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Discussione: ADE: Tra Mitologia, Inferno Dantesco e Saint Seiya

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    ADE: Tra Mitologia, Inferno Dantesco e Saint Seiya

    A titolo di curiosità apro questo topic che espone la descrizione degli Inferi passando dalla Mitologia a Dante e concludendosi con l'opera Saint Seiya.

    Nella Mitologia Greca e Latina Ade (in greco antico Ἅιδης, traslitterato in Áidēs) identifica il regno delle anime greche e romane (chiamato anche Orco o Averno). In realtà, è solo una trasposizione del nome del dio: si voleva identificare il regno col suo stesso re.

    Il regno dei morti greco/latino era, al contrario di quello ebraico e cristiano, un vero e proprio luogo fisico, al quale si poteva persino accedere in terra da alcuni luoghi impervi, difficilmente raggiungibili o comunque segreti e inaccessibili ai mortali.

    Per quanto riguarda la geografia e la topografia degli Inferi, Omero (nell'Odissea) non gli dà un carattere di vero e proprio "regno" esteso, ma lo descrive solamente come una sfera fisica oscura e misteriosa, perlopiù preclusa ai viventi, dove soggiornano in eterno le ombre (e non le anime) degli uomini senza apparente distinzione tra ombre buone ed ombre malvagie, e senza nemmeno un'assegnazione di pena o di premio in base ai meriti terreni.

    Nella tradizione greca, uno degli ingressi all'Ade si trovava nel paese dei Cimmeri, che si trovava al confine crepuscolare dell'Oceano, e proprio in questa regione remota Odisseo dovette recarsi per discendere all'Ade ed incontrare l'ombra dell'indovino Tiresia; nella tradizione romana, invece, uno degli ingressi infernali si trovava vicino al lago dell'Averno (che poi divenne il nome del regno infernale stesso), dal quale Enea discese insieme alla Sibilla cumana.

    Per accedervi bisognava superare prima Cerbero, poi attraversare l'Acheronte versando un obolo al terribile Caronte e raggiungere i tre giudici Minosse, Eaco e Radamanto i quali emettevano il loro verdetto. Nell'Ade vi erano cinque fiumi: Stige, Cocito, Acheronte, Flegetonte e Lete, l'acqua di quest'ultimo aveva la caratteristica di far perdere la memoria a chi la beveva. Narra Platone, nella "Repubblica", che le anime dei morti, ormai purificate dai peccati, vengono trasportate da vortici di fuoco e poggiate al suolo. Qui scelgono la loro prossima vita, e successivamente bevono l'acqua del fiume Lete. Si dice che Ulisse, avendo molto patito nella vita precedente per l'ònere di essere re, scelse una vita semplice, agricola, che non avrebbe mai procurato fastidi. Agamennone, stanco per la diffidenza umana, decise di vivere tramutato in aquila.

    L'Ade, che accoglie le anime di tutti i defunti tranne i morti rimasti insepolti, alle volte viene confuso con una sua sezione, Tartaro, il luogo in cui si trovano sia i Titani che invano tentarono di sconfiggere gli dei Olimpi, sia quei mortali puniti per i loro gravi misfatti come Tantalo, Sisifo, le Danaidi; e questo più che altro sulla base dell'iconografia cristiana relativa all'Inferno. Le anime di coloro che in vita non furono né malvagie né straordinariamente virtuose si aggirano invece sul Prato degli Asfodeli, un luogo bello ma debolmente illuminato: le anime più nobili, infine, accedono nei luminosissimi Campi Elisi, o secondo alcuni autori, alle Isole Fortunate. Virgilio aggiunge i Campi del Pianto, riservati ai morti suicidi e a coloro che in vita furono travolti dalla passione, e una sezione che accoglie tutti i caduti in guerra d'animo non malvagio e onorevolmente sepolti. I morti senza tomba, invece - tale fu la sorte di Icaro, Tarquito, Palinuro, Mimante, Oronte, Ennomo, Licaone, Asteropeo, forse anche Ippoloco, il figlio di Antimaco - vagano senza sosta al di fuori del regno, secondo alcuni autori per sempre, secondo altri per cento anni, sempre che qualcuno sulla terra non provveda a onorare i loro resti; qualora ciò succeda, essi possono finalmente varcare la soglia dell'Ade (fu quanto accadde a Polidoro, figlio di Priamo ed Ecuba, il cui corpo in un primo tempo era stato seppellito solo parzialmente) ed essere anche loro in grado, come tutti gli altri defunti, di scrutare ciò che succede tra i vivi, e gli eventi futuri (secondo Omero, invece, nessuno spirito ha questo potere, tranne Tiresia). Fonte Wikipedia: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ade_(regno)

    ADE: Tra Mitologia, Inferno Dantesco e Saint Seiya

    L'Inferno nella Divina Commedia

    L'Inferno è la prima delle tre cantiche della Divina Commedia di Dante Alighieri, corrispondente al primo dei Tre Regni dell'Oltretomba e il primo visitato da Dante nel suo pellegrinaggio ultraterreno, viaggio destinato a portarlo alla Salvezza[1]. Il mondo dei dannati, suddiviso secondo una precisa logica morale derivante dall'Etica Nicomachea di Aristotele, è il luogo della miseria morale in cui versa l'umanità decaduta, privata ormai della Grazia divina capace di illuminare le azioni degli uomini. Le successive cantiche sono il Purgatorio ed il Paradiso.

    Secondo la concezione geografica dantesca, basata su varie fonti euro-mediterranee dell'epoca (di origine cristiana, ebraica e islamica), il mondo è diviso in due distinti emisferi, di cui uno interamente formato dalle terre emerse e l'altro completamente coperto dalle acque. In base al sistema tolemaico, la Terra si trova al centro dell'universo ed il Sole e gli altri pianeti ruotano intorno ad essa.

    La caduta di Lucifero

    Quando, all'inizio dei tempi, Lucifero, originariamente uno dei migliori angeli, si ribellò a Dio, quest'ultimo lo fece precipitare sulla Terra dal Paradiso, luogo situato oltre il sistema di rotazione geocentrico. Nel punto in cui cadde, il terreno presente si ritrasse per il terrore del contatto con questo essere demoniaco, creando così l'enorme cavità ad imbuto che forma l'Inferno. La porzione di terra che si era ritratta riemerse nell'emisfero coperto dalle acque, esattamente dalla parte opposta del globo terrestre, e formò la montagna del Purgatorio che si erge in mezzo all'immenso mare dell'emisfero opposto. Lucifero è quindi conficcato al centro della Terra, nel punto più lontano da Dio, immerso fino al busto nel lago sotterraneo di Cocito, il quale è perennemente congelato a causa del vento gelido prodotto dal continuo movimento delle sue sei ali. Dal centro della Terra, a partire dai piedi di Lucifero, inizia un lungo corridoio – detto Burella (o natural burella) – che conduce all'altro emisfero, direttamente alla Montagna del Purgatorio.

    Struttura

    L'Inferno è, dunque, una profonda cavità a forma di imbuto che si apre nei pressi di Gerusalemme e raggiunge il centro della Terra. È composta da nove cerchi. Dante e Virgilio infatti percorrono il loro cammino girando lungo i cerchi che pian piano si spingono a spirale giù in profondità. Man mano che si scende, i cerchi si restringono; infatti minore è il numero dei peccatori puniti nei cerchi, che via via sono più lontani dalla superficie. I cerchi più grandi si trovano più in alto perché più diffuso è il peccato che in essi è punito e maggiore è il numero dei peccatori condannati. Più si scende, più si è lontani da Dio e maggiore è la gravità del peccato punito. L'ottavo cerchio, detto Malebolge, ha una struttura articolata, composta da 10 fossati divisi da muretti sormontati da ponticelli.

    L'ordinamento delle pene, come dice Virgilio nel canto XI, è riferibile all'Etica Nicomachea di Aristotele rivista dalla teologia tomista medievale, e poggia sull'uso della ragione. La scelta delle pene segue la legge del contrappasso: i peccatori sono colpiti da una punizione che è in opposizione o in analogia alla loro colpa.

    La summa divisio del concetto di peccato è rappresentata, come detto, dalla Ragione. Tralasciando l'Antinferno e il Limbo, i cerchi dal secondo al quinto vedono punite le anime dannate di coloro che in vita commisero peccato di Incontinenza. Vale a dire che la loro Ragione, il senno, ha ceduto di fronte agli istinti primordiali (necessari comunque per ogni essere umano) e alle pulsioni, la Mente non ha saputo dominare il corpo e non ha resistito alle tentazioni. I peccati di Incontinenza corrispondono ai sette Vizi Capitali, anche se la superbia e l'invidia non trovano una collocazione precisa ed autonoma all'interno dei cerchi.

    Il quinto cerchio è separato dal sesto dalle mura della Città di Dite (abbreviazione latina con cui si indicava il Dio degli Inferi Plutone). Al di là delle Mura si trovano i peccatori che hanno commesso la colpa più grave: i fraudolenti non hanno perso la Ragione, bensì l'hanno sapientemente usata come supporto per commettere del male. La loro è una scelta consapevole e malvagia: il loro intelletto è stato posto al servizio del male per costruire un'azione peccaminosa con la consapevolezza di quello che si stava facendo.

    Lucifero è l'origine di ogni male. Egli maciulla con le sue tre fauci dei suoi tre volti i corpi di Giuda, Bruto e Cassio. Secondo la teoria dei Due Soli, vale a dire il Papato e l'Impero, che erano i due Poteri dominanti, i tre peccatori rappresenterebbero i traditori dei fondatori di tali due poteri.

    Giuda è il traditore di Cristo, fondatore del potere papale, mentre Bruto e Cassio sono i traditori di Cesare, che nella medievale concezione dantesca veniva indicato come il fondatore del potere imperiale e quindi del potere laico e politico in generale. La pena di Cassio e Bruto, traditori della Maestà Terrena, è quella di essere stritolati dal Diavolo nella metà inferiore del corpo nelle fauci (sono quindi stritolati le gambe e la parte bassa del ventre). Giuda, invece, traditore della Maestà Divina, è stritolato alla parte superiore (è quindi stritolato l'intero corpo, tranne le gambe). Dopo l'ultima parte dell'Inferno, al di sotto di Lucifero, si estende la burella, un corridoio lungo e stretto che attraversa le viscere dell'emisfero australe e arriva fino al Purgatorio. Fonte Wikipedia: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Infe...vina_Commedia)

    ADE: Tra Mitologia, Inferno Dantesco e Saint Seiya

    Il Regno degli inferi nell'opera di Kurumada Saint Seiya

    Descrizione

    Geograficamente l'inferno si compone del vestibolo (dove si trovano gli ignavi), il fiume Acheronte (o Sanzu[1]), e da "otto prigioni, tre valli, dieci malebolge e quattro sfere"[2].

    Ogni zona é protetta da almeno uno Specter (Caronte ha l'Acheronte, Lune la prima prigione, Pharaoh la seconda...) e nel punto più profondo (dietro il trono di Ade al palazzo della Giudecca) si trova il Muro del Lamento (Muro del pianto nelle traduzioni dei manga) che lo separa dall'Elisio, mentre dietro la seconda prigione vi è un campo di fiori (dove si trova Euridice, fidanzata del Cavaliere della Lira Orpheo). Nella serie Lost Canvas anticamente vi era anche una magnolia (situata sulla cima di una cascata di sangue) che in qualche modo era risucita a raggiungere l'ottavo senso e ad arrivare nel regno dei morti.

    Porta dell'Inferno e vestibolo

    Una volta precipitati dalla bocca di Ade nello Yumotsumo, ci si trova davanti alla gigantesca porta di peitra del regno degli inferi. Su di essa è riporta la celebre frase Dantesca "Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate", ammonimento per le anime dei dannati che mai avranno occasione di abbandonare quel luogo di supplizio eterno che li aspetta.

    Dopo la porta vi è una vasta area desolata, il vestibolo, ove anime dannate sono raccolte per essere portate dal traghettatore Caronte all'altro capo del fiume stige. Molti di essi però sono condannati ad un eterna attesa, inq aunto sono le anime di coloro che non sono stati né malvagi né buoni e non sono quindi degni di subire un giudizio di salvezza o condanna.

    Fiume Acheronte

    L'enorme fiume che separa il vestibolo dal vero inferno. Il suo eprcorso è talmente lungo da richiedere ore di tragitto sulla barca dello Spectre Caronte, suo custone e traghettatore. Tra i suoi flutti vi sono anche numerose anime dannate, cadutevi e che non pososno sfuggirvi; quando qualcuno si sporge dalla barca o vi cade, si appigliano ad esso e non lo lasciano sfuggire. Apparentemente è un fiume senza fondo...

    Prima Prigione: Limbo

    La prima prigione è costituita dal palazzo del silenzio, un enorme edificio marmoreo e tetro, sede del tribunale del mondo dei morti, presieduto dal giudice e generale infernale Minosse del Grifone, ma solitamente occupato dal suo vice-procuratore, Lune di Barlog. Egli raccoglie nei suoi tomi la storia di ongi individuo dell'umanità e, al momento dell'arrivo al tribunale, ne consulta il contenuto decidendo quale luogo degli inferi è il più adatto all'anima condannata; quindi tramite i suoi poteri fa precipitare nel luogo prescelto la vittima.

    Nel manga classico, al momento dell'arrivo di Seiya e Shun, di guardia al luogo vi è anche il soldato skeletor Marchino

    Oltre il palazzo vi è un ponte roccioso che collega alla valle dei lussuriosi

    Prima Valle: lussuriosi

    Un luogo ove dimorano coloro che amarono per lussuria, sono condannati a vagare tra terribili venti che impediscono di ragigungere i loro partner in vita.

    Seconda Prigione

    Questo luogo è ispirato ad Abu Simbel del mondo reale. Qui si trovano le anime degli ingordi che sono costretti a fuggire all'interno delle'dificio braccati da Cerbero, il colossale mastino a 3 teste, che prende e divora le anime per l'eternità. Specter a guardia di questa prigione è Pharao della sfinge.

    Dietro all'imponente edificio, vi è una vallata, unica in tutto il regno dei morti, in quanto ricolma di fiori. Qui ha dimorato Orfeo, cavaliere d'argento della Lira, che ha perso la sua amata Euridice; trmaite il suo talento musicale convinse Ade a restituirgliela, ma un bieco trucco ordino da Pandora ed eseguito da Pharao, l'ha imprigionata nella pietra; Orfeo decise dunque di rimanere qui epr alleviare le sue pene con la musica.

    Terza Prigione: Avidi

    Questa prigione è una profonda valle che i dannati sono costretti a risalire spostando enormi macigni, per poi ricadervi in eterno. Il guardiano è lo Spettre Ivan di Troll

    Quarta Prigione: Iracondi e Violenti

    Questa scura valle è eprcorsa dal fiume Stige in cui dannati affogano, suo guardiano e traghettatore è lo Spectre Flegias di Lycaon

    Quinta Prigione: Eretici

    In questo luogo le anime sono condannate a brucirare in eterno, prigioniere di tombe di pietra. Lo specter guardiano è Stand di Beetle. Qui avviene anche lo scontro tra Kanon e Ikki contro i 3 Giudici, in cui Eaco viene sconfitto.

    Sesta Prigione

    Non viene mostrata

    Cascata di Sangue

    Collega la 6° e la settima Prigione. Sulla sua sommità sorgeva fino alla guerra sacra del 1700 (Lost Canvas) una magnolia che aveva conquistato l'8° senso ed era quindi viva nel regno dei morti. Tenma di pegasus, guidato da Asmita della Vergine, la abbatte e i suoi frutti vengono raccolti da Yuzurina e Yato, da essi verranno formati i grani del rosario con cui sigillare i 108° Specter

    Settima Prigione

    Non viene mostrata, ma si sa che è percorsa dal fiume Flegentone e qui s'incontrano Alone, Tenma, Yazurina e Yato nella serie Lost Canvas

    Malebolgie

    Sono 10 profondi abissi con diversi dannati, non vengono mostrati

    Cocito

    Enorme distesa di ghiaccio ove sono imprigionati per l'eternità i traditori e coloro che sfidarono gli dei, tra cui tutti i Saint delle numerose guerre sacre contro Ade. Qui si conclude lo scontro tra Shion e Lune in Lost Canvas. mentre nella serie classica vengono impriogionati Seiya, Ikki, Aiolia, Mu e Milo. Il primo dei quali sarà liberato dal guardiano, Valentine dell'arpia, che vuole impossessarsi dell'armatura di Atena, venengo poi eliminato. Altri 4 Specter saranno uccisi dai 3 cavalieri d'oro quando il cosmo di Atena, tramite il suo cloth, li libererà.

    Giudecca

    Il palazzo dove risiede Ade con Pandora. Si trova nella parte più profonda degli inferi e dietro di esso sorge il Muro del Lamento che lo divide dall'Elisio. Fonte:http://knightofthezodiac.wikia.com/wiki/Inferno

    ADE: Tra Mitologia, Inferno Dantesco e Saint Seiya
    Ultima modifica di BlackGemini83; 16-12-2015 alle 22:53
    "Io non possiedo due facce, ma una sola , la più buia e impenetrabile dell'universo"

    ADE: Tra Mitologia, Inferno Dantesco e Saint Seiya

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