Per capire la storia bisogna partire dal Mito che ha fatto nascere la costellazione e il segno zodiacale di cui sono custode. Tutti credono che le stelle della costellazione del Cancro brillino di meno rispetto alle altre per colpa della misera parte che quel piccolo animale ha avuto nel mito di Eracle. Credono che sia diventato una costellazione solo grazie alla pietà di Era che ha voluto elevarlo al cielo. Non è così!>>. Chiuse gli occhi emettendo un sospiro.
    :< :<<Il granchio viveva nella melma vicino al luogo dove abitava l’idra; non vedeva mai la luce del sole per paura di essere ucciso dal mostro. Usciva solo la notte per vedere la debole luce riflessa dalla luna. Nel giorno della battaglia tra Eracle e l’Idra il granchio decise di uscire per vedere la luce del sole e con una delle sue chele si aggrappò al piede dell’eroe per tornare alla superficie. Eracle credendolo un nemico o un nuovo inganno di Era lo schiacciò uccidendolo nel suo primo e ultimo tentativo di vedere la luce del sole. Era provando pietà per quella vita spezzata lo elevò al cielo come costellazione.>>.
    :<< Il Cancro è un segno governato dalla Luna perché ha sempre vissuto solamente della luce riflessa di quell’ astro, e anche il Saint che trae potere da questa costellazione vive solo della luce riflessa dalla Dea Athena che deve proteggere e servire. Per questo è più vicino al male, alla pazzia e a cercare una propria forma di giustizia, anche contraria alla volontà della Dea perché non può vederne chiaramente il volere.>>. Fece un pausa svuotando il bicchiere di vino e subito lo riempì di nuovo prima di ricominciare a parlare:<< A questo si aggiunge l’allenamento a cui un Saint del Cancro è sottoposto. Nella costellazione del Cancro c’è un ammasso di stelle minori conosciute in Giappone come Sekishiki che è il luogo dove dimorano i fuochi fatui, la porta d’ingresso nello Yomotsu Hirasaka.
    Chi viene sottoposto alle prove per ottenere il cloth del Cancro è sottoposto a un addestramento primitivo. Gli allenamenti per diventare Saint sono estremamente duri quasi disumani, ma niente è paragonabile a quello per diventare custode della quarta casa. Un addestramento compiuto sia nel regno dei vivi che in quello dei morti che non solo ferisce il corpo ma anche e soprattutto la menta e l’anima dell’aspirante cavaliere per le durissime prove a cui si deve sottoporre per controllare il potere di dividere l’anima dal corpo dell’avversario per poi scagliarlo nello Yomotsu Hirasaka. Il Saint del Cancro è l’unico a possedere questo potere tra i 12 Cavalieri d’Oro Non è una cosa semplice da imparare e ho visto tanti altri aspiranti cavalieri morire nel tentativo di farlo.>>.
    :<< Come ti ho detto prima è un allenamento che colpisce la mente e l’anima, i cui segni si possono vedere sul corpo. Il mio predecessore vide il colore dei suoi capelli e dei suoi occhi cambiare[2].
    Sul mio viso invece apparvero le rughe ad un' età in cui queste dovrebbero essere solamente un ipotesi molto ma molto futura Se per me è stato un cambiamento solo fisico, per lui invece è stato un lento percorso continuativo verso la follia e la perdita della razionalità, tutto questo continuò anche dopo l’investitura per l’assenza della luce della Dea Athena.>>.
    Dopo aver svuotato il secondo bicchiere di vino, Altarf riprese a parlare:<< Prima mi hai chiesto di chi sono le tombe. Sono le vittime del mio predecessore. Lui tappezzava con le loro teste le pareti, i muri e il pavimento della quarta casa; come se queste fossero trofei di caccia. Non ha collezionato solo le teste dei nemici, ma anche quelle di gente innocente che uccideva mentre compiva quello che riteneva il suo dovere, per la sua personale giustizia o per i compiti assegnatogli dal Grande Sacerdote . Alla fine il cloth lo ha abbandonato Athena si accorse che il Saint padrone dell’armatura di Cancer non perseguiva il suo ideale di giustizia e per questo lo spogliò del suo ruolo di cavaliere. Ha avuto la possibilità di redimersi, senza però conoscere fino in fondo la giustizia della Dea e non è mai stato perdonato dalle vittime che ha tramutato in orribili maschere.>>. Si versò nuovamente del vino nel bicchiere, mentre Iakos rimaneva in silenzio.
    :<< Dopo la sua morte tutte le maschere hanno ricevuto una degna sepoltura ai lati della casa del Cancro, ma nonostante questo le sue vittime non hanno trovato la pace. Consumate dall’odio si sono trasformate in fuochi fatui e continuano ad abitare il tempio in cerca di qualcosa o qualcuno che possa saziare la loro rabbia.>>. Spense la luce e la stanza si riempì di tanti fuochi fatui che illuminarono l’ambiente di una delicata luce azzurra>>.Altarf smise di parlare, prese il bicchiere in mano e bevve fino all’ultima goccia di vino.
    :<< Servono a illuminare la stanza?>>. Chiese Iakos ingenuamente.
    Altarf sembrava sorridere, ma quel sorriso morì subito, scosse la testa e disse con tono triste:<< No …>>. Riempì nuovamente il bicchiere e lo svuotò' rapidamente.
    :<< Non state bevendo un po’ troppo vino, signore?>>. Chiese.
    Altarf scosse la testa e mormorò:<< Non ti ho già detto di non chiamarmi signore?>>. E pensò “Questo vino è poco se paragonato a quello che bevo quando ripenso all’addestramento o ai morti che visitano in continuazione la mia mente. L’alcool è un metodo sicuro e veloce per me, per dimenticare e sfuggire ai ricordi e alle visioni che mi vogliono portare alla pazzia. Non voglio diventare come il mio predecessore!”
    Ignorando la domanda di Iakos, Altarf riprese a parlare:<< Abbiamo affrontato l’origine del segno zodiacale del Cancro e tutto ciò che ruota intorno al suo Saint, un pochino di storia sull’addestramento e sul mio predecessore. Cosa manca? Ah, la mia storia! Come sono arrivato a diventare un cavaliere.>>. Iakos non aveva intenzione di conoscere la vita del Saint del Cancro e non aveva capito quasi nulla del lungo discorso fatto in precedenza da Altarf ma era rimasto in silenzio per paura che il Saint non esaudisse la sua richiesta.
    Altarf ricominciò a parlare:<< Innanzitutto il mio vero nome è Dante e avevo un sogno: diventare un pilota da corsa. Avevo cominciato da piccolo a correre con i kart e lentamente continuavo il mio apprendistato fino ad un maledetto giorno. Avevo un anno più di te. Mi stavo preparando per una gara e mi ricordo il solito clima di festa che regna prima di una gara e la cucina di mia madre. Il cielo si era annuvolato e io stavo mettendo a posto il kart, quando mi sentii pizzicare alla caviglia da qualcosa. Abbassai lo sguardo e vidi scomparire sotto il camper un piccolo granchio rosa con delle sfumature d’oro. Decisi di lasciare il kart e di lanciarmi all’inseguimento del granchio infilandomi anch’io sotto il camper. Fu in quel momento che sentì un urlo provenire da dietro le miei spalle e con un grande sforzo mi girai. Vidi una scena che non riesco e non voglio dimenticare: quella che prima era una festa si era trasformata in un massacro. Tutti i partecipanti a quella gara si stavano uccidendo tra loro; io rimasi immobile a guardare la scena. Vicino al mio nascondiglio cadde morto un amico di gare: il suo volto era coperto di sangue e i suoi occhi che prima erano pieni di sogni ora erano stati spenti dall’odio che una divinità aveva per l’umanità. Rimasi ad osservare quella follia e solo quando tutto fu finito uscì allo scoperto. Fu allora che vidi i cinque Saint che hanno lottato con la dea Athena nelle battaglie più importanti.>>.
    :<<Fu allora che decisi di rinunciare al mio nome e al mio sogno per diventare un Saint e per servire la Dea Athena: per proteggere questo pianeta dall’odio di altre divinità; per non vedere altri sogni morire a causa di una guerra che tocca gli innocenti … forse non riuscirò a salvare tutti, ma la maggior parte si!>>. Nelle ultime parole Altarf alzò troppo il volume della voce, facendo sobbalzare Iakos.
    :<< Sospettate di qualche divinità?>>. Chiese Iakos bevendo un sorso d’acqua.
    Altarf scosse la testa:<<Non sospetto di nessuno in particolare.>>. Si fece pensieroso. Il nemico era estremamente furbo, non lasciava neanche una traccia e non aveva ancora capito come faceva a far impazzire le persone. Doveva continuare a cercare e sperare di trovare qualcosa per fermare la divinità e farla uscire allo scoperto.
    Il cavaliere guardò Iakos e disse:<< Scusa se mi sono messo a parlare di me e della storia della quarta casa. Ma credo che in questa maniera ho esaudito tutte le tue curiosità. >>. Mentre parlava si riempì nuovamente il bicchiere con il poco vino rimasto nella bottiglia.
    :<< Si avete esaudito ogni mia curiosità e dubbio.>>. Rispose educatamente Iakos, ma in realtà aveva compreso poche parole, Altarf parlava troppo velocemente per farsi comprendere da un bimbo come lui e alcune parole sembravano prese da una lingua diversa dal greco.
    Il bambino trasse un lungo respiro e chiese:<< Posso parlare del motivo che mi ha spinto qui?>>.
    :<< Certamente, comincia pure a raccontare.>>.
    Iakos assunse un' espressione seria:<< Il mio villaggio sta per essere attaccato! Tre strani guerrieri vanno di paese in paese distruggendoli, dopo aver fatto tanto male agli abitanti di quei posti. Il mio è il prossimo! Per questo ho preso un autobus che mi ha portato al paese più vicino alla dimora dei Saint di Athena, ma un gruppo di banditi ha attaccato il bus prima dell’arrivo a destinazione. Io sono riuscito a scappare grazie alla distrazione di un bandito , mentre gli altri uccidevano i passeggeri. Il resto lo sapete … >>.
    :<< Sei venuto fin qui per chiedere aiuto a un Saint … ma un adulto o i tuoi genitori non potevano venire al tuo posto?>>.
    :<< I grandi preferiscono organizzare le difese e credono di riuscire a respingere l’attacco di quelle tre persone. Per questo sono venuto qui per chiedere a uno dei Saint di Athena di prendermi come allievo così potrò difendere il villaggio.>>.
    Altarf guardò Iakos in un mix perfetto di perplessità e di serietà:<< Quando ci dovrebbe essere quest' attacco?>>. Turbato, si posò una mano tra i capelli biondi.
    :<< Tra una settimana!>>. Esclamò Iakos sorridendo:<< C’è una leggenda che parla di un cavaliere che ha ricevuto l’armatura dopo una settimana di addestramento e io voglio essere il secondo a riuscire nella stessa impresa .>>. Iakos osservò il Saint d’oro di Cancer che era rimasto immobile come una statua.
    Altarf rimase immobile per qualche istante prima di scoppiare a ridere in faccia a Iakos sbattendo con forza i pugni sul tavolo. Iakos sobbalzò e guardo il Saint d’oro di Cancer che continuava a ridere e a sbattendo con forza mani e piedi e pensò “Forse è colpa del vino!”. Non poteva aver detto una così grande sciocchezza.
    Continuando a ridere, Altarf chiese:<< Chi ti ha raccontato questa leggenda?>>. Sbatté nuovamente la mano sul tavolo.
    :<< Uno degli anziani ci ha raccontato la storia di un giovane del villaggio che è diventato un cavaliere in meno di una settimana e ha respinto il feroce attacco di una creatura orrenda che minacciava di distruggere il villaggio e …>>. Non riuscì a concludere la storia perché Altarf aveva ripreso a ridere.
    “Questa storia la devo raccontare assolutamente agli altri … credo che verrà apprezzata soprattutto da Scorpio e Pisces” e guardando Iakos disse:<< Non volevo riderti in faccia, è solo che la storia che mi hai appena raccontato non ha senso. Io, come gli altri cavalieri, abbiamo sostenuto un addestramento lungo diversi anni. E’ impossibile!>>. Le ultime parole furono pronunciate con un tono serio.
    :<< So di non essere forte … ma potrei provare a diventare un Saint in così poco tempo? Dimmi che è possibile!>>.
    Il cavaliere del Cancro scosse la testa:<< No! Non è la forza fisica quella che conta … forse te lo spiegherò in futuro … forse.>>. Chiuse gli occhi per pensare.
    :<< Allora per il mio villaggio?>>. Mormorò triste Iakos sentendo morire la speranza.
    :<< Non ti preoccupare vengo io!>>.
    :<< Davvero?>>. Chiese Iakos riacquistando un po’ di buon' umore. :<< Si! E’ meglio indagare su questi tre misteriosi guerrieri e impedire che compiano un massacro. Arriveremo con qualche giorno d'anticipo per cercare di impedire l’attacco, ma adesso è tempo di andare a dormire.>>. Altarf si alzò in piedi, felice di aver trovato un aiuto.
    Arrivarono cinque giorni prima dell’attacco per preparare un piano di difesa. Da lontano si notavano uomini che lavoravano per creare una sorta di muraglia difensiva. Il Saint del Cancro pensò “Dubito che quelle barricate possano fare qualcosa per fermare i tre misteriosi guerrieri. Dovrò andare ad indagare e fermarli prima che arrivano in paese. Devono essere per forza in zona.”
    Chiese a Iakos: << Conosci qualche posto ideale per nascondersi?>>.
    Il bambino rispose:<< Si! Ci sono delle piccole grotte intorno a queste montagne. Due anni fa io e mio zio siamo andati a fare una gita e sono andato a visitare quelle zone, se volete dopo vi ci porto.>>.
    Altarf sorrise e disse:<< Prima ci riposiamo, poi nel pomeriggio cominceremo l’esplorazione.>>. Si sistemò meglio il Cloth Box sulle spalle prima di riprendere il cammino verso l’ingresso del villaggio.
    Una figura maschile uscì dal gruppo addetto alla costruzione della barricata per avvicinarsi a Iakos e mollargli un forte schiaffo sulla guancia:<< Dove sei stato? Ti abbiamo cercato dappertutto! Temevo che i tre guerrieri ti avessero rapito e ucciso.>>. Alzò lo sguardo e notò lo :<< Lui chi è?>>. Usando un tono meno aggressivo verso il nuovo arrivato.
    Iakos rispose:<< Lui è il Saint d’oro del Cancro. Venuto qui per darci una mano.>>.
    :<< Piacere di conoscerla ! Il mio nome è Altarf>>. Si presentò il cavaliere d’oro.
    Il padre di Iakos squadrò il nuovo arrivato dalla testa ai piedi e prendendo suo figlio in disparte disse a voce bassa:<< Sei sicuro che sia un vero Saint? Da come si veste e da come tiene i capelli sembra più un barbone che un guerriero.>>. Si girò di nuovo a guardare l’uomo che aveva riportato suo figlio.
    Iakos con lo stesso tono di voce del padre rispose:<< Si! L’ho visto con il cloth combattere contro i cattivi.>>. Il papà di Iakos squadrò nuovamente Altarf, non era ancora convinto delle parole del figlio riguardo l’identità del nuovo arrivato.
    Si rialzò andando verso Altarf e chiese:<< Volete sistemarvi e mangiare qualcosa prima di aiutarci a preparare le difese?>>.
    :<< Preferisco esplorare i dintorni. Credo che i tre guerrieri siano quasi giunti vicino al paese e voglio fermarli prima che arrivino qui.>>. Rispose il Saint di Cancer.
    :<< Come farete senza conoscere questo posto?>>. Chiese l’uomo con tono serio.
    Altarf indicò Iakos:<< Mi farò aiutare da lui, ha detto di conoscere le montagne qui intorno.>>.
    :<< Mio figlio conosce poco queste montagne e poi è come cercare un ago nel pagliaio mentre le difese devono essere rinforzate.>>.
    :< Se la ricerca non produrrà effetti, domani vi aiuterò a rinforzare le difese e sarò in prima linea all’arrivo dei guerrieri >.
    :<<…>>.
    :<< Ancora non siete convinto che io sia un Saint e non posso biasimarvi. Ma vi posso assicurare che vi proteggerò, Adesso vi prego lasciatemi andare con vostro figlio.>>.
    Il padre di Iakos guardò negli occhi Altarf e dopo averci pensato disse:<< Va bene Altarf mi voglio fidare di voi. Vi auguro buona fortuna.>>. Poi volgendo lo sguardo verso Iakos
    disse:<< Stai vicino a lui e se vedi che la situazione peggiora scappa via.>>.
    Iakos annui e con Altarf si avvio verso la montagna.


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    :<< Come facciamo a trovare un ago nel pagliaio?>>. Chiese Iakos appena furono in un punto giudicato da Altar ideale per fermarsi.
    :<< Userò un mio metodo per tentare di scovare i guerrieri. Allontanati un po’adesso!>>. Ubbidiente Iakos si allontanò di qualche passo da Altarf che si inginocchiò.
    Appoggiò la mano sinistra a terra, sopra a questa mise il dorso della mano destra formando così una specie di granchio. Chiuse gli occhi per concentrare il suo cosmo e pronunciò alcune parole a bassa voce. Iakos non capiva cosa stesse succedendo, rimase ammirato in silenzio ad osservare Altarf . Solo quando il cavaliere d’oro si alzò in piedi domandò:<< Cos' hai fatto?>>.
    :< Lo vedrai tra poco.>>. >. Disse Altarf indicando il terreno davanti a lui da dove uscirono dei piccoli granchi di color azzurro.
    :<<Sono gli stessi che hai usato per salvarmi!>>.
    Altarf scosse la testa:<< No! Ho utilizzato una minor quantità di cosmo per creare questi. Non hanno il compito di uccidere un nemico ma solo di trovarlo.>>. Aveva un tono serio mai usato con Iakos.
    :<< Cos’è il cosmo?>>.
    Altarf rispose:<< Forse te lo spiegherò! Adesso dobbiamo solo aspettare.>>. Si sedette sopra a una pietra e chiuse gli occhi in attesa. Iakos andò a sedersi vicino a lui.

    Dopo un ora, Altarf scattò in piedi e Iakos chiese:<< E’ successo qualcosa?>>.
    Altarf annui, e disse:<< Tu rimani qui ad aspettarmi, io vado incontro ai tre guerrieri.>>.
    Iakos scosse la testa e disse con la sua voce squillante:<< Ma io voglio venire …>>.
    :<< E’ pericoloso! Rimani qui!>>. Gridò Altarf con tutta la sua voce, facendo sobbalzare Iakos che chinò la testa in segno di rispetto ma cominciò a piangere.
    Il Saint del Cancro si pentì subito del tono di voce che aveva usato così disse:<< Scusami ma è meglio che tu rimanga qui.>>. La voce adesso era più tranquilla e Iakos smise di piangere.
    Altarf arrivò in poco tempo nel punto dove si trovavano i tre guerrieri che stavano mangiando qualcosa. Notò subito che le loro armature erano fatte di un materiale che non conosceva e che i tre non si erano ancora accorti della sua presenza. Iniziarono a discutere della fortuna che avevano avuto quando avevano incontrato un ’uomo vestito di nero che gli aveva donato le armature che stavano indossando
    “Di chi staranno parlando?” pensò Altarf continuando ad ascoltare E sperando di avere qualche altra informazione. Ma i tre cambiarono subito argomento. Sembrava giunto il momento di entrare in azione
    Uscì dal suo nascondiglio e gridò:<< Avete finito di seminare il panico tra i piccoli villaggi di questo posto. Sono il Saint d’oro del Cancro.>>.
    :<< Un Saint d’oro? Cosa ci fa qui?>>. Chiese uno dei guerrieri alzandosi in piedi.


    Altarf continuò ad avanzare lentamente, un guerriero dai capelli neri disse:<< Non temete con queste armature possiamo batterlo. Con queste abbiamo ucciso tutti comprese donne e bambini, vi ricordate?>>.
    Altarf si fermò sentendo quelle parole, gli cominciò a battere forte il cuore e delle voci cominciarono ad urlare nella sua mente. Volevano uscire … volevano avere giustizia … volevano che il Saint del Cancro facesse loro giustizia.
    L’altro guerriero continuò:<< Ancora meglio quello che abbiamo fatto in quell'altro paese. Quando abbiamo prima ucciso tutti gli uomini impalandoli e dopo bruciando le case dove c’erano dentro ancora i bambini. Del resto le stragi vengono giustificate in guerra, perché non possono essere giustificate anche questa nostre azioni?.>>.
    Le voci diventarono ancora più insistenti, ancora una volta dovevano essere assecondate.
    :<< Avete scelto una strada che porta solo in una direzione e le vostre azioni hanno deciso la vostra condanna.>>. Altarf unì le mani, mentre i tre partirono all’attacco ma si trovarono improvvisamente in un ambiente avvolto nella più totale oscurità.
    Erano finiti in un mondo avvolto solamente dal buio e i tre si guardarono smarriti cercando una via d'uscita da quella strana illusione creata dal Saint d’Oro. L’ambiente presto si riempì di orribili immagini di persone uccise che popolarono le menti dei cavalieri neri. .Cominciarono a scappare.
    Le immagini scomparirono lasciando spazio a urla di dolore, odio, rabbia e tristezza che riempirono i timpani dei tre. Tentarono di tapparsi le orecchie, ma le voci entrarono nelle loro menti.
    Poi tutto tacque e l’ambiente cominciò a riempirsi di piccoli fuochi fatui di un colore azzurro vivo ma che illuminavano l’ambiente.
    Altarf punto l’indice contro il nemico e gridò:<<Sekishiki Meikaiha.>>.
    Il cavaliere respirò a pieni polmoni l’aria, per lui era sempre stato difficile utilizzare quel colpo perché gli ricordava sempre il destino che poteva attenderlo.
    Quando tornò indietro, Iakos tempestò di domande Altarf:<< Hai trovato i guerrieri? Sono morti? Il mio villaggio è sicuro adesso ?>>.
    Altarf fece cenno di si con la testa e si mise a camminare verso il paese per dare la notizia. Iakos lo seguì in silenzio.
    Prima di arrivare in paese, Altarf si fermò e chiese:<< Hai ancora intenzione di diventare un Saint dopo la sconfitta del nemico?>>. Aveva uno sguardo serio.
    Iakos ci pensò per qualche minuto, poi rispose:<< Ho ancora intenzione di diventare un Saint anche se credo che sarà dura.>>.
    Altarf disse:<< Non so se sarò il tuo maestro. Questa decisione sarà presa dal Grande Sacerdote quando torneremo al Santuario.
    Iakos annui con decisione e Altarf disse:<< Parliamo prima con tuo padre e se accetta, andiamo al santuario. D’accordo?>>.
    Iakos disse:<< Si>>.
    :<< Bene, andiamo.>>. Mormorò Altarf accompagnando il bambino a casa e verso un futuro incerto.
    Ultima modifica di Falcediluna; 11-06-2014 alle 21:53



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  2. Top | #2
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    Re: Sei nuovi Gold Saint

    @Falcediluna il personaggio di Altarf è sviluppato bene, lo trovo interessante,mentre Iakos se vuoi che sia sincera lo trovo buono solo per una comparsa .... Non sa nemmeno lui perché vuole diventare Saint, certo il suo villaggio era stato attaccato e voleva difenderlo ma una volta salvato perché vuole diventare Saint? Sinceramente lo trovo privo di spessore,concentrati di più su Altarf, il suo essere tormentato e complessato lo rende più particolare.
    Per quanto riguarda il passato del Gold Saint, invece del granchio che vede andare sotto il camper puoi sostituirlo con l'apparizione dello spirito di un defunto, e sostituirei anche il fatto che voleva diventare un pilota da corsa , il passato insomma glielo farei più traumatico ,questo per spiegare i suoi complessi, il solo fatto di non voler diventare come DeathMask non è sufficiente per farlo essere così emotivamente fragile e di fargli bere tutto quel vino. Se cambi il suo passato ambientalo di sera ^_^ e cerca di farlo il più oscuro e drammatico che puoi! Detto questo il capitolo mi è piaciuto ,hai superato tutte le mie aspettative se aggiusti quei dettagliucci che ti ho detto per me sarà perfetta

    Appena posso ti o il !ora non me lo fa dare.
    Ultima modifica di Astrea; 12-06-2014 alle 14:57

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  3. Top | #3
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    Re: Sei nuovi Gold Saint

    Grazie per i consigli ... chiedo un parere anche a @Doc Esse visto che è molto affezionato a Death Mask



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  4. Top | #4
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    Re: Sei nuovi Gold Saint

    Citazione Originariamente Scritto da Falcediluna Visualizza Messaggio
    Grazie per i consigli ... chiedo un parere anche a @Doc Esse visto che è molto affezionato a Death Mask
    Eccomi, Falcetta! Il Doc accorre al tuo richiamo. Dunque, il personaggio di Altarf è piuttosto interessante (ma sono d'accordo con Astrea-Chan: meglio sarebbe non renderlo un avvinazzato!), ed è convincente la spiegazione del perché il guerriero del Cancro sia sovente un antieroe. Mi piace!
    Ci sono delle ingenuità nel testo che hai scritto, ma nulla che non possa essere facilmente 'limato'; il tuo stile è sobrio e piacevole; noto che hai in testa un quadro preciso della psicologia dei tuoi personaggi. In parole povere: sei una buona regista e hai un buon potenziale, Luna-Chan. Brava!

  5. Top | #5
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    Re: Sei nuovi Gold Saint

    Ed ecco a voi Wei dello Scorpione:

    Un nuovo attacco da parte di un nemico che rimaneva sconosciuto.
    Un'enorme creatura simile a un serpente rivestita d’acciaio stava attaccando il centro di una città. La popolazione fuggiva in ogni direzione, mentre la creatura continuava a riversare getti di acido contro i palazzi e le vetture che si allontanavano alla ricerca di un posto più sicuro.
    Due Saint di Bronzo stavano affrontando il mostro, ma nessuno di loro riusciva a metterlo in difficoltà . Jabu dell’Unicorno, mentre si lanciava all’attacco, gridò::<< Yunikon Gyaroppu.>> Ma non riuscì a scalfire la dura corazza del mostro.
    Geki gridò schivando un altro spruzzo di acido:<< E’ troppo forte per noi! Meglio ritirarsi!>>.
    Jabu urlò:<< Scordatelo! Non possiamo lasciare questo mostro libero di uccidere gli abitanti della città, bisogna continuare ad attaccare.>>. Evitò agevolmente un altro attacco .
    La voce di un ragazzo si levò vicino al campo di battaglia:<< Siete uno spettacolo patetico ! Lasciate spazio ad un vero Saint!>>.
    Jabu gridò girandosi:<< Chi osa definirci patetici? >>. Nello stesso momento il mostro emise un grido di dolore rimanendo immobile.
    Il Saint dell’Unicorno osservava un ragazzo di circa 21 anni che portava dei semplici jeans, una maglietta bianca, una giacca di pelle e un cappello che ne copriva quasi interamente il volto. I capelli neri erano tenuti legati in una coda di cavallo. Gli occhi erano color nocciola, notò Jabu quando il ragazzo sollevò un poco il cappello per controllare la situazione.
    Il Cavaliere dell'Unicorno, approfittando della strana calma del mostro, gridò:<< Tu chi diavolo sei? Come osi criticare l'operato di chi deve proteggerti?>>.
    Il ragazzo non rispose ma continuò ad avvicinarsi con passo calmo e deciso al mostro.
    Jabu si frappose tra il giovane e la creatura malvagia urlando :<< Vattene! E’ perico….>>. Non riuscì a terminare la frase che il ragazzo scomparve e al suo posto il Saint di Bronzo avvertì un cosmo enorme che poteva appartenere solo a un Gold Saint: si girò e lo vide. La cloth d'oro dello Scorpione si era composta sul corpo dello sconosciuto, l'unica differenza era data dai capelli: ora erano sciolti
    Il Cavaliere d'oro si lanciò contro il mostro colpendolo in pieno con l’unghia dell’indice destro color del sangue.
    La creatura emise un debole lamento di dolore prima di accasciarsi a terra.
    I Bronze Saint non riuscirono ad esprime parole di gratitudine verso il Cavaliere dello Scorpione perché quest'ultimo si lanciò in un violento attacco verbale contro di loro: <<Siete stati totalmente inutili per gli abitanti di questa città. E’ stata una fortuna che la dea Athena abbia deciso di mandarmi a controllare la situazione.>>.
    Jabu gridò:<< Come ti permetti di insultarci? Nelle passate guerre abbiamo dato il nostro contributo alla vittoria della dea Athena.>>. Aveva voglia di tirare un pugno a quel ragazzino che non portava rispetto per gli altri guerrieri.
    Il Gold Saint scoppiò in una fragorosa risata. Quello fu troppo per Jabu che senza indugio partì all’attacco per sferrargli un pugno in faccia ma, non appena vide l'artiglio rosso dello Scorpione a pochi centimetri dalla sua fronte, si bloccò
    Il cavaliere d’Oro disse con tono acido e beffardo:<< Se veramente sei stato così utile alla dea Athena, mi spieghi perché non ti ha promosso Gold Saint come ha fatto con gli altri cavalieri? Perché non sei stato scelto dalle stelle del tuo segno zodiacale per occupare il posto lasciato libero nella sua Casa dal precedente cavaliere ? La verità e' che sei completamente inutile.>>.
    Il Gold Saint ritirò l'artiglio e diede le spalle al Cavaliere di Bronzo che non sapeva come rispondere a quelle domande Quando il Gold Saint scomparve, Jabu cadde in ginocchio piangendo e colpendo, come impazzito, l'asfalto con mani e piedi. Urlava il suo dolore con tutta la voce che aveva nei polmoni.

    Come fecero Altarf e gli altri quattro nuovi Gold Saint, anche Wei al momento della sua investitura decise di cambiare nome.

    Prima si chiamava Rafael ed apparteneva a una ricca famiglia spagnola. Aveva vissuto un' infanzia molto felice durante la quale aveva avuto tutto ciò che un bambino poteva desiderare.
    Secondo suo padre avevano un legame con le stelle, o almeno era quello che lui amava rimarcare quando raccontava la storia della famiglia.

    Un suo avo, mentre era in viaggio, trovò , non si sa come, un pezzo di meteorite; lo porto' ad un amico orafo che lo trasformò nel gioiello di famiglia che, da allora, venne trasmesso ad ogni erede.
    Molto probabilmente, se non fosse stato scelto come custode dell' ottava casa, avrebbe ereditato l’azienda di famiglia mandandola avanti. Così avrebbero voluto i suoi genitori e i suoi parenti, ma invece, per lui, il destino fu diverso.
    Non ricordava quanti anni avesse quando successe, aveva sempre avuto una brutta memoria per i fatti importanti. Quella sera stava guardando le stelle brillare nel cielo quando aveva sentito una voce nella sua mente. All’inizio non ci aveva fatto caso ma la voce era tornata più forte
    :<< Vieni .. le stelle hanno tracciato il tuo cammino … vieni a conoscere il tuo destino tracciato dall'universo.>>. Rafael chiuse gli occhi per un attimo riaprendoli poco dopo , credendo che si fosse trattato di un sogno, ma la voce ritornò ancora più prepotente e quasi ipnotica. Decise così di seguirla
    Cercando di non fare rumore uscì. Camminò fino ad un piccolo parco dove, un uomo coperto da una armatura, si parò di fronte a lui.
    Rafael chiese:<< Tu chi sei?>>.
    Lo sconosciuto rispose:<< Io sono un Saint di Athena. Sono venuto a prenderti perché sei stato scelto per diventare il nuovo Gold Saint dello Scorpione.>>.
    :<< Saint? Athena?>>. Rafael era confuso, non comprendeva le parole dell'uomo che aveva di fronte.
    Lo sconosciuto, come se avesse potuto intuire i dubbi del ragazzo disse: "tra poco capirai!"
    Nella mente di Rafael cominciò ad apparire una visione che spiegava le parole pronunciate dal cavaliere.
    Quando le immagini si conclusero, il Saint disse:<< Questo è il destino che potrebbe attenderti ma devi essere solo tu ad accettarlo Sappi però che, se accetterai di diventare il nuovo Saint dello Scorpione, dovrai rinunciare a tutto quello che finora hai posseduto compresa la tua famiglia.>>.
    :<< Quanto tempo avrei per decidere ?>>. Chiese Rafael preoccupato.
    :<< Hai solo questa notte .>>. Rispose il Saint con tono cupo.
    Rafael ci pensò quasi tutta la notte e alla fine decise di accettare.
    Rientrò a casa solo per preparare un piccolo zaino e per salutare i suoi genitori.
    Abbandonò la sua casa ed i suoi affetti per andare in Grecia dove cominciò il suo addestramento.
    Ancora oggi conservava il gioiello di famiglia come ricordo della sua scelta; lo guardava nei giorni in cui aveva dubbi o paure portandolo sempre al collo anche quando andava in missione.
    Tra le stelle della costellazione dello Scorpione, Wei è una stella brillante; scelse di portarne il nome. Da quel giorno Rafael divenne Wei
    Era appena tornato all' ottava casa, quando una delle vecchie ancelle si precipitò davanti a lui.
    Wei chiese con tono seccato :<< Cosa vuoi?>>. Voleva andare nella sua stanza a riposare.
    L'ancella rispose tremando:« É richiesta la vostra presenza davanti alla Casa del Leone immediatamente.>>.
    La vecchia era irritata, ogni volta il Gold Saint usava quel tono di voce, non usava il minimo di rispetto verso di lei. Odiava il nuovo cavaliere dello Scorpione, odiava il suo atteggiamento superiore.
    Wei si allontanò senza ringraziare e la vecchia disse a voce troppo alta:<<Milo era migliore in tutti i campi.>>.
    :<<Cosa hai detto strega?>>. Chiese Wei urlando.
    :<<Niente signore ... la prego di perdonare le mie parole.>> Disse l'ancella ma Wei era già andato via.
    Una delle cose che odiava era il continuo paragone con il suo predecessore.
    C'era un Gold Saint che aveva lottato in passato con Milo e che usava il paragone con lui per sgridarlo. Proprio quel Saint ora si trovava all'ingresso della sesta casa, vedendolo Wei cominciò subito a sbuffare per la rabbia. Perché voleva vederlo? Non aveva combinato niente questa volta.
    Wei, cercando di avere un tono neutro, chiese:<< Buonasera Hyoga dell'Acquario. Come mai questa convocazione davanti alla casa del Leone?>>.
    Hyoga rispose con tono freddo:<< Hai pure la faccia tosta di chiedere? Ripensa alla missione che hai appena svolto e capirai perché sono qui!>>.
    :<< L' ho svolta in maniera impeccabile! Mostro ucciso senza provocare ulteriori perdite.>>. Rispose Wei sorridendo.
    Hyoga chiese:<< E il tuo comportamento con i Bronze Saint ti è sembrato IMPECCABILE? >>.
    :<< A quanto pare qualcuno é andato a piangere dal fratello in cloth d'oro.>>. Rispose Wei ironico.
    << Non c'entra niente la mia parentela. Devi imparare ad avere più rispetto verso i Saint di grado inferiore.>> rispose secco Hyoga.
    :<< Siete voi tre vecchi Gold Saint che date un esempio negativo con quell' aria di superiorità che avete solamente per aver dato un grande aiuto alla dea Athena. Rimprovera te stesso prima di rimproverare me!>>. Wei urlò
    :<<Aria di superiorità? Hai mai provato a confrontare il nostro comportamento con il tuo?>>. Replicò il Gold Saint più anziano con ton neutro e freddo.
    <<Io ...>>. Wei stava per rispondere ma la voce famigliare di un altro Gold Saint lo bloccò.
    :<<Scusa il ritardo, Hyoga ma sono appena tornato da una missione.>> Era Altarf del Cancro.
    Quest'ultimo vedendo Wei chiese:<<Cosa ha combinato stavolta?.>>. Wei avrebbe voluto rispondere con un niente ma Hyoga fu più veloce:<<Il tuo amico ha di nuovo mancato di rispetto a uno dei Bronze Saint.>>.
    Il Cavaliere dell'Acquarius si avvicinò ad Altarf e continuò:<< Tu sei il più anziano tra i nuovi Gold Saint e il tuo compito é quello di controllarli e di insegnare loro il rispetto.>>.
    Altarf rispose con voce seria:<< So bene quali sono i miei compiti, ma lui é un soggetto abbastanza difficile.>>.
    I due si fissarono poi Hyoga disse:<<Vi lascio soli! Devo tornare al grande Tempio a fare rapporto ...>>. Si girò dando un ultimo sguardo a Wei:<<Tu impara qualcosa dal tuo amico più anziano.>>.
    Wei avrebbe voluto rispondere con un secco no ma l' espressione seria e arrabbiata di Altarf glielo impedì.
    Wei e Altarf rimasero a fissarsi fino a quando Hyoga non scomparve oltre la sesta casa. Solo allora Altarf disse:<< Di nuovo problemi con i Bronze Saint?>>. Aveva un volto serio
    :<< Io …>>. Wei cominciò a parlare ma Altarf gli intimò di tacere con un gesto della mano
    :<< Vieni con me alla quarta casa così possiamo parlare.>>. Ribatté Altarf con tono serio.
    Wei annuì e insieme si avviarono verso la casa del Cancro.

    Era seduto e ascoltava con poca attenzione la nuova predica di Altarf sul suo comportamento. Uno di quei momenti noiosi che non finiscono proprio mai.
    :<< Devi cercare di migliorare il tuo rapporto con gli altri … con il carattere che ti ritrovi sei riuscito perfino a far arrabbiare Nath del Toro che è una delle persone più tranquille qui al santuario.>>. Cominciò Altarf mentre si sedeva accanto al cavaliere dello Scorpione.
    Wei replicò:<< Se ti riferisci a quando Nath mi ha quasi scaraventato nel burrone … non c' entro nulla. E' stato un malinteso.>>. Aveva solo borbottato che l’ultima creazione del francese era orribile. I gusti sono gusti e lui aveva espresso solo un suo innocente parere.
    Altarf emise un lungo sospiro:<< Devi smetterla di avere questo atteggiamento di superiorità e di arroganza nei confronti degli altri! Non puoi comportarti come un bambino viziato! Devi imparare a portare rispetto per tutti gli appartenenti ai gradi inferiori e soprattutto …>>. Altarf fece un profondo respiro alzando la voce:<< Devi smetterla di fissarmi con quello sguardo!>>. Wei era l’unico che riusciva a fargli perdere la pazienza tra i cinque Gold Saint più giovani.
    :<< Quale sguardo?>>. Chiese innocentemente alzando lo sguardo verso il cielo cercando di nascondere un sorriso.
    :<< Lo sguardo da bambino che viene sgridato dal genitore! Sei insopportabile quando ti comporti così!>>. Il Cavaliere del Cancro storse il naso domandandosi se, i predecessori di Wei, avevano avuto un comportamento simile a quello dell’odierno Saint dello Scorpione.
    Lui e il precedente custode della casa … non ci doveva pensare! Non era un paragone da fare! Non poteva perdersi nei ricordi e nei lamenti delle anime dei morti … doveva bere qualcosa per liberare la mente.
    :<< Altarf …>>. Sussurrò Wei preoccupato per l’amico. Mosse una mano per appoggiargliela sulla spalla ma il Gold Saint del Cancro si alzò troppo rapidamente per lasciargli terminare quel semplice gesto . Lo vide scomparire all’interno di una stanza.
    Altarf tornò indietro con una bottiglia di vino e un bicchiere, Wei disse:<< Altarf sei a stomaco vuoto ...>>. Lui e gli altri quattro giovani Saint si erano ripromessi di aiutare Altarf a bere di meno. C'erano dei giorni in cui esagerava e in quelle occasioni si riduceva a uno straccio.
    Altarf mormorò:<< Solo un bicchiere prima di cena.>>. Cominciò a versare il liquido rosso nel bicchiere.
    Wei scosse la testa, Altarf dichiarava sempre l'intenzione di bere solo un bicchiere di vino, ma dopo si beveva l'intera bottiglia. Prese la mano dell'amico che teneva in mano il bicchiere e disse:<< Non puoi bere a stomaco vuoto!>>. Strinse con più forza il polso per fargli allentare la presa sul bicchiere.
    Altarf guardò negli occhi Wei e mormorò:<< Devo bere per non pensare al passato ... devo dimenticare.>>. I ricordi dell'addestramento e del male fatto da Death Mask aumentavano di intensità. Doveva bere.
    :<< Devi cercare di combattere questi ricordi senza bere e ...>>.
    :<< Combattere senza bere? Tu e gli altri non sapete niente di quello che vedo e sento dentro la mia mente! Tu non sai nulla!>>. Scansò Wei con violenza, e con rabbia, lanciò contro il muro il bicchiere e la bottiglia che si ridussero in mille pezzi. Il Saint dello Scorpione osservò allibito la parete sporca di vino e i cocci di vetro per terra.
    Non lo aveva mai visto in quello stato.
    Altarf guardò i rivoli di vino rosso che gli ricordavano il sangue e tutta la rabbia scomparve veloce come era venuta. Non disse neanche una parola a Wei. Si coprì la testa con le braccia e nascose il volto tra le gambe cominciando a piangere per la vergogna di quella breve perdita di controllo.
    Wei senza dire nulla abbracciò Altarf chiudendo gli occhi. Era meglio restare in silenzio piuttosto che parlare. Lui aveva causato quella reazione utilizzando forse parole sbagliate e pensò "Non riesco proprio a aiutarti ... mi dispiace".
    Trascorse un po’ di tempo prima che Altarf riuscì a pronunciare una parola:<< Non dovevi prepararmi la famosa Paella questa sera?>>.
    :<< Si ma ...>>. cominciò Wei non volendo lasciare il Saint del Cancro da solo in quelle condizioni e perso nei suoi tormenti.
    :<< Vai … Vai! Te lo ordino!>>>. Gridò a denti stretti Altarf cercando di nascondere ancora di più il viso usando il proprio corpo come scudo.
    Il Cavaliere dello Scorpione stava per mettere una mano sulla spalla di Altarf ma si bloccò avendo timore di scatenare un’altra brusca reazione da parte del Gold Saint del Cancro. Aveva già combinato un guaio, era meglio evitare di crearne un altro.
    Si alzò per andare a preparare la cena. “Meglio lasciarlo solo … così si calma”. Pensò Wei andando in cucina.

    Cucinando Wei pensava ad Altarf. Avrebbe voluto tornare dal Gold Saint del Cancro per aiutarlo ad uscire dallo stato in cui si trovava.
    Ogni volta che stava per muoversi pensava “Potrei solo peggiorare la situazione … .Continuava così a cucinare, controllando la cottura e seguendo la sua personale ricetta della paella sperando che il cibo lo avrebbe aiutato a calmarsi.
    Passarono altri minuti prima che una voce a lui molto familiare, chiese:<< Posso aiutarti?>>.
    A Wei mancarono le parole, così fece solo un piccolo cenno affermativo con la testa. Altarf si mise accanto a lui per aiutarlo.
    Il Saint del Cancro mormorò a bassa voce:<< Mi dispiace per prima … scusa ….>>. Wei annui di nuovo e pensò “Non c’era bisogno di scusarti, sono stato io a provocarti quella reazione” .
    Continuarono a cucinare in silenzio. Solo quando finalmente tutto fu pronto e la tavola apparecchiata il Gold Saint dello Scorpione ritrovò la parola. :<< Del bambino presentato al Grande Sacerdote hai saputo qualcosa?>>.
    :<< Iakos è stato affidato a un Silver Saint e ha cominciato il suo addestramento. Riceverò ogni mese una lettera con i suoi progressi e penso di andare a trovarlo per vedere dal vivo i suoi miglioramenti.>>. Rispose Altarf.
    :<< Non hai mai pensato di prenderlo come tuo allievo?>>. Chiese Wei.
    :<< Un tizio che fa scenate come quella di prima, può insegnare a un bambino ad essere un Saint?>>. Sbatté il pugno sul tavolo provando rabbia verso se stesso e verso la reazione che aveva avuto.
    :<< Io penso che tu sia un ottimo insegnante …>>. Mormorò Wei mentre si versava dell’acqua nel bicchiere.
    :<<Mi sono ricordato una cosa che dovevo dirti.>> disse Altarf.
    :<<Se è un'altra sgridata, passo, ne ho avute abbastanza per oggi.>> replicò asciutto il ragazzo continuando a mangiare.
    Altarf scosse la testa:<<Non lo è! Penso solo che dovrei smettere di darti lezioni di italiano.>>.
    :<<Ma perché?>>.
    :<<Da quando abbiamo cominciato i tuoi progressi non sono stati buoni anzi dimentichi molto facilmente le lezioni precedenti. Questa è la prova che tu hai difficoltà con le lingue. Se poi consideriamo i progressi degli altri con l'inglese e il greco.>>.
    :<<Ma l'italiano può essere utile per studiare un piano d'attacco senza che il nemico capisca le nostre parole.>>. Intervenne Wei che voleva continuare ad apprendere quella lingua.
    :<<Stavo giusto arrivando al motivo che ti ha spinto a chiedermi queste lezioni.>>. Altarf sogghignò:<<Pensi davvero che un nemico ti lasci il tempo di preparare un piano? Non crederai che dica cose del tipo "Ragazzi mentre voi preparate una strategia per uccidermi, io aspetto leggendo un libro o guardando un film sul mio portatile!”. Un nemico non aspetta i tuoi comodi e ti attacca sempre per evitare che tu elabori un piano per eliminarlo.>>. Possibile che quel testone di Wei non lo capisse? Eppure aveva combattuto diverse battaglie ma gli sfuggiva il reale motivo di quelle dannate lezioni.
    <<A Dabih le mie ripetizioni di spagnolo sono servite.>>. disse Wei
    :<<Si trattava di parolacce! Siete tutti veloci ad apprenderle.>>. replicò Altarf ripensando all' insensata spiegazione data dal Gold Saint del Capricorno? .Sospirò nuovamente.
    Wei riprese a mangiare in silenzio, imbronciato.
    Altarf , continuando a mangiare, disse:<<Però se migliori negli studi a cui ogni Gold Saint deve dedicarsi, forse potrei continuare ad insegnarti la mia lingua.>>.
    «Davvero?» Esclamò sorpreso Wei e vedendo Altarf annuire aggiunse:«Grazie mille!»
    Altarf«Adesso mangiamo o la tua paella si raffredderà .» Ripresero a mangiare in silenzio.
    ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
    Finita la cena, uscirono sedendosi sugli scalini del tempio della quarta casa. Il Saint dello Scorpione scelse un posto da dove si vedevano poche tombe. L'aria era fresca e il cielo notturno privo di nuvole era ideale per osservare le stelle.
    Altarf domandò:«Vuoi un bicchiere di limoncello?».
    Wei annui e l'amico osservò:«Prima mi hai impedito di bere un bicchiere di vino. Cos' è cambiato adesso ?».
    Lo Scorpione dorato rispose:«Un piccolo bicchiere a stomaco pieno é permesso, se poi dovessero diventare due, interverrei.» .
    Altarf non rispose e rientrò. Tornò dopo poco con due piccoli bicchieri pieni a metà di limoncello.
    Ne porse uno a Wei dicendo :«Un bicchiere senza bottiglia al seguito. Va bene cosi?» Il tono di voce era sereno e sul volto c'era l'ombra di un sorriso.
    A Wei quel sorriso spontaneo, non un sorriso forzato come quello visto in tante occasioni, parve un miracolo. Uno spiraglio di sereno in un mare in tempesta,quelli erano il cuore e l'anima di Altarf.
    Conosceva la vita del Gold Saint del Cancro e si era posto come obiettivo quello di aiutarlo.
    Rispetto agli altri 4, lui aveva potuto scegliere se diventare un Gold Saint o continuare la sua vita normale. Gli altri erano orfani oppure erano scappati da una vita distrutta o difficile per abbracciare ciò che sembrava essere un destino migliore. Ogni volta che aveva dei dubbi sulle sue azioni, si ricordava sempre la scelta che aveva fatto da bambino e a cosa aveva rinunciato, ribadendo nella sua mente il suo dovere di cavaliere.
    Detestava i paragoni con il suo predecessore. Lui non voleva essere come Milo, voleva diventare più forte di lui e sviluppare nuove tecniche di combattimento. Aveva letto e studiato i diari dei suoi predecessori, cercando attraverso i loro studi, una nuova tecnica. Per questo aveva lasciato perdere gli studi, trovandosi molto indietro rispetto agli altri cavalieri.
    I risultati però ancora non c'erano, ma continuava a lavorarci ogni notte.
    Di questo non aveva detto nulla né ad Altarf né agli altri Saint perché il suo colpo l'avrebbe utilizzato direttamente contro il nemico.
    :« A cosa stai pensando?» chiese Altarf vedendo il Cavaliere dello Scorpione stranamente silenzioso.
    Wei rispose:«Secondo te, prima o poi, il Gold Saint del Leone verrà al santuario accettando la promozione della dea Atena?». Era la prima cosa che gli venne in mente Non voleva ancora dire nulla dei suoi allenamenti ad Altarf. Voleva avere un risultato prima di parlarne con lui.
    Altarf non sembrò convinto della risposta del giovane Gold Saint e disse:« Difficile conoscere i suoi pensieri ...ha tanti buoni motivi per tenersi l’armatura della Fenice, ma non potrà rifiutare di ubbidire al volere di Atena ancora a lungo.».
    :<<Perché?».
    :«Tra poco ci sarà una nuova guerra.». Restò un attimo in silenzio e poi continuò:« Credo che Athena percepisca il prossimo pericolo o non avrebbe subito promosso a Gold Saint i cinque cavalieri di Bronzo ordinando anche di cercare e addestrare nuovi Saint. Sapendo che per completare l'addestramento ci voleva tempo, ha deciso di agire d'anticipo.».
    :«Solo lui si é mostrato contrario a questa decisione della Dea Athena?». Wei, come gli altri Saint più giovani, conosceva poco o nulla dei Gold Saint più anziani.
    :«Anche il Cavaliere d'oro della Vergine era contrario a lasciare la sua vecchia armatura. Credo che il motivo fosse legato al potere che possiede la cloth.. Non ne so molto perché non é mai al tempio. Si trova sull'Isola dove ha fatto il suo addestramento per aiutare nella ricostruzione.».
    :«Non hai mai avuto la possibilità di incontrarlo?».
    :«Una volta sola e dal quel breve scambio di parole ho capito di avere di fronte una persona dal cuore puro e dall' animo gentile.».
    :«Tornando al Cavaliere del Leone. Non si può addestrare un nuovo Saint per fargli prendere l'armatura ?».A Wei sembrava una soluzione più logica piuttosto che aspettare un cavaliere che sembrava contrario fin dal principio a quella promozione.
    :«Ci vorrebbe troppo tempo per addestrare un altro Gold Saint . Se la dea Athena ha voluto lui , un motivo ci sarà.». Rispose il cavaliere del Cancro.
    Restarono in silenzioso a guardare le stelle, poi Altarf disse:« Il protettore delle dee.».
    Wei mormorò:«Cosa?».Era così concentrato a guardare le stelle che non aveva ascoltato le parole dell'amico.
    Altarf ripete:« Il protettore di dee.». Poi spiegò: « Un gruppo di scorpioni proteggeva la dea Iside quando, incinta, scappava da suo fratello Seth. Uno scorpione uccise Orione quando questi tento di violentare Artemide. Il Gold Saint dello Scorpione ha il compito di proteggere Athena.». Wei ci pensò un attimo ed esclamò:«Hai ragione! Un sopranome per me e per i futuri Gold Saint dello Scorpione.».
    Altarf rise e riprese a guardare le stelle, cercando di non fare lo stesso errore fatto in precedenza pensando ai suoi predecessori.
    Wei si accorse che si era fatto molto tardi e si alzò:«Devo tornare al mio tempio ...». Non voleva andarsene, si trovava sempre bene con Altarf.
    Altarf disse:«In effetti si é fatto un pochino tardi. Domani potremmo avere una nuova missione ed é meglio essere riposati.».
    Wei si alzò in piedi e chiese:«A quando un’ altra serata simile?».
    :«Dipende tutto dalle missioni ... tanto ci incontriamo tutti i giorni e sarà facile organizzarne un'altra. La prossima volta però ci dovrete essere tutti e cinque.».Rispose Altarf.
    Wei disse a bassa voce:«Va bene ... ciao!».
    Altarf rispose al saluto in italiano:«Buonanotte amico, a domani.».
    Ritornata al tempio, Wei non andò a dormire ma apri' il quaderno con gli appunti di Milo che aveva trovato in un baule che conteneva gli oggetti personali del suo predecessore.
    Wei stava cercando di ultimare la sua nuova mossa, che Milo non era riuscito a completare a causa delle continue battaglie.
    "Gli mancava veramente poco ... devo trovare l'ultimo tassello del puzzle, completare la tecnica e dopo fare pratica".
    Continuò a leggere analizzando la tecnica per quasi tutta la notte prima di mettersi a letto poche ore prima dell'Alba.

    Nath: nome del Gold Saint del Toro
    Debih: nome del Gold saint del Capricorno
    Nota: Questo è il secondo Gold Saint che presento, il prossimo è il Gold Saint del Capricorno. Ringrazio chi legge. Grazie e arrivederci.
    Ultima modifica di Falcediluna; 26-12-2014 alle 23:41



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    Re: Sei nuovi Gold Saint

    Personaggi interessanti. Mi piace molto il carattere di Altarf, davvero ben fatto, anche se son d'accordo anch'io con Doc e Astrea. Meglio se il suo passato sia più traumatico e devastante. Almeno, così, ha un motivo in più per essere tormentato. Anche Wei sembra un tipo interessante, ma... ammazza che antipatico. Verrebbe da pigliarlo a schiaffi (e se la tua intenzione era di provocare nel lettore questo pensiero, con me ci sei riuscita ). Complimenti! Brava! ^_^

    Ah giusto: Quando Altarf arriva al villaggio di Iakos e incontra il padre di quest'ultimo hai scritto: "Alzò lo sguardo e notò lo :<< Lui chi è?>>". Manca un pezzo. Lo cosa? "Lo sconosciuto che era con lui"? Poi non ho capito, Wei va alla casa del leone o della vergine? No, perché sembra che l'incontro con Hyoga si svolga alla sesta casa anziché la quinta. Comunque, dettagliucci a parte, di nuovo complimenti!
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    Re: Sei nuovi Gold Saint

    Citazione Originariamente Scritto da Myu Di Papillon Visualizza Messaggio
    Personaggi interessanti. Mi piace molto il carattere di Altarf, davvero ben fatto, anche se son d'accordo anch'io con Doc e Astrea. Meglio se il suo passato sia più traumatico e devastante. Almeno, così, ha un motivo in più per essere tormentato. Anche Wei sembra un tipo interessante, ma... ammazza che antipatico. Verrebbe da pigliarlo a schiaffi (e se la tua intenzione era di provocare nel lettore questo pensiero, con me ci sei riuscita ). Complimenti! Brava! ^_^

    Ah giusto: Quando Altarf arriva al villaggio di Iakos e incontra il padre di quest'ultimo hai scritto: "Alzò lo sguardo e notò lo :<< Lui chi è?>>". Manca un pezzo. Lo cosa? "Lo sconosciuto che era con lui"? Poi non ho capito, Wei va alla casa del leone o della vergine? No, perché sembra che l'incontro con Hyoga si svolga alla sesta casa anziché la quinta. Comunque, dettagliucci a parte, di nuovo complimenti!
    Oh, scusa per il ritardo per la risposta. Altarf ha visto sia la morte dei suoi genitori e della gente che ha assistito a quella gara, ma oltre a quello è tormentato letteralmente da tutte le vittime di Death Mask. Le vittime del suo predecessore lo perseguitano ogni singolo giorno e lo torturano mostrando le atrocità che ha compiuto Death Mask. Ha paura di essere come lui per questo ogni tanto eccede nel bere. Ha paura di diventare come death Mask e di morire.
    Mi piace che ti ha fatto questa impressione Wei ... era proprio quello che volevo io ...



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    Re: Sei nuovi Gold Saint

    Debih del Capricorno:

    Un gruppo di nemici si era fermato in una zona tranquilla per discutere del loro prossimo obbiettivo.
    Il capo del gruppo disse:«Dobbiamo sfruttare al meglio quello che ci hanno generosamente regalato.». Si riferiva alle loro nere armature.
    Un altro guerriero aggiunse:« Potremo attaccare un paese per poi passare ad una città.».
    Un altro aggiunse:«Poi da una città passare a una nazione.».
    :«Concludendo con la conquista del mondo.». Concluse in gloria l'ultimo della banda.
    Poco lontano dal gruppo, un ragazzo di circa 23 anni ascoltava interessato la conservazione mentre si accendeva una sigaretta.
    Il rumore dell'accendino, mise in allarme i quattro guerrieri che si girarono per controllare chi c'era; videro un giovane con indosso un'armatura d'oro.
    I capelli erano di marrone scuro pettinati con il gel in maniera assurda. Gli occhi erano neri ed era molto abbronzato. Aveva un sorriso da figlio di ******* e teneva, al lato della bocca, una sigaretta.
    Capendo di essere al centro dell'attenzione il ragazzo, continuando a fumare, esclamò con tono allegro:«Ciao ragazzi! Credevo che i vostri discorsi di gloria continuassero almeno per il tempo di fumare una sigaretta.». Si alzò in piedi e continuò il suo discorso:« Sapete ... se tutti gli altri Saint non fossero impegnati da vostri colleghi o da mostri che spuntano come funghi, affiderei il compito a un altro cavaliere e andrei a prepararmi come si deve per un appuntamento con una splendida ancella.». Espirò il fumo dalla sigaretta.
    Il Capo dei guerrieri gridò:« Non avrai tempo di pensare al tuo stupido appuntamento dopo che ti avremo eliminato. Uccidetelo! ». I guerrieri attaccarono insieme il giovane.
    Il Gold Saint del Capricorno mise la sigaretta in bocca, rispose all'attacco alla velocità della luce: i nemici furono abbattuti.
    Il ragazzo, il cui nome era Debih si avvicinò ai cadaveri notando che le loro armature cominciavano a ridursi in polvere, come succedeva sempre. Debih esclamò felice mentre gettava il mozzicone lontano:«Bene! posso utilizzare il rapporto che uso da un mese, consegnarlo al Grande Sacerdote ed andare all'appuntamento.». Si avviò tutto felice al tempio.

    Il grande Sacerdote aveva accettato il suo rapporto e la spiegazione sul perché gli sembrasse uguale a quello utilizzato per missione. Era arrivato con soli due minuti di ritardo all'appuntamento ed era andato tutto alla perfezione. Ora c'era l'ultima voce della sua agenda: serata con gli amici.

    Wei chiese, mentre prendeva un'altra fetta di pizza:« Debih, come é andato l'appuntamento?».
    Debih rispose:«Tutto come previsto! Lei, oltre ad essere bella, é anche dolce.». Si mise a bere un bicchiere di vino.
    Romolo dei Gemelli chiese:«Tra tutte le ancelle corteggiate, lei é la tua moglie ideale?». Rise sotto i baffi.
    Il Gold Saint del Capricorno rispose:« É difficile dirlo! Devo conoscere anche le altre prima di trovare la futura madre dei miei 12 bambini.». Era fissato con quel numero; forse perché era un cavaliere d'oro o solo perché lo zodiaco era formato da 12 segni.
    Wei chiese ironico:«Quindi continuerai nella tua ricerca corteggiando tutte le ragazze?». Prese un'altra fetta di pizza.
    Debih esclamò:«Certamente!». Prese in mano un'altra fetta di pizza divorandola in pochi istanti:<< Devo scegliere la migliore moglie per me e la migliore mamma per i miei 12 figli. >>.
    Romolo prese in mano una bottiglia per versare altro vino. Notando che l'etichetta sulla bottiglia era scritta in una lingua diversa dal greco, chiese: «Dove hai preso questa bottiglia?.».Aveva un sospetto, ma decise di non dare voce ai suoi pensieri.
    :«L'ho rubata dalla riserva di vino di Altarf.». Rispose tranquillo Debih:«Abbiamo deciso di aiutarlo e svuotare le sue riserve mi sembra un'ottima idea.». Staccò un grosso pezzo di pizza, masticando rumorosamente.
    Gli altri due Gold Saint si misero le mani sulla fronte e Wei disse scuotendo la testa:« Ti abbiamo già detto che questa strategia é inutile! Ogni settimana ci viene regalato dal Grande Tempio una scorta di vino! Il problema di Altarf non è che beve molto, ma sono i ricordi del suo addestramento per diventare Gold Saint e un numero imprecisato di fantasmi assettati di vendetta che perseguitano la sua mente. Lo vuoi capire o no?». Bisognava aiutare Altarf, ma Debih era testardo e continuava con il suo stupido metodo.
    Romolo aggiunge:«Dobbiamo aiutare Altarf a sconfiggere i suoi ricordi, ma tu dovresti smetterla con i furti! Non credo che il tuo comportamento passi inosservato.».
    Debih mormorò con tono di voce serio:«So bene che dovrei smettere con i furti, ma rubare fa parte di ogni singola parte del mio corpo, della mia mente e della mia anima.». Bevve un sorso di vino mentre, con la mente, tornava indietro con i ricordi.

    Era nato in Brasile, ma ignorava tutto il resto di sé; la sua data di nascita prima era il giorno che coincideva con il suo ritrovamento da parte del personale dell'orfanotrofio mentre ora era il giorno in cui era diventato Gold Saint del Capricorno.
    Gli avevano affidato il nome Carlos ... un nome che detestava fin da quando era bambino, e di cui si era liberato subito, scegliendo a casa tra le stelle della costellazione del Capricorno.
    Aveva pochi e tristi ricordi dell'orfanotrofio.
    Tante lacrime, le persone che lavoravano in quella sporca struttura non sapevano, e non potevano, soddisfare ciò che gli orfani chiedevano. Stufo di essere chiuso in quel posto, era scappato via e si era trovato in mezzo alla strada.
    Aveva cominciato a rubare cibo per sopravvivere, fino a quando, le sue abilità non erano state notato dal capo di una nota banda di ladri. Era passato così ai portafogli ed ad altri oggetti preziosi. Se tornava con un bottino diverso da quello che chiedevano, veniva picchiato e mandato a dormire a stomaco vuoto.
    In quelle notti cercava di dimenticare la fame, creando con le stelle strane e divertenti figure, per calmare lo stomaco e il dolore che sentiva sulla schiena e sulle altre parti del corpo. Non piangeva mai perché sapeva che le lacrime non avrebbero dato cibo e non avrebbero fatto passare il dolore.
    Ogni due settimane cambiavano città, preferendo sempre luoghi frequentati da turisti. Molte volte questi luoghi erano vicini alla spiaggia e all'oceano.
    Due o tre volte si era fermato sulla spiaggia a guardare bambini e ragazzi giocare a calcio o a pallavolo.
    Debih sì fermava sempre a guardare le lunghe partite giocate sulla sabbia. Con la mente si sostituiva a uno dei giocatori e, grazie alla sua immaginazione, cominciava a divertirsi sentendosi finalmente felice nel suo cuore .
    Un giorno, troppo perso nei sogni di una vita tranquilla, non aveva portato nessun bottino: si era scatenato l'inferno.
    Era stato picchiato molto più forte rispetto alle altre volte e, quando avevano finito, lo avevano buttato in strada con l'intendo di farlo morire lì. Era solo, poco dopo il suo mondo diventò completamente nero.
    Quando si svegliò erano passati circa cinque giorni e, accanto al letto dove stava riposando, c'era un uomo.
    L'uomo, senza parlare, gli porse un cesto pieno di mele e Debih afferrò di furia due mele, se le infilò in bocca divorandole con rapidi morsi.
    L'uomo commento:« Mangia pure con calma, sono tutte tue.».
    Debih, con un pezzo di mela in bocca, chiese:« Tu chi sei? Come sono arrivato qui?».
    L'uomo rispose:« Sei in un posto sicuro, dove ti riprenderai dalle ferite che ti sono state inferte. Io sono qui per farti una proposta.».
    :«Una proposta? A me?». esclamò sorpreso Debih mentre continuava a mangiare.
    L'uomo annui e mormorò:«Adesso osserva le immagini che ti compariranno nella mente e decidi del tuo futuro.». Mise un dito sulla fronte di Debih che smise subito di mangiare per osservare rapito le immagini. Ora sapeva quale sarebbe stato il suo futuro e lo abbracciava in pieno.
    Disse alzando troppo la voce e sputando pezzi di mele:« Si io voglio essere un Saint!».
    L'uomo disse:«Bene! Allora quando ti sarai completamente ristabilito partiremo per il luogo in cui dovrai addestrarti per diventare un Gold Saint. Ora termina di mangiare.».
    Debih riprese a mangiare con gusto le sue mele.

    Era stato un duro addestramento e alla fine riuscì ad ottenere la gold cloth del Capricorno. Dopo era sopravvenuto un grande problema per lui: lo studio che la dea Athena aveva deciso di rendere obbligatorio per ogni Saint .
    Secondo lei, un Saint oltre ad essere padrone del proprio cosmo, doveva anche avere una vasta cultura per sfruttarla in battaglia. Molti Saint si trovarono d' accordo con lei , ma Debih aveva cominciato, nella sua mente, una serie di proteste silenziose che sarebbero durate fino all'inizio delle prime lezioni.
    Non sapeva né leggere né scrivere e non aveva avuto il coraggio di dirlo al maestro che trasformava le lezioni in un incubo; nella sua mente si formavano nuove proteste verso Athena e parolacce contro il maestro.
    La situazione andò avanti così fino a quando, una sera di ritorno al tempio da una missione, incontrò per la seconda volta Altarf.
    Altarf disse:«Buonasera Debih!».
    :«Ciao! Di ritorno anche te da una missione?». chiese Debih.
    Altarf scosse la testa:«No, ti stavo aspettando per parlare dei tuoi progressi nel campo dello studio. Essendo il più anziano del gruppo, voi cinque siete sotto la mia responsabilità e sono stato informato che ...».
    Altarf venne interrotto da Debih che, stufo di tenere le sue proteste dentro di se, gridò :«Ma basta, avete veramente rotto tutti! Io non so né leggere ne'scrivere; credevo che la vita di un Saint fosse solo prendere a calci i nemici, non stare seduti su di un libro. Filosofia, Storia, Lettere e tutte le altre stupide materie non servono per proteggere la terra.». Terminò colpendo una colonna con un pugno riducendola a pezzi.
    Altarf aveva lasciato sfogare Debih per chiedere poi con tono tranquillo:« Perché non lo hai detto al tuo maestro? avrebbe potuto aiutarti.».
    Debih si accese una sigaretta e rispose:« Mi vergogno! Sono un Gold Saint ma sono anche un analfabeta con un passato da ladro.». Alzò la testa per guardare quelle stelle che l'avevano salvato.
    Altarf replicò:« Siamo Gold Saint ma siamo anche uomini e gli uomini sono esseri imperfetti.». Restò un attimo in silenzio per poi riprendere a parlare:«Se vuoi ti posso insegnare a leggere e a scrivere.».
    Debih lasciò quasi cadere la sigaretta ed esclamò:«Davvero? Grazie mille nonno!». Avrebbe voluto continuare ad ringraziare Altarf ma il Gold Saint del Cancro gli diede un *****tto in pieno volto.
    :«Non sono un vecchio! Ho solo cinque anni più di te!». Gridò Altarf che odiava essere chiamato "vecchio" o "nonno" perché non aveva neanche compiuto 30 anni.
    Debih, rialzandosi in piedi, disse:« Scusa! Tutta colpa delle rughe che hai sul volto che ti fanno sembrare molto più vecchio .>>. Si massaggiò il viso nel punto dove era stato colpito: «Allora quanto cominciamo queste ripetizioni zietto? ».
    Altarf mormorò:<< Domani pomeriggio dalle tre fino e fino a un orario ragionevole o fino alla chiamata del Grande Sacerdote. Devi essere veloce ad imparare per recuperare il terreno perduto rispetto ai tuoi compagni di corso.>>.
    :<< Perfetto, ci vediamo domani!>>. Esclamò entusiasta Debih che ritornò nel suo tempio allegro e finalmente con la testa libera dalle sue proteste.
    Con le ripetizioni di Altarf la situazione migliorò notevolmente, e in alcune materie, riuscì a prendere dei buoni voti, in altre zoppicava ancora ma, dopo tutto, riusciva a cavarsela.

    Il nome del Gold Saint del Cancro fece accendere una lampadina in testa a Debih.
    Prese fiato e chiese a Wei:«Hai detto quella cosa a Altarf?».
    Wei rispose con un' altra domanda:«Cosa avrei dovuto dire ad Altarf? ».Sorrise, cercando di essere divertente per sfuggire all'argomento di cui detestava tanto parlare davanti agli altri.
    Debih non ci cascò ed esclamò:« Andiamo, che lo sai bene di che cosa sto parlando! Glielo hai detto?».
    Wei scosse la testa, nella sua mente cominciò a cercare un modo per evitare quell' insidiosa domanda
    Romolo disse con tono calmo:«A quanto pare non fa progressi ...».
    Debih esclamò:«Eppure non sembra tanto difficile! ».
    Finalmente Wei ebbe un' idea per uscire da quella situazione imbarazzante.
    :<< Per quanto riguarda Excalibur hai saputo qualcosa?>>. Chiese Wei tentando di spostare la conservazione ad un altro argomento. Forse non avrebbe dovuto confidarsi con gli altri, soprattutto con Debih, che tirava fuori il discorso anche nei momenti meno opportuni.
    Debih accese una sigaretta e rispose:<<Excalibur? Shura l'ha donata a Shiryu prima di morire e quindi appartiene a lui. Per fortuna ho appreso delle nuove tecniche di combattimento per sconfiggere i nemici.>>. Ispirò il fumo della sigaretta, un' espressione seria comparve sul suo viso.
    :<< Non pensi di reclamarla?>> . Volle sapere Wei.
    Debih rispose scuotendo la testa:<< Vorrei prima diventare degno di questa cloth e delle responsabilità che comporta. Voglio essere un grande Saint, molto più del mio predecessore.>>. Buttò fuori il fumo della sigaretta.
    Wei rimase in silenzio, continuando a mangiare l'ultima fetta della pizza. Nella sua mente si fece strada una domanda che poi formolo' a Debih:<< Perché Excalibur appare solamente nel mito di Re Artù e non in quelli dell'Antica Grecia?>>.
    Debih rimase sorpreso dalla domanda di Wei, per poco non gli cade la sigaretta di bocca. Restò un attimo in silenzio e disse con voce incerta:<< Sinceramente non lo so!>>. Si girò verso Romolo e lo indicò con un dito:<< Però sono sicuro che Romolo saprà dare una risposta alla tua domanda!>>. Sul suo volto apparve un enorme sorriso.
    Romolo scanso il dito ed esclamò arrabbiato:<< Gira la tua testa verso Wei! Lo sai che detesto il fumo! Poi quando hai un problema lo scarichi sempre su di me!>>.
    Debih esclamò girando la testa verso il Gold Saint dello Scorpione:<< Scusa, me lo dimentico sempre. Comunque mi rivolgo a te in questo momento non perché sono in difficoltà, ma perché tu sei il più intelligente. Sono sicuro che avrai un' ottima spiegazione.>>. Spense la sigaretta nel portacenere:<< Allora questa teoria?>>. Prese un bicchiere pieno di vino.
    Romolo sospirò cominciando a spiegare:
    << Molto probabilmente perché il Gold Saint del Capricorno dell'Antica Grecia non è stato semplicemente utilizzato per creare un mito greco, per questo Excalibur non appare raffigurata in testi greci. Fino alla stesura della Historia Regum Britanniae di Geoffrey of Monmounth e poi, nei testi scritti di Robert Wace e Layamon, viene citata la spada che in diverse traduzioni appare con un nome diverso.>>.
    Bevve un sorso di vino e continuò :
    << Credo che durante una guerra sacra combattuta in Gran Bretagna durante il V o il VI secolo, il Gold Saint del Capricorno doveva chiamarsi Arturus o Arthur Arcturus come la stella più luminosa della costellazione del Bifolco. Probabilmente, qualcuno che assistette alla battaglia, vide questo cavaliere ricoperto di un'armatura d'oro combattere con forza e ferocia i suoi nemici usando una spada incantata di nome Excalibur. Sappiamo bene che l'oro è considerato un simbolo di regalità >>.
    :<< Il sopravvissuto della battaglia fece nascere le prime voci di un signore della guerra, di un re, che aveva sconfitto gli invasori grazie a una spada incantata di nome Excalibur insieme ad altri nobili cavalieri. Molto probabilmente si trattava di altri Saint che dopo, nel mito, sono diventati i cavalieri della tavola rotonda. Dal racconto di una guerra sacra di Athena contro una divinità è nata una leggenda che ancora oggi vive nei cuori delle persone alimentandone la fantasia.>>.
    Concluse Romolo bevendo un altro sorso di vino.
    Debih spense un altra sigaretta ed esclamò dando una pacca sulla spalla del Gold Saint dei Gemelli:<< Bravo! So che in questi casi si può sempre contare su di te! Una spiegazione migliore di questa non l'avrei potuta trovare!>>.
    Romolo replicò glaciale:<< Perché tu neanche ci provi a formulare risposte o teorie logiche!>>. Dal tono glaciale che aveva Romolo, quasi più freddo di quello usato di solito da Hyoga, Wei capì subito che Debih aveva di nuovo fatto di testa sua e che stavolta ci era andato di mezzo nuovamente il Gold Saint del Gemelli.
    Debih si allontanò da Romolo, capendo che il suo amico era ancora arrabbiato per quel piccolo incidente capitato nella loro precedente missione. Il Grande Sacerdote, conoscendo il passato dei due Gold Saint, aveva raccomandato di non farsi scoprire perché il posto era pieni di guerrieri; a Debih, per come lottavano, sembravano mercenari. Il timore era che potessero scappare uccidendo delle persone innocenti.
    I 2 Saint, non avendo trovato una buona soluzione per entrare senza farsi scoprire dai nemici e, non volendo perdere tempo in quella noiosa missione, avevano deciso di entrare dalla porta principale uccidendo tutti gli avversari .
    La missione era stata completata ma non avevano trovato indizi che potessero aiutarli a scoprire qualche informazione importante sui nemici. Il Grande Sacerdote non era stato contento e li aveva sgridati; a quella lavata di testa si erano aggiunti anche Seiya e Hyoga. Dopo tre ore di incessanti rimproveri erano stati congedati e rimandati ai loro rispettivi Templi a riflettere per non commettere più errori del genere.
    Debih conosceva Romolo dalle prime lezioni al Tempio; capiva che il Gold Saint dei Gemelli era arrabbiato, non tanto con lui che forse aveva avuto troppo fretta, ma per essere stato trattato come un bambino capriccioso che si rifiuta di ubbidire ai genitori.
    Romolo eseguiva le missioni in modo impeccabile; sentirsi dire che era un irrazionale, uno sprovveduto e che altri Saint avrebbero fatto meglio di lui, solo per l'esito di una missione dimenticando quelle svolte in passato, lo faceva arrabbiare enormemente.
    Ovvio che Romolo fosse alterato ed ora, per la prima volta, mostrava davanti ai suoi amici i suoi sentimenti. Di solito era un re del autocontrollo e non mostrava mai ciò che provava a nessuno.
    Per queste sue qualità il Grande Sacerdote gli affidava più missioni rispetto agli altri Gold Saint.
    Romolo aggiunse,dando un calcio alla scatola di cartone della pizza:<< La colpa è tua! Se tu mi avessi lasciato riflettere per qualche minuto prima di attaccare, avrei trovato la soluzione più adatta a quello che voleva il Grande Sacerdote!>>.
    Debih, sapendo che era meglio non farlo arrabbiare ulteriormente, mormorò :<< Ti chiedo nuovamente scusa! Alla prossima missione che ci affideranno, ti lascerò tutto il tempo di pensare a una buona strategia. D’accordo?>>. Detestava dare ragione agli altri ma, in questa occasione, doveva chinare la testa.
    Wei, cercando di far terminare quella discussione, chiese:<< Perché non sono venuti Alpher e Nath?>>. Di solito erano presenti anche loro due a quelle cene a base di pizza.
    Debih rispose felice per quella domanda da parte del Gold Saint dello Scorpione:<< Sono entrambi impegnati in una missione che si sta rivelando più lunga del previsto. Purtroppo, avevo già organizzato tutto altrimenti avrei rinviato per quando fossimo stati tutti presenti.>>. Era un peccato perché quando erano tutti e cinque insieme si divertivano molto ma, quando con loro c’era anche Altarf era anche meglio.
    Era bello vedere il Gold Saint del Cancro sereno e comportarsi come un ragazzo, di solito era sempre serio e cupo come un uomo che ha già vissuto gran parte della sua vita, forse era per quello che Debih lo aveva chiamato “nonno”.
    I tre Gold Saint continuarono a parlare prima di ritirarsi a dormire.

    Quando tutti se ne andarono e rimase da solo, Debih ripensò spesso a quello splendido regalo che il destino gli aveva riservato. Essere diventato un Gold Saint era stato un meraviglioso dono; se prima la sua vita era una continua discesa nell’oscurità con la sua carriera da ladro ora, come Gold Saint,camminava nel cielo notturno insieme alla luce delle stelle.
    Sapeva bene che di fronte agli occhi degli altri Gold Saint non sembrava un buon cavaliere, ma lui ci teneva a quel compito più di quando non desse a vedere.
    Non eseguiva i comandi come gli venivano impartiti dal Grande Sacerdote, non rispettava i Gold Saint più anziani di Altarf .. anche se lo vedeva più come un coetaneo, rughe a parte, rubava e creava rapporti fotocopia, ma ci metteva anima e cuore per essere un buon cavaliere e difendere le persone da quegli strani nemici era molto importante per lui.
    Lui voleva diventare il miglior Gold Saint del Capricorno, anche senza Excalibur, voleva essere il migliore per sdebitarsi di quello splendido dono che gli era stato fatto quando era stato trovato mezzo morto in quella strada polverosa: una nuova vita e la possibilità di crearsi un futuro.


    eccolo qui il mio nuovo personaggio! il prossimo sarà il gold saint dei Gemelli, Romolo



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    Re: Sei nuovi Gold Saint

    Belli i tuoi personaggi @Falcediluna, li ho letti tutti d'un fiato e aspetto ansiosa gli altri! Interessante la caratterizzazione e l'introspezione, forse avrei speso qualche parola in più nel descrivere lo svolgimento delle missioni, ma anche così non è male affatto. Spicca immediatamente il carattere che hai voluto dare a ciascuno, e devo dire che per ognuno calza a pennello. Occhio alle ripetizioni, tipo "quando con loro c’era anche Altarf era anche meglio".

    meritatissimo!

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