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Discussione: Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints

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    Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints

    Data di creazione: 18/6/12
    Trama: Molti anni orsono, settantasei saints infangarono il loro nome utilizzando i loro cloth per scopi malvagi anziché di giustizia come doveva essere. La dea Atena li punì esiliandoli su una piccola isola chiamata Death Queen Island e, come marchio d’infamia, i loro cloth si colorarono di nero. Fu così che nacquero i famosi Black Saints. Sull’isola fu posto un sigillo, una maschera sul volto del saint colpevole di aver dato inizio a tutto, che impedì loro di uscire e d’invecchiare. Dopo duecentocinquanta anni, però, il sigillo si è sciolto e i saints possono finalmente essere liberi di vendicarsi.



    Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints


    Prologo



    In tempi antichi, quando il male minacciava la terra, la dea Atena interveniva in sua difesa, rinascendo ogni volta, con l’aiuto di giovani e potenti guerrieri chiamati saints. Per permettere ai giovani di combattere al meglio, furono create per loro speciali armature, chiamate cloth, forgiate dai fabbri dello scomparso continente Mu. Basandosi su visioni di costellazioni che sarebbero state poi scoperte in futuro, ne crearono ottantotto e di tre tipi diversi: dodici Gold Cloth, ventiquattro Silver Cloth e cinquantadue Bronze Cloth. Per secoli, la dea Atena e i suoi saints rinacquero, in un luogo sconosciuto alla gente comune, chiamato Santuario, che si trovava in Grecia, e combatterono contro coloro che volevano conquistare la terra. Ci fu, però, un fatto, nella loro storia, a dir poco increscioso. Era il 1736 quando la dea tornò sulla terra. Una volta che il suo cosmo si risvegliò, aveva quattordici anni, nel frattempo tutti i saints erano riusciti a terminare il loro addestramento e a ottenere i loro cloth. Uno di loro, il silver saint della costellazione di Orione, il cui nome si è perso nelle nebbie del tempo, nonostante gli fu spiegato che era proibito utilizzare il cloth per scopi personali, aprì la sua Pandora’s box e la indossò. Si sentì pieno di energia e iniziò a usare i suoi colpi per compiere saccheggi e uccidere chi incontrava o lo ostacolava. Alcuni silver saints, preoccupati, lo raggiunsero per avere spiegazioni.
    -Spiegazioni? Non c’è nulla da spiegare cari colleghi. Volevano farci indossare i cloth solo per difendere la giustizia, ma in verità non vogliono perché hanno paura del nostro potere! Anche voi tre, invece di perdere tempo, andate a indossare i vostri cloth e vi accorgerete di cosa sto parlando. Fidatevi!- disse loro.
    I tre saints, della costellazione dell’altare, della coppa e del triangolo australe, dopo aver riflettuto, obbedirono e ben presto, tutti i bronze e i silver saints iniziarono a compiere azioni ingloriose e infami.
    -Come osano fare questo? Hanno rinnegato il loro nome di saints e, soprattutto, hanno rinnegato la stessa dea Atena!- disse furiosamente Sion, il gold saint dell’ariete che in quell’epoca ricopriva la carica di gran sacerdote.
    -Li fermerò io. Da sola!- disse la dea.
    -È… è sicura? Vuole che le mandi un paio di gold saints a farle da scorta?-
    -Non preoccuparti. Non c’è bisogno.-
    -Però…-
    -Ti ho detto di stare tranquillo.-
    Intanto, il saint di Orione e gli altri ribelli si stavano divertendo a compiere violenze di ogni genere e a ridere come matti.
    -Uh! Fermi ragazzi! Questo cosmo è…-
    Il saint non finì la frase perché vide in lontananza un bagliore dorato che si avvicinava lentamente verso di loro.
    -Che cosa state facendo? Questo non è un comportamento degno del vostro nome!- disse la giovane una volta raggiunti.
    -Che sorpresa. La dea Atena in persona! Come dice? Veramente non stiamo facendo nulla di male!-
    -Ma davvero? Hai proprio una bella faccia tosta!-
    -Grazie. Lo so che la mia faccia è bellissima. Comunque, cos’ha intenzione di farci? Vuole ucciderci per aver infangato il nome dei saints? Bella dimostrazione di “giustizia”!-
    -Oh no. Io non sono così rancorosa da togliervi la vita. Ho una punizione migliore per voi!-
    Sulla mano destra della ragazza comparve magicamente lo scettro di Nike che iniziò a brillare di luce d’oro. I cloth dei saints, ormai rinnegati, diventarono magicamente neri.
    -Ora non siete più né bronze né silver: siete Black Saints!-
    -Beh? Tutto qui?- chiese il saint.
    -Certo che no!-
    Di nuovo, lo scettro tornò a brillare, ogni saint si ritrovò inglobato in una sfera di energia dorata, volarono in cielo come comete e atterrarono in una piccola isola vulcanica.
    -Ma… dove siamo?-
    La dea Atena, che fluttuava sulle loro teste, rispose:
    -Ascoltatemi black saints: d’ora in poi vivrete in esilio su questa piccola isola chiamata Death Queen Island!-
    -Sei una sciocca Atena. Pensi che staremo fermi qui come dici tu?-
    -Certo che sì, perché è il mio volere!-
    -Ma finiscila!-
    Lo scettro della dea s’illuminò di nuovo e sulla faccia del saint comparve una maschera che ricordava il volto del demone indonesiano Rangda.
    -Ma che diavolo?-
    -Lo sciocco sei tu. Quella maschera che ti ho messo è il sigillo che impedirà a te e agli altri rinnegati di uscire da qui. Che razza di esilio sarebbe stato, altrimenti? Inoltre, dato che è colpa tua se tutto ciò è successo, d’ora in poi ti chiamerai Guilty!-
    -Maledetta Atena!-
    Le lanciò una sfera energetica, ma non la raggiunse neanche perché si scontrò contro una barriera.
    -Che…?-
    -Non l’hai ancora capito che c’è una barriera? Sei duro di comprendonio!-
    -Che tu sia maledetta! Vedrai che alla fine riusciremo a uscire da qui e per te sarà la fine!-
    Atena non gli disse nulla e se ne andò, mentre Guilty le continuava a gridare la sua minaccia. Il sigillo, oltre a impedire ai saints di uscire, permise di non invecchiare. Era come se non volesse concedere loro il privilegio della morte. Un’altra punizione davvero esemplare da parte della dea. Fu così che nacquero i Black Saints.

    Capitolo I:

    Camus Dell’Aquario E I Suoi Allievi




    1977. Siberia. Un giovane dai lunghi capelli blu e occhi dello stesso colore, stava allenando un ragazzino di otto anni, biondo e con gli occhi azzurri, di nome Hyoga. Camus, questo era il nome del giovane, era uno dei saints della leggenda. Più precisamente un gold saint e della costellazione dell’aquario. Questo significava che anche la dea Atena era rinata.
    -Molto bene Hyoga, per oggi può bastare così. Vai a riposare un po’!- disse.
    -Non voglio riposare maestro. Vado a fare due passi invece.-
    -D’accordo, ma non fare troppo tardi.-
    La mente del piccolo Hyoga, mentre passeggiava in quel luogo perennemente ricoperto da neve e ghiaccio, ritornò a tre mesi prima, ovvero, quando aveva conosciuto Camus. La madre di Hyoga era una ricca donna siberiana, mentre suo padre l’aveva lasciata quando lui era ancora un neonato. A tre anni perse anche sua madre, morta in un incidente. Fu costretto, quindi, a vivere in un orfanotrofio. L’ambiente non era dei migliori e passò cinque anni a essere maltrattato dagli altri orfani e anche da quelli che lavoravano nella struttura. Stanco di tutti quei soprusi, riuscì a fuggire, ma alcuni uomini lo seguirono e lo ripresero.
    -Piccolo vermiciattolo. Come osi fuggire? Te ne faremo pentire amaramente.-
    -Lasciatemi andare brutti schifosi!-
    Fu in quell’occasione che il suo cosmo assopito ebbe un lieve risveglio sufficiente da attrarre Camus.
    -Che state facendo a quel bambino?- chiese il gold saint ai tre.
    -Impicciati degli affari tuoi, tu!- rispose uno.
    Camus e Hyoga si guardarono negli occhi.
    -Ho la strana impressione che voi tre non siate nulla di buono. Lo deduco dallo sguardo spaventato del bambino.-
    -Oh, senti. Levati dalle scatole, che ti conviene!- gli si avvicinò uno.
    Camus sorrise e, con un rapido movimento, colpì l’uomo al petto con un calcio che lo scaraventò a terra.
    -Ma che…?-
    -Fatevi sotto perdenti!-
    -Chiudi il becco!-
    L’altro tentò di dargli un pugno, ma Camus lo parò. Il suo corpo iniziò a brillare di una luce bianca e a quel punto, la mano del tizio si congelò in un attimo e si mise a urlare di terrore.
    -Che diavolo mi hai fatto? Cosa sei, uno stregone?- disse piangendo mentre era inginocchiato a guardarsi la mano congelata.
    -Qualcosa di meglio.-
    Camus si avvicinò all’ultimo uomo che teneva per un braccio il piccolo Hyoga.
    -Il bambino non vuole venir con voi. Ti spiace se me lo prendo io?-
    -F… fa come ti pare. Non voglio guai!- disse mollando la presa e scappando terrorizzato.
    -Un tipo saggio. Ogni tanto ce ne sono!-
    Camus sorrise a Hyoga e si voltò ai due uomini rimasti.
    -Siete ancora qui?-
    I due si rialzarono e scapparono. Quando Camus e Hyoga furono da soli, quest’ultimo si avvicinò al suo salvatore.
    -Voglio… voglio diventare forte come te. Me lo insegni?-
    Camus sorrise.
    -Tu non lo sai, ma sei già forte. È scritto nelle tue stelle.-
    Il bambino inarcò un sopracciglio e Camus gli accarezzò la testa.
    -Ti spiegherò!-
    Lo portò in una piccola casa fatta di mattoni di pietra. Era l’unica abitazione in quel posto desolato circondato solo dai ghiacciai. Dopo averlo fatto mangiare, gli raccontò quello che voleva sapere.
    -Hai mai sentito parlare della dea Atena?-
    -Certo. Era la dea greca della giustizia!-
    Camus sorrise.
    -Devi sapere che per secoli, la dea Atena tornava sulla terra ogni volta che le forze del male volevano soggiogarla. Al suo fianco aveva giovani guerrieri straordinari chiamati saints, in grado di spaccare la terra con un calcio e fendere il cielo con un pugno, che la aiutavano nelle sue battaglie. Io, sono uno di quelli, più precisamente un Gold Saint, della costellazione dell’aquario.-
    Il bambino lo guardò affascinato. Sapeva che quanto gli aveva raccontato non era una balla. D’altronde, lo aveva visto con i suoi occhi.
    -Hai detto che anch’io sono un saint…- gli disse.
    -Sì. Un saint si riconosce grazie all’energia interna, chiamata cosmo, che possiede. E tu, anche se non te ne sei accorto, lo possiedi, anche se è latente. Per farlo crescere dovrai allenarti, ma sarà molto duro.-
    Fece una pausa.
    -Sei proprio convinto di voler diventare forte come mi avevi detto? Dovrai sostenere prove di rara crudeltà.-
    Hyoga non ci pensò sopra neanche un po’.
    -Non m’importa. Sono pronto!-
    -Come vuoi…-
    Fu così, che scoprì le prove di rara crudeltà dette poco prima dal suo maestro. E l’allenamento proseguì anche quando nevicava leggermente o c’erano le tormente. Più di una volta il piccolo Hyoga, mentre si allenava a colpire con i pugni i fiocchi di neve che cadevano, sveniva per la stanchezza e sarebbe morto congelato se non ci fosse stato sempre Camus al suo fianco. Nonostante la durezza dell’addestramento e la severità del suo maestro, non era affatto demoralizzato e si sentiva al sicuro e felice. Per lui, che non aveva conosciuto l’affetto paterno, quel giovane apparentemente freddo come i ghiacci della Siberia, era come un padre. A ripensare a tutto questo, Hyoga sorrise. Continuando a passeggiare, fu all’improvviso attratto da un grido. Si mise a correre e quando arrivò alla fonte, si ritrovò davanti quattro uomini che accerchiavano un bambino, steso a terra, della sua stessa età e con i capelli verdi. Uno degli uomini aveva in mano una pietra appuntita sanguinante. Quando il bambino alzò la testa, aveva una mano sull’occhio sinistro.
    -Questo era solo l’inizio ragazzino. Ti pentirai di essere fuggito dalla villa del padrone. Bella gratitudine, dopo che ti ha tolto da quello schifo di orfanotrofio!-
    Hyoga ebbe un déjà vu e si sentì come il suo maestro Camus, anche se i ruoli, stavolta, erano invertiti.
    -Il vostro padrone deve andare all’inferno!- disse il ragazzino alzandosi di scatto e continuando a tenere la mano sull’occhio sanguinante.
    Uno di quelli reagì dandogli un calcio sullo stomaco che lo costrinse a inginocchiarsi per il dolore.
    -Ora ti diamo una bella lezione, prima di riportarti alla villa del signor Kido!- disse afferrandolo per i capelli.
    Stanco di guardare, Hyoga intervenne.
    -Lasciatelo stare!- disse.
    I quattro si girarono in sincrono e iniziarono a ridere vedendolo.
    -Sparisci, moccioso. Questi non sono affari tuoi!-
    Il corpo di Hyoga iniziò a brillare di luce bianca come la neve.
    -Ho detto di lasciarlo stare!-
    I quattro lo guardarono con una certa soggezione.
    -Diamond Dust!-
    Tirò un pugno all’aria scatenando le fragorose risate dei tizi.
    “Oh, no!” pensò.
    Uno di loro gli andò vicino.
    -Cosa volevi fare? Giochi di prestigio?- e gli diede uno schiaffo tanto forte da farlo girare su se stesso prima di cadere a terra.
    All’improvviso iniziò a nevicare.
    -Sbrighiamoci a portar via il moccioso. Le tormente di neve arrivano presto qua!-
    Come se lo avesse sentito, i fiocchi di neve aumentarono insieme al vento.
    -Dannazione!-
    Una mano si posò sulla spalla di uno di loro.
    -Chi…?-
    Non finì la frase perché fu colpito da un pugno allo stomaco. Gli altri tre se ne accorsero.
    -E tu chi diavolo sei?-
    -Non importa, sparite!-
    -Ehy, chi ti credi di essere, eh?-
    Camus sorrise, aprì la mano mostrando un globo di ghiaccio e disse:
    -Diamond Dust!-
    I tre furono scaraventati poco lontano. Si era trattenuto solo per spaventarli, infatti, si rialzarono terrorizzati e scapparono urlando frasi del tipo che era il dio delle nevi o cose così. Camus si avvicinò al suo allievo che, prima di svenire, gli disse:
    -Perdonami maestro. Ti ho deluso…-
    Lui gli sorrise, si caricò i due bambini sulle spalle e si allontanò nella tormenta. Il bambino con i capelli verdi si svegliò, senza aprire gli occhi. Il sinistro era dolorante e coperto da una garza. Sentiva le voci di un ragazzo e un bambino.
    -Chiedo ancora scusa per averti deluso, maestro…- disse il bambino.
    -Roma non è stata costruita in un giorno. Di conseguenza, anche un saint non diventa tale con solo pochi mesi di allenamento. Non devi mortificarti per questo!-
    Hyoga abbassò la testa.
    -Piuttosto, va a vedere se il nostro ospite è sveglio e portagli da mangiare.-
    -Sì, vado subito.-
    Afferrò il vassoio, sopra al quale c’era del pesce cotto alla griglia, e salì le scale per raggiungere la stanza del loro ospite. Quando si avvicinò al letto, e vide che stava ancora dormendo, si voltò per andarsene, ma la voce del ragazzino lo fermò.
    -Dove mi trovo? E tu chi sei?-
    -Sei nella casa del maestro Camus. Io mi chiamo Hyoga!- disse sorridendogli.
    -Hyoga? Quella che si fa per meditare?-
    I due scoppiarono a ridere.
    -Hai ragione! Non avevo mai fatto caso a questa somiglianza! Tu, come ti chiami?-
    -Mi chiamo Isaac!-
    Hyoga sorrise e porse il vassoio, ma Isaac scosse la testa.
    -Non hai fame?-
    -Da morire, ma non mi piace mangiare a letto.-
    -Ho capito!-
    I due uscirono dalla stanza, scesero le scale e raggiunsero Camus. Vedendoli, sorrise.
    -Ciao! Vedo che ti sei ripreso. Come ti senti?- disse andando incontro a Isaac.
    -Ho un po’ di fastidio all’occhio, ma per il resto sto bene, grazie.-
    I due si strinsero la mano.
    -La ringrazio infinitamente per avermi salvato…- disse timidamente.
    Camus non disse nulla e si limitò a sorridere.
    -Se solo fossi intervenuto un po’ prima! Il tuo occhio…-
    Isaac fece spallucce.
    -Non si preoccupi.-
    -Non essere così formale. Chiamami Camus e dammi del tu!-
    Isaac sorrise e si girò verso Hyoga.
    -E ringrazio anche te ovviamente!-
    I tre mangiarono il pesce insieme e in totale silenzio. Isaac aveva una domanda che voleva fare, ma si tratteneva per timidezza. A rompere il silenzio ci pensò Camus.
    -Chi erano quegli uomini e perché ti hanno aggredito? Erano troppo eleganti per essere inservienti di un orfanotrofio.-
    Nel dire questo guardò istintivamente Hyoga. Isaac rimase stupito.
    -Come… come sai che sono orfano?-
    -Non lo sapevo, ma l’episodio mi ha ricordato un fatto di poco tempo fa con protagonista il piccolo Hyoga. Lui scappò dall’orfanotrofio, fu inseguito dagli inservienti, che lo presero e lo picchiarono, e lo salvai!-
    -Capisco…-
    -Ora dicci tutto!-
    Isaac abbassò la testa. Il suo volto s’incupì.
    -Quelli erano le guardie del corpo di Mitsumasa Kido. Il mio padre adottivo.-
    -Lo conosco. È un ricco industriale giapponese che ora vive qui in Siberia. Per quale motivo sei scappato?-
    Isaac non rispose subito.
    -Sarà anche ricco, ma è un vecchio porco…- disse trattenendo il pianto.
    In quell’attimo di rabbia e disperazione, Camus e Hyoga avvertirono un lieve cosmo e si guardarono. All’improvviso, qualcuno bussò alla porta.
    -È… È lui!- disse con terrore alzandosi di scatto.
    Camus gli fece una carezza sul viso e gli sorrise dolcemente.
    -Non gli permetterò di portarti via!- gli disse e si diresse verso la porta.
    Una volta aperta si trovò davanti a un uomo con la barba e capelli bianchi, e vestito elegantemente, che gli sorrise. Era, però, un sorriso molto forzato.
    -Salve giovanotto. Mi chiamo…-
    -So chi è lei. Le sembrerà strano, ma li leggo anch’io i giornali!-
    -Buono a sapersi. Allora non perderò tempo in chiacchiere. Ha visto questo moccio… ehm… ragazzino?-
    Mitsumasa Kido gli porse una fotografia. Camus la guardò attentamente.
    -No! Mi spiace.-
    -Sicuro? I miei uomini lo avevano avvistato poco lontano da qui e non mi pare ci siano altre case nei paraggi. Per me, stai dicendo un sacco di balle!-
    -Dica ai suoi uomini di farsi un bell’esame accurato alla vista.-
    Mitsumasa si spazientì.
    -Senta, mi ha stancato. So che è in casa, perciò mi faccia entrare.-
    -Non c’è nessuno a parte mio nipote!-
    -Non ci credo se prima non vedo!-
    Mitsumasa spinse Camus ed entrò prepotentemente in casa. Quando si ritrovò Isaac davanti, sorrise biecamente.
    -Eccoti qua, piccolo ingrato. Ti farò pentire di essere venuto al mondo!-
    Si girò verso Camus.
    -Quanto a lei, la pagherà per aver rapito il mio ragazzo e di avermi mentito!-
    -Non ho rapito nessuno. L’ho salvato dalle sporche grinfie di un porco come lei!-
    -Ah, le ha raccontato quella storia e ci ha pure creduto? Mi sembra un po’ troppo cresciuto per credere alle favole, no? Bando alle ciance. Fingerò che non sia accaduto nulla. Quanto vuole? Nessuna cifra sarà un problema per me!- disse prendendo un libretto per gli assegni.
    Camus gli diede un pugno così violento che lo buttò a terra.
    -Come osi, maledetto? Lo sai chi sono io?-
    -Ho già detto di sì, ma se lo meritava. Il bambino, adesso, è sotto la mia custodia, quindi può anche andarsene.-
    -Ma va all’inferno!-
    Mitsumasa si alzò e tirò fuori una pistola. Camus, rimase immobile senza scomporsi.
    -Adesso che ho la pistola non fai più il gradasso eh?-
    -Come crede!-
    Il corpo del giovane iniziò a brillare di una luce bianca.
    -Ma… ma che... ?-
    Isaac rimase a bocca aperta, mentre Hyoga guardava sorridendo divertito. Camus mise due dita sulla canna della pistola e quest’ultima si ghiacciò.
    -Co… come…?-
    -Ora, se non vuole fare la stessa fine, se ne vada.-
    Stizzito, il ricco industriale si avviò alla porta, ma prima di uscire si girò di scatto e disse:
    -Non so chi tu sia, ma ti sei rovinato con le tue mani. Tornerò con la polizia. Dirò loro che hai rapito il mio futuro erede e mi hai messo le mani addosso. Stai certo che crederanno di più a me che alle parole di quel moccioso o alle tue! Finirai in gattabuia e butteranno via la chiave!-
    Camus aprì la mano, sul cui palmo comparve un globo di ghiaccio.
    -Diamond Dust!-
    Mitsumasa fu scaraventato fuori dalla casa a causa di una tempesta di cristalli di ghiaccio.
    -Vada pure alla polizia, vada!- gli disse Camus.
    Quando il vecchio si allontanò, Isaac fu molto preoccupato.
    -Lo lascia andare via così? E se torna come ha detto?-
    Camus gli sorrise.
    -Ho fatto in modo che i cristalli di neve rimanessero sul suo vestito senza sciogliersi. Dato che non c’è alcuna tormenta, ai poliziotti parrà strano e quando spiegherà le ragioni, lo prenderanno per pazzo. Quando sei considerato pazzo, non ci sono soldi che tengano.-
    Isaac si risollevò. In effetti, a Mitsumasa accadde proprio quanto predetto dal giovane gold saint e fu rinchiuso in un istituto.
    -Vorrei… saper usare il ghiaccio come fai tu.- disse Isaac prima di andare a dormire.
    Camus sorrise, gli raccontò la leggenda dei saint, gli spiegò che anche lui era inconsapevolmente un saint proprio come Hyoga e gli fece la stessa domanda che aveva posto al suo primo allievo:
    -Sei proprio convinto di quello che hai detto? Io non voglio costringerti, così come non ho obbligato Hyoga a seguirmi. Lo sai che dovrai sostenere prove di rara crudeltà?-
    -Non importa. Preferisco allenarmi per diventare un saint piuttosto che stare alla villa Kido!-
    -D’accordo…-
    Fu così, che anche Isaac divenne un allievo di Camus.

    Capitolo II:

    I Cloth E La Visita Al Santuario


    L’allenamento iniziò. Hyoga volle riessere allenato da capo, come se mesi prima non si fosse mai allenato, in questo modo Camus poteva dare lezioni a Isaac senza preoccuparsi di lasciarlo indietro. Solo in una settimana, Isaac comprese cosa intendeva il suo maestro per “prove di rara crudeltà”. In effetti lo erano, ma rispetto a quello che aveva subito alla villa Kido, non erano nulla. Passò un anno, ma i due ragazzini dimostrarono già un’ottima abilità e un cosmo veramente discreto. In onore del loro maestro, impararono il Diamond Dust, dopodiché ognuno di loro inventò un proprio colpo. Hyoga ne inventò due, mentre Isaac tre.
    -Complimenti Hyoga. Sei proprio in gamba! Ti avevo sottovalutato!- disse Isaac scherzosamente dopo averlo buttato a terra, mentre si stavano esercitando insieme nella lotta.
    -Anche tu sei davvero bravo. È passato un anno, ma hai già un cosmo discreto!-
    Isaac sorrise timidamente.
    -Grazie!-
    L’allenamento durò in tutto otto anni e finalmente i due ottennero il titolo di saint.
    -I miei complimenti. Avete superato egregiamente tutte le prove e vi siete guadagnati il titolo di saints. Per essere considerati tali, però, dovete superare la prova finale. Dovrete ottenere i vostri rispettivi cloth!- disse Camus.
    -Siamo pronti, maestro!- dissero i due in coro.
    -Molto bene. Seguitemi!-
    I due furono portati davanti a un enorme ghiacciaio.
    -Questo ghiacciaio è definito eterno perché non si è mai sciolto durante il passare dei secoli. È qui dentro che si trova il tuo cloth, Hyoga!-
    -Ho capito maestro!-
    Hyoga si mise in posizione, si concentrò, bruciò il suo cosmo e con un pugno distrusse il ghiacciaio liberando la Pandora’s Box contenente il bronze cloth della costellazione del cigno.
    -Il bronze cloth della costellazione del cigno…- disse Hyoga commosso.
    -I miei complimenti, Hyoga!- dissero Isaac e Camus in coro.
    Hyoga aprì lo scrigno, il cloth si smontò automaticamente e i pezzi si attaccarono al corpo del ragazzo.
    -Ti dona!- disse Isaac.
    -Tu credi?-
    -Certo che sì!-
    -Basta chiacchierare, Isaac. È il tuo turno adesso!-
    Isaac fu portato davanti a una grotta.
    -Il tuo cloth si trova qui. Portalo fuori se ti riesce!- disse scherzosamente.
    -Se c’è riuscito Hyoga, ce la faccio anch’io!-
    -Dimostracelo!-
    -State a guardare!-
    Il ragazzo entrò nella grotta. L’interno era tutto di ghiaccio. Uno spettacolo meraviglioso a vedersi. Isaac ormai aveva percorso un bel pezzo e si pentì amaramente di non aver chiesto indicazioni precise su dove si trovasse il cloth.
    “Non devo tornare indietro. Lo troverò con le mie sole forze!”
    Camminò a lungo. Sembrò che il suo corpo si muovesse da solo perché sapeva benissimo dove andare.
    “È incredibile… sembra come se conoscessi questa grotta da sempre. Sarà la dea Atena, il mio cosmo o lo stesso cloth a guidarmi?” pensò.
    Quando arrivò davanti a un vicolo cieco, rimase parzialmente deluso. Poi, però, notò all’interno della parete di ghiaccio qualcosa di strano. Era il Pandora’s Box.
    -Trovato! Ora, però, c’è un piccolo problema… come liberarlo dal ghiaccio? Se lo distruggo, il soffitto mi cadrà addosso… questo sì che è un bel problema!-
    Rimase pensieroso, con lo sguardo fisso sulla parete ghiacciata, in un tempo indefinito, finché non gli venne un’idea. Camus gli aveva insegnato che i saints potevano spostarsi da un luogo all’altro volando come comete. Quindi non gli restava che tentare. Come aveva fatto Hyoga, bruciò il suo cosmo, provocò un grosso buco nella parete e tirò fuori lo scrigno.
    -Beh? Non è successo nulla? Che fortuna!-
    Le ultime parole famose. Non fece in tempo a mettersi lo scrigno in spalla che numerose crepe si formarono sul soffitto.
    -E ti pareva!-
    Iniziò a correre per un po’, dopodiché mutò in cometa e uscì dalla grotta cogliendo Camus e Hyoga di sorpresa.
    -Ciao!- disse.
    -Ma che…?-
    Camus e Hyoga non finirono la frase, perché un boato sordo li interruppe. Capirono, sorrisero e guardarono Isaac.
    -Bravissimo!- dissero in coro.
    Hyoga guardò il Pandora’s Box dell’amico. Si trattava del silver cloth della costellazione della corona boreale e questo lo fece rimanere un po’ deluso. Non appena il cloth si smontò e si unì al suo amico, disse:
    -Non è giusto, maestro…-
    -Che succede, Hyoga?-
    -Perché a lui, che è venuto dopo di me, ha un silver cloth e il mio invece è bronze? Questa è un’ingiustizia!-
    Camus lo guardò e rispose con molta serietà.
    -Non sei più un bambino. Sei abbastanza grande per non fare più i capricci. Non è il materiale del cloth a determinare un saint, ma il suo cosmo e la sua forza. E comunque, è il cloth che sceglie il suo proprietario. Il cloth del cigno ti ha scelto. Altrimenti sarebbe andato a Isaac. Non pensi?-
    Hyoga ci pensò su e poi fece ammenda.
    -Chiedo scusa per il mio comportamento immaturo, maestro!- disse.
    Il gold saint sorrise e gli mise una mano sulla spalla. Anche Isaac si unì al maestro e i due allievi si abbracciarono.
    -Molto bene. Che ne dite di fare un salto al Santuario? Voglio farvi conoscere i miei colleghi e far vedere loro che razza di acquisti ho fatto!- disse divertito.
    -E poi sarei io l’immaturo, eh?- disse Hyoga ancora più divertito.
    -Ma io sono più “vecchio” di te, quindi me lo posso concedere!-
    I tre risero di gusto.
    -Questo significa che conosceremo anche la dea Atena?- chiese Isaac.
    -Esatto… sempre se ci concede udienza, naturalmente!-
    Detto ciò, spiccarono il volo verso il Santuario in Grecia. Una volta arrivati, ai due ragazzi sembrò di aver viaggiato nel tempo perché avevano l’impressione di essere nella Grecia antica, dato che la gente vestiva con i chitoni e i pepli. La prima cosa che Camus fece, fu di mostrare loro gli alloggi dove avrebbero vissuto, ovvero, casette di mattoni in pietra, non molto diverse da quella di Camus in Siberia, costruite su una collinetta. Terminata la visita agli alloggi, i due fecero la conoscenza di altri saints, tutti ragazzi dai sedici ai venti anni. C’erano anche ragazze, dette sacerdotesse guerriere, ma con la maschera. Hyoga e Isaac conoscevano la regola, ma dopo averle viste, provarono molto dispiacere sia per loro, costrette da una regola infame che impediva alle ragazze di mostrare il proprio volto per nascondere la propria femminilità, sia per il fatto di non poter vedere il loro viso. Tra di loro, c’era June, bronze saint della costellazione del camaleonte e allieva di Dedalus, silver saint della costellazione di Cefeo.
    -E così ora hai anche tu degli allievi. Complimenti!- disse il saint al collega dorato.
    -Già. Hai visto che acquisti? Belli, eh?-
    -Maestro!-
    Dopo aver riso, i due ragazzi salutarono l’uomo e la sua allieva stringendo loro la mano. Dedalus guardò la cicatrice sull’occhio di Isaac.
    -Cosa hai fatto all’occhio?-
    -N… niente…- rispose lui timidamente.
    -È una lunga storia. Non è accaduto durante l’allenamento come al povero Moses!- intervenne Camus.
    -Capisco…-
    Dopo che i due salutarono altri silver e bronze saints, si avviarono verso le dodici case. Vedendole da lontano, i due esclamarono stupiti:
    -Che meraviglia!-
    Camus sorrise orgoglioso. Prima di salire le scale, però, Isaac si domandò:
    -Ma bisogna raggiungerle tutte a piedi? Non si possono raggiungere volando?-
    -Il Santuario è avvolto dal cosmo divino di Atena che impedisce a chiunque di raggiungere il suo palazzo. Anche Mu, che è dotato della capacità del teletrasporto, può arrivarci solo a piedi.-
    -Ho capito. Un buon modo per far dimagrire chi è grasso!-
    I tre risero e poi giunsero davanti alla casa del montone bianco il cui custode era Mu dell’ariete. Il giovane gold saint salutò calorosamente i nuovi arrivati e guardò con dispiacere la cicatrice sull’occhio di Isaac. Anche a lui, Camus disse la stessa cosa che aveva detto a Dedalus. Dopo di lui, salutarono anche altri gold saints, mentre superarono il palazzo della bilancia e del sagittario che erano vuoti.
    -Come mai le case dei gold saints della bilancia e del sagittario sono vuote?-
    -Doko, il gold saint della bilancia, si trova in Cina ad allenare il suo allievo. Dovrebbe finire a giorni.-
    Non disse nulla su Aiolos del sagittario e i due non fecero domande. Giunti finalmente al tredicesimo palazzo, Isaac e Hyoga sentirono il loro cuore battere forte per l’emozione. La stessa emozione che avevano ogni volta che stringevano la mano a un gold saint. Camus chiese udienza e gli fu concessa. Un uomo con una lunga tunica scura e un elmo rosso corallo, seduto su un trono, lo invitò ad avvicinarsi. L’elmo era fatto in modo che impedisse di vederlo in volto.
    -Ciao Camus. Quindi, questi sono i tuoi allievi?-
    -Sì, sommo sacerdote. Hyoga del cigno e Isaac della corona boreale!-
    Il sacerdote si alzò, si diresse verso i due e tese loro la mano.
    -È un onore conoscervi ragazzi!-
    Anche con lui si sentirono imbarazzati ed emozionati dopo avergli stretto la mano.
    -È… un onore anche per noi sacerdote!-
    -Avete davvero un cosmo interessante. Spero che abbiate appreso bene gli insegnamenti del vostro maestro!-
    -Naturalmente!-
    Il sacerdote sorrise. Isaac, invece, iniziò a guardarsi attorno.
    -Che c’è?-
    -N… no, niente. È che… credevo ci fosse anche la dea Atena qui!-
    Il sacerdote sorrise di nuovo.
    -Certo che c’è, ma non può farsi vedere. A meno che non sia una cosa della massima importanza!-
    “Quindi non ci reputa importanti dopo la fatica che abbiamo fatto per diventare saints!” pensarono entrambi i ragazzi.
    -Se avete tanta voglia di vederla, domani c’è un torneo per scegliere il bronze saint della costellazione di Pegaso e naturalmente sarà presente anche lei!-
    I due sorrisero soddisfatti e si congedarono. Quando il sacerdote rimase da solo, da dietro una tenda alle spalle del trono, comparve una ragazza di sedici anni con un lungo abito azzurro, aveva capelli corti biondi un po’ mossi e occhi azzurri.
    -Allora Aiolos, quei due ragazzi erano gli allievi di Camus?-
    -Sì dea Atena. Mancano solo i saints di Pegaso e del dragone e tutti e ottantotto saranno di nuovo uniti.-
    -Hanno dei cosmi davvero notevoli. Sono sicura che saranno degli ottimi guerrieri!-
    -Lo penso anch’io!-
    Camus, mentre riscendeva le scale con i suoi allievi, sorrise e disse:
    -Ora avete conosciuto anche l’undicesimo gold saint. Manca solo Doko all’appello!-
    I due inarcarono il sopracciglio in sincrono.
    -Come sarebbe? Vorrebbe dire che il gran sacerdote è…-
    -Esatto! Aiolos del sagittario, il fratello di Aiolia!-
    I due rimasero a bocca aperta.
    -Significa che qualsiasi saint può diventare sacerdote?- chiese Hyoga.
    -No! Solo i gold saints. Per generazioni, un gold saint è scelto dal sacerdote precedente come suo successore. Prima di Aiolos ci fu Sion, gold saint dell’ariete e maestro di Mu, ad esempio, o prima di Sion c’era il gold saint del leone e così via!-
    I due annuirono.
    -Beh. Ora si va a dormire. Altrimenti non potrete vedere il torneo e la dea Atena!-
    -Ha ragione maestro!-
    Mentre i tre raggiunsero il palazzo dell’aquario, per l’occasione Camus li aveva invitati a dormire da lui anziché nei loro alloggi, una figura nascosta nell’ombra di un luogo imprecisato sorrideva biecamente, mentre era assolto nei suoi pensieri.
    “Il torneo potrebbe essere una buona occasione. Devo però trovare qualcuno che lavori per me senza che io mi sporchi le mani, ma chi? Forse gli allievi di Camus potrebbero essere utili, oppure…”
    Sorrise di nuovo, aspettò e quando arrivò il momento aprì un varco dimensionale e vi entrò. Hyoga e Isaac, quella notte, non riuscirono a chiudere occhio per le troppe emozioni e a fatica, il giorno dopo, raggiunsero l’arena in compagnia di Dedalus e June.

    Nota: Il cloth della corona boreale ha l’aspetto di quello del Crystal Saint (Il Maestro Dei Ghiacci).

    Nota 2: La dea Atena è “interpretata” da Freja, la ragazza vista nel secondo film “L’Ardente Scontro Degli Dei”.


    Capitolo III:

    Il Saint Di Pegaso



    Poche ore prima dell’inizio del torneo, l’uomo misterioso raggiunse la sua destinazione: una piccola isola vulcanica.
    -Death Queen Island… il luogo perfetto per dei reietti come loro!- disse mentre camminava.
    Non appena i black saints lo videro esclamarono:
    -Un… gold saint? Come fa a essere qui?-
    -Tsk! Siete così inetti che non vi siete accorti che il sigillo si è sciolto. Forse non è stata una buona idea scegliervi. Non sareste neanche in grado di uccidere una formica.- disse il gold saint.
    -Non ci sottovalutare. In tutti questi anni ci siamo allenati duramente e abbiamo riportato i nostri cosmi ai livelli di un tempo, se non superiori. Ora lo scoprirai sulla tua pelle!-
    Il gold saint sorrise beffardamente, mentre i black saints saltarono tutti in sincrono. Senza il minimo sforzo, il misterioso saint allargò le braccia e i black saints furono investiti come da una fortissima onda d’urto. Riuscirono a non essere coinvolti dall’esplosione, per miracolo, solo una ventina.
    -L’avevo detto che siete degli inetti. Non siete ancora in grado di sconfiggere i gold saints!-
    Guilty, che si salvò insieme al suo fedele braccio destro Jango, della costellazione della fornace, si avvicinò all’uomo nonostante le grida dei suoi scagnozzi.
    -Il sigillo si è ormai sciolto. Perché non ti levi quella maschera assurda?-
    -Ormai ci ho fatto l’abitudine. È per questo che non ci eravamo accorti che la barriera era svanita. Abbiamo imparato a convivere con essa.-
    -Capisco!-
    -Bene, ora che abbiamo esaurito i convenevoli e tu hai dimostrato la tua superiorità, come mai Atena ti ha mandato a ucciderci? Si è svegliata con il sedere scoperto? O l’hai deciso da solo perché ti stavi annoiando?-
    -In verità ero venuto qui per farvi una proposta, non per attaccare. È colpa dei tuoi scagnozzi se ho reagito uccidendoli quasi tutti.-
    -Una proposta? Di che genere?-
    -Voi odiate la dea Atena per avervi bandito su quest’isola per duecentocinquanta anni, vero?-
    -Naturalmente. Mettiti nei nostri panni e capirai!-
    -Bene. Oggi c’è un torneo per decidere chi sarà il nuovo saint di pegaso al quale la dea Atena assisterà. Questo significa che metterà fuori il naso dal suo palazzo. Io vi propongo di cogliere l’occasione per potervi vendicare e ucciderla!-
    -Ucciderla, eh? Allettante, ma c’è un piccolo problema! Siamo sicuramente in grado di uccidere i saints di casta più bassa che si trovano nell’arena, ma se ci sono, come immagino, anche i tuoi colleghi non ce la faremo mai. Piuttosto, come mai uno dei gold saints, che sono tra i più fedeli guerrieri di Atena, vuole che muoia?-
    -Io voglio il potere e lei rappresenta per me un grosso ostacolo! Ecco perché voglio che la uccidiate! Comunque, sconfiggere i miei colleghi non sarà un problema. A questo ci penso io…-
    Puntò l’indice sulla fronte di Guilty, lanciò un raggio che la colpì, il black saint s’inginocchiò soffrendo per qualche secondo per poi rialzarsi.
    -Cosa mi hai fatto?-
    -Non ho finito!-
    Colpì anche gli altri e tornò a parlare.
    -Questo mio colpo segreto ha moltiplicato la vostra forza! Adesso, avete una forza demoniaca così forte da poter sconfiggere anche i gold saints!-
    -S… sì… la sento! Finalmente ci riveleremo ad Atena. Finalmente potremo vendicarci!- dissero in coro.
    -Molto bene. Pensate tranquillamente al da farsi, mentre io torno alla mia casa perché poi andrò ad assistere al torneo. Non vorrei destare sospetti!-
    Aprì il varco, vi entrò e sparì. All’improvviso, però, si riaprì.
    -Dimenticavo una cosa: nella malaugurata ipotesi che non riusciate nell’intento e Atena torni nel suo palazzo, sapete che dovrete per forza sconfiggere i miei colleghi per poterci arrivare, no?-
    -Naturalmente…-
    -E allora, quando arriverete alla mia casa fingerò di combattere con uno di voi, ma poi, gli lascerò campo libero!-
    -Mi sembra davvero un ottimo piano!-
    Il gold saint sorrise biecamente e se ne andò.
    -Che facciamo Guilty?- chiese Jango una volta soli.
    -Quello che abbiamo detto. Avremo la nostra vendetta e uccideremo Atena e i suoi saints. Ci sbarazzeremo anche di quello là, così impara a dare poteri così grandi a chi gli capita a tiro e credere di poter fare lo sfruttatore per i suoi porci comodi!-
    -Mi sembra giusto!-
    Nel frattempo, nell’enorme arena, oltre a gente comune, c’erano tutti i saints presenti al Santuario, compresi alcuni gold: Mu, Saga, Deathmask, Aiolia, Milo e lo stesso Camus. Isaac e Hyoga lo raggiunsero e si salutarono calorosamente.
    -Ben arrivati. E siete pure in anticipo!-
    -La smetta di prenderci in giro, maestro!-
    -Eh. È colpa mia. A furia di frequentarmi l’ho contagiato. Da una parte è meglio, perché era uno che sorrideva davvero di rado. Un tipo troppo serioso!- disse Milo.
    In effetti, Hyoga e Isaac avevano conosciuto la sua enorme serietà, specialmente durante gli allenamenti in Siberia. Raramente rideva e scherzava durante quei giorni. Hyoga vide in lontananza il sacerdote, seduto su un trono su una tribuna più alta delle altre, e accanto a lui una ragazza bionda. Avvertì in lei un cosmo maestoso, quindi comprese che si trattava della dea Atena.
    -Isaac! Guarda la ragazza accanto al sacerdote!-
    Quando anche lui la guardò, e avvertì il suo cosmo, rimase come paralizzato.
    -Che cosmo immenso. Inoltre… mi dà una sensazione di pace e benessere. Come se fossi cullato dall’abbraccio di una madre…-
    -Vero? È davvero incredibile!-
    -Vi presento la dea Atena, ragazzi!- disse Camus destandoli dal torpore in cui erano caduti.
    -È anche molto carina…- dissero i due.
    Camus sorrise e diede un piccolo colpetto col gomito al suo amico Milo iniziando a ridere sotto i baffi. La gente smise di parlare quando ci fu il suono delle trombe che annunciava l’inizio del torneo. I due contendenti entrarono nell’arena. Il primo era un grosso guerriero muscoloso e l’altro era un ragazzetto, di un anno in meno di Hyoga e Isaac, giapponese. Erano rispettivamente gli allievi di Marin e Shaina, anche loro presenti nell’arena, e si chiamavano Cassios, il primo, e Seiya l’altro. Non appena si misero al centro dell’arena, il sacerdote e Atena si alzarono. Quest’ultima parlò. A Hyoga e Isaac sembrò che avesse la voce di un angelo sceso in terra.
    -Cassios e Seiya, mi congratulo con voi per essere sopravvissuti alle terribili prove che avete affrontato. Ora, vi affronterete l’uno contro l’altro e il vincitore di questo scontro otterrà il cloth della costellazione di Pegaso! Detto questo… buona fortuna a entrambi!-
    Hyoga osservò con estremo interesse i due guerrieri nell’arena.
    -Vincerà Seiya!- esclamò.
    Camus, Milo e Isaac lo guardarono con stupore.
    -Cosa te lo fa credere?- chiese l’amico.
    -Non avverti il suo cosmo ardente? Quel Cassios ha sì, un cosmo potente, ma si potrebbe paragonare a una piccola brace. Invece quello di Seiya è un vero e proprio incendio che divampa sempre più!-
    Cassios colse di sorpresa il suo avversario afferrandogli il collo con una mano e stringendo con forza.
    -Preparati, nanerottolo. Sarò io a ottenere il cloth di Pegaso.- disse con arroganza continuando a stringere sempre più.
    Seiya tentò di reagire, ma la presa era così forte che si sentì mancare.
    -Tsk! Troppo facile!-
    Cassios lo sollevò e lo buttò a terra con violenza.
    -Mmmh… da come si mette la situazione, caro mio, mi sa che hai sbagliato. Se avessi scommesso, avresti perso sicuramente!-
    -Fidati! Sono convinto di ciò che dico!-
    Cassios cominciò a prendere a pedate lo stomaco di Seiya. A ogni botta, sul terreno si formavano piccole crepe. Sembrava che volesse farlo sprofondare nel terreno.
    -Sei solo una formica e ti schiaccerò come tale. Non sei degno di diventare saint!-
    -Parli troppo per i miei gusti!- disse il giovane spalancando gli occhi e afferrando il piede del suo avversario con le mani.
    -Co… cosa? Come osi toccarmi e reagire?-
    Sollevò il piede, facendo cadere Cassios all’indietro, si rialzò e si mise in posizione di combattimento.
    -Ti stacco la testa, moccioso!-
    Gli diede una spallata tanto violenta da scaraventarlo contro una parete. Nonostante questo, Seiya si rialzò di nuovo. Isaac, ma non solo lui, ebbe un sussulto. Gli era parso di vedere alle spalle di Seiya la figura di Pegaso.
    -Beh, questa sì che è una situazione divertente. Sei mingherlino, ma resistente. Lodevole, lo ammetto!-
    Cassios, con uno scatto fulmineo, gli si parò davanti e iniziò a dargli numerosi pugni allo stomaco e terminò con un montante che lo alzò un po’ da terra. Mentre era a terra, Cassios iniziò a pavoneggiarsi con il pubblico alzando le braccia al cielo e mostrando i suoi poderosi muscoli.
    -Atena, ormai si è capito chi ha vinto. Faccia preparare la Pandora’s Box!-
    Atena rimase immobile senza battere ciglio e in silenzio. Aveva un’espressione fredda e distaccata.
    -Lo scontro non è terminato!- intervenne il sacerdote.
    -Ma come no? Vuole che lo riduca in poltiglia? Basta dirlo che lo faccio!-
    Il sacerdote indicò con l’indice e Cassios si dovette girare. Seiya si era alzato e si puliva il vestito e il sangue che aveva sulla bocca.
    -Ma come ti chiami, “Ercolino sempre in piedi”? Potevi restare a dormire, così ti risparmiavi la sofferenza e a me la fatica di ridurti a uno spezzatino.-
    Si avvicinò a lui e gli sferrò un pugno, ma Seiya lo parò con una sola mano.
    -Che?-
    -Ora ti restituisco i colpi con gli interessi!-
    Detto questo, iniziò a colpirlo con numerosi pugni alla pancia e alcuni sul viso fino a farlo cadere a terra.
    -Maledetto! Mi hai fatto male. Ti farò pentire di essere venuto al mondo.-
    -Anche tu mi hai fatto male. Quindi siamo pari!-
    -Sta zitto!-
    Cercò di colpirlo utilizzando la mano come se fosse una lama, ma Seiya fu così rapido che, con la stessa mossa, gli staccò un orecchio facendolo rotolare a terra e urlare di dolore come un pazzo.
    -Maledetto. Che tu sia maledetto!-
    -Se non vuoi perdere anche l’altro, ti consiglio di arrenderti. Questa battaglia è finita!-
    -Finita il cavolo! Non sono ancora sconfitto. Sono ancora in piedi!-
    -Non per molto!-
    Seiya iniziò a bruciare il suo cosmo, la figura di Pegaso apparve alle sue spalle e iniziò ad agitare le braccia tracciando le tredici stelle della costellazione del leggendario cavallo alato. Hyoga sorrise, mentre Cassios nel vederlo non reagì perché era paralizzato dal terrore.
    -Addio Cassios. Non dico che è stato un piacere!-
    -Taci, brutto tappo!-
    -Pegasus Ryuseiken!-
    Seiya lanciò innumerevoli pugni simili a stelle cadenti, proprio come diceva il nome del suo colpo. Cassios fu investito e cadde a terra senza più rialzarsi. Atena e il sacerdote sorrisero e si alzarono in sincrono.
    -Il vincitore del torneo, nonché bronze saint della costellazione di pegaso, è Seiya!-
    La folla applaudì. Anche Shaina, anche se era un po’ risentita del fatto che il suo allievo avesse perso.
    -Non era destinato a diventare saint…- disse la ragazza.
    Marin le mise una mano sulla spalla per consolarla. La dea Atena, intanto, raccomandò Seiya di non usare mai il cloth per cose personali, altrimenti sarebbe stato inseguito da tutti i saints del mondo e ucciso.
    -Bella prova!- disse Seiya.
    -In che senso?- chiese il sacerdote.
    -Marin mi ha detto che una volta la dea Atena, per punire i saints, anziché ucciderli li bandiva. Ora invece li fa uccidere dagli altri saints. Bel modo per non sporcarsi le mani!-
    Non aveva tutti i torti, ma questo non fece smuovere minimamente la dea Atena.
    -Attento a come parli. Vuoi perdere il cloth appena conquistato?- gli chiese il sacerdote.
    -No, dico solo…-
    -Seiya!-
    Marin lo interruppe e Seiya preferì chinare il capo in segno di scusa.
    -Ok, è ufficiale… è forte, ma molto antipatico!- disse Hyoga.
    -Concordo!- dissero in coro Milo, Camus e Isaac.
    A battaglia ormai conclusa, tutti andarono a fare i complimenti al nuovo guerriero e gli organizzarono perfino una festa alla quale parteciparono anche Milo, Camus e Aiolia, mentre Mu, Saga e Deathmask erano tornati alle loro case. Hyoga confermò quello che aveva detto su Seiya: era davvero antipatico, soprattutto per come si pavoneggiava con le sacerdotesse guerriere della sua forza. Cassios, a confronto, era un tacchino travestito da pavone. Non appena arrivò Atena in compagnia del sacerdote, tutti si zittirono e chinarono il capo con rispetto. Hyoga e Isaac, nel vederla così da vicino, sentirono i loro cuori battere come tamburi. La ragazza sorrise.
    -Non siate così formali, solo perché ci sono anch’io. Questa è una festa e voglio che vi divertiate e mi trattiate come una di voi!-
    Così fecero e tornarono a divertirsi. Hyoga, mentre era intento a prendere degli stuzzichini, si affiancò a lui una ragazza con lunghi capelli argentati e un peplo, l’abito indossato nell’antica Grecia dalle donne, di color rosso scarlatto. Capì che era una saint dalla maschera bianca che indossava, con due segni verticali gialli sotto gli occhi e che per l’occasione copriva metà volto per permetterle di mangiare e bere, ma ricordò di non averla mai incontrata. La ragazza si voltò verso di lui e gli sorrise.
    -Tu sei nuovo di queste parti. Lo so, perché conosco tutti e non ti ho mai visto. A che costellazione appartieni?-
    -Sono della costellazione del cigno, allievo di Camus dell’aquario e mi chiamo Hyoga!-
    -Camus? Uno dei gold saints dai poteri più affascinanti! Io sono Yuuri, bronze saint della costellazione del sestante!- disse e si strinsero la mano.
    Isaac raggiunse l’amico e quest’ultimo lo presentò a Yuuri.
    -Anche tu allievo di Camus? Fantastico! Da quanto tempo siete qui?-
    -Siamo arrivati ieri. È strano che non ti abbiamo mai vista…-
    -Più che una saint sono più un topo di biblioteca, come si dice in gergo. Amo molto rinchiudermi lì dentro a leggere libri!-
    I due ragazzi sorrisero.
    -Capisco…- e decise di cambiare discorso.
    La festa continuò tranquilla, condita anche di musica e balli. Fu allora che la dea Atena si avvicinò ai due ragazzi.
    -Chi vuole ballare con me?-
    Hyoga non fece in tempo a rispondere, perché fu preso sottobraccio da Yuuri.
    -Mi concedi questo ballo, vero?-
    Lui voleva ballare con la dea Atena, ma infondo non gli dispiaceva ballare anche con la sacerdotessa. Perciò, Isaac rimase l’unico disponibile.
    -Sei rimasto solo!- gli disse la dea.
    -Già… a quanto pare…- disse timidamente.
    I due iniziarono a ballare un lento.
    -Sei molto bravo a ballare!-
    -Anche lei, dea Atena!-
    -Ho già detto di non essere formale e non chiamarmi dea Atena, ma Freja!-
    -È un bel nome, anche se non è greco.-
    -No, infatti, ma hanno deciso così!-
    Smisero di parlare per qualche secondo, dopodiché Freja riprese la parola.
    -Posso farti una domanda un po’ indiscreta?-
    -Me l’hai appena fatta!- disse il ragazzo divertito.
    Freja sorrise di gusto.
    -No, era un’altra. Cosa ti è successo all’occhio?-
    -È una lunga storia… non vorrei annoiarti!-
    -Tranquillo.-
    Così, Isaac si confidò e le raccontò tutto.
    -Capisco. Mi spiace!-
    -Sono vivo e libero. Questo è l’importante. E lo devo al maestro Camus e Hyoga!-
    La dea sorrise. La festa continuò per ore. Era davvero una giornata bellissima e sembrava che nulla potesse rovinarla, ma come si sa, non sempre le cose vanno come si desidera.
    -Sento un cosmo malvagio avvicinarsi!- disse Yuuri mettendo tutti in allarme.
    -Presto dea Atena, allontaniamoci!- disse il gran sacerdote prendendola per mano.
    -Ma…-
    Isaac e Freja si guardarono, mentre quest’ultima si allontanava con il sacerdote.
    -Dove vuole andare, dea Atena? La festa non è finita, anzi ora comincia il meglio!-
    Era una voce femminile. I saints presenti aprirono i loro Pandora’s Box e i pezzi dei cloth si attaccarono ai loro corpi.. Le sacerdotesse, inoltre, si cambiarono le maschere di nascosto.
    -Chi diavolo sei? Mostrati!- dissero.
    -Vi accontento subito!-
    Un’oscura figura atterrò davanti alla dea Atena.
    -Salve, dea Atena. Anche se sono passati tanti anni, credo che si ricorda di me, vero?-
    -Certo che mi ricordo!-
    La ragazza sorrise, anche se non si poteva vedere a causa della candida maschera, fece un inchino e si presentò:
    -Un tempo ero la silver saint della costellazione della gru, ma ora per colpa tua, potete chiamarmi solo Black Crane!-
    -Colpa mia? Lamentati con Guilty. È sua la colpa!-
    -Sta zitta, e preparati a morire!-

    Nota 3: Ho scelto la costellazione della fornace per Jango basandomi sul suo colpo. Il suo cloth è lo stesso dell’Ennetsu Saint visto nell’anime.

    Nota 4: Yuuri si è già vista nella Gigantomachia ed è apparsa anche nelle mie fanfiction “Il Cavallino E La Volpe”, in un piccolo cameo, e “Il Ritorno Del Sacro Imperatore”.

    Capitolo IV:

    Shiryu Il Dragone



    In Cina c’era un luogo, definito magico e sacro dagli abitanti perché secondo la leggenda fu lì che nacque il primo drago, il cui nome era Goro-Ho. Su una piccola roccia, accanto a una grande cascata, vi era seduto un piccolo uomo anziano che assisteva all’allenamento di un ragazzo dai lunghissimi capelli neri. Non era cinese, ma giapponese. Era arrivato in Cina clandestinamente quando aveva nove anni. Avendo perso sua madre che era morta durante il viaggio, fu costretto a vivere di furti per sopravvivere. Un giorno, mentre era intento a rubare della frutta a un mercato, fu colto in flagrante e scappò inseguito da una folla inferocita. Fortunatamente era veloce, riuscì a seminarli e s’infilò, non visto, in un vicolo. Quando la gente andò dritta, lui sbucò fuori, ma si ritrovò davanti una bambina cinese della sua stessa età che aveva delle buste tra le mani. I due rimasero immobili a guardarsi, finché l’odore del pane appena sfornato, che si sentiva nonostante le buste, fece brontolare lo stomaco di Shiryu. La bambina sorrise e gli diede una rosetta. Shiryu la prese commosso.
    -G… Grazie…- le disse.
    -Come ti chiami?- gli chiese lei.
    -Shiryu… Tu?-
    -Shunrei!-
    -È un bel nome!-
    -Grazie!-
    I due sorrisero.
    -Sei da solo? Dove sono i tuoi genitori?-
    Shiryu abbassò lo sguardo.
    -Sono orfano…-
    -Oh! Sei come me. Io sono stata abbandonata quando ero neonata, ma sono stata trovata da un anziano chiamato Doko che mi ha allevato e cresciuta!-
    -Fortunata…-
    -Perché non vieni a Goro-Ho con me?-
    Shiryu non fece in tempo a rispondere, perché Shunrei gli prese la mano e cominciò a camminare tirandoselo dietro.
    -Non… non vorrei disturbare…- disse Shiryu imbarazzato.
    -Ma finiscila!- disse lei.
    Giunti a Goro-Ho, Shiryu rimase incantato. Gli sembrava di essere in un luogo magico completamente fuori dal tempo. Shunrei, lo portò nella capanna dove viveva. Non appena entrarono, la bambina fu accolta dalla voce di un anziano.
    -Bentornata Shunrei… oh, e lui chi è?-
    Il vecchietto era alto circa come i due ragazzini, aveva una barba folta, ma non lunga, e bianca.
    -Lui è Shiryu, un amico che ho conosciuto oggi. Anche lui è orfano!-
    -Capisco! Benvenuto tra noi, io sono Doko!-
    -Molto piacere!-
    Questo fu l’incontro tra i due. Futuro allievo e maestro. Come finì ad allenarsi, invece, è presto detto. Un giorno, Shiryu e Shunrei erano davanti a un fiume dalla corrente piuttosto forte.
    -Ci facciamo un bagno?- chiese la bambina.
    -Non vedi la corrente? Meglio non rischiare!-
    -Ma dai, scommetto che dici così perché hai paura o non sai nuotare!-
    -Niente affatto!-
    Shunrei rise e si buttò. A causa della forte corrente, fu trascinata via. Shiryu si buttò senza pensarci su due volte nel tentativo di salvarla. Fu proprio in quel momento che il suo cosmo assopito si svegliò. Nonostante riuscì a raggiungerla e afferrarla, si sentì stremato e svenne. Doko, che aveva avvertito il suo cosmo, li raggiunse in tempo e li salvò. Quando Shiryu si riprese, Doko gli raccontò la storia di Atena, i suoi saints e che anche lui era uno di loro, più precisamente, il gold saint della bilancia.
    -Anche tu, ragazzo mio, sei un saint. Ho avvertito chiaramente il tuo cosmo. Era come un bel drago nascente!-
    -Io… un saint…-
    -Proprio così!-
    Rimasero in silenzio per qualche secondo, poi anche Doko gli disse la stessa cosa detta da Camus ai suoi allievi.
    -Naturalmente, non sei obbligato se non vuoi!-
    Shiryu ci pensò su e guardò Shunrei che ancora dormiva.
    -Lo faccio soprattutto per Shunrei. Non voglio che le accada nulla di male.-
    Doko sorrise. Fu così che Shiryu iniziò ad allenarsi e il tutto durò ben sei anni.
    -Ancora non ci riesci, Shiryu?- gli chiese l’anziano maestro mentre lo guardava prendere a pugni la grande cascata.
    -No, non ci riesco, maestro!-
    -Da quanto tempo è che ti alleni?-
    -Sono quasi sei anni!-
    -Sei anni? Tsk, tsk! Un pulcino impiega molto meno tempo a imparare a volare!-
    -Ma quello che mi chiede è impossibile maestro!-
    -Impossibile dici?-
    -Certo! Come si può pretendere di far deviare il corso di questa cascata? È contro le leggi della natura!-
    -Ma i saints possono fare cose che superano le leggi della natura, te l’ho già detto, no?-
    -Sì, ma…-
    -Anche tu sei un saint, non dimenticarlo! Quindi puoi riuscirci!-
    -D’accordo…-
    Shiryu si concentrò, iniziò a bruciare il suo cosmo e tornò a colpire la cascata con i pugni. I primi colpi non ebbero alcun effetto, ma con un calcio volante, Shiryu riuscì a modificare il flusso della cascata che si trasformò in un dragone d’acqua.
    -Ben fatto, Shiryu! Hai superato l’ultima prova e con questo ottieni il bronze cloth della costellazione del drago!-
    -La ringrazio infinitamente maestro. Dov’è questo cloth?-
    -Davanti a te!-
    Shiryu guardò la Pandora’s Box che aveva davanti, quando si sentì una voce.
    -Bene, bene. Finalmente vedo quel dannato cloth!-
    Shiryu e Doko volsero i loro sguardi sul misterioso individuo. Era un ragazzo di vent’anni dalla pelle ambrata con lunghi capelli castani che gli arrivavano fino alle scapole.
    -Salve, maestro. È molto che non ci vediamo!-
    -O… Ohko…- disse l’anziano.
    -Chi è, maestro?-
    -Lui… cinque anni prima che tu arrivassi era mio allievo. Ebbe un’infanzia difficile, perché i suoi genitori furono uccisi da dei balordi davanti ai suoi occhi e fu costretto a rubare per sopravvivere!-
    Nel sentire questo, Shiryu si sentì triste. In fondo, anche lui era un ladruncolo prima di conoscere Shunrei e il vecchio Doko.
    -Un giorno, fu aggredito dalle persone che aveva tentato di derubare e fu lì che il suo cosmo si risvegliò. Io, avvertendolo, lo presi con me, ma purtroppo mi accorsi sin da subito che durante l’allenamento nei suoi colpi c’erano troppo odio e troppa rabbia. Dovetti cacciarlo via. Non era degno d’indossare il cloth e diventare un saint!-
    -E ha fatto male. Molto male! Sono stato anni ad allenarmi da solo con l’unico scopo di vendicarmi per quella faccenda!-
    -Dimentichi che il maestro è un gold saint!-
    -È solo un vecchio bacucco! Lo ucciderò in un attimo!-
    -Spiacente deluderti, ma se vorrai farlo, dovrai prima vedertela con me!-
    Ohko squadrò Shiryu da cima a fondo.
    -E così sei tu il suo nuovo allievo… ci sto! Coraggio! Indossa il cloth. Vediamo come ti sta e se ne sei davvero degno!-
    Shiryu scosse la testa.
    -Tu non hai alcuna protezione, quindi non mi pare il caso. Combatterò con te ad armi pari!-
    -Oh! Sei più stupido di quanto pensassi…-
    -Ora capisci perché non saresti mai potuto essere saint del dragone? Tu non ci avresti pensato due volte a indossare il cloth!- intervenne Doko.
    -Ovviamente maestro!-
    -Non chiamarmi maestro. Non lo sono più per te da molto tempo!-
    Detto questo, Doko diede un leggero colpetto con il bastone alla gamba del suo allievo.
    -Fa attenzione figliolo…-
    -Stia tranquillo.- lo rassicurò Shiryu.
    -Scegli il posto dove vuoi essere sepolto!- disse Ohko.
    Senza dire nulla, Shiryu gli fece cenno di seguirlo. Decisero di affrontarsi vicino al fiume dove Shunrei stava rischiando di morire.
    -Fatti sotto, allievo rinnegato!-
    -Attento a come parli! Rischi di farti male!-
    -Sei bravo con la lingua, ma con i pugni?-
    Ohko sorrise.
    -Dimenticavo, qual è il tuo nome?-
    -Shiryu!-
    -Bene, Shiryu! Vediamo se sei un vero drago o solo una lucertola!-
    Le unghie di Ohko diventarono artigli.
    -Una parola: Manicure!-
    Ohko, senza dire nulla, iniziò a lanciare dalle dita numerosi raggi bianchi che raggiunsero Shiryu provocandogli piccoli graffi sul corpo. In particolare sul petto, braccia e guancie.
    -Dannazione!-
    -Questo era solo l’inizio!-
    Ohko saltò, pronto ad affondare i suoi artigli, ma il suo avversario evitò l’attacco indietreggiando.
    -Non fuggirai all’infinito!-
    Iniziò a muovere le braccia così velocemente, che la maglia di Shiryu finì a brandelli e si ritrovò il petto nudo e coperto di graffi.
    -Muori!-
    Cercò di affondargli gli artigli nel petto, ma finalmente Shiryu reagì dandogli un calcio sul mento. Ohko barcollò leggermente, dopodiché si massaggiò il mento e sorrise.
    -Ottimo… che ne dici se facciamo sul serio ora?-
    -Non aspettavo altro!-
    I due iniziarono a bruciare i loro cosmi. Alle spalle di Shiryu comparve la figura di un drago, mentre alle spalle di Ohko comparve la figura di una tigre. A fare la prima mossa, fu Ohko che riutilizzò i raggi dei suoi artigli, ma era solo un diversivo per distrarre Shiryu e poterlo colpire prima con un pugno in faccia e poi un calcio rotante che lo buttò a terra.
    -Sei scorretto! Se non vuoi essere un saint, tanto vale che lo dici chiaro e tondo!-
    -Chi ha bisogno di uno stupido titolo e uno stupido cloth se si ha il potere? Ti dimostrerò la mia superiorità e poi toccherà anche a Doko!-
    Shiryu si rialzò tornando a bruciare il suo cosmo. Anche Ohko lo fece e fu più rapido a lanciare il suo colpo segreto.
    -Moko Reppu Shiden Ken!-
    Lanciò una specie di vortice energetico bianco dal suo pugno, sentendosi un rumore simile al ruggito di una tigre, che investì Shiryu facendolo girare come una trottola e scaraventandolo lontano.
    -Troppo facile! Addio!-
    Ohko si girò per andarsene, ma la voce di Shiryu lo fermò.
    -Dove credi di andare? Non hai ancora finito!-
    -Come… come sei sopravvissuto al mio colpo? E senza l’aiuto del cloth per giunta!-
    -Hai un cosmo e dei poteri notevoli, ma non così forti come credi!-
    -Stai dicendo che sono debole? Ti farò rimangiare tutto, maledetto!-
    -Non scaldarti troppo. Ti fa male alla salute!-
    Ohko, scattò, colpì Shiryu con una gomitata per poi afferrargli il collo con entrambe le mani, sollevarlo da terra e iniziando a stringerglielo. Il collo iniziò a sanguinare.
    -Sei in mio potere! È la tua fine!-
    -Non ci contare!-
    Shiryu afferrò le braccia del suo nemico e riuscì a dare una violenta ginocchiata a quello destro spezzandoglielo. Ohko soffrì, ma non emise alcun lamento dimostrando una lodevole resistenza al dolore.
    -Incredibile… non hai emesso fiato nonostante ti abbia spezzato il braccio!-
    -Sorpreso? Mi fa piacere!-
    Detto questo, corse verso di lui, ma Shiryu gli diede una ginocchiata allo stomaco seguito da un calcio che lo scaraventò poco lontano. Quando si rialzò, il suo corpo brillava di bianco.
    -Moko Reppu Shiden Ken!-
    Shiryu non fu abbastanza veloce da evitarlo e lo prese di nuovo in pieno.
    -Questa volta non può essere sopravvissuto!-
    Si dovette ricredere quando avvertì chiaramente il suo cosmo.
    -Non ci credo! È assurdo!-
    Shiryu arrivò con il corpo che brillava di luce verde acqua e si mise in modo tale che Ohko potesse vedere il drago disegnato sulla sua schiena.
    -Mh? Cos’è quel drago sulla tua schiena? Un tatuaggio?-
    -No, è il segno che indica che il mio cosmo sta raggiungendo il massimo potere!-
    -Ma non farmi ridere!-
    -Non ne ho la minima intenzione!-
    Ohko si mosse rapidamente e colpì il giovane con una serie di calci. Nonostante ciò, questa volta Shiryu sembrava non avere alcuna intenzione di cadere a terra e che i colpi che subiva non gli facessero alcun male.
    -Come puoi vedere, non sono una lucertola.-
    -Sta zitto!-
    Finalmente, Ohko lo fece cadere con un calcio rotante, ma si rialzò subito.
    -Non ha senso continuare. Non voglio ucciderti inutilmente, perciò arrenditi!-
    -Non ci sperare. Arrendersi non fa parte del mio vocabolario!-
    Shiryu sospirò e tornò a bruciare il suo cosmo. Anche Ohko tornò a bruciarlo. Sembrò che per un attimo i due si fossero trasformati in una tigre e in un dragone.
    -Come hai potuto vedere, riesco a lanciare il colpo anche con il braccio sinistro! Moko Reppu Shiden Ken!-
    Shiryu incrociò le braccia, prese il vortice in pieno, ma non si mosse di un millimetro.
    -Cosa? È impossibile!-
    -Addio, Ohko… Rozan Shoryuha!-
    Ohko prese il colpo in pieno. Fu scaraventato in aria per poi ricadere violentemente a terra. Una persona normale, dopo una caduta simile, sarebbe morta subito, ma lui riuscì a rialzarsi e si diresse verso il suo avversario sorridendo e barcollando. Quando furono uno di fronte all’altro, Ohko gli tese la mano.
    -I miei complimenti. Sei davvero degno di essere il bronze saint della costellazione del dragone. Il maestro ha scelto… bene…-
    Shiryu gli strinse la mano, Ohko sorrise e cadde all’indietro. Doko arrivò poco dopo, mentre il suo allievo teneva la testa bassa e gli occhi chiusi.
    -Aveva un ottimo potenziale. Se non fosse stato accecato dall’odio, sono sicuro che sarebbe stato un ottimo saint!- disse il giovane.
    -La penso anch’io come te!-
    Il vecchio maestro fece una pausa per poi sussultare.
    -Dovremmo dargli una sepoltura, ma non c’è tempo. Avverto un cosmo aggressivo al Santuario. Sta succedendo qualcosa di strano. Dobbiamo andare!-
    -Viene anche lei? Ma…-
    -Che c’è? Anche se sono vecchio, posso tranquillamente affrontare i nemici!-
    -Posso farle una domanda un po’ indiscreta?-
    -Dimmi!-
    -Quanti anni ha?-
    -Duecentosessantotto! Sono l’unico gold saint della vecchia generazione che è sopravvissuto!-
    Shiryu rimase sbalordito.
    -Beh, i miei complimenti!-
    I due si prepararono a partire, quando sbucò dal nulla Shunrei che si mise davanti a Shiryu.
    -Sh… Shunrei, io…-
    -Ho sentito tutto. Rimarrò qui ad aspettarvi! Tornate. Non chiedo altro!- disse in lacrime.
    Dopodiché abbracciò Shiryu e i due rimasero immobili per qualche secondo stringendosi forte. Si guardarono negli occhi, si baciarono e alla fine, allievo e maestro spiccarono il volo verso il Santuario.

    Nota 5: Ohko è, ovviamente, Demetrios apparso nell’anime.

    Capitolo V:

    Minaccia Nera



    Il pettorale del cloth di Black Crane era un corpetto composto da numerose piume metalliche, i coprispalle erano uguali a quelli di June, ma privi di spuntoni e sempre composti da piume metalliche. L’elmo era un semplice cerchietto, sempre come quello di June, ma al centro della fronte c’era una grossa fibbia a forma di V e leggermente allargata. I bracciali erano rettangolari, si estendevano fino a poco oltre il gomito da un lato e fino a metà delle dita. La parte che copriva la mano era rigida sul dorso e flessibile sul palmo e in corrispondenza delle varie articolazioni delle dita, in modo da permettere di serrare a pugno. Le nocche erano ulteriormente rinforzate, ma mani a parte, coprivano solo la parte superiore del braccio, lasciando del tutto scoperta quella inferiore, eccezion fatta per una sottile fascia di metallo che teneva il pezzo sul posto. Le ginocchiere erano veri e propri copricoscia dalla forma un po’ strana e asimmetrica perché, dopo aver circondato la base della coscia in modo piuttosto uniforme avvolgendola su tutti e quattro i lati, si allungavano principalmente su quello esterno, lasciando scoperti quello interno, quello anteriore e quello posteriore. Infine, gli schinieri coprivano per intero la gamba, dalla punta del piede fino al ginocchio, sia davanti sia dietro. Lo stesso piede era coperto anche sotto la pianta, alla caviglia e al tallone. Allargati in corrispondenza del polpaccio, gli schinieri avevano in cima una piastra rotonda, che copriva la vera e propria articolazione del ginocchio. Infine, i capelli della ragazza erano neri come la pece e raccolti in una lunga treccia.
    -Ehy, bella. Se vuoi uccidere Atena, dovrai passare sui nostri corpi!- dissero tre bronze saints che si misero in mezzo alle due ragazze.
    Si trattava di Atlas della costellazione della carena, Jaoh della lince e Berenike della costellazione della chioma di Berenice. A causa della maschera, non poterono vedere il sorriso beffardo di Black Crane.
    -Levatevi di mezzo, nullità!-
    Berenike usò i suoi fili per bloccarle i movimenti, ma si liberò con estrema facilità lasciandolo sbigottito. Questo le consentì di attaccarlo e stenderlo con un calcio rotante. Atlas saltò e si preparò a lanciare il suo colpo, ma anche la sua avversaria saltò e lo colpì con un calcio volante buttandolo a terra. Anche Jaoh tentò di usare il suo colpo, ma anche lui finì steso a terra.
    -È tutto qui quello che sai fare?- le chiesero in coro.
    -Ah, volete morire? Non vi facevo così masochisti!-
    Il corpo della black saint cominciò a brillare di luce violacea.
    -Supersonic Impulse!-
    I tre furono investiti in pieno dall’onda energetica lanciata dal pugno della loro avversaria e poterono dire addio ai loro cloth.
    -Cosa? Ma non è possibile! Voi black saints non dovreste più avere tutta questa forza. Dovreste essere perfino più deboli dei bronze saints!- esclamò Aiolos.
    -Eh. Caro sacerdote, ma cosa crede? Non siamo stati duecentocinquanta anni a pettinar le bambole, ma ci siamo allenati e ora abbiamo ottenuto una forza inimmaginabile!-
    -Non… non ci credo…-
    -Dunque, dov’eravamo rimasti? Ah, sì. Cara Atena…-
    Aiolos afferrò la mano di Atena e iniziarono a correre verso le dodici case.
    -Ma dove va? Le stavo parlando! Ferma, maleducata!-
    Dopo un salto incredibile, atterrò proprio davanti a loro.
    -Ehy. Adesso basta!- disse Seiya mettendosi in mezzo.
    Fu raggiunto anche dagli altri saints.
    -Ecco un altro fesso che vuole finire male!-
    Black Crane colpì Seiya con un pugno allo stomaco costringendolo a inginocchiarsi. Iniziò a dargli pugni, schiaffi e calci, ma il ragazzo sembrava non avere alcuna intenzione di contrattaccare.
    -Che ti prende ragazzino? Perché non ti difendi e mi attacchi?-
    -Vorrei… vorrei tanto, ma non ci riesco! Tu… sei una donna…-
    -Oh, che dolce!-
    Detto questo, gli diede un montante così forte che lo fece volare sulle teste di Freja e Aiolos. Quando si rialzò, la sua avversaria fu piuttosto seccata.
    -Potevi stare a dormire un po’ di più!-
    -P… Pegasus Ryuseiken!-
    Finalmente riuscì, con molta fatica però, a lanciare il suo colpo, ma Black Crane lo sorprese parandoli tutti con gran facilità.
    -No… non ci credo…-
    -Non hai sentito quello che ho detto al sacerdote? Non sono più una debole black saint. Sono diventata più forte di un silver e perfino più forte di un gold!-
    -Secondo me, ti stai allargando troppo!-
    -Vuole mettermi alla prova sacerdote?-
    -Non sarà lui, ma io. Milo dello scorpione!- disse facendosi avanti.
    -Bene, bene. Sei una cavia perfetta!-
    I due rimasero immobili a guardarsi per un po’ di tempo, finché Milo non fece la prima mossa:
    -Restrinction!-
    Le onde create dal gold saint colpirono la sua avversaria, ma lei non ebbe alcuna reazione e si mise in posa di attacco.
    -Che? Riesci ancora a muoverti? Com’è possibile?-
    -Mi stai sottovalutando scorpioncino!-
    -Allontanati Milo. Ora sono io il tuo avversario!- disse Seiya intromettendosi.
    -Ma fammi il favore, cavallino!-
    Tornò a bruciare il suo cosmo.
    -Black Thousand Kicks!-
    Il colpo era identico al ryuseiken, ma di colore nero e anziché il pugno era usato il calcio. Quando Seiya fu investito, scoprì con grosso rammarico quale fosse l’effetto del suo colpo, data l’incredibile somiglianza. Cadde violentemente a terra, mentre il suo cloth fu fatto completamente a pezzi.
    -Come ci si sente a essere colpiti dal proprio colpo?-
    Aiolos e Atena cercarono di approfittare della situazione per scappare, ma la guerriera li vide.
    -Non fuggire Atena!-
    Milo, Camus, Aiolia, Hyoga e Isaac stavano per intervenire, quando tre voci li fermarono.
    -Vediamo come te la cavi contro di noi, ora!-
    Misty della costellazione della lucertola, Moses della balena e Asterion dei cani da caccia, comparvero davanti alla guerriera nera.
    -Dei silver saints! Forse ci sarà da divertirsi molto di più!-
    Misty fu il primo ad attaccare. Lanciò il suo colpo, il Marble Tripper, ma Black Crane lo parò con una sola mano, e questo fece rimanere Misty a bocca aperta, per poi rispedirlo al mittente. La sua barriera non gli servì a nulla, perché fu infranta e fu scaraventato lontano.
    -Maledetta! Kaitos Spurting Bomber!-
    Black Crane fu lanciata in aria, roteò su se stessa e, mentre si ritrovò a testa in giù, questo la fece ridere come una pazza.
    -Che cos’hai da ridere?-
    La ragazza tese le gambe e sembrava un’elica impazzita.
    -Black Crane Spinning Kick!-
    Moses subì il colpo, il suo cloth andò in pezzi e cadde a terra. Finito di roteare, la black saint riatterrò davanti ad Asterion.
    -I tuoi compari sono fuori gioco. Cosa vuoi fare ora? Vuoi usare il Million Ghost Attack?-
    Asterion non si sorprese più di tanto. Se lei era la controparte nera della silver saint della gru, anche lui doveva avere un suo doppio che usava lo stesso identico colpo.
    “L’unica cosa che posso fare è leggerle il pensiero. L’altro saint dei cani da caccia non ne era in grado, quindi non dovrebbe sapere di questa mia abilità!”
    Cercò di fare come aveva detto, ma la mente della sua avversaria era completamente vuota.
    -No... hai liberato la mente da ogni pensiero. Maledetta!-
    -Wow. Sai leggere nel pensiero! Utile, specie se il tuo avversario non è in grado di svuotare la propria mente!-
    Asterion compì un salto, ma Black Crane riuscì a colpirlo con il Black Thousand Kicks prima che potesse usare il suo colpo.
    -Bene! Mi sono scaldata abbastanza. Dov’è lo scorpioncino? Ah, dannazione!-
    Atena era di nuovo in fuga insieme ai gold saints, Hyoga, Isaac e gli altri.
    -Non mi sfuggirete!-
    Marin si parò davanti a lei.
    -Togliti di mezzo sorella!-
    -Combatterai con me, ora!-
    -Ma dov’è la mia controparte? Speravo di combattere con lei!-
    -Non è qui al Santuario, mi spiace!-
    -Pazienza! Non fa niente. Atena e i tuoi amici non andranno lontani!-
    -Cosa vuoi dire?-
    -Non son certo venuta da sola!-
    -Ah!-
    Aiolos e Atena avevano quasi raggiunto il palazzo del montone bianco protetto da Mu, ma dovettero arrestare la loro corsa perché si ritrovarono davanti quattro black saints: Black Cefeus, Black Chameleon, Black Canis Major e Black Corona Borealis. Questi quattro erano identici alle loro controparti, ma l’unica differenza, a parte la colorazione del cloth, era il colore dei capelli. Il primo aveva i capelli biondi, gli occhi azzurri e la pelle ambrata, il secondo aveva i capelli lunghi e di colore verde scuro, il terzo ce li aveva blu e l’ultimo color lillà con gli occhi blu.
    -Spiacente. Di qui non si passa!- disse Black Corona Borealis.
    Aiolos li guardò bene in faccia e rimase stupefatto. Avevano uno sguardo malvagio e iniettato di sangue proprio come se fossero dei demoni o delle bestie.
    -No! Non è possibile!- disse.
    Intanto, Black Crane e Marin stavano per iniziare a battersi.
    -Vendicherò il mio allievo Seiya di Pegaso.-
    -Era tuo allievo? Che sfortunato!-
    Detto questo, Black Crane fece la prima mossa e colpì Marin con il suo Black Thousand Kicks. Di solito, la regola diceva che un colpo già visto non funzionava mai una seconda volta contro un saint, ma questi erano diversi. Non riuscivano a evitarli. Marin cadde a terra, sulla sua maschera si formarono numerose piccole crepe e il coprispalla andò in pezzi. Questo causò molta ilarità nella sua avversaria.
    -Non è ironico? Una gru sta per sconfiggere un’aquila!-
    -Non accadrà mai una cosa del genere! Ryuseiken!-
    La guerriera nera parò i colpi facilmente, proprio come aveva fatto con Seiya.
    -Datti pace, sorella!-
    Scattò e le diede un fortissimo pugno allo stomaco. Marin si rammaricò molto che il suo cloth, così come quello di Shaina, fosse così poco protettivo nonostante fosse silver.
    -Non ho finito!-
    Fece un salto all’indietro, stese le gambe e iniziò a roteare su se stessa.
    -Black Crane Spinning Kick!-
    Marin fu colpita varie volte prima di cadere a terra.
    -È tempo di morire!-
    -Ryuseiken!-
    Di nuovo, i colpi furono parati, Black Crane sorrise, bruciò il suo cosmo, l’immagine di una gru nera comparve alle sue spalle e gridò:
    -Supersonic Impulse!-
    Marin si parò il viso incrociando le braccia, ma il resto del suo cloth sparì completamente. Per fortuna, però, la sua maschera fu salva.
    -Mi congratulo per la tua resistenza!- disse avvicinandosi a lei.
    Le afferrò i capelli e iniziò a prenderla a schiaffi.
    -Come ho già detto, la gru sta per sconfiggere l’aquila!-
    All’improvviso, dei colpi si diressero verso di lei costringendola a mollare la presa e pararli.
    -Sei ancora vivo moccioso? Cosa speri di ottenere? Sei perfino privo di cloth!-
    -Non ti… permetterò di uccidere Marin!-
    Black Crane, con un salto, atterrò davanti al giovane Seiya e gli diede uno schiaffo che lo buttò a terra.
    -E ora non muoverti più! A te penserò dopo!-
    -Ryuseiken!-
    Marin provò ad attaccare ma, per l’ennesima volta, Black Crane parò i colpi. Seiya approfittò della situazione e afferrò la ragazza da dietro per usare così il suo colpo: il Pegasus Rolling Crash. Sfortunatamente, però, non riuscì a usarlo perché la sua avversaria non si fece cogliere di sorpresa e gli diede prima una testata in pieno volto, per fargli mollare la presa, poi un calcio rotante che lo scaraventò a terra con violenza.
    -Cosa avevi intenzione di fare? Sei patetico!-
    -Lascialo stare! È con me che devi combattere!-
    -Sai che c’è? Che mi sono stancata! Facciamola finita! Ora ti farò assaggiare il mio colpo più potente!-
    -Più potente del Supersonic Impulse? Non ci credo…-
    Black Crane sorrise, bruciò il suo cosmo al massimo, la figura della gru nera comparve alle sue spalle e compì un grande salto. Anche Marin, però, sorrise, bruciò il suo cosmo e la figura di un’aquila comparve dietro di lei.
    -Che sfortunata!- disse.
    Saltò anche lei raggiungendo la sua avversaria alle spalle.
    -C… Cosa?-
    -Addio black saint! Eagle Toe Flash!-
    L’aquila ghermì la gru, o meglio, Marin colpì la sua avversaria con un violento calcio che distrusse gran parte del black cloth. Quando Black Crane fu a terra, sulla sua maschera comparvero prima numerose crepe e poi si sgretolò completamente mostrando il suo volto senza vita e gli occhi sbarrati. Marin la guardò con una punta di tristezza prima di cadere a terra svenuta.
    -Mh? Non ci posso credere! Il cosmo di Black Crane è sparito! Quel maledetto ci ha ingannati!- disse Black Corona Borealis.
    -Di chi diavolo state parlando?- chiese Hyoga.
    -Non sono affari vostri. Ora, preparati a morire Atena!-
    -Non ci contate troppo!- disse Isaac facendo scudo alla dea e al sacerdote.
    -La mia controparte! Che ti è successo all’occhio?-
    -Come hai detto tu, non sono affari tuoi!-
    -D’accordo, come vuoi!-
    Stava per attaccarlo, quando Isaac sollevò un dito al cielo e disse:
    -Freeze Fog!-
    In un attimo, si sollevò magicamente una fitta nebbia.
    -Adesso! Scappate! Raggiungete le dodici case!- disse Isaac.
    Atena e i gold saints non se lo fecero dire due volte e si avviarono. Nonostante la nebbia non c’erano problemi, perché bastava che andassero sempre dritti.
    -Credi che una stupida nebbia ci fermerà? Basta seguire i loro cosmi e…-
    Black Corona Borealis tentò di fare un passo, ma era come se i suoi piedi fossero attaccati al pavimento. E non solo i suoi, ma anche quelli degli altri black saints.
    -Ma che…?-
    Quando guardò, vide le sue gambe congelate e pian piano anche il resto del corpo si congelò lentamente.
    -Non… non ci credo… questo è il tuo colpo…-
    I quattro si trasformarono in statue di ghiaccio e, quando Atena raggiunse finalmente il palazzo del montone bianco, la nebbia svanì.
    -Il mio colpo non ha avuto effetto su Atena e i gold saints perché ghiaccia solo chi è malvagio.- spiegò Isaac a Shaina, June, Yuuri e Dedalus.
    Purtroppo, non fecero in tempo a fare un passo che i black saints si liberarono dalla loro prigionia.
    -Shaina, Yuuri, voi andate a occuparvi dei feriti. Ci penseremo noi a questi qua!- disse Dedalus.
    -D’accordo!-
    Mentre le due correvano, Black Corona Borealis prima si complimentò con Isaac per il suo colpo segreto, poi disse ridendo:
    -Sei sfortunato che non c’è la tua controparte, caro Black Canis Major!-
    -Pazienza… spero solo che questo biondino mi faccia divertire!-
    -Anch’io spero che tu mi faccia divertire!- disse Hyoga.
    Intanto, Shaina e Yuuri avevano appena cominciato a prendersi cura di Moses, Marin e gli altri feriti, quando avvertirono un cosmo malvagio nelle vicinanze.
    -Dannazione, erano in sei!- disse Shaina.
    Non fece in tempo a finire la frase, che un’ombra scura la colpì buttandola a terra.
    -Salve!- disse il black saint.
    Si trattava di Black Fly, un tipo con i capelli bordeaux.
    -Credevo che quei quattro stupidi sarebbero riusciti a uccidere Atena da soli, è per questo che sono arrivato qua per dare il colpo di grazia a questi falliti, ma se stavo con loro, era meglio!-
    Shaina si alzò infuriata.
    -Sei proprio fastidioso. Proprio come l’insetto rappresentato dalla tua costellazione.-
    -Grazie!-
    I due stavano per fronteggiarsi, quando un cosmo li fece voltare di scatto.
    -È qui la festa?-
    -Tu… tu sei il bronze saint della costellazione del dragone!- disse guardandogli il cloth che indossava.
    -Proprio così, insieme al mio maestro: Doko della bilancia!-

    Nota 6: Il black cloth della gru non ha nulla a che vedere, tranne qualche piccolo dettaglio, con quello di Yuzuriha di Lost Canvans.

    Nota 7: I nostri saints sono come appaiono nel manga. Quindi Dedalus non è Albione, anche se qualche dettaglio dell’aspetto di quest’ultimo è stato usato per la controparte nera.

    Nota 8: La tecnica di Isaac, Freeze Fog, è la stessa del saint della corona boreale apparso nella mia fanfiction “Il Ritorno Del Sacro Imperatore”.

    Nota 9: Il Black Crane Spinning Kick è ispirato al colpo di Chun-Li (lo Spinning Bird Kick) di Street Fighter.


    Capitolo VI:

    Terribili Scontri



    -Doko, il gold saint della bilancia? Io non vedo nessuno a dire il vero!-
    -Che? Ah…-
    In effetti, Doko non c’era.
    -Si sarà diretto verso la sua casa…-
    La supposizione di Shiryu era esatta. Doko era atterrato nel luogo di battaglia di Black Cefeus e gli altri e raggiunse Atena passando inosservato a causa della nebbia creata da Isaac.
    -Comunque, non ha importanza. Preparati a morire, servo di Atena!-
    -Una volta, lo eri anche tu…-
    -Hai detto bene: lo ero!-
    Il black saint iniziò a bruciare il suo cosmo e anche Shiryu fece altrettanto, attirando l’attenzione di Dedalus, gli altri e i loro nemici.
    -Di chi diavolo è questo cosmo? Quando è arrivato?- si chiesero.
    -Dev’essere l’allievo di Doko…- pensò ad alta voce Dedalus.
    -Doko? Il gold saint della bilancia? È ancora vivo?-
    Black Fly scattò e provò a dare un pugno al saint del dragone che, però, lo parò prontamente con il suo scudo. Il colpo gli fece tremolare il braccio.
    -Da dove tiri fuori tutta questa forza? Voi black saints dovreste essere perfino più deboli dei bronze saints…-
    -Ci siamo allenati parecchio!-
    -Assurdo…-
    Black Fly continuò a provare a colpirlo, ma ogni volta i calci e i pugni si scontravano con lo scudo del drago. Shiryu era sicuro della sua resistenza, come gli aveva detto il suo maestro, eppure aveva la sensazione che si sarebbe frantumato da un momento all’altro, perché i colpi del suo nemico erano di una forza incredibile. Sovraumana. All’ennesimo calcio sullo scudo, Black Fly sbuffò e disse:
    -Basta, sono stufo!-
    E diede le spalle al suo avversario. Shiryu, sbirciò dallo scudo per vedere che stava succedendo e notando che gli dava le spalle rimase confuso.
    -Ma che…?-
    -Black Dead End Fly!-
    Con un rapido movimento, Black Fly gli diede un calcio da dietro, colpendo lo scudo, così forte che scaraventò Shiryu poco lontano. Quando si rialzò, notò con grande stupore delle crepe sullo scudo.
    -Non… non ci credo!-
    -Lo hai capito che non siamo più deboli black saints, o devo rinfrescarti la memoria?-
    Shiryu si alzò.
    -Va bene. Basta nascondersi. È tempo di combattere!-
    -Alla buon ora! Mi ero stancato di colpire inutilmente il tuo scudo!-
    La prima mossa fu del black saint che colpì Shiryu con un calcio rotante che lo fece girare su se stesso come una trottola per qualche secondo prima di cadere a terra. Provò a rialzarsi, ma il suo nemico glielo impedì dandogli una pedata al costato, zona priva della protezione del cloth.
    -Dopo averti ucciso, anche i feriti qui presenti faranno una brutta fine! Così vendicherò Black Crane!-
    -Non ti concederò questo privilegio!-
    Shiryu riuscì a dargli un pugno sul viso. Black Fly si coprì il naso con le mani soffrendo e quando le tolse, sanguinava copiosamente.
    -Maledetto cane!-
    -Non sono un cane, ma un drago!-
    Per la seconda volta, Black Fly gli diede di nuovo le spalle.
    -Black Dead End Fly!-
    Shiryu sapeva che un colpo visto una seconda volta, non aveva effetto su un saint, ma si dovette ricredere subito. Il calcio colpì in pieno il mento del giovane che fu scagliato in aria. A quel punto, il guerriero nero saltò, lo raggiunse afferrandogli le gambe e lo scaraventò con violenza sul terreno. Dopodiché, gli afferrò il collo, lo sollevò da terra e iniziò a stringerglielo. Shaina e Yuuri intervennero in suo soccorso colpendolo con calci volanti.
    -Come avete osato intromettervi?-
    -Thunder Claw!-
    Il colpo di Shaina andò a segno, ma al black saint parve non fare particolarmente effetto.
    -Ma che…?-
    -Duecentocinquanta anni, molti dei quali allenato con la tua controparte, alla fine sono serviti!-
    Shaina rimase senza parole, mentre il suo avversario ne approfittò per darle un pugno allo stomaco che la fece accasciare a terra. Shiryu intervenne usando un suo colpo segreto:
    -Rozan Ryuhisho!-
    Black Fly, però, lo evitò con un balzo all’indietro.
    -Sei vuoi uccidere le ragazze, dovrai prima vedertela con me!-
    -D’accordo.-
    -Voi, ragazze, dovete occuparvi dei feriti. Lo scontro è solo tra me e lui! Chiaro?-
    -Ma…-
    -Niente “ma”! Fate come ho detto!-
    -Non ti facevo così sciocco, sai?- gli disse Black Fly ridendo.
    Mentre Shaina si rialzava e si allontanava con Yuuri, Shiryu iniziò a bruciare il suo cosmo.
    -Uh! Che forza!-
    Stava per usare il suo colpo migliore, ma il suo avversario non rimase certo fermo a guardare e gli diede lo stesso pugno che aveva dato a Shaina. Non appena s’inginocchiò, riutilizzò per la terza volta consecutiva il Black Dead End Fly e rifece di nuovo la stessa cosa che aveva già fatto: saltò, gli afferrò le gambe e lo scaraventò con violenza a terra. Nonostante questo, anche se a fatica, Shiryu si rialzò.
    -Ammirevole la tua tenacia, ma fino a quanto resisterai?-
    -Finché avrò vita!-
    Black Fly s’infuriò e iniziò a colpirlo con numerose ginocchiate allo stomaco e terminò con un montante.
    -Sono fortissimo! Quando porterò la tua testa al signor Guilty, sarà fiero di me!-
    -Sei sicuro? Lui non voleva la testa o comunque il cadavere di Atena?-
    -Avrà anche quello!-
    -Pensate di riuscire a sconfiggere i gold saints e superare le dodici case? Cosa vi da tutta questa sicurezza?-
    -Il potere che abbiamo ottenuto!-
    -E come avete ottenuto tale potere?-
    Black Fly non gli rispose e lo colpì con un calcio rotante.
    -Non sono affari tuoi. Stai per morire, quindi non hai bisogno di saperlo!-
    Detto questo, iniziò a bruciare il suo cosmo ancora di più. Anche Shiryu, per tutta risposta, iniziò a farlo.
    -Uno di noi due cadrà e non sarò io!-
    Per la quarta volta, Shiryu fu colpito dal Black Dead End Fly, ma stavolta il suo avversario rimase fermo a guardarlo cadere.
    -Non era il caso afferrarlo. Ho voluto essere magnanimo e lasciarlo morire senza infierire!-
    Shaina e Yuuri, assistendo alla scena, si misero sulla difensiva.
    -Tocca a voi pollastrelle. Sarà divertente giocare con voi in tutti i sensi!-
    Stava per avviarsi verso di loro, ma si arrestò.
    -Cosa? Il suo cosmo brucia ancora? Com’è possibile?-
    Shiryu si era rialzato, anche se si vedeva chiaramente che barcollava. Era chiaro che quel colpo fosse molto più forte dei precedenti.
    -Eh. Subire quattro volte il Black Dead End Fly non è il massimo. Riuscirai a resistere a un quinto? E a un sesto? Sono curioso. Vediamo se sei un vero drago o solo una lucertola.-
    -Non sei molto originale!-
    -In che senso?-
    -Quella frase che hai detto l’ha usata anche un’altra persona che ho conosciuto!-
    -Peccato. Pensavo di avere l’esclusiva!-
    Finito di parlare, corse verso di lui e lo colpì con un pugno sulla guancia, poi usò un calcio rotante buttandolo a terra. Shiryu, però, si rialzò.
    -Ora basta!-
    Black Fly lo afferrò per i capelli, lo sollevò leggermente in aria e gridò:
    -Black Dead End Fly!-
    Quinta volta. Sicuramente era l’ultima. O almeno, questo pensarono le due guerriere saints e lo stesso Black Fly. Invece, con somma sorpresa di tutti, il giovane dragone si rialzò. Barcollando, certo, ma era in piedi.
    -Io… sono davvero impressionato!-
    -Sei forte! Non so come tu abbia fatto a ottenere una forza simile, ma dovrai fare meglio di così se vuoi battermi!-
    -Va bene! Allora ti colpirò così forte che ti staccherò la testa dal collo!-
    Corse verso di lui, mentre Shiryu tornò a bruciare il suo cosmo.
    -È tutto inutile. Rassegnati alla sconfitta!-
    -Rozan Shoryuha!-
    Shiryu aveva messo tutto se stesso il quel colpo e Black Fly lo sentì chiaramente sulla sua pelle. Il colpo lo sollevò da terra scagliandolo qualche metro più in là, il black cloth andò completamente in frantumi e cadde pesantemente a terra.
    -Sconfitto… non ci credo… questo è assur…do…-
    Shiryu s’inginocchiò per la fatica e sorrise a Shaina e Yuuri. Nell’apprendere che un altro loro collega fu sconfitto, Black Cefeus e gli altri guerrieri neri rimasero sconvolti.
    -Anche… anche Black Fly è stato sconfitto! Questo conferma che ho ragione. Ci ha preso in giro!- disse Black Corona Borealis.
    -Si vede che quel saint era munito di uno schiacciamosche bello grande!- disse Isaac facendo ridere Hyoga e gli altri suoi amici.
    -Fai meno lo spiritoso, signorino guercio!-
    -Insomma! Si può sapere di chi stai parlando? Chi vi ha ingannati?-
    -Non ho l’autorizzazione a parlare di questo. Sono qui solo per combattere!-
    Il primo scontro che visualizzeremo tra i quattro, non sarà Isaac e la sua controparte, ma Dedalus contro Black Cefeus. Quest’ultimo iniziò ad attaccare con una serie di velocissimi pugni. Dedalus, nonostante fosse un silver saint, non riuscì a vedere i colpi, e di conseguenza pararli, quindi non fece altro che subire.
    -Maestro!- gridò June.
    -Ehy, bella, stai combattendo con me! Non distrarti!- disse Black Chameleon buttandola a terra con uno schiaffo.
    Black Cefeus buttò Dedalus a terra colpendolo con un braccio teso.
    -Ti facevo più forte… sei deludente!-
    -La tua forza, invece, è fasulla!-
    -Davvero? Da cosa lo deduci?-
    -È impossibile che degli inetti come voi black saints possiate avere una forza così elevata. Ci deve essere qualcosa dietro!-
    Black Cefeus, punto sul vivo, reagì dandogli un calcio che lo ributtò a terra.
    -Non ti permetto di fare simili insinuazioni!-
    -Mmmh… da come ti scaldi, mi fai dedurre che ci ho azzeccato!-
    -Zitto!-
    Un’altra serie di pugni velocissimi e Dedalus si ritrovò di nuovo a terra.
    -Ok, basta subire. È tempo di reagire!-
    Dedalus si alzò e bruciò il suo cosmo. Alle sue spalle comparve la figura di Cefeo. La sua controparte sorrise e fece altrettanto. Il Cefeo alle sue spalle, però, aveva la pelle scura e la barba e i capelli bianchi. Il primo ad attaccare fu Dedalus. Usò gli stessi pugni usati dal suo avversario che, al contrario di lui, li parò tutti.
    -Non… non ci credo!-
    -Mi stai sottovalutando! Sono molto più forte di te!-
    Detto questo, con un rapido movimento gli diede un fortissimo montante che lo sollevò in aria scagliandolo poco lontano.
    -Maestro…-
    -Ancora? Ti ho detto di non distrarti!-
    Dedalus si rialzò a fatica, ma si ritrovò davanti il suo nemico. Gli sorrise, gli afferrò i capelli alzandolo in piedi e lo colpì con una gomitata al volto facendolo ricadere.
    -Che spasso!-
    -Mi hai stancato…-
    Dedalus tornò a bruciare il suo cosmo.
    -Preparati a subire il mio colpo segreto.-
    -Sono la tua controparte. Lo conosco bene!-
    A queste parole, Dedalus ebbe un leggero sussulto ma non ci pensò su troppo.
    -Nebula Crash!-
    -Black Nebula Crash!-
    I due colpi si scontrarono e l’esplosione che ne seguì, scagliò lontano i due contendenti. Quando si rialzarono, l’elmo di Dedalus andò in frantumi, mentre Black Cefeus perse il coprispalla destro.
    “Dannazione!” disse Dedalus rammaricato.
    Black Cefeus notò la sua delusione e rise.
    -Speravi di avermi ucciso? Sono davvero spiacente!-
    I due tornarono uno di fronte all’altro e Dedalus cominciò a bruciare il suo cosmo, ma era molto più intenso di prima, tanto che Black Cefeus rimase impressionato. All’improvviso, il guerriero nero fu colpito da un pugno, ma era così veloce che non riuscì a vederlo.
    -Ma che…?-
    Poi un altro, un altro e un altro ancora. Lo stava pagando esattamente con la sua stessa moneta. All’ennesimo colpo, però, Black Cefeus riuscì a vederlo e pararlo.
    -Ah… non ci posso credere!-
    Black Cefeus sorrise e con uno scatto fulmineo, perforò con un pugno il pettorale del suo avversario. Dedalus iniziò a perdere sangue dalla bocca e tremare, ma nonostante questo non cadde, afferrò il braccio del nemico e glielo spezzò con violenza. Dopo aver urlato come un pazzo per il dolore, il guerriero nero gli domandò:
    -Come puoi stare ancora in piedi? Perché non ti decidi a crepare?-
    -Creperò… quando anche tu lo farai!-
    Bruciò il suo cosmo intensamente e gridò:
    -Nebula Crash!-
    Black Cefeus volò lontano, mentre il suo cloth andò in frantumi. Dopo che cadde violentemente a terra, anche Dedalus si accasciò al suolo. June, incurante della sua avversaria, corse da lui.
    -Maestro! Maestro!-
    Lo mise in posizione supina e gli parlò.
    -Maestro, non mi faccia scherzi, la prego…-
    Dedalus non parlò. Si limitò a sorriderle e accarezzarle il viso protetto dalla maschera. Era debole, ma vivo. Questo era l’importante. Il pugno di Black Cefeus non aveva raggiunto completamente il cuore.
    -Come hai osato abbandonare la battaglia? Vieni qua che ti devo fare a pezzi!-
    Non le fu concesso neanche di sospirare di sollievo, perché la sua avversaria la prese per i capelli e la trascinò via dal suo maestro.
    -Lasciami, sporca putt…-
    -Modera i termini, signorina. Sei in un luogo sacro!- disse buttandola a terra come se fosse un sacco della spazzatura.
    -Certo che è sacro, ma non per te!-
    June bruciò il suo cosmo e iniziò a usare la sua frusta.
    -Chameleon Whip!-
    La sua avversaria, però, la afferrò al volo, la tirò a se trascinandosi June e le diede una fortissima testata seguita da un calcio allo stomaco che la buttò a terra.
    -La rabbia ti ha annebbiato la mente. Ecco perché sarà facile ucciderti!-
    -Stai zitta!-
    Di nuovo, tentò di usare la frusta, ma Black Chameleon la riafferrò al volo e questa volta gliela strappò dalle mani e la buttò via.
    -Ora è il mio turno!-
    Tirò fuori la sua frusta nera.
    -Black Chameleon Whip!-
    I suoi attacchi erano velocissimi e provocarono graffi alle braccia e altre parti del corpo poco protette dal cloth della sua avversaria. June si ritrovò nell’impossibilità di non poter far nulla. Solo subire.
    -Che delusione che sei. Fortuna che il tuo amato maestro non stia guardando la figuraccia che stai facendo!-
    Quelle brutte parole, fecero scattare qualcosa nella ragazza che, miracolosamente, afferrò al volo la frusta con una mano.
    -Wow! Hai compiuto un miracolo!-
    -E non sarà il solo!-
    Le strappò la frusta dalle mani e la gettò via dietro di sé. Fatto questo, stava per attaccarla con un calcio, ma Black Chameleon la anticipò e fu lei a colpirla con un calcio allo stomaco.
    -Non mi farò battere come i miei colleghi. Puoi starne certa!-
    -Questo, è tutto da vedere!-
    June riuscì, finalmente, a colpirla con un calcio rotante che la fece barcollare un po’. Poi, le avvinghiò entrambe le gambe attorno al collo e la buttò all’indietro. Nonostante la botta, Black Chameleon si rialzò e cominciò a bruciare il suo cosmo.
    -Muori! Black Chameleon Sting!-
    L’artiglio sul dorso della mano destra s’illuminò di bianco, lanciò una piccola sfera dello stesso colore, che si trasformò in tre raggi a forma di aculeo, e colpì June provocandole tre grandi fori al pettorale. Questo la fece tossire sputando sangue e s’inginocchiò a terra.
    -Peccato che sei ancora viva. Speravo di averti uccisa!-
    -C’eri quasi riuscita…-
    Black Chameleon iniziò a prenderla a calci sul petto. Sembrava non avere più la forza di reagire.
    -Non sarai morta, ma ho comunque ottenuto qualcosa. Sei senza più forza.-
    All’ennesimo calcio, June lo parò, si alzò e diede un violento pugno al volto della sua avversaria provocando piccole crepe sulla maschera.
    -Come hai osato?-
    June non le rispose e iniziò a bruciare il suo cosmo. Black Chameleon, però, non s’impressionò e la colpì con un calcio rotante che la buttò a terra. Tentò di rialzarsi, ma la sua nemica iniziò a darle violente pedate dietro la schiena e ogni tanto roteava il tacco nella carne per farla urlare. Alla fine, riuscì a reagire rotolando di lato e anche lei usò il suo colpo:
    -Chameleon Sting!-
    La sfera di June, e rispettivi raggi, anziché essere bianchi come quelli della guerriera nera erano di colore verde chiaro. Black Chameleon, al contrario di lei, li scansò semplicemente prendendoli a schiaffi.
    -N… non posso crederci!-
    -Questa volta sei finita!-
    Black Chameleon bruciò il suo cosmo e lanciò di nuovo il suo colpo. Curiosamente, però, i tre raggi passarono attraverso il corpo di June come se fosse uno spettro.
    -Chameleon Camouflage? Complimenti, ma hai guadagnato solo qualche secondo di vita in più!-
    -Abbastanza sufficiente da sconfiggerti!- le disse alle spalle.
    June tentò di colpirla con un pugno, ma lei gridò:
    -Black Chameleon Camouflage!-
    E il pugno le passò attraverso.
    -Ti pareva!-
    -Black Chameleon Sting!-
    June si girò, fu colpita in pieno petto e cadde a terra supina.
    -È finita ormai!-
    -Non sono ancora morta! Quando morirò, potrai dire che è finita!- disse rialzandosi incurante delle nuove ferite provocate.
    -Uffa che insistente!-
    Black Chameleon rilanciò il colpo, ma June riutilizzò il Chameleon Camouflage e riapparve davanti alla sua nemica bruciando intensamente il suo cosmo:
    -Chameleon Sting!-
    Di nuovo, i raggi furono scansati.
    -Troppo lenta!-
    -Ne sei proprio sicura?-
    Su entrambi i coprispalla e la “coppa” sinistra sul seno si formarono dei buchi.
    -Cosa? Come ci sei riuscita? Non è possibile!-
    June, senza dire nulla, scattò e le diede una violenta ginocchiata sulla faccia provocando altre crepe sulla maschera. Dopodiché, tornò a bruciare il suo cosmo.
    -Questo è per te, maestro: Nebula Crash!-
    Era troppo vicino, Black Chameleon non fece in tempo a utilizzare il Chameleon Camouflage e così si prese il colpo in pieno, il cloth e la maschera andarono in pezzi e morì. A causa delle terribili ferite, era come se fosse stata colpita da lame affilate, e la stanchezza, June cadde a terra.
    -Bene bene, caro cigno. Vediamo cosa sai fare!- disse Black Canis Major.
    Senza dire nulla, limitandosi a sorridergli, Hyoga lanciò il colpo imparato dal suo maestro:
    -Diamond Dust!-
    Il black saint compì un salto e colpì Hyoga con un calcio volante in pieno petto lasciandolo molto sorpreso.
    -Tecnica interessante, lasciamelo dire, ma il mio colpo è migliore!-
    Detto questo iniziò a bruciare il suo cosmo, mentre alle sue spalle comparve la figura di un grande cane nero.
    -Great Black Mountain Smasher!-
    Corse verso di lui velocemente, tanto da sembrare una cometa, e lo colpì con un pugno di energia al petto che lo scaraventò lontano, facendolo girare su se stesso come una trottola.
    -Tsk! Troppo facile!-
    Quando Hyoga si rialzò, Black Canis Major rimase a bocca aperta.
    -Ma come puoi rialzarti? Assurdo!-
    -Diamond Dust!-
    Il black saint evitò di nuovo l’attacco semplicemente scansandosi di lato, dopodiché afferrò Hyoga per il collo, lo sollevò leggermente e lo scaraventò violentemente a terra.
    -Facciamola finita e chiudiamo subito la partita!-
    Si mise in posizione d’attacco e rimase senza parole quando vide il braccio destro completamente congelato.
    -Come… come diavolo hai fatto a…-
    -È colpa tua. Mi hai afferrato per il collo e così ne ho approfittato per congelarlo senza che tu te ne accorgessi! Ora non potrai più usare il tuo colpo!-
    -Sei uno stupido. Ho ancora l’altro braccio a disposizione!-
    -Non potrai usarlo ugualmente se non riesci a muoverti!-
    -Cosa?-
    -Koltso!-
    Attorno al corpo di Black Canis Major si formarono tre anelli di cristalli di ghiaccio che gli impedivano qualsiasi movimento.
    -Non… non ci credo! Tu sei più forte di Black…-
    Hyoga non lo fece finire di parlare e bruciò il suo cosmo. Il suo corpo brillava di una luce candida, ma fredda come l’inverno, mentre alle sue spalle comparve la figura del cigno in volo.
    -Kholodny Smerch!-
    Black Canis Major fu investito dal vortice e cadde pesantemente di testa a terra. Inutile dire che, trovandosi solo, Black Corona Borealis rimase senza parole.
    -Sono alquanto stupito oltre che sconcertato!-
    -Cos’hai intenzione di fare adesso?- gli chiese Isaac.
    -Vuoi ritirarti o…?-
    -Combatterò! Che domande!-
    -Peggio per te!-
    Hyoga rimase a guardare, ma l’amico disse di portare June all’ospedale insieme agli altri feriti e di non pensare a lui.
    -Stai attento, comunque!-
    -Tranquillo! Vai!-
    I due contendenti, rimasero fermi a fissarsi.
    -Coraggio! Attacca!- lo incitò la sua controparte nera.
    -D’accordo! Diamond Dust!-
    I cristalli di neve generati dal pugno di Isaac raggiunsero Black Corona Borealis che, però, li parò facilmente con una sola mano. Isaac, nel vederlo, rimase sbalordito.
    -Non dovresti sorprenderti. Sono il tuo opposto, caro mio, e di conseguenza il ghiaccio non mi fa molto effetto!-
    -Se è così, anche con me non avrà effetto. Daremo vita alla guerra dei mille anni!-
    -Può darsi, ma non è detto…-
    Il cosmo di Black Corona Borealis cominciò a bruciare, sollevò le braccia e creò sulla sua testa una sfera di ghiaccio di colore nero.
    -Ma quella è…-
    -Black Freezing Corona!-
    Rapidamente, anche Isaac creò una sfera di ghiaccio di colore blu.
    -Freezing Corona!-
    La lanciò ed entrambe le sfere si scontrarono.
    -Tsk. Immaginavo che sapessi usare questa tecnica.-
    -Eh. Ed io che pensavo di aver creato una tecnica originale!-
    -Spiacente! L’unica differenza fra me e te è che io non so usare né il Diamond Dust né la Freeze Fog. In compenso… tu sai usare questo?-
    Black Corona Borealis tornò a bruciare il suo cosmo, tese in avanti il braccio destro con il pugno chiuso, afferrò il polso con l’altra mano e disse:
    -Black Frozen Fist!-
    La tempesta di cristalli di neve nera generata dal suo pugno ricordava molto il Diamond Dust, ma sembrava molto più potente. Infatti, il corpo di Isaac si ghiacciò all’istante.
    -Mpf! Troppo facile. Sembravi un tipo in gamba e invece…-
    S’interruppe di colpo quando vide il ghiaccio sgretolarsi davanti ai suoi occhi.
    -Tutto qui?- gli chiese Isaac.
    -Come… com’è possibile?-
    -Il tuo colpo non ha effetto su di me. Può solo creare uno strato di ghiaccio attorno a me e nient’altro!-
    -Questo… non va bene!-
    -Stavolta non ti mancherò. Freezing Corona!-
    Black Corona Borealis la evitò con un salto e atterrò alle spalle del suo nemico.
    -Addio, mio doppio! Black Freezing…-
    S’interruppe notando la nebbia che si alzava.
    -Di nuovo questo trucco della Freeze Fog? Sei scarso d’idee!-
    Black Corona Borealis si congelò, ma si liberò subito dalla prigione quando la nebbia svanì.
    -Sei rimasto fermo a guardarmi? Perché non hai approfittato della situazione e mi hai attaccato?-
    -Non sono un vigliacco!-
    -Però sei stupido!-
    -Ho ancora un colpo da mostrarti!-
    -Davvero?-
    Isaac bruciò il suo cosmo, mentre la figura di un grosso cristallo di neve comparve alle sue spalle.
    -Aurora Borealis!-
    L’energia fredda creata dal suo colpo scagliò il guerriero nero lontano, ma si rialzò subito.
    -Deludente. Mi aspettavo chissà che!-
    Isaac sorrise, gli diede le spalle e cominciò ad avviarsi da Hyoga e gli altri.
    -Che diavolo fai? Torna subito qui! Ehy!-
    Cercò di fare un passo, ma le sue gambe erano ghiacciate.
    -C… cosa?-
    Lentamente, anche il resto del corpo cominciò a ghiacciarsi, dopodiché iniziò a sgretolarsi pian piano.
    -Anche se eri un nemico, non posso non lodarti per il tuo spirito combattivo!- disse Isaac senza voltarsi.

    Nota 10: Il Chameleon Sting è un attacco preso in prestito dal videogioco Megaman X.

    Nota 11:Il colpo di Black Canis Major è lo stesso, in versione nera, di quello usato da Sirius nella serie animata di Hades.

    Nota 12: Nel manga l’anello di ghiaccio di Hyoga è scritto Koliso, ma a quanto pare è un’errata romanizzazione di Koltso. Ecco perché ho scritto così.

    Nota 13: Anche la Freezing Corona è la stessa tecnica del saint della corona boreale apparso nella mia fanfiction “Il Ritorno Del Sacro Imperatore” ed è una versione di ghiaccio della Burning Corona di Atlas vista nel terzo film.

    Capitolo VII:

    Guardie Del Corpo Per Atena


    Avvertendo che i cosmi dei loro compagni erano spariti, Guilty e gli altri black saints s’infuriarono:
    -Quel maledetto gold saint ci ha ingannati! Non dovevamo fidarci!- disse Jango.
    -Hai ragione, dovevamo ucciderlo subito dopo che ha usato quel colpo su di noi!-
    Come se avesse sentito che stavano parlando di lui, un varco dimensionale si aprì e il gold saint comparve davanti a Guilty.
    -Non so perché, ma ho come l’impressione che stavate parlando di me!-
    -Come hai fatto a indovinare? Ci hai preso per i fondelli! Quel tuo colpo non è servito a nulla!-
    -Ho semplicemente sottovalutato i saints di Atena, tutto qua!-
    -“Tutto qua”? Black Crane e gli altri sono stati sconfitti e tu hai il coraggio di dire “tutto qua”?-
    -Rilassati. A tutto c’è rimedio!-
    -Certo. Adesso ti uccideremo!-
    -Finiscila!-
    Lanciò il raggio dal dito e colpì la fronte di Guilty. Contemporaneamente, colpì anche gli altri black saints lanciandone molti altri dal palmo della mano sinistra.
    -Stavolta non fallirete. Ho usato il colpo alla massima potenza. Nessuno potrà fermarvi stavolta.-
    Detto questo, stava per dirigersi verso il portale quando si fermò e disse:
    -Stavo per dimenticarmi…-
    Sollevò un dito al cielo che s’illuminò di luce d’oro per un attimo.
    -Che cosa hai fatto?-
    -Ho creato una barriera.-
    -Una barriera? Di nuovo?-
    -State calmi! Nessuno potrà accedere a quest’isola, ma voi potete uscire ed entrare a vostro piacimento!-
    Guilty rimase pensieroso e poi chiese:
    -Come puoi fare una cosa del genere? Solo le divinità possono…-
    Non finì la frase. Aveva ormai capito tutto.
    -Ecco. Vedo che sei dotato di cervello, quindi ora torno alla mia casa. Buona fortuna. Oh, già, presto riceverete una visita. Ecco perché ho creato la barriera!-
    -Una visita? Da parte di chi? E come fai a saperlo?-
    -Ho ipnotizzato uno dei guerrieri semplici del Santuario che si trova nel tredicesimo palazzo. Mi ha riferito che il grande sacerdote ha intenzione di mandare qualcuno a uccidervi, ma grazie alla barriera e all’aiuto del mio colpo…-
    Il gold saint sorrise malignamente, varcò la porta dimensionale e scomparve.
    -Abbiamo di nuovo bruciato l’occasione di ucciderlo!- disse Jango rammaricato.
    -Non preoccuparti, è solo rimandata! Non mancherà!-
    Quello che aveva detto il gold saint misterioso era vero. Poco prima della sua visita alla Death Queen Island, Aiolos e Atena stavano discutendo tra loro.
    -Sei sicuro di quello che mi hai detto? Ma non è possibile. Io stessa ho proibito l’utilizzo di quel colpo perché immorale. Proprio come l’Atena Exclamation!-
    -A quanto pare, però, c’è qualcuno che lo utilizza.-
    -Sospetti qualcuno?-
    -Purtroppo no… non ho la minima idea di chi possa essere. L’unica cosa certa è che si tratta di un gold saint. Su questo non ci sono dubbi. Erano gli unici che potevano usarlo!-
    -Capisco…-
    A un tratto, qualcuno bussò al portone e un gold saint entrò.
    -I miei rispetti, Atena!- disse con un inchino.
    -Vieni avanti. Abbiamo un incarico per te!- disse Aiolos.
    Fu così che il soldato semplice aveva assistito alla scena di nascosto e, sempre non visto, raggiunse la casa del gold saint avvertendolo. Nel frattempo, i saints feriti erano stati portati agli ospedali costruiti per i saints. Ce n’erano due, uno di fianco all’altro, dato che le sacerdotesse guerriere non potevano essere viste in volto tranne che dai medici. Hyoga e Isaac, in quell’occasione, fecero la conoscenza di Shiryu, l’allievo di Doko. Stavano per varcare la soglia dell’ospedale, quando vi uscì Seiya in pigiama e con una fascia in testa.
    -Seiya, che fai in piedi?- gli chiesero Isaac e Hyoga.
    -Vado a trovare Marin. Voglio sapere come sta!-
    -Non puoi andare! Devi restare a letto!-
    -Non ho bisogno di una balia, perciò non rompete le ceste!-
    Si fermò un attimo e rivolse il suo sguardo verso Shiryu.
    -E tu chi saresti?-
    -Sono Shiryu della costellazione del dragone!-
    -Davvero? Era ora che arrivassi. Dove ti eri cacciato? Stavi facendo la bella vita eh? Potevi arrivare un po’ prima, dato che c’era bisogno di te!-
    -Veramente… sono arrivato nel pieno della battaglia. Ho anche sconfitto un black saint!-
    -E perché non ti ho visto?-
    -Potrei farti la stessa domanda, ma eri svenuto!-
    Seiya si sentì punto nel vivo e si diresse verso l’ospedale femminile. Prima, però, si fermò e disse:
    -Io, comunque, sono il grande Seiya di Pegaso. Ricordatelo!-
    Ed entrò nella struttura. Una volta soli, Shiryu si rivolse ai suoi due colleghi:
    -Antipatico forte, eh?-
    -E parecchio anche!- dissero in coro gli altri due.
    Appena Seiya entrò nella stanza dove Marin e June erano ricoverate, Yuuri e Shaina si alzarono di scatto e si misero davanti a lui.
    -Primo, chi ti ha detto di venire qui? Secondo, non lo sai che è proibito ai maschi entrare senza autorizzazione?- gli disse quest’ultima.
    -Volevo solo vedere Marin!-
    -Non puoi vederla! È senza maschera!-
    -Ma…-
    -Piantala di fare il moccioso. Vai via!-
    -È tutto a posto Shaina. Fallo entrare!-
    Shaina e Yuuri si voltarono per guardarla. Marin si era messa una nuova maschera che le avevano messo sul comodino al suo fianco, perciò lasciarono libero il passaggio.
    -Entra, ma non stressarla troppo!-
    -Mpf!-
    Si avvicinò al letto e si mise seduto su una sedia.
    -Come stai, Marin?-
    -Io bene. Anche tu, vedo…-
    -Sì, anche se non si può dire lo stesso del mio cloth. Mi hanno detto che l’ha preso Mu, ma non so perché!-
    Marin sorrise, ma a causa della maschera, Seiya non la vide. Hyoga e Isaac, invece, erano andati a trovare Dedalus e gli altri saints.
    -June… come sta June?- chiese preoccupato.
    -È ferita, ma non è in pericolo di vita. Ha combattuto bene e ha anche usato il tuo colpo dedicandotelo. Devi esserne orgoglioso.-
    E, infatti, sul viso del saint comparve un sorriso smagliante pieno di orgoglio.
    -Brava ragazza…- disse.
    I ragazzi rimasero mezz’ora, dopodiché salutarono e uscirono. Appena misero i piedi fuori, Hyoga vide uscire Yuuri dall’altro ospedale.
    -Ciao Hyoga!- disse agitando il braccio.
    Shaina era uscita molto prima. Ecco perché non era con lei.
    -Ciao Yuuri!-
    La ragazza dai lunghi capelli d’argento si avvicinò ai tre e tese la mano a Shiryu.
    -A causa della battaglia, non ho avuto modo di presentarmi. Sono Yuuri, bronze saint della costellazione del sestante!-
    -Molto lieto. Io sono Shiryu!- disse il giovane stringendogliela.
    -Avete da fare ragazzi?-
    -Io credo che andrò a fare un pisolino.- disse Isaac.
    -Che combinazione, anch’io!- disse Shiryu!
    -E tu Hyoga?-
    -Io avevo intenzione di fare due passi!-
    Yuuri sorrise.
    -Posso farti compagnia?-
    Anche lui sorrise.
    -Perché no?-
    Sentì Shiryu e Isaac ridere sotto i baffi.
    -Che avete da ridere?-
    -Niente niente! Divertitevi!-
    Stavano per mettersi in cammino, quando videro un gold saint, con il cloth addosso, scendere dalle dodici case. Scesi gli ultimi gradini rimasti, mutò in cometa e spiccò il volo.
    -Chi era quello?- chiese Hyoga che era la stessa domanda degli altri due.
    -Uno dei gold saint più potenti, almeno a mio modesto parere, l’uomo più vicino a dio: Shaka della vergine!-
    -Ma… è cieco?-
    Yuuri rise.
    -No, non lo è! Poi ti spiegherò meglio i dettagli mentre camminiamo!-
    -D’accordo!-
    Shaka raggiunse Death Queen Island in poco tempo. Stava per atterrare, ma sbatté contro qualcosa di solido e invisibile che prima gli diede una forte scossa, poi lo scaraventò in mare come se fosse un proiettile. Quando riemerse, si accorse che tutta l’isola era avvolta da una barriera di energia verde scura.
    -Una barriera? Ma non è quella creata da Atena! Chi…?-
    -Bene bene! Il gold saint della vergine. Se scommettevo con i miei colleghi, avrei sicuramente vinto!- disse una voce.
    Nonostante la barriera, il black saint la varcò passandogli attraverso e fluttuò sulla testa di Shaka. Tutti i saints sapevano fluttuare nell’aria, anche se raramente usavano questo potere, e quindi anche Shaka lo fece per raggiungerlo.
    -Il mio nome è Shaka. Sono la reincarnazione del Buddha!-
    -La reincarnazione di Buddha? Fantastico! Io sono Black Unicorn. Piacere!-
    -Non sono venuto qui per chiacchierare, ma per eliminarvi e impedire di continuare a fare danni!-
    -Lo immaginavo!-
    -Tenma…-
    Shaka stava per attaccare, ma il suo avversario fu molto più veloce, il corno del suo diadema s’illuminò di verde, lanciò scosse elettriche dello stesso colore e Shaka gridò per il dolore.
    -Non… non è possibile! Come hai fatto ad anticiparmi? Assurdo!- disse a denti stretti.
    -Segreto!-
    -Maledetto…-
    -Black Unicorn Horn!-
    Sempre dal corno, lanciò una sfera di energia verde che scaraventò di nuovo il gold saint in mare.
    -Non… non è possibile… è solo un black saint…- disse dopo essere riemerso.
    Tornò a fluttuare, ma Black Unicorn lo sorprese con un calcio rotante e un’altra sfera di energia, il che significava un altro bagno. Nonostante tutto, riemerse e fluttuò in modo da sembrar camminare sull’acqua. Nel vederlo, Black Unicorn scoppiò a ridere:
    -Più che la reincarnazione di Buddha sembri qualcun altro! Ah, ah, ah, ah!-
    Shaka si mise in posizione e disse:
    -Riku…-
    Non finì di dirlo, perché Black Unicorn fu molto più veloce.
    -Black Unicorn Gallop!-
    Lo colpì violentemente con un calcio volante che lo fece barcollare, ma non cadere.
    -È tempo di morire!-
    Il corno s’illuminò e stavolta non lanciò una sfera di energia, ma un raggio appuntito simile a una freccia, come quelli del Chameleon Sting ma leggermente più grande e meno sottile, che perforò la spalla sinistra del saint nonostante il gold cloth che erano famosi per la loro incredibile resistenza.
    -M… maledetto! Mi hai costretto a usare il mio colpo migliore!-
    -Sto tremando di paura!-
    Shaka stava per aprire gli occhi, ma il corno di Black Unicorn s’illuminò paralizzandolo.
    -N… non riesco a muovermi…-
    -Duecentocinquanta anni fa ho conosciuto il gold saint della vergine e anche lui, come te, aveva il curioso vizio di tenere gli occhi chiusi. Poi, ho scoperto che lo faceva per trattenere il suo cosmo e quando li apriva, era in grado di lanciare un colpo micidiale. Sfortunatamente, con me ti sarà difficile usarlo.-
    -Maledetto!-
    -Addio, saint della vergine!-
    Il corpo di Shaka s’illuminò d’oro, costringendo il suo nemico a coprirsi gli occhi. Quando li riaprì il gold saint non c’era più.
    -Che sporco codardo! Scappa pure. Ci rivedremo, stanne certo!- disse il black saint tornando sull’isola.
    Shaka atterrò davanti al palazzo del montone bianco e vi corse dentro.
    -Shaka! Ma cosa…?- chiese Mu stupito dal profondo foro sanguinante sulla spalla.
    Senza dire nulla, il gold saint si tolse il cloth e lo diede al suo amico.
    -Sai cosa devi fare!-
    -D’accordo, ma fammi dare un’occhiata a quella ferita!-
    -Non c’è tempo! Devo avvertire Atena e il sacerdote!-
    -C’è sempre tempo. Da lì non scappano. Siediti e zitto!-
    Curò il collega senza proferir parola e una volta finito lo lasciò andare. Superate le case, giunse finalmente a destinazione.
    -Shaka! Cos’è successo?-
    -Ho… ho fallito…- disse rammaricato.
    Aiolos e Freja rimasero senza parole.
    -Com’è successo?- chiesero dopo qualche minuto.
    -I black saints, oltre ad essere sotto il flusso malefico di un colpo proibito che ha donato loro una forza incredibile, hanno anche l’isola avvolta da una barriera creata da qualcun altro!-
    -Una barriera? Questo significa che…-
    -Esattamente. C’è un gold saint posseduto da una divinità malvagia!-
    Freja rimase pensierosa.
    -È più complicato di quanto pensassi!-
    -Non possiamo attaccarli a causa della barriera. Dobbiamo aspettarci solo un nuovo attacco da parte loro.-
    -Chiamate un soldato semplice. Devo dirgli una cosa!-
    Nel frattempo, Hyoga e Yuuri stavano continuando a passeggiare e chiacchierare. Lei gli raccontò di come scoprì di essere una saint. Da bambina, aveva sette anni, perse i suoi genitori in un incidente stradale. Lei fu l’unica sopravvissuta, ma rimase due anni in coma. Quando ne uscì, fu portata in un orfanotrofio e lì scoprì di essere una saint e fu presa sotto la custodia di Nikol, silver saint dell’altare. A causa della regola che imponeva alle donne guerriere di rinunciare alla propria femminilità, decise di cambiare il suo vero nome per uno più maschile.
    -Io sono per metà russo e metà giapponese e posso assicurarti che Yuuri è un nome più femminile che maschile!-
    -Oh, davvero? Accidentaccio, a saperlo prima…-
    -Qual è il tuo vero nome?-
    -Ormai sono anni che non lo uso più. Quindi l’ho dimenticato.-
    -Potrei tirare a indovinare…-
    -Prova, ma sarà inutile. Ho un vuoto di memoria!-
    -Il tuo vero nome è Yulia!-
    -Potrebbe… chi lo sa?-
    Hyoga sorrise e anche Yuuri lo fece anche se non poté vederlo.
    -È un vero peccato che non si può vedere il tuo viso…-
    -Mi spiace, è la regola. Vuoi essere ucciso da me?-
    -Meglio di no!-
    Yuuri rise di gusto. All’improvviso, un guerriero semplice raggiunse il giovane correndo a perdifiato.
    -Che succede, soldato?-
    -La dea Atena vuole parlare con te e il tuo amico. L’ho già avvertito e si sta dirigendo verso il tredicesimo palazzo. Se vuoi seguirlo…-
    Hyoga si grattò la testa e annuì.
    -Scusami, ma come vedi, devo andare!- disse a Yuuri.
    -Tranquillo. Vai!-
    Hyoga le sorrise, superò di corsa le dodici case e arrivò al cospetto di Atena. Isaac, vedendolo, gli sorrise.
    -Sei in ritardo!- gli disse divertito.
    -Scusate tanto!-
    Freja rise.
    -Non dargli retta! Non è vero!-
    Di colpo, smise di ridere e si fece seria.
    -Ascoltatemi attentamente!-
    I due si misero sull’attenti.
    -Ho riflettuto bene e ho deciso che voi due sarete le mie guardie del corpo personali!-
    -G… guardie del corpo?-
    -Certo. Ogni volta che uscirò da questo palazzo, voi sarete sempre al mio fianco!-
    -È un onore, ma… perché ha scelto noi e non i gold saints?- chiese Isaac.
    -Abbiamo scoperto che i nostri nemici sono al servizio di un gold saint posseduto da una divinità malvagia. Siccome non ho idea di chi possa essere, non mi fido.-
    -Capisco…- dissero i due in sincrono.
    -È per questo che stiamo parlando in privato, senza che ci sia anche Aiolos. Potrebbe anche esserci lui dietro, anche se non ho prove!-
    Isaac e Hyoga rimasero pensierosi. Possibile che il loro amato maestro sia posseduto? Scacciarono quel pensiero, annuirono e dissero:
    -Stia tranquilla Atena. La difenderemo noi!-
    -Grazie! Sapevo di poter contare su di voi!-

    Capitolo VIII:

    Invasione Di Serpenti



    Così, Hyoga e Isaac diventarono le guardie del corpo personali della dea Atena. Nell’apprendere la notizia, Seiya si sentì molto amareggiato.
    -Dico io, Atena poteva benissimo chiamare me. Sono il grande Seiya, dopotutto, mica pizza e fichi!- disse con il suo solito tono presuntuoso.
    Dal giorno del primo attacco dei black saints, però, curiosamente nessun altro aveva più attentato alla sua vita.
    -Forse hanno capito con chi hanno a che fare e hanno gettato la spugna!- dissero i due mentre passeggiavano con lei per un mercato.
    -Non ne sono molto convinta. Voi due state sempre allerta, altrimenti che razza di guardie del corpo sareste?- disse schernendoli divertita.
    -Ha ragione!-
    Mentre Freja stava osservando delle collane in una bancarella, un serpente sbucò da sotto di essa e stava per azzannarle una gamba. Fortunatamente, Isaac se ne accorse in tempo, le prese una mano tirandola a sé e diede una forte pedata al serpente uccidendolo.
    -Sta bene?-
    -S… sì, ma ti ho già detto di darmi del tu e chiamarmi Freja!-
    -Scusami… stai bene?-
    -Sì… grazie a te!-
    La giornata proseguì tranquillamente e quando giunse la sera, la riaccompagnarono al tredicesimo palazzo.
    -Grazie ragazzi. Mi ha fatto piacere uscire. Lo faremo anche domani!-
    -Ai suoi ordini!-
    -Oh, no, non dite così. Sembrate militari o servi e voi non lo siete!-
    Stavano per lasciare il palazzo, quando Hyoga si voltò verso l’amico e gli disse:
    -A quanto pare, hai fatto colpo sulla dea!-
    -Tu dici?-
    -Ma certo! Non hai visto come ti guarda? È cotta di te!-
    -Sai, penso che anche quella ragazza che frequenti tu, quella Yuuri, sia cotta di te!-
    -Mah, non lo so. Forse stai travisando troppo. La sua è solo amicizia.-
    -Certo, certo! Dicono tutti così!-
    -Comunque, cambiando discorso, io penso che tu debba rimanere qui!-
    -E perché? Siamo nel tredicesimo palazzo. Difficilmente qualcuno la attaccherà qui. Dovrà attraversare le dodici case!-
    -Ricordati che c’è un gold saint dalla parte dei nostri nemici. Potrebbe essere chiunque… anche Aiolos o il nostro maestro!-
    -Ah… va bene ho capito, resterò qui davanti alla porta.-
    Hyoga sorrise e lo salutò.
    -Buona guardia, Cerbero!-
    -Finiscila, stupido!-
    I due risero e si congedarono. Una figura scura su una collina contemplava i tredici palazzi, da lì riusciva a vederli benissimo, mentre soffiava una brezza leggera di primavera. Quando vide una figura scendere le scale, si grattò il mento.
    “Deve essere una delle sue guardie del corpo, ma l’altra non c’è!” pensò continuando a riflettere.
    “Poco importa. Il signor Guilty ha perso la pazienza. Non devo perdere altro tempo!”
    Sulla sua mano, l’oscura figura aveva un flauto traverso che iniziò a suonare. La melodia era dolce e così bassa da non essere sentita facilmente. Nella sua stanza, Freja dormiva beatamente. D’improvviso spalancò gli occhi.
    “Che peccato, stavo facendo un bel sogno. E adesso chi si addormenta più?” disse.
    Stava per alzarsi quando, grazie alla luce della luna piena, vide davanti a se due serpenti particolarmente velenosi che la fecero urlare di terrore. Fortunatamente, Isaac lo avvertì e si precipitò nella stanza.
    -Freja!- esclamò.
    I serpenti stavano per azzannarla, ma lui li afferrò in tempo, li scaraventò con violenza a terra e li ghiacciò con il Diamond Dust.
    -Stai bene?- disse sincerandosi delle condizioni della ragazza.
    -S… sì, ma… che sta succedendo? È la seconda volta che dei serpenti mi attaccano.-
    Isaac stava per farle una domanda, ma qualcosa cadde sulla sua spalla. Era un altro serpente, ma stavolta costrittore.
    -Levati di dosso!-
    Lo afferrò per la testa, la mano s’illuminò di bianco e si ghiacciò.
    -Andiamo via!-
    Afferrò per una mano Freja e si diresse verso la porta, ma si ritrovò davanti a innumerevoli serpenti.
    -I… Isaac…-
    Non erano i soli. C’erano serpenti anche sul soffitto, sulle pareti e dietro di loro.
    Isaac iniziò a congelarli, in questo modo lui e Freja poterono uscire dalla stanza. Purtroppo, però, si ritrovarono davanti altri serpenti e, nonostante Isaac li congelasse, erano decisamente troppi.
    -Isaac… siamo spacciati!-
    -Non è così, non temere!-
    Isaac sollevò il dito al cielo.
    -Freeze Fog!-
    La nebbia apparve all’improvviso e i serpenti furono tutti congelati.
    -Chissà da dove…?-
    Isaac non finì la frase. Altri serpenti si avvicinarono ai due.
    -Ma insomma!-
    -Isaac!-
    Anche alle loro spalle ce n’erano altri. Nonostante difese al meglio la ragazza congelandoli, uno di essi riuscì ad azzannarlo a una gamba. Questo lo fece pentire di non aver indossato il suo cloth.
    -N… No!- esclamò Freja in lacrime vedendolo inginocchiarsi.
    All’improvviso, un vortice di ghiaccio investì un gruppo di serpenti, mentre gli altri furono colpiti, e uccisi, da una serie di piccole sfere dorate. Erano Aiolos e Hyoga. Quest’ultimo aveva deciso di dormire all’undicesima casa. Per questo era arrivato abbastanza presto.
    -Aiolos! Hyoga!-
    -Atena!-
    I due si avvicinarono a Isaac che era steso a terra, ansimava e sudava.
    -Dobbiamo subito curarlo prima che…-
    -N… No… non può essere!-
    Freja era terrorizzata e Hyoga e Aiolos si voltarono istintivamente. Un altro numero impressionante di serpenti si stava avvicinando a loro. I due cercarono di ucciderli, ma sembravano non finire mai. Fu a quel punto che Freja si mise in mezzo a loro.
    -Cosa fa Atena?-
    Il corpo della ragazza cominciò a brillare di un’intensa luce dorata. Hyoga avvertì, per la prima volta, il vero potere maestoso di quell’immenso cosmo. I serpenti, come per incanto, smisero di strisciare verso di lei e si allontanarono. Aiolos sorrise, mentre Hyoga corse immediatamente a soccorrere l’amico.
    -Resisti, Isaac. Ci siamo qui noi, ora!-
    Aiolos e Freja si avvicinarono anche loro e quest’ultima mise una mano, che s’illuminò d’oro, sulla gamba avvelenata. Isaac, che era pallido, riacquistò colore e il respiro tornò regolare. Hyoga sospirò sollevato e sorrise, poi chiese:
    -Secondo lei, sacerdote, da dove venivano quei serpenti?-
    -Tu non l’hai conosciuto, ma devi sapere che il silver saint della costellazione del corvo, Jamian, ha il potere di comandare i corvi in battaglia. Un tempo, anche il bronze saint del serpente aveva lo stesso potere, cosa che l’attuale non ha, e comandava i serpenti.-
    -Sapevo che c’erano i black saints dietro!-
    -Il piano era, mi dispiace ammetterlo ma è così, geniale. Dato che i serpenti non possiedono un cosmo, è facile per loro passare inosservati. Se Atena non si fosse casualmente svegliata, sicuramente sarebbe morta avvelenata senza che noi ce ne accorgessimo!-
    -Maledetto… immagino che c’era sempre lui a comandare quel serpente al mercato!-
    -Atena me l’ha raccontato. Sicuramente è così!-
    Intanto, il black saint continuava a suonare indisturbato, completamente ignaro che ormai i suoi serpenti si erano dileguati. Aveva avvertito il cosmo di Atena aumentare, ma non ci badò molto.
    -Thunder Claw!-
    Smise di suonare ed evitò il colpo con un salto. Quando rimise i piedi in terra, il flauto era sparito magicamente dalla sua mano.
    -Maledetto black saint. Si può sapere che cosa stai facendo?- chiese Shaina.
    -Ho una domanda migliore: cosa ci fai in piedi a quest’ora invece di dormire?-
    -Non riuscivo a dormire, perciò ho pensato di fare due passi. Soddisfatto?-
    -Di tanti posti che ci sono, proprio qui dovevi venire a rompere i co…-
    -Desolata!- disse lei senza lasciarlo finire.
    Black Snake era un giovane di diciotto anni con gli occhi viola. Il suo elmo rappresentava la testa del serpente, la cui coda era dietro, a bocca aperta. Il pettorale era un blocco unico con i coprispalla e insieme formavano una specie di triangolo rovesciato, che proteggeva spalle e torace. I bracciali erano praticamente cilindrici, e proteggevano la mano, il polso e l'avambraccio, andando dalle punte delle dita al gomito. Aveva una piccola cintura e infine, gli schinieri coprivano per intero la gamba, dalla punta del piede fino al ginocchio, sia davanti sia dietro. Lo stesso piede era coperto anche sotto la pianta, alla caviglia e al tallone. Allargati in corrispondenza del polpaccio, formavano anche le ginocchiere con il bordo superiore.
    -Bene. Col tuo permesso, io mi dileguo!-
    -Dove credi di andare?-
    -La missione è fallita. Sento ancora il cosmo di Atena, quindi non c’è ragione di restare!-
    -Una ragione c’è! Combatterai con me, adesso! Thunder Claw!-
    La scossa colpì il black saint che soffrì stringendo i denti, ma nonostante questo, sorrise.
    -Che hai da sorridere?-
    -Ci vuole ben altro per sconfiggermi. Sono più forte di un normale black e bronze saint adesso!-
    -Sta zitto! Thunder Claw!-
    Il guerriero subì un’altra scossa ma poi, con uno scatto fulmineo, colpì Shaina con un violento pugno all’addome facendola inginocchiare. A quel punto la afferrò per i capelli, iniziò a schiaffeggiarla e per finire, le diede una violentissima ginocchiata sulla faccia provocando crepe sulla maschera.
    -M… Maledetto! Thunder…-
    Non finì la frase, perché Black Snake le diede un calcio che la scaraventò poco lontano.
    -Ora basta giocare. Me ne vado, ma prima ti lascio un ricordino!-
    -Tu non mi lasci nulla!-
    Black Snake bruciò il suo cosmo e la figura di un grande serpente nero comparve alle sue spalle. Anche Shaina fece altrettanto e alle sue spalle comparve la figura di uno spaventoso cobra. Black Snake le sorrise e lanciò dal suo pugno un’onda energetica nera che prese la forma di un serpente nero con gli occhi rossi e la bocca spalancata. Shaina non riuscì a evitarlo in tempo e la prese in pieno. Non fu particolarmente potente ma la maschera, già indebolita dalla ginocchiata precedente, si sbriciolò come un biscotto friabile. Istintivamente, la ragazza s’inginocchiò con le mani sul viso.
    -Non distrarti, sei in un campo di battaglia!-
    Black Snake tornò a bruciare il cosmo. Le unghie del pollice, indice e medio si allungarono, s’illuminarono di bianco e disse:
    -Black Snake Fangs!-
    Corse verso la sua avversaria, che continuava a restare in ginocchio con le mani sul viso, e le affondò gli artigli nell’addome. Shaina, istintivamente, tolse le mani dal viso e guardò il suo nemico negli occhi.
    -Sei… uno schifoso…- gli disse.
    Black Snake le sorrise e s’inginocchiò davanti a lei.
    -Sei molto carina! Dico sinceramente!-
    -E tu sei solo un…-
    Non finì la frase perché il suo corpo cominciò a paralizzarsi.
    -Il mio colpo, Black Snake Fangs, è velenoso e se uso la mano destra, provoca una paralisi momentanea così da permettermi di fare del mio nemico ciò che voglio. Con l’altra mano, invece, si muore all’istante!-
    Shaina non poté dirgli nulla a causa della paralisi, ma la sua testa era piena solo di pesanti insulti.
    -Come avevo detto, prima di andare voglio lasciarti un ricordino!-
    Le accarezzò il viso e avvicinò sempre di più le labbra alle sue. Shaina avrebbe voluto muoversi e colpirlo, ma non ci riuscì minimamente. Quando Black Snake arrivò a destinazione e sentì la lingua del guerriero nero agitarsi nella sua bocca, provò solo disgusto nonostante fosse per lei il primo bacio. Si era sempre chiesta come sarebbe stato baciare qualcuno e fantasticava su quale tipo di sensazione si provasse, ma non avrebbe mai immaginato che a baciarla fosse un suo nemico. Avrebbe voluto mordergli la lingua finché non gliela avesse staccata, ma purtroppo era solo un sogno per lei. Avrebbe anche voluto invocare aiuto lasciando da parte l’orgoglio e invece neanche quello. Black Snake smise, le sorrise ancora e le accarezzò di nuovo il viso. Viso bagnato da lacrime di disperazione.
    -Ti è piaciuto tanto da commuoverti? Normale. Sono noto per le mie grandi doti di baciatore!-
    “No, mi ha fatto vomitare viscido verme! Altro che serpente nero!”
    Questo avrebbe voluto gridargli con tutto il cuore se ne avesse avuto la possibilità.
    -Shaina!-
    Seiya arrivò insieme a Shiryu e Yuuri. Tutti e tre in tenuta da battaglia. Il cloth di Seiya era stato riparato da Mu ed era migliore del precedente.
    -Oh-oh! Questa collina si sta facendo affollata. Forse è meglio che me ne vada!- disse mettendosi davanti alla ragazza così da non far vedere loro il suo volto.
    -Scordatelo! Pegasus Ryu…-
    Black Snake non lo lasciò finire e gli lanciò l’onda energetica a forma di serpente che, però, fu parata dallo scudo di Shiryu. Questo bastò a Black Snake per volgere un ultimo sguardo verso Shaina e spiccare il volo.
    -Dannato codardo!- esclamò Seiya.
    -Non muovetevi! Andatevene senza voltarvi!- disse Yuuri.
    -Perché?-
    -Come sarebbe perché? Perché Shaina non ha più la maschera. Volete essere uccisi?-
    I due non dissero nulla e si allontanarono.
    -Potevo evitare quell’onda energetica da solo, comunque!- disse Seiya.
    Shiryu sorrise.
    -Ma prego. Non c’è di che!-
    -Non ti ho ringraziato!-
    -Lo hai fatto adesso!-
    Shiryu rise di gusto, mentre Seiya arrossì imbarazzato. Intanto, Shaina riacquistò la mobilità e pianse.
    -Ha… ha visto il mio volto… maledetto black saint!-
    Yuuri cercò di consolarla come poteva, mentre il sole saliva lento annunciando un nuovo giorno.

    Nota 14: La forma del cloth del serpente è ispirata a Snake Man, dal videogioco Megaman 3, con elementi presi dal cloth di Pegasus versione 1.3 del manga (il pettorale) usato durante la battaglia alle dodici case (e in questa fanfiction), e dai cloth degli Steel Saints Sho (bracciale destro) e Daichi (gambali) meglio conosciuti come Shadir e Benam, i cavalieri d’acciaio dell’aria e della terra, visti nell’anime.

    Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints



    Nota 15: Il colpo Black Snake Fangs è ispirato al Killer Fanged Cobra di Astaroth visto nel quarto film L’Ultima Battaglia.


    Capitolo IX:

    Il Menestrello Nero



    -Sei tornato e non hai neanche portato a termine la missione? Se non fossimo così pochi, ti ammazzerei!- gridò Guilty a Black Snake.
    -Mi spiace molto. Il piano era perfetto. Non c’era possibilità d’errore, eppure…-
    -Inoltre, hai affrontato la silver saint dell’Ofiuco, ma non l’hai uccisa!-
    -Non è colpa mia. Sono arrivati elementi di disturbo!-
    Guilty non replicò, anche se bolliva ancora di rabbia.
    -Credo sia arrivato il momento di affrontare i gold saints se vogliamo vendicarci di Atena!- disse dopo un po’.
    -Finalmente! Mi chiedevo quand’è che ti fossi deciso!- disse una voce.
    -Riecco il rompiscatole!-
    -Scusa tanto!-
    Il misterioso gold saint era arrivato attraverso il solito portale dimensionale.
    -Sentiamo un po’, come avete intenzione di agire?-
    -Voglio che i Black Four restino qui. Se qualcosa andrà storto, loro sono la carta vincente!-
    -Posso venire solo io, signor Guilty?- chiese uno dei Black Four.
    -Perché?-
    -C’è un gold saint che vorrei affrontare.-
    Guilty ci pensò su un attimo.
    -D’accordo. Come vuoi!-
    -Grazie!- disse il black saint con un inchino.
    -Mmmmh… quindi siete voi!- disse il guerriero misterioso guardando i saints che aveva davanti.
    -Beh, ora siete ancora più forti, quindi non dovrei preoccuparmi. Buona fortuna, anche se non credo ne abbiate bisogno!-
    Detto questo, varcò la porta dimensionale e sparì.
    -Un’altra occasione mancata per ucciderlo!- disse Jango seccato.
    -Tranquillo. Come avevo già detto, anche lui morirà per mano nostra, proprio come Atena!-
    Jango sorrise soddisfatto.
    -Allora, siete pronti alla lotta black saints?-
    I guerrieri alzarono il pugno al cielo gridando. Intanto, al Santuario, Isaac si risvegliò nel letto matrimoniale a baldacchino di Freja e rischiò quasi l’infarto nel vederla dormire accanto a lui. Scese dal letto senza fare rumori o movimenti bruschi, ma nonostante questo, Freja si svegliò.
    -Buongiorno!- gli disse.
    -B… buongiorno…- disse lui imbarazzato.
    Lei gli sorrise.
    Hyoga e Aiolos entrarono poco dopo nella stanza.
    -Ben svegliati!- dissero in coro.
    I due, dopo gli avvenimenti della sera prima, avevano deciso di rimanere svegli tutta la notte a fare la guardia. Questo permise a Hyoga di “studiare” Aiolos. Da una parte era convinto che non fosse lui a guidare i black saints e dall’altra aveva molti sospetti. E non solo su di lui, ma su tutti e dodici i gold saints. Il problema, però, era che se tra loro c’era un traditore, si nascondeva benissimo.
    -Come stai Isaac?- chiese Hyoga.
    -Sto bene, anzi, benissimo! Chi mi ha salvato?-
    Hyoga e Aiolos si guardarono e sorrisero.
    -Prova a indovinare!-
    Isaac, istintivamente, guardò Freja che gli sorrise.
    -Sì, sono stata io con i miei poteri divini…-
    Isaac si prostrò davanti a lei.
    -G… Grazie, dea Atena!-
    -Ti ho già detto di non fare così, di darmi del tu e chiamarmi Freja!-
    -S… sì…-
    Tempo dopo, i quattro fecero colazione e quando finirono, Aiolos si mise l’elmo di sacerdote e ricevettero la visita di un soldato.
    -Perdonate l’intrusione, ma ci sono tre bronze saints che vorrebbero parlare con lei sacerdote. Sono il saint di Pegaso, del dragone e del sestante.-
    -Falli entrare!-
    I tre riferirono del combattimento di Shaina con il black saint del serpente e Aiolos guardò istintivamente Hyoga.
    -Che ti avevo detto?- gli disse.
    Dopodiché si rivolse a Seiya e gli altri due.
    -Black Snake ha il potere di comandare i serpenti in battaglia e il suo piano era di usarli per uccidere Atena!-
    -Ah! Shaina mi ha riferito che lo aveva trovato intento a suonare un flauto che non emetteva alcuna melodia. Questo significa…-
    -Esattamente! Li controllava con quello. Piuttosto, Shaina come sta?-
    -Non ha subito danni gravi per fortuna. Il nemico ha usato un colpo che l’ha semplicemente paralizzata, ma è comunque sconvolta!- disse Yuuri.
    -E come mai? Non è da Shaina. È sempre stata una ragazza forte…-
    -Il nemico le ha sfilato la maschera e ha osato perfino baciarla approfittando della sua immobilità. Se non fossimo arrivati in tempo, sono sicura che…-
    Yuuri non finì la frase, ma era chiaro come il sole a cosa alludeva.
    -L’importante è che non è successo e che stia bene!- disse Freja.
    Seiya e gli altri annuirono in sincrono. Non essendoci altro da aggiungere, i tre si congedarono. Yuuri, prima di uscire, salutò, agitando un po’ la mano, Hyoga e lui ricambiò insieme a un sorriso.
    -E continui a dire che è solo un’amica eh?- sussurrò Isaac.
    -Fai silenzio!- disse lui imbarazzato.
    Anche stavolta, Freja e i suoi “guardiani”, passarono la mattinata a passeggiare. Nel pomeriggio, invece, essendo particolarmente stanca, a causa dell’attacco dei serpenti di quella notte ci aveva messo un bel po’ a riaddormentarsi, decise di riposarsi.
    -Ci penserà Isaac a fare la guardia. Se vuoi, puoi passare il pomeriggio con chi più ti aggrada!- disse Freja a Hyoga.
    -Ge… gentile…-
    Isaac gli fece l’occhiolino e l’amico gli rispose con un sorriso. Superate finalmente tutte le case, si diresse verso gli alloggi femminili, ma non trovò chi cercava.
    “Aspetta… cos’è che aveva detto? Lei è un topo di biblioteca, quindi la troverò senz’altro lì!” pensò.
    Alla biblioteca non ci era mai andato, ma l’aveva vista di sfuggita una volta, quindi sapeva dove stava. La sua intuizione fu corretta. Trovò Yuuri immersa nella lettura di un voluminoso libro nero con una scritta dorata in greco sulla copertina. Stavolta non indossava il peplo, ma aveva pantaloncini corti color verde acqua e una maglia dello stesso colore, totalmente priva di maniche. Era così concentrata nella lettura che non si era accorta di nulla. Lui gli andò alle spalle e gridò:
    -BU!-
    Si aspettò che avrebbe sussultato, ma ci rimase male quando lei non ebbe alcuna reazione.
    “Ma…”
    Yuuri sorrise.
    -Primo: questa è una biblioteca. Sussurra! Secondo: per chi mi hai preso? Sono pur sempre una saint. Ho avvertito la tua presenza ancor prima che entrassi qui dentro!-
    -Che fregatura!- disse sussurrando.
    -Deluso?-
    -Un po’ sì. Speravo di coglierti di sorpresa…-
    -Non sarei diventata saint se mi fossi lasciata cogliere di sorpresa!-
    -Ok, come non detto.-
    -Terza cosa: come mai sei qui? Atena ti ha licenziato?-
    -No, sono in libera uscita. Si sentiva piuttosto stanca e mi ha detto che potevo uscire con chi volevo e ho pensato a te, ma…-
    Non finì la frase e indicò il libro con lo sguardo.
    -Oh, no tranquillo. Non è nulla d’importante. A dire la verità mi stavo piuttosto annoiando, quindi esco volentieri!-
    Hyoga sorrise e uscirono dalla costruzione. Passeggiarono per ore. Yuuri si sentì davvero felice, come non era mai stata. Purtroppo, quel momento di serenità e spensieratezza, fu interrotto da grida lontane. I due accorsero e videro gli ospedali avvolti da fiamme nere.
    -F… Fuoco nero? Questo è…-
    Molti soldati semplici erano accorsi a spegnere le fiamme, ma più buttavano l’acqua, più sembrava non avere alcun effetto.
    -Presto Hyoga. Aiutiamo i soldati a spegnere le fiamme! Dobbiamo impedire che Dedalus e gli altri feriti periscano!-
    -L’acqua non serve a nulla. Questo non è un fuoco normale. Il suo colore ne è una prova. Questa è opera di un black saint!-
    -Ah…-
    -Spostatevi!- gridò ai soldati.
    Loro eseguirono e lui cominciò a bruciare il suo cosmo.
    -Diamond Dust!-
    Le fiamme che avvolgevano l’edificio si congelarono all’istante.
    -Complimenti! Sono davvero impressionato!- disse una voce.
    Dal nulla, comparve il cloth del cigno che si unì al corpo di Hyoga.
    -Mostrati, black saint!-
    -Eccomi!-
    Una grossa palla di fuoco nero comparve davanti a lui e pian piano, mentre il fuoco diminuiva, comparve il black saint.
    -Lascia che mi presenti, sono Black Centaur!-
    -Non l’avevo capito!-
    Al contrario della sua controparte, Black Centaur aveva i capelli rosso fuoco.
    -Sei pronto alla lotta?-
    -Ovviamente, biondino! Avevo bisogno di qualcuno per sgranchirmi un po’ le gambe e tu sembri fatto a proposito!-
    -Hyoga…-
    -Vai a vedere come stanno i feriti. Ci penso io a lui!-
    -Ma sì, vattene femmina!-
    Yuuri strinse il pugno. Avrebbe voluto colpirlo, ma si trattenne e fece come aveva detto Hyoga.
    -Bene. Chi fa la prima mossa?- chiese Black Centaur.
    -Guarda, oggi mi sento particolarmente magnanimo. Quindi accomodati!-
    Black Centaur sorrise e il suo corpo iniziò a essere avvolto da fuoco nero.
    -Black Flame Globes!-
    Lanciò dalle mani una serie di globi di fuoco nero che Hyoga evitò con facilità.
    -Tutto qui? Mi aspettavo di meglio.-
    -Vuoi di meglio? D’accordo, ti accontento subito.-
    Alzò un dito al cielo e gridò:
    -Black Fire Rain!-
    Palle di fuoco nero caddero dal cielo, ma Hyoga le congelò tutte con il Diamond Dust.
    -Ti faccio di nuovo i miei complimenti.-
    -Adesso basta. È il mio turno adesso! Diamond…-
    Il corpo di Black Centaur tornò a essere avvolto da fiamme nere e, come un proiettile, si gettò contro Hyoga colpendolo al petto che prese fuoco. Fortuna che indossava il cloth, altrimenti sarebbe morto bruciato all’istante. Si rialzò, spense il fuoco sul pettorale con le mani e si rimise in posizione d’attacco.
    -Hai resistito perfino al mio Black Speed Burner? Ora basta. È giunto il momento di finirla! Black Fire Vortex!-
    Lanciò un vortice di fiamma nera che colpì Hyoga in pieno.
    -Un bell’arrosto di cigno! Ah, ah, ah, ah!-
    Il suo sorriso si spense subito quando il fuoco si congelò.
    -Co… Cosa? Assurdo! Non ci posso credere!-
    -Credo che tu mi abbia un po’ troppo sottovalutato, Black Centaur.-
    -Mi dispiace ammetterlo, ma… hai perfettamente ragione!-
    Hyoga, senza dire nulla, bruciò il suo cosmo e lanciò il suo colpo migliore:
    -Kholodny Smerch!-
    Black Centaur fu scaraventato in aria e cadde violentemente a terra. Proprio in quel momento, giunse Yuuri.
    -Allora, stanno tutti bene?-
    -Sì, per fortuna.-
    All’improvviso, avvertirono cosmi malvagi che si stavano dirigendo verso le dodici case.
    -Ah. Maledetti. Black Centaur era solo un diversivo. Ecco perché aveva attaccato l’ospedale. Per tenermi occupato mentre Isaac è da solo.-
    -Di cosa ti preoccupi? Non è da solo. Ci sono i gold saints! Non riusciranno mai a sconfiggerli!-
    -Mi dispiace dirtelo, ma questi sono ancora più forti di quelli che abbiamo affrontato. Anche Black Centaur aveva una forza incredibile. Guarda tu stessa!-
    Le mostrò le incredibili ustioni sulle braccia.
    -Ho fatto molta fatica ad alzare il braccio per lanciare il Kholodny Smerch!-
    Yuuri rimase senza parole. In quel momento, arrivarono Seiya e Shiryu.
    -Si può sapere cosa state facendo? Le dodici case sono sotto attacco. Non ve ne siete accorti?- chiese Seiya.
    I due annuirono.
    -Un attimo solo!- disse Yuuri.
    Il suo cloth scarlatto comparve dal nulla e si unì al suo corpo. Il pettorale era lo stesso di Marin, cioè un semplice reggiseno metallico, i coprispalla, rossi con bordi lillà, erano concavi, orizzontali e appena bombati. L’elmo era un semplice diadema a cerchietto con due lunghi pezzi ai lati simili ad antenne. I bracciali non erano molto diversi da quelli di Black Crane. Cambiava giusto un po’ la forma, anziché rettangolare, era più ovale e allungata. Infine, le gambe erano protette da ben tre pezzi. Il primo, molto simile a un coprispalla, copriva una piccola parte della gamba, il secondo pezzo era ovale e copriva solo la rotula e infine, l’ultimo, somigliava più a una sorta di stivaletto metallico. Nel rivederla con il cloth indossato, Hyoga sorrise.
    -Ti dona molto!-
    -Grazie!-
    -Non perdiamo tempo in chiacchiere, muoviamoci!- disse Shiryu.
    I quattro iniziarono a correre verso le dodici case. Quattordici figure nere erano appena entrate nella prima casa: il palazzo del montone bianco. Mu, comparve loro davanti brillando intensamente di luce d’oro.
    -Non so se definirvi stupidi o coraggiosi, perciò dirò che lo siete entrambi.-
    Guilty rise di gusto.
    -Ti faccio ridere?-
    -Sì, molto!-
    Mu stava per attaccare, quando una melodia gli bloccò i movimenti.
    -Che… che diavolo…?-
    -Lasciatelo a me, voi andate avanti!- disse una voce.
    -D’accordo, buona fortuna!-
    Guilty e gli altri superarono un paralizzato Mu e quando ormai furono lontani, riprese mobilità.
    -Tu sei…-
    Non finì la frase, perché il suo avversario lo interruppe.
    -Sono il menestrello nero. Sono Black Lyre!-
    Si trattava di un giovane dai capelli e gli occhi blu.
    -Hai proprio un bel fegato a sfidare un gold saint!-
    Black Lyre non disse nulla. Si limitò a sorridere. Dopodiché iniziò a suonare la lira che aveva tra le mani. Mu, tempestivamente, utilizzò il suo colpo difensivo:
    -Crystal Wall!-
    Nel vedere quella barriera di cristallo, Black Lyre non si scompose e tornò a sorridere continuando a suonare.
    -Black Stringer Fine!-
    Le corde della lira si allungarono e cominciarono a colpire il crystal wall come fossero numerose fruste.
    -Ogni tentativo è inutile. Non riuscirai mai a distruggere il crystal wall!-
    -Tu credi? Io non sono convinto! Black Stringer Nocturne!-
    Incredibilmente, con somma sorpresa di Mu, il crystal wall andò in pezzi.
    -No. Non ci credo!-
    -Credici, gold saint. Credici!-
    Black Lyre tornò a suonare, riutilizzò il black stringer fine e le corde si avvolsero su tutto il corpo del suo avversario iniziando a stringersi sempre di più. Mu rimase senza parole nel vedere che le corde stavano formando crepe sul gold cloth.
    -N… No. Non ci credo…-
    -Ancora scettico? Eppure devi aver visto cos’è successo al cloth della vergine. O sbaglio?-
    -M… Maledizione!-
    -Addio, gold saint dell’ariete!-
    -Non ci contare!-
    Mu bruciò intensamente il suo cosmo e distrusse le corde della lira.
    -Oh-oh!-
    -È il mio turno ora: Stardust Revolution!-
    Black Lyre fu colpito in pieno, ma nonostante questo si rialzò.
    -Perché ti rialzi?-
    -Perché voglio sconfiggerti!-
    -Ormai le corde della tua lira sono rotte. Non puoi più fare nulla!-
    -Credo tu ti stia confondendo con la mia controparte. Le corde della mia lira hanno la capacità di rigenerarsi!-
    -Cosa?-
    -Black Stringer Nocturne!-
    Mu fu investito dal colpo e scaraventato contro una colonna. Quando si rialzò, a fatica, rimase sconvolto nel vedere alcune parti del suo cloth completamente distrutte.
    -Maledizione…-
    -Complimenti per essere scampato a quest’attacco, ma a questo non sopravvivrai!-
    La figura di una lira nera, affiancata a un serpente, comparve alle sue spalle. Anche Mu iniziò a bruciare il suo cosmo e la figura di un ariete comparve dietro di lui.
    -Serenade Of Darkness!-
    -Starlight Extintion!-
    Ci fu una grande esplosione nel palazzo e i due contendenti svanirono nel nulla. Di Mu rimase soltanto il cloth, pieno di crepe e un corno distrutto, in forma di totem. Quando Hyoga, Yuuri e gli altri arrivarono nella prima casa, e lo videro, si fermarono a guardarlo per qualche minuto, si misero a pregare con le lacrime agli occhi e sussurrarono:
    -Addio, valoroso Mu!-
    E poi ripresero la loro corsa.

    Nota 16: La descrizione del cloth di Yuuri si basa sempre sulla fanart di Cerberus Rack.
    Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints


    Nota 17: I Black Flame Globes sono ovviamente i Globi Di Fiamma visti nell’anime.

    Nota 18: Black Fotia Roufihtra mi suonava male, quindi l’ho tradotto in inglese.

    Nota 19: Lo Speed Burner è un attacco visto nel videogioco Megaman X 2.

    Nota 20: Serenade Of Darkness è una versione più potente dello Stringer Nocturne e prende il nome dal titolo di una canzone strumentale di Axel Rudi Pell.

    Capitolo X:

    La Seconda Casa



    Quando i black saints giunsero davanti alla seconda casa, sbatterono violentemente contro qualcosa. Come se si fossero schiantati contro un muro.
    -Non riuscirete a superare la casa del toro d’oro, finché ci sarò io a proteggerla: Aldebaran del toro!- disse mostrandosi.
    -Sempre grandi e grossi voi saints del toro eh?- disse Guilty.
    -Tu devi essere il famoso “colpevole”! Quello che ha dato il via alla nascita di voi black saints!-
    -Sono un tipo famoso!-
    -Preparatevi a conoscere la furia selvaggia del toro dorato!-
    Aldebaran si mise a braccia conserte e tutti si misero a ridere.
    -Sarebbe questa la tua furia? Mamma mia che paura!- disse uno di loro.
    Un altro, invece, sussurrò qualcosa.
    -Great Horn!-
    Il colpo andò a segno, ma aveva colpito qualcosa di solido.
    -Che diavolo…? Cos’è, il Crystal Wall?-
    Guardando meglio, vide che i black saints si trovavano dentro una barriera nera dalla forma piramidale.
    -Più precisamente è la Black Pyramid Barrier!- disse il black saint che aveva sussurrato.
    -Tu sei il silver saint… voglio dire… il black saint del triangolo australe!-
    -Esatto. Sarò io il tuo avversario!-
    Fece sparire la barriera e lasciò proseguire la corsa ai suoi compagni.
    -Ti farò crollare come il colosso di Rodi che sei!-
    -Sogna pure!-
    Black Triangulum Australe era un giovane di vent’anni con i capelli corti di color verde oliva. Aveva un elmo a diadema disposto a cerchietto che si allargava leggermente sulle tempie, formando due piccoli triangoli argentati, che si estendevano in egual misura verso l’alto e verso il basso, e la placca sulla fronte era di forma triangolare. Il pettorale era la classica piastra metallica che proteggeva torace e schiena, i coprispalla erano ovali, bombati, e con i bordi viola. I bracciali erano cilindrici, le ginocchiere erano ovali, e coprivano interamente la rotula e gli schinieri erano come tutti gli altri.
    -Ora vedrai che non sono un semplice colosso: Great Horn!-
    Black Triangulum Australe sorrise e disse:
    -Black Triangle Shield!-
    Sul suo braccio sinistro, comparve magicamente uno scudo triangolare nero e con il quale parò il colpo. Aldebaran rimase piuttosto deluso.
    -Avevo dimenticato che possedessi uno scudo. Però non lo facevo così resistente…-
    -Non è solo lo scudo del dragone o quello della costellazione omonima a esserlo!-
    -Me ne sono accorto… purtroppo!-
    -E ora…-
    -Great Horn!-
    Black Triangulum Australe stava per attaccare, ma Aldebaran fu più veloce. Nonostante questo, il colpo fu parato, anche se riuscì a scagliare poco lontano il guerriero nero.
    -Ogni tentativo è inutile! Non riuscirai mai a distruggere il mio scudo!-
    -Ne sei certo?-
    -Certame…-
    Non finì la frase, perché lo scudo andò completamente in frantumi.
    -Miracolo…-
    Aldebaran, con uno scatto fulmineo, afferrò il collo dell’avversario con una mano, lo sollevò e lo scaraventò a terra con violenza. Stava anche per colpirlo con uno dei suoi possenti piedi, ma il nemico rotolò di lato evitandolo per un pelo.
    -Non scappare! Vieni qui!-
    Aldebaran gli diede un calcio allo stomaco scagliandolo contro una colonna.
    -Chiudiamo questo scontro. È inutile prolungarlo!-
    Lanciò il Great Horn, ma non accadde nulla.
    -Dannazione! La Black Pyramid Barrier!-
    Black Triangulum Australe gli sorrise.
    -Cosa credi d’aver ottenuto? Dovrai liberarti prima o poi e quando lo farai, sarai finito!-
    Black Triangulum Australe non rispose. Aldebaran si sedette incrociando le gambe come se fosse in attesa di qualcosa.
    -Che fai, mediti?-
    -Aspetto che toglierai la barriera e a quel punto…-
    Black Triangulum Australe sorrise di nuovo e fece sparire la barriera. Aldebaran lanciò velocemente il suo colpo, ma il suo avversario lo parò con un altro scudo.
    -Non ci credo! È in grado di rigenerarsi!-
    A quel punto, il suo avversario iniziò a bruciare il suo cosmo nero.
    -Addio, saint del toro! Shining Black Triangle!-
    Unendo i pollici e gli indici, formò un triangolo e sparò un’onda energetica nera di forma triangolare che colpì Aldebaran sul coprispalla sinistro.
    -Tsk! Che colpo banale…-
    Il guerriero nero non disse nulla limitandosi a sorridere ancora. Il suo sorriso si trasformò in una fragorosa risata quando il coprispalla andò in pezzi. Aldebaran rimase sconvolto.
    -Non è possibile… il gold cloth è il più resistente di tutti…-
    Non aveva creduto a quello che gli raccontò Shaka, ma ora si rese conto del suo grave sbaglio.
    -Questo era solo un assaggio. Eccoti la portata principale!-
    Lanciò un altro triangolo energetico, ma Aldebaran lanciò il suo Great Horn e i due colpi si scontrarono provocando una grande esplosione che scaraventò i due a terra. Aldebaran fu il primo a rialzarsi. O almeno, questo credeva lui, dato che aveva davanti a sé Black Triangulum Australe che saltò e gli diede una ginocchiata al petto. Mentre il possente guerriero dorato barcollava, il suo avversario staccò dal braccio lo scudo e lo lanciò contro di lui come se fosse un frisbee. Aldebaran non poté evitarlo e la sua testa fu troncata di netto. Black Triangulum Australe rise soddisfatto riprendendo lo scudo che era tornato da lui. Si avvicinò alla testa di Aldebaran e la prese. Dopo un ultimo sorriso beffardo, stava per iniziare a correre con quel macabro “trofeo” in mano, quando un cosmo famigliare lo fece trasalire.
    -Ma che diavolo…? È impossibile!- disse voltandosi.
    Il cadavere decapitato di Aldebaran si rimise in piedi.
    -Che… che diavolo è questo? Un’illusione?-
    -Non è un’illusione. Hai fatto volare solo il mio elmo, ma non te ne sei accorto. Se avessi girato l’elmo, forse…- disse Aldebaran facendo uscire la sua testa dal collare.
    Solo dopo, infatti, Black Triangulum Australe si accorse di avere tra le mani solo l’elmo del suo avversario.
    -Ma tu guarda. Hai evitato il mio scudo infilando la testa nel collare del cloth… sei stato più una tartaruga che un toro!-
    Aldebaran si ritrovò, suo malgrado, a sorridere perché in fin dei conti la constatazione del black saint era corretta.
    -Ora basta!-
    -Hai detto bene. Ora basta!-
    Aldebaran, rapidamente, lo colpì con un braccio teso che lo buttò a terra. Dopodiché lanciò il suo Great Horn. Black Triangulum Australe lo parò con lo scudo, che andò di nuovo in pezzi, e si ritrovò scaraventato a terra. Aldebaran ne approfittò, corse verso di lui e lo colpì con una forte gomitata al petto. L’aculeo sul gomito perforò il cloth, ma senza raggiungere la carne. Dopodiché, riuscì a dargli una violenta pedata allo stomaco che causò un grosso cratere e lo fece sprofondare nel terreno.
    -Sei stato vendicato Mu…-
    -Non contarci troppo!-
    La sua soddisfazione sfumò in un lampo quando rivide il suo avversario tornare in superficie con un semplice balzo.
    -Quand’è che ti decidi a morire?-
    -Stavo per farti la stessa domanda!-
    -Great Horn!-
    -Black Pyramid Barrier!-
    Il colpo centrò la barriera e Aldebaran ci rimase male. Dato che il Black Triangle Shield non si rigenerava più, il black saint aveva riutilizzato la barriera come difesa.
    -Maledetto…-
    La barriera scomparve e il gold saint ne approfittò subito.
    -Great Horn!-
    Black Triangulum Australe, però, evitò il colpo con un salto e, quando rimise i piedi in terra, lanciò il suo colpo:
    -Shining Black Triangle!-
    Il proiettile triangolare raggiunse il pettorale di Aldebaran, sul quale si formarono delle crepe che disegnavano un triangolo, dopodiché si disintegrò con sua somma sorpresa. Il sangue iniziò a colargli dalla bocca, ma in un ultimo gesto disperato, disse:
    -Great Horn!-
    Il colpo non investì il black saint, ma la sua barriera che, però, andò in frantumi come se fosse fatta di vetro e il suo creatore fu scaraventato a terra. Quando si rialzò, infuriato, stava per dirigersi verso di lui e colpirlo con un pugno, ma si fermò di colpo.
    -Hai finalmente deciso di morire! Tsk, volevo farti cadere per sentire il bel tonfo che facevi, ma pazienza!-
    E iniziò a correre verso l’uscita. Lo scontro era già finito quando Yuuri, Hyoga e gli altri entrarono nella casa. Rimasero sconvolti quando videro il modo in cui era morto il secondo gold saint. Era dritto in piedi davanti a loro, con le braccia tese in avanti, le mani aperte e la testa abbassata.
    -A… Aldebaran…- disse Hyoga con le lacrime agli occhi.
    -È… morto in piedi… come se volesse difendere la propria casa anche da morto.- disse Seiya anche lui visibilmente scosso.
    Gli occhi di Aldebaran erano spalancati, quindi Hyoga si avvicinò e glieli chiuse senza proferir parola. Dopodiché, prese l’elmo e glielo rimise sulla testa.
    -Prima Mu… e adesso lui… c’è qualcosa di più sconvolgente?- si chiese Yuuri.
    Hyoga e gli altri non risposero e si limitarono a stringere i pugni.
    -Non perdiamo tempo… dobbiamo aiutare i gold saints rimasti e impedire ai nostri nemici di raggiungere il tredicesimo palazzo! Muoviamoci!-
    -S… sì…- disse Yuuri.
    Prima, però, volse un ultimo sguardo verso Aldebaran, si fece il segno della croce e riprese a correre con i suoi compagni. Nel frattempo, Guilty e gli altri black saints erano appena entrati nella casa dei gemelli. Saga, il gold saint che la proteggeva, era davanti a loro immobile che li fissava.
    -Ecco il gemellino. Mi raccomando: Lasciatelo a me!- disse Black Auriga.
    -Tutto tuo!- dissero gli altri in coro.
    E corsero via. Saga non fece nulla per fermarli.
    -Come mai non hai opposto resistenza? Sei un traditore?-
    -Certo che no! I tuoi amici non usciranno mai da qui!-
    -Che cosa intendi dire? Non mi sembra una casa così grande da rischiare di perdersi.-
    -Sembra, ma in realtà è così. Loro non faranno altro che correre finché non moriranno di sete e fame!-
    Black Auriga trasalì.
    -Ho capito! Li hai imprigionati nel famoso labirinto dei gemelli!-
    Saga sorrise.
    -Vedo che non sei così stupido come appari… Black Capella!-

    Nota 21: i colpi del black saint del triangolo australe sono gli stessi, in versione nera, di Elijah, apparso nella mia fanfiction “Il Cavallino E La Volpe”. Qui, anziché essere bronze come l’originale, è diventato silver.

    Capitolo XI:

    Il Labirinto Dei Gemelli




    -Come osi chiamarmi Black Capella?-
    -Ah, non ti chiami così? Scusami tanto. Pensavo avessi lo stesso nome della tua controparte!-
    -Non avevo certo quel ridicolo nome, anche se ormai non ricordo neanche quale fosse!-
    Black Auriga, al contrario di Capella, aveva i capelli arancioni e gli occhi marroni.
    -Preparati a morire, così l’illusione del labirinto svanirà e i miei compagni potranno uscire da questa sporca casa!-
    -Sporca? Ma se l’ho pulita poco fa perché sapevo che sarebbero arrivati degli ospiti!-
    Black Auriga, stanco di sentire quelle battute di bassa lega, afferrò i due dischi che aveva ai fianchi e li lanciò contro il suo avversario che li prese in pieno e la sua testa e il suo braccio sinistro furono tagliati di netto.
    -Troppo facile!- disse riprendendo i dischi che erano tornati da lui e rimettendoli ai loro posti.
    Stava per incamminarsi quando vide una cosa che lo lasciò sconvolto. Il corpo decapitato e senza il braccio si stava lentamente avvicinando a lui.
    -Co… com’è possibile una cosa del genere? Come può farlo? È… è impossibile!-
    Riprese i dischi e li lanciò contro quel corpo mutilato, ma quando lo raggiunsero, si fermarono di colpo e tornarono velocemente verso il loro proprietario.
    -Cosa?-
    I dischi gli tranciarono le braccia facendolo gridare di terrore oltre che di dolore. Cadde a terra in ginocchio osservando quegli orribili moncherini, quando si ritrovò davanti Saga di nuovo con la testa attaccata al collo.
    -T… Tu sei… vivo…?-
    -Piaciuto lo scherzetto? Immagino deve essere stato davvero un brutto sogno!-
    -S… sogno?-
    Istintivamente guardò i moncherini.
    -Ah! Le mie braccia… ci sono ancora… ma come…?-
    -Ti ho colpito con il Genroken, un colpo che causa orrende illusioni all’avversario, ma non te ne sei accorto. Sono stato davvero troppo veloce. Ti chiedo scusa!-
    -Dannato!-
    Black Auriga si rialzò e lanciò di nuovo i suoi dischi.
    -Insistente eh?-
    Saga li evitò con il minimo sforzo e quando tornarono indietro, li colpì con un raggio dorato lanciato dall’indice distruggendoli.
    -Ora sei senza più armi. Cosa pensi di fare adesso?-
    -Chi l’ha detto che non ho più armi?-
    Dal nulla, comparvero magicamente ai fianchi della sua cintura, due nuovi dischi.
    -Mmmh… quelli che ho distrutto erano illusioni?-
    -Non sei il solo a giocare con la mente degli altri, caro amico!-
    Stava per lanciarli, ma Saga fu più veloce di lui.
    -Galaxian Explosion!-
    Il cloth si disintegrò, ma nonostante questo, il black saint si rialzò. Il potere del colpo proibito lo aveva reso una specie di morto vivente. Una macchina assassina che non si sarebbe mai fermata, finché il suo cuore, o quello dell’avversario, non avrebbe smesso di battere. Questo, provocò in Saga molta compassione per lui.
    -Perché ti ostini a combattere? Non capisci che ti stanno usando?- gli chiese.
    Black Auriga non rispose e colpì Saga con un calcio volante buttandolo a terra. Nonostante non avesse più il cloth a proteggerlo, aveva colpito Saga nonostante indossasse il gold cloth.
    -Smettila. Sei ridicolo!-
    -Ti ho buttato a terra. Quindi non sono ridicolo!-
    -Ma non hai più il cloth. Sei come nudo e ogni volta che mi colpirai le tue ossa ne risentiranno.-
    -Che m’importa? Basta che riesca a ucciderti!-
    Saga fu colto di nuovo da compassione. Era inutile discutere o tentare di ragionare con lui. Era solo tempo e fiato sprecato. Nel frattempo, i compagni di Black Auriga continuavano a correre e molti furono colti da stanchezza.
    -Insomma! Si può sapere dov’è l’uscita? Non mi sembrava che la casa dei gemelli fosse così lunga!- disse uno di loro.
    -C’è qualcosa che non va. Fermatevi tutti!- disse Guilty.
    Appena si fermarono, tutti quanti, tranne Guilty, Jango e altri due, s’inginocchiarono a riprendere fiato. Guilty e gli altri si guardarono attorno.
    -Ho la strana impressione… che siamo finiti nel famoso labirinto dei gemelli!-
    -Perfetto! E ora come facciamo a uscire da qui?-
    -Perché non distruggiamo la casa?- chiesero gli altri due.
    -Provateci se ci riuscite!-
    I due bruciarono i loro cosmi e lanciarono i loro colpi sul soffitto. Il risultato fu che non accadde assolutamente nulla.
    -Quando il maledetto gold saint dei gemelli imprigiona gli avversari nel suo labirinto, non si può fare niente. In pratica, siamo condannati a vivere imprigionati qui. Moriremo di fame e di sete!-
    -Maledizione! Perché non abbiamo pensato a questo?-
    -L’unica cosa che possiamo fare, è sperare nella vittoria di Black Auriga. Se Black Lyre e Black Triangulum Australe son riusciti a sconfiggere i loro avversari, non vedo perché lui non dovrebbe farcela!-
    Jango e gli altri due, seguirono l’esempio degli altri e si sedettero in attesa, mentre Guilty rimase in piedi a braccia conserte. Black Auriga, continuò a colpire con calci e pugni, incurante del gold cloth, il suo avversario che, invece, non reagiva minimamente.
    -Che diavolo hai? Perché non reagisci?-
    -Non ci riesco… mi fai troppa pena!-
    -Sta zitto!-
    Riuscì, finalmente, a stenderlo con un violento montante, ma che non servì moltissimo perché Saga si rialzò.
    -Arrenditi! Non costringermi a spedirti in un’altra dimensione!-
    -Un’altra dimensione? Intendi un altro stupido incubo?-
    -No! Quello che ho detto.-
    -Ma falla finita!-
    Gli diede un calcio rotante, ma Saga lo parò con un braccio.
    -Ricordati questo: sei stato tu che mi hai costretto a farlo!-
    Bruciò il suo cosmo e gridò:
    -Another Dimension!-
    Black Auriga fu investito dal colpo e finì, appunto, in un’altra dimensione. Nell’avvertire il cosmo del loro compagno sparire, i black saints persero la speranza.
    -Siamo perduti! Moriremo qui!- gridarono.
    -Piantatela di fare le femminucce!- gridò Guilty.
    In quel momento, arrivò alla terza casa Black Triangulum Australe.
    -Toh! Guarda chi si vede! L’assassino del povero Aldebaran!-
    -Dannazione, sei ancora vivo!-
    -Deluso?-
    -Abbastanza! Si vede che Black Auriga non era all’altezza!-
    Fece un sospiro.
    -Toccherà a me ucciderti adesso.-
    Saga si mise in posizione, ma poi tornò normale.
    -Che diavolo fai? Difenditi!-
    -Non ha senso combattere contro chi è già morto!- gli disse.
    -Già morto io? Ma che stupidate stai dice…-
    All’improvviso, la sua testa cominciò a spruzzare del sangue.
    -Che… che…?-
    Il suo corpo esplose, come se avesse una bomba all’interno, in tanti brandelli di carne e schizzi di sangue.
    -Non poteva essere che Aldebaran fosse morto senza riuscire a mandarti all’inferno.-
    Fece una pausa.
    -Atena è fiera di te, amico mio!-
    Avvertendo la sparizione anche del cosmo di Black Triangulum Australe, tutte le speranze dei black saints svanirono.
    -È la fine! Siamo perduti!-
    -Ho detto di piantarla! Mi state facendo vergognare!-
    All’improvviso, si aprì un varco dimensionale dal quale si vedeva l’uscita della terza casa.
    -Q… Questo è…-
    Senza dire nulla, tutti lo varcarono e Saga, nell’avvertire i loro cosmi fuori dalla sua casa, rimase senza parole.
    -Come… come diavolo sono riusciti a uscire dal labirinto? È impossibile…-
    In quel momento, giunsero Yuuri, Hyoga e gli altri.
    -Saga!-
    -Ciao ragazzi! Scusate, ma non c’è tempo da perdere! Dobbiamo raggiungere i black saints prima che sia troppo tardi!-
    -Ma… non hai usato il potere del labirinto?- gli chiese giustamente Yuuri.
    -Certo che l’ho usato, ma qualcuno li ha aiutati a fuggire. Non chiedetemi come!-
    -Labirinto?- chiese Hyoga.
    -Sì, Saga è in grado di creare un’illusione che impedisce ai nemici di uscire dalla terza casa. Si ritrovano a correre all’infinito finché non muoiono di fame o sete!-
    -Fantastico!-
    -Ho detto di non perdere tempo. Andiamo, presto!-
    I quattro giovani annuirono e ripresero a correre insieme al saint dei gemelli.


    Capitolo XII:



    Guilty VS Deathmask



    Appena stavano per raggiungere la casa del grande cancro, Guilty si fermò costringendo i suoi uomini a fare altrettanto.
    -Perché ci fermiamo? Rischiamo di essere raggiunti da chi ci sta seguendo!- disse Jango.
    -Volevo solo dirvi… voi andate avanti. Ci penserò io a combattere contro il custode della quarta casa!-
    -E perché?- chiese un black saint.
    -Ho un’antipatia particolare per il gold saint del cancro. Poi vi spiegherò meglio più tardi. Ora, fate come vi dico.-
    I back saints annuirono ed entrarono nella casa.
    -Salve! Vi stavo aspettando!- disse Deathmask del cancro.
    -Ehy, brutto muso! Sono io il tuo avversario!-
    Guilty lanciò un’onda energetica nera dalla mano, ma Deathmask la parò con facilità. Questo, però, permise agli altri black saints di proseguire la corsa.
    -Bene, bene, bene. Il famoso Guilty è sceso in campo. E come mai proprio contro di me, Deathmask del cancro?-
    -Colpa del tuo predecessore!-
    -Il mio predecessore?-
    -Duecentocinquanta anni fa, il gold saint del cancro si è preso la donna che io amavo! Quest’affronto ancora mi perseguita insieme al rimorso di non averlo ucciso quando ne avevo l’occasione!-
    -E quindi, ora che non puoi vendicarti, te la prendi con me. Sembri un moccioso travestito da adulto! Impara a crescere!-
    -Tappati quella fogna!-
    Deathmask sorrise, alzò un dito al cielo, alle sue spalle comparve la figura gigante del cancro e disse:
    -Sekishiki Meikaiha!-
    Anche Guilty, però, si ritrovò a sorridere, ma a causa della maschera non si poteva vedere.
    -Black Orion Belt!-
    Un cerchio nero contornato da stelle si formò attorno al suo corpo e l’onda del Sekishiki si scontrò contro una specie di barriera per poi tornare indietro. Deathmask, stupito, la evitò per un soffio.
    -I miei complimenti. Non me l’aspettavo! Mi hai sorpreso!-
    -Immagino che l’attuale saint della costellazione di Orione non conosca questa tecnica!-
    -Deduci bene!-
    -E ora, preparati a conoscere la potenza del mio colpo migliore!-
    -Non ci contare! Sekishiki Meikaiha!-
    Il colpo tornò, di nuovo, al mittente, ma stavolta Deathmask non riuscì a evitarlo.
    -Non lo facevo così idiota! Si è ucciso con la sua stessa tecnica!-
    Guilty stava per far sparire l’Orion Belt, ma due braccia lo afferrarono da sotto le ascelle.
    -Che diavolo…? Tu?-
    -Io posso entrare e uscire dal mondo dei morti quando e come mi pare!-
    -Assurdo!-
    -Tutti i gold saints del cancro lo sanno fare!-
    Deathmask sollevò il suo avversario e lo scaraventò a terra con violenza. E la cosa si ripeté per ben tre volte.
    -La tua barriera è come quella di Misty della lucertola: funziona bene di fronte, ma alle spalle non è molto efficace!- disse una volta finito.
    -Dannato gold saint. Ti odio!-
    -Sei il primo. Mi amano tutti così tanto!-
    Guilty fece sparire l’Orion Belt. Nel vederlo, Deathmask inarcò un sopracciglio.
    -Non hai più paura del mio colpo o sei impazzito a causa delle botte?-
    Il guerriero nero non rispose.
    -Black Meteor Crash!-
    Iniziò a bruciare il suo cosmo, fece un salto, assunse una posizione fetale e, roteando su se stesso come una palla, raggiunse Deathmask e lo colpì in pieno. Il gold saint si rialzò con fatica e notò delle crepe sul pettorale.
    -Incredibile… allora Shaka aveva ragione!-
    -Nessuno di voi gli ha creduto! Che bravi che siete!-
    -…-
    -Credevo di sconfiggerti solo con il Black Meteor Crash, ma purtroppo sei ancora in piedi.-
    -Devi fare meglio di così!-
    -Detto fatto!-
    Deathmask, però, reagì dandogli un pugno sul muso protetto dalla maschera facendolo barcollare.
    -Ah, è così?-
    Guilty reagì con un calcio rotante buttandolo a terra. I due diedero inizio a uno scontro corpo a corpo. Calci, pugni e anche qualche schiaffo, si susseguirono, ma nessuno dei due aveva la minima intenzione di cedere all’altro.
    -Sei un bravo combattente. Lo devo riconoscere. È un vero peccato che questo tuo gran talento sia finito a servire il male!-
    -Il male ha il suo fascino. Molto di più della giustizia!-
    -La giustizia è l’unica via!-
    -Non credo proprio!-
    Guilty diede un violento montante a Deathmask che lo sollevò da terra e, mentre era in aria, saltò e lo colpì con una gomitata sul petto. Quando Deathmask cadde a terra, il suo avversario tornò a bruciare il suo cosmo e unì i pugni sulla sua testa, mentre alle sue spalle appariva la figura minacciosa del volto di Orione.
    -Black Orion Onslaught!-
    Dal pugno destro, lanciò un’enorme onda energetica nera che Deathmask cercò di respingere lanciando raggi dorati, ma non ebbero alcun esito. Il povero gold saint fu investito in pieno, il suo cloth andò completamente in pezzi, lasciandolo sconvolto, e cadde a terra. Prima di morire, ebbe la forza di dire una cosa a Guilty.
    -Non vedo l’ora… che tu muoia… maledetto… schifoso!-
    -Aspetta e spera!- gli disse il black saint ridendo come un pazzo.
    Come ultimo gesto di scherno, gli fece un inchino e corse verso l’uscita. Saga e gli altri, avvertendo la sparizione del cosmo, si fermarono di colpo.
    -Perfino Deathmask… questo è un incubo!- disse il gold saint sudando.
    -Non fermiamoci adesso… siamo quasi arrivati!- disse quasi freddamente Hyoga, ma si vedeva che anche lui era sconvolto quanto Saga.
    Alcuni minuti dopo, i cinque entrarono finalmente nella casa del grande cancro. Deathmask era lì. Morto supino, con gli occhi sbarrati e senza più il cloth addosso.
    -Tre valorosi guerrieri, sconfitti da questa dannata piaga nera…-
    Tutti e cinque resero omaggio al caduto e ripresero la loro corsa. Nel frattempo, i black saints erano arrivati alla quinta casa, ma si erano fermati a pochi gradini dall’entrata perché Aiolia, era lì, immobile, che li fissava con rabbia. Era furioso come non mai. Non gli era mai successo. E la causa era ovviamente la morte di ben tre suoi compagni.
    -Avete ucciso tre miei compagni. Non vi perdonerò mai. Vi ucciderò tutti qui. Ora!-
    -Il micio è arrabbiato!- disse Black Snake.
    Nel vederlo, Aiolia lo fulminò con lo sguardo.
    -Tu! Sei quello che ha guardato il volto di Shaina. Pagherai anche questo!-
    -Non ti scaldare troppo!- dissero tutti in coro.
    Aiolia, senza preavviso, lanciò il suo colpo verso i guerrieri neri.
    -Lightning Bolt!-
    Tutti lo evitarono con un balzo incredibile e atterrarono alle sue spalle. Si voltò di scatto pronto a colpirli con il Lightning Plasma, ma qualcuno glielo impedì colpendolo alle spalle con dei piccoli raggi.
    -Andate voi, lasciatelo a me!- disse.
    Black Snake e gli altri annuirono e corsero via.
    -Dannazione!- imprecò Aiolia pronto a lanciare il colpo.
    Il guerriero nero, con un salto, gli atterrò davanti.
    -Sono io il tuo avversario!-
    -Ma… ma tu sei…-

    Nota 22: Il cloth di Orione è ovviamente lo stesso di Jagger visto nel primo film “La Dea Della Discordia”.

    Nota 23: Il Black Orion Onslaught è ispirato al Pugno Di Ercole (Heracles Moshu Ken) di Docrates visto nell’anime.


    Capitolo XIII:

    La Volpe Nera E Il Leone D’Oro



    -Tu… tu sei…-
    Aiolia rimase senza parole. Quello che lo impressionò maggiormente, della black saint della volpe che aveva davanti, era la sua età. Al contrario dei suoi compagni, che erano tutti sui sedici o diciannove, massimo ventuno anni, lei era la più giovane. Aveva dodici anni. Praticamente una bambina. Questo lo fece deglutire. L’idea di dover combattere contro di lei lo faceva sentir poco bene.
    -Cosa c’è, non hai mai visto una saint?-
    -Certo, ma… della tua età non ne ho mai viste da quando ho memoria!-
    Black Fox era una ragazzina dalla pelle scura. Si capiva guardandole il collo e le dita e aveva i capelli a caschetto di colore blu. Il suo black cloth era costituito da un pettorale che le copriva il torace e l’addome fino alla cintura, mentre dietro le spalle proteggeva solo la parte alta della schiena e il bacino, proprio come il cloth del camaleonte insomma. L’unica cosa che lo differenziava da quest’ultimo era che il seno non era protetto da due coppe metalliche, bensì somigliava più al “reggiseno” del cloth di Marin. I bracciali erano cilindrici, aveva una curiosa cintura a V che assomigliava a un bikini, sempre come il cloth del camaleonte, le ginocchiere erano a vaso e gli schinieri coprivano per intero la gamba. L’elmo era a diadema, ma disposto come un cerchietto per capelli, proprio come quello di Yuuri ma con le “antenne” più corte, che ricordavano le orecchie della volpe, e infine i coprispalla erano ovali, bombati, inclinati di poco e con i bordi bianchi.
    -Vorrei tanto non combattere con te… sei soltanto una bambina!-
    Black Fox sorrise e iniziò a bruciare il suo cosmo.
    -Black Claws!-
    Lanciò dalle dita dei fasci di luce nera che colpirono Aiolia in pieno provocandogli profondi graffi al pettorale e ai coprispalla.
    -Dannazione!-
    Stava per lanciare il Lightning Bolt, ma si arrestò di nuovo. Era più forte di lui. Non se la sentiva minimamente di usare i suoi colpi su di lei. Anche se era una nemica.
    -Che razza di leone… sei più innocuo di un gatto domestico!-
    Aiolia non le rispose. Black Fox compì un agile salto e lo stese con un calcio rotante.
    -Attaccami, forza. Non mi piace vincere facile!-
    -E la cosa è strana…-
    Black Fox iniziò a colpirlo con calci e pugni e infine riutilizzò il suo colpo buttandolo a terra. Sul gold cloth si aggiunsero nuove crepe alle altre.
    -Non posso credere a quello che vedo! I gold cloth sono i più resistenti…-
    -Eh, ma ora non siamo più i deboli black saints che conoscevate!-
    Aiolia si alzò, si pulì e iniziò a bruciare il suo cosmo.
    -Oh, finalmente il leone si è svegliato!-
    Anche Black Fox bruciò il suo cosmo e la figura di una volpe nera comparve alle sue spalle.
    -Vorrei evitare di combatterti perché sei solo una bambina, ma al tempo stesso non posso permetterti di sconfiggermi. Non si è mai vista una volpe sconfiggere un leone!-
    -C’è sempre una prima volta…-
    -Lightning Bolt!-
    Black Fox evitò il colpo con un semplice salto.
    -Provaci ancora!- lo sfidò.
    Aiolia non se lo fece ripetere e lo lanciò di nuovo, ma la ragazzina lo evitò con un altro salto. Al terzo tentativo, la piccola guerriera compì una serie di capriole lasciando Aiolia di stucco.
    -Un’abile acrobata! Mi congratulo con te. Avresti fatto un figurone in un circo!-
    -Grazie, molto gentile!-
    I due rimasero immobili, per qualche secondo, a fissarsi. Come se stessero cercando di trovare il modo di contrattaccare.
    -Visto che il Lightning Bolt non “funziona”, preparati a ricevere il Lightning Plasma!-
    Black Fox, però, attaccò per prima e questa volta i Black Claws distrussero il coprispalla destro.
    -N… No!-
    -E adesso ti farò conoscere una variante di questo colpo!-
    -Lightning Plasma!-
    Aiolia lanciò una serie infinita di raggi dorati, ma rimase molto male nel vedere che la sua avversaria riuscì a evitarlo con un balzo e atterrandogli alle spalle.
    -Impossibile!-
    Non fece in tempo a voltarsi, che Black Fox gli lanciò delle onde energetiche nere a forma di boomerang che lo scaraventarono a terra.
    -Questa era la variante dei Black Claws che ti volevo mostrare.-
    All’improvviso, il coprispalla sinistro della guerriera nera andò in pezzi e alcune piccole crepe si formarono sul resto del cloth.
    -Oh… sei riuscito a colpirmi. Hai compiuto un miracolo!-
    -Lighting Plasma!-
    Di nuovo, Black Fox evitò l’attacco saltando e atterrò dietro il suo nemico. Stavolta, le crepe si formarono sulla sua candida maschera.
    -Maled…-
    Aiolia approfittò della distrazione, si girò tentando di lanciarlo di nuovo, ma la sua avversaria fu più veloce, lanciò fasci di energia da tutte le dita, che si unirono formando una X nera, e il pettorale d’oro andò completamente in pezzi. Aiolia fu scaraventato contro una colonna e svenne. Black Fox, tutta soddisfatta, si avvicinò a lui e alzò il pugno per dargli il colpo di grazia. Rimase ferma in quella posizione per qualche minuto. Le stava accadendo qualcosa, perché tremava. Continuò a fissare Aiolia finché non abbassò il braccio, indietreggiò e cominciò a correre verso l’uscita. Pochi minuti dopo, arrivò anche Guilty, ma passò oltre senza accorgersi che Aiolia fosse ancora vivo. Poco dopo di lui, arrivarono anche Saga e gli altri.
    -Anche Aiolia…- disse senza finire la frase.
    -Un momento!- lo interruppe Shiryu.
    Si avvicinò ad Aiolia.
    -È vivo!-
    -Come?-
    Tutti si avvicinarono, mentre Shiryu lo fece riprendere.
    -Ciao…- disse una volta riacquistati i sensi.
    Gli altri sorrisero contenti.
    -A quanto pare, il tuo avversario ti ha risparmiato la vita!- disse Hyoga.
    -Strano… ma non troppo. Avrei fatto anch’io la stessa cosa!-
    -Come sarebbe?-
    -La mia avversaria, Black Fox, era una bambina di dodici anni… non me la sentivo di ucciderla. Per questo usavo i miei colpi alla minima potenza.-
    -Capisco!-
    -Lei, però, non era tanto indulgente!- disse Shiryu indicando il petto ormai privo di protezione.
    -Beh, l’importante è che son vivo e anche se ho un pezzo di cloth in meno, correrò con voi verso il tredicesimo palazzo.-
    -Allora non perdiamo altro tempo con inutili chiacchiere!- disse Seiya.
    Ripresero a correre, mentre i black saints erano arrivati davanti all’entrata del palazzo della vergine e uno di loro li fece fermare.
    -Perché ci hai fermato?-
    -Non sentite? Il signor Guilty sta arrivando insieme a Black Fox. Aspettiamoli!-
    -È strano… Black Fox ha combattuto contro il gold saint del leone, ma sento ancora il suo cosmo. Non l’ha ucciso!- disse Black Snake.
    La ragazzina arrivò e tutti la guardarono storto.
    -Perché non hai ucciso il gold saint del leone?- le chiesero.
    Lei ci mise un po’ a rispondere.
    -Allora?-
    -Io…-
    L’arrivo di Guilty le permise di non dire più nulla.
    -Cosa state aspettando? Perché non siete entrati?-
    -Stavamo aspettando lei, signore, e…-
    -Idioti! Forza, entriamo!-
    Non appena entrarono, si ritrovarono davanti Shaka in meditazione, nella classica posizione del loto.
    -La vostra corsa finisce qui!- disse il saint.
    -Non ci contare. Tu ed io abbiamo un conto in sospeso, non ricordi?- disse un black saint sbucando fuori dal gruppo.
    -Hai ragione! Abbiamo un affare in sospeso.-
    Il black saint sorrise, mentre Guilty e gli altri ripresero la corsa.
    -Sei riuscito a farmeli scappare. Questa me la paghi!-
    -Sto tremando di paura! Ah, ah, ah, ah!-

    Nota 24: Anche la black saint della volpe ha lo stesso aspetto, sempre ispirato a Nadia di “Il Mistero Della Pietra Azzurra”, di Jamina, personaggio della fanfiction “Il Cavallino E La Volpe” e usa gli stessi identici colpi ma sempre in versione nera.


    Capitolo XIV:

    Un Conto In Sospeso



    Il black saint che aveva un conto in sospeso con Shaka non era altri che Black Unicorn che incontrò già a Death Queen Island. Aveva capelli castani e occhi color verde acqua.
    -L’altra volta sei scappato come un coniglio, ma stavolta non potrai andare da nessuna parte!-
    -E non voglio farlo. Stavolta ti ucciderò di sicuro!-
    Shaka si alzò in piedi e stava per aprire gli occhi, ma non ci riuscì perché era come se le palpebre fossero incollate.
    -Dannazione… mi hai paralizzato un’altra volta!-
    Black Unicorn sorrise e usò il Black Unicorn Gallop colpendolo al petto.
    -Dannazione… Khan!-
    Il corpo di Shaka s’illuminò d’oro e riacquistò la mobilità.
    -Oh! Che forza!-
    -Tenma…-
    -Black Unicorn Shock!-
    Come a Death Queen Island, Black Unicorn lanciò scosse elettriche dal corno del diadema facendo soffrire il suo avversario. Non appena s’inginocchiò per la fatica, fu colpito violentemente dall’ennesimo Black Unicorn Gallop.
    -Adesso basta!-
    Shaka riuscì ad aprire gli occhi, facendo sussultare il suo nemico e si preparò a lanciare il suo colpo migliore, ma non ci riuscì perché fu colpito da un’altra scarica elettrica ancora più potente delle altre.
    -Preparati. Eccoti il colpo di grazia! Black Unicorn Horn!-
    Dal corno, lanciò un proiettile affilato di energia che perforò facilmente l’addome di Shaka nonostante indossasse il gold cloth.
    -Non… non è possibile…-
    Il gold saint s’inginocchiò, fissò con rabbia il suo nemico per poi cadere in avanti. Black Unicorn si pavoneggiò mostrando i suoi “muscoli” per poi proseguire con la corsa. Nel sentire sparire il cosmo di Shaka, Saga e Aiolia si fermarono e, sconvolti, s’inginocchiarono.
    -Shaka… sconfitto? Questo è un incubo! Voglio svegliarmi!- dissero insieme.
    La loro reazione era comprensibile. Infondo, Shaka era uno dei gold saints più forti e sicuramente il più temuto e rispettato. Anche Hyoga e gli altri si ritrovarono a tremare per l’orrendo shock. Ci misero qualche minuto a riprendersi, ma quando arrivarono al palazzo della vergine, si fermarono a piangere il compagno caduto.
    -Ti vendicheremo. È una promessa!- disse Aiolia che, per la rabbia, aveva dato un violento pugno alla parete provocando un cratere.
    -Dobbiamo andare… i nostri nemici sono sempre più vicini al tredicesimo palazzo!- disse Saga.
    I sei saint continuarono la corsa. Nel frattempo, i black saints erano entrati nel settimo palazzo.
    -Certo che il tempo è stato davvero ingeneroso con lei, Doko!- disse Guilty, mentre tutti gli altri ridevano come matti.
    -Anche con voi però. Duecentocinquanta anni di esilio vi ha fritto quel poco cervello che avevate. Ora non ce n’è più alcuna traccia.-
    -Bella mossa. Comunque, non siamo certo qui per schernirla…-
    -Ah, no? E che avete fatto fino ad ora?-
    Guilty sorrise e continuò a parlare.
    -Qui c’è una persona che voleva rivederla dopo tanto tempo…-
    Doko rimase zitto e i black saints corsero verso l’uscita lasciando un solo black saint.
    -È da molto che non ci vediamo… mio vecchio allievo!-
    -Duecentocinquanta anni, in effetti, non sono pochi, maestro!-


    Capitolo XV:

    L’Allievo Di Doko



    Colui, che Doko un tempo chiamava allievo, non era altri che Black Dragon, uno dei così detti Black Four. Fisicamente non era molto diverso da Shiryu. Le uniche differenze erano gli occhi, di un nero profondo come la notte, e i capelli avevano dei riflessi blu. Allievo e maestro si fissarono per qualche minuto senza dire nulla. Fu Doko a rompere il silenzio.
    -Lo sai, mi fa piacere vederti ma al tempo stesso sono ancora deluso. Quando eri diventato un black saint non volevo crederci. Hai tradito la fiducia che avevo in te. Ed era tanta!-
    Doko, mentre parlava, aveva le lacrime agli occhi. Aveva la tipica espressione di una persona pugnalata alla schiena. Totalmente deluso.
    -Non ha più l’età per piangere, maestro. Si contenga…- gli disse freddamente il suo ex allievo.
    Doko lo guardò un’ultima volta. Si asciugò le lacrime e iniziò a bruciare il suo cosmo. Black Dragon rimase molto meravigliato. Non si aspettava un cosmo così ardente da un uomo così vecchio.
    -I miei complimenti, maestro. Ha un cosmo ancora ardente nonostante ormai abbia una certa età!-
    -Sono pieno di sorprese e te lo dimostrerò!-
    Black Dragon sorrise ed esclamò:
    -Rozan Kokuryu Iki!-
    Dal dito lanciò un’onda d’urto violenta che scaraventò Doko lontano cogliendolo di sorpresa.
    -Questa tecnica… non te l’ho insegnata io!- disse dopo essersi rialzato.
    -Certo che no. L’ho creata io. Durante tutti questi anni non siamo stati certo con le mani in mano!-
    Doko si rialzò senza dire nulla e, con un movimento rapidissimo, colpì il suo ex allievo con un pugno sul viso. Black Dragon barcollò e ricevette un altro pugno e poi un doppio calcio allo stomaco.
    -Maledetto vecchiaccio!-
    Il guerriero nero cercò di colpire il suo vecchio maestro con un pugno, ma lo evitò. Ogni pugno, insieme ai calci che il suo vecchio allievo tentava di dargli, lo evitava con facilità scansandosi o saltando a destra e a manca.
    -Mi sembra di star combattendo contro una vecchia scimmia. Le dimensioni son quelle…-
    Doko rise divertito.
    -Grazie, sei gentile!-
    Black Dragon, invece, non rideva per niente. Anzi, era piuttosto infuriato.
    -Mi ha stancato maestro! Si prepari!-
    Iniziò a bruciare il suo cosmo e alle sue spalle comparve la mostruosa figura di un dragone nero con gli occhi rossi come il fuoco. Occhi di brace, come diceva qualcuno.
    -Rozan Kokuryuha!-
    Doko lo prese in pieno, fu scaraventato in aria e cadde pesantemente a terra.
    -È un peccato che sia così vecchio. Non c’è per niente gusto!-
    Doko si rialzò e si pulì il vestito.
    -Come può rialzarsi?- si chiese il suo vecchio allievo.
    -Posso!-
    All’improvviso barcollò e cadde in ginocchio.
    -Ah, ah, ah, ah! Che voleva fare? Sorprendermi?-
    -Fai silenzio e assaggia le zanne dei cento dragoni!-
    -I… cento dragoni?-
    -Rozan Hyakuryuha!-
    I cento dragoni, colpirono Black Dragon in pieno, nonostante avesse usato lo scudo per proteggersi, e fu scaraventato contro una parete.
    -Questo… questo colpo non me l’ha mai insegnato!-
    -Ovvio. Te ne sei andato!-
    -Maledetto!-
    Sullo scudo nero comparvero numerose crepe.
    -I… incredibile!-
    -Avrei dovuto farlo a pezzi… sono stato troppo indulgente!-
    -Sì, ha commesso un grave errore!-
    Black Dragon, con uno scatto, colpì Doko con un calcio al mento che lo sollevò da terra e in quel frangente lo afferrò al collo per poi buttarlo con violenza sul pavimento della settima casa. Mentre lo scontro proseguiva, Black Unicorn passò la casa inosservato. Infondo i due erano troppo impegnati per badare a lui.
    -Si faccia un altro volo, maestro. Offro io! Rozan Kokuryu Iki!-
    Doko si schiantò violentemente contro una colonna e cadde a terra prono. Rimase immobile un po’ troppo a lungo e Black Dragon si avvicinò e lo afferrò per il colletto.
    -Che fa, dorme? Comunque sono davvero sbalordito. Davvero niente male per un vecchietto come lei!-
    Doko spalancò gli occhi.
    -Rozan Hyaku…-
    Non finì la frase perché Black Dragon lo lanciò in aria e lo colpì con un’altra onda d’urto dal dito indice che lo scaraventò contro il soffitto e, prima che raggiunse terra, gliene lanciò un’altra. Incredibilmente, l’anziano gold saint si rialzò.
    -Beh… non posso far altro che ammirare la sua perseveranza, maestro. Il mio rispetto che ho per lei rimane immutato, anche se ora siamo diventati nemici.-
    Doko non disse nulla e tornò a bruciare il suo cosmo. Era molto più ardente della prima volta. Black Dragon, stavolta, non si scompose.
    -Rozan Kokuryuha!-
    Doko fu scaraventato di nuovo in aria e ricadde pesantemente a terra.
    -Questa volta è davvero finita!-
    Invece, Doko si rialzò.
    -Ma… ma… ma come può? Perché lo fa?-
    -Per Atena! Per la giustizia!-
    -…-
    Doko bruciò di nuovo il suo cosmo e questa volta, Black Dragon ebbe un sussulto.
    -Ma cos’è questo? Il suo cosmo è… è lo stesso che aveva quando era giovane e mi allenava. Come può ora che è così vecchio? Com’è possibile una cosa del genere?-
    Il guerriero nero scosse la testa e gridò:
    -Rozan Kokuryu Iki!-
    L’attacco, però, non colpì Doko, ma un’altra cosa.
    -C… cosa? Q… quello è…?-
    Il gold cloth della bilancia si era messo in mezzo ai due e aveva protetto Doko come uno scudo. A quel punto, Black Dragon iniziò a ridere.
    -Che cos’hai da ridere?-
    -Scusi, ma… che cosa crede di fare? Ha intenzione di indossarlo? Nelle condizioni in cui è, non ha la minima speranza di poterlo fare! Mi dia retta!-
    -Eh! Mi deludi mio caro vecchio allievo. Non ti ricordi che ti avevo detto che sono pieno di sorprese?-
    -Sì, e allora?-
    All’improvviso, un urlo lo interruppe.
    -Rozan Ryuhisho!-
    Black Dragon fu colpito alla schiena e cadde a terra. Shiryu, nel frattempo, si era avvicinato a Doko per sincerarsi delle sue condizioni.
    -Maestro!-
    -Sto bene, Shiryu. Tranquillo!-
    -Guarda guarda! Il suo attuale allievo e l’allegra compagnia sono arrivati!-
    -Maledetto. Ti pentirai di aver fatto del male al mio maestro!-
    Black Dragon sorrise.
    -Non le dispiace, maestro, se interrompiamo qui il nostro incontro vero? Ora muoio dalla voglia di scoprire chi di noi due è il vero e degno drago!-
    Shiryu e Black Dragon si misero in posizione.
    -Noi, intanto, andiamo avanti!- dissero Seiya e gli altri.
    -Sì, sì andate!-
    Non appena furono lontani, i due saints bruciarono i loro cosmi. A fare la prima mossa fu Shiryu.
    -Rozan Shoryuha!-
    Black Dragon usò lo scudo, ma fu comunque scaraventato in aria. Quando riatterrò, sorrise.
    -Non sei granché. Vincerò facilmente!-
    Si rimangiò tutto non appena il suo scudo andò in frantumi.
    -Fortunato. Era già indebolito per colpa del Rozan Hyakuryuha del maestro!-
    Shiryu stava per riattaccare, ma Black Dragon lo colse di sorpresa lanciandogli il Rozan Kokuryu Iki che lo scaraventò contro una colonna. Quando si rialzò, il guerriero nero stava per lanciare un altro attacco, quando si aprì un varco dimensionale.
    -Mmmh… a quanto pare sono richiesto altrove. Vorrei tanto restare a ucciderti, ma rimanderemo il nostro duello a un’altra volta!-
    E lo varcò. Shiryu ne approfittò per andare a soccorrere Doko.
    -Come sta maestro?-
    -Ti ho già detto che sto bene. Non ti devi preoccupare! Piuttosto, inseguiamo Black Dragon e gli altri, presto!-
    -Sì, maestro.-
    Lo aiutò ad alzarsi e corsero insieme verso l’uscita, pronti a raggiungere l’ottavo palazzo. Gli altri black saints erano già arrivati e quando si aprì un varco dimensionale, lo varcarono lasciando uno di loro a combattere contro Milo.
    -Come diavolo hanno fatto i tuoi compagni ad arrivare alla decima casa senza passare di qui o alla nona casa nonostante il cosmo di Atena?-
    -Che t’importa? Io sono qui per combattere. Non per dare spiegazioni!-
    -Quindi sei tu il mio avversario. Non avrei potuto desiderare di meglio!-
    Il suo nemico gli sorrise.

    Nota 25: La traduzione di Rozan Kokuryu Iki è: Respiro del dragone nero del monte Ro. Di conseguenza anche Rozan Kokuryuha significa Colpo del Dragone Nero Del Monte Ro.


    Capitolo XVI:

    Scontro Velenoso: Scorpione VS Serpente



    Black Snake cominciò a sfregarsi le mani. Anche lui era molto contento di misurarsi con il custode dell’ottava casa.
    -Ora vedremo chi è più velenoso se le mie zanne o il tuo pungiglione.-
    -Tsk! Non ci vuole una laurea per capirlo.-
    I due rimasero immobili per qualche secondo, dopodiché Black Snake lanciò l’onda energetica a forma di serpente. Milo la evitò per un pelo, ma Black Snake lo raggiunse e lo colpì con un calcio volante buttandolo a terra.
    -Niente male come inizio. Il serpente sta dominando sullo scorpione!-
    -Nei tuoi sogni! Scarlet Needle!-
    Black Snake si prese il raggio scarlatto in pieno e iniziò a soffrire tenendosi la spalla sinistra.
    -E una. Riuscirai a sopportare anche le altre quattordici punture, o impazzirai o morirai prima?-
    Black Snake smise di soffrire iniziando a ridere come un matto lasciando Milo perplesso.
    -Vedo che la pazzia ti ha già colpito. Sei più debole di quanto pensassi!-
    -Attaccami di nuovo!-
    -C… come?-
    -Sei sordo? Rilanciami lo Scarlet Needle!-
    -D’accordo, se proprio sei stanco di vivere… Scarlet Needle!-
    Il secondo colpo raggiunse l’altra spalla, ma Black Snake stavolta non finse di soffrire, ma fissò il suo avversario con un sorriso beffardo.
    -Ma… ma come diavolo…?-
    -Non sapevi che il mio maestro era il tuo predecessore? Per anni ho subito questo colpo e ho imparato a resistere al dolore!-
    -Non… non ci credo…-
    -Credo che un altro fattore sia anche il potere malefico usato dal nostro alleato. Funziona come un ottimo antidolorifico!-
    -…-
    -Ti ho sconvolto? Mi fa piacere!-
    -Scarlet Needle!-
    Milo ne lanciò tre. In tutto furono cinque.
    -Ne rimangono dieci. Sarai abbastanza veloce da lanciarle tutte?-
    -Certo. Sta a guardare. Scarl…-
    Black Snake lanciò l’onda energetica a forma di serpente e Milo fu scaraventato contro una colonna della sua casa. Quando tentò di rialzarsi, il suo avversario era davanti a lui e gli diede un calcio sul mento.
    -Maldetto! Scarlet Needle!-
    Black Snake tornò a sorridere.
    -Com’è che diceva sempre il mio maestro prima di lanciare il colpo? Ah, sì “La vendetta ha un colore”. In effetti è vero, ma non è scarlatta nel mio caso e dei miei compagni… è nera!-
    Milo lanciò altri tre raggi nel tentativo disperato di farlo urlare, ma senza successo.
    -Nove colpi e ancora niente. Sei deluso?-
    -…-
    -Chi tace acconsente!-
    Black Snake lanciò un’altra onda che Milo evitò con un salto. Il guerriero nero, però, saltò anche lui, lo afferrò per le gambe e lo scaraventò con violenza a terra. Senza rialzarsi, Milo lanciò tre Scarlet Needle tutti insieme.
    -Tsk! Testardo! Te ne mancano tre comunque!-
    Stava per lanciarne un’altro, ma Black Snake lo colpì con un calcio rotante. Quando Milo si rialzò, rimase senza parole nel vedere il sangue del suo avversario sprizzare da tutti i fori provocati dagli Scarlet Needle e non emettere neanche un fiato.
    -Sconcertante vero? Probabilmente, se non ero sotto questo influsso malefico, a quest’ora le urla si sprecavano.-
    -Scarlet Needle!-
    Altri due colpi andarono a segno.
    -Mmmh… ne manca uno. Ma non te lo lascerò fare!-
    -Anta…-
    Black Snake rilanciò l’onda energetica. Fu più potente delle altre perché riuscì a distruggere il coprispalla destro e provocò numerose crepe sul pettorale del gold gloth. Milo rimase sconvolto, mentre il suo avversario approfittò della distrazione.
    -Black Snake Fangs!-
    Le tre unghie della mano sinistra si allungarono, corse verso di lui e le affondò nel gold cloth con un’incredibile facilità raggiungendo la carne. Milo tentò disperatamente di attaccare, ma il veleno agì così velocemente da stroncarlo all’istante. Il nobile gold saint cadde all’indietro con un’espressione delusa sul volto.
    -Addio, gold saint dello scorpione!-
    Il black saint stava per iniziare a correre, quando un cosmo famigliare lo arrestò.
    -E tu che ci fai qui?-
    Il suo avversario non disse nulla e lanciò il suo colpo.
    -Non hai capito che il tuo Thunder Claw non funziona con me e che fingo di soffrire per divertirmi?-
    -Maledetto. Vendicherò Milo e il fatto che hai visto il mio volto!-
    Black Snake sorrise.
    -Milo era il tuo ragazzo?-
    -Sì… maledetto… sì! Thunder Claw!- disse con rabbia.
    Black Snake subì ancora senza reagire. Sembrava divertirsi a prenderla in giro. Shaina corse verso di lui incurante del fatto che poteva essere colpita dalle Black Snake Fangs e riuscì a colpirlo con un forte pugno sul viso che lo buttò a terra.
    -Muori, maledetto!-
    L’onda energetica a serpente la investì e la scaraventò a terra. Black Snake si rialzò, corse verso di lei e le affondò le tre unghie nel petto. Di nuovo con la mano destra, anziché sinistra. Questo significava solo una cosa: paralisi. Per la seconda volta.
    -Maledetto. Maledetto! Vuoi terminare l’opera!- disse a denti stretti e piangendo.
    Black Snake non disse nulla e le tolse la maschera. Lei strinse gli occhi come se le avesse puntato una torcia sul viso, mentre lui tornò ad accarezzarglielo come aveva già fatto la prima volta.
    -Perché perdi tempo? Uccidimi e falla finita!- disse spalancando gli occhi.
    Black Snake non disse nulla e le diede un altro bacio. Di nuovo, la mente di Shaina fu invasa da insulti e pensieri omicidi che si rivelavano solo mera utopia data la sua immobilità. A bacio finito, tornarono le carezze. C’era qualcosa di strano in questo comportamento. Sembrava una dolcezza sincera.
    “Ha detto che la paralisi non è temporanea. Se continua così, forse riesco…”
    -Black Ophiuchus…-
    I pensieri di Shaina furono interrotti da quel nome.
    -C… come?-
    Notò delle lacrime sul viso del black saint. Indietreggiò di qualche passo e disse:
    -Io… non ce la faccio. Significherebbe ucciderla una seconda volta…-
    -Ma… ma chi…?-
    -La mia amata Black Ophiuchus…-
    Detto questo, lanciò l’onda energetica sul pavimento così da sollevare un polverone e quando tutto svanì, non c’era più. Shaina riacquistò la mobilità, istintivamente s’inginocchiò e pianse. Poco dopo, giunse Black Unicorn, ma andò dritto senza curarsi di lei, e solo rivolgendo una rapida occhiata al cadavere di Milo. Poi giunsero Seiya e gli altri.
    -Shaina, cosa ci fai qui?- gli chiese Seiya.
    Saga lo afferrò per un braccio, gli sussurrò qualcosa all’orecchio e il ragazzo abbassò il capo con il volto dispiaciuto.
    -Sei ferita? Dov’è il black saint?- chiese Hyoga.
    -Sto… sto bene. Black Snake mi ha affrontato di nuovo, ma poi ha deciso di scappare.-
    -Maledetto codardo!-
    Yuuri le mise una mano sulla spalla.
    -Te la senti di unirti a noi?-
    -Sì…-
    In quel momento giunsero anche Shiryu e Doko.
    -Milo…- dissero entrambi nel vederlo in terra e senza vita.
    -Dobbiamo sbrigarci! Quei maledetti sono arrivati alla decima casa grazie a un portale!- disse Seiya.
    -Lo sappiamo. Anche Black Dragon è scappato grazie a quello.-
    -Capisco!-
    I saints di Atena ripresero la corsa e raggiunsero e superarono il palazzo di Aiolos che, essendo il nuovo sacerdote, non aveva più un custode. Nel frattempo, l’ennesimo black saint era rimasto a fronteggiare il gold saint del decimo palazzo. Quando i black saints si ritrovarono davanti alla decima casa, c’era Black Dragon ad attenderli.
    -E tu come sei arrivato qui?-
    -Allo stesso modo in cui ci siete arrivati voi! Con il varco dimensionale del nostro amico!-
    -Certo, già che c’era poteva mandarci direttamente davanti al tredicesimo palazzo già quando eravamo nella casa dei gemelli invece di farci combattere…- disse giustamente Guilty.
    -Può darsi che la colpa sia da attribuire al cosmo di Atena…-
    -O più semplicemente che ci sta sfruttando. Ma questa ce la pagherà! E il conto sarà molto salato!-
    Dopo aver riso tutti, iniziarono a correre e in breve tempo raggiunsero l’uscita.
    -Siamo usciti! Strano… non c’è nessuno che protegge questa casa?- si chiesero Jango e altri.
    All’improvviso, uno di loro esclamò:
    -Attenti! Saltate!-
    Una voragine si aprì, ma loro riuscirono a evitarla, grazie al consiglio del compagno, e atterrarono dall’altra parte. Il black saint fece cenno di andare avanti senza pensare a lui e così fecero. Shura, il gold saint del capricorno sbucò fuori applaudendo.


    Capitolo XVII:

    Il Guerriero Che Brandisce La Sacra Excalibur



    -Io sono Black Wolf. Il tuo avversario, Mister Capra!-
    -Hai suggerito ai tuoi amici di saltare, ma tu non lo hai fatto. Come mai? Non sei pronto di gambe così come lo sei con le parole?-
    -Qualcuno doveva rimanere a farti a pezzi! È così che è stato deciso sin dall’inizio!-
    -A pezzi eh? Proprio la mia specialità!-
    Black Wolf, un ragazzo con capelli viola, cominciò a bruciare il suo cosmo e comparve alle sue spalle la figura di un lupo nero con gli occhi rossi.
    -“Il cane nero con occhi di brace” sta per attaccare!- disse Shura con un sorriso.
    -Black Howling Dead!-
    Shura fu colpito da un pugno violento e scaraventato in aria. Incredibilmente, però, riuscì ad arrivare alle spalle del suo avversario e, una volta “agganciato” i piedi sotto le ascelle, gridò:
    -Un colpo da bambini il tuo. Questo invece sì che è degno di chiamarsi tale: Jumping Stone!-
    Black Wolf fu scaraventato in aria e cadde molto vicino all’enorme voragine creata dal gold saint.
    -Dannazione, ho sbagliato mira! Che fortunato!-
    All’improvviso, Shura sputò sangue e s’inginocchiò.
    -Ma… ma cosa…?-
    -Eh! Hai fatto male a dire che il mio colpo era da bambini. Mi hai sottovalutato un po’ troppo!-
    Shura si pulì il sangue e si rialzò.
    -Non ti scomodare, resta giù! Black Wolf Cruelty Claw!-
    Il guerriero nero lanciò numerosi boomerang di energia oscura che provocarono numerosi graffi al gold cloth cogliendo di sorpresa Shura.
    -Non… non ci credo!-
    -È tempo di morire!-
    Shura reagì d’istinto e agitò la mano come se avesse scacciato via una mosca.
    -C’era una mosca, o cosa?- gli chiese il black saint divertito.
    All’improvviso, mezzo braccio destro cadde a terra e cominciò a urlare come un pazzo.
    -Cosa… cosa mi hai fatto, maledetto!-
    -Hai conosciuto il terrificante potere di Excalibur!-
    -D… dannazione!-
    Shura sollevò il braccio destro in aria, ma Black Wolf riutilizzò il suo secondo colpo provocando altri profondi graffi al gold cloth. Questo, però, non impedì a Shura di lanciare un’altra Excalibur che, però, il guerriero nero riuscì a evitare buttandosi di lato.
    -Black Wolf’s Fang!-
    Questo colpo raggiunse il braccio destro e, oltre a distruggergli il bracciale d’oro con una facilità assurda, provocò a Shura un taglio così profondo che gli impedì di utilizzarlo ancora e lo fece molto soffrire di dolore.
    -La tua spada si è spezzata. Ora sei disarmato!-
    -Sei un idiota!-
    -Cosa!-
    Shura lanciò l’Excalibur con il braccio sinistro e Black Wolf riuscì a evitarla per un pelo. L’onda energetica gli era andata così vicino che sulla guancia si formò un piccolo taglio.
    -Non ho alcuna intenzione di farmi sconfiggere da te!-
    -Una capra non può battere un lupo!-
    -Una normale capra forse no, ma se ha una spada sì!-
    Black Wolf scattò e diede a Shura una violenta ginocchiata e lo colpì di nuovo con il Black Howling Dead buttandolo a terra.
    -Sarà meglio che mi liberi anche dell’altra spada. Black Wolf’s Fang!-
    Il povero Shura disse addio anche al suo secondo braccio e le sue urla erano davvero raggelanti.
    -Potrei lasciarti qui e andarmene, ma voglio sentirti urlare ancora!-
    Sulle sue nocche spuntarono fuori tre lunghi artigli, un po’ come succede al bronze cloth dell’Idra insomma, e stava per affondarli nel petto del gold saint che, però, li evitò rotolando di lato incurante delle ferite alle braccia.
    -Perché scappi? Ormai non puoi più fare nulla. Non fare il ridicolo e lasciati perforare il cuore!-
    -Posso ancora combattere!-
    -E come? Sei senza armi ormai!-
    Black Wolf corse verso di lui e Shura diede un calcio rovesciato colpendo l’aria. Questo fece arrestare il guerriero nero che lo guardò perplesso.
    -Tu sei tutto matto…- gli disse.
    Shura non disse nulla, anzi, sorrise.
    -Che diavolo hai da sorri…-
    S’interruppe quando sentì la sua fronte bagnata.
    -Che diavolo…?-
    Se la toccò e quando vide il sangue sul palmo della sua mano, rimase sconvolto.
    -Co… co… come…?-
    -So usare l’Excalibur anche con le gambe, mio caro! Non soltanto con le braccia!-
    -A… Assurdo!-
    Lentamente, il corpo del black saint si aprì in due. Pochissimi secondi dopo, arrivò Black Unicorn.
    -B… Black Wolf!-
    -Tu! Riconosco il tuo cosmo. Sei l’assassino di Shaka! Adesso lo vendicherò!-
    Senza dire nulla, il corno di Black Unicorn s’illuminò e Shura si ritrovò paralizzato.
    -Non ho tempo da perdere! Black Unicorn Horn!-
    Shura fu colpito dalla sfera energetica lanciata dal corno e cadde a terra svenuto, mentre il guerriero nero continuò la sua corsa. Qualche minuto dopo, anche Black Snake superò il suo corpo senza controllare se fosse morto. Shura si riprese poco più tardi e quando si rialzò, vide Seiya e gli altri raggiungerlo.
    -Sh… Shura…- dissero nel vederlo.
    -Non preoccupatevi. Posso ancora combattere. Le mie gambe funzionano ancora, quindi posso usare l’Excalibur con esse.-
    -Sei… sicuro?- chiese Shiryu preoccupato.
    -Non ti preoccupare amico mio. Andiamo!-
    Hyoga, stranamente, aveva cominciato a correre ancor prima che Shura finisse di parlare. Un brutto presentimento lo aveva assalito.

    Nota 26: Il Black Wolf Cruelty Claw e il Black Wolf’s Fang sono gli stessi colpi, in versione nera, di Fenrir (Luxor) di Asgard e di Io Di Scilla.


    Capitolo XVIII:

    Energie Fredde A Confronto



    Il black saint rimasto a occuparsi del custode dell’undicesima casa, era Black Crater. Aveva l’elmo a maschera che copriva la fronte, le tempie, gli zigomi, i lati del viso e persino la parte anteriore superiore della calotta cranica. Alla base c'era una larga fascia metallica semicircolare, alta vari centimetri e ricurva sopra gli occhi. Era particolarmente grande sopra la fronte, dove era decorata da un grosso fregio a forma di coppa, poi si restringeva sulle tempie, piegandosi verso il basso prima di allargarsi di nuovo in piastre a forma di rombo, larghe al centro e sottili sulle punte. Queste coprivano le orecchie e si estendevano in entrambe le direzioni: verso il basso, coprendo in parte gli zigomi e i lati del volto, fino all’alto, svettando per vari centimetri oltre i capelli e terminando a punta. Il blocco centrale era un pezzo molto massiccio che copriva la parte superiore del torace e della schiena, formando anche gli enormi coprispalla. Era una spessa placca di metallo che avvolgeva il torace in egual misura da tutte le direzioni, ruotando sopra le spalle e sotto le ascelle per andare a creare lo schienale. Alla base del collo formava un grosso collare circolare, leggermente rialzato ma non più alto dei bordi dei coprispalla. Pur formando un anello completo, il collare non era aderente al collo ed era leggermente più basso in avanti, per permettere al black saint di muovere la testa. Il resto del blocco centrale era coperto da una grossa piastra triangolare, che andava in lunghezza da una spalla all’altra e il cui vertice spuntava di vari centimetri sull’addome, superando il bordo inferiore del pettorale. Sulle spalle, il blocco centrale era composto da enormi coprispalla ovali, concavi, composti da anelli sovrapposti. Erano leggermente obliqui verso il basso e nascondevano all’interno una seconda placca, a sua volta obliqua e inclinata verso il basso, che copriva la spalla e la parte superiore del braccio fino al bicipite, allungandosi di vari centimetri verso l’esterno. I bracciali proteggevano la mano, il polso e l'avambraccio, andando dalle punte delle dita al gomito. La parte che copriva la mano era rigida sul dorso e flessibile sul palmo e in corrispondenza delle varie articolazioni delle dita, in modo da permettere di serrare a pugno. Le nocche erano ulteriormente rinforzate. La cintura era a gonnellino, copriva la vita, i fianchi, le anche e verosimilmente il fondoschiena. Sembrava formato da varie piastre: un’anteriore, triangolare, e due laterali concave, rettangolari, che coprivano anche la coscia arrivando al livello del bordo anteriore delle ginocchiere. Al centro sembrava avere un’enorme piastra ovale, piatta e diritta, che in parte si estendeva anche sull’addome. Le ginocchiere erano in realtà dei veri e propri copricoscia, che partivano dal ginocchio e salivano, nel loro punto più alto, fin quasi al bacino. Avevano una forma triangolare perché, dopo aver circondato la base della coscia in modo piuttosto uniforme avvolgendola su tutti e quattro i lati, si allungavano principalmente su quello anteriore, lasciando scoperti quelli laterali e verosimilmente quello posteriore. Gli schinieri coprivano per intero la gamba, dalla punta del piede fino al ginocchio, sia davanti sia dietro. Lo stesso piede era coperto anche sotto la pianta, alla caviglia e al tallone. Allargati in corrispondenza della caviglia, sembravano formati da piastre cilindriche incastrate tra loro. Sulla rotula avevano una ginocchiera a forma di rombo, che si sovrappone alle ginocchiere vere e proprie. Infine, i capelli del giovane erano rossi e gli occhi di un colore grigio-verde.
    -Chissà come mai, tra tanti black saints, il mio avversario sia tu!- disse Camus.
    -Dovresti ben saperlo!- disse il black saint sorridendo.
    -Eh, già. Sfortunatamente!-
    Camus parlava così perché anche Black Crater sapeva maneggiare le energie fredde come lui e i suoi allievi.
    -Chi vincerà tra noi due?-
    -Se rimaniamo a parlare non lo scopriremo mai!-
    -Hai ragione, preparati alla lotta gold saint!-
    I due si misero in posizione, iniziarono a bruciare i loro cosmi e comparvero alle loro spalle le figure delle loro rispettive costellazioni.
    -Diamond Dust!-
    Camus attaccò per primo e Black Crater parò il colpo con una sola mano senza riportare alcun danno o essere congelato.
    -Non… non è possibile. Tu eri un silver saint, quindi dovresti ghiacciarti a meno duecentodieci gradi centigradi!-
    Black Crater sorrise.
    -Credo che tu non abbia afferrato bene la situazione!-
    Black Crater sollevò le braccia in alto, comparvero magicamente sopra la sua testa quattro lunghe lame di ghiaccio di colore nero e gridò:
    -Black Ice Spears!-
    Camus le evitò, ma il suo nemico ne lanciò un’altra che riuscì a perforargli la spalla nonostante fosse protetta dal gold cloth.
    -Dannazione! È davvero incredibile!- disse con aria sofferente.
    Il suo avversario sorrise compiaciuto e, con uno scatto fulmineo, lo colpì con un braccio teso buttandolo a terra. Appena tentò di rialzarsi, fu investito da una serie infinita di schegge di ghiaccio che lo costrinse a coprirsi il viso con un braccio per evitare che gli colpissero gli occhi.
    -D… Diamond Dust!-
    Questo riuscì a contrastare le schegge e Black Crater compì un gran salto e atterrò alle spalle di Camus che reagì dandogli una violenta gomitata sul viso. Mentre il suo avversario barcollava, gli diede un calcio sullo stomaco, dopodiché, con la gamba sinistra, gli diede un calcio rotante che lo buttò a terra. Prima che potesse rialzarsi, sulla mano di Camus comparve una sfera di ghiaccio.
    -Soffia, vento glaciale che tutto congeli. Diamond Dust!-
    -Insistente!-
    Le schegge di ghiaccio e i cristalli di neve si scontrarono di nuovo, dopodiché Black Crater riuscì a colpire Camus con un calcio rotante. Lo aveva ripagato con la stessa moneta. Camus, dopo essersi rialzato, sollevò un braccio e disse:
    -Freezing Coffin!-
    -Che?-
    Black Crater si ritrovò imprigionato in una bara di ghiaccio senza avere il tempo di reagire o rendersi conto di quello che stava succedendo. In quel frangente, giunse Black Unicorn che passò di nuovo inosservato.
    -Sei stato in gamba, questo te lo concedo, ma per quanto tu sia forte, non potrai mai più liberarti da questa bara di ghiaccio!-
    -Grazie del complimento, ma continuo a ripetere che mi stai sottovalutando un po’ troppo!-
    -Cosa?-
    Sulla bara si formarono prima delle crepe, poi andò completamente in pezzi.
    -Come dite voi francesi: voilà!-
    -Sono… sono senza parole!-
    -Si nota! Dovresti vedere la faccia che hai!-
    -Vedo che non mi hai lasciato scelta. Non volevo usare un colpo del genere con un reietto come te, ma ne sono costretto!-
    -Hai un’altra carta da giocare? Che combinazione: anch’io!-
    I due bruciarono il cosmo, Camus alzò le braccia giungendo le mani. Nel fare questo, si vide chiaramente un’anfora dorata sulla sua testa. Anche Black Crater assunse una posizione particolare d’attacco. In quel preciso momento, giunse Hyoga seguito da Saga e gli altri.
    -Maestro!- esclamò il giovane bronze saint.
    Camus non rispose per quanto era concentrato. Tese le braccia in avanti e l’anfora si abbassò mostrando il suo contenuto simile a un globo dorato.
    -Aurora Execution!-
    -Scorrete, Divine Black Waters!-
    I due globi di energia fredda, uno dorato e l’altro nero, si scontrarono. Lo scontro provocò una leggera onda d’urto che buttò i due contendenti a terra e formò numerose crepe sui loro cloth. Quando si rialzarono, l’elmo di Camus andò in frantumi.
    -È davvero incredibile… il tuo colpo è pari al mio!- disse Camus.
    Si poteva avvertire molta delusione dal suo tono di voce. Aveva messo tutto se stesso nell’Aurora Execution e ora non aveva più carte da giocare.
    -Stavo per dire la stessa cosa guarda!- disse Black Crater
    -Diamond Dust!-
    Black Crater saltò e colpì Camus con un calcio volante buttandolo a terra. Quando si rialzò, il guerriero nero impugnò una lunga lama di ghiaccio nero, come fosse una spada, e la affondò nell’addome del gold saint con estrema facilità.
    -Nooooooo!- gridò disperatamente Hyoga vedendolo cadere all’indietro con il sangue alla bocca.
    Black Crater sorrise.
    -Se non ho capito male, lo hai chiamato maestro. Sono molto dispiaciuto per te!-
    Hyoga iniziò a bruciare il suo cosmo.
    -Diamond Dust!-
    Con molta non curanza, il guerriero nero parò il colpo e rise.
    -Se anche il tuo repertorio è così scadente, preparati a raggiungere il tuo maestro!-
    Si preparò ad attaccare con la spada di ghiaccio, ma qualcosa gli bloccò i movimenti.
    -Che… che diavolo… un anello di cristalli di ghiaccio? Inoltre, ne stanno apparendo altri due!-
    -Vendicherò il mio maestro!-
    -Ti stavo prendendo in giro!-
    -Come?-
    Black Crater fece sparire gli anelli con un semplice movimento di mano, come se avesse scacciato via una mosca fastidiosa, e si preparò a correre verso il suo nuovo avversario. Per la seconda volta, però, qualcosa gli bloccò i movimenti. Era come se i suoi piedi fossero incollati saldamente sul pavimento di pietra dell’undicesima casa.
    Quando guardò, vide i suoi piedi completamente congelati sul pavimento.
    -Che diavolo…?-
    Istintivamente guardò Camus che gli sorrise.
    -T.. Tu…-
    Hyoga riutilizzò il Koltso.
    -Non hai capito che non serve a nulla?-
    Tentò di usare la stessa mossa di prima, ma questa volta non riuscì a muovere un muscolo.
    -Non… non è possibile!-
    Hyoga sollevò le braccia giungendo le mani. Nel vederlo, Black Crater scoppiò a ridere.
    -Che hai intenzione di fare? Credi di poter usare un colpo che hai visto solo una volta? Non ci riuscirai mai!-
    -Questo è per lei maestro! In nomine tuo, Camus! Aurora Execution!-
    Con somma sorpresa di tutti, il colpo fu eseguito perfettamente e Black Crater fu investito in pieno. Il suo black cloth andò completamente in frantumi e lui si schiantò contro una colonna morendo. Con le lacrime agli occhi, Hyoga corse verso Camus.
    -Mestro, tenga duro. Non mi faccia scherzi, la prego!-
    Camus non rispose. Si limitò a sorridere e accarezzare il viso del suo allievo. Dopodiché, il braccio cadde in terra privo di vita. Camus morì tra le braccia del suo allievo. Dal palazzo di Atena, avvertendo la scomparsa del suo cosmo, Isaac sollevò lo sguardo, pianse e sussurrò:
    -Addio, maestro!-
    Tutti i presenti piansero e resero omaggio al valoroso guerriero delle energie fredde. Hyoga si asciugò le lacrime.
    -Andiamo!- disse seriamente.
    Yuuri gli mise una mano sulla spalla. Lui le sorrise.
    -Sto bene!-
    -Volevo solo dirti… Camus sarà fiero di te!-
    Hyoga le sorrise di nuovo e ripresero la loro corsa. Quando uscirono dalla casa, un fiocco di neve, cosa strana in quella stagione, si posò sul naso di Hyoga. Diede un ultimo sguardo al palazzo e anche lui disse commosso:
    -Addio, maestro!-

    Nota 27: Il colpo del black saint della coppa è la versione nera di quello di Suikyo dal seguito Saint Seiya - Next Dimension.

    Nota 28: Il colpo Divine Black Waters non è ispirato altro che alle “Divine Acque” nominate da Camus nella versione italiana dell’anime. Quando le lancia, Black Crater assume questa posizione:
    Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints




    Capitolo XIX:


    La Dodicesima Casa


    Quando i black saints entrarono nella casa dei pesci, assunsero tutti una faccia schifata. Già il precedente gold saint era fissato con le rose e purtroppo anche l’attuale non era da meno. Quando l’ultimo gold saint, Aphrodite, comparve loro davanti, scoppiarono a ridere perché aveva un aspetto molto femminile. Non molto diverso da quello del suo predecessore. Lasciato un loro compagno a occuparsene, gli altri black saints ripresero a correre.
    -Tu e i tuoi amici avete deriso il mio bellissimo aspetto. Sono davvero contento che troveranno la morte senza riuscire minimamente a raggiungere il palazzo di Atena!-
    -Come sarebbe a dire?-
    -Troveranno la morte sulla scalinata!-
    Black Ursa Major, un robusto ragazzo con capelli a spazzola viola, rimase senza parole.
    -Cambiando argomento, tu sei il mio avversario?-
    -Già. L’orso se li mangia a colazione i pesci!-
    -Povero illuso! Mi fai compassione!-
    Black Ursa Major scattò e afferrò il collo del suo avversario sollevandolo da terra. Il colpo si chiamava Hanging Black Bear.
    -Tutto qui?- gli disse.
    -Cosa?-
    Aphrodite posò le mani sulle braccia del suo avversario e iniziò a stringere distruggendogli i bracciali con molta facilità.
    -Cosa? Assurdo!-
    -Royal Demon Rose!-
    Rose rosse furono lanciate contro il guerriero nero che barcollò per qualche secondo prima di cadere a terra prono. Aphrodite sorrise, ma si spense subito perché sentì chiaramente i cosmi degli altri black saints entrare nel tredicesimo palazzo.
    -Come… come hanno fatto a superare le mie rose?-
    Stava per iniziare a correre, ma il cosmo di Black Ursa Major lo arrestò.
    -Sei ancora vivo?-
    Quando i black saints si ritrovarono davanti alla scalinata del tredicesimo palazzo, rimasero stupiti dal fatto che fosse completamente coperta di rose.
    -Che significa questo?- si chiese Jango con aria schifata.
    -Non lo so e non m’interessa. Muoviamoci!- disse Guilty.
    Stavano per fare un passo, quando Black Dragon li costrinse a fermarsi.
    -Fermi dove siete!-
    -Che hai Black Dragon?- gli chiesero in coro.
    -Questa storia non mi convince. Secondo me non sono rose normali.-
    -E che cosa credi possano farci? Non essere paranoico!- disse Jango.
    -Ho sentito dire che il gold saint dei pesci maneggia rose letali. Quindi queste sono state sicuramente piantate dall’attuale, con lo scopo di non far avvicinare nessuno al palazzo di Atena!-
    -Tu credi, eh?-
    -Ne sono sicuro!-
    -D’accordo ci penso io a liberare la strada!-
    Jango, con spavalderia, si mise in posizione, bruciò il suo cosmo e gridò:
    -Death Queen Inferno!-
    Le rose bruciarono in attimo, dopodiché Black Dragon fece sparire le fiamme con il Rozan Kokuryu Iki e poterono entrare nel palazzo indisturbati.
    -Sei ancora vivo orsacchiotto? Pensavo che ti lasciassi uccidere senza soffrire!-
    -Taci! Black Bear Slap!-
    Il violento attacco sollevò Aphrodite in aria e cadde a terra violentemente. Quando si rialzò, sputò sangue e sul pettorale si formarono numerose crepe. Proprio in quel momento, arrivò Black Unicorn che proseguì la corsa senza fermarsi. Anche Black Snake passò inosservato.
    -Maledetto. Mi hai colpito. Hai deturpato la mia bellezza!-
    -E smettila di parlare così. Mi dai il voltastomaco!-
    Sulla mano destra del gold saint, comparve una rosa nera.
    -Piranha Rose!-
    Le rose nere si attaccarono al black cloth e andò completamente a pezzi. Black Ursa Major rimase sconvolto ritrovandosi senza più cloth.
    -Sei nudo come un neonato adesso. Per pietà ti ucciderò subito con una tecnica che ho imparato da poco. Devi essere onorato che fungerai da cavia!-
    -S… sta zitto dannato!-
    Aphrodite bruciò il suo cosmo, rovi di rose nere s'intrecciarono alle sue spalle prendendo la forma di due enormi piranha con denti affilati come rasoi e occhi rossi. Black Ursa Major li guardò con soggezione.
    -Piranha Rose Devouring!-
    I due pirahna si gettarono sul guerriero nero divorandolo. Inutile dire che le sue urla agghiaccianti si sprecarono. Quando tutto finì, giunsero Hyoga e gli altri.
    -Aphrodite!-
    -Salve ragazzi! Non c’è tempo per parlare. I black saints sono nel palazzo di Atena! Anche se ci sono Aiolos e Isaac hanno comunque bisogno di man forte!-
    -Giusto! Sbrighiamoci!-

    Nota 29: Black Bear Slap è la variante nera del Grizzly Slap di Io Di Scilla.

    Nota 30: Piranha Rose Devouring è una tecnica inventata dal buon Aphrodite, l'utente di questo forum , ispirata alle ali di Suigintou dall’anime Rozen Maiden.



    Capitolo XX:

    Nel Palazzo Di Atena



    Dei quattordici black saints giunti al santuario erano rimasti: Guilty di Black Orion, Jango di Black Fornax, Black Fox, Black Unicorn, Black Snake, Black Arrow, Black Dragon e Black Sextant. Non appena entrarono nel palazzo di Atena, furono fronteggiati da innumerevoli soldati semplici.
    -Che patetico comitato di benvenuto!- disse Black Arrow.
    Lui e gli altri cominciarono a farli fuori in breve tempo. Tra i soldati che avevano sacrificato la propria vita per la dea Atena e la giustizia, c’era anche l’informatore del misterioso gold saint. Gli aveva ordinato d’immolarsi perché ormai non aveva più bisogno di lui. Non appena raggiunsero il portone della sala del sacerdote, giunse in quel preciso momento Black Unicorn, seguito in breve tempo da Black Snake.
    -Ben arrivati ragazzi! Siete pronti?- chiese Guilty prima di spalancarlo.
    -Sì. Dopo duecentocinquanta anni rivedremo il brutto volto di Atena!- disse Jango.
    -La dea precedente, in realtà, non era poi così brutta…- disse Black Sextant.
    -Zitta, tu!-
    Guilty spalancò il portone e quando entrarono nella sala sorrise.
    -Quindi sei tu il nuovo sacerdote. Già in assetto da combattimento?-
    -Non mi sembrava giusto farvi aspettare…-
    Aiolos era davanti a loro e il suo cosmo ardeva come non mai.
    -Dov’è Atena?-
    -Non lo capisci da solo? Se volete vederla, dovrete prima passare sul mio corpo!-
    -Non necessariamente!-
    -Mh?-
    -Black Orion Belt!-
    Il cerchio nero apparve attorno ad Aiolos e rimase paralizzato.
    -Questa tecnica non serve solo come barriera protettiva, ma anche per paralizzare i miei nemici. Possiamo andare, ora. A te penseremo dopo!-
    Aiolos sorrise e con un semplice movimento delle braccia fece sparire il cerchio nero.
    -I miei complimenti… non saresti diventato sacerdote dopotutto.-
    Le ali dorate dietro la schiena di Aiolos s’illuminarono, saltò e disse:
    -Golden Wings!-
    Buttandosi in picchiata, come fosse un proiettile d’oro, centrò Guilty in pieno. Ci rimase male, però, quando vide la Black Orion Belt che lo aveva protetto.
    -Malediz… Ah! Non… non riesco più a muovermi… ma non sei stato tu… chi…?-
    -Sono stato io, Black Unicorn!-
    -Grazie infinite. Possiamo andare da Atena adesso.-
    -Credo che siate un po’ duri di comprendonio. Ho già detto che dovrete passare sul mio cadavere!-
    -D’accordo, come vuoi! Black Unicorn Horn!-
    L’onda energetica affilata come la lama di un coltello, stava per raggiungere Aiolos che però riuscì a riacquistare la mobilità. Compì un salto, bruciò il suo cosmo, la figura del sagittario comparve alle sue spalle e gridò:
    -Atomic Thunder Bolt!-
    Il colpo sembrava una variante dorata, e alla velocità della luce, del Pegasus Ryuseiken. A contrastarlo ci pensò Black Arrow con l’Hunting Black Arrow Express che consisteva in una serie infinita di frecce energetiche di colore viola.
    -Combatti con me, adesso!-
    -Levati di torno!-
    Le ali del sagittario si spalancarono di nuovo:
    -Golden Wings!-
    Stava per raggiungerlo, quando fu colpito dall’onda del corno di Black Unicorn che lo scaraventò a terra. Quando cercò di rialzarsi, si ritrovò davanti Jango e Black Sextant. Il primo, lo colpì con un pugno sul viso, l’altra lo colpì con un calcio rovesciato che lo sollevò in aria. Guilty prese bene la mira ed esclamò:
    -Black Orion Onslaught!-
    Aiolos fu preso in pieno. L’elmo, i coprispalle e le ali andarono in pezzi, mentre sul resto del cloth si formarono innumerevoli crepe.
    -È diventato cadavere finalmente. Possiamo passare sul suo corpo.-
    -Non… ci sperate troppo…-
    Aiolos si rialzò a fatica.
    -Ancora?-
    All’improvviso, dalla tenda rossa dietro al trono uscì Isaac che con un incredibile salto atterrò al fianco di Aiolos.
    -Diamond…-
    Non finì la frase, perché Black Unicorn gli bloccò i movimenti.
    -Tsk! Povero idiota. Hai lasciato Atena da sola!- disse Guilty ridendo.
    -Chi ha detto che è sola?-
    -Come?-
    -Pegasus Ryuseiken!-
    Guilty parò velocemente i colpi.
    -Maledizione, sono arrivati gli altri scocciatori! Mh?-
    Nel vedere Aiolia ancora vivo rimase molto stupito.
    -Black Fox, tu non avevi combattuto contro il saint del leone? Perché è ancora vivo?-
    La ragazzina non rispose e con un grande salto atterrò al fianco del gold saint.
    -Cosa significa questo?-
    Anche Black Snake atterrò al fianco di Shaina. Lei, quando lo vide, si scansò.
    -Black Snake… anche tu? Siete impazziti o cosa?-
    -Cosa significa?- chiesero Aiolia e Shaina.
    -Il mio maestro, duecentocinquanta anni fa, era il tuo predecessore. Gli ho voluto molto bene. Lui… è stato come il padre che non ho mai avuto! Durante il nostro scontro, ho avuto l’impressione di combattere contro di lui e non me la sono sentita di ucciderti.- disse Black Fox.
    Aiolia rimase senza parole.
    -Perché ti sei unita a Guilty e la sua banda?- le chiese.
    -Per seguire colui che amavo: Black Equuleus!-
    Dal tono di voce, s’intuì che stava piangendo.
    -Piccola sporca traditrice! Tu invece, Black Snake, io lo so perché non hai ucciso quella ragazza al tuo fianco. Ti ha ricordato Black Ophiucus!-
    -Complimenti! Ha vinto il primo premio!-
    Anche Shaina rimase senza parole.
    -Maledetti traditori, vi farò pentire di essere nati!-
    I saints di Atena e i due black saints si misero sulla difensiva. Aiolos si rialzò e anche lui si unì con balzo ai suoi compagni.
    -Con due guerrieri in meno, il vostro numero già inferiore è calato ancora di più. Non avrete alcuna speranza di vittoria!- disse.
    -Questo è tutto da vedere!-
    Sei gold saints, due silver, quattro bronze e due black contro sei guerrieri neri. Non era difficile intuire chi avrebbe vinto, eppure…
    -Black Orion Belt!-
    -Black Unicorn Horn!-
    I due black saints unirono le forze paralizzando i loro nemici in modo tale che non potessero liberarsi in alcun modo. Black Fox era però riuscita a evitare l’attacco grazie a uno dei suoi fantastici salti e colpì Guilty con un calcio in faccia. Jango intervenne e le diede un violento pugno allo stomaco.
    -Lasciala a me!-
    Black Sextant bruciò il suo cosmo, il suo corpo si coprì di stelle e lanciò il suo colpo segreto:
    -Black Starry Aura!-
    Un globo energetico nero, ricoperto di stelle, raggiunse la ragazzina che non ebbe il tempo di evitarlo e lo prese in pieno. Cloth e maschera andarono in frantumi e lei cadde a terra supina. Aiolia rimase sconvolto. Prima di morire, ebbe la forza di guardarlo un’ultima volta e Aiolia rimase molto colpito dal colore dei suoi occhi. Erano di uno splendido color verde-mare e si sposava bene con i suoi capelli blu e la pelle scura.
    -Maledetti… maledetti…- disse a denti stretti.
    -Questa è la fine che si meritano i traditori!-
    -Quindi… ora il mio turno?- chiese Black Snake.
    -Hai indovinato e ti ucciderò io stesso.- disse Guilty.
    -Adesso basta!- disse Saga.
    Lui e gli altri gold saints iniziarono a bruciare il loro cosmo così intensamente che riacquistarono i movimenti e distrussero il cerchio nero.
    -Urca…-
    Black Snake ne approfittò e lanciò l’onda energetica a forma di serpente, ma Guilty la parò. Black Unicorn lanciò l’onda energetica affilata verso Shaina. Era sicuro che Black Snake avrebbe fatto di tutto per salvarla. Infatti, con un rapido movimento, la raggiunse facendole da scudo. L’onda gli perforò la spina dorsale senza fargli emettere neanche un lamento. Guardò Shaina un’ultima volta, le sorrise e cadde a terra prono.
    -Black Snake…-
    -Che razza di rammolliti. Tutto questo solo perché il nostro gold saint alleato ha ucciso coloro che amavano. Che schifo!-
    -Mi avete stancato. Vi ucciderò tutti!- disse Aiolia infuriato.
    E non era il solo. Aiolos, Doko, Shura, Hyoga, Isaac e gli altri, si unirono a lui lanciando tutti insieme i loro rispettivi colpi. Solo Saga e Aphrodite erano rimasti immobili. Grande fu la loro delusione nel vedere i black saints protetti dall’anello nero della Black Orion Belt.
    -Maledizione!- esclamarono tutti a denti stretti.
    Saga si avvicinò a loro.
    -Cosa credi di fare?- chiese Guilty.
    Lui, senza dire niente, si limitò a sorridere e disse:
    -Galaxian Explosion!-
    Il colpo non ebbe alcun effetto.
    -Che inutile spreco di energie!-
    -Credi?-
    L’anello nero scomparve di colpo lasciando i black saints di sasso.
    -Dannazione!-
    Saga stava per lanciare un altro attacco, ma fu paralizzato dal potere di Black Unicorn. Hyoga e gli altri reagirono, ma anche loro si ritrovarono paralizzati.
    -Non perdiamo altro tempo. Andiamo da Atena!-
    -Non osate, altrimenti…-
    -Altrimenti cosa? Non puoi fare nulla, caro amico guercio!-
    Detto questo, iniziarono a correre e superarono la tenda. Aiolos, con grande sforzo, riuscì a liberarsi e corse anche lui senza preoccuparsi degli altri.
    -E… e noi?- chiese Isaac.
    -Se siete saints, sarete in grado di liberarvi da soli!- disse.
    Questo fece molto risentire il giovane saint della corona boreale. Quando Aiolos li raggiunse, vide Freja che stava sotto l’enorme statua di Atena e contemplava gli assassini che aveva davanti.
    -Atena!-
    -È troppo tardi, sacerdote. Guarda come la uccidiamo!-
    I black saints lanciarono sfere energetiche nere dalle mani che raggiunsero Atena, la quale non reagì minimamente. Una volta che il polverone passò, Atena era ancora in piedi che brillava di un’intensa luce d’oro.
    -Come al solito, è in gamba la pollastra!-
    -Ci penso io! Hunting Arrow Express!-
    Le frecce lanciate da Black Arrow non erano energetiche stavolta, ma reali. Fortunatamente, grazie al suo cosmo divino, Freja non fu colpita, anzi, le frecce cadevano spezzate ai suoi piedi senza neanche raggiungere il suo corpo.
    -Maledizione…-
    Isaac e gli altri giunsero poco dopo.
    -State lontani da lei!- gridò il ragazzo.
    -Uffa che scocciatura! Rangda Wrath!-
    Gli occhi della maschera di Guilty s’illuminarono e i saints furono investiti da un’esplosione non molto diversa da quella provocata dalla Galaxian Explosion.
    -N… No…- disse Freja sconvolta.
    Nonostante l’esplosione, Hyoga e gli altri si rialzarono. I loro cloth erano piuttosto malconci e gli elmi dei gold saints erano andati tutti in pezzi.
    -Maledetti saints… siete duri a morire!-
    Freja sospirò di sollievo. Black Arrow approfittò di quell’attimo di distrazione della dea e lanciò un’unica freccia che la colpì al cuore. La ragazza cadde a terra supina. Nel vedere quella scena, tutti gridarono sconvolti. Aiolos, con furia cieca, lanciò il suo colpo verso il black saint che gli disintegrò il cloth e corse verso Atena. Nonostante tutto, però, Black Arrow si rialzò e lo colpì con un montante che lo buttò a terra.
    -Maledetto… a causa del colpo proibito, il Genromaoken, è come se fosse un morto vivente!-
    Black Arrow sorrise.
    -Quello che stai facendo è tutto inutile, sacerdote! Ormai è mor…-
    -Bloody Rose!-
    La rosa bianca di Aphrodite raggiunse il cuore del guerriero nero.
    -Ma che diavolo…?-
    Aphrodite sorrise.
    -È la Bloody Rose. Ti priverà di ogni goccia di sangue per poi diventare rossa. Ogni singola goccia della tua linfa vitale le renderà il colore che le è proprio. Finirai lentamente dissanguato e morirai!-
    -Ma che cavolate stai dicen… ah!-
    La rosa bianca, proprio come aveva detto, diventò rossa e il black saint cadde a terra morto. Nel frattempo, Aiolos era già vicino al corpo di Atena.
    -È inutile che ti affanni. La vittoria ormai è nostra. La nostra vendetta si è finalmente compiuta!- disse Guilty.
    -Sei un idiota e sempre lo rimarrai!-
    -Cosa?-
    Aiolos posò la sua mano, che s’illuminò d’oro, sulla freccia che lentamente scomparve.
    -C… cosa?-
    -Il grande sacerdote, oltre a fare le veci di Atena, ha il potere di salvarle la vita quando ci sono situazioni del genere!-
    -Maledetto, ti ammazzo! Ragda…-
    S’interruppe all’improvviso. Un varco dimensionale si aprì e vi uscirono gli altri tre membri dei Black Four: Black Pegasus, Black Swan e Black Andromeda.
    -Arrivano i rinforzi!- disse Black Dragon divertito.
    -V… voi? Che ci fate qui?-
    -Il nostro amico gold saint avrà pensato che ormai era inutile stare “in panchina”.-
    Hyoga e Isaac si guardarono. Di chi stavano parlando? Quale dei sei gold saints rimasti era il loro alleato?
    -Quindi, se voi siete qui, significa che anche lui ha deciso di scendere in campo?-
    -Esattamente!-
    La voce che si sentì era cavernosa, quindi difficile capire di chi fosse. Hyoga però capì, finalmente, che non veniva da nessuno dei saints presenti, ma dal varco dimensionale. Da lì, infatti, uscì il misterioso gold saint traditore. Quando lo videro, rimasero tutti sconvolti.
    -Non… non è possibile! Tu… tu sei…-
    -Sì, sono proprio io. Delusi?-


    Capitolo XXI:

    Traditore!



    -Come… come puoi essere vivo? Abbiamo visto il tuo cadavere…- disse Saga chiaramente sconvolto.
    Il misterioso gold saint iniziò a ridere.
    -Mu non è il solo in grado di usare quella tecnica illusoria che fa credere, ad esempio, che il nero sia bianco o che una persona sia un’altra!-
    -Ah questo significa che…-
    -Ci sei arrivato finalmente! Il cadavere che hai visto non era il mio!-
    Saga rimase senza parole. Il misterioso gold saint, o meglio, la misteriosa divinità malvagia che si era alleata con i black saints aveva preso possesso del corpo del custode della quarta casa: Deathmask. I suoi capelli grigi erano diventati neri come la pece.
    -Vuoi sapere di chi era quel cadavere?-
    -Non molto, ma so che fremi dalla voglia di dirlo!-
    Deathmask sorrise.
    -Era il cadavere del tuo avversario Black Auriga. Prima che tu lo spedissi in un’altra dimensione, riuscii a portarlo nella quarta casa. Dopodiché l’ho ucciso con il Sekishiki Meikaiha. Il resto, come si dice in gergo, è storia!-
    -Quindi… quando abbiamo sentito il tuo cosmo sparire non era perché avevi affrontato un black saint e sei caduto in battaglia!- disse Hyoga.
    -Ottima deduzione, Watson! Credevo che avessi un cervello da gallina come la costellazione a cui appartieni!-
    -Sono un cigno, non una gallina!-
    -Tortora, gallina, cigno… non fa differenza!-
    -Mi pare strano, però, che il gold cloth non ti ha ancora rifiutato!- disse Aiolos.
    -Cosa intendi dire?-
    -I gold cloth li indossano solo coloro che combattono per Atena e la giustizia. Chiunque compie azioni malvagie, il gold cloth lo ripudia!-
    -Evidentemente non è così!-
    Ultime parole famose. Non appena finì di parlare, il gold cloth del cancro si staccò dal corpo di Deathmask tornando in forma di totem e volò nella quarta casa.
    -Ecco! Ora sei senza protezione!-
    Deatmask tornò a ridere.
    -Ne sei proprio convinto? Vieni, mio cloth!- disse alzando un dito al cielo.
    Dal nulla comparve un misterioso cloth, la cui forma era un teschio mostruoso, e i pezzi si unirono al corpo dell’ormai ex gold saint.
    -Non… non è possibile… quello è lo Shadow Cloth!-
    -Cos’è lo Shadow Cloth?- chiesero Isaac e Hyoga.
    -Voi sapete che i cloth sono stati creati nei tempi antichi da fabbri, provenienti da Atlantide, per conto degli dei, giusto?-
    I ragazzi annuirono.
    -Beh, un giorno un meteorite cadde dal cielo e un fabbro, che era nelle vicinanze, volle esaminarlo. Scoprì che era fatto di un materiale simile al metallo e molto resistente e decise di utilizzarlo per creare altri cloth. Purtroppo, all’interno del meteorite dimorava uno spirito maligno. O meglio, lo spirito di una divinità malvagia. Quando il cloth fu pronto, lo spirito s’impossessò del corpo del povero fabbro e così nacque lo Shadow Saint. Quando Atena se ne accorse, insieme ai suoi saints lo combatterono furiosamente, finché non riuscì a porgli un sigillo. Il cloth fu seppellito in un luogo imprecisato e…-
    -Non proprio imprecisato!- lo interruppe Deathmask.
    -Come?-
    -Atena lo aveva seppellito poco lontano dalla casa del montone bianco.-
    -Davvero? E come mai hai preso il corpo di Deathmask anziché di Mu?-
    -Perché lui stava passeggiando nelle vicinanze e poi perché… nel suo cuore ho individuato una piccola macchia di malvagità.-
    -Non… non ci credo!-
    -Fai come vuoi sacerdote, non m’interessa! Ora porrò fine a questa stupida battaglia!-
    Detto questo, si mise in posizione di attacco e i black saints lo affiancarono. Anche Hyoga e gli altri si misero in posizione. Saints e guerrieri neri diedero il via a duelli corpo a corpo senza usare i loro colpi segreti. Seiya, Hyoga, Yuuri e Shiryu, insieme a Doko, affrontarono le loro controparti, Saga si mise contro Guilty, Aiolia e Shaina erano contro Black Unicorn, Aphrodite contro Black Andromeda, Shura contro Jango e Aiolos contro lo shadow saint. Isaac, rimasto solo, si affiancò ad Aiolos per dargli manforte.
    -Anche se siete in due, non mi batterete mai!-
    -Quanta sicurezza! Atomic Thunder Bolt!-
    Senza muovere un muscolo, lo shadow saint lo prese in pieno. Il problema, era che non gli procurò alcun danno. Lo fece soltanto ridere di gusto. Il suo corpo era avvolto da una luce nera che fungeva da barriera.
    -Ma cosa…?-
    -Non potrai mai scalfire il mio Shadow Shield!-
    -S… Shadow Shield?-
    All’improvviso, lo shadow saint volse il suo sguardo verso Atena, ancora stesa a terra e priva di sensi.
    -Non pensarci neanche! Diamond Dust!-
    Il colpo andò a segno, ma i cristalli di neve si sciolsero tutti a contatto del nero scudo d’ombra.
    -Smetti di sforzarti!-
    Lanciò una sfera nera e lo scaraventò a terra.
    -Maledetto!-
    -Fatti sotto, sacerdote!-
    Aiolos saltò, le ali brillarono d’oro e gridò:
    -Golden Wings!-
    Purtroppo non servì molto. A un tratto, una misteriosa onda energetica colpì lo Shadow Shield.
    -Chi diavolo…?-
    June, Dedalus, Marin e gli altri saints che si trovavano all’ospedale erano arrivati al tredicesimo palazzo. I loro cloth erano stati riparati da Mu.
    -Oh-oh! Sono arrivati i rinforzi!- disse Guilty che, con un balzo, si mise al fianco dello shadow saint. E non fu l’unico.
    -Mmmh… questo palazzo si sta facendo un po’ troppo affollato!-
    Con un balzo all’indietro, lo shadow saint atterrò accanto al corpo privo di sensi di Freja.
    -Non muovere un muscolo, dannato!- disse Isaac.
    -Sto tremando, sto tremando!-
    Isaac, coraggiosamente, lo raggiunse con uno scatto fulmineo e provò a colpirlo al petto, ma a causa della barriera, non lo sfiorò neanche.
    -Levati, moccioso! Black Orion Onslaught!-
    Isaac riuscì a parare il colpo creando un muro di ghiaccio che si disintegrò e l’onda d’urto lo buttò tra le braccia di Hyoga.
    -Provate a fare un’altra mossa e la vostra amata dea morirà!-
    -Tanto… la ucciderai comunque!- disse Aiolos.
    Sulla sua mano comparve magicamente un arco d’oro e si preparò a lanciare una freccia.
    -Ogni tentativo è inutile. Non potrai perforare lo Shadow Shield!-
    Aiolos non ascoltò e scoccò la freccia. Quando lo raggiunse, incredibilmente, la freccia tornò al mittente. Fortunatamente, grazie a Isaac e Hyoga, la freccia non raggiunse il suo cuore perché la colpirono con il Diamond Dust.
    -È finita ormai! Non potete più fare nulla! Arrendetevi!-
    -Scordatelo!-
    Aiolos preparò un’altra freccia.
    -Di nuovo? Sei più sciocco di quanto pensassi!-
    Aiolos iniziò a bruciare il suo cosmo fino all’estremo e non era da solo. Anche gli altri fecero la stessa cosa. Come se gli stessero donando tutta la forza di cui aveva bisogno. Quando la scoccò, la freccia stavolta non tornò indietro, ma riuscì a perforare la barriera, distruggerla, il suono che ne seguì era lo stesso di un vetro che si rompe, e perforargli il petto senza però raggiungere organi vitali.
    -C… cosa? È impossibile!-
    -I miei saints possono tutto!-
    Freja aveva aperto gli occhi e si era rialzata.
    -A… Atena…- disse lo shadow saint dopo essersi tolto la freccia dal petto.
    -Hai finito di fare del male!-
    Il suo cosmo bruciò così intensamente da far svanire lo Shadow Shield.
    -Fate… fate qualcosa idioti!-
    -Non… non riusciamo a muoverci. È come se i nostri corpi fossero diventati di pietra!- disse Guilty.
    -Addio, shadow saint!-
    -Addio? Shadow Wind!-
    Un fortissimo vento di energia nera scaraventò Atena contro Aiolos, dopodiché lo shadow saint s’inginocchiò.
    -È il momento opportuno! Aurora Borealis!-
    Nonostante lo Shadow Shield fosse svanito, riuscì a parare il colpo con estrema facilità.
    -Ma come diavolo ha fatto?-
    -Non sottovalutarmi moccioso!-
    Atena tornò a bruciare il suo cosmo. Il bagliore dava molto fastidio allo shadow saint che cercava di coprirsi e sembrava indebolirsi.
    -Death Queen Inferno!-
    Jango e gli altri erano riusciti a riacquistare mobilità. Le fiamme del colpo, però, non la raggiunsero perché Isaac e Hyoga le ghiacciarono.
    -Maledetti mocciosi. Adesso vi faccio a pezzi!- disse Guilty.
    -N… No!-
    -Come sarebbe a dire no? Sei impazzito? Il cosmo di Atena ti ha fritto il cervello?-
    -Quei due sono miei! Soprattutto il guercio! Tu occupati del suo amico e del sacerdote!-
    -D’accordo!-
    -Fatti sotto shadow saint! Difenderò Atena con ogni mezzo!-
    Lo shadow saint sorrise, ma a causa dell’elmo che gli copriva il volto, non vide il suo sorriso beffardo. Sulla sua mano comparve un globo di energia nera.
    -Shadow Sphere!-
    -Freezing Corona!-
    Le due sfere si scontrarono provocando una piccola esplosione.
    -Sei in gamba! I miei complimenti!-
    -Mi dispiace ammetterlo ma… anche tu!-
    Un altro sorriso.
    -Diamond Dust!-
    Il colpo, purtroppo, non ebbe effetto a causa dello Shadow Shield.
    -Maledizione, hai riacquistato le forze!-
    -Adesso basta!-
    -Giusto! Adesso basta! Aurora Borealis!-
    Isaac ci mise tutto la sua forza in quell’attacco, ma purtroppo sembrò non avere effetto.
    -Maledizione!-
    -È il mio turno ora!-
    Isaac tentò disperatamente di contrattaccare con calci o pugni, ma colpiva solo e unicamente la barriera. Freja, quindi, pensò di dargli una mano bruciando il suo cosmo divino. Questo fece molto soffrire lo shadow saint.
    -Dannata Atena, smettila!-
    Guilty e gli altri black saints tentarono di colpirla, ma si ritrovarono davanti Saga e tutti gli altri.
    -È finita!-
    -Non ancora! Genromaoken!-
    -Cosa?-
    Il raggio raggiunse la fronte di Isaac che s’inginocchiò con le mani sulla testa per il dolore. Il corpo di Freja smise di brillare, così lo shadow saint poté riprendere fiato, e corse verso il ragazzo.
    -I… Isaac resisti! Non farti dominare dalla malvagità. Combatti! Fallo per me! Isaac!-
    Il ragazzo alzò la testa al cielo, lanciò un urlo agghiacciante e cadde a terra svenuto.
    -I… Isaac…-
    -È morto… che delusione. Credevo davvero che fosse più forte!-
    Freja non poté far altro che piangere. Anche Hyoga si avvicinò a lei e pianse.
    -Che diavolo fai shadow saint? Attaccala adesso!-
    -Sta zitto Guilty! Non è necessario!-
    -Come sarebbe?-
    -Non senti il cosmo?-
    -Di chi…? Ah!-
    Freja avvertì chiaramente il cosmo di Isaac e si sentì sollevata. Ma il suo sorriso di gioia si spense in un lampo. Non aveva più davanti a se il giovane silver saint che conosceva, ma un’altra malvagia marionetta posseduta dal Genromaoken. Il suo unico occhio iniettato di sangue e l’espressione maligna sul volto parlavano chiaro.
    -I… Isaac… non… non è possibile! Dimmi che non è vero! Ti prego!-
    Lui non le rispose e la scaraventò lontano con una folata di vento provocata da un semplice gesto del braccio.
    -Isaac!- gridò Hyoga in lacrime.
    -Hyoga… piangi come una femminuccia? Sei patetico!-
    -Non… non sai quello che dici! Non sei tu a dirlo!-
    -Ne sei convinto?-
    Con uno scatto fulmineo, Isaac gli si parò davanti e gli diede quattro pugni allo stomaco. Il terzo e il quarto gli fecero anche uscire il sangue dalla bocca. Appena iniziò a barcollare, colui che un tempo chiamava amico gli diede un forte montante che lo sollevò leggermente da terra.
    -Diamond Dust!-
    Per la prima volta, Hyoga subì il colpo imparato dal suo maestro e atterrò accanto a Freja che ancora era stesa a terra supina.
    -A… Atena…-
    Quando la guardò, lei aveva lo sguardo fisso nel vuoto e le lacrime agli occhi.
    -Atena…-
    Era sotto shock e aveva perso la voglia di vivere e combattere.
    -Ora basta Isaac. Uccidi tutti!- gridò lo shadow saint.
    -Sì, signore!-
    -S… signore? Isaac… come puoi? Come? Se il maestro fosse qui…-
    -Ma non c’è! È morto stupidamente per difendere quella stupida di una dea!-
    -Stupidamente? Tu non sai quello che dici… tu volevi bene al maestro Camus e amavi Freja. Ossia, amavi Atena!-
    -Hai detto bene: l’amavo!-
    -E che mi dici di noi due? Ci siamo allenati insieme, abbiamo riso e scherzato e ci siamo sostenuti a vicenda. Eri come un fratello per me! Hai dimenticato anche questo?-
    -Basta con questi discorsi! Preparati a morire!-
    Isaac iniziò a bruciare il suo cosmo, ma qualcosa lo interruppe.

    Nota 31: Lo Shadow Saint appare nel videogioco Nintendo e lo avevo già sfruttato nella mia fanfiction “Shadow War

    Spoiler:  



    Capitolo XXII:


    La Fuga


    -Excalibur!-
    Isaac evitò l’attacco di Shura con un salto e gli sorrise.
    -Non fare cose insensate!-
    Saga raggiunse il suo collega e gridò:
    -Galaxian Explosion!-
    Il colpo era ridotto al minimo per fare in modo di allontanare Isaac da Atena e Hyoga. In questo modo, Marin e tutti i saints si unirono per farle da scudo.
    -Guardate che roba! Hanno formato una barriera umana sulla loro adorata dea!-
    -Non vi permetteremo mai di uccidere Atena!-
    -Levatevi di mezzo!- disse Isaac a denti stretti e bruciò il suo cosmo.
    Lo shadow saint lo raggiunse.
    -Stai calmo! Non ti scaldare!-
    -Hyoga!- disse Aiolos nel frattempo.
    -Sì…-
    -Tu, Seiya, Shiryu e Yuuri, prendete Atena e scappate. Non devono assolutamente ucciderla. Dovrete proteggerla con tutte le vostre forze!-
    -Ma… non possiamo fare questo. E poi… dove andremo? Ovunque andremo ci ritroverebbero subito!-
    -Conosco io il posto adatto. Vi ci porterò io!- disse Doko.
    -Ma…-
    -Fa come ti dico! In queste condizioni, Atena è un bersaglio facile. Non possiamo permettere che la uccidano. Altrimenti le tenebre domineranno la terra!-
    -D… D’accordo!-
    -Attacchiamo ragazzi! Per la dea Atena!- gridò Aiolos.
    I saints corsero verso i loro avversari e iniziarono a darsi battaglia. Il diversivo servì per permettere a Hyoga e gli altri di fuggire in volo come comete. Purtroppo, però, Isaac se ne accorse.
    -Non vi lascerò scappare così facilmente! Aurora…-
    -Piranha Rose Devouring!-
    Un enorme piranha di rovi creato da Aphrodite sbucò dal terreno e inghiottì Isaac.
    -Mi dispiace…- disse il gold saint.
    -Dispiace molto più a me!- disse lui.
    -Cosa?-
    Il piranha si ghiacciò e si distrusse.
    -Maledizione! Bloody Rose!-
    -Freezing Corona!-
    La sfera colpì la rosa bianca ghiacciandola e raggiunse il petto di Aphrodite uccidendolo sul colpo.
    -Ora basta! Guilty, tu sai cosa fare!-
    Il black saint di Orione capì, dopodiché lo shadow saint gridò:
    -Deadly Cataclysm!-
    Ci fu una terribile esplosione. Shaina, Marin e tutti gli altri saints furono coinvolti e perirono. Invece i black saints, che avevano preso Isaac tra di loro, si erano salvati grazie alla Black Orion Belt di Guilty. Lo shadow saint si guardò attorno soddisfatto. Non c’era più nessuno dei suoi nemici.
    -È davvero incredibile! Quell’enorme statua dell’odiosa Atena è ancora in piedi e non ha neanche un graffio. Allora non è di pietra…-
    Lo shadow saint si avvicinò a Isaac quando un grido lo interruppe:
    -Lightning Bolt!-
    La sfera dorata lo raggiunse, ma grazie allo Shadow Shield non gli fece alcun danno. Aiolos, Aiolia e Saga si erano riparati dietro all’enorme statua di Atena.
    -Che furbi! I miei complimenti!-
    Isaac e Guilty si affiancarono allo shadow saint e si misero in posizione d’attacco.
    -Io mi prendo il saint dei gemelli!-
    -Si chiama Saga, io allora mi prendo Aiolia!-
    Lo shadow saint sorrise.
    -È pronto sacerdote?-
    -Sono nato pronto!-
    I tre iniziarono a combattere. Aiolia lanciò il Lightning Plasma, ma incredibilmente, Isaac riuscì a evitarlo, lo raggiunse e gli diede un fortissimo calcio rotante che lo buttò a terra.
    -L… Lightning Bolt!-
    Rimase sconvolto, quando Isaac lo parò con una sola mano e glielo rispedì contro. Non potendo evitarlo, e non avendo più il pettorale che era stato distrutto da Black Fox, fu ucciso dal suo stesso colpo. Inutile dire che Aiolos gridò, con tutta la disperazione, la perdita dell’amato fratello.
    -Non distrarti, stai combattendo con me!-
    Aiolos tirò fuori l’arco e scoccò una freccia d’oro. Stavolta, però, non riuscì a raggiungere la barriera del suo avversario perché lo shadow saint la distrusse con la Shadow Sphere. Tentò di scoccarne un’altra, ma il suo avversario usò lo Shadow Wind scaraventandolo a terra. Quando si rialzò, l’arco andò a pezzi.
    -No… non è possibile!-
    -È finita sacerdote. Non puoi più fare nulla!-
    Lui si alzò, sorrise e si tolse il cloth che ritornò in forma totem e volò via.
    -Che… che significa questo? Sei impazzito?-
    -Chi può dirlo? Atomic Thunder Bolt!-
    Le sfere dorate si scontrarono con la barriera ombra senza scalfirla.
    -Patetico!-
    Senza neanche usare uno dei suoi colpi, lo shadow saint affondò il suo pugno nel petto del suo avversario. Aiolos morì con un sorriso sulle labbra e sussurrò:
    -Vi affido Atena ragazzi!-
    Saga, l’unico rimasto, tentò di usare più di una volta il Galaxian Explosion, ma Guilty si proteggeva con il Black Orion Belt e ogni volta che veniva distrutto, ne creava subito un altro.
    -Stai facendo solo sforzi inutili!-
    Saga sorrise.
    -Ho un’ultima carta da giocare con te!-
    -Mh?-
    -Another Di…Ah!-
    Una tempesta di ghiaccio stava per colpirlo e dovette evitarla scansandosi. Quell’attimo di distrazione permise a Guilty di usare il suo colpo:
    -Black Orion Onslaught!-
    Il gold saint lo prese in pieno e il suo cloth andò in pezzi. Nonostante ciò, però, si rialzò.
    -Non posso farmi battere da un black saint. È troppo umiliante!-
    Isaac gli si parò davanti.
    -Tu…-
    Sul palmo della sua mano destra comparve una piccola sfera di ghiaccio e disse:
    -Freezing Corona!-
    La sfera gli entrò in petto, gli organi interni e il sangue si ghiacciarono all’istante e morì.
    -Volevo ammazzarlo io!- disse Guilty risentito.
    Isaac fece spallucce, mentre lo shadow saint applaudiva divertito.
    -Complimenti vivissimi, ragazzo mio! Sei ufficialmente il mio braccio destro e il nuovo capo dei black saints!- disse.
    -Cosa? Stai scherzando, vero? Io sono il capo dei black saints, non lui!-
    -Taci! Ricordati che sei sempre sotto i miei ordini, quindi non puoi metterti contro le mie decisioni!-
    -Noi black saints non siamo mai stati ai tuoi ordini! Ti abbiamo seguito solo perché ci facevi comodo!-
    -Basta Guilty!- disse Isaac.
    -Tu stai zitto, guercio. E crepa! Rangda Wrath!-
    Il colpo sembrò andare a segno, ma invece Isaac era rimasto illeso. Per terra c’erano pezzi di ghiaccio, il che significava che aveva creato il muro di ghiaccio per proteggersi dal colpo.
    -Maledizione!-
    Guilty saltò, si mise in posizione fetale e cominciò a ruotare su se stesso.
    -Black Meteor Crash!-
    -Idiota! Aurora Borealis!-
    Il colpo di Isaac lo prese in pieno. Il black cloth andò in pezzi e il guerriero mascherato cadde a terra supino. Si rialzò a fatica e la maschera si sbriciolò mostrando il suo volto. Aveva occhi castani e un naso schiacciato da pugile.
    -Che brutto che sei. Ora capisco perché hai tenuto quella maschera nonostante non ci fosse più la barriera!- disse lo shadow saint.
    -Male… detti…-
    Detto questo, cadde a terra prono. Lo shadow saint si rivolse ai guerrieri neri rimasti:
    -Qualcun altro vuole fare la sua stessa fine?-
    Nessuno rispose e s’inginocchiarono.
    -Signor Isaac, lei sarà il nostro capo!- dissero in coro.
    -Ottima scelta, ragazzi!-
    Nel frattempo, Hyoga, Seiya, Yuuri, Shiryu, Doko e una scioccata Atena, erano giunti alle porte del Jamir.
    -Questo, per ora, sarà il nostro nascondiglio!- disse l’anziano.


    Capitolo XXIII:

    Esilio


    -Dunque, ora raggiungeremo un posto adatto, ma qualunque cosa accada… cercate di starmi sempre dietro e non usate i vostri colpi, altrimenti i nemici ci troveranno subito.-
    -Perché?- chiese l’allievo che era un po’ la domanda di tutti.
    -Lo vedrete.-
    Camminarono per qualche minuto, finché Hyoga non toccò qualcosa con il piede.
    -Che…? Ah! Cos’è questo?-
    Seiya e gli altri rimasero senza parole nel vedere numerosi scheletri con i cloth addosso.
    -Ma che… cos’è questo posto?- si chiesero.
    -Benvenuti nel “Cimitero dei Cloth”!-
    -C… cimitero dei cloth?-
    All’improvviso, gli scheletri presero vita. Inutile dire che Seiya e gli altri rimasero a bocca aperta. Solo Doko era incredibilmente tranquillo.
    -Benvenuti. Adesso nessuno lascerà mai più questo luogo!- dissero gli scheletri in coro.
    -Mi raccomando, non fatevi prendere dal panico e seguitemi!-
    Hyoga strinse ancor di più la mano di Freja, Doko iniziò a correre e gli altri lo seguirono. Gli scheletri cercarono di fermarli, ma ognuno di loro li distruggeva con calci e pugni.
    -Continuate a correre, non vi fermate!-
    Dopo aver corso per un bel po’, Doko e gli altri si fermarono.
    -Ben fatto, ragazzi!-
    -Ma… cos’è successo, maestro?-
    -Guardate voi stessi!-
    Shiryu e gli altri si girarono e videro un ponte di pietra sotto al quale c’era un burrone pieno di aculei appuntiti sui quali vi erano innumerevoli scheletri infilzati.
    -Ah… quello che abbiamo visto… era un’illusione?-
    -Esatto, Shiryu. Se non facevate come vi avevo detto, sareste finiti esattamente come quelli là giù.-
    -Terribile…-
    -Ora andiamo, la casa di Mu ci attende!-
    -La casa di Mu? Viveva qui?-
    -Sì!-
    Dopo mezz’ora di cammino, raggiunsero una specie di torre. Quando arrivarono sotto di essa, Doko disse:
    -Ci sei Kiki? Sono il maestro Doko!-
    -Kiki?-
    -È l’allievo di Mu. Non è purtroppo riuscito a diventare saint, ma ha ereditato da Mu il mestiere di riparare i cloth e di creare l’illusione del cimitero dei cloth.-
    Shiryu e gli altri annuirono. Un bambino di otto anni si affacciò al balcone.
    -Maestro Doko!-
    Scomparve per poi riapparire davanti al vecchio gold saint e gli altri. Lui gli sorrise, mentre il bambino aveva le lacrime agli occhi.
    -Maestro… Doko…-
    Si gettò su di lui abbracciandolo forte e continuando a piangere disperatamente. Doko non poté far altro che abbracciarlo forte a sua volta.
    -Sii fiero del tuo maestro. Ha combattuto e si è scarificato da eroe!-
    -S… sì…-
    Hyoga e gli altri si ritrovarono ad asciugarsi le lacrime per la commozione. Quando l’atmosfera si calmò, Kiki guardò Atena ancora in stato di shock.
    -Cos’ha la dea Atena?-
    -È sotto shock. Ti spiegherò più tardi. Per adesso la facciamo riposare.-
    -D’accordo. Seguitemi.-
    Hyoga prese la mano di Freja e seguì il ragazzino all’interno della torre. Salita una scala a chiocciola, la portarono in una stanza con un letto.
    -Ecco qua, dea Atena!-
    Freja lasciò la mano del bronze saint e si sedette sul letto meccanicamente, dando le spalle alla porta e a Hyoga, con lo sguardo fisso sulla finestra socchiusa. Hyoga la guardò con pietà.
    -Lasciamola sola!-
    Stava parlando da solo, perché Kiki era già sparito. Uscito dalla stanza, e sceso l’ultimo gradino, si ritrovò davanti Yuuri.
    -Allora? Ha avuto qualche ripresa?-
    Il ragazzo scosse la testa.
    -Freja era davvero molto innamorata di Isaac… non mi stupisce che stia in questo stato…- disse con le lacrime agli occhi.
    Yuuri lo abbracciò e rimasero in quella posizione per qualche minuto. Passò una settimana, ma Freja continuava ad avere lo sguardo fisso nel vuoto. Era come se una parte della sua anima fosse volata via. La trasformazione di Isaac le aveva letteralmente spezzato il cuore. In quella settimana, Hyoga e Yuuri avevano cercato in tutti i modi di farla riprendere con lunghe passeggiate, ma senza alcun risultato. Inoltre, per evitare che i nemici li scoprissero, anziché volare come comete, venivano teletrasportati in paese con l’aiuto di Kiki. Fortunatamente, non si trattava di una tecnica molto impegnativa. Poi, un giorno, accadde qualcosa. Kiki portò, come sempre, da mangiare a Freja, ma quando entrò nella stanza, rimase così paralizzato dal terrore che fece cadere il vassoio. Hyoga e Yuuri furono subito allertati dal rumore.
    -Che è successo? Ah…-
    Atena non era più nella sua stanza.
    -D… dove può essere? Non… non sarà mica uscita?-
    -Come ha fatto a uscire senza essere vista?- si chiese Yuuri?
    -Beh… Seiya e Shiryu si stanno allenando fuori, il maestro Doko è in meditazione, io ero in cucina e voi due eravate nelle vostre stanze da cui siete usciti ora!- disse Kiki.
    -Dobbiamo ritrovarla, presto! Andiamo, Yuuri!-
    Yuuri e Hyoga diedero subito il via alle ricerche dopo aver superato il ponte di pietra. S’inoltrarono in un fitto bosco cercandola per ore. In quel mentre, Yuuri si fermò un attimo.
    -Hyoga…-
    -Sì?-
    Quando il ragazzo la guardò, rimase a bocca aperta. Lei si era tolta la maschera. Aveva splendidi occhi arancioni.
    -Se… sei bellissima!-
    -Avevi dubbi? Guarda che mi offendo!-
    Risero. Yuuri si avvicinò a lui e gli diede un bacio sulla bocca. Dopodiché, ripresero la ricerca di Freja. Alla fine, la trovarono lungo il fiume che suonava una foglia di fiore. Che cantava parole leggere, parole d’amore. Yuuri e Hyoga si commossero nel sentirla. Freja si voltò verso di loro, sorrise, si alzò e si avvicinò a loro. Si guardarono per qualche secondo e alla fine l’abbracciarono lasciandola piangere e sfogare. Quando si calmò, tornarono indietro. Durante il viaggio di ritorno, la ragazza disse:
    -Io… sono sicura che in Isaac c’è ancora del buono! Me lo sento!-
    -Ne sono sicura anch’io!- disse Yuuri.
    Hyoga rimase zitto. Al contrario di loro, lui era un po’ più pessimista. Superato il cimitero dei cloth, tornarono alla torre di Mu. Shiryu e gli altri li accolsero calorosamente.
    -Come sta, Atena?- chiesero.
    -Meglio. Decisamente meglio! E… avrei un po’ fame!-
    I saints sorrisero e la condussero dentro la torre. Hyoga stava quasi per entrare, quando avvertì un cosmo malvagio che costrinse anche Seiya e gli altri a uscire.
    -Come diavolo ci hanno trovati? Possibile che…-
    Una misteriosa figura nera comparve davanti a loro. Il cloth di Hyoga comparve dal nulla, si smontò e i pezzi si unirono al suo corpo. Anche quelli di Shiryu, Seiya e Yuuri.
    -Salve. Vi ricordate di me?-
    -Anche troppo, direi. Maledetto assassino! Adesso vendicherò tutti quelli che hai ucciso!- disse Hyoga infuriato.
    -Fatti sotto pollastro!-
    -Ancora con questa storia. Ho detto che non sono un pollo!-
    -Al diavolo! Combatti e zitto!-

    Nota 32:La trovarono lungo il fiume che suonava una foglia di fiore. Che cantava parole leggere, parole d’amore.” è una citazione della canzone “Se Ti Tagliassero A Pezzetti” di Fabrizio De André.


    Capitolo XXIV:

    Black Unicorn



    -Prima d’iniziare a combattere ho una domanda!-
    -Sentiamo!-
    -Come hai fatto a trovarci e superare il cimitero dei cloth?-
    Black Unicorn sorrise.
    -La vostra cara dea, ora che si è ripresa, emana un appena percettibile cosmo. Data la natura divina, quindi molto più potente e maestoso, non è stato difficile individuarlo! Per quanto riguarda il cimitero dei cloth… provate a chiedere al vecchio Doko!-
    Hyoga e gli altri, d’istinto, guardarono l’anziano saint.
    -Io e Sion, il maestro di Mu e sacerdote di duecentocinquanta anni fa, eravamo molto amici. Una volta sono andato a trovarlo qui nel Jamir, prima che diventasse sacerdote, per fargli conoscere il mio allievo, ossia Black Dragon, di conseguenza è venuto a conoscenza del “trucco”!-
    -Se non lo avessi portato con te, adesso anch’io sarei un cadavere in quel burrone! Siamo stati fortunati!- disse Black Unicorn ridendo.
    -Me ne pento amaramente…- disse abbassando la testa.
    Shiryu gli mise una mano sulla spalla.
    -Non è colpa sua, maestro!-
    -Basta con questi discorsi! Come ho detto nel capitolo precedente, fatti sotto pollastro!-
    -Vieni pure cavallo cornuto!-
    Hyoga lanciò il Diamond Dust, ma il guerriero nero lo parò con facilità lasciandolo di stucco. Finché lo faceva Isaac, era comprensibile, ma non se era un black saint.
    -Come… come ci sei riuscito? Ah, già, quel colpo segreto… come si chiamava… il Genromaoken!-
    -Vedo che capisci!-
    Il corno del diadema s’illuminò di verde e Hyoga fu colpito da una scarica di fulmini verdi. Cercò di resistere, ma il dolore fu così forte che s’inginocchiò per lo sfinimento.
    -Ti friggerò per bene, pollo!-
    -D… Diamond Dust!-
    Black Unicorn smise di usare quel potere per parare il colpo e Hyoga cadde a terra svenuto.
    -Tsk. Tutto qui? Che vergogna!-
    Black Unicorn si avvicinò al corpo dell’avversario quando si ritrovò con la schiena a terra come se fosse scivolato su una buccia di banana.
    -Ma che diavolo…? Ghiaccio?-
    C’era un piccolo strato di ghiaccio in terra.
    -Esatto!- disse Hyoga rialzandosi.
    Black Unicorn, allora, lanciò l’onda energetica affilata colpendo di striscio Hyoga su un fianco, dopodiché saltò verso di lui e lo colpì con un braccio teso buttandolo a terra.
    -Muori!-
    Lanciò un’altra onda affilata, ma Hyoga la evitò rotolando di lato.
    -E fermati!-
    -Fermati tu! Koltso!-
    I cerchi di ghiaccio si formarono attorno al corpo del guerriero nero che iniziò a ridere.
    -Ridi pure, che mamma ha fatto gli gnocchi! Kholodny Smerch!-
    Hyoga cercò di usare il suo colpo migliore, ma il suo corpo era come paralizzato. Il suo avversario lo aveva paralizzato con il suo potere.
    -Ma che…? No, non è possibile!-
    Black Unicorn sorrise e si liberò dalla sua prigionia, mentre Hyoga cercava in tutti i modi di liberarsi.
    -È arrivato il momento di morire. Poi toccherà ai tuoi amici!-
    -Dannazione!-
    All’improvviso, qualcuno diede a Black Unicorn un pugno che lo buttò a terra. Era Yuuri.
    -Cosa vuoi tu? Non sei la mia avversaria!- disse rialzandosi.
    -Adesso sì. Fatti sotto!-
    Black Unicorn, con uno scatto fulmineo, le diede una ginocchiata allo stomaco, dopodiché la scaraventò a terra con il Black Unicorn Gallop.
    -A te ci penso dopo! Ho una cosa da finire con il tuo amico!-
    -Pegasus Ryuseiken!-
    I colpi di Seiya lo raggiunsero, ma li parò tutti.
    -Che scocciatori!-
    -Fatti sotto, avanti! Voglio vedere chi tra i due cavalli mitologici avrà la meglio!-
    -D’accordo moccioso, sarai accontentato! Ma prima… Black Unicorn Shock!-
    Hyoga fu di nuovo colpito da una forte scossa elettrica che lo fece svenire.
    -Ah, maledetto! Pegasus Ryuseiken!-
    Di nuovo, Black Unicorn parò i colpi.
    -Vergognati. Non sai fare di meglio? Black Unicorn Shock!-
    Anche Seiya fu colpito dalla scossa elettrica che lo fece inginocchiare. Black Unicorn ne approfittò.
    -Black Unicorn Gallop!-
    Seiya fu colpito in pieno e cadde a terra.
    -Sei deludente! Molto deludente. Black Pegasus è molto più forte di te!-
    Seiya si rialzò, bruciò il suo cosmo e la figura di Pegaso comparve alle sue spalle.
    -Perché fai questi sforzi inutili? Rimani a terra! Black Unicorn Horn!-
    Dal corno lanciò un’onda energetica, ma Seiya non rimase immobile e gridò:
    -Pegasus Suiseiken!-
    Dal pugno lanciò un’unica sfera di energia, e non numerose come fa il Ryuseiken, ed entrambe si scontrarono esplodendo e scaraventarono i due contendenti a terra.
    -Che sorpresa! Ha raggruppato le stelle cadenti formando una cometa. Ti devo fare le mie scuse per averti troppo sottovalutato!-
    -Mai sottovalutare il proprio avversario. È una cosa che sanno perfino i bambini!-
    -Hai perfettamente ragione!-
    Stavolta fu Black Unicorn a bruciare il suo cosmo e l’unicorno nero, con occhi rossi, il corno e la criniera bianchi, comparve alle sue spalle.
    -È tempo di morire! Black Unicorn Horn!-
    Lanciò l’onda energetica affilata, ma Seiya la distrusse con il Ryuseiken. Gli altri colpi raggiunsero il guerriero nero che, però, li parò di nuovo.
    -Sei troppo prevedibile!-
    -Pegasus Suiseiken!-
    Tempestivamente, Black Unicorn la contrastò con una sfera di energia. Quando il polverone sollevato dall’esplosione svanì, Seiya era misteriosamente scomparso.
    -Dove diavolo sei?-
    -Qui!-
    Da dietro, Seiya lo afferrò, saltò e gridò:
    -Pegasus Rolling Crash!-
    -Che patetico! Black Unicorn Shock!-
    Seiya mollò la presa per il dolore ancor prima che riuscisse a far schiantare in terra la testa del suo avversario.
    -Colpo affascinante, dico davvero! Ma poco utile contro di me!-
    Seiya si rialzò a fatica.
    -Ancora non ti basta?-
    -Finché ho vita, mi rialzerò sempre!-
    -Allora ti ucciderò. Così la facciamo finita!-
    Si avvicinò lentamente a lui, quando Seiya diede un calcio all’aria. Black Unicorn inarcò prima un sopracciglio, poi scoppiò a ridere.
    -Che cosa hai fatto? Me lo fai rivedere?-
    Seiya eseguì la richiesta e lo fece per ben tre volte. Black Unicorn rise di cuore, dopodiché si fece incredibilmente serio.
    -Basta giocare! Black Unicorn Gallop!-
    Seiya lo prese in pieno cadde a terra e sembrò non volersi più rialzare.
    -Beh? Non dirmi che sei già stanco? Ma come? Facevi tanto il duro… mi deludi!-
    Si avvicinò, lo afferrò per il collo e lo sollevò da terra.
    -Sveglia, moccioso!-
    Seiya lo guardò e gli sorrise.
    -Che cavolo hai da sorridere?-
    -Non senti questo rumore?-
    -Rumore?-
    Si mise ad ascoltare attentamente e avvertì come dei leggeri scricchiolii, ma non capiva da dove venissero.
    -Lo sento, ma da dove…?-
    Quando il suo black cloth andò in frantumi, rimase così sconvolto che lasciò la presa.
    -Ma… come diavolo hai fatto?-
    -Ringrazia la tua collega Black Crane. Lei usava un colpo molto simile al Ryuseiken, con i calci anziché con i pugni, e allora ho voluto provare a farlo anch’io. Devo dire che sono stato fortunato. Altrimenti ora ero io quello spacciato e non tu!-
    Black Unicorn rimase senza parole e cadde a terra supino con gli occhi sbarrati d’incredulità. Seiya sorrise e s’inginocchiò, mentre in quel momento Yuuri e Hyoga si erano ripresi. All’improvviso, si sentì un battito di mani.
    -Eccone un altro…- disse Seiya.
    -Un’altra per la precisione!- disse la black saint.
    Yuuri, vedendola, si mise in posizione, mentre la sua avversaria si avvicinava lentamente a lei.


    Capitolo XXV:

    Confronto Tra Sacerdotesse Guerriere



    -Al Santuario non abbiamo avuto modo di… “conoscerci” meglio, ma ora finalmente possiamo!- disse la controparte di Yuuri.
    Aveva la maschera completamente bianca, mentre i suoi capelli erano di colore ocra dorato.
    -Oro contro argento eh?- disse Yuuri sorridendo.
    Anche la sua avversaria sorrise e si mise in posizione d’attacco bruciando il suo cosmo. La bronze saint fece altrettanto. La prima ad attaccare, fu la guerriera nera con un calcio volante che buttò Yuuri a terra.
    -In piedi, non ho finito!-
    Yuuri si rialzò e la colpì con un braccio teso. Quando la sua avversaria si ritrovò a terra, Yuuri le disse la stessa identica cosa.
    -Non rubare le battute altrui!-
    Si assistette a uno scontro alla pari. Se Yuuri dava un pugno al volto, o meglio alla maschera dell’avversaria, Black Sextant rispondeva allo stesso modo. Se dava un calcio rotante, anche la guerriera nera calciava. E così via con pugni, calci, testate, gomitate, ginocchiate, schiaffi e tirate di capelli.
    -Basta!- esclamò Black Sextant e la colpì con un’onda energetica nera che la buttò a terra.
    Fortunatamente, si era protetta la maschera con le braccia quindi non aveva subito alcun danno.
    -Adesso verificheremo una volta per tutte chi di noi due è degna di essere della costellazione del sestante!-
    -Non chiedo di meglio!- disse Yuuri.
    Entrambe bruciarono il loro cosmo e il loro corpo si ricoprì di stelle.
    -Starry Aura!-
    -Black Starry Aura!-
    Le due onde stellate, una bianca e l’altra nera, si scontrarono provocando un’esplosione. Yuuri riuscì a proteggere la sua maschera, anche se si formarono alcune crepe, mentre quella della sua nemica si sbriciolò. Aveva due occhi di un bellissimo verde brillante.
    -Ma… maledetta…- disse coprendosi il viso.
    -Non aver paura. Non m’innamorerò mai di una come te. Non ho certe tendenze!-
    -Io sì!-
    -Ah!-
    Con uno scatto fulmineo, le strappò la maschera dalla faccia e la baciò. Yuuri, schifata, reagì prima con uno spintone, dopodiché la buttò a terra con un pugno violentissimo.
    -Ti è piaciuto. Confessa!- le disse con un sorriso beffardo mentre si ripuliva il sangue che le colava dalla bocca.
    Yuuri, infuriata, bruciò il suo cosmo.
    -Starry Aura!-
    Il colpo era troppo ravvicinato, quindi Black Sextant non poté far altro che prenderlo in pieno e morire.
    -Te la sei cercata…- disse riprendendo e rimettendosi la maschera.
    Hyoga stava per avvicinarsi a lei, quando qualcosa lo fece fermare.
    -Questo cosmo… attenta Yuuri!-
    Il braccio sinistro di Yuuri fu avvolto da qualcosa di nero.
    -U… Una catena nera? Questa è…-
    -Il tuo avversario, ragazza mia!-

    Capitolo XXVI:

    Primo Attacco Di Un Membro Dei Black Four



    -Se sei sceso in campo tu… significa che ormai siete rimasti in pochi!-
    -Purtroppo è così, ma ormai la pacchia è finita! Basterò io a sconfiggervi tutti!-
    -Che paura!-
    -Fra poco smetterai di fare la spiritosa!-
    Yuuri sorrise e stava quasi per tagliare la catena al braccio con una mano, ma Black Andromeda la anticipò tirandola a se e colpendola con un pugno allo stomaco facendola inginocchiare.
    -Volevi tagliarla, eh? Mi spiace!-
    Iniziò a darle pedate ai fianchi e alla schiena, oppure usava l’altra catena come una frusta. Yuuri reagì tagliando la catena e sorprese il guerriero nero con un montante che lo sollevò in aria.
    -Maledetto…-
    La ragazza bruciò il suo cosmo, ma Black Andromeda le sorrise facendole vedere che la catena spezzata si stava rigenerando.
    -Dannazione! Me ne ero dimenticata che la catena di Andromeda sa rigenerarsi!-
    -E immagino tu conosca anche il suo terrificante potere!-
    -Terrificante potere? Non ha alcun potere terrificante che io sappia…-
    -Ah, questo significa che non riesce a farlo? Sfortunato colui che possiede quel cloth!-
    -Si può sapere di cosa parli?-
    -Di questo: Black Fang Nebula!-
    Le due catene si trasformarono in numerosi serpenti neri.
    -Cosa? Le catene sono diventate serpenti? Impossibile!-
    I rettili azzannarono le parti del corpo, completamente prive di protezione, della ragazza facendola urlare di dolore, mentre altri si avvinghiarono al collo togliendole il fiato.
    -Yuuri!-
    Hyoga cercò di correre in suo soccorso, ma Black Andromeda lo fermò.
    -Non muoverti da lì, servo di Atena. Questa battaglia è tra me e lei!-
    -Me ne infischio!-
    Hyoga bruciò il suo cosmo, ma qualcosa lo morse alle gambe. Altri serpenti, sbucati dal nulla, lo avevano attaccato e si avvinghiarono anche al suo collo facendolo svenire.
    -Così impari a immischiarti! Questo discorso vale anche per voi!-
    Seiya, Shiryu e Doko erano tentati d’intervenire.
    -Al diavolo! Pegasus Ryuseiken!-
    I serpenti tornarono a essere catene e si disposero in circolo attorno a tutto il corpo di Black Andromeda. Quando i colpi lo raggiunsero, non gli fecero alcun effetto.
    -Ma che…?-
    -Piaciuto il giochetto? Nessun colpo può penetrare la mia Black Rolling Defense!-
    -Sei pieno di sorprese…-
    Doko si staccò dal gruppo e si avvicinò al guerriero nero.
    -Cosa vuole fare vecchio Doko?-
    -La tua difesa è inutile contro le zanne dei cento dragoni!-
    -Ne è convinto?-
    -Stai a guardare! Rozan Hyakuryuha!-
    Le catene si spezzarono e il black saint, sorpreso, fu scaraventato leggermente lontano.
    -Presto, raggiungiamolo prima che si riprenda e le catene si rigenerino!-
    Mentre Yuuri si stava riprendendo, Shiryu, Doko e Seiya corsero verso Black Andromeda. All’improvviso, un’onda energetica nera si diresse verso di loro, ma Shiryu la parò con il suo scudo.
    -Maledizione, si è ripreso e le sue catene si sono già rigenerate!-
    Il guerriero nero sorrise.
    -Poveri insetti. Non vi siete accorti di essere caduti in trappola!-
    -Come?-
    Shiryu guardò istintivamente in terra e vide che le catene avevano formato una grossa ragnatela nera.
    -Che diavolo…?-
    -Black Spider Net!-
    Shiryu, Seiya, Doko, Yuuri e Hyoga furono colpiti da una violenta scossa elettrica che li fece urlare come pazzi.
    -Pianti e urla sono musica per le mie orecchie!-
    -Ma… maledetto…- disse Doko prima d’inginocchiarsi.
    -Ah, ah, ah, ah! Ormai siete spacciati! E dopo di voi toccherà ad Atena morire!-
    All’improvviso, ci fu come un’esplosione cosmica luminosa che investì tutti e li costrinse a coprirsi gli occhi. Quando li riaprirono, Atena era in mezzo a loro con il corpo che brillava d’oro.
    -Dea Atena… è proprio il caso di dire “parli del diavolo”, eh?-
    -Avevo sentito che ero desiderata!-
    Atena si avvicinò a Black Andromeda incurante della ragnatela elettrica di catene.
    -Come… come fa a muoversi? Non avverte la scarica elettrica?-
    Atena continuava ad avvicinarsi.
    -Stai lontano da me!-
    La ragnatela scomparve e Black Andromeda fece un salto all’indietro allontanandosi leggermente da lei.
    -Black Fang Nebula!-
    Tornarono i serpenti, ma non appena raggiunsero la ragazza, il cui corpo continuava a brillare di luce dorata, si arrestarono.
    -Co… cosa? È impossibile!-
    Dopodiché, i rettili attaccarono il loro padrone azzannando le parti del corpo scoperte e avvinghiandosi al suo collo.
    -No, è assurdo non ci posso credere.-
    -Arrenditi e finirai di soffrire!-
    -Silenzio!-
    Black Andromeda distrusse le sue stesse catene con tutta la sua forza.
    -Maledetta Atena. Preparati a subire il mio colpo più potente!-
    All’improvviso, qualcuno gli diede un calcio rotante che lo buttò a terra.
    -Tu stavi combattendo con me se la memoria non mi tradisce!- disse Yuuri.
    -Dannata, ti sei ripresa. Allora subirai tu per prima il mio colpo!-
    Una forza sconosciuta, però, bloccò i movimenti del guerriero nero. Era il cosmo di Atena.
    -Maledetta Atena!-
    Yuuri bruciò il suo cosmo stellato e disse:
    -Starry Aura!-
    -Black Rolling… oh no…-
    Black Andromeda prese il colpo in pieno e morì. Yuuri sorrise soddisfatta e svenne. Atena la prese tra le braccia e la portò nella torre seguita da Hyoga e gli altri. Seiya era dietro di loro, quando si dovette fermare.
    -Mi chiedevo quando saresti arrivato…-
    -Come siete bravi a vincere facile! Se la vostra amata dea non fosse intervenuta a quest’ora eravate già morti!-
    -Desolati!-
    Avvertendo il cosmo nemico, i saints tornarono subito fuori.
    -Restate pure nella torre. A lui penso io!-
    -Non fare il presuntuoso come tuo solito Seiya!-
    -Tranquillo Shiryu. Fidati di me una buona volta!-
    -Tsk! Che razza di stupido!-

    Capitolo XXVII:

    Il Terrore Del Kokushiken



    Black Pegasus somigliava moltissimo alla sua controparte, ma al contrario di lui era scuro di pelle e aveva i capelli bianchi. Seiya sorrise nel vedere che il black cloth era come quello che aveva lui prima che fosse distrutto da Black Crane.
    -Che hai da sorridere?-
    -Oh, nulla. Pensavo a una cosa non molto importante!-
    Spazientito, il black saint compì un salto e colpì Seiya con un calcio volante buttandolo a terra.
    -Non abbiamo neanche iniziato e ti ho già steso. Questo scontro sarà così breve che non mi divertirò neanche un po’!-
    Seiya si rialzò di scatto e colse di sorpresa il suo avversario con un pugno che lo fece barcollare. Black Pegasus, allora, reagì dandogli un calcio allo stomaco che lo fece inginocchiare. Ne approfittò, quindi, per prenderlo a calci sul petto, sui fianchi e sulla schiena. Seiya, stanco di subire, reagì parando l’ennesimo calcio che gli stava arrivando e colpì il nemico con un montante che lo sollevò in aria. Quando ritoccò terra, Black Pegasus si pulì il sangue dalla bocca.
    -Forse, e dico forse, ti ho un po’ sottovalutato!-
    -Male! Mai sottovalutare l’avversario. È una regola d’oro!-
    Black Pegasus saltò e, mentre era in aria, lanciò il suo colpo.
    -Black Ryuseiken!-
    Seiya lo prese in pieno e cadde a terra.
    -Tsk! Sei molto presuntuoso, ma alla fin fine non sei granché!-
    Seiya si rialzò come se nulla fosse.
    -Come… come sei riuscito a sopravvivere al Black Ryuseiken? Inoltre… il tuo cloth non ha neanche un graffio. Come può essere possibile?-
    -Se avessi avuto ancora il vecchio cloth di pegaso, quello che indossi tu, sicuramente sarei stato spacciato. È una fortuna che la tua collega Black Crane lo abbia distrutto e che Mu me lo abbia riparato.-
    -Male… maledizione!-
    -In guardia Black Pegasus!-
    -Mh?-
    -Questo è il vero Pegasus Ryuseiken!-
    Black Pegasus fu scaraventato in aria, il suo cloth andò in pezzi e ricadde in terra violentemente di faccia.
    -Dicevi a me che non ero granché, ma a ben guardare il debole sei tu. I tuoi colleghi erano molto più forti!-
    -Sì, sì. Gioisci finché puoi!-
    -Che stai dicendo?-
    -Credi di essere scampato al mio Black Ryuseiken, ma non è così. Presto consocerai il suo vero potere. Conoscerai il terrore del Kokushiken!-
    -Kokushiken?-
    Black Pegasus non disse più nulla perché morì, mentre Seiya rimase perplesso. In quel preciso momento, tramontò il sole e tutti si ritrovarono nella torre. Mangiarono e andarono a dormire. Seiya, quella notte, non riuscì a dormire. Si sentiva soffocare e aveva molto caldo. Come se il suo corpo stesse andando a fuoco. Usci sul balcone e, illuminato dai raggi della luna, vide un livido sul braccio.
    -Un livido? Da dove salta fuori?-
    Non era solo sulle braccia, ma anche sul resto del corpo.
    -Mi… mi sento male… mi gira la testa…-
    Cadde a terra prono e cercò con tutte le sue forze di tornare nella stanza. Ci riuscì, dopo molta fatica, ma non ce la fece minimamente ad alzarsi. La mattina dopo, Hyoga e gli altri, non vedendolo, si preoccuparono.
    -Ehy, Seiya. Non li senti i morsi della fame? Svegliati, pigrone!- gli disse Hyoga davanti alla porta della stanza.
    Non ricevendo alcuna risposta, aprì la porta e rimase senza parole.
    -Shiryu, Doko, Yuuri, Kiki, Atena! Correte, presto!-
    -Che succe… ah!-
    Seiya era a terra, ma quello che più li colpì era la sua pelle che era diventata nera. Shiryu e Hyoga lo stesero sul letto e Doko iniziò a esaminarlo.
    -Credo che si tratti del Kokushiken di cui parlava Black Pegasus.-
    -E che cosa possiamo fare?-
    -Beh, l’unica cosa è…-
    S’interruppe di colpo. Avvertì un cosmo malvagio, troppo famigliare, sotto la torre.
    -Maledizione! Non adesso!-
    -Questo cosmo è Black Dragon! Ci penso io, maestro, lei si occupi di Seiya.-
    -No! Dobbiamo combattere insieme. Non riuscirai mai a batterlo!-
    -Come vuole!-
    -Baderemo noi a lui… per quel poco che possiamo fare!-
    Shiryu e Doko annuirono e si diressero di corsa verso l’uscita.
    -Salve, gente. È un po’ che non ci si vede!-
    -Stavolta porteremo a termine lo scontro. Stanne certo.-
    -Non chiedo di meglio!-


    Capitolo XXVIII:

    La Forza Dell’Amicizia



    Black Dragon attaccò subito con il Rozan Kokuryu Iki buttando i due avversari a terra. Doko fu quello che si rialzò per primo.
    -Vuole essere lei il primo a morire, maestro?-
    -Non chiamarmi più maestro. Detta da te, quella parola perde significato!-
    -Anche se siamo nemici… il mio rispetto per lei rimane tale e continuerò a chiamarla maestro!-
    -Contento tu!-
    Black Dragon sorrise e iniziò a bruciare il suo cosmo. Anche Doko lo fece.
    “Di nuovo! Come fa ad avere un cosmo così vigoroso nonostante l’età?” si chiese il guerriero nero.
    -In guardia, Black Dragon!-
    -Tsk! Rozan Kokuryuha!-
    Doko lo prese in pieno, fu scaraventato in aria e cadde pesantemente a terra.
    -Maestro!-
    -Uh, uh, uh, uh! Ti sei ripreso?-
    -Maledetto!-
    Shiryu stava per attaccare, ma Doko lo fermò.
    -Lascia, ci penso io!-
    -Maestro…-
    -Cosa c’è maestro, è stanco di vivere? In effetti, duecentosessantotto anni sono tanti. Chissà che noia!-
    Doko tornò a bruciare il suo cosmo.
    -Non faccia sforzi inutili! Rozan Kokuryuha!-
    Stavolta, non fu Doko a essere colpito, ma il suo gold cloth.
    -Il suo cloth è tornato a difenderla. Che cosa patetica!-
    All’improvviso, Black Dragon trasalì.
    “Ancora questo cosmo… ma perché?”
    -Al Santuario ti dissi che ero pieno di sorprese. Adesso ti mostrerò la migliore!-
    Il corpo di Doko cominciò a sgretolarsi come se fosse fatto d’argilla.
    -Che…? Com’è possibile una cosa del genere? Non… non è possibile!-
    Al posto del simpatico vecchietto, ci fu un ragazzo di circa diciotto anni con i capelli neri e il disegno di una testa di tigre dietro la schiena. Non appena la mutazione finì, i pezzi del gold cloth della bilancia si unirono al suo corpo.
    -Sono… sono senza parole! Esigo una spiegazione!-
    Doko sorrise.
    -Atena sapeva che sareste tornati prima o poi, quindi ha usato su di me, l’unico gold saint della generazione precedente a essere sopravvissuto, un grande potere: il Misopethamenos!-
    -M… Misopethamenos?-
    -Grazie a questo, il mio cuore ha battuto solo centomila volte l’anno!-
    -Centomila? Ma… è il numero di battiti che compie un cuore umano in un solo giorno!-
    -Esatto, mio vecchio allievo, per me sono passati duecentoquarantatre giorni, anziché anni!-
    Black Dragon rimase basito.
    -Te l’avevo detto che ti avrei sorpreso!-
    -In pratica… è stato un falso vecchio che rubava pensioni per tutto questo tempo. Che volpe!-
    Doko sorrise per la battuta.
    -In un certo senso… hai ragione!-
    -Rozan Kokuryu Iki!-
    L’onda lanciata dal dito, si scontrò contro lo scudo dorato della bilancia senza far muovere di un millimetro il gold saint.
    -Ritenta. Sarai più fortunato!-
    -Non ne ho bisogno!-
    Sullo scudo dorato si formarono delle crepe.
    -Ah!-
    -Rozan Kokuryuha!-
    Doko fu scaraventato in aria, ma dopo aver roteato su se stesso, riatterrò in piedi. Black Dragon sorrise e Doko sputò sangue, mentre delle crepe comparvero sul pettorale, i coprispalla e l’elmo.
    -M… maestro…-
    -Avevo dimenticato che sei sotto il flusso del Genromaoken. Sono davvero dispiaciuto per te!-
    -Può anche non farlo!-
    Detto questo, Black Dragon rilanciò l’onda d’urto dall’indice e Doko fu scaraventato a terra. La forza del colpo gli aveva fatto volare via l’elmo dalla testa.
    -È pronto a morire, maestro?-
    -No! Rozan Hyakuryuha!-
    -Rozan Kokuryuha!-
    I due colpi si scontrarono, ma essendo più potente quello di Doko, scaraventò il guerriero nero lontano.
    -Maestro!-
    Shiryu corse da lui, ma Doko gli disse di non muovere un muscolo.
    -Lo scontro non è finito!-
    Black Dragon, con un balzo, riatterrò davanti al gold saint.
    -Ha detto bene. Non è finita!-
    I due bruciarono di nuovo i loro cosmi.
    -Quest’ultimo attacco decreterà il vincitore!-
    -Ho ancora un colpo, che ho imparato da solo, da mostrarle, maestro!-
    -Cosa?-
    -Rozan Kokuryu Shisen!-
    Il guerriero nero lanciò da entrambi i pugni, due globi di energia rossa che colpirono Doko in pieno danneggiandogli il cloth e uccidendolo.
    -Maestro Doko!- gridò Shiryu con disperazione.
    -Addio, “falso vecchio” maestro!-
    -Maledetto!-
    Shiryu, accecato dalla rabbia, corse verso il suo avversario e lo colpì violentemente con un pugno buttandolo a terra.
    -Sei arrabbiato?-
    Shiryu iniziò a dargli una serie infinita di pugni così veloci che non riusciva a parare. Quando lo scaraventò in aria con un montante e ricadde a terra, il guerriero nero disse:
    -Sì, il drago si è infuriato. Devo avergli toccato la sua scaglia più preziosa!-
    -Hai detto bene, maledetto!-
    Black Dragon, però, si rialzò e gli diede un forte pugno. Shiryu non cadde, ma barcollò. Allora tentò di stenderlo con un calcio rotante, ma il saint lo parò e fu lui a stendere la sua controparte con lo stesso calcio.
    -Dannato!-
    Black Dragon riuscì a colpirlo con un pugno sul viso e gli diede un calcio allo stomaco che lo costrinse a inginocchiarsi.
    -Ora basta! Rozan Kokuryu Iki!-
    Shiryu si prese il colpo in pieno, ma nonostante tutto, si rialzò.
    -Se la metti così allora… Rozan Kokuryuha!-
    Shiryu fu scaraventato in aria, sul suo cloth si formarono molte crepe e ricadde pesantemente in terra.
    -È finita. E ora, mi occupo di Atena!-
    -Sono… spiacente, ma non puoi!-
    -Cosa?-
    Shiryu si rialzò.
    -Assurdo! Cosa ti spinge a rialzarti?-
    -Non posso permettermi di morire. Ho un amico da salvare!-
    -Un amico? Ah, intendi il saint di pegaso che è stato colpito dal Kokushiken della sua controparte? Tsk. Che senso ha salvarlo se tanto è chiaro come il sole che non c’è più nulla da fare?-
    -Lo faccio per amicizia!-
    -Amicizia? Che cosa stupida e inutile. La più inutile che esista al mondo!-
    -Ti sbagli. L’amicizia è una cosa potente quanto l’amore. Chi non ha genitori, come me, Hyoga e gli altri, gli amici sono l’unica cosa su cui si può sempre contare.-
    Black Dragon ebbe un sussulto.
    -Ch… Chiudi quella bocca! Quello che dici è pura assurdità. Visto che ci tieni tanto, ora raggiungerai il maestro Doko e il tuo amico!-
    Il guerriero bruciò il suo cosmo, ma anche Shiryu fece altrettanto.
    -Rozan Kokuryu Shisen!-
    -Rozan Shoryuha!-
    Il colpo di Shiryu passò in mezzo alle sfere rosse ed entrambi i colpi andarono a segno. I due contendenti furono scaraventati lontano. Il cloth di Shiryu, già provato dai colpi precedenti, andò in frantumi, ma in compenso aveva vinto ormai.
    -Ce l’ho fatta… è stata davvero dura, ma ora devo…-
    Si rialzò a fatica pronto ad andare da Seiya, ma ebbe un sussulto.
    -Vai già via?-
    Black Dragon, con il cloth mezzo distrutto, era in piedi davanti a lui.
    -Co… cosa? Sei sopravvissuto? Avevo… avevo messo tutta la mia forza nel mio colpo migliore! Sei… sei l’avversario più incredibile che abbia mai affrontato!-
    S’inginocchiò ormai assalito dallo sconforto e dalla stanchezza.
    -Ormai… non ho più forza. Uccidimi ora e falla finita!-
    Black Dragon gli sorrise, ma passò oltre dirigendosi verso la torre di Mu.
    -D… Dove vai? Fermo!-
    -Dov’è il tuo amico?-
    -Cosa?-
    -Ho detto: dov’è il tuo amico? Devo andare da lui!-
    -Perché?-
    -Lo capirai, ma adesso sbrighiamoci o sarà troppo tardi.-
    Shiryu, trovò la forza di rialzarsi e lo portò da Seiya senza dire una parola. Quando Hyoga e gli altri lo videro nella stanza, si misero in posizione d’attacco.
    -State calmi voi. Se volete salvare il vostro compagno, dovete lasciarmi fare. Nessun altro conosce il rimedio!-
    Black Dragon si mise davanti a Seiya e iniziò ad affondare l’indice nel suo corpo. Ogni buco provocato, spruzzava sangue di colore nero.
    -Ah! Maledizione! Fermatelo!-
    -Ho detto di stare calmi! Questo è l’unico modo per salvarlo!-
    -Ma…-
    -Vai avanti Black Dragon!- disse Shiryu.
    -Shiryu… non dirmi che ti fidi!-
    -Sì…-
    Black Dragon continuò a bucare il corpo del giovane. Più si guardava la posizione dei fori e più si poteva intuire che formavano la costellazione di Pegaso. Quando fece l’ultimo foro, il tredicesimo, sorrise.
    -Ecco. Ho premuto tutti i suoi seimeiten, i punti di pressione, formando la costellazione di Pegaso eliminando così tutto il sangue infetto. Se è un vero saint, sarà sicuramente così bravo da riuscire a risvegliarsi da solo!- disse il guerriero nero a fatica.
    -Perché lo hai fatto Black Dragon?-
    Lui s’inginocchiò.
    -Beh, diciamo che il tuo discorso sull’amicizia mi ha fatto un certo effetto. Non ho mai sentito parole più dolci e ho voluto anch’io, almeno una volta, credere nell’amicizia come fai tu. Peccato che l’ho fatto troppo tardi.-
    Detto questo, cadde a terra e morì con il sorriso sulle labbra.
    -Grazie… amico!-
    Hyoga e gli altri abbassarono la testa in segno di rispetto, dopodiché gli diedero una degna sepoltura insieme a Doko.
    -Addio maestro. Non dimenticherò mai tutto ciò che mi ha insegnato!-
    Shiryu fu portato subito a essere medicato, mentre Hyoga era rimasto fuori.
    -Non vieni?- gli chiese Yuuri.
    -Non ancora…-
    -Perché?-
    All’improvviso, vide qualcosa cadere lentamente davanti a lei.
    -Ma che…? Neve? Ma è strana… perché ha questo colore nero?-
    -Vai via Yuuri!-
    La ragazza sussultò.
    -Sei… sicuro?-
    -Ho detto di andare!-
    -D’accordo!-
    Yuuri rientrò nella torre.
    -Uh, uh, uh, uh! Sei così sicuro di vincere che hai lasciato andare via la tua bella?-
    -Certo. Sono molto più forte di te!-
    -Non farmi ridere!-
    Hyoga gli diede un pugno, cogliendolo di sorpresa, buttandolo a terra.
    -Ora vedremo chi di noi due è degno di essere protetto dalla costellazione del cigno. Combatti, Black Swan!-

    Nota 33: Rozan Kokuryu Shisen significa Occhi Del Dragone Nero Del Monte Ro ed è chiaramente ispirato al nome italiano del Dragon Breath Blizzard, il colpo di Siegfried (Orion) visto nell’anime.

    Capitolo XXIX:


    Cigno Vs Cigno Nero


    Black Swan si rialzò sorridendo.
    -Vuoi sapere chi di noi due è degno della costellazione del cigno. Ma è ovvio no? Sono solo io!-
    -Se pensavi di farmi ridere, ci sei riuscito alla perfezione! Avresti avuto un gran successo come comico!-
    -Adesso ti farò smettere di ridere e urlerai di dolore e terrore!-
    -Mh?-
    -Prendi! Black Blizzard!-
    Cristalli di neve nera raggiunsero Hyoga che, però, non gli causarono alcun danno.
    -Che diavolo…?-
    -Il tuo colpo su di me non ha alcun effetto. Può solo coprirmi in uno strato di ghiaccio. Niente di più!-
    -Stai… stai scherzando, vero?-
    -Lo hai visto tu stesso, no?-
    -Impossibile! Black Blizzard!-
    Di nuovo, Hyoga rimase in mobile e i cristalli neri non gli fecero nulla.
    -A… assurdo!-
    -È finita per te, Black Swan!-
    -Non credo proprio!-
    Black Swan saltò e, mentre era in aria, bruciò il suo cosmo e la figura di un gigantesco cigno nero comparve alle sue spalle.
    -Ma che…?-
    -Assaggia questo: Black Swan Fly!-
    Dal suo pugno lanciò un’onda di energia nera che colpì in pieno il bronze saint.
    -Così impari a essere così presuntuoso!-
    -Sì, mi rendo conto di averti sottovalutato. Ti chiedo scusa!-
    Il pettorale, l’elmo e i bracciali erano ricoperti di crepe.
    -Che? Sei ancora vivo? Come hai fatto?-
    -Ho usato un muro di ghiaccio come scudo, anche se, come puoi vedere, il tuo colpo è comunque andato a segno!-
    -Maledetto. Stavolta non fallirò! Black Swan… uh?-
    Black Swan non riusciva a muoversi.
    -Che diavolo è questo? Un anello di ghiaccio? Non riesco più a muovermi, inoltre se ne stanno formando altri due.-
    -È tempo di morire Black Swan!- disse Hyoga bruciando il suo cosmo.
    -N… no…-
    -Kholodny Smerch!-
    Il guerriero nero fu investito dal vortice, cadde pesantemente in terra di testa e morì.
    -Sono rimasti solo tre nemici! Uno dei quali è…-
    -Isaac!- disse Freja.
    -A… Atena, cosa…?-
    -È inutile continuare a stare qui. È tempo che lo shadow saint venga distrutto!-
    -Basto io, non c’è bisogno…-
    -No, Hyoga! Lo shadow saint è una divinità e solo un’altra può sconfiggerla!-
    -Capisco… e gli altri?-
    -Lasciamoli riposare. Se poi vorranno unirsi alla battaglia, io di certo non li fermerò!-
    Hyoga annuì e insieme volarono verso il Santuario.

    Nota 34: Il colpo Black Swan Fly è una citazione a Fly With The Black Swan, canzone dei Sonata Arctica.


    Capitolo XXX:

    Lo Scontro Finale: Il Guerriero Ombra E L’Amico Rinnegato



    Giunti al Santuario cominciarono a correre verso le dodici case. Una volta superate, arrivarono alla loro meta: le rovine del tredicesimo palazzo. I due si ritrovarono davanti lo shadow saint, seduto su un trono, e Isaac e Jango al suo fianco.
    -È da molto che non ci vediamo, Atena. Speravo che almeno i Black Four fossero riusciti a farti a pezzi!-
    Freja non gli disse nulla. Sulla sua mano comparve magicamente uno scettro e iniziò a bruciare il suo cosmo divino. Lo shadow saint iniziò a soffrire e coprirsi.
    -Maledetta! Che state aspettando voi due? Attaccate!-
    Jango fu il primo, ma Hyoga congelò le fiamme del suo colpo.
    -Maledizione!-
    -Diamond Dust!-
    Jango fu scaraventato lontano e svenne.
    -Stupido idiota! Mai lasciare certi avversari agli incompetenti!- disse Isaac.
    Si avvicinò a Hyoga e quando furono l’uno di fronte all’altro, Freja si mise in mezzo.
    -Isaac...-
    -Cosa vuoi Atena?-
    -Non… non mi riconosci? Tu e io…-
    -Fiato sprecato Atena. Non ti ho mai amato. Era tutta una bugia.-
    -Non è vero. È il Genromaoken che ti fa dire queste cose!-
    -Oh, no. Niente affatto. Anzi, grazie a lui ora vedo le cose più chiaramente. Il male è superiore alla giustizia.-
    -N… No. Non puoi dirla una cosa del genere!-
    -Invece lo dico! Non ti ho mai amato. Era solo una menzogna!-
    Freja rimase paralizzata da quelle parole dure. Dai suoi occhi uscirono copiose lacrime di dolore.
    -Basta! Diamond Dust!-
    Hyoga rimase sconvolto nel vedere il suo amico colpire Freja con il Diamond Dust. Era una visione terrificante. Freja cadde a terra tremante, con la neve sulla testa, le spalle e le gambe. Per la seconda volta, rimase con lo sguardo fisso nel vuoto per lo shock e sussurrava in continuazione:
    -Non può essere!-
    Nel vederlo avvicinarsi minacciosamente a lei, Hyoga gridò:
    -Isaac!-
    Lui sorrise.
    -Se vuoi morire per primo, ti accontento subito! Diamondo Dust!-
    -Diamond Dust!-
    I due colpi si scontrarono e nessuno dei due riuscì a contrastare l’altro perché erano pari. Stanchi, i due smisero di lanciarli.
    -A quanto pare siamo pari! Ma saremo pari anche con gli altri colpi?-
    -Koltso!-
    -Mh? Ah, gli anelli di ghiaccio. Utile contro i black saints, non certo con me!-
    Distrusse gli anelli con un semplice gesto del braccio. Hyoga non demorse, bruciò il suo cosmo, la figura del cigno comparve alle sue spalle e lanciò il Kholodny Smerch. Isaac, però, lo sorprese parando il colpo con entrambe le mani.
    -Cosa? È impossibile! Inoltre la temperatura era di meno duecentodieci gradi centigradi. La stessa temperatura che serve per ghiacciare il silver cloth.-
    -Tu credi di averlo fatto, ma in realtà sei stato indulgente perché non vuoi farmi del male.-
    -Uh…-
    -Sei proprio patetico. Se ti fai abbindolare dalla bontà, non vincerai mai una battaglia seria come questa.-
    Hyoga deglutì.
    -Spalanca bene gli occhi: è così che si combatte sul serio!-
    Isaac, con uno scatto fulmineo, gli diede un pugno allo stomaco. Poi lo colpì con un mal rovescio, un calcio rotante, una gomitata e un montante che lo sollevò da terra.
    -Questo era solo un assaggio. I piatti forti arrivano adesso: Diamond Dust!-
    Hyoga cercò di parare il colpo, ma il suo potere lo scaraventò lontano congelandogli il pettorale e il braccio sinistro.
    -Ma… maledizione!-
    -Ah, ah, ah, ah! Che meraviglia!- disse lo shadow saint divertendosi come un matto.
    -Adesso ucciderò te e Atena con un colpo solo!-
    Sollevò il dito al cielo.
    -Freeze Fog!-
    La nebbia comparve magicamente e Isaac si mise a braccia conserte. Quando scomparve, Isaac rimase senza parole. Atena e Hyoga erano in piedi.
    -Ma come…?-
    -Il tuo colpo ha effetto solo sui malvagi. Purtroppo, lo shadow saint è protetto dallo Shadow Shield e non gli hai fatto niente, ma guarda il tuo amico Jango!-
    Jango, che si era ripreso, era stato rinchiuso in un grosso blocco di ghiaccio.
    -Chi se ne importa di quello scemo. Comunque è un peccato. Speravo di ucciderti senza usare i miei colpi più potenti!-
    -Sarai costretto!-
    -Desideri così tanto morire? Ti accontento subito!-
    -Koltso!-
    Di nuovo, gli anelli di ghiaccio comparvero attorno al corpo del silver saint.
    -Di nuovo con questo attacco? Devi imparare a rinnovarti un po’!-
    Detto questo, li fece sparire di nuovo.
    -Prova a muoverti se ti riesce!-
    -Cosa? Gli anelli di ghiaccio non ci sono più. Cosa credi di… Eh?-
    I suoi piedi erano congelati al terreno.
    -Assurdo!-
    -Kholodny Smerch!-
    Isaac fu scaraventato in aria, ma per la seconda volta atterrò senza problemi e senza danni.
    -Non… non riesco a crederci…-
    -Adesso basta! Freezing Corona!-
    Hyoga rimase immobile mentre la sfera ghiacciata si dirigeva velocemente verso di lui.
    “Non la scansa? Perché?”
    Hyoga sollevò un braccio, afferrò la sfera con una mano, lasciando Isaac a bocca aperta, e gliela rispedì contro.
    -Assurdo!-
    Evitò il suo stesso colpo saltando e Hyoga ne approfittò raggiungendolo e colpendolo con un pugno sul viso buttandolo a terra.
    -Non basta questo a fermarmi! Aurora Borealis!-
    Hyoga fu investito, il suo cloth andò in pezzi e cadde a terra supino.
    -È finita!-
    Lo shadow saint, continuando a ridere, si alzò dal trono e si avvicinò a Freja che continuava ad avere lo sguardo fisso nel vuoto.
    -Ormai non c’è più nessuno ad aiutarti, cara Atena. Ormai la mia vittoria è assicurata!-
    -Nei tuoi sogni! Pegasus Ryuseiken!-
    -Rozan Shoryuha!-
    -Starry Aura!-
    I colpi di Seiya, Shiryu e Yuuri andarono a segno. Purtroppo, però, lo shadow saint rimase illeso.
    -Guarda guarda chi si rivede. Siete venuti a farvi uccidere piuttosto che restare nel Jamir?-
    -Attacchiamo di nuovo ragazzi. Non diamogli tregua! Pegasus Suiseiken!-
    -Rozan Hyakuryuha!-
    -Starry Aura!-
    La scena fu esattamente la stessa. Non cambiò nulla.
    -Sparite, mocciosi! Shadow Sphere!-
    Una grossa sfera colpì i tre in pieno e i loro cloth, andarono a pezzi. Isaac aveva assistito alla scena con un sorriso beffardo stampato sul volto, dopodiché rivolse lo sguardo verso Hyoga che si stava riprendendo.
    -Sei ancora vivo? Non ti facevo così insistente. Mi basterà un soffio per mandarti all’inferno. Diamond Dust!-
    All’improvviso, ci fu un bagliore dorato e il colpo si scontrò con il gold cloth dell’aquario che aveva fatto da scudo a Hyoga.
    -Co… cosa?-
    Appena Hyoga aprì gli occhi e lo vide esclamò:
    -Ma… Maestro!-
    Il cloth si smontò e si unì al bronze saint.
    -Assurdo! Non può succedere una cosa del genere!-
    Dissero sia Isaac sia lo shadow saint. Hyoga alzò le braccia al cielo e congiunse le mani.
    -Mh? Cos’è quella posa? Ah!-
    Quando vide, sulla sua testa, la figura di un vaso dorato capì.
    -Che cosa credi di fare? Non puoi usare il colpo più potente del maestro se non l’hai mai visto o te l’ha mai insegnato!-
    -E chi l’ha detto che non l’ho mai visto?-
    -Cosa?-
    -Aurora Execution!-
    Isaac cercò di contrastarlo con il suo colpo, ma non servì, lo prese in pieno e poté dire addio al suo cloth.
    -I… Isaac!-
    -A… Assurdo! Non ci posso credere!-
    All’improvviso, il cielo s’illuminò di una luce d’oro che fece soffrire lo shadow saint. Il cloth della bilancia e del sagittario scesero lentamente dal cielo e si unirono a Shiryu e Seiya che si erano ripresi. Hyoga si unì a loro e i tre accerchiarono il nemico.
    -Che razza di situazione…-
    -Sei nei guai shadow saint!- disse Seiya.
    -Ne siete convinti? Poveri illusi!-
    Hyoga lanciò l’Aurora Execution e gli altri due i loro colpi più potenti, ma come al solito, lo Shadow Shield si rivelò molto potente.
    -Andate all’inferno! Shadow Sphere!-
    Con loro somma sorpresa, videro i gold cloth andare a pezzi come nulla fosse e si ritrovarono in terra con gli occhi sbarrati dal terrore e la disperazione.
    -Non siete ancora morti, ma fa nulla. Finisco la vostra dea, poi penserò a voi!-
    Si avvicinò a Freja che aveva continuato a rimanere immobile per tutto il tempo, le afferrò il collo sollevandola da terra e cominciò a stringerlo.
    -Muori, Atena!-
    -I… Isaac… Isaac…-
    -È inutile che lo chiami. Non può sentirti. Ormai è morto!-
    -Non è esatto!- disse alle sue spalle.
    Lo shadow saint si voltò di scatto.
    -Oh, sei ancora vivo dunque. Meglio così. Occupati dei tuoi amici, mentre io mi occupo di Atena!-
    Lui non disse nulla.
    -Allora? Svegliati. Ti ho dato un ordine!-
    Freja e Isaac si guardarono e, istintivamente, bruciò il suo cosmo divino facendo soffrire lo shadow saint che mollò la presa.
    -Maledetta Atena. Basta!-
    Freja riprese lo scettro, ma lo shadow saint la scaraventò lontano con lo Shadow Wind.
    -Dammi una mano Isaac!-
    Il ragazzo continuò a non rispondergli.
    -Ho detto che ti devi dare una svegliata, brutto idiota!-
    Isaac guardò lo shadow saint e disse:
    -Crepa!-
    -Cosa?-
    -Ho detto: crepa! Aurora Borealis!-
    Il colpo andò a segno, ma non servì contro la barriera.
    -Maledetto. Sei tornato normale! Com’è possibile?-
    -Death Queen Inferno!-
    Jango si era liberato dalla prigione di ghiaccio in cui si trovava e aveva approfittato dell’occasione colpendo Isaac alle spalle. Essendo privo di cloth, sarebbe dovuto morire bruciato, ma sfortunatamente per Jango, le fiamme che lo avvolgevano si ghiacciarono.
    -Maledetto!-
    -Sei un inetto, Jango!- chiese lo shadow saint.
    -Stai zitto tu. Ora vendicherò la morte del signor Guilty e poi penserò a te!-
    Lo shadow saint sorrise e scosse la testa. Jango, con uno scatto fulmineo, perforò con un pugno il petto di Isaac. Il ragazzo però, con tutte le sue forze, gridò:
    -Aurora Borealis!-
    Jango prese il colpo in pieno e morì. Isaac sorrise, s’inginocchiò e lo shadow saint gli diede un calcio alla schiena buttandolo a terra.
    -Non mi sei più utile ormai. Faccio tutto da solo!-
    Atena tornò a bruciare il suo cosmo facendolo di nuovo soffrire.
    -Maledetta Atena!-
    Il suo Shadow Shield perse efficacia e Hyoga, Seiya, Shiryu, Yuuri e Isaac si rialzarono.
    -Vi alzate ancora?-
    -Rozan Shoryuha!-
    Stavolta, il colpo andò a segno scaraventando lo shadow saint in aria, ma ritornò con i piedi per terra.
    -Tsk!-
    Quando si spaccò la parte dell’elmo che gli copriva il mento, lo fece trasalire.
    -N… No!-
    -Starry Aura!-
    Anche Yuuri lo colpì distruggendogli il coprispalla destro. Seiya ne approfittò e lanciò la freccia d’oro del sagittario colpendolo in pieno petto. Hyoga e Isaac si guardarono e insieme lanciarono i loro colpi.
    -Aurora Execution!-
    -Aurora Borealis!-
    Lo shadow saint fu investito e il suo cloth andò completamente a pezzi. Deathmask, ormai senza protezione, sorrise, i suoi capelli tornarono grigi e cadde a terra morto.
    -È finita?-
    -Certo che no!- disse una voce.
    Dal corpo di Deathmask uscì una sagoma nera con occhi luminosi color verde acqua.
    -Lo spirito maligno dello shadow cloth!- esclamarono.
    -Sei mio Isaac!-
    La sagoma si diresse velocemente verso Isaac, ma Atena si mise in mezzo ai due.
    -Hai finito di far danni!-
    Lo scettro di Nike s’illuminò, lo spirito maligno fu investito dalla luce dorata, urlando con tutto il fiato che aveva, e scomparve per sempre. Isaac sorrise.
    -Grazie… Freja!-
    -Prego Is… n… no!-
    Isaac cadde a terra e morì con il sorriso sulle labbra come Deathmask.
    -Isaac!-
    Freja abbracciò il corpo del suo amato piangendo disperatamente per ore. Anche Hyoga e gli altri si unirono a lei nello sconforto. Questo fu, purtroppo, il triste epilogo della battaglia.
    -Non ti dimenticherò mai!- disse Freja ancora in lacrime.
    Hyoga le mise una mano sulla spalla e anche lui, con le lacrime agli occhi disse:
    -Veglierà per sempre su di noi!-
    Isaac fu sepolto nel cimitero dei saints insieme a Deathmask e Doko la cui salma fu riportata al Santuario. Dopo il funerale, Hyoga e Freja rimasero davanti alla sua lapide per un tempo indefinito, finché Hyoga decise di lasciarla sola ancora un po’. Lei s’inginocchiò, toccando delicatamente il nome inciso sulla pietra con le lacrime agli occhi. Posò una rosa in terra, si asciugò le lacrime, si alzò e se ne andò mentre soffiava dolcemente il vento. Come se fosse lo spirito del ragazzo che la accarezzava con dolcezza. La telecamera fa un primo piano sulla lapide e il nome di Isaac e arriva la dissolvenza.


    SAINT SEIYA CHAPTER 0:

    THE BLACK SAINTS

    FINE

    Ultima modifica di Myu Di Papillon; 03-06-2013 alle 00:48
    Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints

    Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints


    Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints

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    giuro che me lo leggo domani con calma, anche se m'è venuto un coccolone per il text wall

  3. Top | #3
    Specter L'avatar di Myu Di Papillon
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    Boss. Non era mia intenzione farti infartare!

    Ehm... (ecco che tira fuori tutta la sua ignoranza): Cosa è il "Testo Muro"?
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  4. Top | #4
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    Boss. Non era mia intenzione farti infartare!

    Ehm... (ecco che tira fuori tutta la sua ignoranza): Cosa è il "Testo Muro"?
    è quello che vedi sopra, in open post ovvero una madonna di caratteri che non finiscono mai di far scrollare un mouse, potevi usare qualche spoiler giusto per salvare il mio mouse

  5. Top | #5
    Specter L'avatar di Myu Di Papillon
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    è quello che vedi sopra, in open post ovvero una madonna di caratteri che non finiscono mai di far scrollare un mouse, potevi usare qualche spoiler giusto per salvare il mio mouse
    ancora. La prossima volta lo farò sens'altro! Lo giuro! Non è stata colpa mia! Le cavallette! [citazione]
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  6. Top | #6
    Specter L'avatar di Presea
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    Wow Simooooooooooooooooooooooooooo^^
    La tua opera ha finalmente visto la luce, bravo^^
    E con questo, non credere che ti perdoni per quanto è successo a Camus mio U_U

    PS: scherzavo, m'è piaciuta veramente molto, sei stato bravissimo come sempre
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  7. Top | #7
    Silver Saint L'avatar di Aphrodite
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    'mazza che lunga myu! ottimo lavoro!
    la leggero' con calma quando possibile
    Nota 30: Piranha Rose Devouring è una tecnica inventata dal buon Aphrodite, l'utente di questo forum, ispirata alle ali di Suigintou dall’anime Rozen Maiden.
    ohhhh grazie
    certo le rose nere che fioriscono dalla schiena di aphrodite creando i piranha, tipo due ali ecco... SONO UNA FIGATA! non trovate???

  8. Top | #8
    God Warrior L'avatar di Sasha_Athena
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    Sasha_Athena è offline

    Re: Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints

    Presa e messa nell' e book reader sarà la mia lettura per stasera; un pò lunghetta...magari per un paio di sere io già ti dò il comunque! poi commento
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  9. Top | #9
    Specter L'avatar di Wataru
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    ...raramente a casa...
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    Re: Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints

    azz... quant'è lunga questa...
    È stata una lettura davvero piacevole che mi ha accompagnato per ben 3 notti lavorative (decisamente tranquille, altrimenti non avrei potuto leggere ) - Complimenti! ...ti meriti un :

  10. Top | #10
    God Warrior L'avatar di Sasha_Athena
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    Sasha_Athena è offline

    Re: Saint Seiya Chapter 0: The Black Saints

    io la stò leggendo piano, piano...un capitolo prima d' addormentarmi , sono al terzo ...molto, molto bello
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