Myth Cloth Ex Fake sequestrati Come tutti i nostri lettori sanno, oltre alle notizie riguardanti Saint Seiya, ci occupiamo anche del merchandising che gira attorno a questo brand ed il più rilevante è senza dubbio la linea dei Myth Cloth. Tra le varie notizie ufficiali ci capita a volte di scrivere qualche articolo in merito a prodotti comunemente chiamati “fake” ma che, a conti fatti, risultano essere dei semplici prodotti contraffatti.

Mi è capitato già di parlare del fenomeno dei fake cinesi sia sul blog che sul forum e sembra proprio che negli ultimi anni si sia allargato a macchia d’olio, portando con sé una bella fetta di utenza.

Bandai, casa produttrice del brand, in principio sembrava aver sottovalutato il problema ma, probabilmente, questo deve aver inficiato in qualche modo sulle loro casse tant’è che i prezzi, nell’ultimo periodo, hanno avuto un’impennata importante. Questo, forse, può esser dovuto anche al calo drastico dello Yen oppure per entrambe le cose.

Tutto questo però ha avuto un risvolto. Infatti la casa nipponica ha deciso di intraprendere una battaglia legale contro queste aziende, grazie anche alla collaborazione di TOEI, dell’AIC (Administration for Industry and Commerce) e della PSB (Public Security Bureau).

Nella giornata odierna, sul sito Tamashii, sono stati resi noti i raid effettuati su due compagnie cinesi, la AE Model e CS Model, dove sono stati confiscati circa 5040 copie in totale di prodotti Saint Seiya e, per ordinanza del giudice, destinati alla distruzione per il mese di Agosto 2017. I proprietari delle rispettive ditte dovranno inoltre pagare la cifra di 100.000 RBM per quanto riguarda la CS Model (circa 12.800€), mentre 90.000 RBM la AE Model (circa 11.540€) per aver infranto i diritti d’autore.

Come già detto poco fa, questo mercato ha preso piede grazie soprattutto ad una grande richiesta da parte di molti collezionisti che hanno, per forza di cose, incoraggiato ancor di più la produzione di questi prodotti contraffatti di cui non si conoscono neanche i prodotti utilizzati (senza sapere se siano nocivi o meno per la salute).

Non sta a me giudicare, ognuno è libero di acquistare ciò che vuole con i propri soldi ma, personalmente parlando, non tollero quanto accaduto. In questo modo si danneggia chi detiene i diritti ed anche chi acquista i prodotti originali perché si vede incrementare il prezzo o addirittura prototipi mostrati in varie fiere e poi mai portati sul mercato. Poi se si vuole colpevolizzare la ditta nipponica per altri motivi riguardanti il design poco accurato, allora è un altro discorso ma questa non deve essere una scusa per giustificare la presenza dei fake.

Fonte: http://tamashii.jp/global/fake/