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Discussione: Intervista Kurumada

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    Steel Saint L'avatar di Barugo no Shaka
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    Intervista Kurumada

    RACCOLTA DELLE INTERVISTE A MASAMI KURUMADA

    Quella che segue è una raccolta delle interviste a Masami Kurumada esistenti sul web, sia ad opera di siti/forum che tradotte da riviste o programmi televisive. Sono incluse anche le brevi dichiarazioni dell’autore pubblicate originariamente sul risvolto delle sovracopertine del manga della serie classica, e la rubrica "L’Angolo di Sion" che, pur non essendo un’intervista vera e propria, può essere considerata una serie di domande e risposte. Ovviamente sono presenti solo le interviste che hanno a che fare con i Cavalieri.

    Le interviste sono presentate cronologicamente in quest’ordine: risvolti copertine manga classico 1986-1990; Gamebook 1° Famicom Game 1987; Jump Gold Selection 3 1989; Club Dorotheé 1990; Japan Magazine 1991; AnimeClub 1996; Kappa Magazine 1999; Men’s Walker 2000; StarComics 2001; Angolo di Sion 2001-2002; Henshin 2002; Gigantomachia 2002; AnimeLand 2003; Hades Visual Remix 2003; Sora 2003; Taizen 2004; Info Red 2004; AnimeLand 2005; Figure OU 2006; Saint Seiya Chronicle 2008; risvolti copertine Next Dimension 2009-12; Champion Red 2013; Sports Hochi 2014; sito di Legend of Sanctuary 2014. L’ultima intervista inserita è segnalata qua sopra in giallo.

    Per materiale, traduzioni e consigli si ringraziano Dawnlight, Proteus, Aiolos87, Aries Mu, Dark Pisces, Fenrir e Suikyo. Dove possibile, i siti di provenienza delle interviste sono indicati accanto a ciascuna. Gli indirizzi, in ordine alfabetico, sono indicati in fondo alla pagina.

     

    Risvolti delle copertine - 1986 - 1990 - Tradotto originariamente in portoghese dalla Glenat

    Traduzione italiana: Dawnlight, Aiolos87, Shiryu

    Fonti: SSEliseum.net; Guia Saint Seiya

    Volume 1

    E' passato poco più di un anno e mezzo da che la mia opera precedente "Otoko Zaka" (l'ascesa dell'uomo) fu tristemente sospesa, perciò mi emoziona pubblicare un volume dopo tanto tempo.

    In questa nuova opera, Saint Seiya, ho voluto cercare una storia che potesse arrivare a qualcosa di grande, diversamente al mio precedente lavoro. A quanto pare, ci sono riuscito, considerato che a partire da ottobre (del 1986) sarà adattato in animazione per la televisione. Non so quanto durerà il successo, però credo che questa sia una buona occasione per festeggiare che un "Kurumada-Manga" ottiene il successo dopo un bel pò di tempo.

    Volume 2

    La fenice è un essere mitologico che possiede il dono della vita eterna. E' capace di resuscitare dalle sue ceneri senza un solo graffio, nonostante il fuoco lo abbia consumato completamente.

    Anche il mondo del manga sta bruciando… Ci sono mangaka che spariscono in un batter d'occhio, erba per queste immaginarie lame.

    Per questo spero che anche un servitore (di Atena? N.d.T.) resusciti dalle sue ceneri, come la fenice.

    Volume 3 – Il Cosmo

    Hai mai sentito il cosmo dentro di te?

    Tutti posseggono un cosmo, ovvero un insieme di potenzialità. Le persone che possiedono una grande potenzialità possono arrivare ad essere i protagonisti di favolose prodezze che arriveranno all'orecchio del mondo intero, mentre le persone con poca potenzialità sicuramente consumeranno la loro esistenza con più pena che gloria.

    I più grandi eventi della storia sono stati vissuti da individui che avevano una potenzialità fuori dal comune, persone il cui cosmo era, senza dubbio, eccezionalmente ardente.

    Fa' che il cosmo che giace nel tuo animo arda anch'esso con la stessa passione!

    Volume 4 – Scrivere testi di canzoni

    Da quando Saint Seiya ha compiuto il salto all'animazione, ogni volta faccio più progetti che non sono direttamente correlati con il manga.

    Mi hanno chiesto di scrivere dei testi per le canzoni del terzo LP della serie, ed è stato un grande errore prendere alla leggera l'incarico…

    Il risultato sono stati dei testi poco "digeribili", per di più ci ho provato diverse volte e ho scoperto che non ho l'anima del poeta.

    Questa esperienza mi ha dimostrato quanto è difficile comporre poesie che inneggiano all'amore. Per questo, non sono un Heinrich Haine, non servo per la rapsodia…

    Volume 5 – Incisione delle canzoni

    Ieri ho assistito alla registrazione del terzo LP di Saint Seiya. In questa occasione ero molto ansioso di ascoltare il risultato della combinazione dei testi che ho composto io stesso con la musica corrispondente.

    Quando alla fine ho ascoltato il cantante, un professionista, ho provato la più grade gioia della mia vita. Questo (fatto, N.d.T.) della musica comincia a piacermi. Chi lo sa, forse sono diventato l'Heinrich Haine del Giappone e dovrò abbandonare il mondo dei fumetti per diventare un "paroliere". Perlomeno è quello che credo oggi.

    Volume 6 – Presentazione del primo film di Saint Seiya

    All'inizio di luglio ho assistito ad una anteprima del film di Saint Seiya.

    Nonostante la scocciatura della pioggia, il cinema era strapieno di lettori della rivista Jump che avevano ricevuto l'invito.

    Come potete immaginare, ho provato un'emozione enorme a vedere per la prima volta Seiya e i suoi compagni sul grande schermo; però quello che mi ha dato più soddisfazione è stato, senza dubbio, osservare l'entusiasmo e l'esultanza dei fan della serie che riempivano la sala.

    Volume 7 – Ritardo nella pubblicazione

    Esistono diversi tipi di disegnatori, da quelli che rispettano inderogabilmente le scadenze di consegna fino a quelli che si trovano sul filo della corda fino ad arrivare a quel momento per cui si sono tanto impegnati. Una differenza di poche ore basta per far sì che, nel settimanale dove viene pubblicata l'opera, esca una scritta che dice che questa settimana non ci sarà la consegna della stessa a causa di una "indisposizione" dell'autore.

    Non per vantarmi, però credo di essere uno degli autori più farabutti del mondo. E' che quando una settimana dopo l'altra il tempo mi schiaccia, comincio a lamentarmi e a supplicare che l'orologio si fermi…

    Volume 8 – Il videogioco di Saint Seiya

    Siccome tempo fa sono arrivato a passare più di 24 ore di seguito attaccato alle "macchine da gioco" (slot machines? console? N.d.T.), avevo preso la decisione di non addentrarmi nel mondo delle console. Ciò nonostante, l'altro giorno i rappresentanti della Bandai mi ha passato il primo gioco di Saint Seiya per NES e ciò è stato fatale. Mi si sono infiammati i pollici da tanto li ho usati, e non credo che le natiche faranno una fine migliore visto quanto tempo passo seduto davanti allo schermo. Però è sicuro che tutto il mio cosmo arde nel desiderio di sconfiggere il Grande Sacerdote… che ci posso fare???

    Volume 9 – Il nome "Seiya"

    La maggior parte dei fan che hanno seguito la mia carriera dall'inizio si sono fatti abbastanza grandi da sposarsi e avere figli; e chissà che questo sia il motivo per cui ogni volta ricevo sempre più lettere di lettori che affermano di aver chiamato i propri virgulti "Seiya".

    A me sembra che sia una buona scelta e per questo farò in modo che Seiya si comporti sempre come un eroe; in questo modo, i bambini che si chiamano come lui si sentiranno orgogliosi di portarne il nome.

    Volume 10 – Lotta contro il tempo

    Spesso l'elaborazione di un manga diventa come una lotta personale nella quale qualcuno combatte contro se stesso. Per questo mi vedo condannato ad una battaglia all'ultimo sangue, molto peggio di ciò che qualcuno potrebbe immaginare, quando si avvicina il giorno della consegna settimanale. Mi sento come se si aprissero un'infinità di crepe nel cervello mentre lo spremo per farne uscire qualche idea…

    A volte arriva la notizia del suicidio di un autore, e allora immagino che si tratti di un guerriero che non ha sopportato la pressione della battaglia personale. Ah, mi chiedo fino a quando durerà il mio tormento…

    Volume 11 – I nostri sogni d’infanzia

    Con il passare degli anni si sono trasformati in realtà molte delle mie ambizioni adolescenziali. Mi sono rimpinzato di katsudon (un piatto consistente in una base di riso bianco con pezzi di carne di maiale impanato e una salsa di contorno). Ho anche una splendida casa, mi sono comprato una macchina straniera e ho visitato paesi esotici abitati da bellezze bionde. Con questo impeto potrei essere arrivato al polo sud (anche se non è che mi esalti l'idea di visitarlo) e, nel mentre, mi sento incapace di ricordare quali furono i miei veri sogni giovanili… a volte sono spariti dalla mia mente come se si trattassero di miraggi, anche se ho chiaro che non mi piace più il katsudon…

    Volume 12 – Il tempo passa in fretta

    Dopo il passaggio di una primavera stranamente affannosa, è arrivata un'estate radiosa che è già finita. Sembra come se il tempo si sia messo d'accordo con Seiya e gli altri cavalieri per alterare il ritmo del suo scorrere a velocità supersoniche, addirittura prossima alla velocità della luce…

    Non è che la gioventù "sia trascorsa veloce come il vento", però è possibile quando mi rendo conto di essere diventato grande in un batter d'occhi…

    Volume 13 – Bisogna continuare, succeda quel che succeda!

    La lunga battaglia delle Dodici Case finisce in questo volume. Dopo aver consumato l'energia dei loro ardenti cosmi, i Cavalieri di Bronzo sono caduti esausti come conseguenza dello sforzo e delle ferite. Tuttavia, la battaglia del disegnatore è sempre infinita, nonostante la sua mano destra si ritrovi distrutta dopo anni di sforzo indefesso. Il suo dovere è continuare solcando senza tregua la pianura deserta del foglio bianco.

    E chi mi fornisce le forze per riprendere la marcia e mettere nuovamente mano alla opera non è altri che te, amico lettore, che tieni questo libro nelle tue mani…

    Volume 14 – Avrei voluto essere un marinaio

    Quando ero bambino volevo essere un marinaio. Ero affascinato dalla virilità di quegli uomini che solcavano i sette mari a bordo delle loro navi…

    Ma qualcuno mi disse che a quei tempi i capitani dovevano seguire lo stesso destino della loro nave in caso di naufragio. E dal momento che non è molto piacevole l'idea di morire affogato, bevendo litri e litri di acqua marina, sosituii la marina con il tavolo da disegno sul quale ho finito di lavorare. Naturalmente, come i marinai, anch'io soffro per le consegne di ogni settimana, come se stessi affogando in un mare oscuro…

    Volume 15 – Osservare il mare

    Quando non sono molto in forma o sono snervato, vado a guardare il mare. Guardare il mare con le sue onde e la sua schiuma bianca, stranamente, mi calma. Quante volte dalla creazione del mondo si produce questo movimento di viavai? Davanti a questo movimento perpetuo e davanti all'immensità dell'oceano, mi rendo conto fino a qual punto sono poca cosa…

    Volume 16 – Una piccolezza per recuperare la forza

    Con il periodo "Poseidon", la tensione è un pò calata per i nostri eroi. Quando pensavano "non posso proprio, lascio", quando cominciavano a perdere la speranza, sentivano una voce… un canto. Si possono realmente recuperare le forze grazie ad una piccola canzone? A questa domanda io, Masami Kurumada che disegna tutte le notti fino ad ore impossibili le avventure di Seiya, rispondo: "sì, l'uomo è fatto di piccole cose, che danno una grande speranza". Prego? Volete sapere il nome di questa giovane donna…? In questo momento sono bloccato, non oso dirlo…

    Volume 17 – Il nido degli uccelli

    Nelle prese d'aria dell'edificio dove lavoro, un uccello aveva fatto il suo nido. In questi ultimi giorni, le uova si sono rotte. Quando vedo i "genitori" portare il cibo ai loro figli, e questo anche se piove o c'è molto vento, mi si scioglie il cuore. Verrà un giorno in cui questi piccoli voleranno in cielo… In effetti mi piacerebbe che quello che fa la cacca sopra la mia macchina la smetta! 

    Volume 18 – A proposito di questi piccoli testi…

    Nell'elaborazione di questi volumi connessi tra loro, quel materiale che mi fa riflettere ogni volta è questo piccolo testo che va realizzato per il frontespizio. Esito parecchio prima di scriverlo ed è sempre quello che faccio per ultimo. E di più quando mi metto a pensare a quello che ho già scritto prima. Se mi metto a rileggerli, ricordo per loro tramite gli inizi quando morivo di fame. In questo momento, nel quale non riesco a scrivere, il mio appetito e la mia sete sono scomparsi? No, perchè di fatto, rimaniamo sempre "affamati" per qualcosa nell'universo dei manga!

    Volume 19 – La saga di Hades

    Quando le forze del male riappaiono sulla Terra, quelli che chiamiamo "i Cavalieri della speranza" appaiono… Le forze del male finiscono per mostrare il loro volto. Usando l'oscurità e il terrore per arrivare a dominare il mondo, l'imperatore delle tenebre Hades e le sue 108 stelle malefiche tornano in superficie. E' per far fronte a questa terribile minaccia che Atena, così come i suoi fedeli cavalieri, è rinata in questa epoca. In realtà, la battaglia che devono affrontare tutti i sacri cavalieri non ha che da iniziare…

    Volume 20 – Il successo in Francia

    Sembra che Saint Seiya abbia un successo strepitoso anche in Francia e, l'altro giorno, un giornalista francese venne ad intervistarmi. Era un giovane con gli occhi azzurri. Tornò in Francia il giorno dopo e, 5 giorni dopo, doveva andare a fare il servizio militare. Aveva l'obbligo di cambiare la sua penna per una pistola. Quindi pensai che avevo veramente la fortuna di poter guardare sempre la mia penna e di non dover portare nessun'arma capace di uccidere un uomo.

    Volume 21 – Le maledizioni

    Si dice che quelli che raccontano storie che trattano dell'aldilà o di fantasmi, spesso sono colpiti da una maledizione. Per lottare contro queste, esistono gli esorcisti. La parte dei Cavalieri dello Zodiaco che si svolge nel mondo dei morti è già a buon punto, però, siccome non credo in Dio nè in nessuna religione in effetti, non ho fatto nessuna cerimonia di protezione contro gli spiriti maligni. Forse sono protetto da un angelo custode molto potente, a meno che questo "altro mondo" semplicemente non mi voglia. No… pensandoci bene… le scadenze di consegna dei miei lavori… ogni settimana, ricorda… la maledizione!!!

    Volume 22 – Un errore di stampa?

    "C'è un errore di stampa in questo manga. Quindi cambiatemelo! "Si tratta del volume 21 di saint Seiya che ha in effetti una pagina bianca".

    Disgraziatamente (?), la pagina 125 non è un errore. Non è neanche un risparmio. In effetti, volevo utilizzare un mezzo abbastanza avventuroso, che solamente il manga autorizza, per esprimere la sparizione di Shaka che, dopo aver ricevuto l'Athena Exclamation", scompare nel bianco. Quindi, anche cercando in tutte le librerie del Giappone, troverete sempre una sola pagina in bianco… questo è Saint Seiya 21!

    Volume 23 – Storie di fantasmi

    Effettivamente, questo vi stupirà, però mi piacciono le storie di fantasmi, di spiriti, le storie che fanno paura. Quando sento qualcuno parlare delle sue esperienze con gli spiriti o di cose che gli sono accadute realmente, provo una grande eccitazione. D'altronde, allo stesso modo della religione, non credo agli spiriti e in cose di questo tipo. E questo per nessuna ragione in particolare. Mi sembra più una storiella che altro. E' divertente. Questo è tutto.

    Volume 24 – L’abbronzato

    Mi piace quando la pelle è dorata dal sole. Ha un aspetto più sano e virile di una pelle bianchiccia. Per questo, quando mi si presenta l'occasione, cerco di abbronzarmi un pò, però… ho sentito dire che se ci esponiamo troppo spesso al sole potremmo sviluppare un cancro alla pelle. Sarà vero? 

    Volume 25 – Dolore ai molari

    Siamo nell'ultima parte si "Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco", e scopro che devo farmi estrarre un dente del giudizio! L'operazione è durata due ore! L'anestesia non mi ha fatto effetto e mi ha fatto un male terribile. A confronto, ricordo che anche alla fine di "Ring ni Kakeru" mi era venuto mal di denti e mi hanno dovuto estrarre un dente del giudizio. Perchè ogni volta deve capitare che i denti del giudizio mi facciano soffrire proprio quando arrivo alla fine di una delle mie opere di successo?

    Volume 26 – Prima volta in Studio

    In occasione dell'uscita del CD audio di "Hades", feci per la prima volta nella mia vita una registrazione in studio. Però sono solo un dilettante. Più mi applico a leggere il mio testo e più suona male. La mia voce è monocorde, non solo stonata ma anche orribile, detesto la mia voce.

    Volume 27 – Dieta

    Il demonio della dieta. E' un titolo altisonante. Un giorno nel mese di dicembre, dopo aver consegnato i disegni, sono andato per la prima volta a fare un check-up completo e… quale è stata la mia sorpresa vedendo i risultati, la percentuale di grasso nel mio corpo superava lo standard del 128%. Lo shock è stato così grande che da quel giorno conduco una difficile battaglia per limitarmi al cibo vegetariano. Di conseguenza, sarà con un corpo magro che scriverò la mia prossima storia. Insomma, spero…

    Volume 28 – La fine

    Sono passati diversi mesi dopo la pubblicazione periodica. Poco prima dell'uscita dell'ultimo volume, quando correggevo certe parti o mettevo aggiunte e rettificazioni, mi sono venute in mente un sacco di cose… nella mia vita di mangaka, "Seiya" è stato veramente un'opera di successo che non potrò mai dimenticare. Mille grazie a tutti quelli che hanno preso parte a questa avventura.

    Gamebook Famicom Game 1 - 1987

    Traduzione inglese: Aries Mu

    Traduzione italiana: Dawnlight

    L'intervista piccante al creatore di Saint Seiya, il Maestro Masami Kurumada.

    Ci siamo infiltrati nello studio del Maestro!!

    Tetsu Maro: Oh oh!! Questo è lo studio del Maestro!!

    King Kimu: Wow! La targa dice "Kurumada production"!!

    Kurumada: Oh, i due "Fami Sages", vi aspettavo! Bene, entrate, entrate!

    Intervistatore: Hey! Il vero Maestro Masami Kurumada!!! Salve, oggi la intervisteremo, grazie!

    Kurumada: Ahahaha! Potete chiedermi qualunque cosa.

    Domanda: Quindi, prima domanda, come se n'è uscito fuori con "Saint Seiya"?

    Kurumada: Uhm, prima domanda e anche tagliente. Per prima cosa, io amo lo sport ma anzichè squadre o gruppi con un sacco di gente, preferisco sport di lotta individuale. Puoi contare solo su te stesso. Volevo disegnare un manga con quel tema di sport di lotta, è diventato Saint Seiya.

    Domanda: Cosa ci può a dire a proposito di "Saint" [Sacro Guerriero] e "Cloth" [Sacre Vestigia]?

    Kurumada: Quando pensi agli sport di lotta, subito pensi al Judo o al Karate, ma disegnare un manga su questi sport non sarebbe innovativo, così ho usato un concept basato sui miti greci o le costellazioni. Un sacco di gente dice che le Cloth si riferiscono alle armature europee medioevali, ma l'immagine che avevo poteva esser presa dalle illustrazioni di "Sexy Robot" di Hajime Sorayama.

    Domanda: Che sport di lotta pratica, Maestro?

    Kurumada: Attualmente sono molto indaffarato quindi niente, ma quando ero uno studente praticavo Judo. Il primo anno in cui iniziai, conseguii il Shodan [Primo Grado]!!! Ahahaha! Sto solo scherzando! Voi due, uscite da sotto la scrivania!

    Domanda: Visto che siamo in tema, le piacciono i giochi Famicon, Maestro?

    Kurumada: Uhm, veramente non ci ho mai giocato.

    Domanda: Eh? Perchè no?

    Kurumada: La verità è che io amo i giochi ma quando inizio non riesco a smettere.

    Intervistatori: Oh, come noi!!

    Kurumada: Per via del lavoro non posso giocare, così, da poco, ho provato a controllarmi per non avvicinarmi troppo ai giochi!

    Intervistatori: Oh! L'esatto opposto rispetto a noi!

    Kurumada: Ad esser sincero, un pò di tempo fa ho smesso di lavorare e ho giocato dalla mattina alla sera. Avete presente? Prima che i Famicon diventassero popolari, i giochi a cristalli liquidi.

    Intervisatore: Ah! Le console che sembrano calcolatrici o a forma di carta di credito! Game Watch! Io ne ero assuefatto!

    Kurumada: Sì, sì! Una volta che hai cominciato, non puoi fermarti! Non lavori, non mangi, non vai in bagno! Game Watch 24 ore al giorno!!

    Intervistatore: Bene allora, adesso è ora che il maestro veda il Famicon "Saint Seiya!!

    Kurumada: Oh! Questo è il Famicon Seiya…?

    Intervistatore: Il modo di giocare è fai questo e quello!! (Controlla la guida per i dettagli)

    Kurumada: (in silenzio mentre gioca)

    Domanda: Co… com'è?

    Kurumada: Wow! Interessante! E' interessante! Ben fatto!! Beh, sono un pò in ritardo per questo ma sono veramente sorpreso che i Tv Games siano progrediti a questo livello! Ed è sorprendente anche come il gioco sia venuto bene dal mio manga!

    Domanda: Pensa che abbia catturato l'immagine del manga del Maestro?

    Kurumada: Uhm, penso che debbano aver letto molto del manga. Il fumetto è arrivato già a 6 volumi. Dev'essere stata dura creare un gioco da un manga così lungo.

    (Kurumada sembra più interessato al gioco che non all'intervista, ma poi rinsavisce. N.d.T.)

    Domanda: Se lei facesse un suo Famicon game, come lo farebbe?

    Kurumada: Beh, di recente non ho giocato molto. Lo lascerei fare ai professionisti. E' meglio che mi concentri sul manga.

    Domanda: Infine, una parola per i lettori.

    Kurumada: Famicon è meraviglioso!! Ma non giocate solo a questo!! Leggete i manga, guardate i film! Voglio che facciate un sacco di cose e siate grandi persone!! Io continuerò a giocare adesso…

    Intervistatori: Oh beh! Comunque, le abbiamo rubato del tempo, grazie!!

    Intervista Jump Gold Selection 3 - 1989 - Traduzione di Dawnlight

    Fonti: Taizen Saint Seiya

    Pur essendo solo una grande quantità di meteore che cade dal cielo era incredibilmente bello, vero? Si adattava proprio all'immagine di un Cavaliere, all'inizio pensai di attribuire al protagonista la costellazione del Leone. Poi, facendo delle ricerche sulle costellazioni, mi imbattei in quella di Pegaso. L'immagine del protagonista e la forma di Pegaso che percorre il cielo erano perfette per il protagonista, disegnato come il Cavaliere di Pegaso. Scartai il resto, tenendo l'immagine della "pioggia di meteore di Leo (Leonidi)" come suo colpo speciale.

    Il nome di Seiya doveva essere "Freccia Sacra", scritto Seiya (segue kanji). Però pensai che fosse troppo "grazioso" per un carattere così turbolento. Per questo cambiai, sostituendo "Sacra" (segue kanji) con "Stella" (segue kanji). Inoltre quel nome era anche più fico (risate).

    Quando furono definiti i tratti essenziali dell'opera, furono scelte, tra le 88 costellazioni, quelle che che potessero essere collegabili ai 10 Cavalieri di Bronzo. Poi pensai alle caratteristiche dei personaggi, adattandole ad ogni costellazione.

    L'armatura di Shiryu fu concepita con lo scudo e il pugno più potenti, essendo caratterizzata come il tradizionale drago cinese, raffigurando così la contraddizione originale.

    Quanto a Hyoga, volevo che avesse un carattere diverso, che equilibrasse il tutto. Fu per questo che stabilimmo che il suo elemento sarebbe stato il freddo.

    L'immagine dove rompe la Parete (Montagna nel DS, N.d.T.) del Ghiaccio Eterno con un colpo solo fu mantenuta dai piani originali.

    Quando vennero attribuite le 10 costellazioni, pensai a Ikki come al personaggio che doveva essere il nemico più forte.

    Non vedevo come non menzionare la Fenice come la costellazione appropriata per l'uomo più forte. La tecnica "Colpo Fantasma di Phoenix (Phoenix Gen Ma Ken / Fantasma Diabolico) fu introdotta nella storia quando ci fu la necessità di menzionare il passato dei personaggi senza alterare il ritmo della storia. Così fu realizzato come un tipo di connessione con le scene dei ricordi.

    Quando disegnare i nemici divenne il fulcro di Saint Seiya, fu detto che il colpo offuscava anche i sensi.

    All'epoca dell'apparizione dei Cavalieri d'Oro, pensai che sarebbe stato interessante mettere in relazione alcuni di essi con i protagonisti. Per far sì che non tutti i personaggi fossero sconosciuti, Mu e Dohko furono fatti Cavalieri d'Oro. Per il portamento elegante, fu deciso che Mu diventasse Cavaliere dell'Ariete.

    Il concept dell'armatura di Dohko fu il contrario. Per un momento fu difficile associarlo a Libra. Allora furono aggiunti molti elementi. Mi venne in mente Dohko quando dovetti pensare a quale personaggio potesse sopportare il peso di questa creazione.

    Per quel che riguarda Aiolia, la vera intenzione era di farlo apparire come "special guest" nel primo capitolo, ma finì per essere una buona opzione (come cavaliere d'oro, presumo… N.d.T.).

    All'inizio pensai che uno dei 12 Cavalieri d'Oro sarebbe dovuto essere il maestro di Hyoga e in un primo momento presi in considerazione Milo. Poi mi sembrò che qualcuno che rappresentasse acqua e gelo fosse un'idea migliore, quindi cambiai per Camus.

    Avevo già deciso che la vera identità del Grande Sacerdote sarebbe stato Gemini, però fu molto difficile decidere se renderlo con una doppia personalità oppure farne due gemelli. Alla fine sono state utilizzate entrambe le idee, no? (risate) All'inizio pensai di chiamare il cavaliere di Gemini con il nome Shura. Presi il nome da Ashura, che ricordava qualcuno a cui piacesse molto combattere. Siccome mi piacque molto, decisi di usarlo per il cavaliere di Capricorn, perchè era adeguato all'uomo che uccide Aiolos.

    Finito di leggere a pagina 31 del Jump pensai che la scena in cui viene rappresentato il passato di Ikki sarebbe stata una buona occasione per rivelare uno dei cavalieri d'Oro.

    Pensai di metterci un personaggio fantastico come Cavaliere d'Oro, quindi, d'improvviso, mi venne in mente il nome Shaka. Deciso il nome, prese subito vita l'immagine del personaggio. Sarebbe stato un uomo di nome Shaka a superare il settimo senso.

    Alcune cose come questa saranno spiegate nell'attuale serie. Comunque, Shaka potrebbe avere la chiave della Saga di Hades.

    Quando ho cominciato a disegnare la Saga di Poseidone, avevo già in mente alcune idee per la Saga di Hades. Pensavo che la Saga di Poseidone fosse una magnifica occasione per collegarla ad un'altra, ed era mia intenzione terminarla entro un anno. Ci stavamo avvicinando a metà storia e pensavo ad un bel finale, come nei film francesi. Tutti i Marine erano ottimi soggetti che credevano nella supremazia di Poseidone. Per quel che riguarda i 7 Generali, ho pensato che sarebbe stato meglio approfondirne la conoscenza per mostrare che anche loro erano in buona fede.

    All'inizio ho pensato di far sì che Thetis stesse tramando qualcosa, poi ho passato il ruolo a Kanon. Pensavo di collocare Kanon nella Saga di Hades, poi ho deciso di cambiare per farlo apparire negli sviluppi della Saga di Poseidone come il Generale di Sea Dragon.

    Ho avuto molto problemi con i nomi nella Saga di Poseidone, nella Saga di Hades è stato più facile.

    Avevo deciso che molti cavalieri dovevano per forza morire nella Saga di Hades. Rispetto alle battaglie che stiamo per vedere nella Saga di Hades, la rivolta di Saga e il risveglio di Poseidone potrebbero sembrare piccoli incidenti… penso che sarà una battaglia grandiosa.

    Intervista a Club Dorotheé - 1990 - Traduzione di Dawnlight

    Fonti: Taizen Saint Seiya

    D.: Ci può raccontare qualcosa del finale della storia?

    MK: Ci sarà l'arrivo di Hades, l'imperatore della morte, che si unirà a Poseidone per fomentare un'enorme battaglia contro i cavalieri di Atena.

    Seiya e i cavalieri, aiutati da Zeus, tenteranno di salvare la Terra.

    D.: Come le è venuta l'idea dei "Cavalieri dello Zodiaco"?

    MK: All'inizio volevo fare una storia su dei ragazzi che praticavano karate e lottavano contro il male. Ma era un po’ banale. Poi pensai ad aggiungere la mitologia greca e gli dei, ma non risultava abbastanza romantico. Allora ebbi l'idea di dare ai cavalieri un'armatura con l'immagine dei segni dello zodiaco, perchè ero affascinato dall'astrologia e credo che grazie a questa i Cavalieri dello Zodiaco siano sempre misteriosi e romantici.

    D.: Quindi, i Cavalieri dello Zodiaco sono delle storie a fumetti, in volumi… quanti volumi sono Masami?

    MK: Attualmente sono 24 volumi. Saranno 28 quando terminerò il mio attuale progetto.

    D: A quanti anni ha cominciato a disegnare?

    MK: Da quando ero molto piccolo, erò già molto interessato ai "disegni animati" (presumo sia cartoni, anche se l'interprete francese lo rende pari pari NdT). Disegnavo persone. A 18 anni, credo dia ver iniziato a disegnare professionalmente.

    D: Quando ha iniziato Saint Seiya?

    MK: Già da cinque anni.

    D.: Ho una domanda molto indiscreta, se vuole rispondere, ma sono i compagni che mi hanno chiesto di porla! Quanti anni ha, Masami?

    MK: 36 anni

    D.: Riceviamo un sacco di lettere e disegni dal Club Dorothée. Ci permette di inviarglieli in Giappone?

    MK: Ah molto gentili, grazie. Approfittando di questa occasione, posso dare un messaggio? (le conduttrici dicono di sì…) Ho ricevuto lettere e disegni da bambini da tutta Europa. E io non posso rispondergli, quindi approfitto di questa opportunità per chiedervi di ringraziarli per me.Vi ringrazio molto.

    D.: Mi ha promesso una sorpresa al telefono…

    MK: Invierò subito un disegno di Seiya con il mio autografo.

    Una delle conduttrici: Masami Kurumada ha detto di essere stato molto emozionato di dare questa intervista per la gente, in diretta. E, inoltre, è rimasto molto contento di aver ascoltato la sigla francese che non è proprio uguale a quella giapponese.

    Cinque domande a Masami Kurumada - Japan Magazine n°3 - 1991

    Nota: Considerati i trascorsi di Japan Magazine, e soprattutto del suo editore Eden, la veridicità di quest’intervista è fortemente in dubbio.

    J.M.: Com’è iniziata la sua carriera di fumettista?

    M.K.: Prima dei "Cavalieri" non era così facile. Avevo prodotto ad esempio un’opera dal titolo "Il ripido pendio" che soltanto dopo molto tempo e con molti sforzi sono riuscito a pubblicare. Per questo lavoro invece ho trovato davanti a me una lunga strada in discesa. Fin dall’inizio tutto è filato a meraviglia e, al successo del fumetto è seguito il consenso inaspettato che il pubblico giapponese prima e quello internazionale poi ha riservato alla trasposizione televisiva. Avete presente un’esplosione di fuochi artificiali che ti sveglia da un lungo torpore: ecco, è quello che mi è accaduto grazie a quel lavoro!

    J.M.: Qual è stato l’aspetto più difficile nel portarlo a termine?

    M.K.: Per il fumetto tutto è andato bene, ma quando è stata prevista la messa in onda televisiva ho trovato enormi difficoltà, poiché i produttori del cartone animato mi hanno chiesto di comporre i testi per i tre LP che avrebbero fatto da colonna sonora alla serie. Ragazzi, che lavoraccio! Non pensavo che fare l’autore musicale fosse tanto complicato. Soprattutto "Heine", la canzone del tema d’amore più famoso del serial mi ha creato dei problemi. Mi andavo ripetendo: "Io scrivere una canzone d’amore? Sciocchezze, non ce la farò mai!". Alla fine invece ce l’ho fatta e mi sono perfino scoperto una inaspettata vena di romanticismo!

    J.M.: Nei tuoi fumetti racconti storie fantastiche di vita nel cosmo. Credi davvero che esistano simili realtà?

    M.K.: Ciascuno di noi possiede il proprio "cosmo", che è l’insieme delle sue potenzialità. Se una persona ne ha molteplici significa che è attiva, viva, che insomma combina qualcosa ed ha un suo peso nell’universo. Se invece ne ha meno, giunge al termine della propria vita senza aver fatto nulla di originale, senza lasciarsi dietro granché. Passando di qui, da questo mondo, noi tutti depositiamo energia. Ma c’è chi, con la volontà e il sentimento lascia una traccia indelebile di sé e chi invece, più comodamente forse, non fa nulla per il mondo e il "segno" del suo passaggio svanisce presto. Secondo me gli essere umani sono capaci di compiere cose grandi e meravigliose, possiedono grandi talenti. È per questo che il cosmo brucia. Brucia di vita e d’energia. Tutti dovrebbero infiammarsi e riardere. Incendiate anche voi i vostri cuori!

    J.M.: Bruciare però vuol dire anche estinguersi, finire per sempre, diventare cenere... non è così?

    M.K.: Senza dubbio, è la legge del tempo, ma noi tutti dobbiamo essere come la Fenice, il mitico uccello delle ceneri, che compare anche nel mio fumetto e che non a caso è il personaggio che preferisco. La Fenice si rigenera dalle proprie ceneri e, senza neppure una ferita, sopravvive per sempre. Il mondo degli uomini, così come il microcosmo del fumetto, brucia di continuo e, se gli autori si fermassero, diventerebbero cenere avvolta nelle fiamme del rosso fiore di loto. Gli autori invece, e tutti gli uomini indistintamente, dovrebbero essere come la Fenice, capaci di rinascere dalla proprie ceneri e di sopravvivere a sé stessi.

    J.M.: A che punto sei rispetto al tuo destino? Fai mai bilanci?

    M.K.: Ora che sono adulto ho quasi tutto quello che desideravo da ragazzo. Mi sono rimpinzato di "katsudon" (cotoletta di riso), ho una bella casa e un’automobile straniera; ho viaggiato molto, ho visto le donne bionde d’occidente… se volessi potrei andarmene al Polo Sud. Faccio per dire, perché non ho alcuna intenzione di andarci, s’intende. Ma questo è il punto: ora che posso ottenere ciò che desidero, sono a corto di desideri e i miei sogni svaniscono come miraggi… non capisco… non ho più voglia di mangiare "katsudon"…

     

    Intervista ad Anime Club - 1996 - Traduzione di Dawnlight

    Fonti: Blog di Diegomaryo

    AnimeClub - Come è nata l'idea di unire elementi della Grecia antica e delle costellazioni in i "Cavalieri dello Zodiaco"?

    Masami Kurumada - Il mio universo del manga è fatto di storie e personaggi impressionanti, determinati (dal "sangue caldo") e per comporre questo quadro utilizzo diversi elementi. Nel caso dei "cavalieri dello Zodiaco", presi ispirazione dalla storia degli dei greci.

    AC - I personaggi dei "Cavalieri dello Zodiaco" hanno una personalità piuttosto diversa. Come ha fatto a costruire i personaggi?

    MK - A volte traggo ispirazione dal cinema e dalla TV. Più semplicemente creo tutti i miei personaggi quando sono da solo, al mio tavolo da lavoro.

    AC - Abbiamo sentito che ha, da parte sua, l'intenzione di trasmettere un messaggio di coraggio ai suoi lettori. Quando crea una storia, questo obiettivo è evidente?

    MK - Io credo che il manga esista principalmente come svago, così non penso di metterci un messaggio specifico. Il manga non è un testo di studio. Scrivo sperando che i lettori si divertano con la mia storia, ma se divertendosi possono recepire anche altro, come disegnatore mi sentirei pienamente realizzato.

    AC - I "Cavalieri dello Zodiaco" è un grande successo in Brasile. Come vede il successo del suo lavoro in un paese che sta dall'altra parte del pianeta, con una cultura tanto differente?

    MK - Mi rincresce dover dire che non sapevo del boom dei "Cavalieri" in Brasile. In Giappone a malapena arrivano notize del Brasile. Però credo che quando si fa una storia sull'amicizia e sulla giustizia, sentimenti che sono l'essenza dell'esere umano, non esistano barriere culturali. Il lettore di qualsiasi paese può condividere la stessa emozione, se alla storia vengono aggiunti questi ingredienti.

    AC - Con il successo dei "Cavalieri", sono nati molti fanzine (giornali per i fans della serie, NdT) in Giappone. Qual'è la sua opinione al riguardo?

    MK - Preferisco non commentare in merito…

    AC - Quante persone lavoravano con lei nella produzione del manga dei "Cavalieri"?

    MK - Il mio staff era di 8 assistenti.

    AC - Che progetto sta sviluppando attualmente?

    MK - Sto pubblicando una storia intitolata "B'T-X", nella rivista settimanale "Shonen ACE", dell'editore Kadokawa Shoten. E' il mio primo progetto con i robots (mecha) e mi ci sto dedicando abbastanza. "B'T-X" sta venendo reso in anime e sarà presentato in Giappone da aprile di questo anno. Potrebbe essere presentato anche in Brasile, pertanto, state in attesa!

    AC - Per finire, ha un messaggio per i fan brasiliani?

    MK - Penso che anche con un clima e cultura differenti, una storia interessante sarà universalmente accettata. Continuerò a scrivere e disegnare storie emozionanti, e per questo chiedo ai fan del Brasil di accompagnarmi nel mio lavoro.

    Intervista a Kappa Magazine n°80 - 1999

    Fonti: Burningblood.it

    KM: Com'era quando era ragazzino?

    K: Quando ero piccolo, non avevamo la passione per i computer come i ragazzini di oggi, giocavamo sempre nei parchi o nei campi, oppure andavamo nei negozi dove si prestavano i libri. A scuola ero un ragazzo normale, non ero bravissimo, e a volte litigavo con gli altri ragazzi. Un editore mi disse che a scuola ero sicuramente il capo di una banda di teppisti, ma questo non era vero, anche se devo ammettere di essermi comportato a volte da cattivo. Avevo quindici anni quando cominciai a praticare judo; entrai nel club scolastico, ma lo frequentai solo nel primo anno di liceo e poi smisi.

    KM: Quasi tutti i ragazzini pensano al loro futuro. Da ragazzo ha mai pensato che la sua carriera sarebbe stata quella del fumettista?

    K: Io leggevo molto i manga perché li amavo molto. Quando frequentavo il terzo o il quarto anno delle elementari, Tetsuwan Atom era un grande successo, ma io ricordo soprattutto un fumetto che si intitolava Iga no Kagemaru: per me era davvero fortissimo. La rivista Shonen Jump all'epoca conteneva fumetti molto aggressivi perché in quel periodo c'era la moda del Gekiga. Per esempio, facevano questo tipo di fumetto Takao Saito e Mitsuyo Sonoda. Questi due autori erano i più famosi in quel periodo. Non mi piacevano i disegni tondeggianti degli altri manga, disegni che secondo me erano roba per bambini. Quando scoprii le opere del maestro Hiroshi Miyamoto, decisi che doveva essere lui il mio maestro. Il suo segno mi aveva impressionato molto e pensai che quello fosse il vero spirito di un manga. A quel tempo Shonen Jump non era ancora settimanale, e lo leggevo mentre aspettavo i ramen al ristorante. Comunque sia, non potevo dimenticare le pagine a colori iniziali e i disegni di quella rivista, e sicuramente se non le avessi viste, non avrei mai pensato di diventare fumettista.

    KM: Lei ha iniziato a fare il disegnatore professionista come molti suoi colleghi lavorando dapprima come assistente?

    K: Da piccolo scrivevo manga come facevano anche gli altri ragazzi, però quando ho cominciato sul serio, e accadde prima che finissi il liceo, non sapevo assolutamente niente delle tecniche del fumetto e cercavo continuamente uno spunto interessante per le storie; la mia filosofia era quella di creare una storia stimolante come quelle che faceva il maestro Hiroshi Miyamoto con il suo segno duro e graffiante: le sue storie erano abbastanza violente e crude, ma molto intriganti. Volevo diventare come lui, ed è stato in quel momento che presi la decisione definitiva. In quel periodo frequentavo la terza liceo, e quando vidi che su Shonen Jump c'era il premio Young Jump, decisi di parteciparvi creando la mia primissima opera. Mentre la scrivevo pensavo che non ci fosse nessuno bravo come me, ma non solo non vinsi, non mi qualificai neanche al terzo posto. A quel punto mi recai alla casa editrice per chiedere spiegazioni in merito alla mia esclusione, e così incontrai un editore in cerca di un assistente per Samurai Giant (un fumetto molto popolare in quegli anni, nd KM), che mi chiese se volevo fare quel lavoro. E fu così che incominciai a lavorare come assistente professionista. Questo accadde circa quattro mesi prima della fine del liceo.

    KM: Quindi, lavorando come assistente, riuscì ad affinare quella esperienza che la portò a diventare poi un vero professionista?

    K: In quel periodo non sapevo cosa volesse dire fare i fumetti, non sapevo cosa fossero i retini, e anche varie tecniche mi erano del tutto sconosciute, quindi mi impressionai molto una volta iniziato il lavoro. Mi ricordo che una volta, mentre stavo scrivendo i testi di un manga ambientato nel mondo del baseball, dovevo scrivere l'onomatopea "Woooo"; lo feci perché pensavo fosse meglio così. Il mio maestro rimase molto impressionato dal fatto, ma vista la mia naturalezza nel trasgredire alle sue indicazioni, non si arrabbiò minimamente. Quando lavoravo come assistente, una volta tornato a casa, mi occupavo della scrittura di una mia opera che volevo presentare alla casa editrice. In quel periodo ero in affitto a Shakuji (una zona del quartiere Nerima a Tokyo, nd KM) e vivevo da solo. I miei genitori pensavano che sarei tornato subito a casa perché l'affitto era così alto che difficilmente era possibile pagarlo con lo stipendio di un assistente ma, nonostante la mole di lavoro, avevo anche un'occupazione part-time, e quindi riuscivo a pagarmi le spese. Il mio debutto arrivò a vent'anni con il fumetto Sukeban Arashi, dopo aver fatto l'assistente per due anni e mezzo.

    KM: Essendo quest'ultima l'opera che ha segnato il suo debutto doveva esserci molto affezionato…

    K: Infatti! Quell'opera doveva raccontare le avventure di un ragazzo, e aveva come fonte d'ispirazione Otoko Ippiki Gakidaisho del maestro Motomiya. La storia di quel personaggio era incentrata soprattutto su vicende scolastiche, ma in quel periodo ce n'erano già tante e così optai per una protagonista che si comportava come un maschio. Volevo debuttare al più presto su Shonen Jump, e pensai che una storia molto cruda, ma disegnata con lo stile degli shojo manga, potesse essere molto forte. Volevo che fosse letta sia dai maschi che dalle femmine. Le lettere degli appassionati diedero ragione a me, e vinsi il premio dei lettori, che per la maggior parte erano ragazze. Purtroppo nel periodo in cui ci furono problemi con l'Arabia Saudita (periodo che viene chiamato 'Oil Shock', nd KM), dovetti terminare in fretta il mio fumetto perché Shonen Jump diminuì drasticamente il numero di pagine (a causa della crisi la carta era diventata molto costosa, nd KM), e di conseguenza anche il mio fumetto si accorciò sempre più fino alla sua definitiva sospensione. Tutto questo per me fu molto triste: non avrei mai voluto terminare quella storia.

    KM: Dopo il debutto i suoi fumetti diventarono sempre più forti e dinamici, soprattutto Ring Ni Kakero ha avuto un grande successo che le permise di diventare un autore regolare di Shonen Jump. E' iniziato così il suo periodo d'oro?

    K: A causa della fine di Sukeban Arashi, spesi tutte le mie energie per la creazione di Ring Ni Kakero. Mentre lo scrivevo pensavo che la boxe non dovesse essere la cosa più importante, ma che lo era molto di più riuscire a fare emozionare i lettori. Volevo fare un vero e proprio Nekketsu Manga (letteralmente, manga ardimentoso capace di procurare forti emozioni, nd KM), quindi anche i combattimenti dei personaggi andavano oltre il concetto della boxe rendendolo molto più simile a un fumetto di super uomini. Io pensavo che andasse bene così, e infatti anche tutte le altre mie opere hanno questa veste, e a cambiare sono solo i protagonisti. Una volta può essere un boxeur, un'altra volta un ninja, oppure il capo di una banda di ragazzini. In Ring Ni Kakero ho fatto molta fatica nello scrivere i testi, perché sono importantissimi per decretare il successo di un manga. Pensavo che fosse la cosa più importante. Su Shonen Jump saranno state quaranta o cinquanta le opere che hanno raggiunto più di 50 episodi. Era molto difficile continuare a pubblicare su quella rivista, e ogni settimana bisognava fare i conti con il premio dei lettori per la storia più bella: se non avessi vinto ogni settimana avrei sicuramente perso il lavoro. Era molto faticoso, ma solo così potevo esistere come fumettista.

    KM: In seguito a Ring Ni Kakero i suoi manga cominciarono a godere di una grande popolarità e si dedicò ad altre due opere: Fuma no Kojiro e Otoko Zaka. Anche in questi due casi riuscì a creare dei Nekketsu Manga?

    K: Chi lavora nel mondo dei manga dice che dopo essere riusciti a realizzare una grande opera, la successiva non godrà della stessa popolarità. Ma nel caso ottenga il meritato successo, a quel punto un fumettista può considerarsi un vero professionista. Anch'io dopo Ring Ni Kakero avevo paura di non ottenere successo, ma fortunatamente avevo le idee chiare su tre storie: una era Fuma no Kojiro, la seconda era Otoko Zaka e la terza era una storia sul sumo, ma su quest'ultima avevo molte perplessità e decisi così di lasciarla perdere. Alla fine realizzai per prima Fuma no Kojiro perché era più facile da scrivere. Fuma no Kojiro e Ring Ni Kakero sono molto simili perché entrambe parlano di combattimenti. Nella seconda gli scontri si svolgevano su un ring con l'ausilio dei guantoni, mentre nella prima i personaggi erano vestiti con le uniformi scolastiche. Dopo Fuma no Kojiro mi fu naturale realizzare Otoko Zaka, che tuttora considero come la mia opera più emozionale, e posso dire di essere diventato fumettista per creare proprio una storia di quel genere. Sin dal mio debutto avrei voluto scrivere una storia così e quindi ero molto contento di esserci riuscito. Ma sfortunatamente Otoko Zaka non ebbe il successo che sperava.

    KM: Dopo Otoko Zaka però riuscì finalmente a creare un manga formidabile capace di emozionare chi lo leggeva. Con Saint Seiya riuscì nell'intento?

    K: L'idea iniziale di Saint Seiya era semplice, solo in seguito furono inseriti i vari elementi presi dalla mitologia greca. Volevo creare una storia simile a quella di Karate Kid, ma volevo che i combattimenti avessero qualcosa di speciale, qualcosa di veramente pirotecnico, e allora pensai alle armature, che mi permisero di inserire anche la mitologia. All'inizio, io e i miei collaboratori pensammo di iniziare il fumetto con la scena in cui Seiya cadendo dal cielo precipitava in una località montana giapponese, e qui veniva soccorso da due ragazzi (un maschio e una femmina). Pensandoci bene, la scena ci parve alquanto ridicola, e pensammo di spostare il luogo della situazione in Grecia. Il titolo della serie doveva essere Ginga no Rin (Rin della Via Lattea), ma poco dopo lo cambiammo in Sei Senshi (Guerriero delle Stelle), ma anche in questo caso non fummo tutti d'accordo, e optammo per Seitoshi, che però andava letto con la parola inglese Saint. Il nome del personaggio protagonista lo cambiammo in Seiya, che doveva significare Freccia Santa, ma alla fine gli demmo il significato di Freccia delle Stelle, lasciando inalterata la pronuncia ma cambiando il primo ideogramma che componeva il nome (gli ideogrammi di Santo e di Stella si pronunciano allo stesso modo, ovvero Sei, nd KM).

    KM: Saint Seiya non è stata solamente una grande opera, conteneva anche elementi veramente innovativi come le armature e l'uso della mitologia. I lettori della serie erano veramente tanti, quindi si può dire che con questo fumetto lei abbia lasciato il segno.

    K: Dopo avere scelto il protagonista, gli altri personaggi vennero fuori facilmente: Seiya è un personaggio capace di provare forti emozioni, il vero protagonista di un Nekketsu Manga, Hyoga è un tipo disilluso, mentre Shiryu è il tipico ragazzo buono e gentile. Poi c'è Shun, che è molto carino, mentre Ikki è solitario come un lupo. Tutti i nomi dei personaggi hanno un significato. Hyoga, per esempio, significa Isola di Ghiaccio, e noi giapponesi usiamo il termine inglese Cool per descrivere un carattere disilluso. All'inizio il Cloth del protagonista doveva essere simile al kesa (il classico abito dei monaci buddisti, nd KM), ma quando abbiamo deciso di inserire la mitologia greca cambiammo anche questo particolare. Per Saint Seiya era veramente faticoso decidere i testi; per esempio, non avendo molta dimestichezza con la fantascienza e l'animazione, mi era difficile pensare a come dovevano essere le armature, e il mio editore mi dava delle idee che a me non piacevano. La sua idea era quella di creare un personaggio nato in una famiglia che praticava le arti marziali, e un giorno, tornando a casa, trovava il padre assassinato. Questa storia mi sembrava ridicola e banale, quindi la scartai subito e optai per l'utilizzo della mitologia. In seguito fu facile decidere le situazioni, la storia e i personaggi, e anche le armature e le armi vennero create naturalmente.

    KM: Lei crea storie per intrattenere il pubblico con forti emozioni, e quindi il pubblico si aspetta da lei altre opere come Saint Seiya.

    K: Era molto difficile continuare a scrivere su Shonen Jump perché, trovandoci in continua competizione con i disegnatori più giovani, dovevo continuare a proporre storie con la stessa potenza e con idee nuove. Fare il fumettista vuol dire avere molta immaginazione, e per i giovani è sicuramente più facile entrare in questo mondo, poiché non avendo una situazione economica stabile, e avendo molti pensieri che riguardano il proprio futuro, riescono a usare l'immaginazione in maniera più libera: posso dire che vivono continuamente nel mondo dell'immaginazione. Invece se uno ha ottenuto un grande successo e quindi possibilità economiche, ha molti meno stimoli per coltivare la propria immaginazione. Per esempio, quando realizzavo Ring Ni Kakero ero giovane e usavo tutte le mie forze per fare del mio meglio. Per Saint Seiya, invece, è stato molto diverso, perché il suo successo era stato pianificato anche da altre persone, quindi non è stata solo una mia idea. Se non avessi avuto l'aiuto di queste persone, probabilmente sarebbe diventata un altro tipo di opera. Secondo me, però, fare un manga non è un modo per mandare un messaggio a poche persone, e Saint Seiya è stato pianificato per fare un successo su grande scala. In Shonen Jump c'è sempre stata questa filosofia, e anche la mia è la stessa. In futuro scriverò sicuramente un altro fumetto con la stessa filosofia.

    KM: Maestro Kurumada, lei ha qualche sogno per il futuro?

    K: In un'opera intitolata Mabudachi Jingi ho detto questo: 'Esiste un sogno che può essere visto solamente dai ragazzi, quando si diventa adulti non lo si potrà vedere una seconda volta'. I ragazzi possono sognare di volare nel cielo come gli uccelli, e io vorrei poter scrivere un sogno come questo.

    Intervista Men’s Walker - 2000 (aprile) - Traduzione Michael Serra

    Traduzione italiana: Shiryu

    Fonti: Taizen Saint Seiya

    MW: Quando parliamo dell’esordio di Masami Kurumada, pensiamo subito a Ring ni Kakero. Come è nata quest’opera?

    MK: Non iniziai a scrivere Ring ni Kakero perché volevo creare un manga sulla boxe, ma perché volevo lavorare ad una serie colma di passione. Qualsiasi sport sarebbe andato bene a patto che avessi potuto rappresentare lo spirito appassionato degli uomini. Ma se lo avessi fatto sul sumo, probabilmente non avrebbe attirato i bambini (ride). La boxe era il tema migliore per un manga per ragazzi per la sua bellezza.

    MW: A parte l’argomento, cos’altro l’ha convinta?

    MK: Un manga è come una merendina, non un vero pasto. Non è una cosa che mangeresti per il suo valore nutrizionale. Così ho scritto Ring ni Kakero concentrandomi su come avrei potuto offrire ai lettori lo snack più delizioso possibile. Volevo offrire loro una porzione di una deliziosa merendina. Ma, man mano che lo facevo, i lettori si abituarono ed iniziarono ad avere la nausea (sorride amaramente), così dovetti iniziare a cercare un modo per offrirgli un ottimo snack di cui non si stanchassero mai. In Ring ni Kakero la mia soluzione fu concentrarmi sulle battaglie. Dopotutto, visto che i lettori vogliono leggere gli scontri, era come se i protagonisti fossero i colpi speciali. Così non dovevo far altro che scrivere le parti noiose tra una battaglia e l’altra.

    MW: E cosa ci dice di Saint Seiya? È stato un successo enorme all’estero.

    MK: Con Saint Seiya volevo creare un manga che diventasse famoso sin da subito per superare la sensazione di "incompiutezza" che avevo nei confronti di Fuma no Kojiro e Otoko Zaka. Le cose andarono proprio come mi aspettavo e guadagnò subito una grande popolarità. Il successo esplose nell’inverno del 1986, quando iniziò l’anime. Nel frattempo, anche il manga divenne molto famoso quando la spocchiosa Saori Kido fu rivelata essere Atena, e comparvero i Cavalieri d’Argento. Il successo crebbe enormemente grazie al doppio effetto di anime e manga, che erano incredibili. Il manga mantenne la sua popolarità per un periodo molto lungo, ma sentii di star cominciando a perdere tutte le forze che avevo nel corso della saga di Hades, così chiesi alla Shueisha di permettermi di concludere Saint Seiya in dieci settimane.

    MW: I lettori e la Shueisha non si aspettavano molto da lei mentre lavorava a Ring ni Kakero o Saint Seiya?

    MK: Sentivo una pressione enorme perché non potevo scrivere nulla di noioso. Non bastava più un colpo solo, dovevo continuare a segnare "hom run". Non potevo più introdurre scenette simpatiche, ero avvolto da gemiti dalla testa ai piedi (ride). Era così ogni settimana, non c’era modo di evitarlo.

    MW: Com’era l’atmosfera della divisione editoriale della Shueisha?

    MK: Beh, non avevamo mai tempo per riposare, ma erano come dei forsennati. Penso che gli editori avessero l’ambizione e la passione per voler creare un manga che piacesse al pubblico. All’epoca la divisione editoriale di Shonen Jump era molto attiva.

    MW: Al momento sta scrivendo Ring ni Kakero 2 su Super Jump. Come mai ha deciso di riprendere quest’opera?

    MK: Smisi di scrivere Ring ni Kakero nel 1981 perché sentivo di aver consumato tutte le energie che avevo. Dopo quasi vent’anni penso di poter scrivere il seguito di quel manga. Ring ni Kakero è un manga in cui sto mettendo l’anima. Vorrei che venisse letto da coloro che leggevano Ring ni Kakero da bambini. Quando, nelle lettere dei lettori, leggo frasi come "man mano che voltavo pagina il mio cuore batteva più veloce" o "Ho pianto sul treno", penso, in fondo al mio cuore, che ho fatto bene a farlo.

     

    Intervista StarComics - 2001 (data di realizzazione sconosciuta) - Trascrizione: Shiryu

    Fonti: Manga Saint Seiya StarComics volumi 19-27

    Quando è nato? Il suo è uno pseudonimo o usa il suo nome vero per firmare i suoi fumetti?

    Sono nato a Tokyo il 6 dicembre del 1953. Si, uso il mio vero nome.

    Come è riuscito ad entrare nel mondo fumettistico professionale?

    Quando avevo 18 anni lessi per caso un numero della rivista "Shonen Jump" su cui c’era il bando di concorso per nuovi autori. Così realizzai il mio primo fumetto e con questo partecipai al concorso, ma prima di allora non avevo mai avuto l’idea di diventare fumettista. Alla fine quella storia non vinse nessun premio, ma un redattore mi presentò un fumettista già affermato da cui ho cominciato a lavorare come assistente. In questo modo cominciai anche a realizzare dei miei fumetti che raccontavano cosa avveniva nello studio dove lavoravo.

    Qual è il primo fumetto che ha letto? Quale fumetti le piacevano quando era piccolo?

    Non mi ricordo bene il primo fumetto che ho letto, ma quando ero al terzo anno della scuola elementare mi piacevano Tetsuwan Atom (Astro Boy), e Iga no Kagemaru. Sono stato molto influenzato dal maestro Hiroshi Motomiya, in fondo sono state proprio le sue opere a spingermi a diventare fumettista.

    Come si intitolava la prima storia che ha realizzato?

    Il mio debutto l’ho fatto con un fumetto intitolato Sukeban Arashi, era una storia comica.

    Ha mai lavorato come assistente?

    Io sono entrato nel mondo dei fumetti senza conoscere alcuna tecnica. Lavorando come assistente ho potuto imparare le tecniche di base, ma vista la mia scarsa preparazione ho commesso numerosi errori.

    Com’è nata la storia Saint Seiya?

    All’inizio avevo pensato a una storia il cui protagonista fosse un ragazzo che combatteva con le tecniche del karate. Poi ho studiato delle scene di combattimento in cui ogni volta che veniva lanciato un attacco apparivano fulmini e scintille, e la cosa mi era sembrata interessante. Allora mi sono detto che senza un’armatura il corpo dei protagonisti avrebbe subito parecchi danni, così nacque l’idea dei Cloths. Ma se nel karate fosse stata usata un’armatura qualsiasi, l’effetto sarebbe stato poco godibile esteticamente, quindi modificai la mia idea creando delle armature più raffinate. Unendo tutte queste idee alla mitologia greca sono riuscito a creare una storia nuova. Quando ho inventato le parole come Seitoshi (Saint = Sacro Guerriero) e sei (Cloths = Armatura Sacra) la storia ha cominciato subito a svilupparsi da sola nella mia testa. Dopo avere deciso il protagonista, gli altri personaggi sono nati automaticamente assieme alla storia stessa.

    Quali sono i personaggi che preferisce?

    Tutti i personaggi di questa storia. Li ho creati, perciò sono affezionato a tutti loro, quindi non posso sceglierne uno fra tutti.

    Prima di Saint Seiya quale altra storia ha realizzato?

    Un fumetto intitolato Otoko Zaka.

    Realizza le storie basandosi sulle sue esperienze personali, oppure sui dati che raccoglie?

    I personaggi che creo sono alter ego di me stesso, perciò penso che riflettano nel loro carattere le mie esperienze anche se in pochi aspetti. Ma in generale, mentre realizzo una storia, non penso quasi mai a cose del genere, penso solo a come posso renderla più interessante per i lettori, quindi non mi capita mai di realizzare una storia in cui racconto semplicemente le mie esperienze. Riguardo ai dati che utilizzo, non mi capita mai di raccoglierli apposta per creare una storia, ma durante la vita di tutti i giorni mi impegno nell’analizzare i libri d’arte occidentale o cinese, specialmente le opere realizzate a china; poi leggo romanzi storici o altri libri che mi interessano.

    Dev’essere stata molto dura realizzare ogni settimana un episodio di Saint Seiya. Ce ne può parlare?

    Lavorare per una rivista settimanale è davvero duro. Soprattutto creare ogni settimana un episodio nuovo è un lavoro davvero difficile.

    Come lavora generalmente? Quanti giorni le occorrono per fare lo storyboard e quanti giorni per realizzare le tavole a fumetti di un episodio?

    E’ un segreto.

    Prima di mostrare le tavole al suo redattore, chiede consiglio a qualcuno?

    Per un fumettista, il suo redattore è il primo lettore, perciò non chiedo a nessun altro, tranne a lui, dei consigli. Raramente mi capita di parlare delle idee che ho per una storia in occasione di un’intervista, ma mentre penso ad una nuova storia, apporto diverse modifiche aggiungendo le più interessanti che mi vengono in seguito. Per questo, alla fine il risultato è spesso molto diverso da quello che avevo raccontato in precedenza.

    Apporta delle modifiche alle tavole quando gli episodi pubblicati sulla rivista vengono raccolti in volume?

    Le uniche modifiche che mi capita di fare riguardano solo i testi.

    Di Saint Seiya sono stati realizzati cartoni animati e vario merchandising. Che ne pensa di questo? Ha partecipato alla realizzazione di questo materiale?

    Visto che è stata la mia prima storia ad essere trasportata in animazione, mi ha fatto molto piacere. La musica che è stata utilizzata come colonna sonora mi ha aiutato nel trovare alcune idee su come proseguire la storia a fumetti. La programmazione della serie televisiva è iniziata mentre il fumetto era ancora in corso, perciò non ho avuto tempo per lavorarci e ho lasciato fare allo staff dei cartoni animati. Ma riguardo al primo film ho partecipato scrivendo il plot della storia e ho creato i Cloths dei cinque Saint nemici.

    Immaginava che Saint Seiya avrebbe riscosso tutto questo successo? E in seguito a ciò, la sua vita ha subito qualche cambiamento?

    E’ stata davvero una sorpresa indimenticabile vedere che la mia storia ha riscosso un così grande successo in tutto il mondo. È stata un’esperienza importante, ho addirittura partecipato a un programma televisivo in Francia ma la mia vita come fumettista non è cambiata molto.

    A quale storia sta lavorando adesso? E quanti assistenti ha attualmente?

    L’ultima storia a cui sto lavorando è Ring ni Kakero 2. Il numero di assistenti di cui mi avvalgo dipende dal progetto che devo realizzare, perciò il loro numero cambia sempre da episodio ad episodio.

    Naviga in internet, utilizza l’e-mail per comunicare, possiede un suo sito personale?

    Dico la verità, purtroppo non uso spesso il computer, sono soprattutto i miei figli ad utilizzarlo molto più di me.

    Quale fumettista giapponese, o straniero, le piace?

    Mi piacciono le opere del maestro Hiroshi Motomiya, ma possibilmente cerco di leggere anche le opere di altri autori.

    Che ne pensa del fatto che la sua storia abbia un pubblico anche in paesi stranieri come Francia e Italia?

    Penso che il fatto che le mie storie siano state accettate in paesi dove si parlano lingue diverse dal giapponese significhi che il messaggio che voglio dare è universale, e questa è sicuramente una cosa davvero piacevole per un fumettista.

    Legge anche fumetti europei o americani?

    Cerco di leggerli, ma ancora non li conosco molto bene.

    Come passa il suo tempo libero?

    Mi piace fare jogging, leggere libri, stare con la mia famiglia ecc ecc.

    Tokumori - L’Angolo di Sion - 2001 - 2002 - Traduzione: Shiryu

    Fonti: Blog Aries Mu; Articoli del sito

    (Nota: Kurumada in questo Q&A finge di essere Sion)

    Volume 2

    Domanda: Come vengono costruite le armature? Sarebbe interessante vedere delle illustrazioni dei metodi di costruzione. E mi piacerebbe rivedere le Armature Divine!!

    Risposta: Oh oh oh, la creazione di un'armatura è sicuramente qualcosa che merita di essere visto. Sfortunatamente, i metodi di creazione sono sepolti nel tempo, e nemmeno io li conosco nei dettagli. Però nel corso della nostra lunga storia abbiamo visto nascere nuove armature. Non è impossibile creare nuove armature.

    Domanda: Esistono 88 Cavalieri in totale (12 Cavalieri d'Oro, 24 d'Argento e 48 di Bronzo), ma chi sono i quattro Cavalieri mancanti? Di cosa sono fatte le loro armature ed a quali costellazioni appartengono?

    Risposta: Una domanda molto acuta! Siccome quei quattro Cavalieri sono considerati tra i segreti del Santuario, la loro esistenza non è ancora stata rivelata. Forse i loro segreti saranno svelati quando finalmente la battaglia contro gli Dei dell'Olimpo inizierà.

    Domanda: Alman di Thule mandò 100 bambini in giro per il mondo, ma esistono solo 88 armature. Perchè i numeri non corrispondono?

    Risposta: Come molti già sanno, per diventare Cavaliere è necessario un difficile addestramento. Non tutti quei bambini inviati per il mondo diventeranno Cavalieri senza incidenti. Inoltre, non tutti i Cavalieri sono comparsi nella storia umana, quindi in alcuni casi è persino difficile trovare la località di addestramento. Persino se la trovi, non vuol dire che la raggiungerai senza incidenti. Il fatto che ben 10 su 100 bambini sono diventati Cavalieri è quasi miracoloso. Se fossi stato Alman, avrei mandato 500 bambini!

    Domanda: Se ho ben capito, grazie al Misopethamenos Dohko è riuscito a vivere 261 anni, ma come ha fatto il precedente Grande Sacerdote Sion dell'Ariete a vivere 248 anni? I Cavalieri possono vivere così a lungo?

    Risposta: Questa è una domanda fatta da molte altre persone. Per gli esseri umani è raro avvicinarsi ai 100 anni, e per me, che sono un Cavaliere, vivere oltre 200 anni è incredibile. Ho sempre cercato di vivere come nei miei anni da adolescente. Se la tua prospettiva di vita è giovane, la tua forza non diminuisce… Se fossi stato un pò più giovane, sicuramente non avrei mai perso contro Gemini. [Risposta alquanto vaga NdShiryu]

    Domanda: Quando le armature di Pegasus e Sirio vennero riparate, perchè hanno cambiato forma? Non penso che le loro dimensioni e forma sarebbero potute cambiate a quel modo. Come ha fatto Mur a curarle? Ha usato la telecinesi?

    Risposta: Le armature sono come una specie vivente. Quando ti rompi delle ossa, dopo essere guarite diventano più forti e grandi [Questo non è tecnicamente vero, NdShiryu]. E' lo stesso per le armature, quando vengono riparate si evolvono. Per questo, il peso e la superficie possono cambiare ampliamente. Inoltre dipende molto da quanto Orialcon è disponibile. E quando si ripara un'armatura, si può usare la telecinesi per cambiare la struttura delle molecole. La concentrazione necessaria per fare ciò è fuori immaginazione.

    Domanda: Nella serie di Hades, i 12 Cavalieri d'Oro si riuniscono per distruggere il Muro del Pianto. Quando si sono convertiti Cancer e Fish?

    Risposta: Oh… anche se quei due sono cattivi, in fondo in fondo sono brave persone. Facevano solo un pò troppi dispetti ogni tanto [!]. Forse Dohko li ha rimproverati al Cocito. Io ormai ero in cenere, quindi non lo so bene.

    Domanda: Quando Gemini affronta Pegasus, indossa l'armatura mentre è nudo. Che ne pensi?

    Risposta: Ci sono molti Cavalieri che indossano l'armatura con dei vestiti sotto, ma ci sono anche Cavalieri che non indossano niente. Affinchè un Cavaliere possa estrarre tutto il potere dell'Armatura con il Cosmo, è importante essere tuttuno con la corazza. Anche se la differenza è minima, per un Cavaliere può essere abbastanza per vincere una battaglia. Per questo, Gemini decise di toccare l'armatura direttamente sulla pelle. Inoltre è una sensazione piacevole sentire il tocco fresco dell'armatura.  

    Volume 3

    Domanda: Perchè Mur ha delle sopracciglia rotonde a forma di cerchio? Anche Sion e Kiki hanno queste sopracciglia Heian [in riferimento all'era Heian della storia giapponese]. E' una caratteristica dei Cavalieri d'Ariete? Oppure queste sopracciglia hanno uno scopo speciale?

    Risposta: Abbiamo appena incominciato e subito una domanda così acuta! Se pensi che queste belle sopracciglia siano la prova di essere Cavaliere d'Ariete, ti sbagli di grosso! Queste sopracciglia sono la prova di essere appartenenti ad un clan di pochi sopravvissuti che hanno ereditato l'abilità di riparare le armature. Quindi Kiki riceverà presto queste abilità da Mur. Ma diventerà mai un Cavaliere? Questo non è affatto sicuro.

    Domanda: Quando Cancer e Fish hanno attaccato il Santuario, stavano davvero recitando come Gemini, facendo solo finta di aver giurato fedeltà ad Hades? Non sembra che sia così…

    Risposta: Quei due hanno un orgoglio che è il doppio di quello di una persona normale. Erano Cavalieri d'Oro che hanno perso contro Cavalieri di Bronzo, così erano frustrati oltre misura. Inoltre, probabilmente si sono lasciati trasportare nella loro performance. Io, che sono stato dotato di benevolenza, saggezza e coraggio, penso che fossero solo un pò estroversi e gli piacesse giocare. Persino dopo la morte, erano sempre Cavalieri di Atena, e nessun Cavaliere ha realmente giurato fedeltà ad Hades.

    Domanda: Quando Gemini uccise Sion, vestito da Sacerdote, la faccia di quest'ultimo non viene mostrata. Che faccia aveva all'epoca?

    Risposta: Non mi piace ammetterlo, ma neppure un Cavaliere può combattere l'avanzare degli anni. Persino io, che ero orgoglioso di essere un bel ragazzo, avevo la mia età stampata sul viso. Se paragoni Dohko da giovane a come diventa dopo 243 anni, puoi immaginare che intendo. Ciononostante, penso che avevo ancora un aspetto carino.

    Domanda: I Cavalieri d'Oro hanno ricevuto le investiture attorno ai 7 o 8 anni, quindi quando hanno iniziato ad allenarsi? Oppure siccome sono dei geni, non hanno avuto bisogno di addestrarsi…?

    Risposta: Beh, la durata di addestramento di un Cavaliere dipende da molti fattori, come il potenziale dell'addestrato, i metodi di insegnamento del Maestro ecc. Hanno dominato il cosmo in giovane età, e per questo possono essere considerati dei geni, ma ha molto anche a che fare con il fatto che essendo molto giovani, non erano limitati da preconcetti del mondo normale e hanno potuto comprendere meglio i segreti del Cosmo. Il Cosmo è un potere che ogni essere umano può risvegliare, ma purtroppo man mano che si cresce, si viene intrappolati dalla conoscenza del mondo esteriore, e per questo risvegliare il Cosmo diventa difficile. Per coloro che si sono bagnati della conoscenza del mondo normale, persino l'idea di poter lanciare pugni alla velocità del suono è limitata da preconcetti esteriori [in altre parole, si autolimitano dicendosi che è impossibile per un essere umano] e non riescono a dominare neppure un'abilità così semplice. Ma quelli che non sono stati ancora inquinati in questo modo, e che hanno un cuore immacolato, devono solo poter sinceramente credere di poter realizzare tali mosse miracolose, e riescono in breve tempo a dominare il Cosmo. Quindi non è che non si allenino, ma la durata del loro addestramento è molto corta.

    Domanda: Pegasus e Cristal usano le loro Saint Card. Anche gli altri Cavalieri le hanno?

    Risposta: In origine, le Saint Cards venivano lasciate sui campi di battaglia per informare i compagni che il possessore stava bene. Ma ciò accadeva molto tempo fa, e ormai solo in pochi lo fanno ancora. Quindi forse queste Cards sono state date dalla Fondazione Thule ai Cavalieri che hanno preso parte alla Guerra Galattica, come una specie di regalo. In altre parole non sono ufficialmente riconosciute dal Santuario. Forse solo quei 10 Cavalieri le possiedono. Nemmeno io ne ho una, e la vorrei abbastanza.

    Domanda: La chiamata alle armi del Santuario arriva per posta?

    Risposta: Gli ordini del Santuario non sono consegnati tramite la posta normale. I Cavalieri possono essere al massimo 88, ma sotto di loro ci sono vari pedoni [soldati semplici] sparsi ovunque nel mondo. Usando questo network di persone, gli ordini scritti possono essere consegnati velocemente e in segreto. I Cavalieri d'Oro sono un'eccezione, perchè muovendosi alla velocità della luce possono teletrasportarsi instantaneamente, o parlare telepaticamente, quindi con loro non c'è bisogno dei metodi normali.

    Domanda: Quando Asher compare di nuovo, sembra che la sua armatura sia cambiata. E' stata riparata da Mur?

    Risposta: Le armature hanno poteri di autoriparazione, i piccoli danni si riparano da sole mettendole nei loro scrigni. Quando succede, le parti danneggiate si rafforzano, a volte cambiando anche un pò forma.

    Domanda: I Cavalieri devono fare un'addestramento infernale, ma anche i Generali e gli Spectre si allenano? Non penso che Zellos del Rospo si sia mai allenato…

    Risposta: I Generali e gli Spectre ottengono il loro titolo seguendo processi completamente diversi da quelli dei nostri Cavalieri. Per prima cosa, coloro che diventano Generali sono nati con un potenziale ed un potere che li rende adatti ad essere scelti dalle loro Armature di Scaglie. In altre parole, le Armature di Scaglie hanno un ruolo nel trovare i Generali. Per questo, scegliere Kanon e Abadir, che avevano già i mezzi per diventare Cavalieri, è abbastanza naturale. Per Armature di Scaglie e Armature di Atena, coloro che le indossano dipendono totalmente solo dal loro potenziale personale, ma per le Surplici è diverso. L'intera struttura della persona cambia per adattarsi alla Surplice.

    Volume 4

    Domanda: Ho due domande. La prima è: Pegasus, Sirio, Phoenix, Andromeda e Cristal sono Giapponesi, ma lei, maestro Sion, e gli altri Cavalieri d'Oro da che paesi provenite? E la seconda è: quando e come ha addestrato Mur? Lo ha fatto nei panni di Grande Sacerdote?

    Risposta: Per la prima domanda, i paesi d'origine dei Cavalieri d'Oro sono scritti sull'enciclopedia Taizen, attualmente in vendita. Per quanto riguarda l'addestramento di Mur, dimentichi che i Cavalieri d'Oro possono muoversi alla velocità della luce, ovvero 300.000 chilometri al secondo. Questo significa che possono fare il giro del mondo 7 volte e mezza in un secondo. Andare dalla Grecia al Jamir, addestrare Mur e tornare al Santuario non è un problema per un Cavaliere d'Oro. Anche se per me, che avevo più di 200 anni, addestrare Mur fu abbastanza stancante. Per quel che riguarda in che titolo l'ho addestrato [da Sacerdote o da Cavaliere d'Ariete, NdS] lo lascio alla tua immaginazione.

    Domanda: Vorrei sapere dal maestro Sion se è vero che il Cavaliere d'Oro Ioria e il Cavaliere d'Argento Castalia hanno una relazione. E anche se ciò non fosse vero, può dirmi se i Cavalieri riconoscono l'amore e il matrimonio tra di loro?

    Risposta: Oh? Non avevo mai sentito di questa voce. E' vero che quei due vanno molto d'accordo, ma è solo un'amicizia, come tra ragazzi. Ioria ha dovuto convivere con la disgrazia di essere il fratello minore di un traditore, e ci sono persone che spargono voci sul suo conto. Non le ascolterei troppo. E l'unica ragione per cui i Cavalieri esistono è proteggere la pace nel mondo, quindi finchè hanno questo motivo devono essere devoti in spirito e corpo ad Atena, che è il simbolo della pace. Per questo, il Santuario non riconosce l'amore o il matrimonio di un Cavaliere. Ma ci sono occasioni in cui per un Cavaliere la vita di una persona diventa più importante del proteggere tutte le altre vite del mondo. Ho sentito, nella nostra lunga storia, di persone che hanno deciso di rinunciare al titolo di Cavaliere per proteggere solo quella persona.

    Domanda: Kanon è rimasto per 13 anni nel Regno Sottomarino. Che ha fatto per tutto quel tempo? E' tornato sulla terra? Penso che potrebbe aver girato il mondo o visitato la famiglia Kedives.

    Risposta: E' vero che Kanon è stato nel Regno Sottomarino per 13 anni, ma quel che ha fatto in quel periodo è poco chiaro. Io ero già morto quindi non lo so bene. Forse è andato alla ricerca di altri guerrieri marini al di fuori dei Generali [i soldati semplici, che secondo la Taizen sono forti come Cavalieri di Bronzo NdS]

    Domanda: Durante la Guerra Galattica, cinque Phoenix Neri fanno intrusione. Pegasus e gli altri ne sconfiggono quattro, mentre l'ultimo andò a fare rapporto da Phoenix. Che gli è successo dopo?

    Risposta: Le Fenici Nere esistono solo come ombre della costellazione della Fenice. Probabilmente sta ancora aspettando gli ordini di Phoenix alla Regina Nera. Anche se, visto che l'armatura della Fenice si è evoluta, sarebbe bello se si fosse evoluta anche la sua armatura…

    Domanda: Perchè in questa rubrica il maestro Sion parla come una persona anziana?

    Risposta: Anche se ho più di 200 anni di età, ho ancora la freschezza e bellezza di un diciottenne, ma perderei tutta la mia autorità se parlassi come un ragazzino. Se avete buon cuore, permettemi di parlare così.

    Domanda: Cancer era italiano e fu addestrato in Sicilia, ma il suo colpo segreto si chiama Sekishiki Meikai Ha e dice parole come "Shoushi!" [Assurdo!] e altre tipicamente cinesi. Gli piacciono parlare in cinese?

    Risposta: Ci sono molti Cavalieri che parlano lingue diverse dalla loro. Specie coloro che si sono addestrati in altri paesi hanno dovuto impararne la lingua. E siccome i Cavalieri sono inviati in missione dal Santuario in tutto il mondo, le loro abilità linguistiche devono essere sopra la media. Specialmente Cancer e Mur, che spesso ho mandato io stesso in missione, devono aver imparato lingue orientali. E' più facile parlare telepaticamente con quelle espressioni, i kanji sono una specie di geroglifici.

    Domanda: Maestro Sion, buon anno nuovo! Ho una domanda per lei: a parte Pegasus e gli altri, come hanno fatto gli altri Cavalieri, specie quelli d'Oro, a diventare Cavalieri? Possibile che siano tutti orfani? Se non sanno dell'esistenza del Grande Tempio, persino con un talento straordinario, non penso potrebbero improvvisamente sognare o sperare di diventare Cavalieri. La prego, mi risponda!

    Risposta: Non posso dire molto a riguardo, perchè dipende dal destino delle stelle. Ciascun Cavaliere è diventato tale a modo suo. Forse un giorno in futuro verrà data spiegazione di come divennero Cavalieri.

    Domanda: Hades prese in prestito il corpo di Andromeda in Ade, ma il suo vero corpo è all'Elisio. Nettuno prese in prestito il corpo di Julian, ma non ha un suo vero corpo?

    Risposta: Persino io non conosco i dettagli che riguardano l'imperatore dei sette mari, ma il fatto che prenda in prestito un corpo della famiglia Kedives in ciascuna generazione potrebbe indicare che il suo originale sia stato distrutto in una guerra passata. Il motivo del legame così forte che unisce la famiglia Kedives a Nettuno andrebbe sicuramente approfondito.

    Domanda: Ho una domanda: quanto durerà questa pubblicazione. Sarebbe bello se uscissero volumi anche per i Cavalieri d'Oro oltre che per Pegasus e gli altri. Ci sono un sacco di persone che sperano che questa rubrica della posta continui.

    Risposta: Per ora, il prossimo volume dovrebbe essere l'ultimo. Quindi se volete che risponda alle vostre domande, scrivetele e mandatemele il prima possibile!

    Volume 5

    Domanda: Le armature possono adattarsi al corpo di chi le indossa? Per esempio, Cassios è così grande che l'armatura di Pegasus non gli sarebbe mai entrata.

    Risposta: Le armature possono cambiare e adattarsi al fisico del Cavaliere, è per questo che se Cassios avesse ottenuto la corazza, quest'ultima avrebbe cambiato le proprie dimensioni per andargli bene. La ragione è un pò complessa ma in sostanza le armature sanno già in anticipo chi le indosserà e quindi iniziano a cambiare all'interno del Pandora Box in attesa del giorno in cui saranno indossate. Quando il Cavaliere cresce, anche l'armatura cresce con lui.

    Domanda: Quand'è che Asher e gli altri hanno riparato le loro armature. Anche se è stato detto che si sono allenati di nuovo, non penso che le armature possano essere riportate alla bellezza originaria. Esattamente quando sono guarite? Sulla schiena dell'armatura di Ban c'era un cerchietto, perchè ha cambiato forma? Mi sembra irragionevole che le armature possano cambiare così in fretta.

    Risposta: Mentre Asher e gli altri si allenavano per la seconda volta, le loro Armature erano negli scrigni. Siccome si stavano riparando, non stupisce che abbiano cambiato anche la loro forma. Ma tu sei un acuto osservatore delle armature, sono impressionato! Però non dovresti considerare una cosa irragionevole, ma dovresti chiederti perchè è cambiata a quel modo?

    Domanda: Quando Doko era giovane, poteva usare anche lui la Pienezza del Dragone come Sirio quando si toglie l'armatura?

    Risposta: So moltissime cose sul passato di Doko, ma visto che ho la personalità che mi ha permesso di diventare Sacerdote, non posso rivelarle. E' un segreto.

    Domanda: La Grande Fondazione riunì Pegasus e gli altri da vari orfanotrofi sparsi in giro, ma come riuscì a trovarli?

    Risposta: Probabilmente perchè l'anziano Alman di Thule doveva scegliere un successore tra i 100 orfani ed ha sempre segretamente usato le risorse di intelligence della Fondazione per tenerli d'occhio. Se non avesse incontrato Micene, molti degli orfani avrebbero vissuto le loro vite senza mai apprendere il segreto della loro nascita.

    Domanda: Le armature di Pegasus e gli altri sono riuscite ad evolversi in Armature Divine grazie al sangue di Atena. In passato ci sono riuscite anche le armature d'Argento e d'Oro? E anche le Armature di Scaglie e le Surplici potrebbero evolversi allo stesso modo con il sangue di Nettuno o Hades?

    Risposta: In teoria non sarebbe sorprendente per armature d'Argento o d'Oro che hanno ricevuto il sangue di Atena evolversi in armatura divina, ma non importa quante volte l'armatura si evolva, se il Cavaliere che la indossa non riesce ad aumentare di pari passo il suo cosmo, non sarà mai in grado di usare il pieno potere della corazza. Il fatto che Pegasus e gli altri siano in grado di usare le Armature divine è dovuto al fatto che hanno saputo alzare i loro cosmi fino ad un livello che trascende l'Arayashiki! E lo stesso vale per Armature di Scaglie e Surplici.

    Domanda: Contro Thanatos, Andromeda combatte indossando l'armatura d'oro della Vergine. Sarebbe quindi in grado di usare il Sacro Virgo, l'Abbandono dell'Oriente e la Volta di Minosse? La sola Nebulosa di Andromeda non sembra abbastanza per il successore del Cavaliere di Virgo.

    Risposta: Indossare solo l'Armatura non significa che il Cavaliere erediti i poteri del precedente successore. Qualsiasi tecnica viene appresa dopo un duro addestramento, e anche se Andromeda indossa l'Armatura della Vergine, non può usare le tecniche di Virgo. Inoltre i Cavalieri di Bronzo indossano le armature d'Oro solo in prestito, e non perchè le loro costellazioni sono cambiate.

    Domanda: Quando il Sacerdote cena nel suo palazzo, si sente solo?

    Risposta: Siccome vivo nel Palazzo del Sacerdote, ho servitori che mi aiutano e non mi sento mai solo! Quando mangio, a volte chiamo un Cavaliere d'Oro da me per avere una piacevole conversazione. Sono giornate molto belle! E beh, a volte lasciavo di nascosto il Grande Tempio per andare ai Cinque Picchi a bere un pò di Sake, ma questo è un segreto mio e di Doko.

     

    Postfazione Gigantomachia - 2002 - Traduzione: Laura Anselmino

    Ho cominciato a disegnare I Cavalieri dello Zodiaco con un preciso desiderio: creare un manga che non avesse precedenti nel genere, che scegliesse come ambientazione un mondo sconfinato e che fosse di grande intrattenimento.

    All’inizio ho avuto molte difficoltà. All’epoca della pubblicazione dei primi episodi su rivista, mi era stato detto che i Saint, il loro "cosmo interiore", il Santuario e gli ampi riferimenti alla mitologia greca erano un argomento di difficile comprensione per i lettori giapponesi. Mi ritrovai inchiodato alla schivania per far sì che le tavole della settimana fossero un concentrato di idee, sapendo che la settimana successiva sarei dovuto ripartire da zero.

    Ero stanco morto.

    A poco a poco però è arrivato il successo. Me ne sono reso conto davvero quando i volumi del manga hanno superato il milione di copie vendute. È stata una piacevole sorpresa.

    Poi mi sono giunte lettere di sostegno da tutto il mondo, e sono partiti nuovi progetti legati al mondo di Seiya. Non ultimo questo adattamento in romanzo. Ancora oggi continuo a sentire l’entusiasmo dei fan e come autore è una grande soddisfazione.

    Grazie, spero che continuerete a seguire le avventure dei Cavalieri di Atena ancora a lungo.

    Intervista Henshin - 2002 - Traduzione ?

    Fonti: Articoli del sito

    Henshin: Cosa l'ha spinta a creare dei manga?

    Kurumada: Mi sono sempre piaciuti i manga. Per esempio, leggevo un sacco di manga sui ninja, come quelli di Mitsuteru Yokoyama (Autore di Giant Robo, Babel II, Sangokushi…) e di Sampei Shirato (autore di Kamui Ken no). Una volta esistevano negozi che affittavano i manga, proprio come fanno ora le videoteche. In questi negozi si potevano prendere in affitto manga per 5 o 10 yens. Era il tempo dei gekika (nome dato ai manga destinati agli adulti, con contenuti di tipo drammatico). Takao Saitô (autore di Golgo 13) è uno dei grandi rappresentanti di quello stile. Poi c'era lo stile di Tezuka Osamu, che aveva un tratto molto tondeggiante e divenne uno degli standard del tempo. Il gekika era molto più violento, con caratterizzazioni più serie e realistiche. Io fui influenzato da entrambi i generi. Il risultato più ovvio della fusione fu Saint Seiya.

    Henshin: Nel momento di creare i Cavalieri dello Zodiaco, fu influenzato da qualche altro manga o autore?

    Kurumada: Uhm… no, non fui influenzato da nessuno. Fu un'opera originale, un manga fatto completamente in "stile Kurumada" (ride) Leggere libri, vedere film e conoscere nuove persone mi aiuta ad avere nuove idee, ma da quando divenni professionista non fui mai influenzato da nessun altro manga. Il mio stile è inconfondibile. Non è la copia di nessuno.

    Henshin: Ti piacciono gli anime ed i telefilm?

    Kurumada: Quando ero bambino li seguivo, ma poi i miei interessi cambiarono

    Henshin: Quali seguiva da bambino?

    Kurumada: Sono serie così vecchie che non so se vale la pena citarle. Per esempio Gekkou Kamen o Nana-iro Kamen. Sono eroi mascherati dei primordi delle serie Giapponesi di eroi.

    Henshin: "Nazional Kid" arrivò in Brasile e fu un grande successo

    Kurumada: Davvero? (ride). Adoravo guardarlo

    Henshin: Anche "Ultraman" è molto famoso in Brasile.

    Kurumada: Seguii UltraQ, in cui apparvero alcuni mostri, ma all'epoca in cui Ultraman comparve, iniziò dopo che entrai al ginnasio, io avevo già smesso di seguire queste serie.

    Henshin: Quale fu il titolo del primo manga che pubblicò? di che trattava?

    Kurumada: Il primo? come posso spiegarmi… era un manga di "banchos" (boss di gangs). Era una storia di studenti fuorilegge, di delinquenti. Fu un manga in quello stile, ma non vendette molto. Ed ora il titolo… mi vergogno un po' a citarlo… si chiamava Sukeban Arashi. E' la storia di una ragazza briccona.

    Henshin: E quale fu il suo primo grande successo?

    Kurumada: Fu Ring ni Kakero (1978 - 1983). Ora sto facendo Ring ni Kakero 2, ma l'originale fu il mio secondo lavoro regolare. Divenni professionista pubblicando Sukeban Arashi. Subito dopo, questo titolo fece un boom di vendite. Terminò dopo ben 25 volumi.

    Henshin: Ha qualche formula per far quattrini? un metodo per elaborare una storia?

    Kurumada: Se ci fosse un metodo per creare nuove storie, mi piacerebbe impararlo (ride). Se esistesse una formula pronta, credo che nessuno soffrirebbe. Quando vedo un film o leggo un libro, essi mi portano delle idee che mi fanno esclamare "Uao. Questo è interessante!" Penso che siano quelle idee a dare la traccia per sviluppare un lavoro. Ma un'idea da sola non forma una storia. E' necessario mettere tutte le idee in un "cassetto" della testa, in modo che tutte insieme formino un lavoro.

    Henshin: Vuole dire che non basta avere un'ispirazione?

    Kurumada: Un'ispirazione è importantissima. Ma è necessario unire molte ispirazioni altrimenti sarebbe impossibile mandare avanti storie così lunghe. Pertanto è fondamentale per l'autore accumulare il maggior numero possibile di materiale nel suo "cassetto" mentale.

    Henshin: Qual è la sua opera preferita fra tutte quelle che ha fatto?

    Kurumada: Penso tutti. Dopo tutto ho sofferto le pene del parto per portare ciascuno di loro a Shonen Jump, dove furono pubblicati i Cavalieri. Hai bisogno di fare una storia completa ogni settimana. E' davvero un lavoro da parto. Per questo mi è difficile sceglierne una e dire che è il mio lavoro preferito.

    Henshin: Come le è venuta l'idea di creare i Cavalieri e di usare la mitologia greca e l'astrologia come base per la tua storia?

    Kurumada: Tutte le storie che ho creato parlano di combattimenti. Questa base non cambia in nessuno dei mondi che creo, l'unica cosa che varia è il contorno. Invece di creare personaggi che si trasformano come i supereroi della tv, pensai di vestirli con armature. Le corazze dovevano essere belle ed approfittai della mitologia greca e dell'astrologia, che diedero forza e bellezza all'idea. In breve, optai per una storia di combattimenti, ma aggiunsi un elemento supplementare: le armature. E come base per il loro disegno, scelsi le costellazioni. Poi pensai che potevo identificare le costellazioni con le caratterizzazioni dei personaggi, e sviluppai l'idea proseguendo in quella direzione.

    Henshin: Le piaceva già l'astrologia prima di realizzare i Cavalieri?

    Kurumada: Non molto, leggevo l'oroscopo solo una volta ogni tanto. Prima dei Cavalieri dello Zodiaco non avevo mai studiato attentamente l'astrologia e le costellazioni. Cominciai solo dopo aver cominciato a disegnarli. Fu la stessa storia con la mitologia greca, anche se avevo già usato il tema in Kink ni Kakero. In questa serie, nel n°17, apparivano dei nemici che si chiamavano come i dodici Dei dell'Olimpo. Ma in quell'occasione non andai molto a fondo con l'idea. Quando cominciai a conoscere di più le leggende e la storia della mitologia greca, capii che quella poteva essere una grande fonte di idee e basandomi su di essa creai una montagna di personaggi.

    Henshin: Quanto tempo durò la serie?

    Kurumada: Circa 5 anni. Se non mi sbaglio, i cavalieri iniziarono ad essere pubblicati poco dopo Dragon Ball. Ma Dragon Ball fu troppo lungo (ride).

    Henshin: Dragon Ball Z sta passando in Brasile e sta avendo un grande successo. I cavalieri furono mostrati alcuni anni fa, ma hanno ancora il fervore dei fan.

    Kurumada: Ho sentito dire che in Messico la Shueisha presentò i cavalieri con musiche e attori in carne ed ossa. Qui in Giappone facemmo una presentazione musicale per SMAP.

    Henshin: Fu completamente soddisfatto del risultato della sua creazione?

    Kurumada: Sinceramente, quando finivo un lavoro, non era la soddisfazione che sentivo, ma una grande stanchezza. Settimana dopo settimana dovevo creare idee nuove e più elaborate per sorprendere il lettore, e quando finivo, ero stanchissimo. E' lo stesso per la storia che sto pubblicando al momento. Anche riprendendo un manga dopo vent'anni, penso che non esiste un lavoro che è completamente finito. Nei cavalieri ad esempio avevo in mente una saga degli Dei dove Zeus sarebbe dovuto apparire, ma non riuscii a lavorarci sopra.

    Henshin: Quando comincerà questa saga?

    Kurumada: Penso che la farò quando morirò (ride). Avrò bisogno di fare un grande lavoro fisico e mentale per affrontare quella sfida. Dovrò creare personaggi carismatici per gli Dei dell'Olimpo. Provate solo a immaginare le armature che ciascuno di loro dovrò indossare? C'è abbastanza materiale per ottenere un buon risultato. Immagino che un lavoro come quello richiederà molti dettagli.

    Henshin: Quanto tempo impiega per disegnare ogni armatura?

    Kurumada: Siccome la rivista esce settimanalmente, ho bisogno di quell'arco di tempo. Per fare tutto ho bisogno di una settimana al massimo.

    Henshin: Non c'è nessuna armatura per cui ha avuto bisogno di più tempo?

    Kurumada: Io non faccio economia di idee. Metto su carta tutto quello che penso e ricomincio da zero la prossima settimana, quindi ci sono abbastanza informazioni concentrate in ogni pagina.

    Henshin: I dettagli nell'assemblaggio di un'armatura sono molto validi. Anche loro richiesero solo una settimana?

    Kurumada: Esattamente. E' chiaro che nel momento di trasformare il manga in anime o in modellini, il personale fu obbligato a modificare alcuni dettagli perché sorsero alcuni problemi. Per esempio col segno del Sagittario nessuno aveva mai pensato che un oggetto con quel formato avesse dovuto essere smontabile, in modo da essere indossato come un'armatura. Furono quelle idee che resero originali i Cavalieri dello Zodiaco.

    Henshin: Esiste una storia secondo cui i Cavalieri hanno due finali. Uno, pubblicato da Shonen Jump, mostra tutti i cavalieri di bronzo ed Atena che si sacrificano per vincere Hades, mentre nell'altro soltanto Seiya morì.

    Kurumada: Non sarebbe dovuta andare così. L'ultimo numero dei cavalieri fu pubblicato da un'altra rivista, sempre della Shueisha: V Jump al posto di Shonen Jump. Ma questi volumi appartenevano tutti allo stesso ciclo, e questo deve aver causato tutta quella confusione.

    Henshin: Qual è il suo personaggio preferito nei Cavalieri?

    Kurumada: I cinque cavalieri di bronzo: Seiya, Hyoga, Shiryu, Ikki e Shun.

    Henshin: Quanto fu grande il successo dei cavalieri in Giappone?

    Kurumada: Il lavoro necessario per fare un manga ci obbligava a star chiusi in uno spazio piccolo come questo studio, passando i giorni a pensare e disegnare. Per questo, non ci accorgemmo del successo che la nostra opera aveva. Ricevevamo solo pochi indizi attraverso le lettere dei lettori. Fu soltanto quando andai per la prima volta al cinema che potei vedere da vicino la reazione del pubblico. Quando Ikki o Seiya apparivano sullo schermo, il pubblico fremeva come se stesse vedendo cantanti di successo. Quella fu una sorpresa per me perché non avevo mai visto la gente manifestare tanto entusiasmo per manga e anime. Sapere che il mio lavoro era così apprezzato in Giappone e nel mondo mi rese immensamente felice e orgoglioso.

    Henshin: In quel momento immaginava che avrebbe potuto conquistare fan in tutto il mondo?

    Kurumada: Nemmeno un poco. Penso che tutto iniziò in Francia, poi venne il successo della vendita dei modellini. In Sud America ci fu il problema dei prodotti pirata, ma, col passare del tempo, fu ridotto. Un anno, mi incontrai con un autore di manga in Cina, e commentammo che avevo perso milioni di Yen in diritti laggiù. Sembra che, quando il manga giapponese fu introdotto in Cina, e questo avvenne 10 anni fa, i titoli più famosi erano Dragon Ball ed i Cavalieri dello Zodiaco, ma entrambi pirata. Pensate alle dimensioni della popolazione cinese (ride). Ma niente di tutto ciò avvenne per colpa mia.

    Henshin: Cosa ne pensa del titolo della sua opera nel mondo (I cavalieri dello Zodiaco)?

    Kurumada: Non c'è problema, penso che I cavalieri dello Zodiaco sia più facile da capire per il pubblico straniero. Il titolo originale Saint Seiya è molto difficile da capire. In principio, persino i lettori giapponesi avevano difficoltà a leggerlo correttamente.

    Henshin: Ma "I cavalieri dello Zodiaco" non da l'impressione che i veri protagonisti siano i Cavalieri d'oro?

    Kurumada: Trova? Credo sia legale che non abbiano cambiato i nomi dei personaggi. Seiya continua ad essere Seiya. Solo in alcuni paesi hanno cambiato i nomi dei personaggi.

    Henshin: Ha collaborato nella produzione dell'anime?

    Kurumada: Certo! Nel primo film ad esempio ho pensato ai disegni ed ai nomi dei nemici. Non ricordo invece se seguirono le mie idee per i loro colpi. Non collaborai ai film seguenti a causa del team di produttori. Ma aiutai un po' nella trama e nei disegni di alcuni personaggi.

    Henshin: Nell'anime, la storia fu leggermente cambiata a causa di nuovi personaggi. Ad esempio c'è il caso di Cristal, che finì per avere due maestri: il Maestro dei Ghiacci ed Acquarius. Ti piace questa versione della storia?

    Kurumada: L'anime finiva sempre per raggiungere la cronologia del manga. In quelle ore, la produzione decise di creare una nuova trama in modo da riempire il vuoto ed aspettare finché al manga non fossero stati aggiunti abbastanza volumi.

    Henshin: Ma lei collaborò nell'elaborazione del Maestro dei Ghiacci?

    Kurumada: No, quello è un personaggio con cui non ebbi nulla a che fare

    Henshin: Nell'anime, le armature della saga del santuario sono diverse rispetto al manga. Come mai?

    Kurumada: A causa della natura dell'anime, che esige una quantità molto maggiore di disegni, a svantaggio dei dettagli. Andando avanti, lasciai fare alll'equipe di produzione dell'anime ciò che ritenevano più conveniente, perché il loro è un lavoro diverso. Io non ci faccio caso, preferisco curare l'anime in un modo più ampio, ad esempio guardando le musiche o il tratto dei disegni. Credo che tutti abbiano notato che alcuni episodi sono disegnati meglio di altri. Per quanto mi riguarda, quel che conta in un anime sono i disegni e le musiche. La musica secondo me è fondamentale, può emozionare le persone indipendentemente dalle immagini.

    Henshin: Una volta Henshin ha intervistato Seiji Yokoyama, il compositore delle musiche dei cavalieri. Le piacque il suo lavoro?

    Kurumada: Lo adoro! E' meraviglioso! Guardi la mia parete (indica un poster dei cd dei Cavalieri dello Zodiaco appeso alla parete). Continuo ad ascoltare quei cd ancora oggi.

    Henshin: La saga di Asgard non esiste nel manga. Lei ha preso parte alla creazione di quella storia e dei suoi personaggi?

    Kurumada: Al massimo diedi un'occhiata alla trama, ma non partecipai attivamente. Pensai solo che fosse troppo lunga, e che per questo motivo la saga di Poseidon avrebbe finito per essere più breve.

    Henshin: Dopo la saga di Poseidon, la saga di Hades finì per non essere mai prodotta, e l'anime si concluse. Ci sono alcune ragioni particolari per la cancellazione di quella serie?

    Kurumada: Penso che fosse perché, dopo 3 anni di TV, l'anime aveva raggiunto l'intera cronologia del manga e non aveva nient'altro da raccontare.

    Henshin: Cosa accadde allora? la saga di Hades iniziò dopo che quella di Nettuno era terminata nell'anime?

    Kurumada: Esattamente

    Henshin: Dopo quella serie, fu prodotto solo un Cd drama della saga di Hades…

    Kurumada: E' più semplice produrre un Cd drama, richiede uno sforzo minore. Un anime richiede il lavoro congiunto di molte compagnie, come la rete TV, lo sponsor, i produttori, gli editori e l'autore. E' possibile realizzarlo solo quando tutti si incontrano e dicono "lo faremo!" Per esempio, improvvisamente qualcuno vuole realizzare la saga di Hades, qualcun altro vuole fare subito anche la saga degli Dei, ma in quel caso non posso fare previsioni per correggerla. E' complicato

    Henshin: Non ci sono possibilità di vedere la saga di Hades come anime? (scherzo)

    Kurumada: Questo dipende dai fan di tutto il mondo. Se faranno pressione, credo che il progetto andrà avanti.

    Henshin: Recentemente in Francia è stata prodotta una piccola animazione della saga di Hades. L'ha vista?

    Kurumada: Non lo sapevo, ma ho già visto il lavoro dei fan francesi su internet, e sono stato sorpreso dalla qualità. Quella è gente che disegna molto bene.

    Henshin: In tutto il mondo si discute sulla produzione della serie animata di Hades. Alcuni fan sono contrari, perché pensano che stravolgerebbe la storia originale del manga. Altri non vedono l'ora di vederla in TV. Lei che ne pensa?

    Kurumada: Beh, è una cosa che dipende solo dai fans, io cerco di rispettare le opinioni di tutti. Ma al giorno d'oggi ho visto le possibilità della computer graphic e mi immagino le possibilità di quella tecnica. Pensiamo solo a come sarebbero i colpi dei cavalieri realizzati con la CG entro 5 anni, è una cosa sorprendente.

    Henshin: Possiamo interpretare queste parole come una promessa che vedremo la continuazione dei cavalieri entro 5 anni?

    Kurumada: (Ride) Promettere, non posso promettere. Intendevo solo dire che se si facesse, mi piacerebbe che fosse in una qualità tale da sorprendere tutti, e queste nuove tecniche offrono il meglio. In definitiva però dipende tutto dai fans, se loro lo vorranno o meno.

    Henshin: E quanto dovremo aspettare per vedere la saga degli Dei (Zeus Chapter)?

    Kurumada: Per ora sto ancora lavorando a ring ni Kakero 2

    Henshin: Quanto pensa ci vorrà a finirlo?

    Kurumada: Non so, continuerò finché i lettori non mi chiederanno di fermarmi. Nella peggiore delle ipotesi, taglieranno la serie a metà. Penso che nel mondo dello spettacolo sono rari i casi in cui l'autore sviluppa tutto ciò che immagina. Nelle riviste commerciali, questa è la legge. Non importa quanto un autore vuole continuare a sviluppare la storia, se i lettori non l'apprezzano, viene interrotta. Per questo l'autore deve sempre catturare i lettori e mantenere alto il gradimento.

    Henshin: Un'altra sua opera famosa è B't X. Potremmo parlarne un poco?

    Kurumada: Quello fu un altro grande lavoro

    Henshin: C'è chi dice che B't X sembra una copia dei Cavalieri dello Zodiaco

    Kurumada: Non sono d'accordo. Ma forse avrei dovuto investire più tempo in quei due lavori. Ora… è la prima volta che sento quell'opinione. Già mi dicono già abbastanza che sono molto ripetitivo (ride), ma non mi avevano mai detto espressamente che B't X sembrava una copia dei cavalieri. In Brasile è stato pubblicato il manga di B't X? E' quella l'essenza del lavoro.

    Henshin: I Cavalieri dello Zodiaco furono lanciati quasi in parallelo con Dragon Ball di Akira Toriyama, e dalla stessa rivista, Shonen Jump. Voi due vi conoscete bene?

    Kurumada: Non mi tengo molto in contatto con lui, vive lontano da Tokyo. In alcune occasioni abbiamo chiacchierato per la rivista, ma non siamo amici intimi.

    Henshin: Esiste qualche rivalità tra lei ed altri autori famosi che lavorano per la stessa rivista? per esempio tra lei e Toriyama?

    Kurumada: Un po' immagino. Lui è un genio, io sono diligente. Se lui è un uovo d'oro, io sono un uovo di ferro, devo sempre pulirmi in superficie per evitare che la ruggine mi faccia perdere la lucentezza. Ma come sforzo e dedizione, posso brillare tanto quanto lui.

    Henshin: Per finire, può inviare un messaggio ai suoi fan in Brasile?

    Kurumada: Dicono che il Brasile è il paese più lontano dal Giappone sulla faccia della terra. Sapere che i miei lavori sono conosciuti dall'altra parte del pianeta, e ricevere persino il supporto dei fans, mi ha reso molto felice. Spero che continueranno ad apprezzare i miei lavori.

    Intervista AnimeLand - 2003 - Traduzione ?

    Fonti: Burningblood.it;

    AL: le vostre opere sono sulla stessa linea di quelle create da Ikki Kajiwara. Si tratta di un genere in cui vi riconoscete?

    MK: sì, io sono un grande ammiratore di questo stile narrativo. L'abnegazione, il superamento di se stessi, un'amicizia impossibile da sconfiggere…

    AL: sì, ma spesso questo genere di storie è molto duro, e con finali tristi…

    MK: è vero. Ogni grande storia, se mostra degli eroi che lottano fino alla morte, ha spesso un epilogo drammatico, che può essere anche la morte stessa…

    AL: i vostri personaggi di Saint Seiya hanno conosciuto un enorme successo in Europa. Come lo spiegate?

    MK: Penso che se una storia è coinvolgente, con personaggi consistenti, avrà successo. La nozione di "eroe" è comune a tutte le culture.

    AL: i vostri personaggi principali di Saint Seiya hanno tutti dei grossi "complessi". Questo non è tipico degli eroi, non trovate?

    MK: voi sapete che all'inizio, quando ho lavorato sulla trama di Saint Seiya, Athena non sarebbe dovuta esistere. Ognuno dei personaggi aveva la propria "idea" e doveva trovare la propria "Athena". Come avete ricordato, in effetti, i miei personaggi hanno tutti complessi più o meno significativi, che condizionano la loro vita. Ognuno dovrebbe sapere come risolverli, ma questo sarebbe potuto essere difficile da capire per i lettori di Shônen Jump, che sono soprattutto giovani. Per questo, ho sviluppato il personaggio di Athena.

    AL: voi fate parte del movimento Nekketsu (storie di avventura con personaggi che hanno relazioni di amicizia e lealtà, NdT), ma avete apportato alle vostre storie un tocco molto personale.

    MK: penso che ci sia un tocco di eleganza che non si può ritrovare nei manga di Ikki Kajiwara o Hiroshi Motomiya. Penso che le ricerche che ho fatto sui nomi delle tecniche, delle armature, dell'universo dei personaggi ecc., abbiano avuto un peso enorme sul pubblico, e che abbiano permesso alla storia di conquistarsi anche un folto pubblico femminile, che altre storie dello stesso genere non avevano, ad esempio. Ho sempre fatto attenzione, disegnando, a far sì che i miei manga dessero un'idea di bellezza estetica.

    AL: allora parliamo di eleganza… nelle vostre storie svolgono ruoli importanti anche i personaggi femminili, per quanto l'universo dei vostri personaggi sia prevalentemente maschile.

    MK: è vero. Le mie storie sono Nekketsu, storie in cui i duelli uomo contro uomo sono la regola, ma uno dei temi ricorrenti del genere è la storia d'amore. Nel momento più difficile della battaglia, la dolcezza di un personaggio femminile, o più ancora il rigore morale dei consigli di un maestro, anche lui di sesso femminile, possono giocare un ruolo molto importante per l'eroe, permettendogli di superarsi.

    AL: parliamo di Saint Seiya. Il 2002-2003 ha visto il ritorno dei nostri eroi dopo più di dieci anni di assenza. E ancora una volta, c'è stato un grande successo. Allora, ci si potrebbe augurare un ritorno di Saint Seiya in versione manga?

    MK: Saint Seiya è stato un manga molto, molto impegnativo per me. Disegnare ogni giorno dei personaggi con armature sempre più complesse mi privava completamente della mia energia. Mi sono fermato dopo Hades perché non ne potevo più.

    AL: allora niente Tenkai-hen, in cui i nostri Sacri Guerrieri sono contrapposti al regno di Zeus, per un gran finale?

    MK: Zeus non avrebbe dovuto essere il capitolo finale di Saint Seiya. Nelle mie intenzioni, avrei voluto terminare la storia con i due dei che hanno dato l'origine al genere umano, Gea e Crono, padri di tutti gli dei. Ma ho ridisegnato altro su Saint Seiya in occasione dell'uscita, nel febbraio prossimo, del nuovo film. Si tratta di una decina di pagine, penso, che uscirà poco prima del debutto cinematografico del film. Sto sviluppando, al momento, la sceneggiatura del film.

    AL: come procede la vostra collaborazione con Shingo Araki?

    MK: molto bene. Il signor Araki ha dato una grande forza visiva alla saga di Seiya. Il suo lavoro su Seiya e su Kojiro, in passato, mi ha incantato, e per questo ho chiesto la sua collaborazione per gli OAV di Hades, sperando di ottenerla.

    AL: dove trovate l'ispirazione per sviluppare i personaggi dei vostri manga?

    MK: mi ispiro a certi personaggi di manga che ho letto in passato, ma anche a personaggi o ambientazioni di certi film. Per esempio, mi piacciono molto i film sugli yakuza realizzati dal vilipeso Kinji Fukasaku. La sua saga si chiama Jingi Naki Tatakai (combattenti senza onore). Amo anche la saga del Parrain.

    AL: ma gli eroi di queste storie sono piuttosto malvagi…

    MK: certo, ma nonostante tutto hanno una certa grandezza. Anzi, nel contesto della storia, sono molto eleganti. Ci sono una certa grazia e una certa bellezza in questi film.

    AL: nell'ottobre 1990, il successo di Saint Seiya è stato grandissimo in Francia, e non a caso siete stato intervistato da una rivista francese (Le Club Dorothee).

    MK: in effetti, una mattina è arrivata una richiesta alla mia casa editrice, la Shueisha, da parte di una rivista francese che mi ha chiesto un'intervista telefonica proprio perché la serie stava andando molto bene da loro. Con il fuso orario sballato, abbiamo fatto l'intervista nel bel mezzo della notte. In questo modo, però, ho potuto capire un po' di francese e degli episodi trasmessi nella vostra lingua.

    AL: Saint Seiya è trasmesso negli USA. Cosa vi fa pensare?

    MK: qualche anno fa, sulla mia scrivania è arrivato il progetto di un film dal vivo… a Hollywood era stato prodotto un "pilot" di una quindicina di minuti. Ma lo spirito della serie non era stato rispettato. Le immagini e la realizzazione facevano pensare a una specie di Tartarughe Ninja, i nomi erano stati cambiati, ecc… il progetto fu abbandonato prima che potesse dare risultati soddisfacenti.

    AL: oltre alla serie Ring Ni Kakero 2, che state sceneggiando e disegnando di persona, nell'anno 2002 avete iniziato la serie Saint Seiya Episode G, disegnato da Megumu Okada e una nuova saga di Fûma no Kojiro disegnata dal vostro allievo Satoshi Yuri. Potete dirci di più su questi due progetti?

    MK: io svolgo un ruolo di supervisione, ma i disegnatori sono totalmente liberi di sviluppare la storia. Megumu Okada fa un lavoro davvero impressionante, ma è riuscita a saper imporre uno stile e una storia molto forti. Satoshi Yuri è molto coscienzioso e lavora seriamente. Essendo mio allievo, lavora nel mio stesso studio, per cui posso vantarmi di occuparmi del suo lavoro su Kojiro molto più di quanto non faccia per Episodio G.

    AL: i vostri personaggi attuali sono grandi viaggiatori. Il vostro protagonista di Ring Ni Kakero 2, Rindo Kenzaki, viaggia in Italia e in Francia. Allo stesso modo, Seiya e i suoi compagni viaggiano molto. Anche voi viaggiate?

    MK: poco, purtroppo. Il mio lavoro non mi lascia molto tempo per viaggiare.

    AL: vi piacerebbe andare ad incontrare i vostri fan all'estero?

    MK: naturalmente, sarebbe un'esperienza molto interessante. Potrebbe essere che, quando sarò meno occupato, verrò a farvi visita in Europa…

    AL: un messaggio a tutti i fan francesi?

    MK: voglio ringraziarvi di avermi sostenuto durante tutti questi anni, e spero che potrò avere il vostro incoraggiamento anche in futuro. Grazie a voi, ho potuto vedere che gli eroi non conoscono frontiere, e che malgrado le differenze culturali una buona storia può interessare tante persone.

    Intervista Artbook Hades Visual Remix - 2003

    Traduzione portoghese: Allan

    Traduzione italiana: Suikyo

    Kurumada: "Dopo la fine della pubblicazione di Saint Seiya, non ho mai smesso di ascoltare le voci dei tantissimi fans che mi chiedevano: "vogliamo la saga di Hades in animazione".

    Mentre molte opere nascono e scompaiono dalla memoria delle persone, questo autore è grato che il suo lavoro continui ad essere amato dai fan dopo tanti anni, nonostante la serie sia finita. Sull'adattamento anime della Saga di Hades, posso dire che non c'era possbilità di farlo in passato, perché avevamo paura di non essere in grado di rappresentare bene gl'Inferi, e così è stato accantonato. Tuttavia, consideravo un vero peccato il fatto che non vi fosse un adattamento animato di questa saga.

    Molti anni più tardi, grazie alle recenti innovazioni tecnologiche, è finalmente giunto il momento. In precedenza, gli anime sono stati prodotti con i rodovetri di animazione (cel), come accade anche attualmente, però, ora vi è la possibilità di fare anche produzioni digitali. Il mondo degli anime, come anche Saint Seiya, si è evoluto con una nuova espressività causata da questa nuova tecnologia, che considero davvero piacevole. Sulla storia, si segue il manga alla lettera ma non solo. Anche se vi è stato il desiderio di seguire la storia del manga fotogramma per fotogramma, credo che il personale dell'anime abbia lavorato bene. Personalmente, considero la scena di Athena che si pugnala con il pugnale d'oro nell'episodio 11, una rappresentazione unica dell'anime, che mi ha davvero impressionanto con quella musica e quei movimenti.

    Recentemente, in una visione di verifica durante la pre-release, sono stato felice nel vedere le facce dei fan dopo tanto tempo. In passato molti di loro erano bambini, ma sono trascorsi più di 10 anni e ora sono tutti adulti. Si sono riuniti per incontrare di nuovo Saint Seiya, ritornando ad essere bambini che erano in quel tempo...vorrei dire che ho avvertito il Cosmo nell'atmosfera di quella sala che era completamente piena. Questa è stata la parte più bella. Il produttore Sakurada, il regista Yamauchi, lo sceneggiatore Yokote, i designer Araki e Himeno, e molti altri… tutti i membri del personale hanno fatto un bel lavoro, ed ora voglio ringraziarli tutti.

    Beh, questa volta è stata adattata in anime una parte della storia, l'introduzione della saga di Hades del manga originale. Ma ci sarà anche l'anime dei seguenti capitoli. Voglio vedere la forma dell'Elysion e del Meikai, come saranno in anime? Io sono emozionato, anche come autore. Ora, tanto interesse intorno a Seiya sta riemergendo non solo in Giappone, ma anche all'estero. In questo senso, mi sembra che ci sia grande entusiasmo per i prossimi anni. Sembra che avremo ancora una lunga relazione con Seiya e gli altri.

    Intervista Artbook Sora - 2003 (5 dicembre) - Traduzione ?

    Fonti: Burningblood.it; Saint Seiya Info Red

    Masami Kurumada nasce il 6 dicembre 1953 a Tokyo. In gioventù è un ragazzo del tutto normale, che gioca con i suoi amici al parco o ai bordi della strada, e che compra e legge quello che viene venduto nelle librerie. In particolare, ciò che preferisce da giovane sono i manga.

    "Quelli che preferivo da giovane erano due storie di Mitsuteru Yokoyama, Iga no Kagemaru (1) e Tetsujin 28 Gô (2); erano opere che ai ragazzi dell'epoca piaceva leggere più di tutte le altre. In seguito, quando sono cresciuto, ho messo gli occhi per la prima volta anche su una rivista mensile, Shônen Jump"

    Il suo incontro con Shônen Jump, che in un manga si potrebbe definire destino, gli ha permesso di conoscere diversi mangaka, uno dei quali le ha fatto una grande impressione: Hiroshi Motomiya.

    "L'opera di Hiroshi Motomiya ha avuto un impatto impressionante su di me; il titolo era a colori, e voltando pagina c'era un effetto fuoco. 'Questo è un manga!', dissi a me stesso. Non era un manga dal tratto infantile, e aveva anche una storia molto drammatica, che mi colpì molto. E' molto probabile che, se a quell'epoca non avessi letto Otoko Ippiki Gaki Daigun, conoscendo Mankichi Togawa e ricevendo quegli input… io non sarei diventato quel tipo di mangaka"

    Otoko Ippiki Gaki Daigun fu pubblicato nel 1968 su Shônen Jump, con grandi risultati per Hiroshi Motomiya. Il protagonista, Mankichi Togawa, con il suo solo pugno e straordinario coraggio, riunisce e guida bande di giovani delinquenti per tutto il paese, e il tema principale del manga sono appunto questi tipi di bande. Quando Kurumada ha iniziato la scuola militare secondaria, non poteva certo pensare che quel manga avrebbe cambiato la sua vita. Tempo dopo, al termine del suo terzo anno nella scuola secondaria, il giovane Kurumada decise di andare alla ricerca del suo nuovo cammino.

    "La mia scuola secondaria andava pagata regolarmente, per cui quasi tutti gli studenti pensavano di proseguire gli studi andando all'università. Al vedere questo persi la voglia di studiare, anche se tutti quei miei compagni di scuola si laurearono in ordine sparso. Lo fecero in università come Waseda e Keiô. Poi aprirono un'impresa, si sposarono con studentesse della stessa o di altre università, comprarono una casa per vari milioni di yen e passarono la loro vita a pagare prestiti… Io pensai: 'La vita di una persona è questa?'. E allo stesso tempo mi dissi: 'Cosa ho io di diverso dalla gente comune?'. 'Niente', pensai, 'a parte il fatto che mi piacciono i manga'. Fu in quel momento, repentinamente, che decisi di diventare un mangaka, e prima di allora non ci avevo mai pensato seriamente. A pensarci ora, però, fu davvero notevole il fatto che potessi entrare in quel mondo, e che potessi capire come veniva organizzato quel lavoro"

    La storia dell'impetuosa lotta per il potere di Mankichi Togawa in Otoko Ippiki Gaki Daigun era la stessa che Kurumada, nella sua gioventù, avrebbe voluto costruire per se stesso… in seguito, Masami Kurumada manda il suo lavoro a Shônen Jump, rivista che pubblicava l'opera di Motomiya.

    "Il primo lavoro che mandai fu una breve storia a colori realizzata durante le vacanze estive del mio terzo anno alle scuole secondarie, la cui trama riguardava ancora le bande giovanili, ed era sicuramente molto influenzata da Otoko Ippiki Gaki Daigun. L'editore che vide il mio lavoro mi informò che l'assistente che lavorava a Samurai Giants non era sufficiente, e che avrei potuto svolgere io quel ruolo, utilizzandolo come una specie di allenamento per diventare mangaka. Quando sono entrato nello studio, mi sono sorpreso nel vedere le immagini preparatorie, e pensavo che tutti i retini del manga dovessero essere disegnati a mano. Quando poi ho esaminato i bozzetti fatti a mano, ho potuto vedere che i retini venivano applicati sulla tavola, e ho pensato: 'Beh, allora posso farcela anch'io!' In quel momento, senza avere le nozioni basilari del mangaka, realizzai il lavoro che avevo intenzione di presentare. Mentre svolgevo il mio lavoro di assistente, avevo anche un lavoro part-time, e nel tempo restante iniziai a illustrare una mia storia per poi mandarla a Shônen Jump"

    "Dopo aver fatto l'assistente per circa due anni, finalmente pubblicai il mio primo manga, Sukeban Arashi (3). L'idea era quella di rendermi indipendente, ma non potevo certo sperare di spiccare il volo con quella storia; il mio cammino nel mondo dei manga, in realtà, iniziò con Ring Ni Kakero". Kurumada parla del suo primo grande successo, Ring Ni Kakero, in questo modo: "Stavo ancora definendo il mio stile, e quando lo riguardo ora, dal punto di vista artistico del disegno mi sento molto insicuro. Senza dubbio, entrare nel mondo professionale e iniziare a disegnare all'improvviso significa una serie di cose, come un aumento della popolarità, dei consigli da parte dell'editore e dei commenti dei lettori… però, dall'altra parte, quando una persona è concentrata sul disegno non le importa molto di quello che accade intorno. Io mi dicevo: 'Se io mi sento bene, questo è sufficiente!'"

    "I primi dubbi e problemi, iniziarono a venirmi durante la prima stagione di Ring Ni Kakero, come si può vedere anche dai commenti e dalle domande dei lettori. La prima parte della serie non raggiunse una grande popolarità, però… a partire da quando mi nacque l'idea del Boomerang Hook (4) i miei dubbi e la mia titubanza si dissiparono. Inoltre, ebbi una grande risposta dai lettori, e pensai che con una sola idea avevo cambiato tutto"

    Il tocco finale dei protagonisti erano, secondo me e secondo il signor Kurumada, senza dubbio le tecniche speciali. L'idea delle tecniche speciali, che in futuro ha condizionato moltissimo le opere del signor Kurumada. Fu proprio lavorando a Ring Ni Kakero, che il signor Kurumada capì quanto fosse importante il significato del nome di un manga.

    "A quell'epoca, per quanto io pensassi il contrario, tutti mi dicevano che se non avessi avuto successo subito non sarei potuto diventare un mangaka. Certo, ci sono molte persone che sanno disegnare, no? E meglio di me, tanti come le stelle dell'universo. Tuttavia, nessuno mi può togliere dalla testa che un manga è 'solo nome', e che questo 'nome', nel linguaggio del manga, è il disegno stesso. Ogni mangaka ha il suo stile, e prima di pubblicare qualcosa, un volumetto o quello che è, deve capire come dividere ogni scena, come distribuirle, come far trasparire le emozioni, che onomatopee utilizzare, eccetera. E queste cose, insieme, definiscono il suo nome. In base a ciò, si parla con l'editore e si definisce la trama, e nel momento in cui entrambi siamo convinti del risultato ha inizio la realizzazione dell'opera"

    "Quando capii che gran parte di un manga è nel 'nome', e ciò accadde mentre realizzavo Ring Ni Kakero, capii anche che il 'nome' è cosa ben diversa dalla storia. Dovevo riuscire a pensare a come convincere il lettore a voltare pagina rapidamente, perché una buona idea come il Boomerang Hook, senza un 'nome' adeguato, non era sufficiente. Il 'nome', per me, era ciò che garantiva un impatto sul lettore, come era accaduto a me con Otoko Ippiki Gaki Daigun; era ciò che lo costringeva a cambiare pagina"

    Nel Kurumada Blow, studio di lavoro del signor Kurumada, c'è un quarto d'ora chiamato Quarto del Nome, nel quale il signor Kurumada si ritira a pensare al 'nome' di un lavoro; senza aver terminato questa pratica, non inizia a lavorare. Mentre il signor Kurumada rimane isolato in questo quarto d'ora, non permette di entrare a nessun assistente o all'editore, e non riceve chiamate al telefono. Potremmo definirlo un santuario.

    "Senza dubbio, ciò che mi occupa più tempo è la ricerca del 'nome'. Quando sono quasi alla fine dei tempi di consegna e l'idea non viene, e magari ho un solo giorno per finire il lavoro, mi chiudo nel mio quarto d'ora dedicato al 'nome' e lo creo. Poi, da quando ho il 'nome', comincio il lavoro e lo termino in circa venti ore. E questa pratica non è assolutamente cambiata, nemmeno adesso"

    Possiamo dire, quindi, che il 'nome' è la vita stessa del manga, e che lo stile creativo del signor Kurumada ne è diretta espressione.

    Quando Masami Kurumada prova a ricordare il suo passato, prima di cominciare con Saint Seiya parla di Otoko Zaka, e quindi inizia finalmente a raccontare di Saint Seiya. Questo perché Otoko Zaka è stata l'opera chiave per il concepimento di Saint Seiya.

    "Dopo Ring Ni Kakero, tutti i personaggi delle mie opere hanno posseduto invariabilmente una tecnica speciale; la sola eccezione è Otoko Zaka, che non a caso è rimasta un'opera non conclusa". Otoko Zaka è un personaggio senza tecnica né stile, e dopo l'interruzione di quest'opera Kurumada prese a lavorare a Saint Seiya.

    "Quando iniziai a concepirla, avevo grossi dubbi derivanti dal fatto di non aver concluso Otoko Zaka. Questo perché nel mondo dei manga la popolarità è tutto, e quindi ho pensato: 'Se la mia prossima opera non ha successo, è la mia fine', e 'il prossimo lavoro deve assolutamente avere successo', per cui quando ho lavorato a Saint Seiya avevo la ferma intenzione di ottenere certi risultati"

    Di quel momento difficile, Kurumada parla con tutta sincerità: "Dal collasso si generano nuove energie, e ad esempio è stato necessario un collasso per far nascere Saint Seiya. Senza dubbio, se qualcuno cerca di creare un'opera che poi non ha successo, e questa si converte in un'opera di successo, nessuno ripensa alle difficoltà passate; è questo, dunque, lo sforzo, comparabile con quello di ogni protagonista di un manga di azione. Il manga è 'nome', e con questa base di ragionamento ho messo molta cura nel creare la storia originale di Saint Seiya"

    "Ho messo molta cura, in particolare, nel modo di disegnare le armature a colori, cercando di fare in modo che trasmettessero l'essenza che le caratterizza, anche se all'inizio molte cose di questi disegni a colori non mi convincevano". Il manga 'segna' Kurumada, nel senso che ha grosse differenze nel disegno rispetto ai suoi precedenti lavori, e che l'essenza del manga resta veramente impressa nel 'nome'; il disegno delle armature, comunque, impegna l'autore molto seriamente. "E come qualcuno che una cosa non l'ha mai vista, mi è sorta una domanda naturale: armatura? E naturalmente, ho avuto i miei problemi a convertire in disegni una cosa che non avevo mai visto prima"

    "L'azzurro è un colore basilare, perché può avere molti significati. Come un poco di nero, un poco di giallo e molti altri, con i riflessi della luce le corazze possono assumere diversi colori. Per cui, provi una combinazione e la valuti… ma quando arrivi al punto in cui non puoi tornare indietro, tanto vale finire il lavoro lo stesso! Rispetto al colore delle armature, la verità è che credo che queste si siano create poco a poco mentre le disegnavo. Quando alzo la testa nella seconda metà del lavoro, devo convincermi dei risultati. Un'altra cosa che mi ha dato problemi nella colorazione erano le copertine e le seconde di copertina, perché sono qualcosa che volevo disegnare bene, anche per attirare i lettori e far desiderare loro di leggere i miei lavori. Così quando lavoravo a Saint Seiya, davvero pensavo sul serio alla scelta dei colori, e mi emozionava immaginare come sarebbero venute, alla fine, le illustrazioni alle quali stavo lavorando"

    Saint Seiya è stato il primo lavoro di questo tipo; in quel periodo, la rivista settimanale Shônen Jump probabilmente non aveva intenzione di pubblicare quell'opera. Kurumada pensava meno di quanto non disegnasse, il 'nome' era l'importante, e non c'erano editori interessati a pubblicare Saint Seiya. Senza dubbio, nel momento in cui i lettori videro le illustrazioni a colori di Saint Seiya, queste sembrarono loro belle e luminose, dando quasi l'impressione di essere un tesoro. I giovani dell'epoca le conservarono nelle loro stanze, protette da una pellicola di plastica e rimanendone in contemplazione. Kurumada dice che gli piacerebbe che i giovani vedessero le illustrazioni scelte da lui apposta per i fans e pubblicate su Sora, lo speciale libro da collezione.

    "Non sono molte le illustrazioni a colori presenti in Saint Seiya, lo dico sinceramente, tanto che il numero totale di illustrazioni a colori che esistono nel manga potrebbero essere incluse in un solo volumetto. Ma la ragione di questo è che, all'epoca in cui si pubblicava Saint Seiya, l'editore era parecchio occupato e quindi non avevamo molto tempo per realizzare un gran numero di illustrazioni a colori. Penso che sarebbe stato notevole poter realizzare, oltre alla copertina a colori, anche un capitolo di 32 pagine, per esempio. Senza dubbio, quando fossero state sollecitate illustrazioni a quattro colori, penso che questo sarebbe stato un barometro importante per stabilire la popolarità del manga, perché se non c'è popolarità non ci sono certo richieste di questo tipo. Ma non bisogna pensare che la pesantezza del lavoro lo rendesse indesiderabile; al contrario, mi sentivo molto felice per questo, e non mi sono mai tirato indietro per cose di questo tipo"

    "Durante la realizzazione di Saint Seiya, non ho smesso un minuto di creare illustrazioni, e quando nella recente pubblicazione di Shônen Jump ho visto che ci sono mangaka che rifiutano le tavole a colori, giustificando i loro dinieghi col fatto che tali disegni devono essere da collezione, mi sono sorpreso parecchio. Ai miei tempi questo era impensabile e, se anche fosse stato concesso, ti avrebbe squalificato agli occhi della gente, come mangaka e forse anche come essere umano"

    "Poco dopo l'inizio della pubblicazione del manga di Saint Seiya, è stata decisa la sua conversione in anime, e il suo successo ha superato tutti i miei lavori, compreso Ring Ni Kakero della stessa Shônen Jump (5). Con gli elevati ascolti raggiunti dalla serie televisiva, nacque un marchio non ancora registrato sul mercato giapponese, con la serie di action figures by Bandai, chiamate Saint Seiya Cloth Series (6). Poi ci furono le grosse vendite del gioco per Famicom (Super Nes) e il lancio di un totale di quattro film. Una delle ragioni di un successo tanto repentino di Saint Seiya è, senza dubbio, l'esistenza delle armature"

    "Alcuni dicono che le armature sono state le vere invenzioni di Saint Seiya, però va ricordato che esisteva anche prima una stretta relazione tra i personaggi e i loro equipaggiamenti. Per esempio, in Sukeban Arashi i nunchaku usati dalla protagonista, o il Gaiza Nukkuru di Ring Ni Kakero. Ma anche in alcuni famosi film, come quelli di 007, gli accessori usati dalle spie, soprattutto dalle donne, capaci di estrarre rapidamente un'arma nascosta nella gonna, ci sono scene molto interessanti, secondo me, sexy e "di stile". Penso che questo mi abbia influenzato, anche perché da ragazzo mi hanno fatto una grande impressione, e credo che il risultato di questa impressione possano essere state le armature; prima di allora, infatti, quel tipo di abiti erano sempre stati molto squadrati, come appartenessero a dei robot. Nel caso di Saint Seiya ho usato lo stile delle armature occidentali, più curvose, e ho anche pensato ad armature che potessero posarsi sopra il corpo senza appesantirlo. Però combinando ogni armatura con il nome di una costellazione, e dando all'armatura la forma della costellazione, credevo che non avrebbe potuto essere una cosa interessante, perché non avrebbe avuto relazione con la storia. Ma era importante"

    "Per quanto fosse complicato, senza scoraggiarmi continuai con la mia idea delle armature, col risultato che la tenni sempre più in considerazione! Nemmeno tra i giocattoli esisteva qualcosa di simile, e dall'idea di una specie di vestito messo sui personaggi, passai a un altro tipo di forma e figura; e fu l'idea di Saint Seiya a pagare, all'epoca, più di tutto il resto"

    Dopo la disquisizione sulle armature, Kurumada parla della visione che c'è nel mondo circa l'originalità di Saint Seiya.

    "Molta gente prima aveva l'idea che se una storia riguardava il baseball era baseball, che se riguardava la boxe era boxe, che se riguardava il tennis era tennis, e per questo era la gente a decidere a che genere appartenesse un manga. Però il fatto che questo fosse basato sulla mitologia greca, creò qualcosa di completamente nuovo a livello mondiale. Nonostante il panorama dei manga fosse ancora abbastanza per giovani, all'inizio l'accoglienza del pubblico non fu molto buona; a chi mi chiedeva: 'A che genere di manga appartiene Saint Seiya?' non riuscivo a rispondere con una sola parola, perché era un manga che non si poteva classificare in nessun genere. Senza dubbio, credo che Saint Seiya in quel momento non avesse la stessa popolarità di altri manga di azione pieni di sudore, lacrime, fango"

    Ci sono molti termini particolari nell'universo di Saint Seiya, e queste parole furono tutte create con uno studio molto serio: Saint o armatura sono due tipi di parole inventate, e questo significa che le ho create io! 'Armatura' o cloth è, nel linguaggio corrente, semplicemente una corazza, ma io non volevo che fosse una cosa tanto comune. Inoltre, anche se i kanji allo stesso tempo mi piacciono e mi impegnano molto, ho pensato al fatto che gli dei greci vestissero mantelli bianchi, e da qui è nata l'idea del mantello o dell'abito sacro, che si potevano scrivere con due kanji. La lettura di questi due kanji è KUROSU, perché in inglese mantello si scrive CLOTH"

    "Il Cosmo è, in poche parole, una specie di energia, un modo di 'elevare la propria energia' o di 'sentire la voglia di uccidere'. Da qui ho costruito la locuzione 'elevare il Cosmo' o 'sentire il Cosmo'. Più precisamente, in un documentario televisivo nel quale si affermava che 'il corpo di una persona è un piccolo universo'. E allora ho pensato: 'Questa è una buona idea, parlare di un piccolo universo e chiamarlo Cosmo'"

    "Ho pensato in modo del tutto serio ai nomi delle tecniche speciali, e l'editore mi ha dato più volte delle idee in proposito; penso che ciò abbia dato una certa 'eleganza' a Saint Seiya, perché se fosse stato un semplice manga d'azione fatto semplicemente di sudore e ancora sudore, non sarebbe stato accolto in modo particolare dai giovani. Perciò, ho pensato a delle scelte che rendessero attraenti anche le sconfitte; se sono semplicemente battuti, non c'è alcuna attrattiva, ma se sono battuti con un certo stile, allora questo diventa interessante, e per questo motivo ho optato per questa forma di 'eleganza'. E in questo, credo che l'influenza dell'anime sia stata grande, perché il lavoro di Shingo Araki come character designer è stato davvero importante, visto che tutto ciò che Araki tocca diventa elegante e molto originale (7). Si adattava perfettamente, insomma, alla mia visione del mondo di Saint Seiya!"

    Questa particolare visione del mondo generata da Saint Seiya non ha avuto origine dall'anime, ha oltrepassato i confini del Giappone e ha avuto una valorizzazione a livello mondiale.

    "Ora che ci penso, è una visione del mondo totalmente nuova… i Sacri Guerrieri, le armature, il Cosmo, furono tutte parole che non si erano mai sentite prima con quel significato, e una volta comprese ebbero un impatto fortissimo, tanto che anche all'estero lo percepirono. Leggendo le lettere che mi arrivavano dai miei fan francesi o inglesi, ad esempio, capii quale popolarità avevano ottenuto all'estero. Ma coloro che avevano compreso, più degli altri, il significato di quelle parole straniere, erano i giovani giapponesi che vivevano in Inghilterra e in Francia per il lavoro dei propri genitori, e che quando videro il manga pubblicato in francese ne capirono la grandiosità. Mi è capitato di avere fan francesi che leggono manga giapponesi e visitano il Giappone (8), o fan che, volendo leggere i dialoghi direttamente nella lingua del paese d'origine, hanno studiato il giapponese, ma anche fan che si sono occupati dell'edizione locale dei manga, e questa è una grande forza del fumetto giapponese!"

    Al momento, l'unica serie a cui Kurumada sta lavorando è Ring Ni Kakero 2, pubblicata su Super Jump, e anche se il maestro sta supervisionando alcuni altri lavori su carta e in anime, questo è il suo solo vero impegno.

    "Attualmente, le condizioni sono talmente buone che posso continuare a disegnare manga, cosa che non accadeva in passato. E' successo, semmai, che quando lavoravo per Shônen Jump per me non c'erano che manga e manga; creare il 'nome' e dargli forma in disegni mi portava via tanto tempo da non riuscire a dormire la notte, e così non avevo occasione di incontrarmi con altre persone non legate al mondo dei manga. Ma ora, con Ring Ni Kakero 2, considerando che viene pubblicato ogni due settimane, ho una settimana di tempo per creare il 'nome' e tradurlo in disegni, e una da dedicare ad altre persone, alle bevute o altro, e riesco a vedere quale sia la differenza tra il dovere e il piacere. E poi, visto che mi piace moltissimo la lotta libera, oltre ad andare a vedere gli incontri ho conosciuto anche dei lottatori"

    Quasi tutti i lottatori giovani, dai 20 ai 30 anni di età, che attualmente esercitano la loro professione, sono della generazione cresciuta leggendo i manga di Kurumada.

    "Sinceramente, mi sento felice nel sapere che quando ho disegnato le mie storie ho influenzato qualcuno, nonché nel ricevere complimenti per i miei manga. Questo anche perché, quando disegnavo, era difficile che un mangaka o un editore potessero avere un rapporto diretto con il pubblico, e le lettere dei fan e gli sporadici incontri con i lettori non mi davano molto"

    "Non avevo davvero un'opportunità concreta per chiedere ai ragazzini delle medie che leggevano manga di dirmi se quei fumetti li emozionavano o che sensazioni davano loro, e sono sorpreso che ora alcuni siano cresciuti e, per colpa di Kurumada, siano rimasti colpiti al punto da diventare lottatori! Sento davvero la forza dell'influenza dei manga, talmente tanto che mi sembra di diventare più forte ogni volta che ne disegno uno"

    E all'interno di questi lottatori, Kazushi Sakuraba della Pride merita un discorso a parte.

    "Credo che lo Hurricane Bolt di Sakuraba (9) sia grandioso, e quando ho visto il filmato della sua sfida in finale con Hooce Gray Sea, mi è sembrato quasi che l'Ishimatsu che avevo disegnato in passato si fosse tramutato in realtà!"

    Sakuraba ha raccontato che la tecnica finale contro Hoice era proprio lo Hurricane Bolt, e ha dichiarato che, dopo di esso, avrebbe riletto Ring Ni Kakero per pensare alla tecnica speciale successiva (10).

    "Oltre ai lottatori, ho parlato con molti altri fans che hanno letto i miei manga, una generazione che ora, tendenzialmente, ha un posto privilegiato nella società, visto che i masamisti sono coloro che di giorno faticano nei rispettivi luoghi d'addestramento! (ride) Al parlare con loro, ho potuto apprendere che i miei manga ebbero un notevole impatto su di essi, e che questo impatto li fece riflettere su se stessi, rendendoli senza dubbio più convinti dei propri mezzi. Ora che lavoro a Ring Ni Kakero 2, questa influenza si percepisce bene, e oltre a questo mi metto a pensare a come potrei dare un appeal alle mie opere. Questo senza discuterne, perché quando beviamo e parliamo intuisco quale potrebbe essere il futuro dei miei manga!"

    Kurumada ci parla contento di come i fan che erano bambini all'epoca dei suoi manga ora sono adulti, e gli raccontano di come le sue opere avevano dato loro grande energia. Questo perché in passato i disegni servivano a dare appeal ed energia alla generazione che attualmente ha in mano le redini della società, e questa energia sta nuovamente animando i manga di Kurumada.

    "Mi dicono che in Giappone i fan sono cresciuti come lottatori, mentre in Francia sono diventati editori di manga, ma ad ogni modo questo significa che io sono stato un loro educatore!" (ride) E' quello che Kurumada dice con un sorriso da un orecchio all'altro. Finalmente, visto che Kurumada ci sta raccontando della sua vita da mangaka proprio in occasione del suo trentesimo anniversario di esercizio come tale!

    "Ad oggi sono trascorsi trent'anni, ma va detto che un lavoro di pubblicazione settimanale passa veloce come un 'ah!', per cui non posso che dire che questo periodo è trascorso molto velocemente, di settimana in settimana. Però, anche se è passato tanto in fretta, se mi chiedessero di ripetere quei ritmi di lavoro per altri, non credo che ne sarei capace. Credo che sia molto meglio svolgere un'attività di lavoro intensa da giovane, quando puoi decidere su qualunque cosa, anche se non sei ancora un mangaka. I mangaka di Shônen Jump sono i più resistenti! Ma devo dire che se non fosse stato per ciò che ho saputo creare in quel periodo passato, lavorando settimanalmente, ora non credo che sarei qui… credo sia proprio grazie al lavoro settimanale, che ho resistito per trent'anni a fare il mangaka!"

    NOTE

    1 - Iga no Kagemaru, manga di Mitsuteru Yokoyama, fu pubblicato nel 1961 dalla rivista Shônen Sunday. Il manga parla di Kagemaru, un ninja che fa parte di un'organizzazione segreta che lotta per la pace in un mondo corrotto.

    2 - Tetsujin 28 Gô, manga di Mitsuteru Yokoyama, è stato pubblicato nel 1961 dalla rivista Shônen, e narra delle avventure del robot gigante Tetsujin 28 e del giovane Shotaro. La storia ebbe un gran successo e divenne un anime.

    3 - Sukeban Arashi, la prima opera di Masami Kurumada, fu pubblicata nel 1974-75. La storia ha per protagonista una ragazza, Yamarei Kôjin, cresciuta in un istituto femminile ed abile a maneggiare i nunchaku.

    4 - Boomerang Hook è il nome della tecnica usata da Ryuji Takane in Ring Ni Kakero, ed è stata concepita dopo un lungo allenamento intensivo con un crisantemo. E' la prima tecnica speciale creata da Kurumada.

    5 - La pubblicazione del manga di Saint Seiya iniziò alla fine del 1985, e la trasmissione della serie animata cominciò nell'ottobre del 1986, il che significa che la trasmissione della serie animata seguì di un solo anno la pubblicazione del manga. Il primo volume di Saint Seiya fu messo in vendita nel settembre del 1986, poiché la conversione del manga in anime fu più rapida di quanto non fosse mai accaduto in precedenza.

    6 - Action figures di Saint Seiya. A partire dall'ottobre del 1986 furono messi in vendita questi giocattoli con armatura rimuovibile, che si poteva mutare nella figura della costellazione rappresentata. Furono messi sul mercato circa 50 tipi differenti di figures, che ebbero un forte consenso nelle scuole medie, specialmente per quanto riguarda le bellissime armature d'oro.

    7 - Shingo Araki è un personaggio di spicco del mondo degli anime, avendo partecipato a opere come Kyôjin no Hoshi e Ashita no Jo. In seguito ha realizzato il disegno dei personaggi di Saint Seiya, in qualità di assistente del direttore della produzione.

    8 - In Francia, nel 1976, Goldorak (UFO Robot Grendizer) ha iniziato la lunga storia della trasmissione di anime in questo paese, dove Saint Seiya è stato mandato in onda come Les Chevaliers du Zodiaque, e dove il manga è molto popolare anche oggi.

    9 - Kazushi Sakuraba, celebre combattente giapponese di lotta libera, è un membro del Dojo Takada, e attualmente combatte per la Pride.

    10 - Lo Hurricane Bolt, in Ring Ni Kakero, è la tecnica speciale di Ishimatsu Katori, e consiste dapprima in un balzo molto alto, per poi colpire l'avversario con un gancio, sfruttando la forza della ricaduta.

    Intervista Taizen - 2004 - Traduzione: Seby85

    Fonti: Saint Seiya GS

    Project Seiya: Per prima cosa, vorremmo sapere come le è venuto in mente di creare Saint Seiya…

    Masami Kurumada: A quell’epoca avevo creato Ring ni Kakero, Fuma no Kojiro e Otoko Zaka, ma nessuno dei tre aveva avuto successo ed erano terminate rapidamente. Sulle riviste commerciali, il successo è tutto per un manga. Così decisi di lasciare temi troppo pesanti e di virare verso l’intrattenimento. Da questo nacque Saint Seiya.

    P.S.: Crede che sia stato il cambio di contenuti rispetto alle opere precedenti a permetterle di creare un prodotto così gradevole?

    M.K.: Credo di si. Le altre opere che avevo fatto a quell’epoca trattavano temi molto usati nel mondo dei manga. Uno era sulla boxe professionistica, Kojiro era sui ninja e Otoko Zaka parlava della gioventù abbandonata. In questo momento nacque Saint Seiya, che trattava di un mondo di fantasia di cui nessuno aveva mai parlato, e centrava la sua storia sulla mitologia greca, sulle costellazioni e le galassie, su armature che si trasformano nella figura mitologica della loro costellazione, per poi cambiare completamente forma quando si passa all’azione. Era come se fossero giocattoli per armare, o meglio munizioni con cui i ragazzi giocavano. Però nemmeno le ragazze erano escluse, perché la presenza della mitologia dava romanticismo alla storia. Alla fine però la linea di base delle storie non cambiò [rispetto alle opere precedenti], sono tutte storie di avventura e emozioni. E’ quello che chiamo "romanzo di Kurumada", in pratica il mio "manga-romanzo" non cambiò di niente se non nel titolo e nel condimento.

    P.S.: I nomi sono una forte particolarità nel mondo di Saint Seiya. Parole come "cosmo", "cavalieri", "armature", sono esempi di termini che piacevano ai lettori.

    M.K.: Ora che mi ci fa pensare, anch’io li reputo geniali (ride). La parola "cosmo" si può intendere in diversi modi. Può essere usata quando si avverte l’energia del nemico, o quando si aumenta la propria "bruciando il cosmo". L’armatura invece fu ispirata dalle antiche tuniche con cui gli Dei greci erano raffigurati nella mitologia. Mi pareva un "abito protettivo sacro agli Dei" e da qui venne la parola Cloth (abito).

    P.S.: Già dall’inizio voleva creare così tanti Cavalieri e armature?

    M.K.: Sì, lo avevo in mente sin dall’inizio. Sarebbe stato molto facile usare le dodici costellazioni dello zodiaco per i protagonisti principali, con tutti quei nomi importanti come Leone, Sagittario ecc. Chiaramente non avevo in mente le loro personalità, ma sapevo che sarebbero apparsi in seguito come potenti nemici, e per questo ho deciso di usare per i protagonisti costellazioni diverse come Pegaso o Cigno.

    P.S.: Come reagirono i lettori ad un’opera completamente diversa dalle precedenti?

    M.K.: Era un tema completamente nuovo. La visione del mondo della mitologia greca rappresentata da concetti come Cavalieri, Cosmo o Santuario era una novità per loro, che non avevano alcuna nozione sull’argomento. Ricordo che ci vollero sei mesi perché i lettori assimilassero i concetti.

    P.S.: Saint Seiya fu trasformato in anime per la TV. In che considerazione tiene l’anime?

    M.K.: In ottima considerazione. Anche coloro che non compravano la rivista Jump seguirono la presentazione dell’anime in TV e decisero di comprare il manga per "dare una lettura". Fu una buona propaganda del "Kurumada manga" per quelle persone che non comprano gli albi o la rivista Jump.

    P.S.: A noi sembra che il manga e l’anime mantengano una relazione molto buona. Per lo meno furono entrambi un successo. Qual è la sua opinione quando vede l’anime della sua opera?

    M.K.: Il grande vantaggio dell’anime sono gli effetti sonori. Esistono suoni che non puoi rappresentare su carta, l’onomatopea "gush" usata quando un colpo viene lanciato non ha il potere di trasmettere esattamente il suono al lettore. Questo elemento non ha paragoni sulla carta.

    P.S.: In Saint Seiya compaiono numerosi personaggi, ma i cinque protagonisti mantengono la loro personalità intatta per tutta l’opera. D’altra parte, sono tutti diversi tra loro.

    M.K.: Può essere. Quando esistono molti personaggi, la tendenza è di cominciare a ripetere le caratteristiche. Credo che cinque sia un numero ben equilibrato, permette di inserire uno buono, uno razionale, uno insistente, uno serio e uno combattivo. Comunque, una cosa dei "Kurumada manga" è che ai lettori piacciono di più i personaggi secondari di quelli principali. Esistono lettori che hanno preferenze per l’amico del protagonista o per il cattivo della serie.

    P.S.: La simpatia dei lettori per questi personaggi generò il successo esplosivo di Saint Seiya. All’epoca sentiva la ripercussione di questo successo?

    M.K.: Disegnare per una rivista settimanale è sinonimo di lavorare giorno e notte senza sosta. Non hai tempo di avere a che fare con il successo. Il massimo che ricevevo erano le lettere dei fan. A volte mi veniva un colpo quando mi avvisavano che le vendite della rivista avevano superato il milione di copie.

    P.S.: Mettendo un po’ da parte il successo, ha alcun ricordo dell’epoca della creazione di Saint Seiya?

    M.K.: Li ho tutti i giorni. È che io non economizzo idee quando creo uno storyboard. Molta gente mi consiglia di tenere le idee ed usarle poco a poco, ma io non lo faccio. Tutta la settimana metto tutte le idee su carta, e comincio d’accapo la settimana successiva. Per questo mi stanco tanto dello storyboard (ride).

    P.S.: Lo scenario internazionale della sua storia può aver aiutato un po’, ma pare che il mondo abbia simpatizzato con il "ritmo di Kurumada", o almeno con il sapore delle emozioni nei suoi manga.

    M.K.: Quando il manga e l’anime cominciarono a circolare negli altri paesi, iniziai a ricevere molte lettere di fan stranieri. Per loro, i manga giapponesi iniziavano ad essere accettati sul mercato mondiale. Quando lo ero bambino, gli adulti non vedevano i manga di buon occhio. Il mondo aveva il pregiudizio dl considerarli un intrattenimento inutile. Oggi, i manga sono molto più considerati di alcuni librl o film. Io ho un negozio che ai chiama "Seiya Club" e ancora oggi persone francesi o spagnole vengono a comprare dopo averlo trovato su internet.

    P.S.: Era l'epoca proplzia per la pubblicazione di un manga dallo scenario internazionale.

    M.K.: Quando la circolazione del manga e aumentata molto negli ultimi tempi. Vengono tradotti in spagnolo, itallano e, ovviamente, in inglese. Ho partecipato persino ad un'intervista telefonica con una TV francese. Credo che in quest’epoca i manga giapponesi stiano venendo riconosciuti in tutto il mondo.

    P.S.: Se il manga è interessante, che importanza ha la nazionalità?

    M.K.: Esattamente. Molti citano le differenze di costumi e razza, ma io credo che se qualcosa è buono, è buono ovunque. Dicono che gli americani non capiscano la mentalità giapponese, ma non credo sia vero. Sentimenti come l'emozione o la tristezza sono universali.

    P.S.: Cosa ne pensa di produrre un film di Saint Seiya ad Hollywood?

    M.K.: Considerando attori bravi ed effetti speciali come una spada dl fuoco, sarebbe uno spettacolo.

    P.S.: Mi piacerebbe. Tornando all’anime, cosa ne pensa di altri prodotti come giochi, modellini e altro?

    M.K.: Rispetto all'epoca di Salnt Seiya, sono nati molti manga con un’apertnra al mondo multimediale. Sono aumentati i prodotti realizzabili, come i videogiochi. È una cosa divertente.

    P.S.: E poi ci sono molti siti internet dove i fan discutono Saint Seiya. È la prova che l'opera continua a vivere.

    M.K.: E' successo lo stesso con Ring ni Kakero. Io però credo che nessuno dei miei manga abbia davvero una fine. E il fatto che esistano cosi tanti fan di Seiya è per me un grande onore.

    P.S.: Se dovesse creare la continuazione di Saint Seiya, come sarebbe?

    M.K.: Ci sarebbe la saga dell’Olimpo. Apparirebbero gli Dei dell’Olimpo come Apollo e molti altri personaggi incredibili. La battaglia sarebbe spettacolare. Però se inizio a disegnare quella storia, temo che morirò (ride). Preferirei non farlo perché temo che il formato finirebbe per consumarsi.

    P.S.: Però se il suo cosmo si eleverà abbastanza, c’è possibilità che nasca una nuova saga.

    M.K.: Mi è successo con Ring ni Kakero 2, ci vollero 20 anni perché le idee maturassero. Io sto coltivando delle idee per Saint Seiya, penso che quando si concretizzeranno dentro di me potrò presentarle ai lettori. Non approvo questa moda del mondo di lanciare continuazioni di storie che furono un successo in passato. Non disegnerò mai i Cavalieri in maniera frivola, è una forma di rispetto verso i lettori e per me.

    P.S.: Per concludere, qual è il significato di Saint Seiya per l’artista Masami Kurumada?

    M.K.: Se Ring ni Kakero fu il manga che fece uscire Masami Kurumada dall’anonimato, Saint Seiya fu l’opera che lo fece emergere, portando suoni ed emozioni alle persone di tutto il mondo. Se li paragonassimo con il campionato, direi che Ring ni Kakero è un titolo nazionale, mentre Saint Seiya è un titolo mondiale.

    Intervista Info Red - 2004 - Traduzione: Shiryu

    Fonti: Saint Seiya Info Red

    Epsylon (Spagna): L’aggiunta più gradita nell’anime di Saint Seiya probabilmente è la cosiddetta "Saga di Asgard". La qualità della trama e la profondità dei personaggi l’hanno resa una delle saghe più amate dai fan di Saint Seiya nella nostra comunità online, anche se molti vorrebbero sapere lei come la giudica e quanto è stato coinvolto nella creazione di questa saga?

    Kurumada: Ho partecipato alla realizzazione del film. Questa saga è esterna alla trama principale di Saint Seiya ed alle saghe del Grande Tempio, Poseidone ed Hades, ma come storia extra va bene, no?

    Garuda Gatz (El Salvador) pone una domanda che ricorre spesso tra i membri della comunità: Mr. Kurumada… i Cavalieri d’Oro hanno un ruolo importante in Saint Seiya e, fuori dal Giappone, la loro popolarità supera persino quella dei protagonisti di bronzo e… nella nostra comunità esistono infinite discussioni sulla forza di questi personaggi, con ciascuno che difende i suoi personaggi preferiti dando l’impressione che sia difficile indicare un vincitore netto. Neanche usando alcune sue dichiarazioni ufficiali si riesce a raggiungere una risposta chiara, ed tutti noi fan stiamo aspettando per l’ultima parola da parte sua, che possa sciogliere qualsiasi dubbio. Così, con un po’ di ansia, le chiediamo: "Nel corso della serie ha creato personaggi fantastici per ciascun segno. In considerazione di tutto quello che ha detto e scritto su di loro, chi è il Cavaliere d’Oro più potente? Potrebbe ordinarli in una classifica dal 1° al 12° in ordine di forza?

    Kurumada: Sono tutti personaggi dotati di grandi poteri, per cui è difficile dire chi sia il più forte. PERO’, se dovessi dire chi è il più forte, direi Shaka perché è "l’uomo più vicino ad un dio", non credete?

    Lord Wilhem (Venezuela): Signor Kurumada, considerando che ha accennato ad una battaglia contro Hades avvenuta più di 200 anni fa, ha in mente prima o poi di scriverla ed illustrarla dettagliatamente, come una nuova saga di Saint Seiya?

    Kurumada: Mi piacerebbe molto! Se dovessi avere abbastanza tempo ed energie, ed un buon gruppo di editori con cui collaborare, potrei farlo un giorno. Speriamo.

    Taurus diavol (Panama) e altri fan, specialmente del segno del toro: a cosa è dovuta la sua poca simpatia per il personaggio di Aldebaran? Visto che è sempre una facile vittima del nemico i fan si chiedono se ha una qualche avversione contro il segno del toro o il personaggio.

    Kurumada: Aldebaran è un personaggio con l’aspetto di qualcuno molto forte, per questo lo uso per mostrare la forza del nemico, e credo sia per questo che viene sempre sconfitto.

    Feanor de Geminis (Spagna) pone un’altra domanda comune tra i fan: signor Kurumada, esattamente in cosa consiste il suo lavoro di collaborazione ai disegni e/o trama di Episode G?

    Kurumada: Ci sono molte opinioni, ma Mugumu Okada sta lavorando veramente duro e vorrei che continuasse con fervore ad occuparsi di quest’opera come storia alternativa.

    Mezcal (Mexico): Signor Kurumada, internet è il mezzo attraverso il quale milioni di fan nel mondo seguono le notizie che riguardano Saint Seiya, ed è anche il mezzo che ha permesso a molti fan di vedere la saga di Hades online gratuitamente. Ciò danneggia la compagnia perché non porta introiti, ma spesso i fan devono ricorrere a mezzi del genere come la pirtateria perché vivono in paesi in cui Saint Seiya non è distribuito ufficialmente. Come autore della serie cosa pensa di questo comportamento da parte dei fan nel mondo?

    Kurumada: Sono davvero felice che Saint Seiya sia amato, ma mi dispiace vedere fan che comprano prodotti a cifre alte attraverso siti illegali o aste. Se possibile, vorrei che tutti potessero aver accesso legalmente a Saint Seiya.

    Boreas (Portogallo): Signor Kurumada, sarei curioso di sapere se ha concepito e/o creato le schede tecniche di tutti i Cavalieri d’Argento che dovrebbero esistere. Se si, vorrei sapere quali sono gli altri oltre ai 16 comparsi nel manga, e per quale ragione ha incluso una costellazione che non appartiene alle 88, quella di Cerbero.

    Kurumada: I Cavalieri d’Argento sono ancora un segreto che vorrei mantenere per far crescere la suspence nel momento in cui saranno svelati. Sul secondo punto, visto che la storia si basa sulla mitologia, la cosa non mi preoccupa molto.

    Dios Shaka (Spagna): Signor Kurumada, ultimamente vanno molto di moda gli adattamenti cinematografici di fumetti, videogiochi ecc, con attori in carne ed ossa supportati dalla grande tecnologia di cui si dispone al giorno d’oggi, per cui vorrei chiederle: le piacerebbe che Saint Seiya, dopo l’enorme successo avuto in molti paesi del mondo, venisse adattato per il grande schermo? E, nel caso, vorrebbe essere coinvolto direttamente nel progetto?

    Kurumada: Sarebbe interessante! Se ci fosse la possibilità mi piacerebbe che venisse concretizzata.

    El patriarca (Colombia), Dios Odin (El salvador) pongono una domanda cruciale per molti fan: nel corso della serie, la versione animata della storia ha introdotto diverse modifiche alla trama, sia nella serie principale che attraverso i film, ma i fan vorrebbero sapere se è stato coinvolto in quei cambiamenti o se sono solo opera della Toei, se approva quei cambiamenti e soprattutto se hanno la stessa VALIDITA’ del prodotto ufficiale all’interno della storia.

    Kurumada: La produzione ha luogo attraverso una serie di accordi e se queste modifiche vanno nella direzione giusta non ho alcun problema con loro.

    Silfo del Austral (Spagna): Come immaginava il futuro di Saint Seiya 10 anni fa’ e come lo immagina oggi? Ed in entrambi i casi che ruolo le piacerebbe o le sarebbe piaciuto avere nella creazione di quel futuro?

    Kurumada: Per molto tempo ho pensato che Saint Seiya avrebbe continuato a vivere nei cuori dei fan. E ciò non è cambiato neanche oggi, vorrei solo che continuaste a tenere lo sguardo fisso su Saint Seiya.

    Intervista AnimeLand - 2005 - Traduzione: Shiryu

    Fonti: Articoli del sito

    Pierre Giner: Signor Kurumada, è qui per assistere alla realizzazione delle sigle di apertura e di chiusura della nuova serie. Ha partecipato anche all'elaborazione del testo e della canzone?

    Masami Kurumada: Si, ma non è la prima volta. Avevo già scritto i testi per alcune canzoni della vecchia serie televisiva, ed anche per l'apertura e la chiusura di Ring ni Kakero!

    P.G. La sigla di chiusura, "My Dear", è estremamente melodica.

    M.K. Si, volevo che gli spettatori sentissero la dolcezza, la tristezza e la speranza. Questa canzone è molto vicina allo spirito di Saint Seiya.

    P.G. La sigla di chiusura è cantata da Yumi Matsuzawa, che aveva già interpretato la sigla di apertura Chikyugi dell'Hades Sanctuary.

    M.K. E' vero, per il ritorno di Saint Seiya ed anche di Ring ni Kakero! (RnK) Mi sono potuto circondare di un team con cui mi sento a mio agio e che ha la mia completa fiducia. La canzone di apertura è cantata dal gruppo rock di Marina Del Rey, che ha già lavorato con me per la sigla di apertura di RnK.

    P.G. Signor Matsuo, lei ha composto il testo di questa canzone. Come è stato lavorare con il signor Kurumada?

    Koji Matsuo: Beh, mi ha dato alcune idee ed io ho anche studiato l'anime delle prime serie. Mi ha aiutato ad immergermi nelle atmosfere della serie, e potendo sentire le idee del sig. Kurumada, ho potuto sviluppare il testo della canzone. Per la sigla di apertura, cantata dal gruppo rock di Marina Del Rey, il signor Kurumada si è ispirato alla storia della Divina Commedia di Dante, e grazie a queste indicazioni ho potuto iniziare a scrivere.

    M.K. Da notare che la canzone di apertura inizia con musica di organo, e poi prosegue con ritmi molto più rock.

    P.G. Tra l'altro in questo capitolo il personaggio Orfeo porta con se proprio uno strumento musicale.

    M.K. Per questo personaggio, il signor Seiji Yokohama, il compositore delle canzoni di Saint Seiya sin dall'inizio, ha realizzato dei pezzi molto specifici. Le melodie vi sorprenderanno…

    P.G. Signor Kacky (compositore) le è piaciuto interpretare i vari mondi creati dal signor Kurumada? Saint Seiya e RnK!, sono stati affrontati allo stesso modo?

    Kacky: Certamente no, ciascun mondo è diverso dall'altro, anche se ci sono alcuni elementi in comune. Ci sono cose che usiamo per imparare e comprendere l'universo di mr. Kurumada e quindi comporre le melodie delle due sigle di apertura.

    P.G. Signorina Matsuzawa, lei è la ragazza che canta la sigla di chiusura. E' diventata la cantante regolare dell'universo di Saint Seiya?

    Yumi Matsuzawa: (ride) No, ma ammetto che quando ho sentito la melodia di questa canzone, avrei dato tutto per cantarla. In quel preciso momento ho capito che quella canzone era stata fatta apposta per me.

    P.G. Questa canzone è molto diversa dalla precedente, Chikyugi. Come l'ha interpretata?

    Y.M. I testi sono diversi, ma quel che conta sono le emozioni, credo. Anche l'atmosfera è diversa dalla prima volta… alla fine sono poco paragonabili.

    P.G. Sono cambiati anche i doppiatori della serie. Per quale ragione?

    M.K. Devo dire che non ho alcun problema con i doppiatori originali di Saint Seiya, ma devo ammettere che le loro voci non si abbinavano più bene ai personaggi. Vorrei che Saint Seiya, che quest'anno celebra il suo ventesimo compleanno, fosse visto dai fans della prima serie, ma anche dalle nuove generazioni.

    P.G. Che cosa rappresenta la musica nel suo universo?

    M.K. E' molto importante. Io non so niente di musica, ma so più o meno che tipi di sonorità e ritmi vorrei fossero ottenuti, e devo dire che le musiche di mr. Yokohama erano sempre fantastiche.

    P.G. Oltre a Saint Seiya, quest'anno ha lavorato anche a Ring ni Kakero! Come lo ha trovato?

    M.K. RnK! è davvero un figlio per me, e volevo che avesse un adattamento in anime all'altezza. Ammetto che sono relativamente soddisfatto, la coppia Araki-Himeno ha lavorato bene ancora una volta.

    P.G. Il quinto film, Overture [al Tenkai] è ancora parte dell'universo di Seiya? Che è successo?

    M.K. Penso che sia una produzione realizzata estremamente male. Dal punto di vista della trama è un fallimento totale. Avevo scritto una trama che contenesse idee importanti e non sono state usate, non so per quale ragione. Per esempio, nella scena finale, Pegasus e gli altri perdono la memoria, a causa del combattimento di Atena, Apollo e Artemide. Atena rinnega le divinità e chiede ad Apollo di salvare la vita dei cavalieri. Lui acconsente e cancella la memoria sia a loro che ad Atena. Questo finale apriva nuove possibilità per collegarlo ad altre avventure successive. Anche i ciondoli che Touma e Castalia possiedono avrebbero dovuto avere un'importanza capitale nella storia, ma sfortunatamente [l'idea] non è stata utilizzata. E' stato per questo che ho deciso di concentrarmi soltanto sulla seconda parte della serie di Hades.

    P.G. E la sua collaborazione con la coppia Araki-Himeno?

    M.K. Va ancora bene. Mr Araki ha una grande esperienza con i personaggi epici come quelli di Saint Seiya. Mi fido totalmente di lui.

    P.G. Ci sono possibilità di vedere nel manga un seguito delle avventure di Seiya?

    M.K. Al momento temo di no. Sono già abbastanza impegnato a scrivere la nuova serie Ring ni Kakero! 2, a supervisionare Episode G ed alle nuove avventure di Fuma no Kojiro. Ad essere onesto, se lo facessi sarebbe l'ultimo lavoro della mia carriera, perchè questa serie richiede un lavoro artistico molto intenso e stancante.

    P.G. A proposito, a Dicembre uscirà l'edizione "completa" del manga di Saint Seiya…

    M.K. Si, i volumi usciranno per un anno, due al mese, e da quanto ho capito conterranno anche le pagine a colori che uscirono all'epoca nell'edizione settimanale.

    P.G. L'addattamento a videogioco di Saint Seiya ha già venduto 80.000 copie, il che non è male per un videogame nell'attuale periodo economico stagnante. Come mai Seiya ed i suoi compagni continuano ad essere così popolari?

    M.K. Penso che la gente abbia bisogno di sognare, di avere eroi ed ideali. Seiya è al tempo stesso tutto questo, e per questo non va mai fuori moda e resta attuale.

    P.G. Sembra che la Bandai abbia realizzato un episodio pilota per un live action [telefilm con attori reali] di Saint Seiya per gli Stati Uniti.

    M.K. Si, è vero. I personaggi indossano le armature della seconda serie, ma il progetto non avrà mai luogo. (Mr Kurumada mette un video e mostra il pilota: il risultato è… sorprendente. Tutti gli attori hanno fisici ben definiti, e Andromeda è… una donna. D'altra parte Cancer è molto simile). Detto questo, è un bene che il progetto non veda mai la luce (ride)!

    P.G. E' stato pubblicato un libro che contiene tutto il suo lavoro su Saint Seiya, ma è possibile che ne esca uno che contenga tutte le sue opere?

    M.K. Non al momento, ma è possibile…

    P.G. Riusciremo mai a vederle in Francia?

    M.K. Chi lo sa. So che Seiya è ancora molto apprezzato ed atteso nel suo paese, e penso che non sarete delusi dal nuovo lavoro. Forse riuscirete a vederlo presto anche in Francia.

    Intervista Figure OU 109 - 2006 (febbraio) - Traduzione dal giapponese: Archange

    Traduzione italiana: Shiryu

    Fonti: SaintSeiyaPedia

    1) Per prima cosa, ci parli della nascita di Saint Seiya.

    Kurumada: I manga che avevo disegnato fino a quel momento erano brutali, pieni di sudore. Volevo aggiungere un tocco di eleganza usando come elemento portante le costellazioni e la mitologia greca. Ma questa è un’opera di intrattenimento, non ci sono ragioni più profonde dietro la mia scelta. Ci sono molte ragazze fan di Saint Seiya, ma i manga kurumadiani sono indirizzati in primo luogo a giovani dal sangue caldo. Alle proiezioni, piuttosto che una serie di ragazze urlanti "kyaah kyaah", immaginavo un’audience di uomini che gridassero di star zitto.

    2) Da dove viene il concetto delle Armature?

    Kurumada: L’aspetto viene dalle antiche armature occidentali. Piuttosto che dar loro un aspetto squadrato, ho tentato un design più tondeggiante. Penso che la più vicina alla mia idea iniziale di armatura sia quella di Leo indossata da Aioria. Molte armature sono il frutto delle discussioni con i miei assistenti e sono state create una dopo l’altra. Fu davvero difficile. Non c’era solo la trama da immaginare.

    3) L’armatura di Pegasus ha spesso cambiato aspetto, non è vero?

    Kurumada: E’ vero. Inoltre, va detto che dopo la prima riparazione di Mu, l’elmetto assomigliava a una protezione da rugby, no? Infatti, siccome quel diadema non mi piaceva molto, ho fatto in modo di farlo sparire rapidamente nel combattimento sotto il Monte Fuji (ride ironicamente).

    4) Capisco (ride). E come ha deciso quali costellazioni assegnare a ciascun personaggio?

    Kurumada: Prima ho pensato ai personaggi, e poi ho scelto quali costellazioni fossero più adatte a loro. Ma i 12 Cavalieri d’Oro sono diversi, nel loro caso prima ho guardato le costellazioni e poi personaggi che vi corrispondessero.

    5) Perché Deathmask o Aphrodite sono Cavalieri d’Oro dalla parte del torto?

    Kurumada: Siccome i Cavalieri di Bronzo dovevano attraversare le dodici case dello Zodiaco, sarebbe stato difficile scrivere una storia usando solo Cavalieri d’Oro buoni. Anzi, penso sia più interessante inserire anche personaggi malvagi, no? Personalmente, trovo più divertente disegnare un personaggio come DeathMask. Anche se malvagio, quel tipo di personaggio è divertente, oltre che facile da mettere in scena.

    6) E’ bravo a scegliere i nomi.

    Kurumada: La scelta dei nomi è una parte fondamentale dei Kurumanga. È necessario che i protagonisti abbiano nomi ad effetto, no? Così il più ovvio è stato Seiya, "Freccia del Cielo" (ride). Poi Hyoga (ndt: "Ghiacciaio"). Penso che nessuno prima di me avesse usato quella parola come nome. Siccome era il Cavaliere del Cigno, volevo dare l’immagine di cigni che volano sulle distese ghiacciate. Siccome Ikki è il più forte dei cinque, il suo nome vuol dire che è il più brillante (ndt: Ikki vuol dire "più brillante, luminoso"). E siccome il suo fratellino è più emotivo di lui, ho scelto il nome "Shun" ("lampo", "scintillio") per dare l’immagine di una fugace scintilla. Per Shiryu ("dragone violaceo"), avevo sentito dire che la massa d’acqua che scorre dalla cascata di Lushan come un serpente fosse davvero somigliante a un drago violaceo, da cui il nome.

    7) Capisco. Dato l’enorme numero di personaggi che compaiono in Saint Seiya, immagino che trovare un nome per loro e per i loro colpi sia stato parecchio difficile?

    Kurumada: Passo davvero molto tempo a cambiare e ricambiare nomi. Finisco di disegnare lasciando OOOO al posto dei nomi, e dicendomi che ci dormirò sopra e poi ne parlerò al telefono. Quando sono davvero a corto di idee, visito il mio supervisore editoriale e ci ragioniamo sopra insieme. A volte lo faccio ancora oggi (ride). Infatti, al tempo della pre-pubblicazione di Ring ni Kakero, è capitato che una tecnica speciale avesse un nome diverso in base a dove Jump veniva venduto, nonostante la storia e la rivista fossero le stesse.

    8) Come mai?

    Kurumada: Fu perché il mio supervisore editoriale aveva cambiato il nome di una tecnica senza chiedermi cosa ne pensassi. Mi disse al telefono "guarda, ho pensato fosse meglio che la modificassi io al posto tuo". Al che mi sono immediatamente infuriato "Che hai detto?! Correggilo subito!!!" Ma siccome avevano già cominciato a stampare la rivista, in alcune zone arrivarono delle copie con la vecchia versione, mentre altre aree ricevettero la versione corretta. E per questo il nome cambiava da una città all’altra.

    9) I numeri di Jump senza la correzione ormai saranno da collezione (ride). A parte Saint Seiya, a cosa si ispira per trovare dei nomi per i suoi personaggi e le loro tecniche?

    Kurumada: Cerco idee nei film, nelle canzoni o nei libri. Ma vista la quantità di nomi che uso, non saprei indicare la fonte di ciascuno. È per questo che adesso cercare nuovi nomi mi spaventa, ho paura di sceglierne uno che ho già usato (ride). Un nome su cui ho dovuto riflettere molto è stato "Winning the Rainbow" da Ring ni Kakero. Viene da un racconto dell’isola del Madagascar e parla di un gigantesco arcobaleno che attraversa il cielo sopra il continente africano. La storia di un arcobaleno così enorme mi ha colpito, spingendomi a scegliere questo nome. Ovviamente, non so se la gente lo chiama davvero "Winning the Rainbow" (ride). Asuka Musashi di Fuma no Kojiro viene dall’indice delle canzoni. Il titolo "Ôgon ken wo motsu otoko" ("l’uomo dalla spada d’oro") viene da "Ôgon jû wo motsu otoko" (il titolo giapponese di James Bond - L’uomo dalla pistola d’oro"). La scena iniziale con i portali dimensionali è ispirata alla canzone principale del film "Una cascata di diamanti". Questi due esempi vengono dai film di 007. La scena in cui Kenzaki si avvicina a Ryûji durante lo scontro finale di Ring ni Kakero è ispirata al combattimento tra Muhammad Ali e Joe Frazier. Era lo "scontro del secolo" e i due si affrontarono duramente, ma quest’immagine trasmetteva un senso di amicizia. È un’immagine particolare che lascia un’impressione forte.

    10) Adesso vorremmo conoscere le sue impressioni sull’anime di Saint Seiya. Come si è sentito quando ha saputo dell’adattamento ad anime?

    Kurumada: Vuole la mia opinione sulle canzoni o sul vedere i miei disegni muoversi, vero? Ero molto emozionato, e particolarmente interessato alla colonna sonora che sarebbe stata creata. Dopotutto, qualsiasi cosa noi si faccia su manga, rimane senza musica. È uno dei nostri punti deboli. È per questo che nei Kurumanga ci sono molti personaggi che usano tecniche musicali, come Orfeo della Lira ad esempio.

    11) E cos’ha pensato quando ha visto gli episodi dell’anime?

    Kurumada: Alle 7 di sera, rimasi sbalordito quando partì la sigla. Vedere i personaggi correre insieme fu molto bello. E le canzoni di Seiji Yokoyama erano stupende. In seguito, sono comparsi molti Cavalieri creati appositamente per l’anime. Pensai che fosse una decisione molto rischiosa (ride). Guardando, pensai "non mi piace! Non mi piace!" (ride). Ma ora penso che queste cose abbiano dato personalità all’anime. Penso sia un bene che il mio manga sia stato trasformato in animazione. Ha permesso a persone che non leggevano Jump di conoscere il mondo di Saint Seiya, e anche i miei altri manga.

    12) Quali anime le piacciono?

    Kurumada: Kyoshin no Hoshi (Tommy la Stella dei Giants - 1968) e Ashita no Joe (Rocky Joe - 1970). Seguivo soprattutto gli anime creati dai manga. Creare gli anime dai manga è una cosa che iniziò quando ero bambino.

    13) C’è un giocattolo della sua infanzia che ricorda particolarmente?

    Kurumada: No. Non ne avevo molti. Nel tempo libero, da bambino, andavo al negozio per affittare manga, oppure al cinema una volta al mese. All’epoca non c’erano tutte le cose che ci sono oggi.

    14) Che ne pensa dei modellini Saint Cloth Myth ora in vendita?

    Kurumada: I vecchi modellini erano sgraziati, ma questi nuovi sono davvero ben progettati. Si nota che la tecnologia è progredita. Le armature sono eccellenti, leggere e con l’aspetto slanciato che volevo sin dall’inizio. Ma le armature non sono solo una protezione che si indossa, devono anche potersi trasformare e prendere l’aspetto delle rispettive costellazioni, che è una cosa complicata. All’epoca era un concetto nuovo, e progettarle fu difficile per la Bandai.

    15) Quali scene consiglia dai recenti episodi Meikai-hen Kōshō (Chapter Inferno)?

    Kurumada: Sicuramente la scena del Muro del Pianto. Nelle profondità di Ade, dove la luce non può arrivare, c’è un muro che può essere distrutto solo dalla luce solare. Come faranno i nostri eroi? E consiglio anche la scena in cui i 12 Cavalieri d’Oro saranno riuniti.

    16) Perché pensa che Saint Seiya sia ancora amato nel mondo a più di 20 anni di distanza?

    Kurumada: Un mangaka dovrebbe davvero svelare il segreto dietro il fascino dei manga? Non voglio indicare il manga con il dito e dire "vi deve piacere per questo" (ride). Vuole davvero che risponda? Forse perché è internazionale? E’ quello che mi è stato detto a una fiera in Francia. Sa, fui intervistato telefonicamente da un programma della TV francese chiamato "Club Dorothée". Mi chiesero se non fosse strano per me usare la Grecia come luogo principale, e risposi che non lo trovavo affatto un problema. Ah, ho buona memoria.

    17) E’ mai stato in Grecia?

    Kurumada: No. Fa troppo caldo da quelle parti (ride). In estate le temperature superano i 42 gradi. Siccome non ci sono mai stato, credo che il Santuario che ho disegnato tradisca i modelli originali. Renjirô Shibata una volta ha scritto che "uno scrittore di romanzi è qualcuno in grado di scrivere menzogne convincenti". Nell’anime, i disegni furono basati su modelli reali, soprattutto nei film dove i luoghi e i templi vennero riprodotti fedelmente. Come se ci fossero stati davvero.

    18) Per finire, qual è il suo messaggio per i fan giapponesi?

    Kurumada: Voglio davvero ringraziarli per avermi sostenuto per più di vent’anni. Ciascun manga kurumadiano ha i suoi fan, e quei fan non fanno le cose a metà quando dedicano il loro amore a un’opera. Hanno amato questi manga da bambini. Ne sono felice. Poi ci sono quelli che comprano i modellini di Saint Seiya. A volte vorrei dirgli "Adesso basta, avete più di 30 anni!". Ma poi voglio anche dirgli "Grazie perché continuate a tenere questi oggetti con voi". Bene, inserisca solo l’ultima di queste due frasi (ride).

    Intervista Saint Seiya Chronicle - 2008 (luglio) - Traduzione: Omy; Dawnlight

    Fonti: Saintseiya.it; blog Last Memorias

    Ring Ni Kakero include anch'esso i 12 Dei olimpici in una squadra, potrebbe dirci a partire da quando si è interessato alla mitologia greca?

    A dir la verita non ho un interesse particolare per la mitologia greca, solo nella norma. Mi ispiro a essa per avere delle idee interessanti. La mitologia greca include tantissimi personaggi e anche degli Dei potenti ed eleganti ne fanno parte. È per questo che me ne sono servito in Ring ni Kakero, in questo modo davo ai nemici più classe e forza che non ai protagonisti e credo che sia meglio così. Prima di Ring ni Kakero conoscevo qualcosa della mitologia greca, ma c'è voluto un libro sulla mitologia per completare le mie conoscenze, almeno all'inizio. Quando ho cominciato Saint seiya ho dovuto ulteriormente approfondire le mie ricerche. In questo genere di manga c'è bisogno che i nemici si susseguano senza tregua e a volte è difficile crearne di nuovi, ma in Saint Seiya le idee erano relativamente facili da trovare. La ragione di cio è che la mitologia greca è piena di personaggi come Poseidone, Hades o Zeus.

    Come ha fatto a definire i tratti dei cinque Cavalieri di Bronzo protagonisti della storia?

    Stavo pensando a come bilanciarlo (il manga, N.d.T.) per il tipo di pubblico giovane che legge i manga. L'eroe coraggioso e con personalità esplosiva, un ragazzo serio e analitico, il freddo del gruppo, il bello ed anche il tipo silenzioso, di malumore e che doveva essere il più forte del gruppo. Questo spiega perchè abbiamo Seiya, Shiryu, Hyoga, Shun e Ikki. Mi sono però detto che non sarebbe stato interessante avere i cinque protagonisti uniti in gruppo dall'inizio, come negli stereotipi, ed è per questo che ho introdotto Ikki all'inizio come nemico comune. In piu volevo far giocare a Hyoga il ruolo dell'assassino agli ordini del Santuario, che avrebbe dato a tutti del filo da torcere. Seiya e Ryuji (Ring ni Kakero) sono due tipi differenti di eroe, di fatto Ryuji è un personaggio complicato da usare, non è del tipo "andiamo a pestare il nemico", piuttosto aspetta che arrivino loro. Sì, non prende molto l’iniziativa, ed è questo che rende difficile la sua realizzazione, in Saint Seiya Shun era molto simile a Ryuji, mentre Seiya è più simile a Ishimatsu, che quando appare un nemico gli salterà automaticamente di fronte e lo affronterà.

    Perché ha scelto le costellazioni di Pegaso, Dragone, Cigno, Fenice e Andromeda per i nostri eroi, tra tutte le 88 costellazioni possibili?

    A essere sinceri non vi erano molte possibilita di scelta tra le 88 possibili. Per esempio non potevo certo scegliere delle costellazioni come il Compasso o la Macchina Pneumatica. Chiaramente le 12 costellazioni dello zodiaco erano gia riservate dall'inizio ai nemici che sarebbero comparsi. All'inizio ho preso dunque 10 costellazioni che mi sembravano utilizzabili. Ma tra queste sono poi dovuto scendere a solo cinque, togliendo Ichi di Idra, Ban del Leone Minore e gli altri dal gruppo principale. Nelle mie idee iniziali, Jabu avrebbe dovuto essere tra i protagonisti, ma Seiya aveva gia il ruolo del ragazzo "focoso" ed è dunque finito insieme ad Ichi e gli altri, fuori dai "top 5". Anche oggi a volte mi viene da ripensare a quella scelta, ma credo di aver fatto la scelta migliore con Pegaso.

    C'è un personaggio che aveva gia chiaramente definito prima della sua entrata in scena?

    Devo dire di no. All'inizio avrei voluto fare di Milo il maestro di Hyoga, ma poi mi son detto che il ghiaccio ha un rapporto stretto con l'acqua e ho quindi optato per Camus dell'Acquario. Sempre all'inizio, non avevo ancora scelto se Marin sarebbe stata o no la sorella di Seiya. Se avessi fatto una scelta simile gia da subito, i lettori avrebbero potuto capirlo e non sarebbero stati poi sorpresi dagli eventi seguenti.

    Qual è il suo personaggio preferito?

    È una questione che mi viene posta spesso, ma io amo tutti i personaggi e non solamente di Saint Seiya. Ho messo sempre il massimo in ognuno dei miei personaggi e mi hanno tutti dato la sensazione di un parto doloroso. Non posso scegliere…

    Come ha associato le costellazioni ai personaggi?

    Ho innanzitutto riflettuto sui personaggi stessi e poi ho scelto loro una costellazione. I dodici Cavalieri d’Oro sono un eccezione, visto che nel loro caso ho avuto la tendenza a definire i personaggi in funzione della costellazione. Per esempio il Leone evoca una forte virilità, mentre la Vergine ha dei tratti piu femminili e spirituali.

    Come le è venuto in mente il concetto delle Cloth?

    All'inizio, prima di cominciare il manga, mi immaginavo delle armature piu simili a quelle dei Samurai e uno stile di combattimento simile al karate. L'idea era che i loro attacchi fossero cosi potenti che per difendersi vi era bisogno anche dell'aiuto di protezioni. Ma le armature di base non erano ideali e allora, mentre rimuginavo sul da farsi, mi è venuta in mente la mitologia greca. Mi son detto che, ispirandomi alle costellazioni, sarei potuto arrivare ad un risultato elegante. Ho dunque cominciato a disegnare delle armature europee di stile antico con delle forme curve. L’armatura d’oro di Aiolia è quella che piu somiglia a quest'idea. Con i miei assistenti discutevamo costantemente le nuove Cloth da concepire, è stato davvero faticoso. In un manga classico ci si preoccupa di solito solo della storia (ride).

    Ci parli ora dei concetti di design per le Scale

    Le Scale sono delle protezioni ispirate alle scaglie dei pesci. Il risultato, disegnandole interamente di scaglie, era piuttosto brutto e ho dunque disegnato poco in questa maniera. Le Scale rappresentano dei mostri marini, ma ho dovuto fare una scelta su quali sarebbero venuti meglio. Chiaramente non potevo prendere un anemone di mare, ma se l'avessi dovuto scegliere, il suo attacco sarebbe stato "mangio tutto intorno a me". Ho molto meditato su Isaak, la sua scale e il suo design, visto il suo passato comune con Hyoga.

    Perché le Scale sono dorate?

    A essere sinceri non lo ricordo (ride). All'inizio avevo l'intezione di fare le Scale di color blu, ma non lasciavano trasparire un impressione di grande potenza. Penso di aver scelto di farle dorate perché somigliassero ai Gold Saint. Visto che l'anime si stava svolgendo in contemporanea a questa parte puo essermi stato anche suggerito dalla Toei o dalla Bandai.

    E per cio che riguarda le Surplici?

    Per l'idea di base ho usato le 108 stelle del romanzo Suikoden e le ho associate a dei mostri di ogni genere. Il design di queste armature è stato veramente difficile da immaginare. Ho immaginato le Surplici di un nero minerale, ma l'anime ha aggiunto dei tratti viola. Qualunque sia la versione, penso sembrino comunque uscire dalle profondità della terra. Un semplice colore nero le avrebbe fatte sembrare troppo simili ai Black Saint. Per Minosse, Eaco e Radamante mi sono servito del nome dei giudici della mitologia.

    Come le è venuta l'idea delle God Cloth?

    Per continuare sulla base dei "Level Up", non avevo altra scelta che introdurre queste nuove armature. Erano indispensabili per battere Thanatos. Ah, forse mi sono spinto un po' troppo lontano? (ride). All'inizio i due Gemelli divini le chiamano Kamui ma, vedendole meglio, le chiamano God Cloth. Le God CLoth sono lo stato ultimo dell'evoluzione delle Cloth. Forse. (ride)

    Le God Cloth sono al di sopra di tutte le altre Cloth, comprese quelle dorate, non è cosi?

    Per cio che concerne l'età, i Bronze Saints si troverebbero all'incirca alle medie, i Silver al liceo e i Gold sarebbero studenti universitari. Per quel che concerne le altezze, i Bronze sono in media 165 cm, i Silver fino a 175 cm e i Gold superano i 180 cm. Gli aspetti delle Cloth separano chiaramente i diversi ranghi, proprio come in una vera armata. Vi sono i generali, i colonnelli e i capitani. Le God Cloth hanno un design che li distingue nettamente dalle altre e posseggono anche delle ali, tutti fattori che dimostrano che esse sono le Cloth definitive.

    Che tipo di protezioni sono le Kamui? Potrebbe dirci come le vede?

    Sono le protezioni portate dai dodici Dei dell'Olimpo e Athena ne ha dunque una anche lei. Avevo qualche dubbio sul fatto di far portare ad Athena una Cloth e quindi ho preferito seguire questa pista. Sebbene Athena dica di portare una Cloth è possibile che sia in realtà la sua Kamui. Allo stesso modo, puô essere che la Scale di Poseidon e la Surplice di Hades siano in realtà le loro vere Kamui. Ho l'intenzione di rivelare le Kamui a breve, restate dunque attenti ai prossimi sviluppi!

    Quali furono le Cloth piu difficili da concepire?

    Ho sempre avuto in mente come sarebbero state le Cloth del Leone, del Cancro e delle altre basate sugli animali. Invece, quelle dei Gemelli o della Bilancia e le altre del genere mi hanno posto maggori problemi, e ho avuto grandi difficoltà per capire come doveva essere quella dei Gemelli una volta indossata da Saga. Avevo veramente un vuoto all'inizio ma, siccome la sua apparizione era alla fine, come ultimo nemico, ripensandoci piu e piu volte alla fine la sua forma finale si è delineata nella mia mente.

    Quindi, qual è la Cloth che le piace di piu?

    Senza dubbio quella dei Gemelli, nonostante mi piacciano tutte. A quel tempo, alcuni dirigenti della Bandai erano piuttosto preoccupati dal suo design, soprattutto a causa dei due volti sull'elmo, però alla fine si complimentarono. E’ un design logico. Comunque, c'è una domanda dei fan che ritorna sempre: "Chi è il piu forte?" Anche degli adulti di 30 anni me lo chiedono, come fossero dei bambini delle elementari curiosi di sapere. Qualunque sia l'età, Saint Seiya resta un’opera a loro cara.

    E chi è, allora, il piu forte?

    Anche voi? (hahahaha) È una domanda molto difficile. Ho disegnato i 12 Gold con l'intenzione di farli tutti eleganti e potenti, dal primo all'ultimo, ma nonostante ciò alla fine ce n'è qualcuno che spicca piu di altri. Non posso veramente dire chi sia il piu forte (ride).

    Che ne pensate dei Myth Cloth?

    I vecchi modellini erano piuttosto semplici ma questi sono davvero ottimamente concepiti. È chiaramente visibile il progresso tecnico. Tra i Myth, trovo che quello di Orfeo della Lira spicchi particolarmente, e la texture è davvero comparabile all'argento vero. Anche i tre Giudici dell'inferno sono magnifici e imponenti. Le surplici sono state rese davvero bene. Ma mi spiace per quelli che li collezionano, ve ne sono talmente tanti che finiscono per occupare molto spazio in casa…

    Ci parli della saga di Hades

    Questa parte è ispirata all'inferno di Dante e ho un attaccamento particolare per lei. All'inizio, Saint Seiya aveva un design molto maschile e grezzo, proprio come Ring Ni Kakero o Fuma No Kojiro, ma è in questa saga che i miei disegni sono diventati piu eleganti e le texture delle surplici sono parecchio lavorate. Ho speso molto tempo su questa saga, per far si che essa fosse veramente ben riuscita.

    Come le è venuta l'idea di riportare Saga e gli altri dalla morte per l'inizio dell’Hades Sanctuary?

    Una volta terminata la traversata delle 12 Case, i Cavalieri d’Oro erano divenuti dei personaggi molto popolari. Piu tardi, quando si è arrivati al capitolo di Hades (colui che regna sui morti), mi son detto che sarebbe stata una bell'idea quella di farli tornare, aggiungendo il fatto che sarebbero arrivati con l'intenzione di prendere la testa di Athena, per creare una grande sorpresa.

    Perché non avete aggiunto Aiolos tra i Saint resuscitati?

    Aiolos non è morto alla stessa epoca di Saga e gli altri, mi sembrava poco attinente. In piu, Shura e Camus sono due Gold Saint che erano stati al servizio di Saga. Se Aiolos fosse tornato in vita, avrebbe probabilmente dovuto opporsi a Saga. Difficile immaginarseli fianco a fianco quindi, no? (ride)

    E la resurrezione del Grande Sacerdote?

    Anche lui è uno dei personaggi che avevo già pensato di utilizzare. Il Sacerdote era un compagno di Doko, sopravvissuto anch'egli all'ultima guerra sacra e, visto che non avevamo avuto l'occasione di vederlo prima, ho voluto includerlo tra i Saint resuscitati. Per quanto riguarda l'idea di renderlo maestro di Mu, mi è venuta dal fatto che il tempio dell'Ariete è il primo che è necessario attraversare. Se l'avessi fatto maestro di qualcun altro, si sarebbe fatto buttar fuori dal tempio dell'Ariete. Ed è per questo che Death Mask e Aphrodite si son fatti battere… (ride).

    E a proposito del ritorno alla giovinezza di Dohko?

    Era qualcosa che avevo previsto da tempo. Per la trasformazione vera e propria mi sono ispirato alla spada dorata di Fuma No Kojiro.

    Le situazioni di Shun che diviene Hades e di Kawai in Ring ni Kakero sono simili?

    Non è la stessa cosa. Per essere franchi, non credevo molto nel successo della parte dove Kawai diventa un Ashura. Per cio che riguarda la "rivelazione" di Shun, non era altro che un'idea per sorprendere i lettori. Per arrivare a questo scopo non lascio da parte nessuna idea, anche se bizzarra, tutto cio fa si che ogni settimana mi torturo chiedendomi cosa potrei inventare per creare una sorpresa… (ride)

    Pensava di fare di Kanon un partecipante alla guerra sacra gia dalla concezione del personaggio?

    In una scena Milo testa Kanon con il suo Scarlet Needle e poi conclude che "non ci sono nemici qui, ma solo un altro Gold Saint e il suo nome è Kanon di Gemini". È una scena che avevo l'intenzione di disegnare. I sentimenti dei protagonisti (NDT: dice piu precisamente 浪花節, una forma di canzone narrativa che si incentra sui sentimenti dei personaggi) sono fondamentali nei miei manga. Questo genere di storie è molto popolare anche in Francia, e infatti ci sono molti fan di Saint Seiya in quel paese.

    Potrebbe dirci perché ha chiamato il fratello di Saga "Kanon"?

    Fino all'ultimo mi sono chiesto se avessi dovuto fare di Saga un uomo che soffriva di doppia personalita o un uomo che possedeva un gemello. Alla fine ho deciso di fare entrambe le cose. Il nome di Saga viene dalla cosa che separa naturalmente gli umani in due gruppi, il sesso (NdT: il kanji che rappresenta il sesso uomo/donna è 性, che puo' anche essere pronunciato come "saga". Per quel che riguarda Kanon, essendo il fratello minore volevo chiamarlo Sega… no scherzo… (ride). In effetti non sapevo cosa scegliere come nome, poi ho aperto un Atlante e sono finito sull'isola di Kanon (カノン島)。Mi sembrava che il nome suonasse bene e allora l'ho preso.

    Quali sono le sue impressioni sull'adattamento dell'Elisio?

    Con questa uscita, l'adattamento di Saint Seiya è finalmente completo. Trovo la versione animata dell'Elisio molto bella, elegante e calorosa. Penso sia un "anime ultime". In piu, ho collaborato nei dialoghi e nella composizione della ending "Kami no sono" di DEL Regno. Per favore, ascoltate assolutamente questa canzone!

     

    Risvolti delle copertine Next Dimension - 2009 - ?

    Traduzione italiana: JPop

    Volume 1

    Quando ero bambino, sia il cinema che la televisione erano in bianco e nero. Ora invece siamo nel ventunesimo secolo, un’epoca in cui si dà quasi per scontato che tutto sia a colori. Allora perché i manga continuano ad essere in bianco e nero? Fin dal passato, sono stati realizzati a colori solo frontespizi e illustrazioni a tutta pagina.

    Mi è capitato qualche volta di lavorare ad opere interamente policrome, ma in caso di pubblicazione su rivista era impossibile realizzare tavole a colori per tutti gli episodi. Oggi tutto questo è reso possibile dalla CG (Computer Graphic).

    Tutto in quadricomia!

    Spero che il nuovo Seiya di questo secolo vi piaccia!

    ******

    Volume 2

    La primavera dell’anno scorso mi sono ammalato e, cosa rara per me, sono rimasto a lungo senza energie.

    Un giorno, mentre guardavo il cielo, ho visto una "fenice"! Era un segnale celeste! Resuscitate! Bruciate, mie energie!

    E’ con questi pensieri che ho scattato una foto con il cellulare.

    Che ridere… ce ne ho messo di tempo, ma eccovi il fiammante secondo volume.

    Leggetelo con fervore!

    ******

    Volume 3

    Il periodo natalizio, in un certo grande magazzino di Ginza, in cui lavoravo part-time quando ero studente, era così impegnativo da non dare un attimo di respiro, in particolar modo al reparto giocattoli in cui ero stato trasferito!

    Ricevevamo ordini dai clienti, mettevamo l’articolo in una scatola e la avvolgevamo nella carta regalo; quindi, aggiunto un nastro, lo consegnavamo. In un giorno svolgevamo a gran velocità queste operazioni centinaia di volte.

    Per quanto sia stato un lavoro duro, i regali che ho incartato avranno fatto la felicità di molti.

    È bello che ci siano tante cose che ci rendono felici.

    Anche se non sono cristiano, auguro a tutti un Buon Natale!

    ******

    Volume 4

    Ogni anno, giunti a questo punto, dico sempre che l’anno è passato in un lampo.

    Ma a pensarci bene, un anno non è poi un lasso di tempo così lungo. Credendo il contrario, passa senza che ce ne rendiamo conto e rimangono sempre un sacco di cose incompiute. Dal prossimo anno mi imprimerò bene nella mente che esso è corto e cercherò di fare molte cose, senza sentirne la stanchezza.

    No… di certo anche l’anno prossimo, arrivato a questo punto, dirò di nuovo che è passato in un istante, senza che nulla sia cambiato.

    Sorridiamo amaramente.

    ******

    Volume 5

    Vivo da sempre con l’idea di voler essere qualcuno dalle grandi capacità. Un uomo magnanimo che di solito è portato a sorridere, senza arrabbiarsi per le piccolezze… però ogni giorno c’è qualcosa che mi fa saltare i nervi. Ah! Ah! Guardando la TV, ascoltando il telegiornale, aprendo internet, nelle azioni quotidiane… e così mi accorgo che arrabbiandomi sto inavvertitamente diventando un uomo peggiore. Ah! Ah! Kenji Miyazawa scrisse nei suoi versi: "sorrido sempre tranquillo senza mai arrabbiarmi" e "voglio diventare una persona del genere"… che per me sia una cosa impossibile? Sorrido amaramente…

    ******

    Volume 6

    E’ passato tanto tempo da quando anche le mie opere sono entrate a far parte dei media franchise, eppure mi capita ancora di sentire qualcuno che dice "è troppo diverso dall’opera originale".

    Ovviamente in ogni diverso media possono esserci differenze profonde anche a livello contenutistico per via delle idee dei rispettivi responsabili, siano essi il mangaka o il produttore. In ogni caso, appartengono tutti a una generazione cresciuta leggendo i miei manga durante l’infanzia. La loro passione non è certo inferiore a quella di altri e io mi sento tranquillo nell’affidare a loro i "miei bambini".

    In quanto brand, è normale che tutte le opere "figlie" possano via via distaccarsi sempre di più dall’originale. Però penso sia un bene che tutti i fan possano gustarsi anche in futuro le mie opere rielaborate in tanti gusti diversi.

    ******

    Intervista Champion Red - 2013 (dicembre) - Traduzione: Sui

    Fonti: Saintseiyaforos

    Intervistatore: Maestro Kurumada, con che tipo di manga è cresciuto? Cosa leggeva?

    Kurumada: Leggevo tutti i tipi di manga del periodo, ma ho conosciuto Gekiga al mio terzo anno della scuola primaria, ed è stata una bella scoperta per me.

    I: Ha letto Gekiga?

    Kurumada: C'era un negozio di noleggio manga vicino casa mia, così ho potuto prendere in prestito diversi loro manga, leggendoli uno dopo l'altro. Ho letto storie di spie, detective, ninja. Erano manga molti diversi di quelli che avevo letto fino ad allora, erano caratterizzati da mondi realistici e crudeli. Il "Ninja Bugeichô" Sanpei Shirato" era sensazionale e sconvolgente. Perché la giustizia era stata gradualmente polverizzata ed il male era vincente. (ride)

    I: Questo sarebbe scioccante per un bambino piuttosto abituato a un certo manicheismo, mostrando che prevalgono i buoni costumi, mentre il male viene sconfitto?

    Kurumada: Ma ho pensato che fosse una cosa adulta e di classe, è mi ha fatto sognare. Ad esempio, anche i nemici erano personaggi così rappresentati pieni di classe, lo stesso valeva per le persone sconfitte, è non c'era nulla di ridicolo. Una decostruzione della solita struttura di un manga.

    I: Queste sono le cose con cui è cresciuto maestro Kurumada. All'epoca pensava di diventare un mangaka?

    Kurumada: No, non mi passava neppure per la mente. Mi piaceva disegnare per conto mio, e pensavo che i mangaka fossero persone appartenenti ad un mondo speciale. Pensavo fossero molto inteliggenti e dotati di un incredibile immaginazione e capacità creative.

    I: Oltre a questo cosa sognava per il futuro?

    Kurumada: Volevo diventare un marinaio, ero stato affascinato dalla visione del film "Karajishi Botan." Ho pensato che quel universo fosse affascinante. Queste erano le cose che mi attraevano (ride). Ero molto giovane, non pensavo seriamente cosa avrei fatto. E’ stato durante il mio ultimo anno di liceo che ho iniziato a pensare al modo in cui stavo andando in contro. Ma quando ho iniziato il liceo, i miei giorni erano per lo più occupati dai club di Judo e di Mahjong.

    I: Cosa le ha fatto decidere di fare il primo passo per diventare un mangaka professionista?

    Kurumada: E' stata "gaki Otoko Ippiki daisho", opera del maestro Hiroshi Motomiya pubblicata il primo anno della rivista Jump. E' stato uno shock enorme per me. Mi sono chiesto: "Forse sarei in grado di disegnare anche io storie usando simili mondi". Durante il mio ultimo anno di liceo, momento in cui dovevo decidere se continuare poi gli studi, lessi un articolo che annunciava un nuovo concorso. Mi sono detto che dovevo provare a partecipare. Fu in questa occasione che ho disegnato le mie prime pagine, 31 pagine fatte durante le vacanze estive.

    I: Qual è stato il risultato di questa prima partecipazione?

    Kurumada: Dal momento che non avevo la pazienza di attendere la pubblicazione dei risultati sulla rivista, sono andato direttamente alla redazione della rivista nel mese di ottobre. Dopo tutto, se il mangaka fosse stato un percorso senza speranza, avrei deciso di tornare a pensare al mio futuro in altro modo. Il direttore editoriale mi ricevette e mi disse che aveva trovato le pagine del mio manga molto interessanti.

    I: Era in ansia?

    Kurumada: Decisamente. Poi mi chiese: "Che ne dici di diventare un assistente mangaka? E ho pensato che fosse una buona opportunità. Essere assistente è l'opzione migliore per migliorare in quel campo e nello stesso tempo entrare nel mondo del lavoro. Sono diventato così un assistente di Koo Inoue, che stava pubblicando "Samurai Giants".

    I: Ha iniziato la sua attività di assistente mentre ancora andava al liceo, giusto?

    Kurumada: si, andavo lì tutti i Sabati, ed anche quando ero libero dai corsi. Certo, quando ritornavo a casa ero davvero stanco. Persino alla cerimonia di diploma di scuola superiore andai dopo aver dormito poco. Avevo lavorato sino a tarda sera nello studio del maestro Inoue.

    I: Trovarsi a lavorare improvvisamente nello studio di un mangaka deve essere stato per lei uno shock?

    Kurumada: ero molto deciso, ma in effetti è stato difficile.

    I: Aver forgiato la sua resistenza frequentando un club sportivo le è stato utile.

    Kurumada: E' ingenuo credere che si può diventare mangaka solo perché si disegna bene. Ci sono probabilmente molte persone che la pensano così al giorno d'oggi. I disegni non sono ciò che rende grande un manga. La loro essenza sta tutta nell'immaginazione e la creatività, cioè in un Nemu (*il nemu è lo storyboard fatto e finito di un intero capitolo di un manga).

    I: Come ha capito cosa doveva fare?

    Kurumada: Dopo aver terminato il liceo, sono diventato un assistente regolare. In quel periodo ho presentato alcuni brevi storie che però non hanno avuto consensi. Così mi impegnai per migliorare nei disegni. Pian piano poi compresi cosa andava e cosa no.

    I: Quindi in quel periodo si è impegnato maggiormente per iniettare energia nei Nemu?

    Kurumada: si, ho iniziato così a leggere molti libri. Fino ad allora avevo avuto problemi con le tipografie.

    I: Con quale libro ha cominciato?

    Kurumada: "Shinsengumi Keppûroku" Ryotaro di Shiba. Mi resi conto che leggere un libro e guardare un film richiedevano una diversa abilità. Le informazioni ricevute tramite le lettere stampate formano nel nostro cervello telai sagomati per la nostra immaginazione. Ad esempio, la lettura di una scena del Edo che si verifica in Izakaya, vi era la descrizione dell’attraversamento del sipario. Ma mi chiedevo: la tenda era in tessuto o corda? Senza cultura e conoscenza, è difficile sviluppare un quadro preciso, ed è decisamente meglio accumulare conoscenza utilizzando diversi tipi di letture a nostra disposizione. Ed è per questo che in quel periodo lessi con un appetito vorace numerosi romanzi, saggi e racconti.

    I: Sono divenute una fonte di idee per lei.

    Kurumada: Si, è continuo a farlo regolarmente, quando leggo mi viene l'ispirazione. In Ring ni Kakero per esempio, il super attacco di Ryuji, il "Winning the Rainbow", mi fu ispirato da un saggio di Kotaro Sawaki.

    I: Humh? E come è giunto alla cosa?

    Kurumada: "A quanto pare, è possibile vedere in cielo l'arcobaleno saltare dritto al cielo sul mare del Madagascar". Nel leggere questa frase, ho pensato: "Ah! Questo è un come uppercut! Insieme ad un arcobaleno che conduce alla vittoria!"

    I: Possiamo dire che l'ispirazione è qualcosa che viene dal cielo?

    Kurumada: Essa non è solo accumulare conoscenza, ma è anche forgiare la propria immaginazione per creare qualcosa. Ed è necessario concimare costantemente il terreno del proprio cervello per aprire la mente. Penso che sia qualcosa di importante, sia per gli artisti che fanno manga ma anche per tutti coloro che lavorano nel settore dello spettacolo.

    I: E' importante continuare a ricevere informazioni?

    Kurumada: Comunicare con gli altri è importante. Questo permette di ricevere suggerimenti, sia con delle piccole chiacchiere sia durante i dibattiti. Incontrare le persone è davvero essenziale. Penso che confrontarsi con la gente in carne e ossa è come trovare una stanza del tesoro.

    I: Secondo lei, perché il suo secondo lavoro, Ring ni Kakero è diventato un così grande successo?

    Kurumada: Nei primi mesi con Ring ni Kakero era come camminare nel buio, perchè avevo paura che venisse cancellato. Ma poi divenne davvero molto popolare, ed è accaduto quando Kenzaki è stato introdotto nella storia. Era un antagonista attraente, con una forte personalità e passione, che si contrapponeva al protagonista.

    I: Penso che "la squadra d'oro juniores giapponese" aveva personaggi e rivali davvero molto affascinanti. Poi vi era quella forma di crescita nei tornei e competizioni, tipica nei manga di Jump, non è vero?

    Kurumada: La competizione a squadre è stata apprezzata moltissimo dai lettori. C'erano già queste cose disegnate dal maestro Mitsuteru Yokyama o anche nei romanzi ninja Futaro Yamada.

    I: Un'altra cosa notevole in Ring ni Kakero sono gli attacchi speciali sempre differenti e corrispondenti alle personalità di ogni personaggio. Queste sono davvero idee che rimangono nella memoria.

    Kurumada: Anche nel caso di una pubblicazione continua, scrivevo ogni capitolo come fosse un one-shot. Ogni volta che pensavo alla base di 20 pagine circa, mi chiedevo sempre cosa volevo mostrare di bello ai lettori.

    I: Molti capitoli dei suoi manga contenevano sempre dei climax, vero?

    Kurumada: Ogni mio capitolo doveva sorprende in maniera sempre diversa il lettore, questa è l'unica cosa su cui mi concentravo. Quando finalmentente trovavo una buona idea, ci mettevo il cuore nel capitolo e lo realizzavo in una sola settimana.

    I: Ha ancora lo stesso approccio oggi?

    Kurumada: Si, non è cambiato nulla. Questo è il metodo che mi ha permesso di diventare all'epoca molto popolare con Ring ni Kakero, è che continuo ad usare. Penso che sia uno stile Kurumada.

    I: Quando vede i volumi rilegati dei suoi manga, è sicuramente molto soddisfatto dei grandi risultati che ha raggiunto, giusto?

    Kurumada: si, ed ecco perché non ho mai smesso di fare questo per 40 anni, anche se ora sono stanco sia spiritualmente che fisicamente. Ma sono sempre stato consapevole che non avrei mai pensato di diventare un mangaka (ride). Io sono come il rame diffuso nella roccia, esso è lucente, ma per estrarlo ci vuole fatica. Ed è per questo che devo sempre raddoppiare i miei sforzi, ma è anche molto faticoso (ride). Citazione del Kenzaki vs Jesus Crist.

    I: Che cosa permette a una tale passione di brillare?

    Kurumada: Si potrebbe dire che non ho voglia di perdere. Poi desidero sempre pubblicare qualcosa su una rivista.

    I: A quanto pare Ring ni Kakero raggiunse la prima posizione del ranking di vendite in Giappone, anche con il suo ultimo volume. Non pensa sia stato un peccatto concludere il manga?

    Kurumada: Ho disegnato tutto quello che c'era da disegnare. Ho poi iniziato a disegnare "chapter Pro" e mi dissero che il capitolo finale era al numero 1 del ranking. Ma in realtà, è diventato ancora più popolare di quello. La lotta "Gesù Cristh VS Kenzaki" aveva pagine a colori all'inizio di due numeri consecutivi della rivista settimanale. Lo scontro Ryuji VS Kenzaki è stato in prima posizione in classifica per tre settimane di fila.

    I: Questo manga aveva persino molte pagine a colori per il suo capitolo finale, in quel periodo era una cosa molto rara. Normalmente credo che nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di lasciare (come ha fatto lei) la produzione di un manga di così grande successo in quel periodo (ride). Comunque tutti pensano che la caratteristica dell'opere di Kurumada è questa grande capacità di attrarre sempre i lettori, sopratutto quando si tratta di manga di combattimenti. Il culmine di questa tendenza è visibile con Saint Seiya. E' ancora oggi è così.

    Kurumada: Saint Seiya è un Nekketsu manga (*Con Nekketsu vuole dire un manga pieno di ardore e passione). Ma ha anche molte altre caratteristiche eleganti come la mitologia greca, le costellazioni, le varie armature. Alla fine, un manga di Kurumada è come un Enka (*Enka è uno stile di canzoni tradizionali Giapponesi piene zeppe di sentimenti). E gli Enka sono un qualcosa che si inserisce perfettamente nei cuore dei giapponesi. Un mondo di umani sentimenti e di amicizia. Saint Seiya è questo. Ma è anche superare ogni limite del corpo per aiutare qualcuno, senza mai chiedere nulla in cambio.

    I: Più che far passare un messaggio, ciò che la guida alla base è esprimere molti sentimenti?

    Kurumada: Penso che ciò sia accaduto perché sono cresciuto stando in un mondo di adulti anche da bambino. Sono cresciuto in Shitamachi a Tokyo, ed era una ambiente di lavoratori pieno di calore umano.

    I: Questo stato d'animo è il perno centrale dei manga di Kurumada. E' sorprendente che il suo manga basato su una cosa così tradizionale della nostra nazione come gli Enka, sia diventato un così grande successo, anche al livello mondiale. Louis Leterrier, che ha diretto "The Clash of the Titans" ha persino detto di essere un fan del suo manga di Saint Seiya. E’ consapevole di aver fan in tutto il mondo.

    Kurumada: Un fan francese che è venuto a visitare il mio studio mi disse una volta : "Il vostro Saint Seiya è stato uno shock culturale. Un mondo in cui i protagonisti lottano per l'amicizia e per gl'altri, ignorando la proprio sicurezza, è qualcosa impensabile in un paese individualista come la Francia."

    I: E' un miracolo creato da lei con belle immagini associate a una visione del mondo in stile Naniwa-bushi (*canzone tradizionale giapponese piena di sentimenti).

    Kurumada: Gli Enka ed il Kabuki giapponesi sono per i Nekketsu manga un vero e proprio tesoro di ispirazione. Come una poesia contiene una storia, e una frase piena di dramma.

    I: Lei sembra portare molta attenzione alle repliche dei personaggi.

    Kurumada: Si, ma cerco sempre di ridurre le repliche di un motto o di una frase. Poiché si tratta di manga, è cerco quindi di esprimere le cose disegnando.

    I: Essere coinciso è più difficile che esprimere qualcosa in molte pagine, non è vero?

    Kurumada: si, quanto si tratta di intrattenimento, la facilità di lettura è essenziale. Più che risposte esplicativamente lunghe, cerco sempre di fare brevi sequenze di assestamento, che hanno un maggiore impatto e sono molto più di classe.

    I: E che cosa le importa particolarmente nei disegni?

    Kurumada: una volta ho preso come modello lo stile di disegno di Mitsuyoshi Sonoda, che ho scoperto affittando nelle libreria gekiga. Ma nel tentativo di perseguire un modello chiave gekiga, ha tutto finito per essere molto realistico e non era in linea con il mio modo di pensare le storie. In quel momento mi sono reso conto che il mio approccio doveva essere di un "manga semplice e caratteristico", così ho potuto costruire il mio personale stile di disegno.

    I: Lei ha avuto sempre un talento per infondere potenza nei disegni, non è vero?

    Kurumada: Purtroppo la troppa pressione usando la matita ha presentato un carico pesante sulla prima falange del mio dito indice destro. La cartilagine si è indebolita, è ciò mi provoca molto dolore.

    I: E' possibile fare qualcosa?

    Kurumada: Le mie ossa si urtano direttamente. Sono in trattamento medico per rallentare la progressione di questa cosa. Quando il dolore diventa troppo forte, spero di non dover lasciare la professione.

    I: Per favore, segua il trattamento per lei ma anche per i suoi numerosissimi fan, continui a disegnare ancora! Infine, che cosa sono i manga per lei oggi?

    Kurumada: Se lo sapessi, avrei meno difficoltà (ride). Dal momento che non lo so, direi che è una cosa che ogni settimana mi dà difficoltà. I Manga sono ancora oggi la mia vocazione e la mia vita, un qualcosa che è il mio cuore ma anche il mio dolore. Se mi fanno ancora soffrire oggi, forse è proprio perché io non so cosa siano per mè i manga.

    Molte Grazie. Attendiamo con impazienza di poter leggere ancora i suoi manga che lei disegnerà con tanta fatica!

    Intervista Sports Hochi - 2014 (giugno) - Traduzione: Nicol

    Traduzione italiana: Shiryu

    Fonti: Taizen Saint Seiya

    Pubblicato dal 1985 al 1990 su "Shukan Shonen Jump", ha poi dato vita a serie TV e film ma, 10 anni dopo una nuova serie di produzioni che hanno dato seguito a questa serie di successo, il 21 luglio debutterà il film "Saint Seiya Legend of Sanctuary" (diretto da Keiichi Sato). Il primo della serie a essere interamente in CG [computer graphics, NdS] sarà incentrato sulla Saga delle Dodici Case, la più celebre della serie originale. Masami Kurumada (60), autore e produttore esecutivo, ha dato la propria approvazione dicendo che "E’ una produzione che permetterà al mondo di Seiya di espandersi ancora di più".

    La storia è basata sulla mitologia greca, con appariscenti tecniche speciali e armature sacre (Cloth) che rappresentano le costellazioni. "Saint Seiya" fu una novità che rapì i cuori tanto delle ragazze quanto dei ragazzi. Per una generazione che fu segnata dalla frase del protagonista, Seiya, "Hai mai sentito il cosmo dentro di te?", la grafica attuale potrebbe inizialmente far paura e far puntare il dito allo schermo chiedendosi "quello è Seiya?".

    Però, Kurumada risponde "Penso che sia il Seiya di oggi", e ammette che l’aspetto dei personaggi che ha disegnato è cambiato. "Anche se penso che le persone avranno varie reazioni di fronte all’animazione, è una rappresentazione diversa dell’anime. C’è una profondità, una certa profondità nei personaggi di questa produzione, e anche la tecnologia oggi si è evoluta molto. E’ meglio rischiare con un nuovo prodotto piuttosto che non sfruttare al massimo le potenzialità dell’animazione". Per cui ha ben accolto una produzione che continua a "crescere".

    Il progetto fu presentato a Kurumada 6 anni fa. Da allora, è iniziato un fitto scambio di idee con la produzione. "Vennero stabilite due cose: che ci fosse una sceneggiatura adatta alla storia senza sembrare artificiosa in circa 90 minuti di film; e che non si perdesse l’eleganza che c’era sempre stata finora. Onestamente, all’inizio ho pensato ‘staremo chiedendo troppo?’ ma i produttori hanno lavorato duramente".

    L’ambientazione sarebbe stata la parte più celebre del manga, la saga delle Dodici Case. Vi compaiono numerosi personaggi affascinanti, con una capacità di "autopresentarsi" che li rende immediatamente comprensibili a tutti. Per questo, la battaglia contro i Cavalieri d’Oro, con tutte le sue particolarità, è stata collocata al centro della battaglia contro il nemico finale, il cui sviluppo drammatico ha una variazione [rispetto alla storia originale]. Per di più, l’aspetto delle sacre armature, che sono "l’altro protagonista" della produzione, è stato controllato e deciso da Kurumada in persona.

    Completate le linee generali, si è passati alla produzione di fatto, con certi punti ricchi di aspettative che hanno messo molta pressione allo staff tecnico. "In passato, un mangaka veterano ha detto che ‘quando un manga viene riadattato per vari progetti, come un anime, è come se si stesse preparando una sposa’. Si vuole che venga trattata bene, sin nei più piccoli dettagli". Seguendo tutto il progetto in qualità di produttore esecutivo, [Kurumada] è potuto subito intervenire quando le cose prendevano una piega sbagliata, facendole modificare. Ha guardato il prodotto finale "con gli occhi di un padre".

    Così la produzione è stata completata. Le sue impressioni in qualità di autore dell’opera originale sono che "[l’opera originale] è stata ampliata in un’ottima direzione. Manga e anime non sono la stessa cosa. L’anime può esprimere quel che c’è tra ciascuna tavola del manga. Un animatore ha il potere di esprimere, di espandere. A questo punto, è una cosa che sono felice di vedere". E così ha detto che anche lui potrà vederla con gli occhi di uno spettatore, come fan dell’opera.

    Al tempo stesso, è stato colpito dalle espressioni dei personaggi. Sorridendo, ha detto che "è come se nelle scene drammatiche al posto dei personaggi siano state usate persone vere, è meraviglioso da un punto di vista artistico. Le espressioni facciali, specie nelle scene piuttosto dure, sono la cosa più bella".

    Se contiamo dall’inizio del manga originale, presto Saint Seiya compirà trent’anni. Invece di fare qualcosa di nostalgico, un lavoro con il solito aspetto del passato, è stata creata una nuova opera in linea con i tempi moderni. È questo il suo fascino, giusto? "Dentro di me, provo un sentimento speciale verso Seiya. Perché tutte le opere nascono dal duro lavoro. Posso dire che ho vinto le mie vittorie persistendo, con impegno ed entusiasmo. Questi sono i ‘veri valori dei manga di Kurumada’ che sono presenti anche nelle altre mie opere. Tuttavia, quando penso perché ho avuto successo, sarà che non ho sudato poi troppo? Ma come ho detto prima, mi rendo conto che ho fatto tutto con grande eleganza. Anche così, rifletto ancora molto su quello che fatto. In questo senso, quando scrivo un altro lavoro, mi sento bene" (ride).

    Nel contempo, conosce bene la forza dei mezzi di comunicazione. Il successo del suo lavoro esplose grazie alla grande influenza dell’anime TV che iniziò circa 10 mesi dopo il manga. Da allora, andò in onda per circa due anni e mezzo e fu trasmesso in più di 80 paesi in tutto il mondo. "‘Seiya’ divenne il nome di Masami Kurumada conosciuto al mondo. Sarebbe stato impossibile solo con il potere del manga. Oggi, con questo film, e con una nuova forma di espressione, penso che il futuro sarà ancora più aperto per Seiya".

    Con le parole successive, crea poi aspettative verso un "progetto futuro" ancora sconosciuto.

    "Stavolta è stata la saga delle Dodici Case, ma in futuro vorrei vedere una storia originale. I film della serie di 007 ormai sono storie nuove, slegate dai lavori originali di Ian Flaming, non è vero? Eppure sono ancora molto famosi al giorno d’oggi. Se la storia verrà tratteggiata con abilità, andrà tutto bene. In questo modo, staremo tutti ad aspettare qualcosa di unico per Seiya".

    Commento a Legend of Sanctuary - 2014 (giugno) - Traduzione: Nicol

    Traduzione italiana: Shiryu

    Fonti: Sito ufficiale di Legend of Sanctuary; Taizen Saint Seiya

    In questo film, la storia e i settei rimandano molto alla serie originale. Una generazione di lettori di [Shonen] Jump e di spettatori dell’anime saranno di nuovo eccitati, nonostante l’aspetto dei disegni sia moderno.

    Anche quando le celle dell’animazione sono in buone mani, [in un anime normale] ci sono dei limiti all’espressività. Ma penso che questo film abbia infranto questi limiti, rendendo possibili più forme di espressione. In questo film, l’aspetto delle Sacre Armature è completamente rinnovato, e potreste pensare di star guardando qualcosa di totalmente diverso. Anche se penso che ci siano delle domande e spunti di riflessione per la produzione, credo che ora sia la soluzione migliore.

    Se non si modernizzasse continuamente, ci sarebbe soltanto la vecchia sensazione della serie originale di decine di anni fa! In questo senso, credo sia stato un successo. Semplicemente, i produttori sono stati un successo. In realtà, vorrei che il film piacesse ad entrambi: sia a coloro che non conoscono Saint Seiya e dopo [aver visto il film] vorranno leggere il manga originale, che a coloro che lo conoscono già e dopo vorranno rileggerlo.

    Il manga di Kurumada è essenzialmente uno shonen, manga per ragazzi, ma mantiene anche i principi di un Nekketsu (manga pieno di passione ed emozioni). Saint Seiya è un’opera che contiene una miscela di idee, dalla mitologia greca alle sacre armature basate sulle costellazioni, che altre opere non possiedono. Però, pur essendo un Nekketsu, non ha l’odore del sudore. Al contrario, sono consapevole che possiede un’eleganza che è amata anche dalle ragazze. È come se ciascun personaggio potesse essere un protagonista. I personaggi crescono e diventano più profondi. Ma non li ho fatti crescere da solo, credo che la lunga storia di Seiya sia stata costruita insieme a tutti i lettori e a tutti gli appassionati.

    Così, tanto per i fan che ci accompagnano dal passato, che per i nuovi che incontreranno adesso l’opera per la prima volta, inizia da ora un Seiya del nuovo secolo. Tutti voi che lo andate a vedere, facciamolo di nuovo, cresciamo nuovamente il prossimo Seiya! Perché è un lavoro che facciamo crescere insieme.

    Masami Kurumada - autore e produttore esecutivo.

     

    Fonti

    Blog Aries Mu: http://members.tripod.com/~PhilipHo/index.html

    Blog Diego Maryo: http://diegomaryo.wordpress.com

    Burningblood.it: http://www.burningblood.it

    Guia Saint Seiya: http://snk-seiya.net/guiasaintseiya/Espanol.htm

    Last Memorias blog: http://lasmemorias.wordpress.com

    Saint Seiya GS: http://sainseiyags.altervista.org/

    SaintSeiya.It: http://www.saintforum.net

    SaintSeiyaPedia: http://www.saintseiyapedia.com

    Saint Seiya Info Red: http://saintseiyaforos.

    Taizen Saint Seiya: http://taizen-saintseiya.blogspot.com/

    Intervista Kurumada

    I fiori dei due alberi gemelli sono appassiti.

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  2. Top | #2
    God Saint L'avatar di Mime
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    Re: Intervista Kurumada

    Davvero un post interessante

  3. Top | #3
    Silver Saint L'avatar di Lorenzo Cesari
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    Re: Intervista Kurumada

    Ho letto solo alcuni stralci delle varie interviste, ma più proseguivo la lettura più nella mia mente, non so perchè, si formava l'immagine di un Kurumada con la faccia di Lucas...

  4. Top | #4
    Silver Saint L'avatar di Giove
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    Re: Intervista Kurumada

    Molto interessante.

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    Re: Intervista Kurumada

    Post molto interessante.

  6. Top | #6
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    Re: Intervista Kurumada

    Questo topic non mi era anora arrivato all'occhio....sicuramente molto bello ed interessante! Alcune di queste interviste le conoscevo già girovagando in rete, altre mi sono giunte nuove!........
    Diciamo che in alcune ci svela alcuni dettagli e intenzioni, non mancano i suoi Kurumagheggi......
    "Io non possiedo due facce, ma una sola , la più buia e impenetrabile dell'universo"

    Intervista Kurumada

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